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giovedì 17 gennaio 2013

Si fa dire al Cardinale una cosa in italiano e tutto il contrario in inglese e spagnolo... Per non parlare della versione francese!

Riprendo da Cantuale Antonianum una notizia che stavo confezionando in ordine alla versione diffusa in Francia sulle recenti dichiarazioni del Cardinal Cañizares sulla liturgia. Parto da qui, per completare il discorso anche con i riferimenti alla FSSPX, la cui critica non riguarda solo gli abusi liturgici, ma è ben più sostanziosa e del resto condivisa da chiunque ami la Tradizione.

Leggevo una notizia su ZENIT - versione italiana - , dove si riportano le affermazioni di una conferenza del Cardinal Cañizares, a proposito di un sussidio o manuale per la corretta celebrazione della Messa, di prossima edizione (in estate) da parte della Congregazione del Culto Divino da lui presieduta. E fin qui tutto bene. Anche se ero perplessa: ci sono già tanti documenti chiari, se un prete non vuole adeguarsi non si adeguerà per un ennesimo "libriccino vaticano".... Poi, però, mi imbatto in una frase che mi pareva alquanto strana e mi fa sobbalzare, perché messa in bocca a Sua Eminenza:
[Il Cardinale] Ha poi rimarcato che il Concilio ha specificamente parlato della Messa rivolta verso il popolo e dell'importanza di Cristo sull'altare [forse intende il crocifisso?], in modo da non escludere i fedeli presenti, in particolare dalla parola di Dio. Ha anche sottolineato la necessità della nozione del “mistero” e di alcuni particolari interessanti prima molto più rispettati, come “l'altare a est” o la coscienza del “significato sacrificale dell'Eucaristia”.
E mi chiedo: ma in quale punto della Sacrosanctum Concilium si parla del prete che celebra la messa "verso il popolo"? Possibile che non me ne sia mai accorto? Ne hanno discusso i padri in commissione, ma poi non se ne è fatta menzione nel testo della Costituzione. C'è nei Principi e Norme del Messale Romano, a proposito dell'altare staccato dalla parete perché ci si possa girare intorno ed eventualmente celebrare verso il popolo. Ma non mi pareva che si menzionasse la questione nei documenti stessi del Concilio. Così, per curiosità, sono andata a controllare le altre lingue in cui ZENIT si esprime. Sorpresa delle sorprese: in Inglese e Spagnolo il senso della frase è esattamente l'opposto e ci sono ben altri particolari espunti dalla versione italiana (il riferimento al modo di celebrare in cappella Sistina di Benedetto XVI). Proprio questi particolari mi fanno dubitare che sia stata preparata una versione "adattata al gusto mainstream italiano" e sia stata invece lasciato l'originale delle affermazioni del Prefetto nelle altre lingue... Anche i titoli della notizia sono molto diversi: in Inglese si insiste sul fatto che il Vaticano sta preparando un sussidio per aiutare i preti a celebrare correttamente la Messa, in Italiano, invece, si cerca di sintetizzare il messaggio del Cardinale così: "La liturgia non "spettacolo" ma comunicazione diretta con Dio".

Versione inglese
He added that the Council did not speak of the priest celebrating Mass facing the people, that it stressed the importance of Christ on the altar, reflected in Benedict XVI's celebration of the Mass in the Sistine Chapel facing the altar. This does not exclude the priest facing the people, in particular during the reading of the word of God. He stressed the need of the notion of mystery, and particulars such as the altar facing East and the fact that the sacrificial sense of the Eucharist must not be lost.
Versione spagnola (originale, perché è la lingua in cui il Cardinale parlava):
Añadió que en concreto el Concilio no habló de la misa cara al pueblo, de la importancia de Cristo en el altar [qui si capisce che si parla di Cristo rappresentato dall'altare], lo que le permitió a Benedicto XVI celebrar la misa en la Capilla Sixtina hacia el altar, lo que no excluye la cara al pueblo, en particular durante la palabra de Dios. Subrayó la necesidad de la noción del misterio, y de algunos particulares interesantes que se respetaban como el altar hacia el oriente, y que no se pierda el sentido sacrifical de la eucaristía.
Anche RomeReports ha un pezzo sulla conferenza di oggi [ieri 16 gennaio] tenutasi all'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede sul tema: "La Liturgia cattolica a partire dal Vaticano II: continuità ed evoluzione". Il sommario del video dice: "Cardinal Canizares: Il futuro della Chiesa dipende dalla sua formazione liturgica".


