Pagine fisse in evidenza

lunedì 2 gennaio 2017

Il cardinale Müller denuncia il totalitarismo gender

Peccato che una voce chiara e netta su questi temi, che che rischiano di produrre esiziali variazioni antropologiche, non risuoni urbi et orbi e non da improprie cattedre mediatiche, dal Trono più alto e con accenti ancor più incisivi, completi ed inequivocabili.

Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della congregazione per la Dottrina della Fede in un’intervista rilasciata all’agenzia Aciprensa in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Benedetto & Francesco. Successori di Pietro al servizio della Chiesa” ha denunciato l’ideologia del gender, dichiarando:
“Gli Stati e la società in America Latina, così come in Europa e in Nord America, sono sotto la pressione di un nuovo totalitarismo ideologico che vuole imporre a tutti i paesi, condizionando gli aiuti per lo sviluppo in base alla accettazione dei suoi principi, come con l’ideologia di genere e il libero accesso all’aborto, che è un omicidio che si presenta come un diritto. Sono minacce che indeboliscono i fondamenti degli stati moderni”.
Il cardinale tedesco ha distinto le modalità attraverso cui vengono applicate le pressioni per imporre l’ideologia di genere e le sue caratteristiche totalitarie, a seconda dei diversi continenti:
“In Europa si è sviluppata meglio la democrazia. In America Latina, invece, il presidente è considerato quasi come un idolo progettato per risolvere tutti i problemi. È necessario fornire una formazione per la società. Sono necessarie persone capaci di prendersi cura del bene comune, non solo dei loro clienti. (…) D’altra parte, anche ad Ovest a volte il clientelismo impedisce il corretto sviluppo della società e il giusto rapporto con lo Stato. E ‘importante insistere sul fatto che lo Stato non può essere identificato con la società. Se questo accade, significa che si sta sviluppando un nuovo totalitarismo”.
Cambiano i sistemi politici ma non mutano i programmi, ovunque volti a sovvertire l’ordine naturale e cristiano e ad imporre il nuovo diktat etico globale fondato sui “nuovi” e sempre più numerosi “diritti”. [Fonte]

8 commenti:

  1. Sempre più inquietante:
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/01/02/un-protestante-argentino-nella-cabina-di-regia-de-losservatore-romano/

    RispondiElimina
  2. Pur apprezzando le affermazioni del Card. Muller, pare che esse si limitino a deplorare le modalità con cui lo stato impone la propria volontà ai cittadini: si tratta di una critica del metodo e non delle finalità.

    E‘ importante insistere sul fatto che lo Stato non può essere identificato con la società. Se questo accade, significa che si sta sviluppando un nuovo totalitarismo.

    Ma dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede - ed anche da un Cardinale, da un Vescovo, da un sacerdote e da un semplice battezzato - ci si aspetterebbe di sentir condannare le teorie del gender e l'aborto anzitutto come offese a Dio, poi come crimini e quindi come gravissime colpe che hanno ripercussioni sulle società e sui singoli, con scandalo dei fedeli e, tra questi, dei più piccoli.

    Quando si parla di eterogenesi dei fini...

    RispondiElimina
  3. La realtà evidente è che, pur cambiando "i sistemi", si va sempre più affermando "il sistema".

    Si tratta di un modello culturale che si è liberato di Dio e che la Chiesa moderna fronteggia(va) sul piano della difesa dei costumi, ma dialogando con essa culturalmente, così inquinandovisi.

    Questo dialogo, appiattitosi sulle pretese idealistiche care al liberalismo mondano, illudendosi di non pagare dazio alle concessioni all'errore, ci ha corrotti, tutti quanti, di relativismo.
    Ci ha resi tutti un po' più soggettivi e un po' meno oggettivi. Tutti più "liberi" (più timorati dell'uomo che di Dio) e meno "veri" (meno timorati di Dio che dell'uomo). E' così che si è reso possibile trasformare alcuni peccati in diritto e poi in leggi: nel dialogo con cui la Chiesa ha accompagnato ingenuamente il liberalismo è una rinuncia alla verità-dogma. Adesso che c'è chi pretende di poter peccare, dall'altra parte c'è chi ha smesso di insegnare e non giudica nulla.

