Interessante la seguente Lettera aperta all’attenzione di S. E. Cardinale Matteo Zuppi, Presidente CEI (già inviata).
Schede sull'Islam... un autogoal incomprensibile!
Egr. Cardinale
mi accingo a un esercizio di scrittura che rischia di divenire rituale; e mio malgrado. Non perché abbia particolarmente in dispregio la corrispondenza epistolare; anzi da me coltivata come occasione privilegiata di espressione del pensiero e di condivisione dei moti dell’animo. Ma per le ragioni che mi inducono a tediarla, oggi più che mai, ne avrei fatto volentieri a meno.
Rieccomi così a perorare una sua riflessione, auspicando una sua retrocessione, non nel senso sportivo del termine, da cui sarei pure tentato; e se non una revisione, almeno una rivalutazione.
.Alludo alla presentazione del suo progetto “Schede per conoscere l’Islam”, realizzato dalla CEI in sinergia al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica e destinato agli studenti delle scuole. Non a caso presentato in un contesto istituzionale, l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, involge al contempo connotazioni religiose e implicazioni giuridiche connesse e caratterizzanti l’iniziativa; inusitata e improvvida; e a ben vedere, inusitata proprio perché improvvida. Mi segua.
Improvvida perché non costituzionale.
Se per l’articolo 8 della Costituzione tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge e hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, se non contrastano con l'ordinamento giuridico italiano; i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Ora non v’è dubbio che la sua iniziativa insista proprio su questi rapporti, in quanto investe un settore altamente delicato, quello dell’istruzione scolastica, di altrettanto rilievo interno costituzionale. Ciò detto, al contrario di altre confessioni religiose che hanno stretto intese con lo Stato, non risulta che alcuna rappresentanza istituzionale unitaria islamica abbia mai chiesto o proposto allo Stato un’intesa. Che ciò risponda a una vocazione settaria o a una prospettiva prematura, ciò non muta l‘erroneità e l’arbitrarietà di tale iniziativa.
Improvvida perché non legittima.
A seguito di Accordo modificativo del Concordato, esecutivo ai sensi di legge n.121 del 1985, e di Intesa tra Ministro della P.I. e Presidente della CEI, esecutiva ai sensi del d.P.R. n.751 del 1985, si è disciplinato l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali d’ogni ordine e grado. La legge n.186 del 2003 definisce i ruoli dei docenti che possono insegnare la religione cattolica. E che solo per tale offerta formativa sono retribuiti con i tributi versati dai cittadini, me compreso.
Perciò distoglierli sia pure in parte, dalle loro prerogative istituzionali e prestazioni contrattuali., come nei suoi intenti, è in conflitto con ordinamento scolastico statale e norme tributarie stesse. Per non dire poi che si profila anche come una abiura a chi lo ha preceduto alla guida della CEI.
Improvvida perché non didattica.
Inammissibile nelle norme, l’iniziativa è anche avulsa dalle basilari dinamiche di apprendimento. Posto che l’Islam si esprime con una varietà tipologica da rendere improba una disamina unitaria, una trattazione che risponda a un minimo di utilità didattica richiederebbe margini di tempo che non solo non sono riservati alla stessa religione cattolica, ma neppure ad altre materie curriculari. Sì che le schede da propinare si rivelano accomodanti negli intenti e lacunose negli argomenti. Inducendo disamine non solo superficiali ma persino fuorvianti su temi che meriterebbero ben altri approfondimenti e avallando semplificazioni buoniste inidonee a un’esaustiva acquisizione.
Con esiti prevedibili, del tutto antitetici rispetto agli asseriti intenti che si vorrebbero perseguire.
Improvvida perché non ecclesiale.
Per cimentarsi nel tentativo di conoscere gli altri, occorre prima assicurarsi di conoscere sé stessi. Diversamente si corre il rischio di vedere sfumare, fin a eclissare, le differenze che delimitano le rispettive identità e al contempo garantiscono la dignità stessa della propria e delle altrui culture. Rischio che in ambito di fede assume le configurazioni di un sincretismo sempre più dilagante. Nella crisi che attanaglia le famiglie un baluardo a difesa della fede può essere lo studio a scuola. Con la chiese sempre più svuotate, le comunità sempre più asfittiche; le vocazioni sempre più latenti e di conseguenza i fedeli sempre più spaesati; invece di ripartire dall’ABC, dal cuore della nostra Fede e dai Novissimi, che nella CEI non pochi hanno obliato e ritenuto ormai obsoleti; ma dico io, invece di concentrare la propria dedizione per l’altrui vocazione al Cristo Re Salvatore, avete sprecato risorse di tempo, energia e intelligenza su come fare conoscere a scuola l’islam? Incomprensibile. Tornando alla terminologia calcistica di cui sopra, questo si definisce autogoal. Riscoprire e coltivare la propria vocazione per evangelizzare, unica vera mission di ogni credente.
