vi trasmetto alcune informazioni importanti per la Santa Messa di domenica 11 p.v. (ore 10,00, chiesa di San Luca):
- La Santa Messa sarà cantata.
- Il formulario per le parti proprie sarà quello della "Divina Maternità di Maria", con commemorazione della domenica.
- In questa stessa domenica si svolge in città una manifestazione sportiva, "Corripavia": la viabilità delle zone adiacenti alla nostra chiesa subirà delle variazioni. In allegato invio una cartina della città con il tracciato della corsa (percorso più lungo). Suggerisco di parcheggiare l'automobile in zona viale Partigiani-via San Giovannino e di raggiungere poi a piedi la chiesa di San Luca.
Colgo l'occasione per ringraziare don Marino per la sua disponibilità a sostituirmi nella chiesa dove in queste domeniche mi sono recato a celebrare la Santa Messa, ed il coro che ha accolto il mio desiderio di rendere più solenne la santa liturgia in onore della Madre di Dio e Madre nostra.
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio
Errore.. Messa domenica XX dopo Pentecoste, nessuna memoria alla Messa cantata. Ma sono del mestiere questi qui?
RispondiEliminaPerché usano il calendario buono, anteriore alle riforme di Roncalli!
EliminaLa prevalenza di certe feste del ciclo santorale (come san Francesco d'Assisi il 4 ottobre o la Divina Maternità di Maria l'11 ottobre) sulle domeniche successive alla Pentecoste è terminata definitivamente il 1° gennaio 1961.
La riforma del Codice delle Rubriche (1960)
Fino a tutto il 1960, secondo le regole del rito romano, le domeniche "comuni" (tra cui gran parte delle domeniche dopo Pentecoste) erano considerate feste di rango inferiore rispetto alle "feste doppie di prima o seconda classe". Poiché feste come la Divina Maternità (istituita da Pio XI come festa di II classe) o san Francesco d'Assisi cadevano in quel periodo, se coincidevano con una domenica minore, la festa del santo prevaleva sulla liturgia domenicale, la quale veniva semplicemente "commemorata" nella stessa Messa.
Il cambiamento radicale avvenne con la promulgazione del Codice delle Rubriche da parte di papa Giovanni XXIII (tramite il Motu Proprio Rubricarum instructum del 25 luglio 1960), entrato ufficialmente in vigore il 1° gennaio 1961:
• Le domeniche dopo Pentecoste (e quelle dopo l'Epifania) vennero classificate come Domeniche di II classe.
• Per ridare centralità al giorno del Signore, il nuovo codice stabilì che le domeniche di II classe prevalessero sempre sulle feste di II classe.
• Di conseguenza, feste importanti come la Divina Maternità o san Francesco (feste di II classe) smisero di "soppiantare" la domenica e dovettero cedere il passo.
La definitiva riforma post-conciliare (1969)
La centralità della domenica fu poi blindata definitivamente nel 1969 da papa Paolo VI con la Lettera apostolica Mysterii paschalis. Con l'introduzione del "Tempo Ordinario" (che ha sostituito il Tempo dopo Pentecoste) e della nuova Tabella dei giorni liturgici, è stato stabilito che la domenica comune possa essere superata esclusivamente dalle Solennità e dalle Feste del Signore. Le feste dei santi e della Vergine Maria (salvo titoli specifici come i Patroni principali o le solennità maggiori) non prevalgono mai sulle domeniche del Tempo Ordinario.
Sempre pronti a pontificare, eh? Il celebrante ricorderà il quarantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, e ha espresso il desiderio di celebrare la S. Messa cantata con il formulario della festa della Maternità di Maria, così come quarant'anni fa celebrò la sua prima S. Messa (nella domenica 12 ottobre, il giorno dopo l'ordinazione) con il messale italiano e il formulario di una S. Messa dal Comune della B.V. Maria. Nella comunicazione riportata (in origine una email spedita da lui stesso a una lista) ha avuto solamente la delicatezza di non mettersi in mostra...
RispondiEliminaE in ogni caso, se anche avesse celebrato la Messa della ventesima domenica dopo Pentecoste avrebbe fatto tutto in perfetta regola secondo il Messale tridentino di San Pio V, nell’ultima edizione, quella del 1962, edita quando il Vaticano II non era ancora iniziato e pertanto perfettamente tradizionale e ortodosso. Un normale fedele che assista alla Messa Tridentina manco si accorge se il Messale utilizzato è quello del 62 o quello di Benedetto XV del 1920.
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