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giovedì 26 marzo 2020

In Italia come in Cina - don Elia

Dominus de caelo prospexit super filios hominum, ut videat si est intellegens, aut requirens Deum. Vacate, et videte quoniam ego sum Deus: exaltabor in gentibus, et exaltabor in terra (Sal 13, 2; 45, 11).
La Chiesa italiana gemette tutta e si stupì di esser diventata l’Associazione patriottica cinese. Una situazione eccezionale ha fatto venire a galla ciò che i nostri Pastori sono realmente. La sudditanza incondizionata che, in queste settimane, essi stanno dimostrando nei confronti dello Stato è qualcosa che, nella storia patria, non s’era ancor veduto, nemmeno nel Ventennio. A quell’epoca, d’altronde, preti e vescovi avevano generalmente gli attributi ed erano stati temprati da sessant’anni di confronto con un regime dichiaratamente massonico. Sette decenni di prostituzione con vari amanti, invece, hanno addomesticato la nostra gerarchia più di un cagnolino da passeggio: cose mai viste, neanche ai tempi della peste bubbonica. Del resto la Chiesa – dicono – si è aperta al mondo, il quale non si è certo fatto pregare ed è venuto trionfalmente a installarsi in seno ad essa con le sue idee, i suoi vizi e le sue pretese. Abbassare la guardia e abbracciare il nemico, quando si è in battaglia, è ovviamente un suicidio, ma un concilio pastorale ha decretato unilateralmente che la guerra era finita e che gli avversari – che lo sapessero o meno – eran tutti diventati nostri fratelli. Il peggio, però, è che questa resa travestita da profferta di amicizia era frutto di un rinnegamento della fede o, meglio, della sua sostituzione con un surrogato ideologico compatibile con il pensiero mondano.

Ormai è chiaro: quella che si insegna in seminari e facoltà teologiche, per esser poi sdoganata nelle parrocchie, non è più la fede cattolica, ma una sua volgare contraffazione. La luminosa limpidezza e la virile incisività della dottrina tradizionale sono state rimpiazzate da un miscuglio di idee fumose, sconnesse e puerili che offuscano le menti, quando non giungono a ridurre i cervelli in poltiglia. I comportamenti assunti dal clero nelle ultime settimane sono una dimostrazione fattuale di questa triste realtà. I ministri della Chiesa in uscita, indomiti araldi dell’accoglienza indiscriminata, dei porti aperti, dei ponti al posto dei muri, se ne stan trincerati, dietro pesanti porte blindate, nelle loro canoniche e nei loro vescovadi, tenendo a distanza di sicurezza quei pochi fedeli così insensati da andare a chiedere nientemeno che un’assoluzione o la comunione… Incredibile! Pretendere questi lussi in un momento di simile pericolo! Ma c’è ancora chi non ha capito che tutto è cambiato: ormai abbiamo scoperto che il buon Dio è misericordioso – e quindi si salvan tutti, che lo vogliano o meno. Il Paradiso è diventato obbligatorio; i Sacramenti, viceversa, sono semplici tonificanti facoltativi. E poi, siamo finalmente costretti a riconoscere appieno il valore del sacerdozio comune di tutti i fedeli!… Come chiamarlo? Sciacallaggio teologico?

Un certo clero è così “progredito” da non accorgersi che la sua immagine di Dio non è altro che la proiezione di un io immaturo che Lo considera un distributore di conferme, a prescindere dallo stato reale dell’anima, dai meriti e dai demeriti. Questa bizzarra idea (che ignora totalmente la nozione di Essere sussistente, con tutto ciò che ne consegue) deriva da uno strano miscuglio tra un biblicismo spurio che seleziona e deforma la Scrittura avulsa dalla Tradizione e uno psicologismo contorto che consacra il vizio e il peccato come la normalità. Di fatto è un mero mezzo immaginario che serve a rassicurare l’io nei momenti di difficoltà, ma è incapace di intervenire efficacemente nelle vicende umane e, di conseguenza, si rivela insignificante: è qualcosa di cui si può anche fare a meno, salvo che torni utile come ingrediente del pensare positivo. Tale vana concezione sarebbe semplicemente ridicola, se non conducesse dritto all’ateismo pratico, tipico dell’atteggiamento consumistico della società contemporanea. Quello teorico, pur essendo razionalmente assurdo, è ben più esigente, dato che costringe l’uomo a stringere i denti e a far tutto da sé, per quanto invano e senza speranza.

