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martedì 31 marzo 2015

Silurato mons. Oliveri, esattamente come previsto

Mons. Oliveri, vescovo di Albenga e "reo" di essere amico della Tradizione e dei Frati Francescani dell'Immacolata, è stato definitivamente silurato.

A darne notizia è il commissario "tutor" vescovo coadiutore con diritto di successione,  mons. Borghetti, che in modo roboante ha annunciato di aver "pieni poteri", con largo anticipo rispetto al gennaio 2019 (inizio dell'età "pensionabile" di mons. Oliveri).

Il siluramento a suo tempo era stato confermato con una "smentita ufficiale" da parte di mons.Oliveri (come nella politica, le "smentite" sono in realtà "conferme"; ed anche il "vescovo coadiutore" ufficialmente era stato richiesto da Oliveri, praticamente è stato imposto ad Oliveri).

Nel proclama di Borghetti rilasciato all'ANSA si fa cenno a seminaristi con fede "debole" (sottinteso: non credono ai neodogmi del Vaticano II), di preti pedofili (uno già in carcere, altri tuttora indagati) e di preti "nudi su Facebook" (eufemismo per indicare la lobby dei preti gay).

La lobby dei preti gay (che ne conta di occulti e di fin troppo riconoscibili), ad Albenga, conterebbe circa un terzo del clero diocesano - quanto basta per influenzare drammaticamente (da molti anni a questa parte) la vita della diocesi e le decisioni del vescovo. Molti sono stati ordinati proprio da Oliveri - fin troppo generoso nell'accogliere seminaristi ambigui, magari spacciatisi per tradizionalisti.

A farne le spese, dunque, saranno come al solito gli onesti - cioè i preti e seminaristi di stile "tradizionale". [Fonte]

«Chi ha paura del cardinale Burke?»

Il 22 marzo scorso leggevo su La Nuova Bussola [qui] un articolo a firma di Andrea Zambrano, dal titolo: «Chi ha paura del cardinale Burke?», che replicava efficacemente alle accuse rivolte al Cardinale da Pierluigi Castagnetti, ex deputato del Pd, democristiano di sinistra, di girare l’Italia «per fare conferenze contro le tesi del Card. Kasper (in effetti contro Papa Francesco) sul tema della famiglia».

Questo mantra che chi si oppone alla tesi-Kasper, per la verità più volte elogiato dal papa, si opponga al papa stesso, è ricorrente nelle performances dei nuovi corifei della rivoluzione conciliare che sta procedendo a gonfie vele come mai prima d'ora. Come pure il ritornello che sia anti-Bergogliano chi si azzarda a rimanere interdetto da fatti e detti che la cronaca di ogni giorno ci offre incalzanti e ne denuncia gli scostamenti dalla dottrina e dalla Tradizione. Questo sito ne è la cronaca in diretta, documentata e sofferta. Ribadisco di seguito alcune considerazioni, che di fatto non sono "anti" nessuno ma "per" la fedeltà alla verità rivelata.

Un nuovo fronte, da un ennesimo contesto tendenzialmente normalizzatore, che accusa il card. Burke

Ieri leggevo su MiL un articolo riguardante una analoga denuncia da parte di Massimo Introvigne, sociologo torinese e reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica, al quale sarebbero da attribuire critiche ancora più pesanti di quelle di Castagnetti rivolte al Cardinale Burke, contenute in una circolare interna che deve aver colto di sorpresa molti dei destinatari. Tant'è che alcuni stralci ne sono finiti sulla Rete, destando non poca meraviglia anche da parte nostra. Anzi alla damnatio nei confronti del Cardinale, vengono associati i nomi di altri due pastori, che sono punti di riferimento di chi ama la Tradizione. Nei seguenti termini (cito da MiL):

Raymond Leo cardinale Burke. Permanere nella Verità di Cristo sul Santo Matrimonio

CHESTER, ENGLAND - 6 marzo 2015
Testo integrale della presentazione del Card. Raymond Leo Burke del libro “Permanere nella Verità di Cristo: Matrimonio e Comunione nella Chiesa Cattolica”.

Il Card. Burke a Chester
Si tratta di un documento che è e resta un insegnamento magistrale, arricchito da molte note Siamo orgogliosi di metterlo a disposizione per la condivisione e un fruttuoso approfondimento.
[Nostra traduzione dall'originale inglese]


Il testo è lungo e articolato; per cui l'ho reso disponibile anche nella versione pdf che, chi vuole, può scaricare da qui.





Introduzione

È con grande piacere, ed è un grande onore per me, parlare con voi riguardo al Santo Matrimonio. Sono particolarmente onorato dalla presenza del Vescovo Mark Davied della Diocesi di Shrewsbury che mi ha accolto così calorosamente nella sua Diocesi, un uomo che io ammiro grandemente e con il quale ho potuto fare una piacevole visita nel corso della giornata. Esprimo la mia più profonda gratitudine a Mr. John Smeaton della Society for the Protection of Unborn Children [NdT: Società per la Protezione dei Nascituri] e dell’iniziativa Voice of the family [Voce della famiglia] per l’invito che mi ha rivolto a incontrarmi con voi oggi e a per affrontare le preoccupazioni più urgenti in materia di matrimonio e famiglia nel nostro tempo, specialmente alla luce dei lavori in corso al Sinodo dei Vescovi.

Ho ammirato molto l’apostolato della Società per la Protezione dei Nascituri nel corso del tempo e, negli ultimi anni, ho avuto il privilegio di conoscere personalmente John Smeaton, Capo Direttore Esecutivo. In tempi più recenti, durante la sessione di Ottobre 2014 del Sinodo dei Vescovi, sono stato testimone del lavoro della Voce della Famiglia, una federazione composta da 23 organizzazioni pro-life e a favore della famiglia, che è coordinata dalla Società per la Protezione dei Nascituri, sono felice di avere l’occasione di esprimere la mia stima per John Smeaton e per il suo staff che ha lavorato senza sosta con lui per comunicare accuratamente il lavoro della sessione 2014. La loro competenza era evidente. Così come era altrettanto evidente il loro profondissimo amore per Cristo e per il Suo Corpo Mistico, la Chiesa. Ringrazio voi, Società per la Protezione dei Nascituri e Voce della Famiglia, per il vostro preziosissimo servizio alla Chiesa e alla società in un momento tanto impegnativo. Prometto di continuare le mie preghiere quotidiane perché Dio benedica il vostro lavoro chiave, offerto per il bene di tutti nella Chiesa e specialmente per i più bisognosi e indifesi. In particolar modo, in una cultura che è così profondamente confusa e in errore circa le fondamentali verità del matrimonio e della famiglia, mi congratulo per i vostri sforzi tesi a mantenere la Verità riguardo al matrimonio in tutta la sua bellezza e bontà. È mia sincera speranza che la mia presenza e le mie parole vi diano ispirazione e forza per la vostra missione cruciale di salvaguardare e promuovere l’integrità del matrimonio e della famiglia come culla della vita umana e prima scuola per la sua crescita e sviluppo.

Nella mia presentazione, parlerò inizialmente della attuale discussione circa le verità fondamentali del matrimonio nella Chiesa, spiegando l’importanza degli studi riportati anche nel libro “Permanere nella Verità di Cristo: Matrimonio e Comunione nella Chiesa Cattolica” per assistere il Sinodo dei Vescovi nell’affrontare la situazione della famiglia nel nostro tempo. Quindi, affronterò lo stato della cultura secolare nella quale la Chiesa è chiamata a portare la propria missione a difesa della famiglia. In terzo luogo, parlerò della forma principale della missione della Chiesa, della nuova evangelizzazione e del ruolo chiave che la famiglia ha in questa missione. In un quarto momento, tratterò la parte più importante del Vangelo della Vita nella nuova evangelizzazione, includendo in particolare una trattazione dell’integrità dell’atto coniugale. Infine, illustrerò la relazione che c’è fra la legge morale naturale e l’insegnamento della Chiesa circa la vita umana e la sessualità umana.


