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sabato 20 ottobre 2018

Monsignor Viganò: “Ecco come rispondo al cardinale Ouellet. Ѐ il momento di uscire allo scoperto”

Sostanzialmente è la terza testimonianza... Precedenti: qui - qui - qui.

Testimoniare la corruzione nella gerarchia della Chiesa cattolica è stata per me una decisione dolorosa, e lo è ancora. Ma sono un anziano, uno che sa che presto dovrà rendere conto al Giudice delle proprie azioni e omissioni, che teme Colui che può gettare corpo e anima nell’inferno. Giudice, che pur nella sua infinita misericordia “renderà a ciascuno secondo i meriti il premio o la pena eterna” (Atto di fede). Anticipando la terribile domanda di quel Giudice: “Come hai potuto, tu che eri a conoscenza della verità, rimanere in silenzio in mezzo a tanta falsità e depravazione?” Quale risposta potrei dare?

Ho parlato nella piena consapevolezza che la mia testimonianza avrebbe provocato allarme e sgomento in molte persone eminenti: ecclesiastici, confratelli vescovi, colleghi con cui ho lavorato e pregato. Sapevo che molti si sarebbero sentiti feriti e traditi. Ho previsto che alcuni a loro volta mi avrebbero accusato e avrebbero messo in discussione le mie intenzioni. E, cosa più dolorosa di tutte, sapevo che molti fedeli innocenti sarebbero stati confusi e sconcertati dallo spettacolo di un vescovo che accusa confratelli e superiori di misfatti, peccati sessuali e di grave negligenza verso il loro dovere. Eppure credo che il mio continuo silenzio avrebbe messo in pericolo molte anime, e avrebbe certamente condannato la mia. Pur avendo riportato più volte ai miei superiori, e persino al papa, le aberranti azioni di McCarrick, avrei potuto denunciare prima pubblicamente le verità di cui ero a conoscenza. Se c’è qualche mia responsabilità in questo ritardo me ne pento. Esso è dovuto alla gravità della decisione che stavo per prendere ed al lungo travaglio della mia coscienza.