Certe decisioni danno l’impressione che una consistente parte del pretame non creda più in nulla, ma usi la propria posizione nella Chiesa unicamente per assicurarsi una sicurezza materiale sganciata da un impegno serio e costante. Da questo punto di vista, il sostentamento del clero si è risolto a grave discapito del ministero pastorale, dato che viene erogato senza alcun rapporto con la reale efficienza di un sacerdote. Per avere di chi campare, un tempo, la maggior parte dei preti dovevano concretamente darsi da fare; prima dell’istituzione della congrua, anche i parroci vivevano delle offerte dei fedeli e dei benefici ecclesiastici, cose evidentemente molto variabili da luogo a luogo. In ogni caso, a prescindere dalle loro necessità, essi si consumavano passando anche ore al capezzale di ogni moribondo della loro parrocchia, solcando le strade per portare la comunione agli ammalati o per le numerose processioni che scandivano l’anno liturgico, rinchiudendosi per intere giornate in confessionale in occasione delle grandi feste… Ciò non significa, ovviamente, che tutto fosse fatto per puro zelo delle anime, ma che c’era un senso del dovere che il sistema attuale, animato da quella teologia fasulla che giustifica tutto e il contrario di tutto, ha semplicemente annientato.

Il nuovo Concordato, sulla base della pseudoteologia postconciliare, ha praticamente trasformato i chierici in impiegati statali ben imbavagliati e ammaestrati, di un lealismo e un’arrendevolezza che non ci si sognerebbe neppure di esigere dagli altri. I vescovi hanno reagito all’emergenza sanitaria come sottoprefetti di un regime rigorosamente ateo: complimenti! La peggior forma di clericalismo è quella di quanti, coprendosi sotto le disposizioni dell’autorità civile e ponendola implicitamente al di sopra di quella divina, privano i fedeli dei beni spirituali cui hanno sacrosanto diritto e li abbandonano a sé stessi nel momento del bisogno. Si son rivelati per quello che sono: mercenari. Era inevitabile, d’altronde, che chi da giovane ha letto Mao si ritrovasse poi a svolgere le stesse mansioni di un funzionario del dipartimento per gli affari religiosi del partito comunista cinese, proprio come un vescovo o un prete iscritto all’Associazione patriottica. La Chiesa Cattolica, in un contesto simile, può pure formalmente sussistere, ma solo sotto totale controllo governativo, sospesa ad un cenno di approvazione o diniego da parte di un qualunque trinariciuto della nomenklatura. Questa è una conferma in più che i regimi marxisti non sono stati altro che un esperimento su larga scala di un ordine mondiale completamente statalizzato, con un’economia del tutto pianificata e un’assoluta supervisione della popolazione, ridotta a massa consumatrice i cui bisogni sono artificialmente determinati dai poteri occulti.

Il materialismo ateo, funzionale a tale risultato, è divenuto l’abituale atmosfera mentale anche in Occidente, nei Paesi teoricamente “liberi”. La Chiesa dialogante con il mondo, coerentemente, si è lanciata in battaglie ambientalistiche per la difesa della casa comune, ma non ha più nulla da dire per rischiarare il dramma della malattia e della morte. Il meglio che riesca a fare è prostrarsi ai piedi dei funzionari statali, dimenticando completamente gli obblighi che le derivano dalla sua missione: non sa più parlare di salvezza eterna, di sofferenza espiatrice, di giusto castigo, di abbandono alla Provvidenza… Tutto ciò, come fa inorridire il pensiero dominante, così ripugna a molti dei suoi stessi ministri, i quali danno prova di non crederci più e, per questo, non hanno più alcuna ragion d’essere (che non sia l’incarico e il sostentamento). Cosa volete che conti il celibato per chi ha perso la propria identità e smarrito il motivo del proprio stare al mondo? Il problema è ben più profondo della pur sacrosanta disciplina ecclesiastica, ma con la solita operazione diversiva son riusciti a deviare l’attenzione incendiando il dibattito su un punto particolare, in modo da far passare inosservato il vero veleno del sinodo amazzonico, il panteismo naturalistico.