    Abbiamo perduto l'innocenza, non abbiamo coltivato un cuore casto, abbiamo temuto il martirio spirituale opponendoci a idee sbagliate per quanto largamente diffuse. La verità in realtà non scade. Non è superata, inadatta ai tempi... La Madonna che medita nel proprio cuore le cose che accadono non si adatta affatto alla mentalità... Prende atto della realtà e sceglie la verità.
    Sono i segni a dover essere compresi dalla ragione, non le idee a cancellare i segni!

    La fede è intelligenza e sapienza del cuore, un cuore consacrato e puro che vede davvero Dio.

    Liberarsi di Dio è l'idolo del liberalismo che pretende l'io "dio a se stesso"...
    Solo quando la Chiesa, come Maria, esercita la propria maternità nella fede(ltà) al dogma-verità del Figlio può essere di valido aiuto per educare i figli. Altrimenti fa la madre-amica, la donna moderna, al passo con i tempi...
    Fa "media" di errore e verità, al ribasso. Sempre più in basso. E' così da un po'...

    RispondiElimina
  4. Ahinoi, il cardinale Müller è anche lo stesso bislacco soggetto che ha proclamato che l'eresia neocatecumenale proviene dallo Spirito Santo (vedi trascrizione [qui] su Avvenire). oltre a una serqua di lodi sperticate per gli eretici fondatori del Cammino NC.

    Prendiamo pure il buono da ciò che dice, ma non dimentichiamo che il soggetto è irrimediabilmente compromesso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. CONCORDO. Di questo Cardinale Müller e di tanti altri non mi fido.
      Per me solo è degno Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke, degno succesore dei Borromeo, Schuster, Bona, Tomasi, Merry del Val ecc. e degno di essere Succesore di San Pietro. Un Cardinale del squadrone volante, libero, cattolico e pio.

      Elimina
  5. C'è un simpatico articolo di don Ariel sul "papa buffone", ad onta di quelli che esprimono il loro disagio interiore gettando via l'acqua sporca con tutto il bambino (cioè blaterando che Bergoglio non sarebbe Papa).

    C'è un serio punto debole nel dialogo lì presentato: il fatto che un padre azzerato dall'Alzheimer non solo è una sofferenza per i figli, ma non è più una guida per loro, ai quali conviene semplicemente smettere di ascoltarlo e cercare di rimediare ai danni che il padre quotidianamente fa impedendogli, per quanto possibile di farne di seri, a sé stesso e alla famiglia. Il "rispetto" non è un'adulazione, tanto meno è a senso unico, ed il frenarlo e smascherarne gli errori è come minimo vera carità verso di lui e verso il prossimo.

    Devo precisarlo perché in altri testi del genere dopo una sacrosanta tirata sull'ubbidienza e sul rispetto seguono solo misere piccinerie intese a colpire quegli antipatici cristiani che si sforzano ogni giorno di compiere tale opera di carità.

    RispondiElimina

  6. "La “rivoluzione” di Bergoglio: Ignoranza Dispotica – e anche contagiosa."


    http://www.maurizioblondet.it/la-rivoluzione-bergoglio-ignoranza-dispotica-anche-contagiosa/

    RispondiElimina
  7. Qui quando un bambino di nove anni diventa testimonial dei "diritti transgender" ed è sbattuto in copertina del National geographic, peccato che Avvenire lo chiami con il nome femminile che si è scelto.
    Non ci sono più limiti alla perversione di questo mondo impazzito in mano a delle minoranze che impongono la tirannia delle loro devianze.

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/bambini-sbattuti-in-prima-pagina-per-la-propaganda-transgender

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.