Pagine fisse in evidenza

giovedì 4 luglio 2019

Benedetto XVI al Corriere: «La Chiesa vincerà le divisioni». Ma non è chiaro come...

Ricevo da un lettore francofono, che ringrazio di cuore: "Une connaissance en Italie m'envoie l'article de la rencontre avec Benoît XVI publié dans le supplément 7 du Corriere della Sera : c'est avec plaisir que je vous le fait suivre en annexe". Non faccio altro che metterlo a vostra disposizione da qui, ricordandovi anche l'indice degli articoli intorno alle dimissioni (o meglio, all'abdicazione) di Benedetto XVI - e dunque all'epoca dei 'due papi' -, con molti spunti di riflessione e nostre reiterate osservazioni sull'ambiguità e le inedite anomalie da qualunque parte le si guardino. A seguire un conciso ma chiaro commento di Fabrizio Giudici, che condivido e su cui approfondiremo. 

Ho letto. Mi pare che l'articolo intero non contenga novità rispetto alla versione abbreviata su cui tutti abbiamo discusso:
  1. Da un lato Ratzinger ha fatto in modo che nell'articolo sia comparso un chiaro richiamo all'ultima lettera che ha scritto, che ha provocato grandi reazioni, e dà la conferma - semmai ci fossero stati ancora dubbi - che quello che ha scritto è proprio roba sua, non strumentalizzata;
  2. Dall'altro però è indubitabile che si spende in apprezzamenti per Francesco e dà il chiaro messaggio che i due stanno collaborando, e che bisogna evitare una divisione. 
  3. Come pensa di tenere insieme le due cose è un mistero.
Da una rilettura non ho niente da aggiungere; tuttavia c'è una possibile interpretazione alternativa. Premetto però che è talmente tirata da farmi arrivare alla solita conclusione, che sono sempre più perplesso su Ratzinger.
Se consideriamo l'intervento del card. Brandmueller [qui] che ha bollato come eretico ed apostata l'Instrumentum Laboris del sinodo, si tratta di una novità. Finalmente qualcuno non si attacca al tram delle speranze impossibili, ovvero di partecipare al sinodo e a portarlo su più miti consigli, ma lo attacca preventivamente e senza appello. Peccato che solo questo cardinale ultranovantenne abbia avuto questo coraggio.
Mettiamo dunque questa equazione sul quaderno. Eretico e apostata vuol dire scismatico. Il programma del sinodo è certamente il tentativo di fare "una nuova Chiesa", cosa che nell'ultimo documento di Ratzinger è stata bollata come un tentativo già fallito, e nell'articolo del Corsera c'è un richiamo a quel documento nel momento in cui si ribadisce che l'ha proprio scritto Ratzinger.
Si potrebbe dunque ipotizzare che l'appello all'unità non sia rivolto tanto (o non solo) a chi vuole che lo scisma in corso sia dichiarato, ma proprio a chi lo scisma starebbe ora sul punto di compierlo al prossimo sinodo. Però:
  1. è un ragionamento cervellotico che certamente sfugge ai più; 
  2. ammesso che gli scismatici recepiscano il messaggio, cosa vuoi che gliene freghi di Ratzinger, che hanno sempre odiato 
  3. ai fedeli confusi e tonti l'appello suona inequivocabilmente come uno "stiamo tutti uniti, qualsiasi cosa succeda" 
Dunque alla fine cosa cambia?

36 commenti:

  1. E' una contrapposizione fra Ut unum sint come dice Ratzinger e Ut nihil sint come sta tentando, con successo, di fare JMB, comedicepapafranceschite a tutto volume a discapito dei sussurri e delle inutili, mi si permetta, petizioni, ciò che decisero di fare ora fanno e fanno saltare tutti gli ostacoli che si trovano in mezzo..........a' dda passà a' nuttata.

    RispondiElimina
  2. Peccato che solo questo cardinale ultranovantenne abbia avuto questo coraggio.
    Tranne mons. Eleganti, s'intende, ma io pensavo a qualche prelato di maggior spicco, inclusi i cardinali. Rimane sempre la domanda sul perché non procedano se non in ordine sparso.

