Una visione di massima di Martino Mora della prima enciclica di Leone XIV. Occorre leggerla con attenzione prima di un'analisi più accurata. Vedi anche un pensiero di seguito. Qui l'indice di quanto osservato finora.
Humanitas?
Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Francis Prevost, critica giustamente alcune attuali derive tecno-capitaliste anticristiane a antiumane. Ma nonostante tutto offre un’analisi spuntata e scarsamente incisiva. Ci sono ovviamente i riferimenti d’obbligo a Dio e a suo Figlio, ma l’impostazione di Prevost é chiaramente antropocentrica.
Essa contrappone, per semplificare al massimo, l’umanesimo (buono) al transumanesimo (cattivo).
Come un novello Pico della Mirandola (altro che Sant’Agostino!) Prevost cita il termine “dignità”, in riferimento all’uomo più di 100 volte.
Decine di volte fa riferimento ai “diritti umani”, confusi del tutto impropriamente con la legge naturale.
Ad una prima lettura, invece, non vi ho mai trovato il termine “peccato originale”.
Tutto questo è del resto perfettamente in linea con l’”umanesimo integrale” dei suoi predecessori dal Concilio in poi.
Orbene è assolutamente ingenuo, diciamo così, pensare come Prevost, che il transumanesimo non sia l’apice dell’umanesimo, del suo spirito originario: profano, borghese, affaristico, secolarizzato, calcolante.
È proprio l’umanesimo che fonda l’idea di un dominio tecnico illimitato sulla natura. È proprio l’umanesimo figlio dello spirito borghese acquisitivo, che antepone gradualmente i beni materiali a quelli spirituali. È proprio l’umanesimo che illude uomo di essere padrone della vita, sua e altrui. È proprio l’umanesimo che posta lo sguardo dal cielo alla terra. E’ proprio l’umanesimo che mettendo al centro l’uomo pone Dio ai margini. E trasforma prima la natura, poi gli esseri umani in oggetti di manipolazione.
Infine il capitalismo. Tutti i tecno futuristi più importanti, da Musk a Thiel, da Karp ad Andreessen, sono imprenditori miliardari che diventano sempre più ricchi grazie alle loro tecno -diavolerie, robot e intelligenza artificiale compresa. Non sarebbe giunto il momento di mettere in discussione il primato del mercato globale ipertrofico?
Una tecnica senza limiti è da sempre complementare a un‘economia senza limiti (il capitalismo) e a un individualismo senza limiti. È il modello sociale e antropologico malato dell’anglosfera. Anche su questo aspetto l’enciclica non sembra toccare il cuore del problema.
______ Completo con la segnalazione di un lettore.
Per commentare adeguatamente la nuova enciclica occorre leggerla con attenzione. Nel frattempo, la csutela è d'obbligo, posto che dal Concilio Vaticano II in poi è una corsa a ingannare con belle parole, ad annacquare senza che il lettore se ne renda conto, e talvolta a usare anche spudorate menzogne (una di queste è la famosa questione della "Messa in latino" che rappresenta un falso ideologico che grida vendetta, poiché è tutto fuorché una questione linguistica).
Tuttavia c'è un articolo interessante sull'enciclica di Michael Palaluk, del quale riporto in traduzione un passaggio:
«L’attenuazione del linguaggio sul male intrinseco in materia di aborto (§55)
L’enciclica descrive l’aborto, l’uccisione degli innocenti e l’eutanasia come «scelte che la Chiesa considera gravemente sbagliate». Evangelium Vitae definisce tali atti "intrinsecamente malvagi" e una violazione diretta della legge divina. Il Catechismo definisce l’aborto «gravemente contrario alla legge morale»: formulazioni incondizionate, non espressioni di opinione.
Scrivere «la Chiesa considera gravemente sbagliate» introduce il verbo «considera», che implica che la posizione della Chiesa sia un’opinione tra le altre, mentre la tradizione avanza un’affermazione incondizionata. Non si tratta di una piccola variazione stilistica. Rappresenta un indebolimento misurabile e rilevante della posizione dichiarata dalla Chiesa sulla questione più fondamentale relativa alla vita». Echi della formazione conciliarista...
