Pagine fisse in evidenza

venerdì 18 maggio 2018

Nel mondo portiamo Francesco o Cristo?

La 'pubblicità Vaticana si adegua alle leggi del marketing. E deturpa la facciata della Chiesa Romana in cui è custodita la Scala Santa, quella percorsa dal Cristo Signore nel Pretorio, trasportata a Roma da Sant'Elena, madre di Costantino, nel 326. 

"Portiamo Francesco nel mondo"... Non più portiamo Cristo, ma portiamo Bergoglio?

Oltre a rivelare una forma di papolatria di certo stona anche con la Chiesa povera tra i poveri tanto conclamata...

23 commenti:

  1. Mi sembra un post completamente inappropiato.
    Voler prendere spunto da ciò è veramente subdolo...quasi demoniaco cara Mic.
    Alberto Rizzardi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capisco, in che cosa dovrebbe essere subdolo e demoniaco questo post. Almeno Lei non lo spiega né con una parola, invece post stesso almeno mette la motivazione. Se lei la ritiene sbagliata, va bene, allora dopo una dura condanna da parte sua, almeno qualche ragionamento ci vorrebbe.

      Elimina
    2. La missione della Chiesa è portare Nostro Signore Gesù Cristo in ogni parte del mondo. Ora si afferma che invece vi debba essere portato il suo amministratore delegato. Quale parte di questo sinistro rovesciamento non è chiara al signor Rizzardi?
      Q.B.

      Elimina

  2. Après le chimpanzé brandissant le poing sur la façade de la basilique Saint-Pierre, l'imposteur (de dos) vêtu de blanc sur la façade du sanctuaire de la Scala Santa. Usquequo, Domine, oblivisceris me in finem ? demande l'Église affligée.

    RispondiElimina
  3. chiesa povera di senno, per i poveri di senno.

    RispondiElimina
  4. Che cosa ci fa "l'uomo al centro"?

    Oggi il vangelo ci mostra Pietro fare i conti con il proprio triplice rinnegamento di Gesù proprio mentre tre volte afferma di voler bene al Signore e per questo gli viene affidato il gregge. E' un Pietro addolorato, conscio dei propri limiti, quello che riceve il mandato, che termina con un inequivocabile "SEGUIMI".

    Al centro c'è Cristo, non Pietro. Pietro Lo segue.

    Ma anche gli idolatri, che confondessero Cristo con qualche Suo seguace, hanno un problema che emerge chiaramente da Geremia 17,5-10.

    Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
    che pone nella carne il suo sostegno
    e dal Signore si allontana il suo cuore...

    Il problema non è l'uomo che si relaziona con il prossimo... non è l'uomo che fa del bene, che accoglie, cura, abbatte muri o getta ponti... Tutto questo lo ha fatto -meglio di tutti- anche Gesù.

    Il problema è "l'uomo che annega nell'uomo". L'uomo che pone tutti i propri pensieri nelle cose umane, ponendo le proprie certezze nel mondo e nelle cose terrene.

    Chi confida nell'uomo è maledetto perché non può arrivare all'amore di Dio che ci fa veramente uomini, recuperando la nostra umanità decaduta nel peccato.
    Chi invece confida nell'uomo, il peccato tende ad assecondarlo, giustificarlo e anche praticarlo senza troppi problemi, quasi che il proprio sostegno fosse nella carne e nel mondo e non in Gesù che queste cose le ha salvate dalla schiavitù del principe iniquo.

    Il povero in spirito non è il poveraccio materiale, né il pauperista da salotto.
    Il povero in spirito può essere ricco di molti beni, ma li guarda da lontano, perchè il suo cuore non è lì: il suo cuore è in Cristo, Egli solo cerca.
    Il povero in spirito preferisce il Paradiso, il suo cuore è inquieto finchè non sta lì.

    RispondiElimina
  5. No puedo no pensar -en lugar tan Sagrado como la Scala Santa (el Sancta Sanctorum del Palacio Laterano donde se conserva la antiquísima Imágen de Cristo)- no puedo no pensar, repito, en una sacrílega usurpación.
    Parafraseando a Su Eminencia el Cardenal Arzobispo de Utrecht:
    Esto es incomprensible!

    RispondiElimina
  6. Ovviamente il messaggio corretto sarebbe “Portiamo Cristo nel mondo” ... ma questo non si può dire, perché sembrerebbe un incitamento a fare proseliti e “il proselitismo è una solenne sciocchezza” ... parola di Bergoglio.

    RispondiElimina
  7. Ottimo commento, tralcio.
    Hai centrato pienamente il cuore del problema. Mi ha ricordato quanto diceva Amerio, che il problema dell'uomo è l'adorazione, tutto il resto è fatto per il raggiungimento di questo fine.
    Antonio

    RispondiElimina
  8. Se il mondo diverrà bergogliano sarà il Regno su questa Terra, sarà una festa senza più confini, non sarà più necessario pregare...(pensiero demoniaco delle 17:00).

