giovedì 5 ottobre 2017

Dimmi con chi pubblichi e ti dirò chi sei Cristiano Lugli

Una delle ultime trovate di Bergoglio è stata quella di scrivere un libro a quattro mani con Valeria Fedeli, sulla cui fama è inutile ritornare, valendo lo stesso pure per Bergoglio. La notizia non ha bisogno di essere descritta perché già è stato abbondantemente fatto da altri, e comunque non ne varrebbe la pena visto che il tutto si commenta ampiamente da sé: la donna gender con il Papa, nulla che si discosti dall'ordinaria amministrazione in fondo.
Interessante è invece spendere qualche riga – non troppe per non rischiare di riempire di importanza certi personaggi – sulla casa editrice che ha pubblicato il libro: la Marcianum Press di Venezia. Il Direttore di queste importanti edizioni, create nell'ambito dello Studium Generale Marcianum, sorto per iniziativa dell'ex Patriarca Angelo Scola - ciellino di riconosciuta memoria – si chiama don Roberto Donadoni. Si badi che nonostante la presunta parentela fra i due, don Roberto non ha niente a che fare con il calcio, e si guarda bene dal fare il Mister che comunque, seppur ben retribuito come lavoro, costa le sue fatiche ed un certo grado di stress. Tutte cose che non fanno per don Roberto, come fra poco vedremo.

Non si capisce il motivo per cui Scola abbia voluto con sé il don Donadoni, bergamasco di origini e appunto trapiantato a Venezia per seguire e dar vita alle edizioni lanciate fondamentalmente dal Patriarca, ma un'ipotesi che si potrebbe far nostra è legata alla probabile vicinanza al movimento di Comunione e Liberazione. Che don Roberto provenga da CL non possiamo saperlo con certezza, anche perché comunque lui stesso dichiara di provenire dalla scuola di Martini, eppure sappiamo che ama la bella vita. Dal suo profilo Facebook in chiaro possiamo trovare qualche autoscatto, o forse scatti fatti da amici.
Nei giorni scorsi don Donadoni, intervistato da “Il Gazzettino” (il più importante quotidiano di tutto il Triveneto) ha definito "critiche da talebani" quelle piovute contro il libro di Papa Francesco prefatto dal Ministro Sig.ra Fedeli.

Innanzitutto ci tengo a sottolineare che il libro nasce dalla scelta del sottoscritto e del suo curatore Lucio Coco” - dice il Direttore della casa editrice veneziana all'intervistatore - “Il Papa non c'entra”.
Diventa difficile capire come nella pubblicazione di un libro non possa entrarci nulla l'autore dello stesso, ma tralasciamo questi dettagli.

Don Roberto Donadoni non è un novellino qualsiasi nella pubblicazione di libri controversi o quantomeno non propriamente cattolici, e nella bacheca vanta ad esempio la pubblicazione di “Schegge di R”, il libro su Roberta di Camerino (qui), al secolo Giuliana Coen Camerino, scritto dalla figlia che porta lo stesso nome.

E ancora, per esplorare meglio la vetrina della Marcianum Press non si può mancare di notare il libro intitolato “Sempre daccapo”, scritto a quattro mani da don Roberto e Fausto Bertinotti.

Il libro in questione reca una prefazione del cardinale Gianfranco Ravasi (per non farsi mancare nulla) ed è stato presentato a Roma il 19 novembre 2014 presso l’Aula Magna della LUMSA, con la partecipazione degli autori e gli interventi di mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, e del parlamentare europeo Sergio Cofferati, sulla cui bandiera politica pare superfluo soffermarci.

Nelle pagine cofirmate con don Roberto Bertinotti fa presente che “la sfida di Papa Francesco è un’evidente testimonianza di fede che, in questo ordine mondiale, esprime in totale autonomia la denuncia non solo dei mali del mondo, ma anche delle cause che hanno generato un sistema economico che fa del denaro il proprio idolo”.

Per concludere, tornando per un attimo al talebanismo della dolce vita, se così volessimo descriverlo simpaticamente onde rischiare di offendere qualcuno, non possiamo non notare la presenza di don Roberto Donadoni al Venice International Foundation Gala Dinner (qui) tenutosi a Ca' Rezzonico il giugno scorso. In questo elegantissimo incontro don Donadoni posa insieme ad importanti personaggi di spicco del PD Veneto, fra cui Alessandra Moretti e Felice Casson.

Insomma l'abito elegante c'è tutto, la posa ricercata pure, e la bella vita sembra non mancare. Non proprio esattamente qualcosa che d'impatto, guardando le foto, rimandi a quel concetto di “Chiesa povera per i poveri” - soprattutto a giudicare dalle decorazioni e dagli illustri ospiti amici, casualmente tutti filo-partito democratico.

Vietato dunque stupirsi per il libro di Begoglio prefatto dalla Fedeli. In questo caso potremmo tranquillamente e per una volta tanto invertire le parti: dimmi con chi pubblichi e ti dirò chi sei!

16 commenti:

irina ha detto...

Guitti in vetrina.

Anonimo ha detto...

Ma... l'Italia e' feudo della zarina ?
http://www.ilgiornale.it/news/politica/boldrini-sciopero-fame-ius-soli-ci-penso-1449487.html

Anonimo ha detto...

OK venite tutti qua che' noi veniamo tutti la'
http://www.lanuovabq.it/it/quegli-insoliti-sbarchi-di-nordafricani-in-sardegna

Anonimo ha detto...