Sono stato accusato di aver creato con la mia testimonianza confusione e divisione nella Chiesa. Quest’affermazione può essere credibile solo per coloro che ritengono che tale confusione e divisione fossero irrilevanti prima dell’agosto 2018. Qualsiasi osservatore spassionato, però, avrebbe già potuto ben vedere la prolungata e significativa presenza di entrambe, cosa inevitabile quando il successore di Pietro rinuncia ad esercitare la sua missione principale, che è quella di confermare i fratelli nella fede e nella sana dottrina morale. Quando poi con messaggi contraddittori o dichiarazioni ambigue inasprisce la crisi, la confusione si aggrava.
Quindi ho parlato. Perché è la cospirazione del silenzio che ha causato e continua a causare enorme danno alla Chiesa, a tante anime innocenti, a giovani vocazioni sacerdotali, ai fedeli in generale. In merito a questa mia decisione, che ho preso in coscienza davanti a Dio, accetto volentieri ogni correzione fraterna, consiglio, raccomandazione ed invito a progredire nella mia vita di fede e di amore a Cristo, alla Chiesa e al papa.
Permettetemi di ricordarvi di nuovo i punti principali della mia testimonianza.
  • Nel novembre 2000 il nunzio negli Stati Uniti l’arcivescovo Montalvo informò la Santa Sede del comportamento omosessuale del cardinale McCarrick con seminaristi e sacerdoti.
  • Nel dicembre 2006 il nuovo nunzio, arcivescovo Pietro Sambi, informò la Santa Sede del comportamento omosessuale del cardinale McCarrick con un altro prete.
  • Nel dicembre 2006, anch’io scrissi un Appunto al cardinale Segretario di Stato Bertone, che consegnai personalmente al Sostituto per gli Affari Generali, Arcivescovo Leonardo Sandri, chiedendo al papa di prendere misure disciplinari straordinarie contro McCarrick per prevenire futuri crimini e scandali. Questo Appunto non ebbe risposta.
  • Nell’aprile 2008 una lettera aperta a Papa Benedetto da parte di Richard Sipe fu trasmessa dal Prefetto del Congregazione per la Dottrina della Fede, Cardinale Levada, al Segretario di Stato, Cardinale Bertone, che conteneva ulteriori accuse a McCarrick di andare a letto con seminaristi e sacerdoti. Mi fu consegnata un mese dopo, e nel maggio 2008 io stesso presentai un secondo Appunto all’allora Sostituto per gli Affari Generali, Arcivescovo Fernando Filoni, riferendo le accuse contro McCarrick e chiedendo sanzioni contro di lui. Anche questo secondo mio Appunto non ebbe risposta.
  • Nel 2009 o nel 2010 seppi dal Cardinale Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, che papa Benedetto aveva ordinato a McCarrick di cessare il ministero pubblico e iniziare una vita di preghiera e penitenza. Il nunzio Sambi comunicò gli ordini del papa a McCarrick alzando la voce tanto che fu sentita nei corridoi della nunziatura.
  • Nel novembre 2011 il Cardinale Ouellet, nuovo prefetto della Congregazione per i Vescovi, riconfermò a me, nuovo nunzio negli Stati Uniti, le restrizioni disposte dal papa a McCarrick, e io stesso le comunicai a McCarrick faccia a faccia.
  • Il 21 giugno 2013, verso la fine di un incontro ufficiale dei nunzi in Vaticano, papa Francesco mi rivolse parole di rimprovero e difficile interpretazione sull’episcopato americano.
  • Il 23 giugno 2013, incontrai papa Francesco di persona in udienza privata nel suo appartamento per avere chiarimenti, e il papa mi chiese: “Il cardinale McCarrick, com’è?”, parole che io posso solo interpretare come una falsa curiosità per scoprire se fossi alleato o meno di McCarrick. Gli dissi che McCarrick aveva sessualmente corrotto generazioni di preti e seminaristi, e che papa Benedetto gli aveva ordinato di dedicarsi unicamente ad una vita di preghiera e penitenza.
  • McCarrick continuò invece a godere di una speciale considerazione da parte di papa Francesco, il quale anzi gli affidò nuove importanti responsabilità e missioni.
  • McCarrick faceva parte di una rete di vescovi favorevoli all’omosessualità che godendo del favore di papa Francesco hanno promosso nomine episcopali per proteggersi dalla giustizia e rafforzare l’omosessualità nella gerarchia e nella Chiesa in generale.
  • Lo stesso papa Francesco sembra o essere connivente con il diffondersi di questa corruzione o, consapevole di quello che fa, è gravemente responsabile perché non si oppone ad essa e non cerca di sradicarla.
Ho invocato Dio come testimone della verità di queste mie affermazioni, e nessuna di esse è stata smentita. Il cardinale Ouellet ha scritto rimproverandomi per la mia temerarietà nell’aver rotto il silenzio e mosso accuse gravi contro i miei confratelli e superiori, ma in verità il suo rimprovero mi conferma nella mia decisione e, anzi, conferma le mie affermazioni, una ad una ed in toto.
  • Il Card. Ouellet ammette di avermi parlato della situazione di McCarrick prima che partissi per Washington per iniziare il mio incarico di nunzio.
  • Il Card. Ouellet ammette di avermi comunicato per iscritto condizioni e restrizioni imposte a McCarrick da papa Benedetto.
  • Il Card. Ouellet ammette che queste restrizioni vietavano a McCarrick di viaggiare e di apparire in pubblico.
  • Il Card. Ouellet ammette che la Congregazione per i Vescovi, per iscritto, prima attraverso il nunzio Sambi e poi ancora attraverso di me, ordinò a McCarrick di condurre una vita di preghiera e penitenza.
Il Card. Ouellet che cosa contesta?
  • Il Card. Ouellet contesta la possibilità che papa Francesco abbia potuto ricordarsi importanti informazioni su McCarrick in un giorno in cui aveva incontrato decine di nunzi e avendo dato a ciascuno solo pochi attimi di conversazione. Ma non è quello che io ho testimoniato. Io ho testimoniato che, in un secondo incontro privato, ho informato il papa, rispondendo ad una sua domanda su Theodore McCarrick, allora cardinale arcivescovo emerito di Washington, figura preminente nella Chiesa degli Stati Uniti, dicendo al papa che McCarrick aveva sessualmente corrotto i suoi stessi seminaristi e sacerdoti.
  • Il Card. Ouellet contesta l’esistenza nei suoi archivi di lettere firmate da papa Benedetto XVI o da papa Francesco riguardo alle sanzioni su McCarrick. Ma non è quello che io ho testimoniato. Io ho testimoniato che aveva nei suoi archivi documenti chiave – indipendentemente dalla provenienza – che incriminano McCarrick e relativi ai provvedimenti presi nei suoi confronti, ed altre prove del cover-up riguardo alla sua situazione. E lo confermo ancora.
  • Il Card. Ouellet contesta l’esistenza negli archivi del suo predecessore, il cardinale Re, di “appunti di udienze” che imponevano a McCarrick le restrizioni citate. Ma non è quello che io ho testimoniato. Io ho testimoniato che ci sono altri documenti: per esempio, una nota del Card. Re non ex-Audientia SS.mi, oppure a firma del Segretario di Stato o del Sostituto.
  • Il Card. Ouellet contesta che è falso presentare le misure prese nei confronti di McCarrick come “sanzioni” decretate da papa Benedetto e annullate da papa Francesco. Vero. Non erano tecnicamente “sanzioni”, erano provvedimenti, “condizioni e restrizioni”. Disquisire se erano sanzioni o provvedimenti o che altro è puro legalismo. Sotto il profilo pastorale è esattamente la stessa cosa.
In breve, il cardinale Ouellet ammette le importanti affermazioni che ho fatto e faccio, e contesta le affermazioni che non faccio e non ho mai fatto.

