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venerdì 14 agosto 2026

Lettera di Leone al card. Roche sulla liturgia

Una notizia che colpisce e che pubblico con notazioni essenziali in attesa di rifletter meglio. Le premesse non mi sembrano incoraggianti. Io mi sto beando con le formule del Latino liturgico di cui sto preparando le prossime pubblicazioni; ma costoro ne ignorano l'incanto e la profondità che non possiamo lasciar vanificare dalle loro visuali ideologiche e distruttive. Ne riparleremo. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Lettera di Leone al card. Roche sulla liturgia

La Santa Sede ha pubblicato una lettera di Leone XIV al cardinale Roche [qui], datata 29 giugno e scritta in occasione della conferenza sulla formazione liturgica tenuta nell’abbazia di Mount Angel, in Oregon.

Il testo (in inglese) parla di formazione liturgica, richiama Desiderio desideravi, insiste sull’ars celebrandi e afferma con chiarezza «l’esigenza di fedeltà ai testi e alle istruzioni approvati», chiedendo rispetto per i riti promulgati da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Di fatto sembra rafforzare l’autorità di Roche e rendere sempre meno plausibile un semplice ritorno a Summorum Pontificum.

Risulta che le sue catechesi attuali sono sulla Sacrosanctum Concilium e molto ci sarà da attingere in itinere già qui sul suo programma. Anche se la sua visuale è già fin troppo chiara in chiave di lettura conciliarista e, sembrerebbe, senza eccezioni. Tuttavia, visto che insiste tanto sull'unità, vedremo come la concepisce.

Per questo pubblico in anticipo sulla programmazione un testo molto significativo di don Mario Proietti [qui]. 

Ne ricaviamo molti squarci di comprensione sulla mentalità della Chiesa attuale che sta mettendo sempre più all'angolo la Tradizione. (Maria Guarini)

24 commenti:

  1. la sua visuale è già fin troppo chiara in chiave di lettura conciliarista e, sembrerebbe, senza eccezioni.

    Ben detto!
    Leone XIV è formato interamente nel postconcilio, questa è la linea che porta avanti, per lui la Chiesa è quella nata dal concilio con tutto quel che ne è seguito. Il passato che ancora sopravvive, che non è stato completamente sostituito dal presente né è stato mutato nel nuovo, dovrà esserlo senza aspettare ancora oltre.
    La linea è questa.

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  2. Messaggio del cardinale Burke ai credenti che sono scoraggiati dalla persecuzione della Messa tradizionale in latino che sta attualmente avvenendo:

    “La Messa tradizionale è un enorme bene della Chiesa. Il nostro Signore non permetterà mai che venga persa.

    E ora, è a noi, anche a costo di sofferenza, combattere per essa, in modo che sia disponibile per tutti i credenti il più possibile.”

    Fonte: blog di Fr. Z

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    1. Bicefalismo. Chissà se utilizzerà le "chierichette" anche per la "Messa tradizionale" ?
      Claudio Gazzoli

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    2. E celebra tranquillamente la nuova messa. Falsi come giuda

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  3. La vostra visione della fede appare distorta e probabilmente ci sono problemi alla radice, perché se non si accetta ciò che la Chiesa stabilisce, allora esiste un problema di fede. La Chiesa non sta perseguitando la Messa tridentina, ma segue le indicazioni del Concilio Vaticano II, che non ha previsto la coesistenza di due forme del messale romano con calendari liturgici e visioni ecclesiali differenti. Non è possibile, e non è mai accaduto nella storia, avere due forme dello stesso rito in contrapposizione. La Messa di Paolo VI è quella ufficiale della Chiesa cattolica, mentre quella di Pio V non lo è più: è un indulto, un’eccezione concessa a discrezione del vescovo diocesano. Questo è ciò che il Vaticano II ha voluto e ciò che si deve fare. Inutile fare vittimismo: la Chiesa permette di celebrare con il messale di Pio V, ma come indulto, non come messale parallelo a quello di Paolo VI. Fatevene una ragione.

