Pagine fisse in evidenza

sabato 13 giugno 2015

Le false e tuttavia ammirate, baciate e autorevolmente omologate, profezie di Maometto

Grati a Piero Vassallo per questa sua condivisione.

Già veggia, per mezzul perdere o lulla, / com'io vidi un, così non si pertugia, / rotto dal mento infine dove si trulla. / Tra le gambe pendevan le minugia; / la corata pareva e il triste sacco / che merda fa di quel che si trangugia. / Mentre che tutto in lui veder m'attacco, / guardommi e con le man s'aperse il petto / dicendo "Or vedi com'io mi dilacco! / vedi come storpiato è Maometto! *
Il domenicano padre Giovanni Cavalcoli, stimato teologo, talora impavido, al punto di sostenere che "è lecito avanzare riserve e anche critiche a certi aspetti del Concilio, ossia a quelli che mostrano eccessiva indulgenza nei confronti degli errori moderni", ultimamente non osa opporsi alle autorevoli e autorevolissime, debolezze di pensiero, che la somma gerarchia ecclesiastica manifesta, con rugiadose espressioni, di fronte al falso profeta Maometto [1].

 Padre Cavalcoli sostiene infatti che "il dialogo proposto dal Concilio dobbiamo vederlo con l'aiuto di Dio come un segno di speranza nella conciliazione: altrimenti perché un concilio si chiama concilio?"
 Ora la conseguenza della conciliazione conciliare sarebbe la seguente: i Musulmani (emme maiuscola nel testo) "almeno i più saggi possano considerarsi nostri fratelli, come ha detto di recente papa Francesco".

 A questo punto padre Cavalcoli si abbandona al pensiero doppio e acrobatico e, dopo aver riconosciuto che i musulmani non sono nostri fratelli "nel fine soprannaturale assicurato dal battesimo", afferma che sono tali "sulla base di quella fratellanza universale che è data dalla comune condivisione della ragione naturale, la quale, se usata onestamente, comporta anche la fede implicita, che conduce alla salvezza e cioè al fine ultimo soprannaturale".

 Insigne tomista, padre Cavalcoli non avrà difficoltà ad ammettere che il disconoscimento dell'efficacia del battesimo e la negazione della divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, non sono i mezzi adatti alla salvezza cioè al fine ultimo soprannaturale.

 L'insanabile contraddizione visibile nella illogica teoria dei cristiani anonimi, cioè nei non credenti - credenti, contemplati da un autore, il gesuita Karl Rahner, che padre Cavalcoli ha severamente criticato e confutato, impedisce di attribuire il potere salvifico a una religione che ha per fondamento la negazione della divinità di Nostro Signore.

 Un fatto sorprendente, dal momento che la drastica confutazione della dottrina maomettana fu opera di San Tommaso d'Aquino, il più illustre fra i domenicani.

 Al teologo ecumenista, che fosse inteso a verificare la possibilità di una pacifica convivenza con i seguaci di Maometto, sarebbe utile un viaggio nella magnifica città ligure di Noli, dove si può visitare, una chiesa dalla struttura di fortezza, intitolata a San Paragorio, edificio situato al confine tra la Liguria cattolica e la Liguria invasa dai musulmani.
Noli fu la prima città d'Italia a reagire all'oppressione islamica, ad affrontare sul mare i saraceni e ad avviare la liberazione dalla loro detestata e sciagurata presenza.

 La storia di questa animosa città, simbolo della reazione cristiana agli invasori, dovrebbe insegnare la necessità di nutrire il sospetto nei confronti dei maomettani che sbarcano in Italia in patetica figura di esuli affamati mentre professano una religione strutturalmente aggressiva e oppressiva.

 La memoria della tragedia medievale confuta le incaute esternazioni del clero buonista e desta la sana diffidenza nei confronti di un islam che sbarca sotto le coperture offerte dalla fragilità della teologia in discesa dal Vaticano II e dalla demagogia che tiene a guinzaglio la politica.
Piero Vassallo
_________________________
[1] Cfr. Giovanni Cavalcoli, La vita eterna, Verona 2015, pag. 55

* Secondo le convinzioni dell’epoca, condivise evidentemente da Dante, l’islam era il risultato di uno scisma nell’ambito della cristianità: Dante immagina Maometto nella nona bolgia, squarciato dal mento all’ano, Questo perchè, secondo Dante, i seminatori di discordia nell’aldilà erano condannati a subire il contrappasso adeguato, soffrendo nel loro corpo le stesse mutilazioni di cui sono stati artefici in vita.