C’è un punto su cui devo assolutamente smentire quanto il Cardinal Ouellet scrive. Il cardinale afferma che la Santa Sede era a conoscenza solo di semplici “voci”, non sufficienti per poter prendere misure disciplinari contro McCarrick. Io affermo invece che la Santa Sede era a conoscenza di una molteplicità di fatti concreti ed in possesso di comprovanti documenti, e che nonostante ciò le persone responsabili hanno preferito non intervenire o è stato loro impedito di farlo. I risarcimenti alle vittime degli abusi sessuali di McCarrick dell’arcidiocesi di Newark e della diocesi di Metuchen, le lettere di P. Ramsey, dei nunzi Montalvo nel 2000 e Sambi nel 2006, del Dott. Sipe nel 2008, i miei due Appunti al riguardo ai superiori della Segreteria di Stato che descrivevano nei dettagli le accuse concrete contro McCarrick, sono solo voci? Sono corrispondenza ufficiale, non pettegolezzi da sacrestia. I delitti denunciati erano gravissimi, vi erano anche quelli dell’assoluzione di complici in atti turpi, con successiva celebrazione sacrilega della Messa. Questi documenti specificano l’identità dei perpetratori, quella dei loro protettori e la sequenza cronologica dei fatti. Sono custoditi negli archivi appropriati; non è necessaria alcuna indagine straordinaria per recuperarli.

Nelle accuse fatte pubblicamente contro di me ho notato due omissioni, due silenzi drammatici. Il primo silenzio è sulle vittime. Il secondo è sulla causa principale di tante vittime, cioè sul ruolo dell’omosessualità nella corruzione del sacerdozio e della gerarchia. Per quanto riguarda il primo silenzio, è sconvolgente che, in mezzo a tanti scandali e indignazione, si abbia così poca considerazione per coloro che sono state vittime di predatori sessuali da parte di chi era stato ordinato ministro del Vangelo. Non si tratta di regolare i conti o di questioni di carriere ecclesiastiche. Non è una questione di politica. Non è una questione di come gli storici della chiesa possano valutare questo o quel papato. Si tratta di anime! Molte anime sono state messe e sono ancora in pericolo per la loro salvezza eterna.

Per quanto riguarda il secondo silenzio, questa gravissima crisi non può essere correttamente affrontata e risolta fintanto che non chiamiamo le cose con il loro vero nome. Questa è una crisi dovuta alla piaga dell’omosessualità, in coloro che la praticano, nelle sue mozioni, nella sua resistenza ad essere corretta. Non è un’esagerazione dire che l’omosessualità è diventata una piaga nel clero e che può essere debellata solo con armi spirituali. È un’ipocrisia enorme deprecare l’abuso, dire di piangere per le vittime, e però rifiutare di denunciare la causa principale di tanti abusi sessuali: l’omosessualità. È un’ipocrisia rifiutarsi di ammettere che questa piaga è dovuta ad una grave crisi nella vita spirituale del clero e non ricorrere ai mezzi per porvi rimedio.

