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martedì 10 marzo 2026

Le ragioni del Sì per cambiare la giustizia.

Un articolo della Redazione è il nostro contributo sull'imminente Referendum giustizia. posto che molti catto-comunisti sembrano optare per il No. Giorgia Meloni spinge sul Sì: «Riforma decisiva, se salta ora non avremo un’altra occasione». Di seguito una panoramica esaustiva in merito.

Le ragioni del Sì per cambiare la giustizia.

Referendum giustizia
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a mettere il referendum sulla giustizia al centro dell’agenda politica e lo fa rivendicando una necessità che definisce storica: cambiare un sistema che, a suo dire, l’Italia non è mai riuscita a riformare davvero dagli anni ’80. Intervenendo a Rtl 102.5, la premier lega la riforma a un tema di funzionamento complessivo dello Stato: «Io penso che ci sia bisogno di un cambiamento perché la giustizia è uno dei tre poteri fondamentali che servono a far camminare l’Italia, ma anche quello che negli ’80 noi non siamo mai riusciti a riformare in modo sostanziale».

Meloni descrive la giustizia come un ingranaggio che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e avverte che, se quell’ingranaggio non funziona, «si inceppa» l’intero Paese. Da qui la conclusione politica, netta: «Se non ci riusciamo stavolta non avremo un’altra occasione».

Separazione delle carriere: «Il giudice deve essere terzo e imparziale»
Il primo pilastro indicato dalla presidente del Consiglio è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti. Meloni la spiega con un ragionamento che richiama l’imparzialità del giudice e la percezione di equidistanza tra accusa e difesa: «Noi separiamo la carriera dei magistrati che giudicano da quella dei magistrati che accusano». E insiste sul punto: «Se chi ti accusa e chi ti giudica sono praticamente due colleghi di lavoro (…) è possibile che chi ti giudica abbia un occhio di riguardo per quello che dice chi ti accusa, oppure no?».

A suo avviso, la riforma servirebbe a rafforzare la terzietà prevista dalla Costituzione: «La nostra Costituzione dice che il giudice deve essere terzo e imparziale. Quindi separando le carriere noi rafforziamo quella imparzialità, perché evitiamo commistioni». L’obiettivo dichiarato è un processo «più giusto» e un cittadino «più garantito».

Meloni respinge anche l’accusa di deriva illiberale, ribaltando la critica sul terreno del confronto europeo: «La separazione delle carriere è già in vigore in almeno 21 Stati membri dell’Unione Europea su 27».

Csm: dal voto delle correnti al sorteggio «per liberare da condizionamenti»
Il secondo punto riguarda l’organo di autogoverno della magistratura. Meloni attacca l’attuale meccanismo di scelta dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, sostenendo che oggi operi secondo logiche «tutte politiche», tra quota parlamentare e correnti interne. La proposta, nella sua narrazione, è sostituire l’elezione con il sorteggio «tra chi ha i requisiti per ricoprire quell’incarico».

La ratio dichiarata è evitare che i componenti debbano «rispondere» a chi li ha sostenuti: «Io vorrei un sistema nel quale queste persone non debbano dire grazie a nessuno e possano ricoprire il loro incarico in totale libertà di coscienza». La premier richiama anche la previsione di due Csm dopo la riforma, collegandola alla separazione delle carriere.

Una nuova Corte disciplinare: «Anche i magistrati giudicati da un meccanismo terzo»
Il terzo passaggio che Meloni definisce «importantissimo» è l’istituzione di una Corte per giudicare i magistrati che sbagliano, composta da magistrati e membri laici «estratti a sorte» tra soggetti qualificati, «senza logiche di correnti, senza logiche di partito». Qui la premier chiude con l’argomento più politico: «Significa che finalmente, dopo 80 anni, anche i magistrati verranno giudicati da un meccanismo terzo. Cosa che accade attualmente per tutti gli altri che hanno delle responsabilità».

In questo senso il post della premier rappresenta la conferma che Meloni ha ormai rotto ogni indugio. Dopo settimane di prudenza, nelle quali aveva evitato di trasformare il referendum in un plebiscito politico, la presidente del Consiglio sembra aver scelto di guidare il rush finale della campagna con uno stile molto più aggressivo. L’obiettivo è parlare direttamente all’opinione pubblica, facendo leva su casi simbolici che alimentano la percezione di una magistratura invadente o ideologicamente orientata. Una scelta che riflette anche le indicazioni provenienti dai sondaggi, secondo i quali i No alla riforma sono in rimonta e avrebbero superato i Sì. In questo contesto, trasformare il referendum in uno scontro frontale con le toghe potrebbe essere il modo più efficace per mobilitare l’elettorato del centrodestra. Soprattutto in una fase in cui l'apporto dei partiti di centrodestra appare latitare, soprattutto sul versante leghista.

