Nella nostra traduzione da Vigiliae. Negli ultimi mesi – come in molti altri prima – il dibattito pubblico è stato scosso da ripetuti atti di violenza e crudeltà. Queste tragedie ci pongono di fronte a interrogativi scomodi sulla natura umana, sulla responsabilità morale e sui limiti della nostra presunta "umanità". Il saggio che segue invita il lettore a guardare oltre la superficie di questi eventi e a recuperare una comprensione teologica del peccato, della grazia e della redenzione. È un invito al realismo e alla speranza.
Umanità e tragedia
La visione cristiana del male, della fragilità e dell'unica speranza di redenzione
Rev. Leon, 22 gennaio
Un mondo ferito dalla tragedia
Di fronte all'ennesima tragedia – un altro omicidio, un altro atto di crudeltà, un'altra vita estinta per mano umana – siamo impressionati. Ci chiediamo come sia possibile un simile male. Facciamo appello a un vago "senso di umanità", sperando che possa frenare la violenza o ripristinare la dignità. Eppure la teologia cristiana offre una lente diversa: che vede la natura umana non come intrinsecamente buona, ma come ferita, fragile e incline al peccato.
La ferita del peccato originale
Fin dai primi secoli, i pensatori cristiani hanno riconosciuto che l'umanità non è semplicemente imperfetta, ma radicalmente guastata. La dottrina del peccato originale afferma che la condizione umana è segnata da una profonda frattura: la perdita della rettitudine originaria e un ripiegamento su se stessi. Agostino d'Ippona insegna che la volontà decaduta non può volgersi al bene con le proprie forze; paragona questa condizione a una persona che cerca di camminare con le gambe rotte, incapace di rialzarsi senza la grazia guaritrice (1). Giovanni Crisostomo mette in guardia dalle passioni che dominano l'anima e distorcono il giudizio (2). Tommaso d'Aquino afferma che, mentre la ragione può discernere certi beni, non può scegliere il bene ultimo senza la grazia (3).
Questa visione non è una negazione della dignità umana, ma un sobrio riconoscimento della sua distorsione. L'immagine di Dio rimane, ma è deturpata. Gli esseri umani conservano la capacità di essere virtuosi, ma è fragile, parziale e facilmente corruttibile.
La schiavitù della volontà
I riformatori protestanti hanno approfondito questa diagnosi. Martin Lutero, nel De Servo Arbitrio, sostiene che la volontà non è libera nelle questioni spirituali: è schiava del peccato e non può scegliere il bene senza l'intervento divino (4). L'argomentazione di Lutero, sviluppata in risposta diretta alla difesa del libero arbitrio di Erasmo, insiste sul fatto che la volontà umana non può volgersi verso il bene senza la grazia. Egli non nega che gli esseri umani possano scegliere tra alternative terrene. Ciò che nega è la capacità della persona umana di orientarsi spontaneamente verso il bene. La volontà è "vincolata" non perché sia costretta esternamente, ma perché è interiormente incline al peccato. Solo la grazia la libera, rendendola veramente capace di bene.
Giovanni Calvino formula la dottrina della depravazione totale, insistendo sul fatto che ogni facoltà dell'anima – intelletto, volontà, affetti – è corrotta dal peccato (5). Ulrico Zwingli insiste sul fatto che la rettitudine non può essere raggiunta con lo sforzo umano, ma solo con la grazia (6).
L'illusione dell'"umanità"
Nei momenti di crisi, invochiamo l'"umanità" come risorsa morale. Parliamo di compassione, solidarietà, decenza. Queste sono cose reali e preziose. Ma non bastano. La virtù civica può tenere a bada temporaneamente il male, ma non può redimerlo. La decenza esteriore può preservare l'ordine, ma non può guarire il cuore. Affidarsi solo all'"umanità" significa fraintendere la profondità della Caduta. Significa sperare nei frutti di un albero le cui radici sono malate.
La tentazione orizzontale
Ancora più preoccupante è la tendenza, anche all'interno delle comunità religiose, a riporre eccessiva fiducia nelle capacità umane – nell'educazione, nel dialogo, nell'attivismo – trascurando la dimensione verticale della grazia, della preghiera e dell'intervento divino. Quando la teologia diventa meramente orizzontale, perde la sua capacità di affrontare il male e offrire redenzione. Senza la verticalità della grazia, la fede crolla nel moralismo e il moralismo nell'analisi sociologica. E la sociologia non salva.