Discussione in corso circa la verità fondamentale del matrimonio

Nel momento presente nella Chiesa credo che non vi sia una questione più seria per noi da affrontare della Verità a proposito del matrimonio. In un mondo nel quale l’integrità del matrimonio è stata sotto attacco per decenni, la Chiesa è rimasta fedele araldo della verità riguardo il piano di Dio per l’uomo e per la donna, nell’unione fedele, indissolubile e procreativa del matrimonio. Nel nostro tempo, certamente a causa di una costante pressione da parte di una cultura completamente secolarizzata, nella Chiesa si è fatto spazio per una crescente confusione e anche per molti errori, che hanno indebolito gravemente, se non totalmente compromesso, la testimonianza della Chiesa, a detrimento dell’intera società.

lunedì 30 marzo 2015

Il neo-clero

Che ne dite di questa Analisi da Traditio Liturgica? Non conoscevo la secolarizzazione dell'Oriente greco. Comunque sto preparando un articolo perché mi ha suscitato molte osservazioni e considerazioni che è bene condividere e ulteriormente approfondire.

Il clero ha una grande responsabilità all'interno della Chiesa: è in grado di stimolare e far lievitare una realtà o, al contrario, di deprimerla e necrotizzarla.

In Occidente, il concilio di Trento aveva certamente in mente questo quando istituì i seminari, luoghi deputati alla formazione intellettuale e spirituale del clero.

Non sono di quelle persone che pensano ai seminari come a luoghi ideali. Come ogni scelta umana, anche questo tipo d'istituzioni risentono di limiti e problematiche di varia natura emerse nel corso del tempo.
Ammetto, però, che la loro istituzione aveva un fine positivo: formare un clero di alta qualità. Che ci sia riuscito o meno, poi, è un altro paio di maniche e dipende da luoghi, tempi e persone. La caricatura con la quale si apre questo post ci indica che, nonostante tutto, nella Francia dell'Ancien Règime, il clero non era visto nel modo migliore e che i buoni esempi continuavano a rimanere una minoranza.

domenica 29 marzo 2015

Domenica delle Palme da Piazza San Pietro

"E subito dopo la celebrazione in Piazza San Pietro questa mattina dove come sapete si ripercorre la passione del Signore, parte improvvisamente nella piazza a tutto volume un'incalzante musica da discoteca che fa' da base a una canzone di un cantante argentino?"
....perdonatemi ma non posso tacere, è successo poco fa in diretta su Rai Uno, la diretta era quella della Domenica delle palme in Piazza San Pietro, una Liturgia che come sappiamo ripercorre la "passione del Signore", una liturgia che ci porta davvero a riflettere in profondità su ciò che il Signore ha vissuto per noi, una liturgia che dopo esser svolta ha certamente necessità di raccoglimento, che ci invita assolutamente a riflettere in apertura di questa Santa settimana ....invece cosa succede? Il telecronista ridacchiando annuncia la novità voluta da Papa Francesco, una novità che avrebbe reso felici i tanti giovani presenti in Piazza San Pietro... parte incalzante infatti a tutto volume un ritmo da discoteca, qualcuno ripreso dalle telecamere inizia quasi a ballare... e inizia a cantare un giovane cantante "argentino" che ha costruito la canzone utilizzando alcune parole di Papa Francesco; (ascolta la canzone qui) sono assolutamente tristemente colpita da quest'altra novità... questo è il mio pensiero...e penso che siamo solo all'inizio. [Fonte]

4° Convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI “Un tesoro per tutta la Chiesa”

Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum Giovani e Tradizione
4° Convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI
“Un tesoro per tutta la Chiesa”

Roma, Pontificia Università San Tommaso (Angelicum), 13-14 giugno 2015

*****
Programma:
Sabato 13 giugno 2015
Ore 8,00: Accoglienza e iscrizioni in segreteria
Chiesa dei Ss. Domenico e Sisto (Angelicum)
Ore 8,30 Santa Messa Prelatizia di S.E.R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta
Servizio liturgico: Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum
Coro liturgico: Suore Francescane dell’Immacolata
Aula Minor
Ore 9,30: Canto del Veni Creator
Apertura dei lavori: Don Marino Neri (Segretario del sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum – Moderatore del convegno)
Ore 9.40: Prolusione: P. Vincenzo M. Nuara O.P., Moderatore del Sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum e Presidente onorario dell’Associazione Giovani e Tradizione
Sessione mattutina
Ore 10,00: Intervento:  S.E. R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta: “La Tradizione come fondamento della liturgia cattolica”
Ore 10.30: 1^ Relazione:Lex orandi-lex credendi nel Motu proprio Summorum Pontificum: un approccio teologico”, Prof. Dom. Cassian Folsom, O.S.B. (Pontificio Ateneo Sant’Anselmo- Roma)
Ore 11.10: pausa
Ore 11.30: 2^ Relazione: “Giustizia, religione, vero culto : la prospettiva di San Tommaso d’Aquino”, Prof. Giovanni Turco (Università degli Studi- Udine)
Ore 12.10: 3^ Relazione: “Il culto in spirito e verità: liturgia e simbolismo”, Don Marino Neri (Università degli Studi- Pavia)

sabato 28 marzo 2015

Le relazioni della Fraternità S. Pio X con Roma, secondo Mons. Pozzo

Dal mondo della Tradizione:
In occasione della consacrazione di don Jean-Michel Faure da parte di Mons. Richard Williamson, il 19 marzo 2015 al monastero Santa Cruz di Nova Friburgo (Brasile), l’agenzia romana I.Media ha interrogato Mons. Guido Pozzo, segretario della Commissione Ecclesia Dei.

Quest’ultimo ne ha approfittato per fare il punto sullo stato delle relazioni tra la Fraternità S. Pio X e Roma, dichiarando che aldilà delle difficoltà dottrinali che perdurano, i problemi sono «interni alla Fraternità». Secondo il prelato romano citato da I.Media: «Il Papa attende che la Fraternità decida di entrare (nella Chiesa ndr) e noi siamo sempre disponibili con un progetto canonico che è già conosciuto», vale a dire la creazione di una prelatura personale. «È necessario un po’ di tempo affinché le cose si chiariscano all’interno e Mons. Fellay possa ottenere un consenso abbastanza ampio prima di compiere questo gesto». – Siamo noi a evidenziare quest’affermazione.

Alla Casa generalizia della Fraternità S. Pio X, ci si interroga sull’intenzione di Mons. Pozzo nella sua ultima frase che non corrisponde alla realtà: È questa la sua visione della situazione? Un suo personale auspicio? O la volontà d’introdurre una divisione all’interno della Fraternità?

Foto: mons. Schneider celebra la Messa "tridentina" in Vaticano

25 marzo 2015, festa dell'Annunciazione: mons. Athanasius Schneider celebra la Messa "tridentina" all'altare di san Pio X nella Basilica di San Pietro in Vaticano:



Don Curzio Nitoglia. Platone, Aristotele, S. Agostino e S. Tommaso. Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa

.: Parte prima : Platone, Aristotele, S. Agostino e S. Tommaso - Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa.
.: Parte seconda : Causalità e partecipazione Secondo Platone, Aristotele e S. Tommaso
.: Parte terza : La Metafisica di Aristotele
.: Parte quarta : Originalità e Perfezione della Filosofia Tomistica. Rispetto al Platonismo e all’Aristotelismo

PLATONE, ARISTOTELE, S. AGOSTINO E S. TOMMASO
Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa

Introduzione

Non si può capire Aristotele se non iniziando con lo stabilire quale sia la sua posizione nei confronti di Platone. Se si va al nucleo strettamente teoretico, si riscontrano alcune concordanze di fondo cospicue, troppo spesso fraintese nelle epoche successive[1], interessate a contrapporre i due filosofi e a farne opposti simboli. Invece Aristotele fu il più genuino dei discepoli di Platone. Infatti ‘genuino discepolo’ di un maestro non è colui che ripete il maestro, ma colui che, muovendo dalle teorie del maestro, cerca di superarle andando oltre il maestro verso la verità, ma nello spirito del maestro”[2].

Inoltre anche a causa di un’interpretazione di Platone alla luce dei suoi soli scritti[3]  e soprattutto di quelli della maturità[4], ossia anteriori ai Dialoghi della vecchiaia[5] (comunemente gli storici dividono gli scritti di Platone in tre periodi: 1°) della gioventù con i Dialoghi socratici; 2°) della maturità con la dottrina delle Idee; 3°) della vecchiaia con la dottrina dei Princìpi), si ritiene che egli sia non soltanto il filosofo del realismo esagerato, ma soprattutto di un certo “idealismo” dualistico, mitologico o discorsivo, tendenzialmente gnostico, e, quindi, in contrapposizione totale con Aristotele.

venerdì 27 marzo 2015

Giovedì 26 marzo abbiamo pregato per i Sacerdoti.