29 commenti:

  1. * Secondo le convinzioni dell’epoca, condivise evidentemente da Dante, l’islam era il risultato di uno scisma nell’ambito della cristianità.
    Tesi oggi riscoperta (quanto meno come plausibile) da don Nitoglia, dopo che, per lunghi anni aveva sostenuto l'estrema probabilità della tesi dell’islam come risultato di uno scisma, ma nell’ambito del giudaismo. Quanto meno di una sua versione "eretica", adattatasi alle particolarità dei discendenti di Ismaele.

    RispondiElimina
  2. A padre Cavalcoli consiglio una visita nella mia splendida città, Otranto. La vicenda di cui furono protagonisti i miei antenati sfata il mito di un Islam benevolo e tollerante.

    RispondiElimina
  3. RAOUL DE GERRX13 giugno, 2015 12:08

    Le père Giovanni Cavalcoli est un esprit faux. Comme tous les esprits faux, il est atteint de cécité intellectuelle et il est incurable.
    C'est d'eux que le psaume CXV affirme : "Oculos habent et non vident ; aures habent et non audient", "Ils ont des yeux mais ils ne voient pas ; ils ont des oreilles mais ils n'entendent pas".

    C'est aussi lui qui a écrit, concernant Romano Amerio : "L'Autore […] non pare vedere sufficientement il Concilio come esimio testimone di quella Tradizione che giustamente gli sta a cuore."

    "non pare vedere sufficientemente il Concilio come esimio testimone… "

    No comment, ça n'en vaut pas la peine.

    RispondiElimina
  4. parlando di Gesù Cristo

    Atti 4,12

    "In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati."

    1Giovanni 5

    "Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. 2 Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, 3 perché in questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. 4 Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.
    5 E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? 6 Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. 7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: 8 lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. 9 Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore;

    e la testimonianza di Dio è quella che ha dato al suo Figlio. 10 Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha reso a suo Figlio. 11 E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio.

    12 Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita."

    non pare dunque di scorgere molte altre vie "traverse".

    RispondiElimina
  5. Alessandro Mirabelli13 giugno, 2015 14:57

    La confutazione della dottrina maomettana fu opera si dell'Aquinate ma ancor prima di S. Giovanni Damasceno, già nel VII secolo

    RispondiElimina
  6. Concordo, caro Josh.
    Ora sono al Convegno Summorum. Mi rifarò viva stasera sul tardi.

    RispondiElimina
  7. Alessandro Mirabelli13 giugno, 2015 15:04

    OT segnalo un articolo pubblicato sull'Osservatore Romano del 12 giugno - e relegato a pag. 6 - del card. Sarah sulla Messa. Sarebbe opportuno che codesto blog lo riprendesse con un post dedicato

    RispondiElimina
  8. Studiosi attuali non esitano a definire il Corano un vangelo apocrifo con l'aggiunta di detti dei violenti uomini del deserto...

    RispondiElimina
  9. Notizia di servizio: Maurizio Blondet ha abbandonato il sito (a pagamento) EFFEDIEFFE, fondato dal compianto Fabio de Fina, e ora ha un suo sito, gratuito: www.maurizioblondet.it. Nel nuovo sito spiega i motivi della decisione.

    RispondiElimina
  10. "...la quale, se usata onestamente, comporta anche la fede implicita, che conduce alla salvezza e cioè al fine ultimo soprannaturale".