    Aggiungo, sulla questione Ratzinger, un botta-e-risposta su RadioSpada tra Socci e la redazione.

    RispondiElimina
  3. https://www.radiospada.org/2019/07/socci-scrive-a-radio-spada/
    https://www.radiospada.org/2019/07/di-ratzinger-sul-suo-riconoscimento-di-bergoglio-come-papa/

    RispondiElimina
  4. Ratzinger a me è molto simpatico. Lo ringrazio per il SP. Detto questo ha rinunciato a al pontificato. Hanno eletto Bergoglio. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Aldo Maria Valli continua a pubblicare testimonianze sui seminari. Quella di oggi è interessante anche in ragione del fatto che si riferisce al periodo in cui Ratzinger era papa. è tutta da leggere,riporto solo una parte in cui si riferisce a Ratzinger quand'era papa.

    Ero alle prese con una tesi su sant’Agostino e, fra i vari autori, citai Ratzinger, noto conoscitore dell’Ipponate. Il relatore fece pressione affinché lo depennassi, disse che le sue erano posizioni ormai superate sia in sede esegetica che teologica (in quel momento Ratzinger era papa!) e la commissione non avrebbe apprezzato tale riferimento. Io lasciai Ratzinger là dov’era e alla discussione della tesi i commissari si tolsero qualche sassolino dalla scarpa; ma non voglio insistere su questo. Ad una mia brillante compagna di studi, invece, è capitato di citare in bibliografia troppi autori cattolici: in quel caso il suo relatore ravvisò nell’elaborato − testuale − un «deficit ecumenico», ingiungendole di ampliare l’orizzonte.

    https://www.aldomariavalli.it/2019/07/04/cosi-per-me-il-seminario-e-stato-il-regno-dellambiguita-e-dellerrore/

    RispondiElimina
  5. Interessante quello scrive Alberto sull'avversione alla metafisica.
    "In seminario ci hanno detto in tutte le salse che la Bibbia è uno straordinario testo multiculturale, nel quale confluisce la mitologia babilonese non meno dell’antica sapienza egizia; gli ebrei poi hanno assimilato durante i secoli molti elementi spuri da tutti i popoli confinanti. Questo è bello e deve essere valorizzato – dicevano −, la Parola di Dio riverbera come una polifonia tra varie culture e, come dice anche il salmista, la verità è sempre plurale: «Una parola ha detto Dio, due ne ho udite» (Sal 62,12). Epperò, l’unica cultura che non ha diritto teologico di cittadinanza è, stranamente, quella greca. Per lei i porti sono e rimangono chiusi, con buona pace della Fides et Ratio di san Giovanni Paolo II (§72). Il motivo è semplice: la cultura greca rimanda alla metafisica e metafisica significa fondamento veritativo dell’essere. Tolta la metafisica, si spalancano le porte ad un impianto teologico improntato al relativismo che tutto pone sullo stesso piano; si rinuncia così definitivamente al tentativo di far convergere analogicamente le differenze creaturali verso la verità divina, dalla quale esse sono precedute, fondate e misurate (reductio ad unum).

    Non a caso nel seminario che ho frequentato la metafisica è stata completamente ostracizzata nei contenuti, anche se non proprio nella forma (esiste il corso di “Metafisica”, ma si parla d’altro)."

    RispondiElimina
  6. La Chiesa non ha vinto i mass média, nè il maggio 68 e nè l'ermeneutica della rottura. Vincerà le divisioni?

    Quando il cardinale Ratzinger dice che la Chiesa vincerà le divisioni, se referisce solo alla Chiesa Cattolica o all'insieme di tutti le chiese?

    Per divisioni che cosa capisce? Capisce la vittoria sulle divisioni come la "vittoria" contro le divisioni con una parte degli Anglicani nella "Anglicanorum Coetibus"?

    Che cosa se capisce per comunione? Se capisce che comunione ciò che esiste tra la Chiesa e il "Cammino Neocatecumenale"?