Bene che vada, la “fede” di gran parte del clero è un blando deismo illuministico: la loro “divinità” è una vaga idea rassicurante, un’entità indefinita che dovrebbe confortarci nei momenti difficili, ma non è in grado di intervenire nella creazione o nella storia; il concetto di castigo divino non sarebbe altro che un retaggio mitico-pagano. La mentalità marxista che ha impregnato la cultura odierna si concilia facilmente (essendone un ulteriore sviluppo) con la visione kantiana di una religiosità priva di trascendenza, ma immanente al pensiero umano, la quale affonda le radici nel soggettivismo della concezione luterana della fede. Se poi vogliamo provare a spiegarci l’incredibile rigidità mentale dimostrata, nell’attuale congiuntura, da un clero altrimenti superelastico in ambiti in cui è invece strettamente vincolato, dobbiamo risalire alla comune sorgente di tali aberrazioni, cioè al fariseismo di chi filtra i moscerini e ingoia i cammelli. È il giudaismo talmudico, con la sua tracotante pretesa di assicurare un’impeccabilità assoluta escludendo anche la più piccola o remota eventualità di essere accusati. Seguendo un criterio analogo, anche l’andare a pregare in una chiesa potrebbe propagare il contagio ed equivale quindi automaticamente ad ammazzare un numero imprecisato di persone. Nei loro assurdi vaneggiamenti, costoro non si avvedono che, con le loro gravi omissioni, uccidono un gran numero di anime, a cominciare dalla propria.

Gli effetti dei provvedimenti ecclesiastici, così, sono peggiori di quelli del virus. Il Vangelo, invece, ci mostra continuamente che Gesù, per obbedire al Padre, in apparenza disobbediva alle autorità religiose del Suo tempo, che con dottrine artificiose avevano manipolato la legge divina a loro uso e consumo fino ad annullarla. Che si propaghi il contagio andando in chiesa è un pericolo estremamente remoto e non comporta quindi la minima responsabilità morale. D’altra parte, la gente non va forse al lavoro, al supermercato o in farmacia, dato che non può farne a meno? Il medesimo rischio che si corre per assicurarsi il nutrimento e la salute del corpo, non lo si può correre per garantirsi quelli dell’anima? Ma in cosa credono i nostri Pastori, ammesso che credano ancora in qualcosa? Come mi scrive una fedele di Roma, in questa circostanza «si scopre chi è un vero sacerdote e chi no». Un’altra lettrice osserva che, passata questa emergenza, «nulla sarà più come prima». Ha ragione: il Signore sta passando al vaglio i Suoi ministri per distinguere chiaramente chi ancora ha la fede da chi l’ha persa o non l’ha mai avuta, chi è degno di fiducia da chi recita una squallida commedia, chi va seguito da chi va abbandonato. Molti chierici hanno perso ogni residuo di credibilità; il popolo fedele saprà bene come regolarsi nei loro confronti.

Ecco allora che «il Signore, dal cielo, si mette a osservare i figli degli uomini per vedere se ce n’è uno intelligente o che cerchi Dio» (Sal 13, 2) con la preghiera e la penitenza; Egli deve però prendere atto che «tutti hanno deviato e, al tempo stesso, son diventati inutili» (Sal 13, 3). L’Onnipotente tuona perciò con voce possente per lanciare un estremo richiamo: «Calmatevi e considerate che io sono Dio; sarò esaltato fra le genti, sarò esaltato sulla terra» (Sal 45, 11). È il Dio vivente che parla, il Creatore del mondo e Signore della storia, Colui che ha il controllo totale della natura e rende a ciascuno secondo le Sue opere (cf. Sal 61, 13; Pr 24, 12; Ger 32, 19; Mt 16, 27; Rm 2, 6; Ap 22, 12). Egli punisce il male, sia in questa vita che in quella futura, ma nella Sua misericordia usa i flagelli anche a nostra correzione. È così che Dio si è rivelato: dopo aver eliminato la Tradizione, vogliono forse cestinare anche la Bibbia? Saranno così impudenti, nella colossale mistificazione che stanno perpetrando, da giungere a tale grado di disonestà intellettuale? Faranno meglio a pensarci bene. Moltiplicate pertanto i Rosari per la loro conversione, oltre che, naturalmente, per la protezione delle vostre famiglie, per la fine dell’epidemia, per la guarigione degli ammalati e – non ultimo – per tanti che muoiono senza conforti religiosi e senza esequie.