Giovedì 26 marzo 2015
È andata! Eravamo un piccolo drappello, in una splendida luminosa serata romana nel cuore della cristianità, uniti spiritualmente alle molte persone che hanno scritto per assicurare la loro partecipazione anche a distanza.
Ed è così che ieri, ultimo Giovedì di Quaresima, ci siamo ritrovati alle 20:30 in piazza San Pietro sotto l'obelisco e lì abbiamo implorato col Santo Rosario – per la Chiesa tutta e in particolare per i Sacerdoti e il Sacerdozio secondo il Cuore del Signore rammentando l'«unzione» del Giovedì Santo  l'intercessione di Colei che ha schiacciato la testa dell'antico serpente, di Colei che ai piedi della Croce riceveva nelle sue mani il testamento del Redentore.
Dunque noi c'eravamo ed è solo un inizio.
In cordibus Jesu et Mariae.
O Gesù, sommo ed eterno sacerdote,
custodisci il tuo sacerdote dentro il Tuo Sacro Cuore.
Conserva immacolate le sue mani unte
che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo.
Custodisci pure le sue labbra
arrossate dal Tuo Prezioso Sangue.
Mantieni puro e celeste il suo cuore
segnato dal Tuo sublime carattere sacerdotale.
Fa’ che cresca nella fedeltà e nell’amore per Te
e preservalo dal contagio del mondo.
Col potere di trasformare il pane e il vino
donagli anche quello di trasformare i cuori.
Benedici e rendi fruttuose le sue fatiche
e dagli un giorno la corona della vita eterna.
(Santa Teresa di Gesù Bambino)

Poteri della Chiesa, limiti dei suoi ministri, atteggiamento dei fedeli

Testo tratto dal libro di padre Enrico Zoffoli La vera Chiesa di Cristo, Roma 1990, pp.285-289. Egli era consapevole già allora di dover
«richiamare la verità essenziale a quanti l'hanno dimenticata; precisare e chiarire le idee di molti che le hanno confuse e discutibili; confutare i pregiudizi derivati da un insegnamento e da notizie storiche false e tendenziose; animare i fedeli ad una scoperta rigorosamente scientifica della sua origine, natura, proprietà e destino, superando tutte le rovine che, accumulate da millenni di persecuzioni ed eresie [polarizzate e confluite negli ultimi decenni], di scandali e tradimenti, particolarmente oggi minacciano di travisarne il volto, soffocarne il respiro, comprometterne la missione». [dalla quarta di copertina]
Padre Zoffoli vedeva con chiarezza i prodromi della crisi - scrive nel 1990 -, ma non si erano ancora manifestate in tutti i loro effetti le derive che stiamo vivendo oggi.

§ 3 - Poteri della Chiesa, limiti dei suoi ministri, atteggiamento dei fedeli

La crisi vissuta nella Chiesa dal Vaticano II in poi ha motivato le ben note deplorazioni dei Papi, delusi dai risultati che tutti si attendevano da un Concilio inaugurato all'insegna del più legittimo ottimismo. Non sono mancate le reazioni, e passerà certo alla storia l'impennata di mons. R. Lefebvre nei suoi rapporti con la S. Sede: essa ha nutrito una polemica che spesso ha superato certi limiti. L'innegabile zelo del vescovo francese purtroppo non ha favorito un ritorno all'ortodossia di teologi scapigliati, e sembra che abbia anche provocato un loro irrigidimento su posizioni incompatibili con la «sana traditio» e il Magistero. Ora, ciò che dopo la «scomunica» del Lefebvre si è tentato di spiegare in difesa del suo contegno è la discutibile distinzione tra la «persona» e la «funzione» del Papa, tra «l'unità della fede» e «l'unità della comunione». Essa, in situazioni definite «straordinarie» - come appunto l'attuale - autorizzerebbe a sottrarsi alla Gerarchia, a resistere alle disposizioni del Papa.
Tutto ciò suggerisce di riprendere e precisare alcune idee per integrare la precedente trattazione sulla «persona» e i «poteri» del Pontefice.

Rinvio ai mittenti di ciò che loro appartiene, mantenendo la rotta di sempre

 AVVISO E PUNTUALIZZAZIONI DOVUTE

Effettivamente siamo in guerra e non nelle retrovie. Ho cercato di sottrarmi ad un gioco perverso che non mi appartiene. E con questa puntualizzazione ineludibile, desidero prendere le distanze dai liquami fangosi ma non senza dire ciò che va detto. È la ragione del presente avviso.
  1. C'è chi continua a sommergermi con segnalazioni sulle recenti ulteriori e ostinate staffilate, che mi prendono come bersaglio con uno stile tutto fuorché accademico né tanto meno pastorale. Questa non è e non pretende di essere un'accademia ma un luogo, serio e documentato, di confronto e di riaffermazione delle verità di fede oscurate.  
  2. C'è anche chi continua a segnalarmi gli insulti gratuiti di un sacerdote (!!) che non perde né il pelo né il vizio di calunniare ad personam senza alcun tentativo di confutare nel merito quel che dico. E non mi riferisco solo a questioni riguardanti la FSSPX, alla quale è notorio che non ho aderito, anche se ne difendo alcune posizioni così come difendo la Tradizione. Mi riferisco alla ripresa del suo gratuito bersaglio sulla mia persona nell’evidente intento di delegittimare tutto quel che dico, sempre e soltanto col metodo dell’asserzione accusatoria, falsa e falsificante senza scendere nel merito di alcun argomento se non con logorroiche circonvoluzioni dalla logica distorta e distorcente che purtroppo fa presa su chi non conosce a fondo gli argomenti sui quali si dibatte da anni.
  3. C'è ancora chi continua a segnalarmi le ultime reiterate acrobazie dell'altro pastore compagno di naufragio alle quali risponderò a parte in maniera equilibrata e documentata, trattandosi della Liturgia.
Insisto e persisto nel dire che intendo rimaner fuori da ogni ignobile vis polemica, da qualunque parte venga. E soprattutto continuerò a non dare importanza e visibilità a un isolano naufrago e ai suoi logorroici monologhi autoincensanti e accusatori senza affrontare nel merito alcun argomento così come continuerò a non dare importanza e visibilità a altri suoi corifei evidentemente malevoli soprattutto ad personam.

Per quanto mi riguarda, offro al Signore questi tristi e purtroppo squallidi episodi che fanno parte del clima di confusione nonché della conseguente divisione che, alla fine, va polarizzandosi su due fronti contrapposti, dal momento che la gravità dell’ora presente impone di prender parte per l’uno o per l’altro. Non esiste una via di mezzo. Ebbene io so dalla parte di Chi sto, forte anche di chi – nella Chiesa – mi conferma con Autorità autenticamente pastorale e che non nomino sia per non accampare crediti di cui vorrei non aver bisogno che per salvaguardarne la figura pubblica non associandolo ad un ‘luogo’ di frontiera indubbiamente ‘scomodo’ perché tocca con parresìa e senza mezzi termini i punti nevralgici dei Fondamenti della nostra Fede, che è necessario evidenziare e riaffermare secondo la Roma perenne.

Io e molti di noi abbiamo già detto e ridetto quanto dovevamo sulla Fraternità e sulla Tradizione e continueremo a dirlo. Mi riservo eventuali azioni nelle sedi adeguate qualora si rivelasse necessario perché un conto è un prudente silenzio che nasce dall’umiltà, un altro conto è subire gli effetti delegittimanti, che ora stanno assumendo addirittura l'aspetto di un fuoco concentrico, di una ormai sistematica azione di diffamazione che purtroppo può aver presa su chi non è addentro alle questioni sul tappeto in tutta la loro complessità. Anche se i frequentatori della Rete non sono tutti deficienti e possono riuscire a fare riscontri obiettivi, di fronte peraltro ad un'enfasi talmente eccessiva e ostinata da rasentare persino il ridicolo.