Aggiungo la versione francese, tratta dall' Agenzia IMedia, che ovviamente traduco:
[...] Da quando la costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, sulla riforma liturgica, fu approvata nel dicembre 1963, alcuni fecero “esperienze di una “creatività selvaggia“ poco rispettosa dello “spirito del concilio“ [come non riconoscere che fu proprio lo "spirito del concilio" a renderla possibile!], ha detto il cardinal Cañizares al termine d'un ciclo di incontri sul Vaticano II proposto dall'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. L'alto prelato si è quindi rammaricato che tali eccessi abbiano portato alla "rottura" con una parte della Chiesa. In effetti, agli occhi del prelato spagnolo, questa "cattiva interpretazione" del testo conciliare ha "esasperato" alcuni, provocando la separazione attuata da Mons. Lefebvre nel 1988 con l'ordinazione di 4 vescovi senza mandato pontificio.
Secondo il prefetto, all'epoca del Concilio Vaticano II, il “cambiamento“ era una “parola magica“, mentre il “rinnovamento liturgico deve iscriversi nella continuità“, in mancanza di corre il rischio di fare della riforma una “caricatura“. [...]
Rinnovare il senso liturgico:
Anche coloro che seguono la Fraternità Sacerdotale San Pio X, dal momento che partecipano ad una messa celebrata correttamente, ha affermato ancora l'alto prelato, dicono che non ci sarebbe stato bisogno di questa separazione con la Chiesa cattolica se così fosse stato dappertutto“. Il cardinal Cañizares ha dunque precisato che, secondo Mons. Bernard Fellay, attuale superiore della fraternità, Mons. Lefebvre non avrebbe voluto la rottura se la messa fosse stata celebrata ovunque secondo  “la forma più rispettosa“ del nuovo Messale di Paolo VI (1963-1978). [Com'è assurdo metter sulla bocca di Mons. Fellay un'affermazione del genere!]
Mentre la nuova evangelizzazione è una priorità per i cattolici, il capo dicastero ha detto che non ci sarebbe “alcun avvenire per la Chiesa, ed anche per l'umanità, senza rinnovo del senso liturgico“. “La riforma più urgente è la formazione liturgica, che manca fortemente e lo si vede“, ha sottolineato ancora. Aggiungendo : “Dove pastori e fedeli hanno una buona formazione liturgica, la vitalità delle comunità è più forte“.
Il prete non dev'essere il “protagonista“ d’una “liturgia spettacolo“, ha ancora affermato il cardinal Cañizares, ma la sua messa deve essere maggiormente “compresa, consapevole e attiva“. [...] - (I.Media, Roma)
Il discorso del cardinale ignora totalmente che il problema non riguarda solo gli abusi liturgici - che pure ci sono, purtroppo. C'è anche un discorso filosofico e teologico da fare non solo sulla liturgia, ma anche sulla libertà religiosa, un certo tipo di ecumenismo ed altro, in sostanza sui cambiamenti subìti dalla Chiesa fino ad oggi, che la riforma liturgica ha semplicemente portato allo scoperto, oggetto anch'essi della riflessione tradizionalista. Dietro questo discorso in fondo banalizzante dei problemi, è riconoscibile una totale incomprensione sia della posta in gioco che della profondità e dello spessore delle posizioni tradizionali. Oltre ai soliti mantra su "comprensione consapevolezza attività", cose ottime, se unite alla sostanza e non attuate secondo la nuova arrembanza, quella sì frutto dello "spirito del concilio", le non poche perplessità, quando il prefetto parla di "nuova evangelizzazione" e di comunità vitali, conoscendo le sue simpatie per il Cammino neocatecumenale, peraltro da lui stesso in altre sedi magnificato, certamente uno dei casi più eclatanti in tema di abusi liturgici e non solo ...
L'unica cosa certa è che non sono la Messa di Paolo VI né gli abusi che essa consente l'unico problema. Infatti, anche se si eliminassero (e si dovrebbe) gli abusi, resterebbe pur sempre qualcosa di mancante rispetto al Rito che si è tentato di oltrepassare.

11 commenti:

  1. Gesù che sapeva in anticipo tutta questa deriva accellerata dallo straripamento conciliare ha detto:

    "Il vostro parlare sia sì, sì, no, no: il di più VIENE DAL MALIGNO"

    A me bastano e avanzano le parole di Nostro Signore.

    don bernardo

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  2. Il piccolo Ratzinger, così viene chiamato il card. Canizares, immagino per la sua chioma bianca, non aveva temuto alla fine dell`anno scorso di dare il suo accordo al testo uscito dal PCL che approvava la "liturgia" neocatecumenale.
    Che Rylko, uno dei maggiori protettori(intra muros) del cnc desse il suo placet non ci stupisce per niente, non ha fatto che rinnovare il suo exploit del 2008 per la consegna dello statuto di quel movimento (resta poi da domandarsi cosa e come centri il PCL con la Liturgia), ma che il card. Canizares abbia partecipato a quelle manovre, svoltesi alle spalle del Santo Padre, è sconcertante, non solo non avverte il Papa, non gli sottomette quel testo, ma dà il suo accordo!
    E non dimentico i suoi panegirici pro cnc, i suoi elogi sperticati, dopo il 20 gennaio e il discorso del Santo Padre, si è spinto perfino in un`intervista alla Razon a darci quella prassi liturgica, nata nella ribellione e nel rigetto della Liturgia della Chiesa, come esempio!
    Che il Papa avesse voluto riportarla sui binari dell`ortodossia già nel 2005, che sia stato disobbedito, non sembra averlo interessato.
    Allora che oggi, sulla punta dei piedi e della lingua, parli di abusi liturgici, potrebbe eventualmente significare che ha tirato le lezioni di quel grave passo falso fatto in gennaio, o che qualcuno gli abbia ricordato le sue responsabilità.