Quando verrà il padrone della vigna, che farà a quei contadini? Farà miseramente perire i malvagi e affiderà la sua vigna ad altri contadini, che gli rendano i frutti a loro tempo (Mt 21, 41).
Nota canonico-pastorale
CORSO SULLA MEDITAZIONE

21 commenti:

  1. APPARIZIONE E SPARIZIONE A COMANDO: IL CASO PER NULLA STRANO DEL COVID IN CINA.

    Qualche mese fa scrivevo di rimanere profondamente scettico dinnanzi alle notizie che, sul Covid, fornivano le autorità cinesi.

    Qualche giorno dopo, rammento, emerse la storia di quel medico imprigionato perché – primo tra tutti, aveva pubblicamente lanciato l’allarme.

    Bene: non mi fidavo allora – all'inizio della faccenda – e non mi fido oggi che le autorità di Pechino annunciano che la battaglia è vinta o poco solo.

    Questa singolare declinazione cinese del morbo – che appare a scompare a comando- assomiglia troppo a quella “sostituzione della realtà” con la propaganda in cui François Furet – da ex comunista - aveva individuato l’ ubi consistam del marxismo-leninismo.
    (Biagio Buonomo)

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  2. "Sette decenni di prostituzione con vari amanti, ... Del resto la Chiesa – dicono – si è aperta al mondo".
    Questa frase indica, senza neppure tanti veli, la triste realtà di perversione che certi prelati hanno vissuto nella loro psiche e nel loro corpo. Essi hanno aperto al mondo una certa parte del loro corpo nella prostituzione con vari amanti!
    Dico questo non per scandalizzare (d'altra parte oramai sono cose note) ma per mostrare quanto era saggia l'attitudine tradizionale della Chiesa che COMBATTEVA il mondo inteso come "mentalità mondana" e quanto ci viene dietro.
    Costoro, al contrario, lo hanno assunto tutto, ne sono divenuti schiavi, hanno disprezzato la saggezza ecclesiastica antica, si sono pervertiti nel corpo e nello spirito e, perciò, hanno insozzato la Santa Chiesa rendendola ridicola tra le Nazioni. Come non pensare, quindi, che le prove che stiamo vivendo sono semplice CONSEGUENZA di questo loro andazzo? E' come se il Salvatore dicesse: "Non siete degni di rappresentare la mia Chiesa!" e gliela levasse dalle grinfie!

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  3. "Il decreto legge presentato dal presidente del Consiglio Conte il 24 marzo contiene una inquietante novità: la possibilità di chiudere le chiese. E, sebbene il linguaggio sia poco chiaro, potrà essere anche un sindaco a deciderlo. Un passo di arroganza ingiustificata, una decisione inaccettabile, nel merito e nel metodo. Ma qualcuno nella Chiesa farà sentire la sua voce?"

    Stefano Fontana
    Vescovi ci siete?
    https://lanuovabq.it/it/ora-il-governo-puo-chiudere-le-chiese-vescovi-ci-siete

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  4. Coronavirus, strage di sacerdoti in Italia/ Morti 67 preti e 12 missionari
    https://www.ilsussidiario.net/news/coronavirus-strage-di-sacerdoti-in-italia-morti-67-preti-e-12-missionari/2001179/

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  5. Sono don Stefano Coggiola, sacerdote della Diocesi di Novara.
    Ho letto l'articolo di “Don Elia” e mi trovo in accordo sull'analisi della Chiesa, però permettetemi di aggiungere qualcosa sulla mia vita di sacerdote in questi giorni...