Improvvida perché non evangelica.
Ci si attende infatti, che occupazione precipua, se non esclusiva, della CEI sia l‘evangelizzazione. Da espletare senza una propedeutica pseudoculturale, ma alla sequela del Vero Evangelizzatore.
Quando il Signore manda i discepoli non li sottopone prima a corsi di formazione sulle altre fedi. E non per un intento di prevaricazione, ma perchè essi si rivolgano non alle menti, ma ai cuori. E li invita a non recare altro con sé; in termini attuali, un approccio non culturale ma esperienziale. Così quando dopo la Resurrezione gli apostoli parlano ai convenuti d’ogni dove, non si curano prima di conoscerne la cultura, perché consapevoli che non da ciò dipenderà l’esito (At. 2 e 3).
Essi li comprendono e si convertono perché è lo Spirito Santo ad agire in loro e essi lo accolgono. Non il nostro attivismo, che può fare solo proseliti; è la nostra confidenza in Dio a ispirare i fedeli.
Ricordiamolo di tanto in tanto… e rinunciamo a un’idea che per la Fede non ha né capo né coda. Perdere talora la rotta è segno di smarrimento; ritrovarla, di coerenza; correggerla, di umiltà.
Maranatha. Avv. Prof. Giuseppe Longo

Le schede sono l'inizio di una finestra di Overton... I prossimi passi: chiusura di chiese; loro svendita agli islamici; preti cattolici che si convertono e fanno gli imam... Tanto ormai ce l'hanno insegnato bene: il Dio cattolico e Allahhh sono la stessa divinità.
RispondiEliminaMa che il Dio cristiano e quello musulmano siano la stessa cosa e' falso. E il cuore dei fedeli lo sa gia'. Non esisterebbero altrimenti tutte queste dure reazioni.
EliminaForse, visto che gli alunni "cattolici" si esonerano con sempre maggiore frequenza, i "vescovi" sperano così di attitare i mussulmani, giusto per non perdere altri finanziamenti di Stato.
RispondiEliminaProbabilmente se le schede sull'islam fossero state presentate come aggiornamento per gli insegnanti di storia sarebbe stato piu'opportuno.
RispondiEliminaSe Allah non coincide col nostro Dio cristiano come si spiega il fatto che la sua diffusione sia stata cosi' ampia e, almeno fino ad oggi irreversibile ?
Purtroppo la conoscenza della fede cristiana anche di molti che si dicono cristiani e' ccostruita sulla sabbia e non sulla roccia.
Conti senza l'Oste... Il quale ha detto di attendere il Suo ritorno.
RispondiEliminaC'è una vita dei regni mondani e c'è la vita eterna, che non è solo la futura.
E' qui. Adesso. La presenza reale del Signore fa tutta la differenza.
Lo sguardo cristiano è uno sguardo che tiene insieme tutto: integro e integrale.
Lo sguardo cristiano sull'universo sta nella morte/resurrezione di Gesù.
La vita non si interrompe nella biologia.
Gesù morendo in croce dice: TUTTO lì è compiuto.
L'Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo è alfa e omega.
La resurrezione della carne riguarda TUTTI: per qualcuno nella dannazione, per altri nella beatitudine. Il cento per uno ci riguarda -potenzialmente- già in questa vita.
Una gerarchia disintegrata non ha più lo sguardo di Cristo e su Cristo.
Guarda frammenti e cerca faticosamente, goffamente e rovinosamente di tenere insieme i pezzi, allontanando la presenza del Signore: che non è più "lì", ma "là"...
Il Signore Gesù Cristo che è qui, lì, diventa solo un vago sentore "là".
Il cristianesimo è speranza perchè il "lì" è "qui". E l'al di là non è lontano.
Ma la gerarchia è zuppa di un hic et nunc immanentista, privo di trascendenza.
Il Signore Gesù in croce non avrebbe compiuto nulla di speciale... la Madre si sarebbe addirittura sentita un po' imbrogliata. E la resurrezione... va bè, solo una tomba vuota.
Conti fatti senza l'Oste, disintegrando tutta la Tradizione.
Invece il cattolico è kata holos , secondo l'Intero.
Certi monsignori si pensano cattolici perchè "secondo loro", del loro potere terreno.