Si può non esser d’accordo, si può voler correggere la visuale che non si approva; ma nulla autorizza a farlo prendendo frammenti e facendone degli assunti arbitrari per finire agli insulti ed alla diffamazione anziché misurarsi in un civile confronto che potrebbe essere edificante per tutti, ma esige anche la buona fede.

Concludo con le seguenti affermazioni, che inquadrano la realtà nei termini corretti senza divagazioni inutili, parafrasando e facendo mia la sintesi di una lettrice:
L’uso delle parole progressista e tradizionalista è scorretta e deviante. I cattolici, in quanto cattolici, non sono ideologi, non hanno una propria visione della vita, una propria verità, non hanno preferenze in ordine al nuovo o al vecchio. I cattolici calpestano le orme di Cristo e seguono la sua strada, indicata dalla Rivelazione (Sacre Scritture e Tradizione) e resa più chiara, nel caso di pericolo di deviazione, dal magistero infallibile della Chiesa (che è quello dogmatizzato dalla Pastor Aeternus). Del passato essi riprendono ciò che appartiene all'Eterno e per questo non può mutare, del nuovo riprendono ciò ch'è buono, senza respingere ogni cambiamento per partito preso, perché non appartengono a fazioni o a partiti o a tifoserie di nessun genere, ma la loro Maestro e Signore e alla Sua Chiesa.
Quindi i cattolici non possono essere divisi in categorie a seconda delle loro ideologie o gusti in fatto di fede e morale. Coloro che seguono ideologie o gusti, in fatto di fede e di morale, non sono cattolici. I cattolici, poi, per dirla come S. Pio X, in quanto cattolici, non possono essere altro che difensori della Tradizione (dato che la Tradizione è fonte della Rivelazione).
Queste parole, questi “ismi” sono in realtà strumenti di confusione perché mirano, nella discussione ad evitare di entrare nel merito delle questioni, gravi, che dividono il mondo cattolico (falso/vero) in materia di fede e di morale, spostando l’attenzione dall’oggetto della discussione alla persona che discute, la quale viene catalogata, inserita in una categoria, creata artatamente al fine di potere stigmatizzare la categoria (e dunque l’interlocutore nella quale viene inserito o nella quale l’interlocutore stesso si autoinserisce), attraverso l’attribuzione ad essa di connotazioni negative di tipo ideologico e più spesso psicologico-spirituale-comportamentale. La lista lunghissima di queste “connotazioni negative” attribuite dalla attuale gerarchia ecclesiastica e dai suoi corifei alla categoria dei “tradizionalisti” e la totale mancanza di argomentazioni in ordine a ciò che è oggetto di censure rivolte da cattolici (e basta, senza –ismi) preoccupati di questo divario, che sta per diventare un abisso, tra la Chiesa di duemila anni e la “pastorale” di parte, sempre più ampia, della gerarchia ecclesiastica (e della chiesa discente) degli ultimi decenni evidenzia questo meccanismo.
Esso mette in luce un terzo fronte ormai consolidato oltre a quello dei modernisti (giocoforza accennarvi anche se non si vuol cadere nel gioco della categorizzazione): quello dei normalisti ad oltranza che, alla fine, si uniformano al metodo appena descritto.
Bisogna evitare di cadere in questa trappola linguistica e cercare di smascherarla, riportando il confronto sull’oggetto della discussione, che va incentrato, in radice, sul rapporto tra CVII (come testi, come evento, come “spirito”, come seguente magistero ecclesiastico applicativo), da un lato, e Rivelazione e magistero infallibile della Chiesa, dall’altro lato (per l’emergenza Sinodo la discussione va anche mirata sul rapporto tra Rivelazione e magistero infallibile della Chiesa, da un lato, e le proposte nuove dottrine, dall’altro, sul matrimonio e sulla famiglia).
Stessa cosa per i sottogruppi e sottocategorie, dove spesso si fa riferimento a personalismi e sentimenti (gratitudine, amore filiale, antipatie, ecc.) di vario tipo (e mi riferisco alla questione del magistero degli ultimi due papi precedenti al papa regnante), deviati dalla tentazione di indagare il foro interno di questi papi o preoccupati di un giudizio globale sulla persona.
I nostri personali sentimenti non dovrebbero guidarci nel tentativo di comprensione di quello che sta succedendo, non dovrebbero turarci le orecchie e renderci incapaci di intendere, renderci litigiosi, perché a difesa o contro l’uno o l’altro. Il nostro amore dovrebbe essere rivolto verso la Verità ed in caso di contrasto tra la Verità e nostro padre, nostro figlio ecc. noi dobbiamo scegliere sempre la Verità. Come sta scritto. E nostro padre possiamo e dobbiamo continuarlo ad amare, anche se dovessimo scoprire che ha sbagliato. E pregare per lui ancora di più.
E, se il mio ribattere può apparire inutile perché il meccanismo sopra descritto tenta di vanificarlo, continuerò instancabile finché il Signore lo permetterà, martellando non con mie opinioni personali né con sterili polemiche che non portano da nessuna parte, ma riaffermando con la forza della verità conosciuta e col fondamento del Magistero – come ho sempre fatto – ciò in cui credo e che appartiene alle profondità del mio essere.
Maria Guarini

giovedì 26 marzo 2015

Müller: "Poteri dottrinali alle conferenze episcopali? È assolutamente anticattolico"

Matteo Matzuzzi su Il Foglio di ieri [qui].
Per chi vuole approfondire, una interessante riflessione [qui] e un importante documento del Cardinale [qui]. E inoltre: [vedi qui Maradiaga e sinodalità - qui sul "consiglio della corona" - qui su collegialità conciliarista e allineamenti]

Trema il Cupolone, e non per le raffiche di vento che si sono abbattute impetuose oggi su Roma. Il cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Müller, ha rilasciato un'intervista al settimanale francese Famille Chrétienne in cui non solo ha ribadito con forza la sua posizione sul Sinodo prossimo venturo, ma è andato anche oltre, mettendo in discussione la possibilità di concedere ampi poteri alle conferenze episcopali nazionali, vale a dire uno dei capisaldi dell'esortazione Evangelii Gaudium, il programma di questo pontificato, come ha chiarito, mettendolo nero su bianco, Francesco: "Sottolineo che ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e dalle conseguenze importanti".

Come si sentono i bambini come Myriam

All’inizio di marzo l’emittente Sat 7 Arabic ha realizzato un servizio tra i cristiani iracheni rifugiati e fuggiti da Qaraqosh a causa delle violenze dell’Isis. Intervista sottotitolata in italiano a una bambina, Myriam. [Fonte: Tempi.it]

mercoledì 25 marzo 2015

Intervista con il cardinale RAYMOND LEO BURKE

Nel febbraio scorso abbiamo già pubblicato [qui] una importante intervista al cardinale Raymond Leo Burke. Ora, su LifeSiteNews [qui], troviamo ulteriori altrettanto importanti dichiarazioni alle quali contribuiamo a dar voce, per la nostra edificazione e di quella di chi è in attesa degli eventi significativi che sono in itinere.


— Dal Sinodo straordinario sulla famiglia, siamo entrati in un periodo di incertezza e confusione riguardo a diverse questioni «sensibili»: la comunione per le coppie divorziate e «risposate» un cambiamento di atteggiamento nei confronti delle unioni omosessuali e l'apparente allentamento verso le coppie che vivono insieme senza essere sposate. Sua Eminenza pensa che questa confusione produca già effetti negativi tra i cattolici?
— Sì, certamente. Ciò è quel che mi riferiscono i laici e che ho sentito da parte dei vescovi. Ci sono persone oggi che reclamano un «cambiamento» dell'insegnamento della Chiesa sulle relazioni sessuali fuori del matrimonio, o in rapporto alla natura intrinsecamente disordinata degli atti omosessuali. Ci sono anche persone che si trovano a vivere unioni coniugali irregolari che esigono ricevere la Santa Comunione, dicendo che questa è la volontà del Santo Padre. E ci troviamo di fronte a situazioni sconcertanti: tali le dichiarazioni del vescovo di Anversa sugli atti omosessuali, che passano senza essere sanzionate. Di modo che questa confusione si sta diffondendo in modo realmente allarmante.

Sinodo: 500 preti dall’UK per la tradizione

Puntuale Tosatti su La Stampa [qui]. SE NON ORA, QUANDO? E qualcosa si muove.