    Ogni mattina vado nella chiesa dell'Ospedale San Biagio di Domodossola (VB).
    Come tutti passo dalla tenda del triage per il rilevamento della temperatura corporea, per l'autodichiarazione a riguardo dei sintomi da Covid19...
    Celebro Messa tutti i giorni (la chiesa la apro io), dico il Breviario, recito le Corone camminando nel cortile interno dell'Ospedale pregando per gli ammalati e per gli infermieri.
    Incontro infermieri e dottori. Alcuni di essi mi fermano o si fermano per due parole.

    A questo riguardo vi racconto due episodi di questi ultimi giorni:
    1. Entra in chiesa una dottoressa del reparto di Rianimazione (Protestante tedesca si dichiara lei), prega e poi, dopo avermi parlato della situazione drammatica di questi malati di Covid19, mi chiede un foglio con delle preghiere da recitare con e sugli ammalati; mi assicura che l'avrebbe fatto girare ai colleghi e agli infermieri.
    2. Lunedì vengo a conoscenza che una mia collega di scuola (insegno religione cattolica nella scuola media), sposata con 2 figli, è ricoverata qui in ospedale positiva al virus. Me lo dice lei stessa con un filo di voce al telefono: “Dalla mia cameretta vedo la chiesetta aperta... e questo mi da conforto”, scatto subito fuori dicendole di affacciarsi alla finestra se le era possibile. Riesce, a fatica con il girello, ma riesce. Una preghiera, una benedizione... E' il massimo che potevo fare.

    Due episodi per dire che molti preti non sono blindati nelle loro case come sostiene l'articolo!

    E Lei caro “Don Elia” se è questo il suo vero nome (dubito), Lei che mi pare un sacerdote (altrimenti perchè chiamarsi così?), mi dica: Cosa fa? Dice Messa? La dice con la chiesa aperta e con i fedeli (presupponendo che sia italiano e che sia nella nostra stessa situazione di restrizioni governative)? Faccia qualcosa anche Lei a cominciare per esempio con il metterci la faccia e dire il proprio nome. Il rischio, se non lo fa, è quello di ritrovarsi (come dice Lei) nel numero enorme di quei preti che passati al vaglio non saranno ritenuti veri uomini di fede!

    Don Stefano Coggiola

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  6. Questo è quello che dice un sacerdote mio amico:

    https://www.radicatinellafede.com/2020/03/non-dite-piu-che-non-diciamo-messa.html

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  7. La Messa celebrata da ogni sacerdote ha valore infinito per noi e per la società tutta. La Santa Messa ha valore in sé...

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  8. Caro Don Stefano , forse Lei non e' un frequentatore di questo blog e giustamente Lei non conosce Don Elìa , mi sarebbe piaciuto che avesse chiesto notizie all'amministratore del blog prima di formulare le ultime righe del Suo post che mi paiono lievemente acri . Neanche alcuni di noi Lo conoscono ( parlo di me ) ma lo seguono nella Sua propria rubrica settimanale . Alcuni di noi via web fanno parte (parlo di me) della Sua Parrocchia virtuale e pur non conoscendoLo sappiamo molto di Lui , della Sua Consacrazione totus tuus all'Immacolata , del Suo ardentissimo cuore e della Sua sollecitudine per le pecorelle . Noi ( parlo di me ) l'amiamo molto . Ave Maria !
    P.S. Caro Don Stefano , personalmente La ringrazio e prego per tutti i Sacerdoti , ognuno con il proprio carisma , ah dimenticavo : ho appena visto che ha scritto anche a Don Elìa nella Sua propria rubrica , sempreche' sia sempre Lei perche' c'e' anche una signora che usa il Suo stesso nickname (unknown). Dio La benedica e la Vergine Madre guidi i Suoi passi . Così sia !

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  9. Caro don Stefano Coggiola. Geazie per la sua testimonianza e per la sua vicinanza.
    Quanto a don Elia, le assicuro che non è un sacerdote da retrovie. Ogni situazione richiede discernimento e Grazia e preghiera che cerchiamo di assicurarci gli uni per gli altri...