Esistono senza dubbio nel clero violazioni sessuali anche con le donne e, anche queste creano grave danno alle anime di coloro che le praticano, alla Chiesa e alle anime di coloro che corrompono. Ma queste infedeltà al celibato sacerdotale sono solitamente limitate agli individui immediatamente coinvolti; non tendono di per sé a promuovere, a diffondere simili comportamenti, a coprire simili misfatti; mentre schiaccianti sono le prove di come la piaga dell’omosessualità sia endemica, si diffonda per contagio, con radici profonde difficili da sradicare.

È accertato che i predatori omosessuali sfruttano il loro privilegio clericale a loro vantaggio. Ma rivendicare la crisi stessa come clericalismo è puro sofisma. È fingere che un mezzo, uno strumento, sia in realtà la causa principale.

La denuncia della corruzione omosessuale, e della viltà morale che le permette di crescere, non incontra consensi e solidarietà ai nostri giorni, purtroppo nemmeno nelle più alte sfere della Chiesa. Non mi sorprende che nel richiamare l’attenzione su queste piaghe, io sia accusato di slealtà verso il Santo Padre e di fomentare una ribellione aperta e scandalosa Ma la ribellione implicherebbe spingere gli altri a rovesciare il papato. Io non sto esortando a nulla del genere. Prego ogni giorno per papa Francesco più di quanto abbia mai fatto per gli altri papi. Chiedo, anzi scongiuro ardentemente, che il Santo Padre faccia fronte agli impegni che ha assunto. Accettando di essere il successore di Pietro, ha preso su di sé la missione di confermare i suoi fratelli e la responsabilità di guidare tutte le anime nella sequela di Cristo, nel combattimento spirituale, per la via della croce. Ammetta i suoi errori, si penta, dimostri di voler seguire il mandato dato a Pietro e, una volta ravvedutosi, confermi i suoi fratelli (Luca 22,32).

Concludendo, desidero ripetere il mio appello ai miei confratelli vescovi e sacerdoti che sanno che le mie affermazioni sono vere e che sono in condizione di poterlo testimoniare, o che hanno accesso ai documenti che possono risolvere questa situazione al di là di ogni dubbio. Anche voi siete di fronte ad una scelta. Potete scegliere di ritirarvi dalla battaglia, continuare nella cospirazione del silenzio e distogliere lo sguardo dall’avanzare della corruzione. Potete inventare scuse, compromessi e giustificazioni che rimandano il giorno della resa dei conti. Potete consolarvi con la doppiezza e l’illusione che sarà più facile dire la verità domani e poi ancora il giorno dopo.

Oppure potete scegliere di parlare. Fidatevi di Colui che ci ha detto “la verità vi renderà liberi”. Non dico che sarà facile decidere tra il silenzio e il parlare. Vi esorto a considerare quale scelta sul letto di morte e davanti al giusto Giudice non avrete a pentirvi di aver preso.

+ Carlo Maria Viganò Arcivescovo tit. di Ulpiana Nunzio Apostolico 19 ottobre 2018
Memoria dei Martiri dell’America Settentrionale - Fonte: Aldo Maria Valli

18 commenti:

  1. Ulteriore coraggioso e sapiente intervento di Mons. Viganò.

    Ne riprendo alcuni spunti che seguono la precisa demolizione delle presunte "pezze giustificative" che il Card. Ouellet avrebbe prodotto -su imbeccata del capo e della sua cerchia- all'indomani del precedente affondo.

    Primo. I delitti denunciati erano gravissimi, vi erano anche quelli dell’assoluzione di complici in atti turpi, con successiva celebrazione sacrilega della Messa.

    Secondo. Questi documenti specificano l’identità dei perpetratori, quella dei loro protettori e la sequenza cronologica dei fatti. Sono custoditi negli archivi appropriati; non è necessaria alcuna indagine straordinaria per recuperarli.

