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martedì 27 settembre 2011

E la "riforma della riforma"? E' a un punto fermo o non vale per i politici?

I due recenti viaggi del Papa in Spagna, lo scorso agosto, e quello appena concluso in Germania, ci mostrano due immagini emblematiche che danno da pensare. Sembra che i politici possano essere 'dispensati' rispetto alla Riforma della Riforma, della quale peraltro non si vedono applicazioni diffuse, dato che sono pochissimi i sacerdoti ed i vescovi che seguono l'esempio del Papa nella ri-sacralizzazione della Liturgia.

La prima mostra la regina Sofia di Spagna ricevere la comunione sulla mano da parte del Papa, tra l'altro in piedi piuttosto scompostamente sopra l'inginocchiatoio posto davanti a lei. (ripresa da Rorate Caeli)

La seconda mostra il Presidente del Parlamento tedesco Norbert Lammert che, a differenza di tutti gli altri, riceve dal Papa la comunione sulla mano. (da un video su Rorate Caeli)

Non stupisce tanto l'atteggiamento dei due, che rispecchia quello della maggioranza dei fedeli, purtroppo assuefatti a quello che ad occhi e cuori più sensibili e attenti rischia di diventare uno scarso rispetto per il Signore presente nelle Sacre Specie, risentendo della banalizzazione introdotta dal rinnovamento liturgico di Paolo VI. Ciò che stupisce è che il Papa abbia assecondato i due piuttosto che, esercitando la sua autorevolezza, non abbia loro porto in bocca l'ostia consacrata, come è solito fare in tutte le sue celebrazioni. Forse sarebbe stato un esempio molto più efficace per tutti e molto più eloquente di tante parole e di anni di esempio di nuovi più consoni comportamenti liturgici.

In certi casi non si tratta di "imporre", ma di stabilire regole univoche che hanno un loro senso. Non possiamo che registrare con rammarico quel che in fondo appare come l'applicazione dell' et-et conciliare, che ha eliminato un aut-aut, indispensabile quando sono in gioco i fondamenti della fede, ricordando che rigore non è rigorismo (che può nascondere un'abitudine vuota di sostanza). Il rigore indica e promuove rispetto e sottomissione, che rientrano nella sfera del primo dei doni dello Spirito Santo: il Timor di Dio. E sappiamo che questo timore non esprime paura, ma un atteggiamento interiore (e quindi anche esteriore) di rispetto grande e riconoscimento della Trascendenza e della Gloria del Signore. E, invece, sembra continui ad imperare la banalizzazione che purtroppo non può che generare indifferenza. Del resto i frutti sono sotto gli occhi di tutti.

13 commenti:

  1. A proposito di "Riforma della riforma", questa marcia indietro del card. Canizares risale al dicembre 2010

    «E per far questo bisogna superare la tendenza a “congelare” lo stato attuale della riforma postconciliare, in un modo che non rende giustizia allo sviluppo organico della liturgia della Chiesa. Stiamo tentando di portare avanti un grande impegno nella formazione di sacerdoti, seminaristi, consacrati e fedeli laici, per favorire la comprensione del vero significato delle celebrazioni della Chiesa. Ciò richiede un’adeguata e ampia istruzione, vigilanza e fedeltà nei riti e un’autentica educazione per viverli pienamente. Questo impegno sarà accompagnato dalla revisione e dall’aggiornamento dei testi introduttivi alle diverse celebrazioni (prenotanda). Siamo anche coscienti che dare impulso a questo movimento non sarà possibile senza un rinnovamento della pastorale dell’iniziazione cristiana». «Il nuovo movimento liturgico dovrà far scoprire la bellezza della liturgia. Perciò apriremo una nuova sezione della nostra Congregazione dedicata ad “Arte e musica sacra” al servizio della liturgia. Ciò ci porterà a offrire quanto prima criteri e orientamenti per l’arte, il canto e la musica sacri. Come pure pensiamo di offrire prima possibile criteri e orientamenti per la predicazione». Argomenti, questi ultimi, che non tengono alcun conto degli abusi e delle liturgia 'fai da te'.

    Pertanto, se le correzioni non vengono dall'alto, con i dovuti controlli, temiamo che la “liturgia fai da te” e anche tutte le banalizzazioni e dissacrazioni ancora imperanti avranno ancora dei bei giorni davanti a sé...