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    1. Ma il Vaticano II non ha approvato la nuova Messa né la ha richiesta. Semplicemente ha chiesto la traduzione in lingua volgare di alcune parti della Messa, non la riscrittura, tagli, innovazioni di fantasia su quella vecchia. La Messa NO non sarebbe passata al Concilio, la maggioranza dei vescovi non l'avrebbe approvata... Già ci fu una notevole resistenza all'uso del volgare in alcune parti... Si informi meglio prima di scrivere corbellerie e studi, perchè crede ancora a babbo natale.
      Indulto per il messale di San Pio V? Anche qui, non sa che in base a quanto scritto da San Pio V la Messa tridentina non può essere cancellata né si puo impedire la sua celebrazione? Legga almeno il Summorum Pontificum, se non vuole riandare a San Pio V. È abbastanza chiaro in materia. Traditionis Custodes del tutto illegale. Se ne faccia una ragione lei e non si roda troppo il fegato. Buona festa dell'Assunta.

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    2. Un concilio pastorale non impone nulla. Soprattutto se volesse imporre dottrine opposte a quanto insegnato e creduto per venti secoli.

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    3. Paolo Vi nel suo discorso alla fine del Concilio disse che i documenti del Concilio sono Magistero della Chiesa e quindi mi sembra inutile continuare ad insistere sul "pastorale" che non porta da nessuna parte. Mauro.

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    4. Certo che vi è un problema di fede... da parte dei modernisti, non certo dei cattolici!

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    5. Cioè lei dice che ormai dobbiamo essere tutti protestanti perchè lo avete deciso voi, non avete il coraggio di dire tout court che abolite la Messa di san Pio V? Mi sembrate tanto al sinedrio Deicida che fece uccidere Gesù dai romani perchè caso mai fosse stato veramente Dio....lei pensa che furono assolti? Peccato contro.lo Spirito Santo non perdonato nè di qua nè di là.. pentitevi finchè avete tempo. Quanto a chi commenta che Paolo VI dice il Concilio Magistero e di finirla col dire che è pastorale 1) il Concilio non voleva quanto fatto daiBugnini e soci masson protestanti 2) sarebbe schizofrenico dire che un concilio è solo pastorale e poi volerlo come dogma come pretendete, peraltro deformandolo in tutto. E voi non accettate i dogmi... ma affermate il dogma ...Il vostro parlar è diabolico, non è sisi nono. E i frutti del concilio sono chiusura chiese, perdita fedeli, perdita fede dei pseudofedeli e clero connesso. Dai frutti riconoscete l'albero, albero marcio.

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  4. Cito Romano Amerio in Iota unum
    La nuova liturgia è dunque psicologistica anziché ontologica, soggettiva anziché oggettiva, non esprime il trascendente mistero ma i sentimenti con cui i fedeli lo percepiscono, è antropologica e non teologica. Il proprio del culto è di stimolare il senso del divino anziché di porgere all’uomo il divino: perciò l’assemblea vale più dell’eucarestia e il popolo di Dio prevale al sacerdote.
    Questa variazione ne produce una seconda, teorizzata colla dottrina della creatività liturgica. Il popolo di Dio riversa la propria cultura e il proprio genio nei riti, e il sacerdote esprime sé stesso nella celebrazione. L’oggettività della liturgia, che è un adombramento dell’Oggetto assoluto, deve cedere al valore del soggetto umano che vuole esprimersi. SC, 21 distingue la parte mutabile della liturgia dalla parte immutabile senza però definire quale quest’ultima sia. Se si mutano persino le parole della consacrazione, non si vede invero dove possa collocarsi l’immutabilità. Evidentemente la parte mutabile dei riti si mutò di fatto sempre nel corso dei secoli cristiani, ma cautamente, modicamente, sapientemente.

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  5. Siamo in pochi a citare Amerio... la damnatio memoriae ha funzionato!

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  6. Cito Michele Gaslini
    È un po' come con i regimi comunisti che, ovviamente, dovendo seguire la propria logica irrazionale, funzionavano alquanto male. A fronte del loro inequivocabile sfacelo, ecco che i compagni s'affrettavano ad affermare che sì, il disastro c'era, perché quello che si era applicato non era il vero comunismo; altrettanto oggi, innanzi al deserto spirituale che vanno a creare, ci sentiamo poi dire che il problema c'è, ma che si tratta soltanto di una erronea applicazione del vero CVII ...