    Terzo. Il silenzio drammatico sulle vittime e sulla causa principale di tante vittime, cioè sul ruolo dell’omosessualità nella corruzione del sacerdozio e della gerarchia.
    Non è una questione di come gli storici della chiesa possano valutare questo o quel papato. Si tratta di anime! Molte anime sono state messe e sono ancora in pericolo per la loro salvezza eterna... Questa è una crisi dovuta alla piaga dell’omosessualità, in coloro che la praticano, nelle sue mozioni, nella sua resistenza ad essere corretta. Non è un’esagerazione dire che l’omosessualità è diventata una piaga nel clero e che può essere debellata solo con armi spirituali. È un’ipocrisia enorme deprecare l’abuso, dire di piangere per le vittime, e però rifiutare di denunciare la causa principale di tanti abusi sessuali: l’omosessualità.

    Quarto. Esistono senza dubbio nel clero violazioni sessuali anche con le donne e, anche queste creano grave danno alle anime di coloro che le praticano, alla Chiesa e alle anime di coloro che corrompono. Ma queste infedeltà al celibato sacerdotale sono solitamente limitate agli individui immediatamente coinvolti; non tendono di per sé a promuovere, a diffondere simili comportamenti, a coprire simili misfatti; mentre schiaccianti sono le prove di come la piaga dell’omosessualità sia endemica, si diffonda per contagio, con radici profonde difficili da sradicare.

    Quinto. È accertato che i predatori omosessuali sfruttano il loro privilegio clericale a loro vantaggio. Ma rivendicare la crisi stessa come clericalismo è puro sofisma. È fingere che un mezzo, uno strumento, sia in realtà la causa principale.

    Sesto. La denuncia della corruzione omosessuale, e della viltà morale che le permette di crescere, non incontra consensi e solidarietà ai nostri giorni, purtroppo nemmeno nelle più alte sfere della Chiesa.

    Settimo. Prego ogni giorno per papa Francesco più di quanto abbia mai fatto per gli altri papi. Chiedo, anzi scongiuro ardentemente, che il Santo Padre faccia fronte agli impegni che ha assunto. Accettando di essere il successore di Pietro, ha preso su di sé la missione di confermare i suoi fratelli e la responsabilità di guidare tutte le anime nella sequela di Cristo, nel combattimento spirituale, per la via della croce. Ammetta i suoi errori, si penta, dimostri di voler seguire il mandato dato a Pietro e, una volta ravvedutosi, confermi i suoi fratelli (Luca 22,32).

    Un rapido commento: Mons. Viganò parla da uomo di Chiesa, rivolto a Dio. Ha in mente i sacrilegi contro la Messa, i peccati e la pretesa di coprirli o di farne addirittura catechismo e le anime che possono essere eternamente perdute. Ha in mente il ruolo di Pietro e la speranza che pentimento, penitenza e conversione siano sempre disponibili per chi ne abbia l'umiltà. Prega per chi lo minaccia e allo stesso tempo chiama con il nome dovuto la piaga dell'omoeresia e la viltà morale che le permette di crescere.
    Un grazie al Signore per questo servitore della Chiesa, in un'ora così drammatica.

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  2. Molto più coraggioso dei pastori di riferimento.....

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  3. "E' stato punito in modo esemplare "20 ottobre, 2018 10:32

    Vaticano, "manine" che fanno sparire dossier sulla lobby gay, l'accusa dell'ex nunzio Viganò
    di Franca Giansoldati
    https://ilgazzettino.it/italia/primopiano/papa_francesco_gay_pedofilia_abusi_vigano_cardinali_vaticano_gay-4050729.html

    Quale sarebbe/dovrebbe essere la punizione piu' efficace , " il modo esemplare " : ritirarsi in un convento americano oppure inviarlo a domicilio coatto , comunque anch'esso mite , chesso' ..nel convento di Maalula , oppure ( questo sì esemplare ) in un eremo nel deserto egiziano ?

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  4. Mi sembra che siamo davanti al doloroso travaglio a cui devono sottostare le anime per far nascere e/o rinascere in loro la Verità. Tranne alcuni coraggiosi, la maggior parte si rintana dietro la porta. Il parto della verità è dolorosissimo, straziante, lacerante ma, una volta che la verità è nata e/o rinata è lei stessa che risana e risanando fortifica. Allora coraggio! Che Maria Santissima vi aiuti a diventare veri seguaci di nostro Signore Gesù Cristo e Lui vi conceda lunghi anni ancora per far penitenza e riparare fin da qui il male terribile, quello che grida vendetta al cospetto di Dio, compiuto verso i giovani, nostra speranza verso un mondo migliore.