    Ecco un perfetto, classico esercizio di acrobatico "maanchismo".
    Chissà in quale bolgia ed a quale pena Dante, secondo il contrappasso, avrebbe condannato i maanchisti. :)

    RispondiElimina
  11. Paolo Pasqualucci13 giugno, 2015 16:53

    @ Il Corano un "vangelo apocrifo"? Certi studiosi continuano a riproporre gli errori di interpretazione di un tempo (I)

    Come ha dimostrato la ricerca degli studiosi occidentali piu' sagaci (tra i quali Nallino da me citato nei giorni scorsi) il Corano esprime una religione del tutto nuova ed indipendente, anche se raffazzona elementi tratti dal giudaismo e dal cristianesimo. E non solo da essi. Maometto ha fatto una sintesi ad uso politico-religioso per mobilitare tutte le tribu' arabe in guerre di conquista ed espansione, costruendo per loro una falsa missione monoteistica, la restaurazione del supposto monoteismo originario di Abramo (come inventato dallo stesso Maometto), falsificato da Ebrei e Cristiani [sic] . Circa la fonte "sovrannaturale" cui Maometto dice di ispirarsi o non c'e' stata per niente o si e' trattato di un'entita', a noi sconosciuta, che non poteva provenire dal vero Dio. Poteva essere il vero Dio, Uno e Trino, ad ispirargli, accanto all'odio per la stessa Sma Trinita', le visioni carnali del Paradiso, con le vergini "dai seni pieni" (testuale) garantite alla fornicazione in eterno dei seguaci maschi dell'Islam? Via, non scherziamo.
    Di fronte a questi ed altri dati inoppugnabili, tanto piu' grave la colpa di chierici come il P. Cavalcoli che contribuisce a tenere i fedeli nell'ignoranza circa la vera natura della "religione" di Maometto, ignoranza diffusa dalla Dichiarazione conciliare "Nostra Aetate", la quale ci da' un'immagine edulcorata e del tutto falsa delle religioni non cristiane, in particolare di quella islamica.
    Il 26 settembre 1459, un anno dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi, nel Duomo di Mantova Pio II (Enea Silvio Piccolomini) convoco' una Dieta con lo scopo di indire la crociata contro il Turco invasore, scopo miseramente fallito di fronte all'indifferenza degli Stati cristiani, in particolare delle grandi Potenze di allora. Era gia' di fatto iniziata la lotta per la conquista dell'Italia tra francesi, spagnoli (catalani inizialmente), austriaci, svizzeri, lotta che si sarebbe conclusa un secolo dopo circa, con la vittoria della Spagna asburgica (vittoria ancora esaltata e rimpianta dai baciapile nostrani antiunitari e antiitaliani). Era molto piu' facile e redditizio conquistare la ricca e disunita Italia che andare a confrontarsi con i feroci e bestiali Turchi . Pio II tenne un bel discorso nel quale fece una lucidissima analisi della situazione. Dopo aver lamentato l'inerzia dell'Occidente di fronte alla conquista turca di Costantinopoli e gli innumereveoli orrori che ne seguirono per i Cristiani, concluse, in modo oserei dire profetico: "Si ritiene forse che si tratti di cose passate che non si possono piu' mutare e che d'ora in poi si avra' quiete . Come se da un popolo assetato di sangue, che, dopo aver abbattuto la Grecia, ha gia' conficcato la spada nel fianco dell'Ungheria, ci fosse da sperare quiete, come se da un avversario come il Sultano Mehmed [Maometto II, "il Conquistatore", noto anche per la sua pederastia, che sfogava sui fanciulli cristiani presi prigionieri] ci fosse da aspettare pace! Rinunciate a questa convinzione, perche' Mehmed non deporra' mai le armi se non in qualita' di vincitore o di totalmente sconfitto! Ogni vittoria sara' per lui lo sgabello per una seconda vittoria finche', dopo aver assoggettato tutti i principi dell'Occidente, egli non avra' abbattuto il Vangelo di Cristo e imposto a tutto il mondo la legge del suo falso profeta". [SEGUE]

    RispondiElimina
  12. A dopo Maria.
    Le osservazioni di Vassallo andavano già bene così, naturalmente.

    Ma ho voluto segnalare quei versi (ce ne sarebbero migliaia di altri, tra cui le Parole stesse di Gesù Cristo, quando afferma "Io sono la Via, la Verità, la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" di Gv 14,6) per sottolineare come non sia mai concesso come credenti di supporre che si possa esser 'salvati' in altro modo.
    Nemmeno se volessimo mostrarci molto ma molto amici di qualcuno.

