Dom Jeremias Schröder interviene sul dibattito che riguarda presente e futuro del "Vetus Ordo" nella Chiesa. Non è mai abbastanza parlarne. Interessante il fatto che anche quelli di una prospettiva piuttosto progressista stanno semplicemente ammettendo che il vecchio rito è qui per restare. (Bontà loro! Ma la resistenza si fa sempre più determinata). Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
L'Abate primate dei benedettini:
«La Messa in rito antico non può più essere eliminata»
Il segnale Leone XIV l’ha mandato lo scorso marzo, con la lettera ai vescovi di Francia riuniti a Lourdes per la loro assemblea plenaria [qui]. In quel messaggio il Pontefice, per la penna del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, interpellava i pastori d’Oltralpe sulla «crescita delle comunità legate al Vetus Ordo», cioè legate alla Messa celebrata secondo il rito anteriore alla riforma liturgica approvata da Paolo VI. E dava un’indicazione di massima su come procedere, che evidentemente non riguardava solo la Francia: no all’ostracismo, sì a percorsi di comunione. «È preoccupante che nella Chiesa continui ad aprirsi una ferita dolorosa riguardante la celebrazione della Messa, sacramento stesso dell'unità» si leggeva nella missiva, «per sanarla, è certamente necessaria una nuova prospettiva reciproca, con una maggiore comprensione delle sensibilità altrui; una prospettiva che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversità, di accogliersi a vicenda nella carità e nell'unità della fede». Leone XIV invocava quindi lo Spirito Santo perché suggerisse ai vescovi francesi «soluzioni concrete che consentano la generosa inclusione di coloro che aderiscono sinceramente al Vetus Ordo, secondo le linee guida stabilite dal Concilio Vaticano II in materia di liturgia». [qui - qui come interpretare].
Su questa «generosa inclusione» richiesta dal Papa interviene ora anche una voce particolarmente coinvolta nel dibattito sul Vetus Ordo, quella di Jeremias Schröder, Abate primate della Confederazione Benedettina. I benedettini, per il loro carisma, sono da sempre nel cuore della vita liturgica della Chiesa. Furono anche protagonisti assoluti di quel Movimento liturgico che prese il via “ufficialmente” nel 1909, con il congresso di Malines, e che segnò il Novecento; ma furono protagonisti pure della sua incubazione a partire dall’opera di dom Prosper Guéranger (1805–1875), abate di Solesmes. E dei benedettini è il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo a Roma, il cui Istituto liturgico è il più prestigioso “think tank” del settore oggi.
Dom Schröder, 61 anni, Gran Cancelliere del Sant’Anselmo, in un’intervista rilasciata al portale della Conferenza episcopale tedesca Katholisch.de ha risposto alla domanda se ci sia una tendenza verso la liturgia antica nei monasteri benedettini e se la cosa generi conflittualità. «Non vedo alcun conflitto – ha detto dom Schröder – tra noi benedettini le liturgie tradizionali e moderne convivono armoniosamente. In tutto il nostro ordine abbiamo circa dieci abbazie che celebrano secondo il rito antico, la maggior parte delle quali in Francia. Queste appartengono prevalentemente alla congregazione di Solesmes, dove, tuttavia, la maggior parte dei monasteri utilizza il nuovo messale. A partire dall'abbazia di Fontgombault è sorto un gruppo di monasteri che celebrano secondo il rito antico. Sono pienamente integrati nella loro congregazione. Poi c'è l'abbazia di Le Barroux, con le sue fondazioni, che inizialmente era di orientamento lefebvriano. Dopo le consacrazioni episcopali illecite del 1988 il monastero è tornato in piena comunione con Roma ed è direttamente sotto la mia autorità di Abate primate. E poi c'è la comunità di Norcia. Ci trattiamo tutti con rispetto e, come Abate primate, lo sono anche di queste comunità, anche se io stesso posso celebrare la Messa solo con il nuovo messale. Ed è quello che ho fatto quando sono stato invitato a Fontgombault, ed stato naturalmente accettato».