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    1. Erronea applicazione....: la favola per chi crede ancora a pinocchio.
      Voluta applicazione, e ben studiata in ogni dettaglio, a partire dalle bombe ad orologeria disseminate nei testi conciliari che pochi avveduti, e lungimiranti, fiutarono: di loro lo Spirito Santo si servì per non rovinare tutto a vergogna della Santa Chiesa nei secoli a venire.
      Il giudizio della storia sarà inclemente

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  7. Su qualche punto è necessario convenire, pena l' inutilità di ogni discussione.
    1) come detto ampiamete qui; il NO non è un prodotto del CVII (naturalmente si può sostenere che senza la Sacrosanctum Concilium non ci sarebbe stata la riforma, ma questo è un altro discorso)
    2) dal 1970 mai la concessione dal VO fu ufficialmente delegata ai vescovi
    (naturalmente ciò può esser accaduto di fatto, ma mai per una disposizione papale)
    3) se il NO fosse espressione di una "diversa ecclesiologia" allora avrebbero ragione coloro che ne negano la validità; pensate all' assurdo di tutti i cattolici ultrasettantenni, i quali nella propria vita sarebbero appartenuti a....due Chiese diverse ! (naturalmente si può dire, ed è questo il vero unico, proficuo ragionamento da fare, che NO e VO esprimono in grado diverso ciò che in ambedue si realizza: il Sacrificio cioè di NSGC)
    4) fino a quando la FSSPX non chiarirà la propria posizione sulla VALIDITA del NO, ogni discussione con essa rimane necessariamente equivoco e quindi inutile.
    Io mi chiedo come facciano a dormir la notte i sacerdoti che approdano alla FSSPX avendo il dubbio di aver celebrato invalidamente per anni !.
    (naturalmente è possibile che queste voci non siano vere, e che la fraternità riconosca la validità dei nuovi riti, ma in questo caso, non sarebbe ora che la questione venga chiarita ufficialmente e definitivamente?)

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    1. Lei dice cose molto giuste e molto vere. Tuttavia la FSSPX si è pronunciatà già sulla validità in senso affermativo

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  8. Papa Leone XIV ha dichiarato che i religiosi "sono chiamati a diventare esperti nella sinodalità" durante un video discorso tenuto mercoledì.

    "In modo speciale, coloro che vivono nella vita religiosa sono chiamati a diventare esperti nella sinodalità a causa delle opportunità offerte dalla vita comunitaria per praticarla, così come il modo in cui le vostre Congregazioni sono organizzate", ha dichiarato Leone in un messaggio consegnato all'Assemblea Annuale del 2026 della Leadership Conference of Women Religious in the U.S.

    Leone ha espresso il suo compiacimento nel sapere che l'Assemblea includerebbe "un metodo sinodale di ascolto, discussione e discernimento" e ha condiviso la sua speranza che questo "formato di dialogo fraterno e ricettivo" permetterà alle sorelle di discernere la voce dello Spirito Santo riguardo "il presente e il futuro della vita consacrata nelle nazioni dove voi servite".

    Prelati come il cardinale Raymond Burke hanno avvertito che promuovere la sinodalità, a volte descritta come un processo di decisione democratica, minaccia la natura gerarchica della Chiesa.

    In un discorso tenuto in una conferenza internazionale tenuta a Roma il 3 ottobre 2023, la Sua Eminenza ha sottolineato che, nella sua tradizione canonica:

    ... la Chiesa non è descritta come sinodale, ma come gerarchica comunione (cf. LG 25). Sono i pastori (sacerdoti) nella comunione, salvaguardati e coltivati dall'Ufficio Petrino, cioè dalla gerarchia, che hanno la responsabilità per la guida doctrinale, liturgica e morale della Chiesa. La sinodalità è un'assistenza offerta ai pastori in modo che possano svolgere il loro servizio. Non sostituisce mai e non può sostituire l'ufficio pastorale voluto e istituito da Cristo stesso.

    Fonte : LifeSiteNews

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  9. Era chiaro da subito che Prevost seguisse in toto la linea di Bergoglio
    Attila Kovacs

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    1. Per quel poco che ho capito vedo che lo "sguardo" di molti di quelli
      che sono andati in missione alla fine a forza di occuparsi delle necessita'
      stringenti dell'uomo, il loro sguardo ha cessato di stupirsi e di
      elevarsi ; si e' /e resta abbassato al di sotto dell' orizzonte se la
      SS.Vergine non intercede per loro.