    Altrimenti anche Passione, Morte e Risurrezione è come venissero incredibilmente dichiarate inutili e aggirabili...Ma nella Morte e Resurrezione di Cristo, Dio ha mostrato che non c'era altro modo di porre rimedio al peccato dell'uomo e strapparlo al dominio delle tenebre, se non un Suo intervento. Negare che Gesù sia l'Unica Via per esser salvati diventa così alquanto pericoloso.

    RispondiElimina
  13. OT: Silente, comunque e' un po strano, di Blondet, non credi?
    rr

    RispondiElimina
  14. Paolo Pasqualucci13 giugno, 2015 22:36

    @ Ancora sull'erronea rappresentazione dell'Islam (II) - Documenti

    "Falso profeta", dunque, Maometto per Pio II. La "Nostra Aetate" si e' guardata bene dal citarlo. A sostegno delle sue affermazioni sui mussulmani ("professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudichera' gli uomini nel giorno finale" - LG 16; "la Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente,creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini" - N Aet 3.1) cita in nota la lettera personale di ringraziamento di s. Gregorio VII, Papa dal 1073 al 1085, all'emiro della Mauritania, Anazir, che si era mostrato ben disposto verso certe richieste del Papa e generoso nei confronti di alcuni prigionieri cristiani, da lui restituiti. Nella lettera, il Papa affermo' che tale "atto di bonta'" era stato "ispirato da Dio", che esige l'amore per il prossimo e lo pretende in special modo "da noi e da voi...che crediamo e confessiamo lo stesso Dio, anche se in modo diverso [licet diverso modo], che lodiamo e veneriamo ogni giorno il Creatore dei secoli e reggitore di questo mondo" (PL 148, 451 A).
    Come spiegare simili affermazioni? Con l'ignoranza di allora nei confronti della religione fondata da Maometto. Al tempo di s. Gregorio VII, il Corano non era stato ancora tradotto in latino, ragion per cui sfuggivano aspetti fondamentali del suo credo. Si sapeva, in modo generico, che i maomettani mostravano un certo rispetto per Gesu', come profeta solamente, e per sua Madre. Che credevano in un dio unico, nel carattere ispirato delle Scritture, nel Giudizio e in una vita ultraterrena. Potevano percio' apparire come una setta cristiana eretica ("la setta maomettana"), equivoco che si mantenne a lungo se, ancora all'inizio del Trecento, Dante collocava per l'appunto Maometto all'Inferno tra gli eretici e gli scismatici (Inf. XXVIII, v. 31 ss.). Su questo sfondo va dunque inquadrato l'elogio privato rivolto da Greg. VII all'emiro: ad un supposto "eretico" che nell'occasione si era comportato caritatevolmente, come se il vero Dio, nel quale si riteneva credesse, gli avesse toccato il cuore. Di un eretico si puo' dire, infatti, che crede e confessa il nostro stesso Dio, ma "in modo diverso". L'elogio non impedi' a s. Greg. VII di propugnare, con perfetta coerenza, l'idea di una spedizione di tutti i Paesi cristiani contro i musulmani per soccorrere la cristianita' orientale minacciata di annientamento, idea attuata poco dopo la sua morte con la I Crociata, bandita da Urbano II. [SEGUE]

    RispondiElimina
  15. Paolo Pasqualucci13 giugno, 2015 23:02

    @ Ancora sulla falsa rappresentazione dell'Islam - Documenti - Annotazioni finali