Una nota filosofica
I pensatori moderni di tutte le tradizioni cristiane hanno fatto eco a questo realismo. Garrigou-Lagrange riafferma che il male è una privazione e che la grazia è necessaria per ogni atto salvifico (7). Maritain distingue tra libertà naturale e libertà morale, mostrando come il peccato ferisca quest'ultima (8). Cornelio Fabro evidenzia la radicalità della scelta umana e l'abisso in cui cade la volontà quando si allontana da Dio (9). Karl Barth insiste sulla totale dipendenza dell'umanità dalla rivelazione divina e dalla grazia (10). Emil Brunner sottolinea la fragilità della libertà umana e la necessità dell'iniziativa di Dio (11). John Stott, in chiave più pastorale, ci ricorda che la croce rivela sia la gravità del peccato che la profondità della grazia (12). Vladimir Lossky, di tradizione ortodossa, sottolinea la tragica distorsione dell'immagine di Dio e la guarigione apportata dalla partecipazione alla vita divina (13). Queste voci, diverse ma convergenti, ci ricordano che la condizione umana non può essere guarita solo con mezzi umani.
Cristo come unica risposta
La teologia ci insegna che la risposta alle nostre tragedie non è una maggiore fede nella bontà umana, ma un ritorno a Cristo. Solo Lui – crocifisso e risorto – restaura ciò che è spezzato, riconcilia ciò che è alienato e rigenera ciò che è corrotto. In Lui troviamo il perdono per i nostri peccati, la forza per resistere al male, la grazia per scegliere il bene e la speranza di una nuova creazione.
Senza di Lui, restiamo intrappolati in cicli di violenza e disperazione. Con Lui, siamo liberati. Questo non è un piano di miglioramento morale. È una trasformazione radicale, una nuova nascita, una resurrezione.
Realismo e speranza
Dobbiamo quindi parlare con realismo e speranza. Realismo, perché conosciamo la profondità del peccato umano. Speranza, perché sappiamo che solo in Cristo risiede la redenzione. Le tragedie di questo mondo non sono sorprendenti. Sono sintomi di una malattia più profonda. Ma non sono l'ultima parola. Cristo lo è.
Per me, queste riflessioni non sono mere astrazioni teologiche. Nascono dalla dolorosa consapevolezza della nostra fragilità e dalla convinzione che solo la grazia può guarire ciò che è spezzato. Parlare di peccato e redenzione significa, quindi, parlare del nostro mondo di oggi e della speranza che rimane.
______________________1. Agostino, Sulla natura e la grazia : sulla schiavitù della volontà e sulla necessità della grazia.
2. Giovanni Crisostomo, Omelie sui Romani : sulla tirannia delle passioni sull'anima.
3. Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae I–II, q. 109: sulla necessità della grazia per ogni movimento verso la salvezza.
4. Martin Lutero, De Servo Arbitrio : sulla schiavitù della volontà nelle questioni spirituali.
5. Giovanni Calvino, Istituzione della religione cristiana II.i: sulla corruzione della mente e della volontà umana dopo la caduta.
6. Ulrich Zwingli, Commento sulla vera e falsa religione : sulla giustizia per fede e non per opere.
7. Réginald Garrigou‑Lagrange, De Deo Uno : sul male come privazione e sulla necessità della grazia per gli atti salvifici.
8. Jacques Maritain, I gradi della conoscenza , Parte IV: sulla libertà naturale e morale e la ferita del peccato.
9. Cornelio Fabro, L'anima. Introduzione al problema dell'uomo, cap. II: sulle 'attività tendenziali' e sulla natura e i limiti della libertà umana.
10. Karl Barth, Dogmatica della Chiesa : sulla dipendenza dell'umanità dalla rivelazione divina e dalla grazia.
11. Emil Brunner, L'uomo in rivolta : sulla fragilità della libertà umana e sulla necessità dell'iniziativa di Dio.
12. John Stott, La croce di Cristo : sulla gravità del peccato e la profondità della grazia.
13. Vladimir Lossky, La teologia mistica della Chiesa orientale : sulla distorsione dell'immagine di Dio e la sua guarigione nella vita divina.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Stavolta Trump se la prende con un avversario molto forte e potente: la banca JPMorgan.
RispondiEliminaD'altra parte, non esiste nulla di piu' antidemocratico e violento che chiudere il conto di qualcuno per reprimere il suo dissenso.
Anzi, qualcosa esiste: il carcere e la fucilazione.
Ancora una volta The Donald, combattendo per se stesso, combatte una battaglia essenziale anche per tutti noi.