Invitiamo i soliti critici a prendere atto del fatto senza criticare il Papa. Questi sono tempi terribili, in cui anche le menti migliori sono inquinate. Unica nostra risposta deve essere la preghiera e l'amore. Fare post attaccando personalmente il Papa non serve a niente, e solo aumenta la confusione a dismisura.
Tuttavia c'è un articolo interessante sull'enciclica di Michael Palaluk, del quale riporto in traduzione un passaggio:
«L’attenuazione del linguaggio sul male intrinseco in materia di aborto (§55)
L’enciclica descrive l’aborto, l’uccisione degli innocenti e l’eutanasia come «scelte che la Chiesa considera gravemente sbagliate». Evangelium Vitae definisce tali atti "intrinsecamente malvagi" e una violazione diretta della legge divina. Il Catechismo definisce l’aborto «gravemente contrario alla legge morale»: formulazioni incondizionate, non espressioni di opinione.
Scrivere «la Chiesa considera gravemente sbagliate» introduce il verbo «considera», che implica che la posizione della Chiesa sia un’opinione tra le altre, mentre la tradizione avanza un’affermazione incondizionata. Non si tratta di una piccola variazione stilistica. Rappresenta un indebolimento misurabile e rilevante della posizione dichiarata dalla Chiesa sulla questione più fondamentale relativa alla vita». Echi della formazione conciliarista...
Invitiamo i soliti critici a prendere atto del fatto senza criticare il Papa. Questi sono tempi terribili, in cui anche le menti migliori sono inquinate. Unica nostra risposta deve essere la preghiera e l'amore. Fare post attaccando personalmente il Papa non serve a niente, e solo aumenta la confusione a dismisura.

Personalmente non l'ho letta e non so se mai la leggerò.
RispondiEliminaNoi non siamo ancora in grado di conoscere noi stessi, né di osservare i 10 Comandamenti, né men che meno di imitare nostro Signore Gesù Cristo, quindi non siamo progrediti affatto e neanche possiamo immaginare quali avrebbero potuto essere scienza e tecnica se noi avessimo realmente progredito nel prendere sul serio l'insegnamento di Gesù Cristo. Per di più tutta la meccanizzazione, anche quella piccolissima, velocissima, imitativa al massimo del Creato piccolissimo, velocissimo, variamente cangiante, questa meccanizzazione, di cui siamo tanto contenti è infin dei conti una grande illusione, che nei fatti non ci ha affatto progredire da quando Caino ammazzò Abele. E sempre lì siamo rimasti e rimaniamo.
Molto interessante. Esulando da un'analisi complessiva, forse rinviata ad altro tempo, qui notavo che l'autore si sofferma, piuttosto criticamente direi, sul paragrafo 176 dove compaiono, più o meno fuori luogo decidete voi, le scuse di Prevost a nome della Chiesa per la tratta degli schiavi: https://therevleon.substack.com/p/the-strange-comfort-of-repenting
RispondiEliminaFuori tema.
RispondiEliminaAltro attentato islamista in Europa, per l'esattezza in Svizzera, oggi.
Stavo pensando che i problemi della Chiesa nel confronto col mondo postmoderno sono tanti e la stessa li sta affrontando non risolvendoli, ma adattandovisi.
RispondiEliminaMi chiedevo, ad esempio, cosa ne pensi la Gerarchia (mi piace scriverla con la maiuscola) del fenomeno transumanista, nel momento in cui stavo soffermandomi sulla notizia (ma, considerando la fattispecie, forse notizia non e' piu') che l'Agesci, mondo Scout, ha aperto alle guide LGBT.
Ora si potrebbe coniare un nuovo neologismo, visto l'aria che tira nell'arcipelago cattomodernista: IES: che sta per inclusivi, ecumenici e sottomessi (al mondo, si intende).
Commento lampo.
RispondiEliminaLa Chiesa, a differenza del passato preCVII, sta adeguando i principi alla realta' che evolve (o involve?). Quindi, dottrina elastica, prassi che si fa verbo. E i dieci Comandamenti? Non si giudica piu' la realta' alla luce della Dottrina, ma si relativizza quest'ultima per non apparire rigidi e indietristi, anzi io userei il termine fondamentalisti, perche' stiamo sotterrando i fondamentali. E ho detto tutto.