Il Catholic Herald pubblica una petizione di quasi cinquecento preti dell’Inghilterra e del Galles, rivolta ai partecipanti al Sinodo per la famiglia dell’ottobre prossimo che chiede che la dottrina e la pratica pastorale “restino fermamente e inseparabilmente in armonia”.
I firmatari dicono di attendersi dal Sinodo “una dichiarazione chiara e ferma” che sostenga l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio. “Noi desideriamo, - scrivono - come preti cattolici, riaffermare la nostra incrollabile fedeltà alla dottrina tradizionale relativa al matrimonio e al vero significato della sessualità umana, fondati sulla Parola di Dio e insegnati per due millenni dal Magistero della Chiesa”.
Secondo il Catholic Herald si tratta di un gesto senza precedenti nella storia della Chiesa inglese e gallese. “Affermiamo l’importanza di mantenere la disciplina tradizionale della Chiesa per quanto riguarda la ricezione dei sacramenti, e che tale dottrina e la pratica rimangano fermamente e inseparabilmente in armonia”.
Uno dei firmatari, che desidera rimanere anonimo, ha detto al settimanale che “c’è stato un certo grado di pressione affinché non si firmasse la lettera e realmente una forma di intimidazione da parte di alcuni alti prelati”. Fra i firmatari più noti, almeno al pubblico britannico, ci sono teologi, come Aidan Nichols e John Saward, docenti di Oxford come Andrew Pinsent e noti prelati come Robert Billing, Tim Finigan e Julian Large.

Don Divo Barsotti "Siamo figli dei padri" (Una Voce Dicentes, Firenze 2003)

Riprendo da MiL questi contenuti significativi, far da ripetitori ai quali può giovare a molti. Si tratta inoltre di persone con le quali la condivisione delle realtà della nostra fede è sempre stata fruttuosa e ricca di grazie e di due scritti: il primo di don Divo Barsotti - conosciuto attraverso padre Serafino Tognetti incontrato non solo sui testi - e, a seguire, un sapiente excursus di Dante Pastorelli che ne trae spunto.

Nella svalutazione del passato è implicita una giustificazione della nullità del presente”. Abbiamo pubblicato quest’affermazione di Gramsci che don Giussani fece propria.
Proponiamo, ora, il pensiero proveniente da un altro ed opposto versante: un breve ma denso articolo del mistico, teologo e pastore don Divo Barsotti tratto dal n. I – 2003 di Una Voce dicentes, periodico fondato e diretto per 11 anni da Dante Pastorelli, che si avvaleva di illustri collaboratori tra i quali mons. Brunero Gherardini, il più assiduo, don Ivo Cisar, mons. Ignacio Carambula, p. Serafino Tognetti, Neri Capponi. L’intervento di don Divo permette a Dante Pastorelli di svolgere alcune riflessioni sulla crisi nella Chiesa, con  particolare attenzione alla Chiesa fiorentina. (Roberto)
Il saluto, l’incoraggiamento ed il severo monito di un patriarca
Siamo Figli dei Padri
don Divo Barsotti, da Una Voce Dicentes, I - 2003

martedì 24 marzo 2015

LOS ORÍGENES APOSTÓLICO-PATRÍSTICOS DE LA "MISA TRIDENTINA"

LOS ORÍGENES APOSTÓLICO-PATRÍSTICOS DE LA "MISA TRIDENTINA"
por Sor Maria Francesca Perillo, F.I. 
(traducción del original por Flavio Infante)

Con la satisfacción del deber cumplido, ofrecemos la traducción de este extenso pero invalorable texto, correspondiente (con algunas añadiduras posteriores y profusión de notas al pie) a la ponencia de sor Maria Francesca Perillo, de la estigmatizada rama femenina de los Franciscanos de la Inmaculada, en el Tercer Convenio Summorum Pontificum celebrado en el Angelicum de Roma entre el 13 y el 15 de mayo de 2011.  Fuente: Chiesa e post Concilio
La Misa "Tridentina" no fue inventada por San Pío V ni por el Concilio de Trento, sino que se remonta a los tiempos apostólicos. La liturgia, de hecho, no es la expresión de un sentimiento de los fieles, sino que es "la" oración oficial de la Iglesia; es Dogma rezado. Contiene algo de eterno que no está construido por manos humanas. «Ecce ego sum ​​vobiscum», dice Cristo a su Iglesia (Mt 28,20).
Introducción

El término "Misa Tridentina" o "Misa de San Pío V" indica, por lo general, la celebración del rito de acuerdo con el llamado Vetus Ordo, es decir, anterior a la reforma litúrgica post-conciliar. Se trata de dos expresiones inadecuadas, ya que, si bien es cierto que el Papa San Pío V promulgó un Misal a continuación del Concilio de Trento, en realidad no hizo sino fijar y circunscribir cuidadosamente un ritual que ya estaba en uso en Roma desde hacía siglos. Su origen se remonta, en sus elementos esenciales, por lo menos a mil años antes, precisamente al Papa San Gregorio Magno. De este último pontífice resulta también el nombre, más correcto pero no exhaustivo, de rito gregoriano. No exhaustivo porque desde San Gregorio el Grande, como veremos, el rito se remonta a los tiempos apostólicos para finalmente enlazarse a la Última Cena y al Sacrificio cruento de Nuestro Señor Jesucristo, de los cuales cada Misa es representación constante e incruenta actualización.

Vuoi il fumo o l'aria pura?

Don Giorgio Ghio su Il Giudizio cattolico. Riprendiamo per diffondere ciò che è condivisibile e nutriente per tutti.

Io sono come un otre esposto al fumo, ma non dimentico i tuoi insegnamenti (Sal 118, 79).

Quando si dice che una cosa è come fumo negli occhi, si intende di solito, semplicemente, qualcosa di fastidioso e irritante. Il fumo può tuttavia avere effetti più gravi: se respirato, può provocare un’intossicazione. Nella società e nella Chiesa attuali il fumo delle chiacchiere ideologiche appesta ormai l’atmosfera da decenni: è naturale che tanti ne siano rimasti intossicati. Chi vi resiste, come afferma la divina Parola, è come un otre esposto al fumo: soffre profondamente, ma al tempo stesso lotta per non lasciarsi intossicare o, eventualmente, per disintossicarsi. La stessa Parola di Dio ci prescrive il tipo di terapia necessaria a questo fine: non dimenticare i Suoi insegnamenti, che sono immutabili e, di conseguenza, sempre validi, capaci di resistere a qualsiasi tentativo di “aggiornarli” in ragione delle “mutate condizioni” della società.

Roma, Piazza san Pietro. Giovedì 26 Santo Rosario per i Sacerdoti e il Sacerdozio

Ci ritroveremo in Piazza San Pietro
Giovedì 26 marzo - alle ore 20,30
sotto l'Obelisco di Sisto V
che contiene le reliquie della Croce 
dove reciteremo il Santo Rosario, invocando la potente intercessione della Vergine Santa, per i Sacerdoti e il Sacerdozio.

È il Giovedì che precede il Giovedì Santo, inizio del Santo Triduo, che ricordiamo di seguito.

Non importa quanti saremo numericamente, non ci interessa la visibilità ma la concretezza e l'intensità della nostra intenzione. È solo un primo raduno, improvvisato ma sentito, da chi aderisce. L'importante è che chi ci legge - dovunque si trovi - si unisca in spirito alla fervorosa preghiera. Quando non si può garantire una presenza personale, si può dare il supporto della propria preghiera, che salga incessantemente al Trono dell'Altissimo per intercessione della Sua e nostra tenera Madre. 

* * * * *

«Il Pastore grande delle pecore» (Eb 13,20), ha affidato agli apostoli e ai loro successori il ministero di pascere il gregge di Dio. Senza sacerdoti la Chiesa non potrebbe vivere il comando di Gesù: «Fate questo in memoria di me» (1Cor 11,25) e «Andate dunque e ammaestrate tutte le genti» (Mt.19), ossia il comando di rinnovare ogni giorno il Suo sacrificio per la vita del mondo e di annunciare il Vangelo.
Ogni Giovedì Santo inizia quel Santo Triduo che è, in un certo senso, un solo Giorno: Giorno-Mistero, Giorno-Pasqua. In questo Giorno, nel Cenacolo, dalla pienezza della potenza messianica del Signore, nasce l'Eucaristia e il Sacerdozio. Nel Giovedì Santo la Chiesa benedice, ogni anno, gli Oli liturgici, mediante i quali essa predica il nuovo "anno di grazia del Signore" (Lc 4,19; Is 61,2).