    La prima traduzione latina del Corano ebbe luogo solo nel 1143, cinquantotto anni dopo la morte di s. Greg. VII. Fu fatta dall'inglese Roberto di Chester per Pietro il Venerabile, abate di Cluny, il quale vi aggiunse una decisa confutazione del credo islamico. Si trattava in realta' di un riassunto del Corano, che rimase come (l'unica) traduzione per secoli, sino alla versione critica e completa del Padre Marracci, nel 1698. Il cardinale di Cusa si servi' di quella prima traduzione per scrivere la sua celebre "Cribratio Alcorani" (vaglio critico del Corano) nella prima meta' del Quattrocento, di poco anteriore alla Bolla emanata da Pio II per indire l'abortita Crociata contro i Turchi, nella quale riprendeva il discorso pronunciato alla Dieta di Mantova, sopra ricordato. (FONTI : F. Babinger, Maometto il Conquistatore, 1947, tr. it. dal tedesco, Einaudi, 1967, pp. 180-183; p. 222 per la pederastia del Sultano; C. De Frede, La prima traduzione italiana del Corano, Napoli, 1967, pp. 1-13).
    Notazioni : a. perche' ci sono voluti cosi' tanti secoli per conoscere in modo esatto i testi della religione di Maometto? C'e' stata forse negligenza da parte dell'autorita' ecclesiastica, troppo spesso impegnata nelle inestricabili beghe temporali della politica italiana e non solo per colpa dei principi e potentati italiani? b. tutte le fonti della religione islamica sono da tempo ben note, grazie al lavoro encomiabile degli studiosi occidentali, laici ed ecclesiastici. Cio' non ha tuttavia impedito ai neomodernisti di infiltrare nei testi del Concilio proposizioni che ne perpetuano la falsa immagine addomestica ed edulcorata, nel silenzio di chi aveva il dovere di intervenire. c. Nostra Aetate 3.1 scrive addirittura che i maomettani "adorano l'unico Dio...che ha parlato agli uomini". Dobbiamo forse ritenere che, in mente Concilii, la "rivelazione" bandita da Maometto debba ritenersi autentica? Che significato dobbiamo attribuire ad una frase del genere, che sembra in aperta contraddizione con il I Comandamento?

    RispondiElimina
  16. " Padre Cavalcoli sostiene infatti che "il dialogo proposto dal Concilio dobbiamo vederlo con l'aiuto di Dio come un segno di speranza nella conciliazione: altrimenti perché un concilio si chiama concilio?""

    Maometto e la loro religione è sotto l'influsso della carne, del mondo e di Satana. Quindi, me domando:

    Come conciliare il combatte ai nostri tre nemici e il dialogo con l'Islam o con qualcuno che sia?

    In generale se sta dialogando con l'Islam, con non credente, con le sette cristiani, con i gay e con tutti. Se dobbiamo combattere in noi l'influsso della carne, del mondo e di satana, dobbiamo anche combattere negli altri. Come fare questo combattimento se in luogo del combatte se dialoga? Sul terzo nemico, un dialogo indiretto con qualcuno dei rappresentante di lui, non è almeno un dialogo indiretto con il principe di questo mondo?

    RispondiElimina
  17. che crediamo e confessiamo lo stesso Dio, anche se in modo diverso [licet diverso modo], che lodiamo e veneriamo ogni giorno il Creatore dei secoli e reggitore di questo mondo" (PL 148, 451 A).

    Di fatto il Creatore dei secoli e reggitore dell'universo è lo stesso; ma il rapporto che si instaura con Lui in base alla Rivelazione alla quale si aderisce forgia in un dato modo e rende diversi gli uomini e il loro essere-nel-mondo e quindi diversa è la storia che essi vi incarnano e scrivono. E il culmine della Creazione è Cristo. Non dimentichiamo che nel cristiano si realizza la 'configurazione' a Cristo Signore.

    RispondiElimina
  18. Segnalo la severa critica [si veda il punto C]all'Evangelii gaudium del papa a proposito della sua presentazione positiva dell'Islam, fatta da un famoso islamologo, docente all'università St. Joseph di Beirut, ora rettore del Pontificio istituto di studi arabi e islamici. Il piccante della critica è dato che anche il suo autore, Samir Khalil Samir, è un gesuita!
    http://www.asianews.it/notizie-it/Papa-Francesco-e-l%27invito-al-dialogo-con-l%27Islam-29858.html
    Antonio V.

    RispondiElimina
  19. "Il 26 settembre 1459, un anno dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi"

    rettifica: i Turchi prendono Costantinopoli nel 1453

    RispondiElimina
  20. Paolo Pasqualucci14 giugno, 2015 16:19

    @ Costantinopoli fu presa nel 1453 - Dati storici, significato "escatologico" della conquista.