12 commenti:

  1. Brava. Se vince il Si sarà un primo passo nella direzione giusta, anche se servirebbe una riforma ancora più radicale della giustizia italiana perché è ostaggio della anm. E spesso la magistratura entra a gamba tesa contro il parlamento o il governo "riscrivendo" certe leggi non di suo gradimento, o non di gradimento alla sinistra, in barba alla separazione dei poteri inscritta nella Costituzione, che con ipocrisia suprema tale sinistra dice ad ogni piè sospinto di voler difendere.

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  2. Per il momento va benissimo il Sì ma, bisogna cominciare dalla preparazione interiore dei magistrati, come di ogni altro essere umano. Bisogna aiutare la famiglia e la Chiesa a diventare di nuovo le prime agenzie educative, cioè quelle in grado di dire all'educando, sì sì, no no, a ragion veduta in proiezione del presente e del futuro. Abbiamo perso la capacità di giudizio prendendo a modello maschere che nascondono la peggior ipocrisia insieme a tutti gli altri vizi e miserie dello spirito, dell'anima e del corpo. Dobbiamo, come singoli e come popolo, ritrovare il meglio di noi stessi, senza imitare e/o servire quanti si fanno belli a chiacchiere ma, migliori di noi non sono.

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  3. L'imam chiama alle urne, il fronte del no si estende all'islam
    https://lanuovabq.it/it/limam-chiama-alle-urne-il-fronte-del-no-si-estende-allislam
    Povera italia!

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  4. Alla luce del fatto (e soprattutto del non fatto) da questo governo sedicente di destra, convintamente non andro' a votare.
    Se devo scegliere fra draghi e meloni....sto a casa .

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    1. Sedicente o meno sia il governo, stare a casa e sempre perdente.

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  5. Dalla "Preghiera" di Camillo Langone10 marzo, 2026 10:20

    Volete votare No perché odiate Giorgia Meloni e non mi stupisco, vi conosco bene. Poi adesso potete anche attingere veleno dal libro postumo di Michela Murgia che perfino dall'aldilà incita all'odio: il vostro sentimento di riferimento almeno dai tempi di Antonio Gramsci. Ma odiate anche i bambini nel bosco? Spero di no. Prego che il desiderio di votare No per fare un dispetto alla Meloni sia meno forte del dispiacere per i bambini strappati alla madre dal Leviatano giudiziario. Giorgia Meloni è odiosa ed Enzo Tortora era antipatico, non pretendo di farvi cambiare idea: ma quei bambini che c'entrano? Hanno otto e sei anni i piccoli sequestrati, che cosa possono avervi fatto? Se ne stavano in Abruzzo per i fatti loro, coi genitori e gli animali, il cavallo, l'asinello, le galline... Nel segreto della cabina elettorale Magistratura Democratica non vi vede, vi osserva la vostra coscienza. Votate pensando a quelle vite traumatizzate per sempre: lo dico per il vostro bene, non vorrei che le loro urla disperate vi perseguitassero, negli incubi di tutte le notti che avete ancora da vivere.


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  6. talia islamizzata: il Cardinale Zuppi, Prodi e il sindaco Lepore partecipano all' Iftar Street...
    Gli Scomunicati - testata giornalistica online
    https://www.youtube.com/watch?v=2O7z6xopl7Y

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  7. Un breve commento di Lavinia Marchetti su Facebook:

    Pillole orwelliane. Capolavoro del realismo terminale. Un partito, nato dalle ceneri di Salò, con la fiamma tricolore nel simbolo, ha avuto la licenza di stabilire che siamo criminalmente antisemiti se critichiamo Israele. Dalle leggi razziali al manganello Kosher in un lampo.
    https://www.marcotosatti.com/2026/03/07/fdi-destra-al-governo-dalle-leggi-razziali-al-manganello-kosher-in-un-lampo-cit-lavina-marchetti/

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    1. Si tratta dei preparativi per la prossima instaurazione del nuovo ordine mondiale.

      San Lorenzo Martire, prega per noi.

