Pagine fisse in evidenza

giovedì 6 aprile 2017

Aggiornamenti da San Pietroburgo. Il nostro cordoglio

Riportiamo alcune notizie di aggiornamento da La Stampa di oggi e cogliamo l'occasione per esprimere il nostro cordoglio per questo ennesimo atto terroristico che accomuna la Russia all'Occidente europeo e atlantico nonché al Medio Oriente.
San Pietroburgo, i gesti della pietà
Lupo solitario, cellula dormiente, o persino kamikaze involontario. Nuovi dettagli trapelano dai media russi sulle indagini relative all’attentato di lunedì nella metropolitana di San Pietroburgo che ha fatto 14 vittime incluso il sospetto attentatore Jalilov. La polizia è a caccia di complici: alla periferia della città, dopo i sei arresti di ieri, altre tre persone sono finite in manette, tutti nativi dell’Asia Centrale, avrebbero avuto contatti con Jalilov prima dell’attentato. Le forze dell’ordine hanno anche compiuto un raid notturno nell’appartamento dove questi aveva vissuto nell’ultimo mese, in uno degli indirizzi sarebbero state trovate tracce di esplosivo. Intanto, a poca distanza, due esplosioni sono avvenute in un palazzo di Solidarnosti Prospekt. Lo riporta un corrispondente di tv Zvezda, il canale delle forze armate russe. Il palazzo, di 16 piani, è stato danneggiato. Sul posto i servizi speciali russi.  
Secondo alcune fonti vicine all’inchiesta, l’attentatore potrebbe appartenere a “cellule dormienti” dello Stato Islamico in Russia, non direttamente coordinate dai curatori del Califfato. Questo spiegherebbe l’assenza di una rivendicazione da parte dell’Isis. Jalilov potrebbe aver fabbricato da solo l’ordigno a casa seguendo istruzioni internet, oppure sotto l’influenza del gruppo terroristico “Tuahid wal-Jihad”, che opera in Siria e secondo le autorità del Kirghizistan è composto di centinaia di uzbechi che da tempo sono tornati in patria dalla Siria e vivono in clandestinità, gestendo una rete per reclutare i propri connazionali. Jalilov potrebbe essere entrato in contatto con i radicali mentre si trovava a Osh pochi mesi fa.  [...]

8 commenti:

  1. Domani 1° Venerdì del mese di Aprile S.Comunione riparatrice per le vittime e per la conversione dei fautori dell'oltraggio .
    Se Dio vorra'..

    RispondiElimina
  2. Nulla di carino rispetto alla memoria di quei quattordici corpi al suolo, di fatto vittime della brama di potere putiniana: per essere martiri dei macellai del Califfato occorre stare sotto la bandiera a stelle e strisce, mica certi privilegi si garantiscono a tutti. Facebook questa volta non ha dato vita a filtri automatici per i profili con simboli di lutto per le vittime: lo ha fatto per tutti gli attentati in Europa, persino quello in Turchia anche se c’è al potere Erdogan (lo stesso su cui si butta merda ma che riempiamo di soldi per evitare di essere inondati da profughi) ma per la Russia nulla. Probabilmente Mark Zuckerberg è stato scippato a San Pietroburgo ed è ancora incazzato con l’amministrazione comunale.
    E i gessetti? Non pervenuti. E i monumenti illuminati con i colori della bandiera del Paese colpito? Zero. Strano, però, perché quest’ultimo è stato un vero must della lotta al terrorismo per diversamente etero che stiamo combattendo in Europa.

    RispondiElimina
  3. La Vergine Madre preservi gli uomini dalla follia.

    RispondiElimina
  4. Grazie Mic perchè non sei rimasta in silenzio.

    RispondiElimina
  5. Sarebbe stato molto meglio se, più che esprimersi con timidi twitter, fossero stati i nostri governanti ad abbracciare la Russia...

    RispondiElimina
  6. "... fossero stati i nostri governanti.."

    Ora li cerco, piopio...piopio...piopio.

    RispondiElimina
  7. I nostri governanti ?!

    Chi , le piccole anime ospiti di un corpo incolori fredde smorte pallide ombre?

    Non lasceranno alcuna traccia di se'.

    RispondiElimina
  8. Come il cacio sui maccheroni...
    http://www.tempi.it/il-calcetto-curricolare-di-poletti-e-una-dura-verita-come-gli-asini-volanti#.WOkPl1OLR7M

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.