L’intervistatore chiede se i benedettini possano dunque essere un modello per tutta la Chiesa. «In un certo senso, sì – risponde l’Abate primate – perché pratichiamo già questa pacifica convivenza. Sono molto curioso di vedere come papa Leone affronterà la questione. Dopo che Benedetto XVI ha aperto le porte in questo ambito, non è più possibile eliminare completamente il rito antico. Abbiamo fratelli e sorelle che hanno costruito la loro vita religiosa su questa forma di preghiera e di Messa. Che nel frattempo ha trovato spazio nella Chiesa e dovrebbe essere quindi permessa, almeno in alcuni ambiti».

Tra le tante indagini, perché RFP non prova ad indagare l'effetto che fa celebrare personalmente la Messa Cattolica?
RispondiEliminaE come la prenderanno, altri noti "anselmini" ?!
RispondiEliminail prf. grillo per esempio...
EliminaNelle "nuove" Litanie Lauretane vaticane è scomparso il "peccato originale" e il "santo" Rosario ma è comparsa l'inusuale invocazione " conforto dei migranti"
RispondiEliminahttps://www.vatican.va/special/rosary/documents/litanie-lauretane_it.html
I migranti non hanno bisogno di essere confortati?
EliminaO pensa che le litanie siano intoccabili come il Vangelo?
Farebbe bene a documentarsi sui problemi legati all'invasione che ormai durs da decenni
Eliminahttps://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2019/01/indice-dei-principali-articoli.html
Il ne subsiste de bon, de valable, dans l'Église actuelle, que ce qu'elle n'a pas réussi à détruire de l'Église antérieure à Jean XXIII. Tout ce qui a été altéré, sous l'influence de ce pape et de ses successeurs, à commencer par les réformes conciliaires, doit être rejeté intégralement, ces réformes n'étant inspirées, en fin de compte — comme on peut le constater tous les jours — que par l'esprit démoniaque de la révolution universelle.
RispondiEliminaCa va sens dire, mon ami. Plus que parfait, on peut dire.
EliminaLa Messa in rito antico è un baluardo contro i pericoli della chiesa sinodale, che è peggio della chiesa postconciliare (vedi ultimo documento a favore delle coppie omosessuali)!
RispondiEliminaNon per buttare acqua sul fuoco, ma avete letto la fine delle dichiarazioni dell'abate? "..... liturgia che nel frattempo ha trovato spazio nella Chiesa e dovrebbe essere quindi permessa, almeno in alcuni ambiti" Questo "almeno in certi ambiti" mi fa pensare alle riserve indiane, cioè non può essere cancellata perché vivrà nelle nicchie..Mauro
RispondiEliminaCi sono questioni che alcuni capiscono prima di altri. Che il rito antico non si possa eliminare c'è chi lo ha compreso già molti decenni fa. L'importante, comunque, è che tutti prima o poi ci arrivino. Qualcosa, dunque, si muove certamente. Una cosa sola ancora è ferma nella più completa stagnazione: il problema della prassi contraria all'ortoprassi e del restauro dell'autentico spirito liturgico tradizionale; questioni già individuate da san Pio X nel 1903 ma che non interessano a nessuno. PAX
RispondiEliminaVide Vat II, SC >4.Traditioni denique fideliter obsequens, sacrosanctum concilium declarat Sanctam Matrem Ecclesiam OMNES RITUS LEGITIME AGNITOS AEQUO IURE ATQUE HONORE HABERE, EOSQUE IN POSTERUM SERVARI ET OMNIMODE FOVERI Velle, atque optat ut, ubi opus sit, caute ex integro ad mentem sanae traditionis recognoscantur et novo vigore, pro hodiernis adiunctis et necessitatibus, donentur.
RispondiEliminaMi sembra che ci sia un tremendo bisogno di andare oltre la problematica liturgica, non sottovalutandola bensi' sublimandola in quella che ritengo sia la vera e profonda crisi dottrinale e quindi di Fede nella Chiesa cattolica postconciliare.