DONALD TRUMP FA CAUSA A J.P. MORGAN
( THE GIUSTICE )
"Subito dopo l'attacco a Davos - da cacciatori a cacciati - Donald J. Trump attacca ancora una volta il cuore del potere finanziario, la testa del serpente, uno dei centri di potere delle Elite Globaliste.
Trump fa causa a JpMorgan e al Ceo Jamie Dimon: chiede 5 miliardi di dollari per «debanking politico».
Ultimamente in occidente le banche private al servizio dei cittadini, vengono utilizzate come strumento politico per distruggere la vita dei dissidenti: Se non la pensi come noi, ti chiudiamo il conto.
Ci sono diverse personalità in Europa che hanno detto la loro contro la narrazione dominante "Ucraina buona e Russia cattiva" ed inizialmente sono state tacciate di essere informatori russi, di "fare propaganda per il Cremlino", successivamente, nel caso in cui l'ostracismo mediatico non avesse funzionato, hanno chiuso loro i conti bancari.
Se una banca ti chiude il conto bancario, è la fine, perché in occidente, per legge, hai l'obbligo di possedere un Conto Corrente, poiché i movimenti di danaro devono essere tracciati.
Da un lato obblighi i cittadini a possedere un Conto Corrente, dall'altro glielo fai chiudere se esprimono idee differenti da quelle che gradisce la Piramide del Potere.
Interessante!
Ricordiamo Ursula nel 2022 poco dopo la nomina di Giorgia Meloni a presidente del consiglio italiano cosa disse:
"Se va male, abbiamo gli strumenti”.
A me pare proprio una minaccia!
Se questi sono i nostri "amici", siamo molto freschi ed al sicuro...
Gli strumenti di cui parlano i tecnocrati non eletti sono quelli finanziari: Spread, vendita dei Titoli di Stato, guerre commerciali, sanzioni finanziarie, ed in casi estremi chiusura dei conti.
C'è però un caso eclatante in Europa che ha fatto discutere. E' quello dello scrittore (ex lobbista), Frédéric Baldan, che ha scritto il libro Ursula Gates, in cui ha denunciato Ursula, per gli accordi illegali che avrebbe fatto con il Ceo di Pfizer, Albert Bourla.
Non solo Baldan ha scritto un libro di denuncia, ma ha proprio presentato una denuncia formale:
La denuncia "Pfizergate": presentata per presunta corruzione, distruzione di documenti pubblici e abuso d'ufficio, riguardante lo scambio di messaggi (SMS) tra von der Leyen e il CEO di Pfizer, Albert Bourla, per un mega-accordo da 35 miliardi di dollari per 1,8 miliardi di dosi di farmaci che curano i sani.
Ebbene, la Commissione in persona, dopo l'affronto, ha sanzionato personalmente Baldan, congelandogli i conti!
Questo è il caso pubblico più estremo che abbiamo visto in questa Tecno Europa di non eletti. Non gli hanno solo chiuso i conti (in questo caso uno almeno i propri soldi depositati li può ritirare), glieli hanno CONGELATI (I suoi soldi sono in istituti privati europei e lui non può recuperarli).
La Commissione Europea si è sostituita al potere giudiziario ed ha condannato per direttissima un giornalista, togliendogli il sostentamento economico.
"E' un grande direttore!
E' un Apostolo!" (cit)
E' evidente che Baldan non ha violato la legge, dato che si è rivolto alla Giustizia europea ed ha chiesto di indagare. Quindi la repressione del personaggio è per motivi politici.
Ha ficcato il naso dove non doveva!
La più grande democrazia del mondo!
Il potere giudiziario funziona!
Segue
RispondiEliminaAnche Donald J. Trump subì la stessa sorte, quando non aveva il potere che ha quest'oggi.
Trump durante il suo primo mandato era potente, ma non come lo è oggi.
Cosa accadde nel 2021?
J.P. Morgan gli chiuse i Conti Correnti e quelli delle sue società.
AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI!
Vi rendete conto che se una banca è in grado di chiudere i conti all'uomo più potente del Pianeta, non è lui l'uomo più potente del Pianeta?
La gerarchia è differente!
Gli chiusero i conti correnti e gli account personali del Social Network (Facebook, Twitter ecc).
La motivazione era idiota e pretestuosa come tutte le altre.
Era solo una scelta politica per ostacolarlo.