    RispondiElimina
  7. Poi fa anche i nomi degli autori più valorizzati:
    "Esaminate tutto, insomma (1Ts 5,21), ma se esaminate e tenete solo una parte (Bonhoeffer, Heidegger, Bultmann, Lévinas, Lutero, Schillebeeckx…) è meglio."
    Ne emerge un'avversione alla metafisica classica spaventosa. Si ricordino le parole di Lutero su Aristotele e San Tommaso o il disprezzo con cui Heidegger trattava la filosofia cristiana, che ha definito un ferro ligneo.
    Tutto questo durante il pontificato di Ratzinger, non di Francesco.
    Lungi da me dire che non si debba leggere Heidegger, che è un filosofo serio.
    Questi sono i frutti del concilio. Ratzinger ha parlato spesso di dittatura del relativismo. Mi chiedo se sapesse cosa accadeva nei suoi seminari quando era papa o ancora prima quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede.



    RispondiElimina
  8. L’Italia sulla soglia della guerra civile : leggere ed ascoltare per capire e, se possibile, reagire. Questi sono organizzati e vogliono imporre le loro folli ideologie, volenti o nolenti i dissenzienti. Noi cosa facciamo? Ce ne freghiamo? Potremmo arrivare a pentircene amaramente :
    http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/storia-e-identita/identita-delle-nazioni-sovrane/7713-verso-la-guerra-civile
    https://apostatisidiventa.blogspot.com/2019/07/perche-adesso_3.html

    RispondiElimina
  9. non dirmi che anche tu sei caduta nella FAKE-SCOOP DEL CORRIERE?? Non c'è stata alcuna conversazione, nessuna intervista... ma solo la consegna di doni attraverso i quali accompagnava il fotografo Spaziani.... Benedetto XVI NON HA ARTICOLATO ALCUNA FRASE... è stata tutta una ricostruzione MENTALE del giornalista.... usata ad arte dall'ufficio marketing di Bergoglio, in accordo con loro..... con la certezza che ciò non sarà mai né approvato, né smentito....

    RispondiElimina
  10. con la certezza che ciò non sarà mai né approvato, né smentito...

    Certezza motivata da cosa? Ratzinger non troppo tempo fa ha smentito categoricamente certe posizioni a lui attribuite nel corso di una disputa teologica (mi pare fosse quella relativa al giudaismo e all'alleanza): dunque è in grado di smentire le cose false. D'altronde l'ultima lettera citata, quella che ha fatto calare il gelo con Bergoglio, è uscita senza problemi; così come, precedentemente, quella che accusava Viganò (non il vescovo).

    Se accetta di ricevere dei giornalisti, di farsi fotografare, di far scrivere cose sul suo conto e né lui né Gaenswein smentiscono, cosa dobbiamo concludere?

    RispondiElimina
  11. Riprendo dall'interessante analisi:
    -il programma del sinodo amazzonico svela il tentativo di fare "una nuova Chiesa";
    -nell'ultimo documento di Benedetto XVI questa velleità è stata bollata come un tentativo già fallito;
    -dunque l'appello all'unità non è rivolto tanto (o non solo) a chi vuole che lo scisma -evidentemente già in corso- venga apertamente dichiarato tale, ma proprio a chi lo scisma sta sul punto di compierlo (palesandolo al prossimo sinodo).

    Non condivido la conclusione che giudica questo ragionamento "cervellotico". E' vero che agli eretico-scismatici poco gliene cale di uno come Joseph Ratzinger / Benedetto XVI (che hanno sempre detestato). Non è così certo che tutti i fedeli siano così tonti da capire solo che tutto si risolva in un acritico "stiamo tutti uniti, qualsiasi cosa succeda".

    Alla fine cosa cambia?
    Secondo me questo: che c'è chi crede alla Provvidenza e chi crede all'Organizzazione.
    C'è chi crede alla Chiesa sposa di Cristo e chi ad una Chiesa istituzione umana.
    C'è chi crede all'indissolubilità del matrimonio e chi ammicca all'adulterio.
    C'è chi crede a una fedeltà affacciata sull'eterno e chi a processi storici in divenire.

