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mercoledì 14 ottobre 2026

Il cardinale Roche su ciò che farà Leone XIV riguardo alla Messa Tradizionale

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Il cardinale Roche su ciò che farà Leone XIV riguardo alla Messa Tradizionale:

"Non cambierà la Tradizionis Custodes. Non tornerà al Summorum Pontificum

Le sue parole ai sacerdoti e al popolo della vita consacrata a Notre-Dame sono molto, molto chiare: smettetela di preferire la loro opinione particolare su questa questione e tornate a ciò che la Chiesa vi chiede di fare."

Pregiamo per la pace liturgica

Fonte: Ad Vaticanum 


9 commenti:

  1. https://advaticanum.com/article/exclusive-interview-cardinal-roche-to-traditionalists-you-are-edging-yourself-away-from-the-centre-of-catholicism-2/

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  2. Il cardinale Roche non si rende conto di quello che dice. È lui che si sta togliendo dal centro del cattolicesimo. Infatti, sostiene che la Messa Novus Ordo esprime una diversa concezione della Messa, rispetto al rito millenario tradizionale. In questa nuova concezione il popolo sarebbe concelebrante assieme al sacerdote, un errore già apertamente condannato da Pio XII nella Mediator Dei, l'enciclica che egli dedicò alla liturgia. Il "sacerdozio dei fedeli" non può esser messo sullo stesso piano del sacerdozio vero e proprio, sacramentale. Essi, chiariva Pio XII, "concelebrano" ma solo i n v o t o , con la loro spirituale partecipazione, simbolicamente.
    Non effettualmente.
    Questa erronea concezione dei neomodernisti, che si vuole imporre alla Chiesa, diminuisce la figura del sacerdote celebrante, l'unico che abbia effettivamente il potere di operare la transustanziazione integrale delle Sacre Specie in corpo, sangue, anima e divinità di NS. E comporta la perdita di fede nella stessa transustanziazione, se ora si vuol credere che vi partecipi anche il popolo dei fedeli presenti.
    Il cardinale Roche dissemina eresie, già apertamente condannate dal Magistero preconciliare.
    Ciò che fino a ieri era un esiziale errore, adesso lo si vuol far diventare dottrina della Chiesa !!
    Questa l'opera del cardinale Roche e di molti altri, finora approvata dal papa, non dimentichiamolo.
    Chi è dunque che si sta togliendo dal "centro del cattolicesimo"?
    Non di certo i difensori della Messa Ordo Vetus e della dottrina di sempre.
    pp

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    1. Giudici e funzionari polacchi vogliono silenziare le campane
      https://lanuovabq.it/it/giudici-e-funzionari-polacchi-vogliono-silenziare-le-campane
      Ancora??

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    2. Evidentemente Roche non si rende conto che sta dando implicitamente ragione ai tradizionalisti che rifiutano il NO, perche il loro argomento principe viene confermato apertamente da lui. Ma forse se ne frega. Quel che gli importa è narrare le "magnifiche sorti e progressive del comunismo", pardon, del NO progressista.

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  3. Se sperate in una soluzione della "questione Messa" da parte della gerarchia ecclesiastica attuale rimarrete delusi. La concessione falsamente benevola di Ratzinger in realtà ha rafforzato il "rito ordinario", confinando il "rito straordinario" in un museo, le sedi del quale restano aperte a certe condizioni e fin quando non si sa.

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  4. Parole sante. La messa antica non si sceglie per gusto; se è una questione di preferenza ha ragione Roche, se è una questione sostanziale, non si può scendere a compromessi.

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    1. da ex studente di Giurisprudenza15 ottobre, 2026 12:45

      Amico delle 9:35, purtroppo devo smentirti: ho conosciuto diverse persone che scelgono la messa VO solo perchè "fa spettacolo". E non è una cosa di oggi, ho rilevato questo già oltre trent'anni fa.
      Sì, fu usata anche per dare un messaggio mezzo politico: nel 1992, dopo la Messa bilingue di Giovanni Paolo II a Trieste, ci fu, per protesta e contestazione "a posteriori", un tale aumento di partecipazioni all'unica messa VO autorizzata (una volta al mese, il primo venerdì) che per buona parte del 1993 il Vescovo decise di non autorizzarla per quasi un anno: riprese con l'Avvento del 1993. Lo so perchè studiavo all'Università di Trieste allora.
      In ambo i casi, non erano addotte motivazioni dottrinali.

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    2. Nella Messa NO ci sono problemi sostanziali, dunque non è un problema di preferenze individuali.
      Però le preferenze sono legittime, in quanto mostrano a un livello non ragionato ma di percezione (che può essere in alcuni o molti casi più efficace nell'avvicinarsi alla verità di un ragionamento razionale) quanto la vecchia Messa abbia una forma che esprima efficacemente il Mistero del Sacramento, mentre la nuova dimostri tutta la sua ambiguità, inconsistenza, imprecisione, spettacolarizzazione, show-ismo da villaggio turistico, così come il puntare troppo sulla cosiddetta "liturgia della Parola" (di Dio), che diventa invece una "liturgia della parola" (del sacerdote), sacrificando l'Eucaristia vera e propria agli ultimi cinque minuti effettivi.
      La percezione magari inconscia di queste e molte altre storture ha portato, dopo l'ubriacatura del post-concilio, ad uno svuotamento progressivo delle nostre chiese e Messe, percepite dai più come "inutili". E come dargli torto? Fatta salva la validità della consacrazione, tutto il resto non comunica nulla, se non la personalità più o meno strabordante del prete "grande intrattenitore" e i volonterosi sforzi degli "animatori liturgici", ministranti e ministresse.

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    3. Percezione... Non è la base del sensus fidei dei fedeli? Anche riguardo alla Messa il sensus fidei dei fedeli non sbaglia quando quantomeno ha dei dubbi e sospetti sul NO.

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