Non si limitano più a "incensare l'imperatore": promuovono proprio l'eutanasia della Chiesa, con quella faccia tosta di chi sa che per "motivi istituzionali" i sottoposti continueranno almeno formalmente a ubbidire ed eseguire.
RispondiEliminaCi vorrebbe un Papa che ristabilisca il minimo sindacale: chierici e prelati devono insegnare solo ciò che insegna da sempre la Chiesa, devono celebrare solo ciò che celebra la Chiesa, e in tutto il resto (tempo libero) possono dire/fare solo ciò che non sia in contrasto con le due precedenti.
Altrimenti, prima il cartellino giallo di ammonizione, quindi quello rosso di sospensione a divinis e da tutti gli incarichi ecclesiali, infine la riduzione allo stato laicale.
E purtroppo oggi un Papa non ce l'abbiamo.
Ma abbiamo gli scritti dei Padri della Chiesa !
EliminaSembra che il trattato di san Giovanni Crisostomo SUL SACERDOZIO sia famoso. E' scaricabile in pdf , (mi e' sembrato di capire gratuitamente) o anche come e-book al modico prezzo di 0,99 centesimi.
Tutte le esternazioni, gli appelli continui alla “accoglienza” indiscriminata, fatti da uno Stato straniero, piccolissimo ma importantissimo, nei confronti di uno Stato “ospite”, non si configuarano come “interferenza negli affari interni di un altro paese” ? Non dovrebbero dar luogo, quantomeno, ad una convocazione dell’ambasciatore di quello Stato ?
RispondiEliminaMa poi, data questa grande brama di “straniero”, meglio se islamico, da parte delle più alte cariche del Vaticano, perché non portarglieli a decine di migliaia, a via della Conciliazione, sul limitare del confine, informandoli sulla straordinaria accoglienza che vi riceverebbero, accuditi, curati e coccolati da solerti prelati, vescovi e cardinali ?
Quando vedrò alcune centinaia di migliaia di “migranti” accolti dentro le mura vaticane, utilizzando tutti i locali disponibili, comprese le Stanze di Raffaello, la Cappella Sistina, i Musei Vaticani e gli appartamenti privati dei cardinali ivi presenti, così felici di condivederli, allora mi convertirò alla nuova religione della “loro” chiesa.
Claudio Gazzoli
"Se Allah non coincide con il nostro Dio cristiano come si spiega che la sua diffusione sia stata così ampia etc?"
RispondiEliminaProvi a chiedere a un mussulmano, se lo conosce, se ritiene che Allah "coincida" con il Dio dei cristiani. Nessuno si chiede mai cosa pensino veramente di questo "dialogare" i mussulmani. Vedrà che le risponderà, se è sincero, che il Dio dei cristiani è politeismo pagano perché consta di tre divinità Dio, Gesù e Maria. Proprio così, il Corano mette nella Trinità una Maria non meglio conosciuta, che sarebbe stata (pare) la sorella di Aronne, fratello di Mosè. Il culto di Maria dei mussulmani non è il culto della S.ma Vergine. La onorano semplicemente come madre di un profeta, Gesù, uomo (non Dio) che sarebbe stato dotato di poteri straordinari e il cui merito essenziale sarebbe stato quello di annunciare Maometto. Però i discepoli invidiosi avrebbero alterato i Vangeli, cancellando il riferimento a Maometto, che pertanto il mussulmano considera libri adulterati, da non leggere.
Solo menti malate tra il clero, anche in alto loco, avrebbero potuto costruire il circo equestre del "dialogo". Uno degli strumenti privilegiati per la distruzione della Chiesa visibile. Questo si è rivelato essere il "dialogo".
L'espansione così ampia dell'impero maomettano non dimostra nulla, quanto alla verità della sua religione. Dio ha consentito anche ai mongoli di costruire un enorme impero, che è durato secoli, e si trattava di crudeli popoli guerrieri, del tutto pagani.
pp
Quest'iniziativa e 'figlia dello sciaugata Nostra Aetate e di Fratelli Tutti ! L'attuale pontefice e'chiaramente d'accordo con il Card.Zuppi ,altrimenti lo bloccherebbe ! Mentre nel mondo milioni di cristiani vengono vessati ,discriminati ,uccisi dai musulmani ,qui si spalancano le porte a questa religione ! Dopo l'eretico Francesco ,si pensava in una svolta nella difesa della Dottrina e cultura cattolica ,ma l'attuale pontefice sta usando solo modi piu 'moderati e prudenti ,ma la musica non cambia ! E poi pero 'scomunicano la Fratenita San Pio X ...
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