    L’essere umano rimane uno dei misteri più insondabili e per esempio:
    -c’è chi per guadagnare si butta nel lavoro fino a trascurare la salute e poi spende quello che ha guadagnato per guarire da ciò che gli ha fatto rovinare la salute lavorando per guadagnare di più…
    -abbiamo fretta, anche di crescere, e poi rimpiangiamo di non essere più giovani… viviamo sempre proiettati al poi o incatenati a un prima… Il tempo è superiore allo spazio...
    -viviamo come se non dovessimo morire mai e di fatto spesso moriamo senza aver vissuto…

    L’essere contraddittori ci qualifica ancora di più dell’essere dotati di razionalità.
    I più grandi sapienti sanno che l’infelicità viene dall’incapacità di vivere il presente.
    Se fosse solo una questione di quantità e di misura, resteremmo invischiati in un cupo moralismo. No: la differenza la dovrebbe fare la gioia. Mi sono appassionato, mi sono persino divertito! Non a caso la preghiera insegnata da Dio parla di “pane quotidiano” e non dell’accumulo del pane. E anche parlando di croce, chiede di portare la croce di quel giorno, che basta e avanza. Tutto questo non ha nulla a che vedere con il carpe diem di chi pare non avere né la prudenza né la memoria. No: il vivere l’oggi, il dono dell’oggi, è il solo modo che ho di vivere e di amare. Allora vivo la giornata con la sapienza di messaggi che vengono dall’eterno, vivendo come se questa giornata fosse l’ultima eppure con davanti moltissimo futuro.

    ...

    RispondiElimina
  12. ...

    Il presente porta un dono speciale: la grazia attuale. E’ un dono ricevuto e non riconoscerlo porta a non avere riconoscenza per Chi ce lo dà, a livello terreno e ultraterreno. Nel presente posso amare Dio e il prossimo: chi ha l’attimo presente ha Dio e chi ha Dio ha tutto (così Santa Teresa d’Avila). Il presente è in effetti un eterno presente che innesca ed innesta da ora la vita sull’eternità. Ogni attimo viene carico di un ordine di Dio e si protende nell’eternità a dirGli e fissarne che cosa ne abbiamo fatto.

    I doveri quotidiani nascondono, sotto le loro apparenze, la verità del volere divino. Un solo secondo vissuto per bene può riparare anni di orgoglio, indifferenza e viltà. Nell’attimo presente si diventa santi. Purtroppo l’uomo rifiuta questa bellezza e questa gioia, preferendo contabilizzare, soppesando, misurando, quantificando: perdiamo l’essenziale preferendo occuparci di pensieri indisponibili all’attimo presente. Organizziamo sinodi non per fare nuovi noi credendo a Dio, ma per "modificare" la Sua Chiesa credendo a noi. Dovremmo capire che riceviamo una visita di Dio nel dovere del momento presente e che possiamo restituirla alla creazione facendola un po’ più bella.

    Noi NON siamo Dio: senza Dio il tempo ci sfugge precipitandoci nella frenesia… oppure ci stordisce, precipitandoci nella noia e nell’apatia. La pazienza (con l'umiltà) è indispensabile per fare dei capolavori. Ogni fretta è satanica, così come l’accidia.

    E’ il dramma di chi non sta nel tempo in cui è creatura, pensando di essere “dio”. Il tempo va accolto per non dire di non averne. Ogni istante è un tesoro e siamo potenzialmente ricchi di quel tesoro. Certo: ci vuole molta fiducia nella Provvidenza. E torniamo al punto: non siamo noi “dio”… Dio dà via via le Sue grazie necessarie all’oggi come un contagocce. Dosa il necessario. Se la croce e il dolore saranno maggiori, certamente anche la grazia sarà adeguata.

    Ecco che cosa cambia: saper portare la croce, invece di gettarla alle ortiche pensando di fare una "nuovachiesa"...

    RispondiElimina
  13. Sì, tralcio, in sintesi in questi tempi difficili le persone reagiscono in modi opposti a secondo che abbiano/accettino la grazia di DIo.

    Secondo questa prospettiva, il ragionamento non è cervellotico: la Grazia di Dio ci porta alla verità anche se ci viene offerta dopo una strada tortuosa.