Nelle ore serali del Giovedì Santo si rinnova l'Ultima Cena, durante la quale Cristo ha lasciato agli Apostoli il sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue; ha lasciato l'Eucaristia e ha fatto degli Apostoli 1) gli unti in modo particolare della stessa sua unzione di Messia atteso dalle genti e Sommo Sacerdote della Nuova ed eterna Alleanza e 2) mandati mediante il sacramento del sacerdozio.

Istituendo il Sacrificio, dal quale si costruisce costantemente la Chiesa, Cristo ha benedetto i sacerdoti, ministri del suo Sacrificio. Egli ha detto: «Fate questo... in memoria di me». E, solo nella fedeltà a quando Egli ha consegnato, questo diventa possibile anche per ogni fedele.

Se l'evangelizzazione non nasce dal sacrificio e dai sacramenti, divelta dal suo scopo, risulterà disorientata, cercherà dei motivi che piacciono al mondo, quali la falsa giustizia sociale, le false libertà che si bardano di nomi nuovi: sviluppo, progresso, costruzione del mondo, miglioramento delle condizioni di vita, pacifismo. Il cristianesimo trasformato in umanitarismo.

Supplichiamo il Padrone della Messe perché mandi operai che la facciano crescere e fruttificare secondo il suo cuore. E per questo preghiamo per tutti i sacerdoti e per il sacerdozio in un momento concreto e pubblico, che abbiamo pensato di promuovere nel cuore della cristianità.
Io ci sarò.
Maria Guarini

lunedì 23 marzo 2015

Patrizia Fermani. Il putsch della misericordia

Ineludibile sintesi che delinea magistralmente ciò che è parte integrante di tutte le nostre riflessioni e denunce. La riprendiamo da Riscossa cristiana [qui] per contribuire a dar voce ad una sana resistenza. Ne parleremo anche noi ulteriormente, ma intanto è bene soffermarsi su questo testo, al quale penso si possa affiancare la sentita requisitoria di Antonio Socci [qui].  

Bergoglio è stato portato sulla loggia delle benedizioni, da quanti hanno pensato che il tempo fosse maturo per affondare definitivamente la barca di Pietro. Al popolo di Dio è bastato lanciare le noccioline della demagogia a costo zero, quella che dopo il sessantotto ha commosso le classi medio alte sedotte dal finto povero. L’amore masochistico dei preti postconciliari per i nemici ufficiali della Chiesa di Cristo poteva finalmente essere ricambiato. Così ogni maitresse à penser di Repubblica e dintorni di punto in bianco ha potuto gridare al mondo che la chiesa è morta e quindi viva la nuova Chiesa per definizione cosa altra rispetto alla precedente : esiliato un Papa si fa una nuova Chiesa.

Il cardinale Burke invita alla pubblica testimonianza

Riprendiamo a Corrispondenza romana [qui]. 
La nostra pubblica testimonianza ovviamente non riguarda solo il matrimonio, ma tutte le verità della nostra fede, così oscurate: la deriva morale e lo sfaldamento sociale non è che una conseguenza di quest'oscuramento, quando non è obliterazione. Ciò che non si può e non si deve accettare è una prassi sganciata dalla verità insegnata e custodita dalla dottrina. L'uomo e non Cristo posto al centro...

«Con amarezza si può affermare che nella società si sta perdendo sempre di più e in un modo spaventosamente rapido tutto il senso del matrimonio, come Dio l’ha iscritto nel cuore umano e come Egli ce l’ha insegnato nelle Sacre Scritture, soprattutto nelle parole di Cristo nel Vangelo», così ha dichiarato il Cardinale Raymond Leo Burke a Biella il 13 marzo scorso, durante la presentazione del libro Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica (Ed.Cantagalli, Siena 2014, pp. 304).
«In altre parole», ha proseguito, «si sta perdendo il senso della natura umana stessa, che ha la sua manifestazione fondamentale nella vocazione matrimoniale e la formazione della famiglia sul fondamento della promessa mutua e solenne, tra un uomo e una donna, di amore totale, totale nel senso di fedeltà e totale nel senso di definitività fino alla morte. In questo contesto dobbiamo interpretare il senso delle discussioni di questo periodo, che possiamo chiamare sinodale, tra la prima Assemblea Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, tenutasi nell’ottobre scorso, e la seconda Assemblea Ordinaria che si terrà nell’ottobre prossimo».

domenica 22 marzo 2015

Turpe commercio

Da Radio Spada [qui].

Come definirlo se non turpe commercio? Che dire ancora? Fa impressione vedere tradotte in realtà concrete in chiave strumentale le più inaudite possibilità. Non manca - ma purtroppo siamo una minoranza inascoltata - chi denuncia questa terribile deriva in molti modi e sono in molti a lottare anche nelle sedi dovute per arginarla; ma tutto sembra scivolare per una china inesorabile, nostro malgrado. 
Non ci restano più parole, se non quelle della Roma perenne: 
«[...] chi si appressa a questa culla del divenire della vita e vi esercita la sua azione in uno o in altro modo, deve conoscere l'ordine che il Creatore vuole vi sia mantenuto e le leggi che ad esso presiedono [...]».
(Papa Pio XII, Discorso per il Congresso della Unione Italiana ostetriche, 29 ottobre 1951)

Questionario spinoso

Avrei preferito nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, per non alimentare la canea di chi forse non aspetta altro. Ma è un comportamento che aborro. E, allora, parliamone seriamente e virilmente, prendendo come base questa icastica ed esaustiva sintesi di Esistenzialmente Periferico, densa di interrogativi calzanti e incalzanti, che non ci vedono ripiegati in difesa e messi all'angolo come tentano di fare da cinquant'anni; ma diventano un Questionario spinoso e ineludibile, redatto dal punto di vista dei fedeli, pecore che vogliono avere il profumo di Cristo Signore. È un Questionario che non riguarda solo realtà marginali o marginalizzate, ma tutta la Chiesa. (M.G.)


Mentre l'esercito di cani di Pavlov si affanna sorridente e compiaciuto a condannare il Nuovo Scisma, vorrei proporre alcuni semplici spunti di riflessione su questa nuova ordinazione di vescovo senza mandato pontificio.

Insisto: propongo solo domande asciutte, senza inutile polemica e senza buonismo da sagrestia, al solo scopo di riflettere per capire come mai ci siamo ritrovati prevedibilmente questo caso. Evito di proposito questioni dottrinali, disciplinari, Concilio, etc., perché intendo evidenziare la questione liturgica, specialmente dal punto di vista dei fedeli.

Torino. Celebrazioni in forma straordinaria per il tempo di Passione, Settimana Santa e S. Pasqua

Domenica 22 marzo 2015, ore 19
Domenica I di Passione: S. Messa cantata
Parrocchia S. Giovanna Antida
corso Roma, Moncalieri
Celebrante: don Giovanni Falchero, Parroco del clero diocesano di Acqui.
Programma musicale della celebrazione: proprio gregoriano del giorno parzialmente salmodiato - Kyriale delle domeniche di Avvento e Quaresima (XVII, Kyrie t. 6)-- Credo III - Vexilla Regis - Ave verum gregoriano - Stabat Mater - Ave Regina Coelorum (t. simplex) - Ti saluto o Croce santa.

Domenica 29 marzo 2015, ore 18
Domenica delle Palme: Benedizione e processione dei rami e
S. Messa cantata con proclamazione della Passione del Signore, in ritu simplici
Parrocchia Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime
V. Giaveno 39, Torino
Celebrante: don Stefano Cheula, Parroco
Programma musicale della celebrazione: proprio gregoriano del giorno parzialmente salmodiato - Kyriale delle domeniche di Avvento e Quaresima (XVII, Kyrie t. 6) - Credo III - Vexilla Regis- - Ave verum gregoriano - Miserere salmodico - Ave Regina Coelorum (t. simplex) - Ti saluto o Croce santa.