    Esatto: il 29 maggio 1453, dopo alcuni mesi di assedio. Citando spesso a memoria, la memoria a volte mi tradisce. Approfitto della doverosa precisazione per ricordare alcuni dati. La citta' non era piu' quella di un tempo, i turchi oltre all'Anatolia avevano occupato gia'parte notevole dei Balcani, e la stringevano sempre piu' da vicino. I Bizantini avevano commesso, tra altri errori, quello di assoldare mercenari turchi, un secolo prima circa (cito sempre a memoria). Simile errore, provvido per noi cristiani, commisero gli Arabi di Sicilia quando assoldarono mercenari normanni. La popolazione di Costant. si calcola in 35.000 o al massimo 50.000 abitanti, i difensori a solo 6000 Greci e circa 3000 stranieri, in gran parte Veneziani e Genovesi, ricavati anche dalle navi che erano in porto. Le mura erano formidabili ma la guarnigione assai scarsa di numero. La difesa fu tenace, valorosa ed anche eroica; i turchi, enormemente superiori in uomini e mezzi, ebbero pesanti perdite, cosa che li fece inferocire ancor di piu'. L'ultimo imperatore, Costantino XII Paleologo, mori' combattendo nelle strade.
    Un aspetto interessante mi sembra esser quello del significato escatologico che la conquista della citta' aveva per i maomettani. Ilcitato volume del Babinger, dal quale ho ricavato le altre notizie, lo spiega bene nel libro II della sua opera, nella quale si diffonde sulla conquista di Costantinopoli.
    "Da secoli la conquista di Costantinopoli era stata proclamata, con l'aiuto di detti apocrifi del Profeta secondo la tradizione (hadith), la piu' luminosa meta dell'Islam. Innumerevoli mullah e dervisci degli ordini piu' disparati accorsero in folla in quella primavera per infiammare con tutti i mezzi immaginabili il coraggio e il furore religioso dei soldati e per partecipare personalmente all'opera meritoria, e, s'intende, anche allo sperato bottino " (Babinger, op. cit., pp. 91-92). Le porte dell'Inferno si erano aperte e avevano vomitato il loro mostruoso contenuto negli accampamenti dei turchi...E non dimentichiamo che un significato "escatologico" ancora piu' grande ha avuto e sempre ha per i maomettani la conquista di Roma, la sede del "papa di Roma", come lo chiamano, il capo degli odiati "politeisti" cristiani!

    RispondiElimina
  21. E' proprio vero: la conquista turca della "seconda Roma" è stato un segno escatologico non indifferente per i Musulmani e ha fissato per sempre l'Europa cristiana nei suoi confini geografici, più o meno quelli attuali (poco dopo poi c'è Grenada). Tuttavia, fatto escatologicamente non meno significativo, Dio ha concesso ai paesi che inalberavano la Croce di Cristo di dilatare i confini della Cristianità verso altre direzioni (le Americhe dal 1492, pur se con significative differenze). Dio spesso permette mali e controbilancia con beni inaspettati.
    Ora i figli del profeta vagheggiano la presa della Roma del Papa. Ci aiuterà forse la Terza Roma di Putin?

    RispondiElimina
  22. Paolo Pasqualucci14 giugno, 2015 23:30

    @ Dalla "Terza Roma" di Putin il soccorso e la salvezza?