    Ma questo ricade nel "Dio scrive nelle righe storte". Perché Ratzinger dovrebbe positivamente usare righe storte?

    È come dire che questa crisi, con la Chiesa visibile che rinuncia a fare da maestra, è voluta positivamente da Dio. Non è possibile, perché sarebbe un male e Dio non vuole il male. Dio permette che accada, in conseguenza dei nostri peccati: abbiamo voluto la libertà, abbiamo ottenuto la confusione. Ma perché un buon pastore non dovrebbe fare tutto quello che può per rimettere ordine?

    RispondiElimina
  14. La profezia perduta e lo «scisma silenzioso»
    http://www.popoli.info/easyne2/Primo_piano/La_profezia_perduta_e_lo_%C2%ABscisma_silenzioso%C2%BB.aspx

    RispondiElimina
  15. Ratzinger ha 92 anni compiuti. Ha abbandonato il papato 6 anni fa. Ormai ciò che doveva dire e fare (o non dire e non fare) l'ha detto e l'ha fatto (o non detto e non fatto). Sinceramente a questo punto - lo scrivo senza spirito polemico - sugferirei di asciare il giudizio complessivo sul suo operato ai posteri. Il quale giudizio - ma questa è una mia opinione personale - se prevarrà di nuovo (e finalmente) la Dottrina e lo spirito primigeni del cristianesimo, dubito fortemente potrà essere particolarmente magnanimo nei suoi confronti.

    RispondiElimina
  16. Ormai Ratzinger è quasi del tutto irrilevante. Per nessun motivo doveva dimettersi.
    La sua rinuncia ci ha dato in pasto a Bergoglio il distruttore, il liquidatore fallimentare. Sarà anche vero che ci sono aspetti di continuità tra questo pontificato e i precedenti, ma quest'uomo è una sventura terribile che dobbiamo sopportare con rassegnazione e umiltà. Senza Bergoglio i Francescani dell'Immacolata e Familia Christi non sarebbero stati liquidati con metodi staliniani, non ci sarebbe stato l'accordo con la Cina, la lenta conquista del potere della lobby omosessuale in vaticano, l'attacco vile e feroce al Summorum Pontificum et cetera...

    RispondiElimina
  17. Non mi pare utile dividersi su Ratzinger in questo momento.
    Credo che in questo frangente conservatori e tradizionalisti dovrebbero collaborare non per una ragione politica o ideologica, ma per il bene delle anime che la bergogliana banda di sciagurati dimostra di non tenere in alcun conto. Le acute analisi del Card. Brandmüller e di Dom Meiattini dell'instrumentum laboris indicano la strada giusta.
    Possiamo anche discutere all'infinito del Vaticano II, ma questi stanno cercando di portare la Chiesa fuori dal cristianesimo. La partita adesso si gioca sul sinodo dell'Amazzonia, non credo che Ratzinger possa fare molto nella posizione in cui si trova, ma molti altri vescovi preti monaci suore e laici possono provare a impedire questa abominevole operazione orchestrata dalla mafia di San Gallo.

    RispondiElimina
  18. Scrive Don Meiattini:"Qui il problema de vera religione non ha più motivo di sussistere. Dunque anche la questione sul vero Dio che le religioni venerano. Infatti si può leggere: “L’apertura non sincera all’altro, un atteggiamento corporativo che riserva la salvezza esclusivamente al proprio credo, sono distruttivi di quello stesso credo” (n. 39). Come dire: credete quello che volete, siete salvi lo stesso. Avevamo già letto nel documento di Abu Dhabi qualcosa del genere. Evidentemente non era stato un lapsus!"

    Non permettiamo a Kasper e compagni di merende di fare questo ai cattolici e a coloro che cattolici ancora non sono ma potrebbero diventarlo!
    La posta in gioco è enorme.

    RispondiElimina
  19. Tanto per aumentare la confusione
    https://www.lastampa.it/vatican-insider/en/2018/09/21/news/and-benedict-xvi-wrote-enough-there-is-only-one-pope-and-it-s-not-me-1.34046792
    A Ratzinger risultano emeriti in passato, non so quando personalmente, inoltre non sa se sia possibile un pensionamento…… ma lo fa…. e il papa è Francesco soltanto.