    RispondiElimina
  9. Pazzesco. Delirante. A proposito, um dubbio mi tormenta da anni. Quando, al termine della scorsa Giornata della gioventù, il papa disse che alla prossima non ci sarebbe stato lui(riferendosi alla propria età piuttosto avanzata), ma ci sarebbe stato Pietro...che cosa voleva intendere? Un Pietro, cioè papa, generico? Il Petrus Romanus delle profezie di Malachia? Una persona, adesso bambino, di nome Pietro(ma chi)? Sarei grato se qualcuno mi spiegasse questa frase per me criptica. Grazie amici.

    RispondiElimina
  10. voleva dire che se noi lui un altro papa ci sarebbe comunque stato
    nonna

    RispondiElimina
  11. “Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, ADDITANDO SE STESSO COME DIO. (…) Per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.” (2 Tess. 2,1-12)

    (Forse non siam lontani)

    RispondiElimina
  12. Bravi Tralcio, Carmelo e Marius:
    uomo al centro, perché portare Cristo è"far proseliti", è divisivo, con fondatissimo rinvio alla profezia di San Paolo, non certo uno qualunque.

    Da notare che nel maeketing vaticano l'uomo Bergoglio, che è portato nel mondo al posto di Cristo, non solo è al centro, ma è inquadrato da dietro e dall'alto, con la folla ai suoi piedi.

    Viene messo in risalto l'alto di Bergoglio con il basso della moltitudine.

    Ma il rafforzamento della frase che viene portato lui nel mondo, con quella immagine, non fa pensare al rapporto pastore-fedeli ma al rapporto dittatore-sudditi.
    Se poi aggiungiamo la sua nuova dottrina, abbiamo la prova del nove.

    Sappiamo che papa e' un capo, certamente, ma il vicario di Cristo e solo come tale lo rappresenta in terra.
    Sappiamo anche che il papa sta in alto quando ai affaccia, ma si è sempre raffigurato di fronte, in viso mentre saluta, parla o benedice, come un Padre spirituale che sta in alto solo per essere visto da tutti, per un motivo pratico, ma che si considera piccolo servitore del vero e unico Signore, come tutti gli altri.

    In quella foto, invece, e soprattutto con quella frase, non è piu' vicario, ma Cristo stesso.

    Questo è demoniaco, caro Andrea Rizzardi, che non spiega la sua critica e non risponde.

    RispondiElimina
  13. Caro Unknow, proprio ieri ero alla Scala Santa e ho rilevato, con chi era con me:

    " Adesso si sono messi anche a fare i fotomontaggi, visto che quella Piazza S. Pietro così gremita è quella dei tempi di Benedetto XVI, non certo quella di Bergoglio, che diventa sempre più l'immagine della desolazione anche in senso numerico."

    Business is business sempre?
    E ogni mezzuccio è buono?

    RispondiElimina

  14. Article 675 du "Catéchisme de l’Eglise catholique" : « Avant l’avènement du Christ, l’Église doit passer par une épreuve finale qui ébranlera la foi de nombreux croyants. La persécution qui accompagne son pèlerinage sur la terre dévoilera le « mystère d’iniquité » sous la forme d’une imposture religieuse apportant aux hommes une solution apparente à leurs problèmes au prix de l’apostasie de la vérité. »

    Et lire aussi : "Alerte générale dans l'Eglise. Mais le pape François la laisse retentir dans le vide"

    http://laportelatine.org/vatican/sanctions_indults_discussions/028_08_01_2018/13_05_2018_alerte_dans_l_eglise_magister.php

    RispondiElimina
  15. La (neo)chiesa che si riconosce in Papa Francesco e in qualche modo lo idolatra, ha operato una scelta netta sull'uomo, rivolgendosi esclusivamente alla sua sfera somatica e storica.
    Tale scelta, che non è altro che una diminuzione dell'uomo, è logicamente secolarizzante.
    Se al centro sta l'uomo, e l'uomo-di-Dio è una delle tante forze centripete che vincolano a questo girare in tondo, tutto si chiude in quella gabbia con tanti saluti all'uscita da questa giostrina dove ogni tanto qualcuno fa oscillare il coniglio e chi lo prende è tutto contento di fare un altro giro "gratis"...

    Il cristianesimo chiama a ben altre uscite. Chiama all'estasi dell'amore di Dio.
    Le mani di Dio (Padre) plasmano l'uomo nel Verbo incarnato e nello Spirito santo. L'uomo vivente non lo è per "atto di materia" (caso, brodo primordiale evoluzione) o per volontà di uomo, ma innanzitutto per volontà del Padre, che lo crea, per mezzo del Figlio in immagine e dello Spirito santo in vista della somiglianza.

    L'uomo è un'immagine potenzialmente "destinata a" Dio, in Cristo. Non Gli è "automaticamente già" somigliante: dipende, da un sì o da un no.
    L'antropologia ecclesiale di matrice bergogliana è intrisa di moralismo perché pensa solo alla dimensione orizzontale e alla psicologia dei rapporti, utilizzando Dio come schema per derubricare il peccato mentre si occupa di dinamiche relazionali nel mondo. Ha il suo schema, i suoi nemici e la sua propaganda.