    E' un tema ricorrente sui blog dei cattolici "tradizionalisti", giustamente angosciati di fronte alla decadenza delle classi dirigenti e del clero "ecumenista", che da tempo ha messo in soffitta (dal Vat. II) il concetto di "nazione cattolica" e della necessita' della sua difesa. Bisogna pero' essere cauti. E' vero che la Russia e' l'unico Stato che cerchi di conservare, almeno in parte, valori cristiani tanto da opporsi apertamente all'ondata putrefacente che qui sembra dover sommergere tutto. Ma, oltre ad avere i suoi problemi, fa (giustamente) i suoi interessi. E' costretta attualmente ad una strategia difensiva, anche se sicuramente si sta riorganizzando e riarmando, per quanto ne possiamo sapere noi.
    Si puo' credere ad una "Terza Roma" che venga "in soccorso" dell'Occidente in mano ai senza Dio locali e sottoposto a crescente invasione islamica? Lo scetticismo e' d'obbligo. La nuova guerra europea, inizialmente difensiva da parte dei russi, potrebbe (tocchiamo ferro) scoppiare all'improvviso, nel degenerare della crisi ucraina e non certo per "liberare" l'Occidente, che i russi vedono (ora non del tutto a torto) come un nemico, almeno nelle sue classi dirigenti, troppo sottomesse all'aggressiva politica dell'America attuale.
    Tuttavia: la "Terza Roma" e' un mito fasullo, un portato dello scisma e dell'eresia, il travestimento religioso di un'aspirazione nazionalista. Di Rome ce ne sono state solo due: qualla antica e la Roma capitale del Cristianesimo. La "nuova Roma" o "seconda Roma" bizantina era appunto una realta' greca, orientale, nient'affatto "romana".
    Gli "ortodossi" (scismatici e anche eretici per certi aspetti) hanno sempre detestato i cattolici e non credo la decadenza attuale della Chiesa abbia fatto mutar loro opinione. Proprio Putin non ha fatto leggi che penalizzano i cattolici? Confesso che l'idea dei cosacchi e dei siberiani dell'ex Armata Rossa (do you remember?)che vengano un domani "a liberarci " conquistandoci non mi sorride affatto. Cominciamo a "liberarci" da soli, tornando a rifondare un'Italia "nazione cattolica" unitaria, perche' solo nell'unita' ricondotta a Cristo puo' salvarsi. E battendoci affinche' la "pars sanior" della Gerarchia, il prossimo Ottobre, riesca a far fallire l'assalto satanico contro il matrimonio cattolico, facendo in tal modo scoppiare il bubbone che devasta da 50 anni la Chiesa.

    RispondiElimina
  23. L'ultimo imperatore, Costantino XII Paleologo, mori' combattendo nelle strade.
    Indossando gli abiti degli antichi legionari romani, ornati dalla Croce. Il giorno dell'Incoronazione, gli imperatori bizantini venivano ordinati diaconi.

    RispondiElimina
  24. Prof Pasqualucci,
    speriamo che i burattinai di Washington non provochino troppo Putin, altrimenti e' proprio possibile che ci ritroviamo i cosacchi ad abbeverarsi alle fontane di P.zza S.Pietro.
    Oddio, tra i cosacchi e i barbari gia' presenti non c'e' molta differenza...
    Rr

    RispondiElimina
  25. 2 settimane fa si è tenuta la solennità della Santissima Trinità e insieme era l'ultimo giorno del mese di Maggio, dedicato a Maria.
    Sempre pensando all'opinione che talmudismo e islam hanno di Maria e Trinità, questo ci deve far riflettere sulle somiglianze improbabili e impossibile identificazione tout court di questa idea di "unico dio".

    Dio uno e trino si è manifestato anche nella Vergine Maria e lei stessa ci accompagna alla comprensione e infine nella comunione trinitaria, perchè lei è stata insieme:
    _l'eletta, scelta dal Padre,
    _la Madre del Figlio,
    _la santissima Sposa dello Spirito Santo
    e chi più di Lei ci può guidare ad essere tempio della Santissima Trinità.

    Nel rivelare le Persone divine Gesù stesso ha dichiarato che possono prendere posto in noi. Dice "Io e il Padre verremo a lui e prenderemo dimora in lui"... »; "lo Spirito verrà a voi e farà dimora presso di voi". Dio viene all'uomo e può discendere nella sua intima realtà e pienezza, e non in chiave ridotta come nell'Antico Testamento. La rivelazione della Trinità è, dunque, un dono completo e incommensurabile d'amore.

    Tanto ebrei, quanto musulmani, quanto filosofi greci erano convinti per es. che nessun dio potesse "mescolarsi" all'uomo.
    Dio, invece, nell'Incarnazione, ma anche nel conseguente donarsi spiritualmente, si è mescolato all'uomo, ha reso partecipe la sua vita con quella dell'uomo per prepararlo alla comunione eterna con lui. La vita di fede del cristiano è quindi inestricabilmente legata alle tre persone divine, (non certo riconosciuta dalle altre religioni).
    Domandiamo piuttosto la grazia di renderci consapevoli di questa Divina Presenza, di mantenere la Comunione, quindi sulla scorta di Maria di saper approfondire cosa significa e implica esser dimora della Santissima Trinità.

    RispondiElimina
  26. @ Postilla a Josh, sul testo di Gv 14, etc.