Ho letto l'introduzione dell'Enciclica cioè i primi 14 paragrafi.
RispondiEliminaCome da copione, siamo sempre nell'ottica inaugurata dal Vaticano II e nel solco di papa Frarncesco. Da notare questa frase:
"Questa magnifica umanità in Gesù diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza". Invece della "salvezza", la "pienezza", cioè la piena realizzazione della propria personalità nel rispetto di valori quali in primis la dignità umana. La "pienezza" di vita o dottrinale è concetto farlocco tipico del VAticano II, teologicamente inane.
iN ogni caso, concetto tipico di una visione neoumanistica, non cattolica.
Inoltre : il papa si riferisce alla Chiesa citando l'art. 1 della Lumen Gentium : "la Chiesa è in qualche modo il sacramento dell'iintima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano" [Essa] "riconosce nella storia il luogo in cui il Vangelo interpella e accompagna l'esperienza umana".
Questo farebbe il Vangelo? Interpellare e accompagnare l'esperienza umana? Il Verbo si è incarnato per mettersi all'ascolto del mondo? Vogliamo scherzare?
Lo stravolgimento della missione autentica della Chiesa è radicale: da decenni la Chiesa viene intesa come comunità discente e non come magistero docente la verità rivelata, nella quale evidentemente non si vuole più credere.
I principi dell'azione della Chiesa (o "criteri di discernimento"), secondo l'enciclica (par. 14), sono pertanto : "dignità della persona; destinazione universale dei beni; opzione per i poveri; cura della casa comune; pace". Inoltre: evitare di offendere gli altri, dialogo, collaborazione et similia.
Non si vede alcuna prospettiva soprannaturale, nel discorso del papa. La salvezza delle anime dall'eterna dannazione, vera ragion d'essere della Chiesa fondata da Cristo, latita sempre.
E non da oggi.
Viene solo da chiedersi, ancora una volta :
Quo usque tandem, Domine? Veramente incommensurabili la tua pazienza e la tua misericordia, se la tua giusta ira non ci ha ancora sterminati, Sodoma e Gomorra che ci hanno fatto diventare, anche per colpa nostra, sempre troppo passivi di fronte all'errore dilagante.
pp
"Questa magnifica umanità in Gesù diventa la Via, la Verità e la Vita..."
EliminaChe corbelleria, riprodotta anche nel titolo. L'umanità poteva essere magnifica prima della caduta. Ora è decaduta e bisognosa di redenzione, tramite la morte in croce di Gesù e i vari sacramenti.
"Invitiamo i soliti critici a prendere atto del fatto senza criticare il Papa. Questi sono tempi terribili, in cui anche le menti migliori sono inquinate. Unica nostra risposta deve essere la preghiera e l'amore. Fare post attaccando personalmente il Papa non serve a niente, e solo aumenta la confusione a dismisura."
RispondiEliminaD'accordo sui "tempi terribili" ma in disaccordo sulle "menti migliori inquinate". Se si lasciano inquinare, non sono tanto "migliori". Che poi tale "menti migliori" si riferisca a Leone è una evidente contraddizione in termini.
Attaccare personalmente il Papa? Va castigato tutto quanto non sia in linea con la Tradizione cattolica, anche se detto o scritto da un Papa... E ovviamente il Papa che lo dice o ancora peggio scrive è personalmente responsabile, con una responsabilità che non è quella di un pinco-pallino, in quanto aggravata dal ruolo supremo che la sua persona ricopre.
Gli "attacchi personali" vanno dunque contestualizzati. Se contestualizzati sono non solo ammissibili ma anche necessari, per mettere in guardia dall'errore e anche dal personaggio che tale errore propala. Al contrario, il buonismo così come degli "sconti" fatti a chicchessia sarebbero altamente deleteri.
A me, che ho proceduto a tentoni nel mio rientro nella Chiesa Cattolica e quindi avrei potuto infilarmi a vita in questo o quel gruppo, a me dunque stupisce che tanti consacrati e vescovi e papi non vedano gli errori che li imprigionano. Mi sembra impossibile che persone che hanno studiato e pregato milioni di volte più di me non capiscano o hanno la testa dura o sono in malafede. Altre cause non ne trovo.
RispondiElimina