    La Chiesa invece attesta, nello Spirito santo, il percorso che l'uomo "potenzialmente immagine" deve compiere per raggiungere l'effettiva "somiglianza" che Cristo, vero uomo e vero Dio, interpreta e offre a chi Lo segue. E' nel Verbo Incarnato che si compie la volontà di Dio. E' nel nome di Gesù, in Lui, per Lui e con Lui, che lo Spirito santo può dispiegare i propri doni. Altrimenti le Sacre Scritture servono a far dire altro e tutto parrebbe evolvere per "idee", per buoni sentimenti, per buoni propositi. Così l'antropologia modernista fa dell'uomo somatico e storico il verbo incarnato, riducendolo all'uomo di carne e delle proprie idee, singole e /o associate ad esprimere maggioranze più o meno qualificate, addirittura "lo spirito" (di Dio)...

    Noi non siamo solo spirito. Siamo anche corpi. L'umanità chiede tenerezza e le tenerezze di Dio sono vere tenerezze. Tra innamorati si fanno tenerezze e noi con Gesù, amandoLo davvero, possiamo fare gesti di amore vero, non "pratiche religiose". Gesù non è una medicina con indicazioni, posologia, avvertenze ed effetti collaterali, per cui l'annuncio è proselitismo ed è una grande sciocchezza... Gesù è il nostro TUTTO. Con Dio non viene prima un dovere, uno schema, una modalità politicamente corretta di usarLo nel mondo. Dio è amore e chiede amore. L'Amore detta la legge di se stesso per coronarlo. Attirati da Lui, corriamo a Lui per adorarLo. Dio vede se stiamo con Lui e se cerchiamo altro ed altri.

    L'amore vero crea appartenenza e reale uscita da sè, senza solipsismi psichici a sfondo religioso, buoni per girare in tondo, nel mondo, vincolati alla schiavitù del suo principe ben contento che i cagnolini rimangono alla catena mentre abbaiano felici per lo zuccherino.
    Tra Dio e le anime di chi ha fede c'è fusione, non confusione. Non siamo noi il centro, altrimenti non ci sarebbe via d'uscita. E' la disperazione infatti il tratto distintivo della neoChiesa, i cui frutti disperanti dicono della qualità della radice.

    RispondiElimina
  16. Sacerdos quidam19 maggio, 2018 15:01

    "Questo è demoniaco, caro Andrea Rizzardi, che non spiega la sua critica e non risponde."

    Penso sia un 'lapsus tastierae', dev'essere Andrea Riccardi... :)

    RispondiElimina
  17. Gran parte della confusione presente, della mancanza di forma, dalla chiesa dipende. Tutto quello che la chiesa intraprende, prima o poi, qua e là, mostra il ghigno del nemico. La stessa parola, nei fatti, si 'apre' nel suo contrario. Lo si è visto ieri nella Marcia per la vita, dove una parte delle guide, nei fatti, hanno trasformato in 'vitalismo' il termine vita. Non è così, cari fratelli, la vita per essere tale ha bisogno di forma, misura, coordinazione, di gesti e parole appropriati. Da questo discende la sciatteria de:'ognuno fa come gli pare'. Il passaggio al caos è breve. Chi fa leva sulle folle per mostrare la sostanza del suo potere, ricordi che come le folle osannano così travolgono, se non sono state introdotte alla conoscenza del cosmo, al suo ordine, alla sua bellezza dove ogni particolare ha il suo compito, la sua funzione nell'armonia del tutto.

    RispondiElimina
  18. La chiesa di padre Zoffoli e di padre Candido ridotta a spazio pubblicitario... che tristezza.

    RispondiElimina
  19. ormai la Chiesa ufficiale cammina a passo spedito in direzione dell'anticristo...

    (e purtroppo persone come il sig. Rizzardi non se ne accorgono affatto.....e sono milioni nel Gregge trascinato a questa idolatria collettiva: avveramento di S. Paolo 2Tess 2:10-11, il massimo colpo da maestro di satana, come disse quel Vescovo...mai s'era visto in 2000 anni un inganno-plagio così efficace sulle masse...)

    RispondiElimina
  20. L'interessante post di Irina mi ha indotta a fare una rapida ricerca.

    Caos, Dal latino chaos che deriva dal greco χάος, da χαίνω cioè "essere aperto, spalancato"

    Originariamente questa parola non aveva l'attuale connotazione di "disordine" che si ritrova nella parola d'uso comune "caos", il termine greco antico "Chaos" viene reso come "Spazio beante", "Spazio aperto", "Voragine" dove indica, nella sua etimologia, "fesso, fenditura, burrone", quindi simbolicamente "abisso" dove sono "tenebrosità, oscurità"....

    RispondiElimina
  21. http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

    20 mag Meno tre. Il "C9" cade sempre più a pezzi

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.