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  5. Farsi aiutare disperatamente ma con speranza certa da Lei che trovera' il momento di togliere dagli occhiali l'appannatura con conseguente relativo annebbiamento prodotto dal Maligno .
    Io questo dono l'ho avuto .
    https://www.youtube.com/watch?v=PhHm0lzomdA

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  6. Il 21 aprile 1957 Pio XII pubblica l'enciclica Fidei Donum. Il Papa viene aiutato nella scrittura dell'enciclica dall'arcivescovo di Dakar Monsignor Lefebvre.
    Il Papa sente la necessità impellente di ribadire l'impegno missionario della Chiesa, che coniuga l'annuncio del Vangelo (aspetto spirituale) con l'aiuto alle popolazioni più povere del pianeta (aspetto corporale).
    Da allora le diocesi dei paesi più sviluppati del pianeta sono invitate ad inviare loro presbiteri (e anche diaconi e laici) per un periodo di circa 6-15 anni nelle diocesi esistenti nelle terre di missione, specialmente in Africa e nell'America latina, per soddisfare alle necessità spirituali di quelle popolazioni.

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    1. Alessandro Mirabelli20 ottobre, 2018 11:13

      Ennesima eccellente testimonianza. L'avevo detto. Chapeau, Monsignore.

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  7. "La congiura del silenzio ha fatto tanto danno alle anime e continua a farlo"

    Dice giustamente mons. Viganò.

    La "congiura del silenzio" continua anche sulle ambiguità e gli errori contenuti nel Vaticano II, anche'essa ha fatto e continua a fare tanti danni alle anime. E l'impostura sulla legittimità dottrinale del Concilio continua, con la scandalosa elevazione agli altari dei Papi protagonisti del Concilio, complici di quegli errori.

    L'omosessualità è diventata una piaga nella Chiesa ma è diventata una piaga anche nelle nostre società. Lo è diventata anche perché la Chiesa ha cessato di essere segno di contraddizione nei confronti dei pseudovalori del mondo a partire dal Concilio. Ogni volta che ha allentato o perso la fede, la Gerarchia cattolica è stata letteralmente invasa dai peggiori peccati del mondo profano.

    La documentazione elencata con precisione da mons. Viganò semplicemente seppellisce le azzardate accuse contro di lui del card. Ouellet.

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  8. Mia mamma canticchiava spesso:Alla morte che farai? Ma questi non hanno nessuna paura?

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  9. Per Viganò il problema della Chiesa é il dilagare dell'omosessualità al suo interno. E precisa che, a differenza del tradimento di alcuni preti - che vanno a donne - all'obbligo della castità quello all'omosessualità é un approccio collettivo (lobbystico) al sovvertimento della dottrina sulla questione. É vero! Abbia la forza di chiamarla per ciò che è: eresia. E che Dio lo assista.

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  10. Nel frattempo l’US Departement of Justice (cioè il Ministero di Giustizia americano, cioè il Governo USA) comincia ad investigare sui “ fatti di Pennsylvania”. Quanto passerà prima che chiamino in giudizio la S. Sede, accusandola di “ obstruction to justice” ?

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  11. D’altra parte la lobby gay, è il filone pedofilo si stanno insinuando anche tra di noi; non so se avete saputo dei fatti che riguardano lo stimato Lino Lista...
    Alberto

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  12. https://www.lifesitenews.com/news/priest-breaks-ranks-and-blows-the-whistle-on-gay-subculture-in-leading-uk-s

    Prete rompe i ranghi e rivela la sottocultura gay in un importante seminario e altri ambiti ecclesiali del Regno Unito

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  13. Questa replica di Mons. Viganò, comprendente una sintesi delle precedenti accuse, per la sua brevità e specialmente per la fede che lascia trasparire è ancora più incisiva delle altre. Che Dio lo ricompensi per le sofferenze e le calunnie che deve sopportare!