RispondiEliminaChiesa che negli ultimi decenni ha introiettato le dinamiche peggiori dell'essenza materialista intellettuale che domina l'Europa dal 17° secolo.
Non a caso il crollo a meta' novecento dell'ultimo baluardo all'inarrestabile cammino rivoluzionario, iniziato due secoli prima, baluardo imperfetto e contraddittorio, ma comunque tale qual fu il movimento fascista soprattutto in Portogallo (ricordiamo la gigantesca figura del cattolico Salazar), ha segnato le sorti anche per il Vaticano e oggi, dopo 60 anni, e' manifesto il giubilante coro del mondo ecclesiastico verso i diritti umani che hanno soppiantato i diritti di Dio (ma ricordiamo gia' Paolo VI nella sua iperbole umanista).
Oggi la Chiesa cattolica non puo' non dirsi illuminista, liberale e progressista (la sinodalita' ne rappresenta l'essenza); questo e' il vero "scandalo" del nostro tempo e pochi, tra cui Mons. Lefebvre, lo avevano capito.
Il problema e' gigantesco, di carattere teologico, filosofico, culturale, dottrinale, morale.
"...Il problema e' gigantesco, di carattere teologico, filosofico, culturale, dottrinale, morale."
EliminaQuesta è la sintesi giusta.
Concordo appieno. Ed ecco l'ottantesima e ultima proposizione condannata nel Sillabo (pubblicato da Papa Pio IX l'8 dicembre 1864):
Elimina"LXXX. Romanus Pontifex potest, ac debet cum progressu, cum liberalismo et cum recenti civilitate sese reconciliare et componere."
"LXXX. Il Romano Pontefice può e deve riconciliarsi e venire a patti col progresso, col liberalismo e con la moderna civiltà."
VIVA MARIA!
Concordo con Anonimo delle 21:55. La Chiesa come Sposa di Cristo vive la sua crisi livello dottrinale, sul piano della coscienza di sé prima che delle realtà visibili e misurabili care alle categorie del pensiero moderno. La carne in cui si compie il mistero di Cristo non deve far dimenticare il mistero trinitario, rivelazione di Dio per la creatura umana salvata dall’Agnello di Dio.
EliminaL’atto di culto esprime una cultura e attiene religiosamente (negli atti creaturale umani) alla realtà del mistero dell’agire divino che è più intimo a noi di quanto lo siamo a noi stessi.
La tragedia è dottrinale, se cultura e culto non riescono più ad andare all’ontologia e restano sugli accidenti che riescono a vedere e misurare.
Unità e Trinità di Dio creatore, incarnazione e redenzione fin dalla fondazione del mondo, eternità e giudizio, nella misericordia, ma nella giustizia.
Ci convinceremo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio? Saremo Chiesa Sposa del Cristo. Agnello che prende su di sé il peccato del mondo? Sceglieremo Dio, oppure ci fideremo dell’unica alternativa, creata e non assoluta, ma potente, suadente, falsa e omicida?
La dottrina aiuterebbe, ma è stata abbandonata. Così dallo spirito si è passati alla psiche, ma in pratica si è più materialisti, con la scusa della carne, capendo poco o nulla dello Sposo e della verità.
Se la Chiesa non torna ad essere Cattolica Totalmente, inevitabilmente la Chiesa Cattolica sarà altrove. Ho letto sul sito del Prof. Radaelli che cardinali, della vecchia guardia ratzingheriana, sono ancora in vita e potrebbero indire un Conclave domani. Come già scritto da diversi commentatori bisogna liberarsi da tutte le carinerie diaboliche del modernismo e postmodernismo. Il Cattolicesimo non nasce piacione!
RispondiEliminaMa questi quattro gatti ratzingeriani avranno gli attributi per indire un conclave ed eleggere un vero pontefice? Oppure lasceranno il campo agli illusi e delusi, ai "grandi prelati" minutellici e agli antipapi grand-bugnoleschi?
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