    RispondiElimina
  20. Stupisce questo titolo di copertina del supplemento del Corriere, come da vostra foto: "Il segreto del Papa emerito". Però non mi pare che l'articolo di Massimo Franco dica qualcosa di questo "segreto". Alla fine si legge soltanto: "l'auto scompare dietro il tornante, senza far rumore, portandosi via Benedetto XVI coi suoi misteri". Fine.

    Che vorrà dire questo titolo!?

    RispondiElimina
  21. Gentile Fabrizio,
    pensare di "rimettere ordine" (come umanamente intendiamo) nell'attuale caos ecclesiale è esattamente ciò di cui si è considerato incapace Benedetto XVI (dopo lungo tempo passato in preghiera), scegliendo di compiere il passo che poi ha messo e sta mettendo in atto.
    Le "sorprese" che ne sono derivate sono tali per noi, ma anche per lui che pure non era all'oscuro del quadro generale, simbolicamente racchiuso nel famoso bauletto con le indagini dei tre cardinali incaricati di far luce su un bel po' di trame e misteri.

    Nella "declaratio" annunciò di essere "ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando". Tuttavia "è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato". "Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio".

    Il Signore permette, tanto che nel vangelo c'è persino un celeberrimo "occorre che gli scandali avvengano" (Mt 18,7), anche se Gesù finisce la frase con le conseguenze del caso.
    C'è sempre molto soprannaturale nelle faccende che paiono semplici decisioni umane.
    Per vederle bisogna vedere oltre: spesso la grazia ci precede prima che la riconosciamo.
    Ci sono anime più capaci di vedere oltre, tanto quanto sono intime al Signore. In questo caso il pastore ha fatto una scelta che ha disorientato il gregge, almeno quella parte di pecore che aveva chiaro la funzione dell'ovile. C'erano pure molte pecore ribelli...
    Il pastore cerca sì di salvare le pecore, ma anche di essere più intelligente del lupo.
    In un'epoca ecologico-animalista il lupo pare inoffensivo, ma il pastore conosce la realtà.

    RispondiElimina
  22. @anonimo delle 17:53

    Probabilmente non dovremmo più parlarne, anche perché non si fanno progressi, si ripetono sempre le stesse cose e si fanno ipotesi sempre più volatili. Lo trovo frustrante. D'altro canto, se invece Ratzinger avesse qualcosa da dire - e evidentemente lui pensa di averla, sennò starebbe veramente zitto - non gli faremmo un favore a ignorarlo.

    RispondiElimina
  23. http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/?topic=03/04/09/3080386
    La Cina viola l’accordo. Un vescovo si ribella

    Che ci voleva a far pace /accordi con la Cina...ecco dimostrata la incapacita' dei predecessori-
    Che ci voleva a far pace con....con Abu Dabi si e' dimostrata la incapacita' dei predecessori -