Perché queste piattaforme Social mondiali e queste banche private, sono in mano alle forze oscure che stabiliscono l'agenda mondiale
(Stabilivano l'agenda mondiale, perché le cose dopo Davos sono completamente cambiate: Il cacciatore è diventato il cacciato).
Trump sostiene che la banca abbia chiuso i suoi conti correnti e quelli delle sue società in modo discriminatorio dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. La causa ipotizza reati di diffamazione commerciale e violazione della buona fede.
La "Blacklist": Secondo la denuncia depositata a Miami, JPMorgan avrebbe inserito Trump in una "lista nera" di settore per impedire ad altri istituti finanziari di offrirgli servizi.
Trump non solo ha denunciato l'Istituto bancario, ma pure il suo CEO: Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase dal 2005 e figura tra le più influenti di Wall Street.
E' UN ATTACCO FRONTALE AI CENTRI DEL POTERE GLOBALISTA
IL MONDO STA CAMBIANDO
LA VALANGA LI TRAVOLGERA'"
The Giustice
Contro la piramide : Nun je la po' fa' !
EliminaBuongiorno, ecco LaVerità di oggi
RispondiEliminaIn carcere comandano 36 imam
Un musulmano ogni 100 presenti in Italia è in cella. In totale ce ne sono 13.814, agli ordini di decine di predicatori che organizzano i momenti di preghiera nei penitenziari. Intanto 37 detenuti si sono convertiti ad Allah e 194 sono a rischio radicalizzazione violenta.
• Gli diamo 1.000 miliardi e Zelensky ci sputa in faccia
• L’amico paga (poco) e lui esce di galera: libero l’accusato per la strage di Crans
• I Renzi perdono anche contro «La Verità»
La famiglia nel bosco è in una situazione drammatica» | TV Verità
Eliminahttps://www.youtube.com/watch?v=tKIpkNK0x0A
Galt Media
L'allarme dell'avvocato Danila Solinas: «I Trevallion continuano ad essere separati». È stata rimandata la data di inizio della perizia voluta dal tribunale dell'Aquila che riguarda i genitori. «Manca il mediatore», dicono i giornali.
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV7615_De_Mari_Per_chi_suona_la_campana.html : articolo magistrale e commovente, da leggere tutto d'un fiato, e su cui riflettere, lungamente ed amaramente; da proporre in special modo alle femministe, ossessionate dal loro culto abortista : ma non ci pensano mai al fatto che se le loro madri avessero avuto le loro stesse idee, esse oggi non sarebbero qui a far casino, ma in un bidone dell'immondizia? (i feti abortiti infatti vengono trattati come rifiuti ospedalieri: che orrore, che diabolico affronto alla sacralità della vita umana!)
RispondiEliminaNon ne posso più di questa violenza che invece di esaurirsi continua ad incrudelirsi. Lasciate in santa pace questa famiglia. Più di una volta ho scritto di Gavino Ledda, ma riscrivo per sturare le orecchie di chi non vuol sentire. Gavino, figlio di un pastore/agricoltore sardo iniziò la prima e/o la seconda elementare, quando il padre un giorno andò a riprenderlo a scuola dicendo all'insegnante che il figlio doveva curargli le pecore perché lui doveva lavorare altrove . Così Gavino divenne pastore a 6/7 anni, e tale restò per altri 12 anni quando riprese gli studi eppoi laureandosi alla Sapienza di Roma .Scrisse un libro: Padre padrone, un successo. Recentemente ho trovato casualmente in rete una sua intervista, nella quale parla dell'importanza di quegli anni da pastorello, di quel contatto quotidiano con la natura che lo aveva formato e del suo affetto per il padre.Ora stava scrivendo un altro libro sempre intrecciato ed ispirato da quello stretto legame intrecciato nella sua infanzia con la natura. In questa intervista ci fu anche un rapido cenno alla religione, da sardo, con poche parole per le cose che contano.
RispondiEliminaOra torniamo alla famiglia del bosco che l'ottusità ministeriale sta smembrando. Ognuno di noi ha i suoi genitori che segue per tutta la sua formazione e questa formazione è quella che poi da adulto perfeziona o corregge o rigetta in toto. Se in casa non c'è violenza o deboscia, nessuno deve intervenire, men che meno gli attuali esperti della pseudo pedagogia. Basta.State solo rendendo infelice una intera famiglia. E qui mi fermo, mi censuro.
Fuori tema:
RispondiEliminaSembra che quanto è successo in Sicilia, in Calabria, in Sardegna non sia affatto naturale, ma un reset molto umanamente elettrico. Su telegram si trova spiegazione precisa.