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  14. Voglio anch'io esprimere gratitudine a Monsignore Carlo Maria Viganò ed ammirazione. Gratitudine per la decisione presa e per i motivi manifesti che l'hanno determinata, ammirazione perchè in questo tumulto di pensieri e parole erranti, senza capo nè coda, mendaci, tutti li riordina, li sfronda, li smaschera con la verità. Questa chiarezza e fortezza di pensiero che nascono da Fede intemerata sono degne della mia e nostra sincera ammirazione. Noi preghiamo per lei e per l'opera di risanamento da lei intrapresa, consapevoli, per quello che possiamo, della fatica, del dolore che si è assunto per amore di Dio e della Sua Chiesa.
    Grazie.

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  15. Mi associo anche io, parola per parola, a Irina e a coloro che hanno espresso solidarietà, ammirazione e gratitudine a mons. Viganò

    Se leggesse mai questi commenti, sappia che siamo tutti dalla Sua parte, eminenza.

    Solo su una cosa sbaglia, quando afferma:

    ".... E, cosa più dolorosa di tutte, sapevo che molti fedeli innocenti sarebbero stati confusi e sconcertati dallo spettacolo di un vescovo che accusa confratelli e superiori di misfatti, peccati sessuali e di grave negligenza verso il loro dovere".

    Non si faccia venire questo, pur lodevole, scrupolo di coscienza, mons. Viganò!

    I fedeli sono sconcertati e confusi dalla scandalosa verità emersa in tutta la sua oggettiva putredine e contagiosità e e da chi la vuole nascondere

    Non sono confusi da chi, come Lei, ha il coraggio di denunciarla e di accusare i responsabili!
    I fedeli si sentono confortati dalla verità che emerge, mentre sono avviliti dalle menzogne, connivenze, insabbiamenti, complicità e sacrilegi gravissimi.

    Vada avanti così, mons. Viganò, come un panzer!

    Non ai curi dei "fedeli" che accusano Lei, perche' la colpa della loro confusione, nello scambiare lucciole per lanterne, non è imputabile certo a Lei ma a coloro, papa compresi, che difendono w coprono il Male.

    Sono sicuro che i veri fedeli rimasti sono tutti dalla Sua parte.
    Ha tutta la nostra solidarietà e sostegno morale e, per quanto possa contare, sappi che gliene siamo grati e pregheremo per Lei e per chi sarà dalla Sua parte
    E il Signore, che Lei ancora teme, gliene renderà merito.


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  16. https://www.marcotosatti.com/2018/10/24/mons-charles-pope-la-lettera-di-vigano-e-un-grande-momento-pastorale-e-letterario-per-la-chiesa/

    Quando ho finito di leggere la terza lettera dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, ho avuto subito l’impressione di aver appena letto qualcosa che è destinato a essere uno dei grandi momenti pastorali e letterari della storia della Chiesa. C’era un’aria di grandezza che non posso descrivere completamente. Sono rimasto sbalordito dalla sua qualità soteriologica – dal suo richiamo commovente e tuttavia duro del nostro giorno del giudizio. In effetti ci ha ricordato che questo è più di un cavillo sulla terminologia o su chi vince su questo o quel punto, o su chi è abbastanza rispettoso di chi. Riguarda la salvezza delle anime, inclusa la nostra. Non sentiamo quasi mai vescovi o preti che parlano così oggi!
    ...
    ...

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  17. - I tentativi diretti e indiretti di infangare Viganò e disinnescare la bomba (Becciu, Ouellet, ecc.) fanno esclusivamente leva sulla pigrizia mentale del popolo bue
    - pur non pronunciando menzogne eclatanti, il tentativo non esattamente limpido (replicare ad affermazioni che non erano state fatte) di Ouellet di dare ad intendere qualcosa di diverso dalla realtà è sufficiente per definirlo bugiardo
    - e dopotutto, se Bergoglio stesso dice qualche bugia, i suoi difensori (convinti o meno, "conservatori" o meno) si sentiranno autorizzati a fare altrettanto
    - grazie a questa bagarre di panzane le uniche cose che aumentano tra i fedeli cattolici sono le perplessità sull'andazzo pro-gay della gerarchia, la sfiducia nei vertici della Chiesa, la convinzione che un castigo sarà ben meritato.

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