    Restano ferme tutte le riserve, oggettive, già espresse per una riforma dal basso in un campo così sacro e serio come quello Liturgico. Ed è quindi allarmante, per chi ama la Tradizione, la regressione dalla "Riforma della Riforma" al cosiddetto "nuovo movimento liturgico" basato, a dire del card. Canizares, sul "rinnovamento della pastorale della iniziazione cristiana", a maggior ragione conoscendo come -anche col sostegno del medesismo cardinale- è una certa "iniziazione cristiana" alquanto anomala ad essere sempre più inserita nelle pastorali diocesane.

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  2. cito a memoria da Romano Amerio (Iota unum):

    "Di due cose c'è bisogno per custodire la Verità. Primo: rimuovere l'errore dalla sfera dottrinale; il che avviene rifiutando gli argomenti erronei e mostrando che essi non sono convincenti. Secondo: rimuovere la persona in errore, depondendola dalla sua funzione, il che vien fatto con un atto di autorità della Chiesa. Se questo servizio papale non è esercitato, sembrerebbe ingiustificato dire che è stato usato ogni mezzo per custodire la dottrina della Chiesa: siamo in presenza della "breviatio manus Domini".

    La comunione sulla mano è solo un aspetto del problema. Il problema più grande è la diversa ecclesiologia post-conciliare, nonché quell'inclusivismo che accoglie l'errore anziché espellerlo...

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  3. DANTE PASTORELLI27 settembre, 2011 12:34

    C'è chi, come me, s'aspettava che questo pontificato onorasse gl'impegni presi dal card. Ratzinger, e, pur sperando con prudenza, è rimasto deluso.
    Chi aveva la vista più lunga nulla s'aspettava e non ha dovuto incassar nessuna delusione. La riforma della riforma sembra - felice d'errare - rinviata sine die.

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  4. DANTE PASTORELLI27 settembre, 2011 20:55

    "Nelle presenti circostanze è parso conveniente che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si dedichi principalmente a dare nuovo impulso alla promozione della Sacra Liturgia nella Chiesa, secondo il rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II a partire dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium."
    E' un passo significativo del motu proprio firmato il 30 oagosto, "Quaerit semper".
    Significativo, ma cosa significherà realmente?

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  5. Caro Dante,

    Credi che possa esserci qualche correlazione con questa recente modifica delle competenze della Congregazione per la Dottrina della Fede?

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  6. L'assurdop è vedere, quando non vi sono casi come quelli descritti, vedere il papa che distribuisce la comunione in ginocchio e sulla lingua mentre nella spianata antistante chierici, ministri e ministre straordinari dell'Eucarestia la distribuiscono sulle mani. La confusione regna sovrana. Ma che ci si aspetta da questa chiesa che è sulla via di beatificare Lutero!!!

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  7. A proposito dell'aumento di potere della Dottrina della fede nei confronti delle eresie e degli abusi liturgici, da quel che vediamo nella nostra Chiesa, che stentiamo a riconoscere come nostra, c'è da chiedersi: quali saranno d'ora in poi le eresie e quali gli abusi liturgici?

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  8. Sta tranquillo mic esistono sempre gli eretoici: mons Lefebvre e la FSSPX.

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  9. esistono sempre gli eretoici

    ovviamente intendeva "eroici"!

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  10. Correzione al mio post del 28 ore 20,30 : esistono sempre gli eretici e non gli eretoici. Chiedo scusa per l'errore di battitura.

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  11. Per definire eretici Mons. Lefebvre, che non ha fatto altro che difendere la dottrina e la Messa di sempre e non ha elaborato dottrine sue, ed i suoi seguaci, i casi sono due: o non si ha ben chiaro il concetto di eresia oppure si è aderito ad una vera e propria eresia... e, purtroppo, non è che manchino nella chiesa, oggi.

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  12. Mic non hai colto l'ironia con la quale ho detto che ormai solo Mons Lefebvre ed i suoi vengono considerati eretici. Personalmente penso fermamente che Egli è già Santo e gode della beatifica visione di Dio.

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  13. Caro Anonimo,
    mi spiace non aver colto l'ironia della tua affermazione.
    Ma purtroppo su altri blog ne incontro tanti che, mentendo, continuano a ripetere il refrain dell'eresia e dello scisma riferendosi alla Fraternità.
    Se non sono in mala fede sono ideologicamente e visceralmente avversi alla FSSPX proprio perché rappresenta il loro esatto contrario e le attribuiscono quello che in realtà la Chiesa inclusivista purtroppo consente loro di essere al suo interno...

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