    RispondiElimina

  24. Bisogna gridare dai tetti

    L'instrumentum laboris è un documento addirittura osceno.
    Ben ha fatto il card. Brandmueller a bollarlo come eretico e apostatico.
    E a dire che cerca di dar vita ad una "religione naturale con maschera cristiana". Presenta le religioni indigene in modo zuccheroso, falso come se fossero il frutto poetico di una supposta saggezza e armonia con la natura intrinseca ai primitivi non contaminati dalla civiltà occidentale.
    Bergoglio e soci vogliono farci regredire al paganesimo, agli orrori degli sciamani
    e delle guaritrici andine, quelle che fanno gli oroscopi sparpagliando sul tavolo le
    foglie di coca.
    Il documento, di 65 pagine, è in pratica una esegesi del Bergoglio-pensiero, che viene citato in modo diretto e indiretto circa 70 volte.
    Al n. 120 si trovano affermazioni di questo tipo: "Lo Spirito creatore che riempie l'universo (cf. Sap 1, 7) è lo Spirito che per secoli ha nutrito la spiritualità di questi popoli [amazzonici e primitivi in generale] anche prima dell'annuncio del Vangelo e li spinge ad accettarlo a partire dalle loro culture e tradizioni [religiosità che praticavano l'infaticidio, i sacrifici umani, il cannibalismo rituale e non, la cultura della droga, le pratiche sciamaniche etc]. Tale annuncio deve tener conto dei 'semi del Verbo'[S. Giustino Apol II, 8] presenti in esse..", dove si falsifica S. Giustino, che parlava di 'semi del Verbo' nella filosofia classica greca non nella religione greca.
    Al n. 121. "È necessario cogliere ciò che lo Spirito del Signore ha insegnato a questi popoli nel corso dei secoli: la fede in Dio-Padre-Madre Creatore, il senso di comunione e armonia con la terra..". Lo Spirito Santo avrebbe dunque insegnato loro il culto di Gaia o Gea, della madre terra, con tutti i sacrifici umani praticati nei culti agrari di questi primitivi, a cominciare dagli Aztechi (vedi Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, tr. it. Bollati-Boringhieri, 2016, pp. 313-316)?
    Ma si devono sentire questi abomini e restare in silenzio? Stanno facendo carne di porco della nostra religione e noi zitti oppure a perder tempo dietro a Ratzinger, che non fa altro che lodare il papato di Bergoglio?
    Ripeto ancora una volta l'interrogativo angosciato del povero Mario Palmaro: "Che cos'altro deve accadere perché ci si metta a gridare la verità dai tetti?".
    PP

    RispondiElimina
  25. https://www.lifesitenews.com/news/no-evidence-pope-benedict-said-the-pope-is-one-it-is-francis

    RispondiElimina
  26. Ormai Benedetto è nella storia ,il suo tempo è finito .Adesso il capo incontrastato è Francesco che esercita il potere assoluto ,anche se c'è da chiedersi su cosa questo potere assoluto si estende.Nel suo regno si parla sempre più frequentemente di accorpamenti,di dismissioni,di tagli , di chiusure di luoghi sacri e di cervellotici commissariamenti.Ieri sera guardando un programma televisivo ho appreso che in Italia son migliaia i conventi abbandonati , per la gran parte ridotti in rovina.Un bel(brutto) giorno si son chiusi ,a volte senza preoccuparsi di portare via gli arredi e col tempo son diventati dei ruderi ,delle rovine inabitabili e pericolose. Possibile che nessuno abbia pensato di salvare il salvabile e di gestire in qualche modo la….ritirata?Son cose che a vederle lasciano senza parole ed in preda ad una grande amarezza .Non basta dire :"la Chiesa supererà le divisioni "perché questa frase non vuol dire assolutamente niente.Le divisioni si possono superare anche diventando tutti eretici ma non credo che questo sarebbe un risultato auspicabile.Che il Signore ci aiuti.

    RispondiElimina
  27. " Perche' continuamente ribadiscono che il Papa e' Francesco , il Papa e' Francesco , il Papa e' Fancesco , e per suffragare che il Papa e' Francesco ci vuole il bollo di ceralacca del predecessore al quale vanno in continuazione a chiedere interviste , pose fotografiche e via discorrendo ?"

    Risposta : "Forse per rassicurare qualcuno "?

    RispondiElimina
  28. @ Fabrizio Giudici 4/07 h.17.33


    'Perché Ratzinger dovrebbe positivamente usare righe storte'.....forse non ha capito che Dio e Lui solo può farlo, se le vicende sono andate come sono andate è solo ed esclusivamente perché Dio vuole che sia così, siccome nessuno di noi sa come stessero e stanno le cose, sarebbe meglio sospendere giudizi apodittici come quelli che si leggono su altri blog, con una dose di cattiveria che è un insulto all' essere o definirsi buoni cristiani o cattolici, lasciamo che i morti seppelliscano i morti, forse un giorno sapremo la verità o forse nessuno di coloro che qui scrivono saprà mai, Dio non usa tempi umani.

    RispondiElimina
  29. anonimo 13,44, intanto saremo tutti pagani o gnostici a scelta, per nostro tacito assenso. Il diluvio non verrà più.