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  10. "Da noi ci sono ancora parroci e vescovi che dovrebbero spiegare che l’affetto per gli animali domestici non deve trasformarli in esseri umani." ?
    https://www.aldomariavalli.it/2026/08/14/e-anche-la-pelosetta-diede-laddio-al-caro-estinto-sul-manifesto-funebre/
    Alla domanda rispondo : no, non ci sono! E senza tema di smentite
    poiche' trovandomi a Roma in Chiese di periferia e in Chiese del centro
    invariabilmente entrano fedeli con i loro cani. Addirittura, in quella di
    periferia, una ragazza con il suo cane a guinzaglio e senza museruola
    (perche' si sa che per il proprietario e' come un figlio e non gli mettera' mai
    la museruola, anche se tuttora essa e' obbligatoria) si avvìa rapida e orgogliosa
    col cane al guinzaglio fino a ricevere la Santa Comunione ! Dal momento che
    in alcuni paesi come l'Inghilterra e' considerato animale domestico anche il maiale,
    spesso mi sono domandato che cosa direbbero se mi presentassi allo
    stesso modo a ricevere la Santa Comunione in piedi come i cavalli con
    un maiale al guinzaglio. E' anch'esso animale da compagnia!

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  11. Partendo dalla premessa che il Modernismo e' la sintesi di tutte le eresie, come formalizzato da san Pio X, porrei questa domanda:
    Qualcuno si e' mai chiesto se Giovanni XXIII e Paolo VI erano Modernisti? Mi riferisco a questi due pontefici, in quanto la rivoluzione in ambito cattolico avvenne sotto il loro pontificato.

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    1. Mah! Si puo' arrestare una valanga che ha gia' inziato a scivolare?

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  12. La Fsspx si è pronunciata sulla validità in senso definitivo?
    In questo senso ;
    Il rito della Nuova Messa non può considerarsi a priori invalido nonostante gli ampi mutamenti apportati. Però è un rito ambiguo. La formula della consacrazione del Calice, p.e., si presta ad esser letta anche come semplice racconto di quello che è successo sul Calvario invece che come riattuazione incruenta, effettiva, del sacrificio da parte del sacerdote officiante.
    Pertanto la validità di questa consacrazione dipende dalle intenzioni del sacerdote: si corrispondono a quelle millenarie della Chiesa, allora la consacrazione è valida, altrimenti no.
    Questo il problema.
    Perché la Messa NO è stata fatta così? Perché evidentemente Paolo VI voleva un rito del tutto nuovo capace di esser interconfessionale, ecumenico, abbodabile per i protestanti.
    Ma ce n'era bisogno? Si è così assistito al fatto inaudito di 6 teologi protestanti che hanno partecipato all'elaborazione del NO. Alla fine i calvinisti di Taizè hanno detto che assistere alla Nuova Messa cattolica era loro possibile.
    I difensori a tutti i costi della Nuova Messa dovrebbero riflettere sul contributo e giudizio protestante al NO.
    Protestanti : eretici che hanno sempre fatto della negazione della Messa cattolica il loro cavallo di battaglia per attaccarre e distruggere il cattolicesimo. Poche ingiurie sono state risparmiata in passato contro la Messa cattolica. Perché tanto odio?
    Lutero : la salvezza viene garantita già dalla fede nel fatto della Croce, avvenuto una volta per sempre. IL sacrificio c'è stato al Calvario non lo si può ripetere (in modo incruento). Volerlo ripetere è solo idolatria, adorazione di un pezzo di pane etc. E mette in dubbio la salvezza sola fide.
    Ho ridotto all'osso.
    Spero cmunque di aver spiegato per qual motivo una Messa come il NO, che rende possibile una lettura solo narrativa del Sacrificio, esponenti protestanti l'abbiano dichiarata accettabile.
    E difatti nelle numerose Messe interconfessinali [!!] non faranno la Comunione ma possono assistervi senza scandalizzarsi, cosa in passato impossibile.
    T.

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  13. Da come è scritto nell’articolo, sembra che il papa richiami alla fedeltà ai testi nel senso di evitare arbitrarietà e abusi liturgici.

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