Su Don Donadoni chiedete all'Arcidiocesi di Siena.

Anonimo ha detto...

Il bouquet e' completo .

Anonimo ha detto...

A chi ci dà dei "talebani", ricordiamo sempre che se tanto si idolatra il diverso dagli altri quando fa comodo, non si può odiare chi è diverso da te, quando ti è scomodo...
In fondo non conta tanto la diversità tra noi, ma l'alterità di ciascuno di noi dalla volontà di Dio: è questa la diversità che resta oggettivamente sbagliata, per tutti.

Marisa ha detto...

Tra preti che postan le loro foto su FB in pose da bellimbusti e/o da pensosi radical chic in barca a vela (donDonadoni non è certo il primo...), Fausto Bertinotti che - lasciata la politica - si ricicla come predicatore apostolico, e tutto il circo ecclesialpolitico che va in onda ogni santo giorno, ormai ci si può solo buttar via dalle matte risate.

Perché anche la tragedia, quando eccede, scavalca il bersaglio e finisce in farsa.

Anonimo ha detto...

Senza parole !
https://www.facebook.com/197268327060719/photos/a.210315405756011.46173.197268327060719/1472959789491560/?type=3&theater

Anonimo ha detto...

Citerei Checco Zalone nel suo pezzo "te un prete sei?"

Annarè ha detto...

Da una parte lo Stato dice di tirare le cinghia, ma le cinghia sono sempre solo le nostre, dall'altra l'imperatore di Roma (Omissis per gli amici) e i suoi scagnozzi idem con patate, i poveri nella Chiesa dobbiamo sempre essere noi, perchè gli extracomunitari hanno diritto ad una vita dignitosa, i pretini modernamente modificati possono frequentare il mondo dei vip e gozzovigliare, ma noi dobbiamo essere poveri, riempirci gli occhi di chiese povere e decadenti che un terremoto non saprebbe fare meglio. Grazie al cielo Dio ci ha dato mons. Lefebvre,l'unico che ha dato tutto per salvare la nostra Fede. Ogni tanto sembra che esca qualche genio che ha capito tutto ed è più tradizionalista dei tradizionalisti, poi basta poco perchè la bolla scoppi e l'illusione vola via (le ultime sparate di Burke confermano). mi piacerebbe veder entrare in quei bei salottini frequentati da don Donadoni (se i doni che dona sono questi bei libri...)entrare veramente dei poveri, ma non quei bei ragazzoni muscolosi che sbarcano da noi, ma i veri poveri, quegli uomini pelle ossa che vengono da tutt'altra parte dell'Africa e che da noi non sbarcano.

fred ha detto...

Non è che ci si deve stupire tanto di Bergoglio, se il consigliere nazionale e vicepresidente di UNA VOCE ITALIA -- dico: UNA VOCE ITALIA -- posta sul suo account twitter, tra riti anglicani e celebrazioni della regina e di Fiano/Cerasa:
Venerdì santo: consigli sulla cucina kosher: 13/5/2017
La grandiosità di Hillary Clinton 22/10

Non è uno scherzo. Basta controllare.
So che difficilmente questo post verrà pubblicato, ma la verità è questa. Guardatevi dentro casa, oltre che, giustamente, da Bergoglio. I traditori sono infinitamente peggiori dei nemici palesi.

Gederson Falcometa ha detto...

[off-topic]

Branno dell'Omilia di Giovanni Battista Montini, nel Pentecoste di 1963:

«Ieri `€“ diceva Montini `€“ l`€™argomento della Chiesa pareva restringersi alla potestà del Papa; oggi si estende all`€™episcopato, ai religiosi, ai laici, al Corpo mistico della Chiesa. Ieri si parlava prevalentemente dei diritti della Chiesa, quasi trasferendo per analogia nella sua definizione di società perfetta gli elementi costitutivi della società civile; oggi si scoprono nella Chiesa altre realtà (i carismi di grazia e di santità , ad esempio), che le nozioni puramente giuridiche non possono definire. Ieri era la storia esteriore della Chiesa che ci interessava principalmente: oggi, anche quella interiore, generata dall`€™arcana presenza di Cristo in essa, e così via. Cioè oggi ci appare più profonda, più ricca di doveri evangelici che di diritti storici, la sua missione, così che viene spontaneo pensare alla Chiesa come un mistero».

Curioso, no?

Neologismi ha detto...

http://www.terredamerica.com/2014/08/01/tutti-bergoglismi-di-francesco-17-neologismi-che-hanno-reso-caratteristico-il-linguaggio-del-papa/

Anonimo ha detto...

Questa ci mancava .
http://www.notiziaoggi.it/pages/monsignor-francesco-ravinale-scomunicafalso-sacerdote-astigiano-20121.html

irina ha detto...

Invece Monsignore:
Il crollo del noi
Vincenzo Paglia
Editore: Laterza
Collana: Tempi nuovi

Prima devi passare per il nazionale eppoi... religione globale, editore globale. Tutto da tempo pensato e proiettato per il Nuovo domani.

irina ha detto...

Queste sono, forse, azioni simbolico-magiche che precedono, auspicano quella che poi sarà la diffusione a livello mondiale, non già dell'intellettuale catto-sincretista ma, del power catto-geneticamente modificato che costituirà la nuova religione globale. Eh!