    Citazione completa: "[...] Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva e' quello che mi ama; e chi ama me, sara' amato dal Padre mio, ed io pure l'amero' e gli manifestero' me stesso". Gli dice Giuda, non l'Iscariote: "Signore, come va che tu ti manifesti a noi e non al mondo?". Gesu' gli rispose: "Se uno mi ama, osservera' la mia parola, e il Padre mio lo amera', e verremo a lui, e dimoreremo in lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole. E la parola che avete ascoltata non e' mia ma del Padre che mi ha mandato" (Gv 14, 19-24). Chi "non ama" Nostro Signore non osserva le sue parole: ne' il Padre ne' il Figlio verranno a lui ne' dimoreranno in lui; al "mondo" che resta chiuso e ostile a Cristo, Cristo "non si manifesta" e lo lascia nelle tenebre. E quando i pastori tradiscono la loro missione di salvezza, Cristo non viene "manifestato". "E in che modo crederanno in Colui, del quale non hanno sentito parlare? E in che modo ne sentiranno parlare, se non c'e' chi predica? E in che modo ci saranno dei predicatori, se non sono mandati?" (Rm 10, 14-15).
    A. R.

    RispondiElimina
  27. dal post

    "... la fede implicita, che conduce alla salvezza e cioè al fine ultimo soprannaturale"

    andrei alla I Lettera di S. Giovanni, cap 4, vv. 2-3

    "2 Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio;
    3 ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo." (vers. CEI)


    più letteralmente

    "2 Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 3 e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell'anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo."

    Dunque, questo versetto, che è stato fondamentale per tanta teologia nei secoli, è come che venga cancellato da questa bella teoria della fede implicita e incipiente.

    ma la S. Scrittura afferma chiaramente che "ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio". (1 Gv 4,3)

    Su questo sono state fondate anche fino qualche decennio fa, le giuste critiche a Rahner contro il suo concetto di "cristiani anonimi" (come se si potesse appartenerGli senza nemmeno mai nominarLo), così come su questo sono state fondate le critiche antisincretistiche a Panikkar, quando parlava di "Cristo sconosciuto nell'induismo",
    o quando altri teologi alla moda, pur spesso filosofi di fascino, sono usciti dalla dottrina della Chiesa di sempre, parlando di "regno latente" nelle altre fedi.
    Queste concezioni negano invece la finalità di Gesù Cristo, in una sorta di universalismo postcristiano.
    A volte si sono appoggiate alla teoria del logos spermatikos di Giustino, che però lo riferiva alle culture precristiane, non certo a fedi che rinnegano il Salvatore.

    RispondiElimina
  28. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  29. Già nel 1949, il S. Uffizio faceva notare che "quelli che vivono una vita onesta e seguono la verità così come la conoscono, hanno un "implicito desiderio" di fede che è sufficiente ad ottenere la salvezza".

    Mi limito a dire che questa idea è in conflitto con la Chiesa precedente e col versetto di S. Giovanni, e con la stessa idea di conversione.
    Questa recente posizione di valorizzazione fronte alle concezioni fantastiche e false delle altre religioni è in contraddizione con l'unicità proclamata dal Vangelo.

    Cito velocemente e "implicitamente" la troppa teologia sfasata che ha portato a questo esito, di non necessità di Gesù alla salvezza...

    La "fede incipiente" allora dovrà esser portata a compimento;
    i "cristiani anonimi" dovranno aprirsi e riconoscersi nell'unico Nome che salva sotto il cielo, e non potranno restare nell' "anonimato";
    il "Cristo anonimo" dovrà essere pienamente invocato e seguito;
    il "Cristo incognito" dovrà essere conosciuto;
    il "regno latente" dovrà essere palesato e ricercato, e dovrà essere riparato il concetto molto free di una fede/non fede incipiente che sarebbe sufficiente ad ottenere la salvezza in un universalismo che comprende agnostici, atei e operatori di false religioni delle tenebre, senza nemmeno richiedere la loro conversione.

    Perchè "ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio" (1 Gv 4,3)

    Certo che, se poi "il proselitismo è una solenne sciocchezza", allora è più facile dire che tutti siano già salvi così,
    e il desiderio implicito di fede incognita sia già salvezza e santità acclarata.
    Infatti osserviamo i frutti quotidiani delle civiltà che non professano Cristo .....

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.