    RispondiElimina
  30. Persino Lifesitenews, che in un primo momento aveva dato grande enfasi ed aveva creduto a quanto affermato da Massimo Franco nel la sua pseudo-intervista a B XVI circa l'unicità del papa e che questo papa fosse Bergoglio, dicevo persino Lifesitenews crede che non ci siano prove ("no evidence") che Benedetto XVI abbia mai detto quanto gli sarebbe attrrbuito da Massimo Franco.

    Insomma, quella pseudo-intervista è una ricostruzione a tavolino dell'establishment per accreditare la figura di Bergoglio come vero papa.... Un tentativo. Malriuscito.
    (Francesco Patruno)

    RispondiElimina
  31. Può darsi che JR non si senta più al sicuro nel conventino e indirettamente, sulle generali, l'abbia fatto intendere a Massimo Franco che, essendo uomo di mondo e giornalista, ha ricamato di suo, ammansendo chi era bene ammansire.

    Se così fosse, bisognerebbe capire da cosa nasca questa insicurezza. Forse dalla riforma della Curia ormai in cantiere che, come risulta dal blog di A.M.Valli, consisterebbe in una burocratizzazione dei nuovi dicasteri, già congregazioni, che convergerebbero nella Segreteria di Stato, centro di smistamento delle diverse pratiche e filtro verso le conferenze episcopali e verso il pontefice.

    Se così fosse JR potrebbe essere fatto uscire dalla CdV per via amministrativa (come ora si usa colpire nel mondo) da un dicastero xy, senza che neanche il papa regnante di fatto ne sappia nulla (sulla carta), cioè restando il papa con le mani nette, cioè lavate.

    Ora su tutta la storia JR sono sempre stata, a malincuore, critica e non poco ma,se
    questa fosse la conclusione avrei la certezza non solo dell'inganno multiforme ma, anche che la testa pensante non è di JMB. Qui dietro c'è molto di più di JR e di JMB.

    RispondiElimina
  32. P.S. Forse la chiesa CVIIista/modernista aveva creduto di poter co-governare la globalizzazione con una spruzzata di ecumenismo e con qualche apertura/fessura qua e là; forse le era stato anche promesso un tipo di sommo-sacerdozio-globale, o per lo meno era stato promesso ai più 'avanzati'; invece, visto come tutto è stato digerito alla grande dal 'popolo di Dio', stanno arrivando al sodo in fretta e furia. L'unico aspetto positivo è che le maschere stanno cadendo.

    RispondiElimina
  33. Probabilmente l'articolo di Franco andrebbe catalogato sotto la categoria di "minestra riscaldata".

    RispondiElimina
  34. Poco più di 30 commenti dopo gia alcuni giorni ad un post su Ratzinger. 4 o 5 anni fa sarebbero stati (anzi, lo sono stati) più di 100. Questo dice tutto, più di ogni altra considerazione..

    RispondiElimina
  35. Si sarebbe commentato di più se ci fosse stata qualche dichiarazione da commentare, ma qui non c'è, è solo un incontro con foto ricordo,di M.Franco, Giannelli e un fotografo, che hanno fatto visita a Benedetto 16 portandogli dei regali, si sono detti qualcosa, hanno parlato di politica italiana e poco altro, nulla toglie e nulla aggiunge, ma se proprio si vuole guardare nelle pieghe, si evince che praticamente è prigioniero, che ogni 50 metri c'è un gendarme con walkie talkie, che le visite devono essere vagliate ed approvate e che resta il mistero, quello sì grande, del perché della rinuncia e non regge solo il motivo dello scisma ormai conclamato e palese. Se i signori consacrati si unissero in gruppo e numerosi e non in ordine sparso uno alla volta, e dichiarassero che JMB papa non è, e i motivi per cui, allora se ne verrebbe a capo, di messaggi cifrati ne abbiamo avuti, noi laici nulla possiamo contro i poteri di ogni ordine e grado, saranno loro a decidere se e quando cambiare.

    RispondiElimina
  36. https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13479248/papa-francesco-antonio-socci-documenti-segreti-vaticano-ratzinger-boccia-riforme-bergoglio.html

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.