Domenica 5 aprile 2015 ore 18
S. Pasqua: S. Messa cantata in forma straordinaria
Cappella dell'Ospedale S. Giovanni Bosco (‘Cappella Mastroianni')
Piazza del Donatore di Sangue 3, 7° piano, Torino
Celebrante: don Massimo Degregori, attaché presso la Missione Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra
Programma musicale della celebrazione: Proprio gregoriano del giorno parzialmente salmodiato - Kyriale I (Lux et origo) - Credo III - O filii et filiae- Regina Coeli (t. simplex) - Christus Vincit.

sabato 21 marzo 2015

Card. De Paolis. “Un errore ascoltare più la gente della verità della fede”

Giacomo Galeazzi su La Stampa [qui] intervista il card. Velasio De Paolis, uno dei firmatari del libro Permanere nella verità di Cristo, anche se - a meno che non ricordi male - ha detto che obbedirebbe in caso di decisioni diverse. Certo a qualche emerito non manca il coraggio di parlare; ma in questa temperie è necessario anche e soprattutto il coraggio dei gesti.

«Ho partecipato a vari Sinodi e il meccanismo non funziona bene. Stavolta poi c’era troppa carne al fuoco, si è partiti senza certezze, ma non si può mettere in discussione tutto, la Chiesa è custode di una verità di cui non può disporre». È critico verso l’utilità della «istituzione sinodale» il cardinale Velasio De Paolis, presidente emerito della Prefettura per gli Affari economici della Santa Sede e tra i firmatari del testo «Permanere nella verità di Cristo» contrario alle aperture della Chiesa sulla comunione ai divorziati risposati. «C’è stato un errore originario di impostazione».

Dal mondo della Tradizione IV Convegno dei giovani ad Albano Laziale

Più di 150 presenze tra ragazzi e ragazze di tutte le età e di tutte le regioni d'Italia, per non contare i "meno giovani" interessati agli argomenti trattati, che numerosi hanno raggiunto il priorato in questa tre giorni inaugurata lo scorso 13 marzo. Il successo dell'evento è dovuto principalmente alla scelta del tema di quest'anno che così recitava sui manifesti affissi nella città che ospita il nostro priorato, Albano Laziale: "La presenza di Satana nel mondo". Argomento accattivante, interessante e di grande attualità che è stato magistralmente esposto dai nostri relatori tra i quali spicca il prof. Massimo Viglione, che conferma così la sua presenza ad ogni edizione del convegno. I ragazzi sono stati accolti, come di consueto, dal padrone di casa, don Pierpaolo Petrucci, superiore del Distretto italiano, con un'introduzione sugli Angeli e i demoni nella Rivelazione.

'Ancilla Hominis' di Danilo Quinto recensito su ConcilioVaticanoSecondo.it

Qui la registrazione sonora della bella presentazione a Forlì del testo di Danilo Quinto
su Radio Vobiscum.

A qualche mese dall’elezione di papa Francesco, parlando con un amico, confessai la mia delusione per il nuovo “vescovo di Roma”. Mi rispose che bisognava leggere attentamente, come lui faceva, le omelie quotidiane di Santa Marta: “In mezzo a tanto fango, come quello di un torrente impetuoso, troverai vere e proprie perle”. Replicai che non stavamo parlando delle prediche di un parroco di periferia, bensì di omelie papali: dal successore di Pietro mi aspettavo solo “perle”, magari poche ma ben visibili, non da estrarre da una fiumana di “fango”…

Danilo Quinto, giornalista e saggista dal passato politico nella sinistra radicale giunto alla vera Fede, che ha abbracciato senza riserve, descrive il proprio stupore nel trovarsi di fronte un pontefice che apparentemente contraddice due millenni di Tradizione. Il suo saggio, aggiornatissimo (si conclude con un capitolo sul sinodo straordinario dello scorso ottobre), non è però un “istant-book”: si tratta di una riflessione serena che mette alla luce lo sconcerto di chi, venendo dal mondo laicista, vede confusione e contraddizioni provenire addirittura dal vertice dell’istituzione che deve proclamare al mondo intero la Verità.

venerdì 20 marzo 2015

Piero Vassallo recensisce «La questione liturgica» di Maria Guarini

Dalla teologia orizzontale alla baraonda liturgica

Nella presentazione del saggio La questione liturgica, pubblicato nella collana Intervento di Marco Solfanelli da Maria Guarini, autentica erudita e intrepida testimone della fede di sempre, l’insigne monsignore Brunero Gherardini, complimentandosi con l’autrice, le riconosce il merito di aver proposto una puntuale e originale critica “della desacralizzazione, banalizzazione, orizzontalità dei gesti, nonché del degrado al quale è pervenuta la deformazione concettuale e pratica di una liturgia ridotta a cornice sacrale”.

Immersa nel vortice del novismo, la liturgia è trasformata in festival delle insulsamente pie canzonette, in uscita dalla fantasia, talora empia sempre stucchevole, di parolieri e compositori stupefatti e/o fulminati dalla nuova teologia.

L’autrice, interpretando il diffuso disagio dei fedeli, pone a fondamento di una puntuale e sagace critica della nuova liturgia un giudizio inoppugnabile: “Per recuperare la fede viva – non intellettuale – e la devozione autentica non c’era bisogno di sovvertire la liturgia: sarebbe bastata un’efficace formazione o, meglio, una autentica iniziazione. Oggi invece è cambiata l’ecclesiologia e la teologia, che la sottende, per effetto dell’orizzontalismo antropocentrico, che ha spostato il centro dell’azione cultuale da Dio all’uomo ed alla fine ha perso il senso del mistero”.

Venerdì 20 marzo. Le proposte per la Preghiera di Riparazione di questa settimana

Riscossa cristiana [qui] dà alcuni avvisi e indica agli amici della Lega per la preghiera di riparazione due intenzioni particolari: “in riparazione dei sacrilegi che avvengono nel dare la Sacra Particola nelle mani” e “in riparazione dell’oltraggio blasfemo consumato dall’arcigay di Bologna contro il Sacrificio in croce patito da Nostro Signore Gesù Cristo” (qui l’articolo). La nostra preghiera costante è l’arma più efficace contro le sempre più proterve manifestazioni di odio diabolico contro la Fede.
Come letture di formazione, questa settimana viene proposto 
  1. un intervento di Mons. Schneider sulle “cinque piaghe” del corpo mistico liturgico di Cristo
  2. la prefazione del Card. Ranjith al libro “Dominus est” di Mons. Schneider.
Vi rimando [qui] alle preghiere di ogni venerdì.

* * * * *

ESTRATTO DELL’INTERVENTO DI MONSIGNOR ATHANASIUS SCHNEIDER (*)
AL IV INCONTRO PER L’UNITÀ CATTOLICA –  15 GENNAIO 2012
Testo integrale qui

Nella lettera indirizzata ai vescovi della Chiesa cattolica  unita al Motu proprio “Summorum Pontificum”  del 7 luglio 2007, il papa Benedetto XVI fa questa dichiarazione importante: « Nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso ». Dicendo questo, il papa esprime il principio fondamentale della liturgia che il Concilio di Trento e papa Pio XII hanno insegnato.

giovedì 19 marzo 2015

21 e 28 marzo, Messe Tradizionali a Lugano

Le prossime due S.Messe lette del sabato, invece di essere celebrate come di solito nella cappella della Clinica Moncucco, saranno nella Chiesa di S.Carlo in via Nassa a Lugano (dove di solito avviene la celebrazione mensile della S.Messa cantata).
Per quale il motivo?
Subito dopo la S.Messa, don Manfred Hauke, professore presso la facoltà teologica di Lugano, 
terrà una catechesi sulla S.Messa Tridentina. 
Sarà l'occasione propizia per porgli domande di chiarimento su tutti quegli interrogativi che spesso sorgono al riguardo. L'invito è rivolto a tutti, non solo ai laici, ma anche a sacerdoti e religiosi.
Riassumendo:
Le prossime due S.Messe lette nella forma extraordinaria secondo il Messale di S.Giovanni XXIII del 1962:sabati 21 e 28 marzo 2015 - ore 8,00
chiesa di S.Carlo, via Nassa, Lugano

Ubicazione
segue catechesi (nell'ampia sagrestia situata dietro l'altare maggiore).