      San Lorenzo Martire, diacono del III secolo, è venerato per la sua straordinaria carità verso i poveri (considerati il vero tesoro della Chiesa) e per la fortezza eroica dimostrata durante il martirio sulla graticola. Incarna la fede coraggiosa, il servizio umile e la testimonianza suprema, mantenendo la gioia anche nella sofferenza.

      Ecco le virtù specifiche di San Lorenzo:

      Carità e Amore per i poveri: Come arcidiacono di Roma, Lorenzo amministrava i beni della Chiesa, distribuendo elemosine, aiutando orfani e vedove, mettendo al centro la cura dei bisognosi.

      Fortezza nel Martirio: Dimostrò un coraggio soprannaturale, sopportando con serenità e persino umorismo la terribile tortura della graticola, testimoniando la fede cristiana fino alla fine.

      Fedeltà alla Chiesa: Scelse di condividere il destino del suo papa, Sisto II, servendolo e mostrando profonda devozione, fino a vivere e morire per la fede.

      Spirito di Servizio (Diaconia): Esemplare nel servizio spirituale e temporale, visitava carcerati e infermi, incarnando la missione diaconale.

      Serenità nella sofferenza: La tradizione racconta che, durante il martirio, conservò la calma, pregando per la conversione di Roma.

      La sua festa, il 10 agosto, lega il suo sacrificio (spesso simboleggiato dai carboni ardenti o dalle "lacrime" stellari) alla sua memoria come intercessore potente e difensore della fede.

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  8. Bisogna andare a votare e votare per il Sì.
    La più che necessaria riforma della magistratura, se passa, rappresenterebbe un'importante vittoria contro l'antiitalia della sinistra neomarxista, woke e filoislamica nonché razzista (contro "i bianchi" e la nostra cultura, perché europea e "bianca" !!). Sono quelli che vogliono distruggere completamente il nostro Paese, farne una marmellata multietnica dominata dai soliti noti. Sono pervasi dall'odio per tutto ciò che è italiano, si augurano la nostra dissoluzione, anche etnica. Hanno il culto dell'ignoranza. La loro arma preferita è l'invettiva, l'offesa, la minaccia, le violenze di piazza, organizzate anche queste dai soliti noti. Il tutto con pochi ostacoli, grazie alla tolleranza di una parte delle toghe e alla penetrazione in molti ambienti, a cominciare dai mezzi di informazione e dal mondo della scuola. L'azione eversiva della sinistra, che include anche parte del mondo cattolico ufficiale, completamente via di testa, rappresenta una minaccia reale anche per colpa dell'amore per il quieto vivere di troppi italiani, i quali preferiscono non andare a votare, quando il loro voto potrebbe essere decisivo per la vittoria del Sì.
    Chi è ancora indeciso non dovrebbe in questo frangente guardare ai limiti di Meloni e del suo governo. Guardiamo alle cose positive fatte e soprattutto entriamo nel merito del problema specifico che viene affrontato: pertanto, sosteniamo questa sua battaglia che non attenta affatto all'indipendenza della magistratura ma è contro l'uso distorto del potere giudiziario, che troppo spesso interviene con motivazioni puramente politiche, in certi casi anche sovrapponendosi al legislatore. Una battaglia che indubbiamente
    ha richiesto e richiede coraggio. Meloni ci ha messo la faccia, assieme al suo governo.
    E, ciò che più conta, ce l'ha messa per una causa non solo di vitale importanza per il nostro futuro ma anche giusta in sè.
    pp

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  9. da ex studente di Giurisprudenza10 marzo, 2026 12:54

    Stavo pranzando (in ufficio) quando il mio socio mi ha detto di guardare sul sito de Il Sussidiario (che pure "progressista" guarda all'area cattolica): c'è un articolo in cui si spiega che i musulmani italiani si schierano per il no, visto che i magistrati (da... ex studente di Giurisprudenza, mi sento obbligato a precisare che non tutti i magistrati sono giudici) sono molto indulgenti verso quella genìa.
    Se lo prende, l'articolo è questo:
    https://www.ilsussidiario.net/news/referendum-quel-patto-tra-musulmani-e-pm-che-va-oltre-il-no-alla-riforma-nordio/2941971/

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  10. Musulmani compatti per bocciare la riforma della giustizia: l'appello viene dall'ormai noto Roberto Hamza Piccardo, passato dalla militanza politica (a sinistra) a quella religiosa. Gli fa eco a Torino il predicatore Brahim Baya. Il voto del 22-23 marzo diventa l'occasione per testare il "peso" politico della mezzaluna in Italia.

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