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    1. "Quanto a don Elia, le assicuro che non è un sacerdote da retrovie."

      ...ma l'anonimato (visto che si tratta di un nome d'arte) sul web non è forse una retrovia?

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  10. "Coronavirus, strage di sacerdoti in Italia..."

    Mi chiedo quali siano i compiti dei vescovi. Durante un'epidemia credo che un vescovo debba sapientemente distribuire le forze a sua disposizione, che oggi sappiamo essere minime, in modo tale che i sacerdoti non affrontino orari sfibranti, per non essere facile preda del contagio, e possa esserci una rotazione in grado di coprire il massimo numero di pazienti.

    Se invece il loro decesso è stato causato dal contagio interno, il discorso allora riguarda l'igiene interna; casa, cucine, bagni, camere. Un tempo il servizio militare
    era anche una scuola che completava l'educazione e metteva ciascun soldato, ciascun sotto/ufficiale, ciascun ufficiale in grado di mantenere pulito ed in ordine qualsiasi ambiente in cui viveva, cominciando dal suo letto...Ora si è diventati tutti con 'le mani molli'.

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  11. Carissimo don Stefano, permettimi di esprimerti tutta la mia stima e ammirazione.
    Nell'articolo non intendevo stigmatizzare indistintamente tutto il clero (al quale appartengo anch'io), ma quella certa corrente che si identifica con la "Chiesa in uscita" e che fino a ieri predicava apertura e accoglienza senza se e senza ma.
    Io non ho una mia chiesa dove celebrare; la rettoria in cui lo facevo ogni mattina è stata chiusa. Perciò dico Messa a porte chiuse nella parrocchia che mi ospita, salvo quando (soprattutto nei giorni festivi) mi reco in qualche casa privata per celebrare con piccoli gruppi di persone.
    Quanto al metterci la faccia, sto cominciando a farlo con discrezione, ma evitando di correre al massacro. I nostri superiori, che riguardo a certi abusi, liturgici e non solo, sono di solito molto misericordiosi, con chi dice la verità si dimostrano inflessibili. Di qui la necessità di una sana prudenza.
    Ricordiamoci "ad invicem" nella Santa Messa.

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  12. Anonimo 9.21:
    E quando mai si può credere ad un regime comunista, seppur adeguato al XXI secolo ?
    Sono figli di Satana, quindi la menzogna è loro connaturale.
    Personalmente penso che abbiano almeno il triplo dei casi, quindi almeno 250.000 con un numero di decessi almeno del 5%.
    Se non fosse così, non avrebbero chiuso da oggi le frontiere a tutti gli stranieri con la scusa dei contagi di ritorno.

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  13. guardate che bella idea hanno avuto i preti cattolici in USA per celebrare la Messa con i fedeli, aggirando il rischio di contagio! anche 700 fedeli possono ascoltarla
    https://gloria.tv/post/nnKGfFxDrKZ82xXfqXcLoGxm7
    non potremmo fare anche noi come loro ?

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  14. vorrei qui consegnare una richiesta (preghiera) a tutti i sacerdoti, in particolare a quelli che vanno "in trincea" cioè assistono con Fede e coraggio i malati nei luoghi di sofferenza. Qui mi rivolgo a don Stefano la cui opera è benedetta dal Signore, certamente; lui ha detto: "ho dato solo una preghiera e una benedizione" a quella malata che vedeva dalla finestra la chiesetta aperta ecc... gli chiedo: non si potrebbe portare Gesù Sacramentato negli ospedali, a conforto di quei poveri malati, e di tutti i pazienti ricoverati, così come fa questo sacerdote in Messico ?
    https://www.youtube.com/watch?v=eyCMDOzYjrE
    io penso che le anime ne avrebbero grandissimo giovamento spirituale, pur non potendo comunicarsi: è Gesù in Persona che passa tra loro ! ora che Lo hanno barricato nelle chiese chiuse, e noi figli siamo barricati dentro le case o nei letti di dolore ospedalieri : ci separano da LUI sia gli eventi calamitosi sia le autorità laiciste prevaricanti, ma Lui può venire in mezzo a noi, se i sacerdoti hanno vera Fede e coraggio di portarlo così in mezzo al suo gregge sofferente!
    (ovviamente escluderei la fastidiosa chitarra)