21 marzo a Perugia. Convegno di Storia della Chiesa

Sabato prossimo 21 marzo a Perugia
Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori alle ore 18.30
Convegno di Storia della Chiesa
Da Leone XIII e San Pio X ai nostri giorni,
cosa è cambiato nella storia della Chiesa?
Relatori:
Prof.ssa Cristina Siccardi: San Pio X, il Papa che ordinato e riformato la Chiesa.
Prof. Roberto de Mattei: Dopo Leone XIII e San Pio X: cent'anni di modernismo.
Grazie di cuore! In Christo Rege,
Leonardo Lolli
per Associazione San Michele Arcangelo Perugia

Comunicato della Conferenza Episcopale dei vescovi polacchi sulla comunione ai divorziati "risposati"

Riprendiamo da Toronto Catholic witness [qui] by Rorate Caeli.
In relazione all'articolo precedente sull'eco internazionale delle dichiarazioni dei Cardinale Burke e Tagle in Inghilterra, registriamo anche le posizioni pubbliche di distanza formale dalla tesi sinodale del Card. Kasper da parte dei Vescovi polacchi. I fronti si vanno delineando. Non dimentichiamo che la problematica del matrimonio e della famiglia non è l'unica questione in discussione, ma è quella attorno alla quale e dalla quale sono stati lanciati segnali rivoluzionari di portata ben più ampia e generale.
Aggiungo alle informazioni che ricaviamo dal testo tradotto che la plenaria dei vescovi polacchi tocca la questione di cui stiamo parlando al punto 3. mentre negli altri punti esamina anche svariati problemi non solo di etica (eutanasia, fecondazione in vitro, aborto) ma anche la persecuzione dei cristiani in tante parti del mondo, la situazione al loro confine orientale (l'Ucraina), le migliaia di sacerdoti polacchi vittime a Dachau, verso cui preparano un Pellegrinaggio in occasione dei 70 anni dalla liberazione del campo. (M.G.)

I Vescovi della Conferenza Episcopale polacca nella riunione plenaria annuale (368) hanno respinto formalmente la "proposta-Kasper" di dare la comunione ai cattolici sposati sacramentalmente, che vivono seconde "unioni" illecite e peccaminose.
Nell'affermare formalmente la loro posizione, i Vescovi polacchi rifiutano totalmente il Partito in favore dell'adulterio di cui alla scandalosa ed eretica relatio di medio-termine dello scorso ottobre 2014, e si pongono dalla parte di Nostro Signore Gesù Cristo e della sua dottrina della indissolubilità del santo matrimonio.

In Inghilterra, un cardinale si pone come difensore del matrimonio fino al martirio, mentre un altro denuncia la 'durezza' del linguaggio.

Ancora una volta l'Agorà internazionale ci rende consapevoli in diretta degli schieramenti determinatisi nelle gerarchie intorno ai temi scottanti sollevati dall'Assise Sinodale e tuttora sul tappeto.
Ieri abbiamo riportato la stupenda omelia del card. Burke a Ramsgate, il 9 marzo [qui]. Ma negli stessi giorni il Cardinale Burke ha tenuto in Inghilterra altri incontri. Apprendiamo di una conferenza organizzata dalla Società per la protezione dei bambini non nati ed in difesa della famiglia, nella quale egli manifesta prese di posizione come sempre limpide e chiare.
Per contrasto, sono da rilevare le dichiarazioni contemporaneamente rilasciate sempre nel Regno Unito dal cardinale filippino Tagle, che condanna l'uso di un linguaggio “duro e severo” nei confronti dell'adulterio e dell'omosessualità. La sua conclusione penso ci dia già un'anticipazione delle sofisticherie che vanno già consolidandosi in vista di ottobre.
Come se nel confessionale o nelle richieste di aiuto la Chiesa non abbia sempre preso in considerazione il “caso singolo”; ma non astraendolo dal principio generale che è consegnato alla Chiesa e non inventato dalla stessa.
Siamo di fronte non più alle avvisaglie, ma alle manifestazioni precise di una frattura che al momento appare insanabile e che non sappiamo a cosa porterà nell'ottobre prossimo.
La sintesi, in inglese, [qui]; di seguito la nostra traduzione.

Due cardinali tra i protagonisti del Sinodo straordinario di ottobre hanno proposto messaggi sorprendentemente contrastanti sulle questioni scottanti del Sinodo nel corso di incontri pubblici in Inghilterra durante lo scorso fine settimana.
Mentre il Cardinale americano Raymond Burke ha esortato i cristiani a essere pronti ad affrontare il martirio, se necessario, in difesa del matrimonio, le osservazioni sulla questione del Cardinale filippino Luis Tagle si sono focalizzate sulla necessità di evitare un linguaggio “duro” e “severo” sugli omosessuali e sui cattolici 'risposati' senza un annullamento.

mercoledì 18 marzo 2015

20 marzo a Lecce. “La Messa in latino per una Chiesa in uscita?”

COMUNICATO STAMPA

La Messa in latino per una Chiesa in uscita?” è il provocatorio titolo della conferenza che il prof. Roberto Spataro, docente presso la Pontifica Università Salesiana, terrà venerdì 20 marzo alle ore 18,30 presso l’Istituto Marcelline, viale Otranto 67, in Lecce.

Un titolo che dietro l’apparente ossimoro (che riecheggia uno dei principi più noti di Papa Francesco) intende proporre una lettura vivace ed attualissima della “Messa in latino” che, a partire dal Summorum Pontificum di Benedetto XVI, tanto favore sta ottenendo tra i giovani, contraddicendo nei fatti una diffusa ostilità di coloro che la considerano un orpello “per vecchi nostalgici”. Ancor più chiaro è il sottotitolo della conferenza “fecondità pastorale della Messa vetus ordo nella Chiesa di Francesco”, ad indicare l’efficacia insuperata della Messa antica quale strumento della nuova evangelizzazione, voluta da San Giovanni Paolo II e di cui tanti parlano senza riuscire ad individuare gli antidoti al dilagante analfabetismo religioso che - quando non è indifferenza - si risolve in un vago e accomodante sentimentalismo che lascia campo libero alle invenzioni più spettacolari e avventurose della liturgia.

Omelia del Cardinal Burke a Ramsgate

Dall'originale inglese [qui]. Omelia del cardinale Raymond Leo Burke a Ramsgate il 9 marzo scorso, in occasione del Pontificale al trono - Feria II post Dom. Tertiam in Quadragesima, che è anche una stupenda catechesi con riferimenti inequivocabili all'ora presente.

Testo integrale dell'Omelia del Cardinal Burke a Ramsgate, in occasione della celebrazione della messa pontificale
Messa votiva a Sant’Agostino, Vescovo, Apostolo dell’Inghilterra
Santuario di Sant’Agostino
Chiesa cattolica di Ramsgate e Minster
Ramsgate, Inghilterra - 9 marzo 2015
1 Tes 2, 2-9
Lc 10, 1-9
OMELIA

Sia lodato Gesù Cristo, ora e sempre. Amen.

È una grande grazia poter offrire il Santo Sacrificio della Messa nel Santuario di Sant’Agostino, Apostolo dell’Inghilterra, così vicino al luogo in cui egli arrivò, nel 597, insieme a una quarantina di monaci, per svolgere una missione affidatagli dal Romano Pontefice, Papa Gregorio Magno: la seconda evangelizzazione delle Isole Britanniche. Qui ci è data la diretta testimonianza dell’infaticabile attività di Cristo glorioso nella Sua Chiesa. Sant’Agostino e i suoi compagni, in modo analogo ai 72 discepoli del Vangelo, sono stati inviati dal Vicario di Cristo in terra per portare il Cristo, che è vivo nella Chiesa, in una terra lontana. Venerando la tomba di Sant’Agostino riceviamo la grazia dello zelo missionario, che si esprime pienamente e in modo perfetto nell’offerta della Santa Messa.

Le fonti storiche riportano che Papa San Gregorio Magno desiderava ardentemente portare la verità e l’amore di Cristo alla nazione inglese. Aveva visto molti giovani inglesi mandati a Roma come schiavi, e il suo cuore era pieno di compassione per loro e per i loro compatrioti. Sentiva nel suo cuore l’intenzione del Signore che esortò i settantadue discepoli ad andare in missione con queste parole:
La messe è molta, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. (1)