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  3. ..parlano...parlano..parlano!!!

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  4. Mi congratulo con Mic soprattutto per la significativa frase finale : " Infatti, anche se si eliminassero (e si dovrebbe) gli abusi, resterebbe pur sempre qualcosa di mancante rispetto al Rito che si è tentato di oltrepassare "
    Chiedo cortesemente a Mic se è possibile postare la traduzione del testo inglese e spagnolo dell'intervento del Cardinale. Grazie.

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  5. Fino a quando non vorranno riconoscere che gli errori o le ambiguità sono nei testi e non nella loro interpretazione, non si potrà venire a capo di nulla.

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  6. Si fa dire al cardinale cose diverse in lingue diverse ma lui stesso dice e fa cose diverse senza che intervengano problemi di traduzione.
    Nel 2009 dice a Tornielli che è stata formata una Commissione per porre un termine agli abusi liturgici, ma appena arrivato celebra per i neocatecumenali senza nulla modificare di quella prassi, compreso il candelabro ebreo sulla megamensa,
    nel 2010, sempre a Tornielli, dice che non è giusto parlare di "riforma della riforma", passano i mesi e non si parla più della Commissione e degli abusi, niente è fatto sul terreno eppure continuano gli abusi e continua la devastazione degli spazi sacri con il pretesto di adeguarli a ciò che ha voluto il "Concilio", è falso, è una menzogna, ma non sentiamo o vediamo interventi dell`autorità. Arriviamo a fine 2011 e Canizares dà il suo accordo al decreto che approva la "liturgia" neocatecumenale, si è unito a chi ha manovrato alle spalle del Santo Padre, il Papa ferma tutto all`ultimo momento.
    Siamo nel 2013 e il cardinale durante una conferenza dice quel che è stato tradotto diversamente a secondo delle lingue.

    Non voglio essere esageratamente pessimista ma ho ascoltato e letto mille e mille parole, osservo una grave incoerenza fra parole e atti che non fa che contribuire alla confusione generale e rinforzare il vigore dei ribelli che sanno di non essere puniti, allora anche se uscirà quel libricino, se poi NEI FATTI, SUL TERRENO, non ci saranno ATTI CONCRETI, se non sono presi PROVVEDIMENTI contro chi continua a devastare la sacra Liturgia, la Liturgia continuerà ad essere un laboratorio permanente per gli uni, uno strumento rigidamente codificato al servizio di un progetto sulla Chiesa(nueva estetica) per altri.

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  7. A parte che Mons Lefebvre contestava il N.O.M. in sè, prima ancora che le sue "interpretazioni allegre", tanto che non lo volle mai celebrare nonostante la richiesta di Paolo VI affinché lo celebrasse almento una sola volta al fine di sistemare tutto,

    dice il Card. che
    "...Il prete non dev'essere il “protagonista“ d’una “liturgia spettacolo“, ha ancora affermato il cardinal Cañizares, ma la sua messa deve essere maggiormente “compresa, consapevole e attiva“.

    Non credo che la S. Messa sia del prete, la S. Messa come azione liturgica credo sia opera di Dio, infatti da essa scaturiscono grazie che solo da Lui possono venire. Il prete presta solo le proprie mani e la propria persona per il sacrificio.

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  8. La "sua" Messa, effettivamente se Canizares ha detto quelle parole c`è da preoccuparsi, la Messa non appartiene al prete.

    Messa che deve essere "compresa, consapevole e attiva“, dice ancora il cardinale.
    Che cosa possiamo aspettarci da chi usa quel linguaggio che ha ha già causato danni enormi alla Chiesa?
    È con quelle parole che i riformatori liturgici hanno devastato la Liturgia.

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  9. Per A. Carradori:

    sui testi in altre lingue basta andare su Zenit e scegliere l'opzione rispettiva lingua.
    Il testo francese, che ho pubblicato, sembra dire qualcosa di più. Ma purtroppo non c'è finora da nessuna parte il testo integrale dell'intervento del cardinale...

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  10. Vi invito a leggere il mio articolo sull'orientamento dell'altare:

    http://opportuneimportune.blogspot.it/2013/01/non-sequitur.html

    Ovviamente mi farà sapere ricevere il vostro parere!
    Baronio

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