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sabato 6 giugno 2015

Reiterate, pretestuose, arbitrarie restrizioni al Summorum Pontificum

Ci scrive il rappresentante dell'Associazione Card. Saldarini di Torino per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum” (Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum et art. 15. Instr. Universae Ecclesiae). 
Reiterate, pretestuose, arbitrarie restrizioni al Summorum Pontificum, Legge Universale per tutta la Chiesa, che ha sdoganato il Rito Romano antiquior dal non vult di vescovi e responsabili.

Quesito di un membro del nostro Coetus trasmesso oggi alla competente Autorità Ecclesiastica torinese.
Alla c.a. dell'Autorità preposta. Ho recentemente richiesto per conto di un Parroco di altra Diocesi accoglienza per un gruppo di pellegrini che intendevano celebrare il 4 luglio p.v. una S. Messa in forma straordinaria in un noto Santuario cittadino. La risposta ricevuta dal responsabile del Santuario, di diniego ancorché cortesissima ed accompagnata da sincere espressioni di rammarico, è stata motivata sul presupposto che nella Arcidiocesi di Torino esisterebbero disposizioni contemplanti che le celebrazioni in forma straordinaria possano avere luogo soltanto nella Chiesa della Misericordia, ed eccezionalmente, solo durante l'ostensione della S. Sindone, in altre chiese ma a condizione che non vi siano ammessi fedeli. Immagino che la suddetta risposta nasca da un qualche malinteso e pertanto mi permetto di chiedere se effettivamente siano mai state impartite dalla competente Autorità disposizioni di questo tipo, che sarebbero in palese contrasto con il diritto vigente, in particolare con il Motu proprio Summorum Pontificum e con gli articoli 16 e 17 dell'Istruzione applicativa Universae Ecclesiae. Resto in grata e fiduciosa attesa di un riscontro a questa mia in tempo utile per l'organizzazione del pellegrinaggio di cui sopra. Con distinto ossequio, Lettera firmata
Aggiornamento:
SUCCESSIVAMENTE ALLA PRESENTAZIONE DI QUESTO QUESITO AGLI UFFICI DIOCESANI COMPETENTI, CI E' GIUNTA NOTIZIA CHE UN GRUPPO DI PELLEGRINI ROMANI GUIDATI DA ALCUNI SACERDOTI AVREBBE RICEVUTO UN ANALOGO RIFIUTO DI ACCOGLIENZA DA PARTE DEI RESPONSABILI DI UNA STORICA CHIESA DI RELIGIOSI DEL CENTRO CITTADINO AL MOMENTO IN CORSO DI DISMISSIONE.

6 commenti:

  1. E' sicuramente vero. Sono stato testimone io stesso mentre ero a Torino per la S. Sindone con un grupppo di amici di simili restrizioni: alla basilica di Superga ci hanno detto che la celebrazione "in latino" era proibita dalla curia. Un amico sudamericano mi ha persino detto che ha assistito alla cacciata violenta dalla chiesa della Misericordia di un gruppo di torinesi con il loro prete...

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  2. E' tutta questione di ignoranza. Preti e religiosi tremendamente ignoranti e per nulla aggiornati sulle vicende della Chiesa. Solitamente si tratta di vecchi preti e vecchi religiosi che non hanno mai visitato un sito internet.

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  3. IL Summorum Pontificum non e' stato diffuso solo via Internet. I sacerdoti dovrebbero conoscerlo, anche perché ai tempi ci fu un notevole clamore mediatico.
    Non lo applicano, perché temono che la gente, riassistendo ad una vera Messa, chieda quella. E loro di impararla, o reimpararla, non ne vogliono sapere.
    In Piemonte poi, a Torino poi...
    Rr

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  4. Alessandro Mirabelli07 giugno, 2015 20:04

    Hai ragione Rr, Torino e il Pimonte. Qui il neo paganesimo e/o il neo protestantesimo ha trovato terra fertile. Grazie anche a vescovi e preti innominabili.

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  5. RAOUL DE GERRX07 giugno, 2015 23:45

    Qu'attend le cardinal Sarah pour taper du poing sur la table ?

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  6. Sembra che non siano episodi
    isolati....

    http://blog.messainlatino.it/2015/06/lettera-di-un-pellegrino-insomma-che.html?m=1

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