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  15. Carissimo del 27 marzo 2020 08:08 , come una sorella maggiore e come ex crocerossina mi permetto di risponderle : non e' il momento di fare gli eroi , sono gia' morti tanti Sacerdoti e non c'e' in giro nessun S.Carlo Borromeo o S.Giovanni Bosco , e' il momento della penitenza .
    I Sacerdoti possono pregare per ogni anima e piangere per esse tra il vestibolo e l'altare e noi dobbiamo fare altrettanto
    ( anzi di piu') e pregare e digiunare per noi e per i nostri Pastori ( tutti perche' solo Dio legge i cuori ). In fede

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  16. S. Messa del giovedì' 26 marzo 2020, ore 18:30 della IV settimana di Quaresima,
    Chiesa parrocchiale della Ss.ma Trinità dei Pellegrini, Roma
    https://www.youtube.com/watch?v=UPe8PC-KukY

    Confido di trasmettervi la forte emozione provata dall'anima mia durante questa inquadratura dal minuto 29:06 al minuto 29:09 ! La verticalita' dell'azione del Sacerdote che all'elevazione del Sacro Calice e' perfettamente in asse con la Croce dell'altare e con il Crocifisso di Guido Reni a parer mio esprime visivamente magnificamente l'immenso dono del Sangue di NSGC , sangue preziosissimo che sembra colare dal corpo di NSGC in croce per raccogliersi nel Sacro Calice .

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  17. Il Papa o chi per lui scavalchino la presidenza CEI e sbroglino il pasticcio da loro stessi causato !28 marzo, 2020 10:39

    Si può andare in chiesa solo se si è sulla via per andare al lavoro, al supermercato, in farmacia. Così il ministero dell'Interno ha risposto alla richiesta di chiarimenti da parte della Cei: un criterio inaccettabile, contrario anche alla Costituzione.

    Ma qui ci scontriamo con un piccolo, o forse grande, problema: non solo in generale i vescovi sono stati finora zitti davanti ai soprusi che pure sono balzati agli onori della cronaca, ma ricordiamo che è stata la stessa presidenza della Cei a paventare unilateralmente la chiusura delle chiese lo scorso 12 marzo. Fu il giorno in cui furono effettivamente chiuse a Roma salvo poi riaprirle il giorno dopo per un ripensamento del Papa (clicca qui). Nella nota attribuibile al cardinale Bassetti (“Una Chiesa di terra e di cielo”) si diceva espressamente che si sarebbero potute chiudere le chiese «non perché lo Stato ce lo imponga, ma per un senso di appartenenza alla famiglia umana».

    https://lanuovabq.it/it/se-il-governo-nega-il-diritto-di-andare-in-chiesa

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  18. P.S. prima che la situazione diventi "definitiva".

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  19. PPS. Aggiungo : costoro "autorita'" si approssimano a festeggiare la Pasqua ? Quale Pasqua , quella dell'ovetto di cioccolata ? Alla lunga , prima o poi , quello che uno e' esce fuori dall'intimo ....

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  20. LO SCHIAFFO DI CERVETERI. CENTINAIA DI FIRME ALLA CEI,28 marzo, 2020 21:42

    Eccellenze Reverendissime,
    Con la presente desideriamo portare alla Vostra attenzione l’allegato appello relativo al gravissimo abuso perpetrato dalla polizia locale di Marina di Cerveteri (RM) lo scorso 15 marzo.
    ecc.

    APPELLO AI PASTORI DELLA CHIESA CATTOLICA ITALIANA
    Siamo un gruppo di cittadini italiani di fede cattolica e intendiamo denunciare il gravissimo abuso perpetrato dalla polizia locale di Marina di Cerveteri (RM) lo scorso 15 marzo (III domenica di Quaresima).
    Di seguito i fatti, a dimostrazione dei quali esiste anche documentazione video.
    ecc.
    https://www.marcotosatti.com/2020/03/28/lo-schiaffo-di-cerveteri-centinaia-di-firme-alla-cei-intervenga/

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