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lunedì 2 febbraio 2026

Il 1° luglio 2026 La Fraternità Sacerdotale San Pio X consacrerà nuovi vescovi

Il prossimo 1° luglio, la Fraternità Sacerdotale San Pio X consacrerà nuovi vescovi: «Dalla Santa Sede una lettera che non risponde in alcun modo alle nostre richieste». Ne accennavamo qui. Ora evidentemente è maturato il tempo...

Comunicato FSSPX del 2 febbraio 2026.

In questo 2 febbraio 2026, festa della Purificazione della Santa Vergine, il Reverendo Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, nel corso della cerimonia della vestizione da lui presieduta presso il Seminario Internazionale San Curato d’Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia, ha annunciato pubblicamente la sua decisione di affidare ai vescovi della Fraternità il compito di procedere a nuove consacrazioni episcopali, il prossimo 1º luglio.

Lo scorso agosto ha chiesto la grazia di un’udienza con il Santo Padre, manifestando il desiderio di esporre filialmente la situazione attuale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. In una seconda lettera, ha espresso esplicitamente la necessità particolare della Fraternità di assicurare la continuità del ministero dei propri vescovi, che da quasi quarant’anni percorrono il mondo per rispondere ai numerosi fedeli legati alla Tradizione della Chiesa, i quali richiedono che siano conferiti, per il bene delle loro anime, i sacramenti dell’Ordine e della Confermazione.

Dopo aver a lungo maturato la sua riflessione nella preghiera, e dopo aver ricevuto da parte della Santa Sede, in questi ultimi giorni, una lettera che non risponde in alcun modo alle nostre richieste, don Davide Pagliarani, tenuto conto del parere unanime del suo Consiglio, ritiene che lo stato oggettivo di grave necessità in cui si trovano le anime richieda una tale decisione.

Le parole che scrisse il 21 novembre 2024, in occasione del cinquantesimo anniversario della dichiarazione storica di mons. Marcel Lefebvre, sono oggi più che mai il riflesso del suo pensiero e delle sue intenzioni:
«È solo nella Chiesa di sempre e nella sua costante Tradizione che troviamo la garanzia di essere nella Verità, di continuare a predicarla e a servirla. […]
«La Fraternità [San Pio X] non cerca in primo luogo la propria sopravvivenza: cerca in primo luogo il bene della Chiesa universale e, per questo motivo, è per eccellenza un’opera di Chiesa che, con una libertà e una forza uniche, risponde adeguatamente alle esigenze specifiche di un’epoca tragica che non ha precedenti.
«Questo unico obiettivo è ancora nostro oggi, come lo era cinquant’anni fa: “Per questo, senza alcuna ribellione, amarezza o risentimento, continuiamo la nostra opera di formazione sacerdotale sotto la stella del magistero di sempre, convinti di non poter rendere un servizio più grande alla Santa Chiesa Cattolica, al Sommo Pontefice e alle generazioni future (mons. Lefebvre, Dichiarazione del 21 novembre 1974).”»

Nei prossimi giorni, il Superiore Generale fornirà spiegazioni complementari sulla situazione attuale e sulla sua decisione.

«Nos cum Prole pia benedicat Virgo Maria. Che la Vergine Maria ci benedica insieme al suo divino Figlio.»
Menzingen, 2 febbraio 2026

41 commenti:

  1. Questa è la difesa della Tradizione, non Viganò che parla ancora di vaccino nel 2026 e non celebra mai fuori dal suo eremo

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    1. Non si può fare un paragone fra la FSSPX e Mons.Viganò. Nella difesa della tradizione, alla sua età e in questi tempi pericolosi, egli fa ciò che può fare e certamente non potrebbe mettersi ad organizzare fraternità e a nominare vescovi. Sarebbe impensabile. E quale è il problema se ancora parla di vaccino? A parer mio, per la gravità di questo micidiale accadimento le cui conseguenze sono tuttora inimmaginabili, se ne dovrebbe parlare in eterno.

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    2. Ciascuno fa quello che può e quello che crede opportuno.

      Mons. C. M. Viganò, che lei tratta con disprezzo - e io le rendo la pariglia -, parla chiaro e sugli argomenti che vuole.

      Egli non è obbligato a chiedere a lei se deve o non deve parlare sulla terapia genica sperimentale che ci fu imposta con la forza.

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    3. Caro anonimo vaccinista delle 15:08, chieda a don Pagliarani se mons. Viganò è in "stato di necessità" come la FSSPX.

      Già che c'è, gli chieda anche se lo fosse stato mons. Williamson, che di nuovi vescovi ne ordinò, eccome. E se tali vescovi, a loro volta, siano in "stato di necessità".

      Intanto che attendiamo di conoscere i dettagli sulle due lettere del Pagliarani e sulla lettera di risposta della Santa Sede, ci permettiamo di far notare che il pontificato di Leone XIV è giunto nella sua fase "sgradevole" ("sgradevole" anzitutto per il Prevost), cioè quando i problemi duri da affrontare diventano pubblici (ossia non si può più lavorare di paziente cesello diplomatico dietro le quinte).

      Fra parentesi, non molti giorni fa Leone XIV riceveva i neocatecumenali e li strigliava su questioni relative alla carità. Sacrosanto, ma... come mai non ha toccato il tasto della dottrina, o almeno quello della liturgia?

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    4. https://share.google/fVBK7jZYd7q3WmopN : caro Anonimo 14:01, lei non immagina nemmeno lontanamente quanta gente è morta ( e sta tuttora morendo) a causa di questo veleno, e quanta altra gente ha avuto la vita rovinata per sempre. Quando il premio Nobel Luc Montagner ammoniva " Cadranno morti all'improvviso" lo dipingevano come un vecchio rimbambito, ma i fatti purtroppo gli hanno dato e gli stanno dando ragione. Molti altri importanti medici e scenziati hanno dato l'allarme, cercando di svegliare le coscienze assopite, ma è impresa difficile avendo contro governi, autorità sanitarie, massmedia, intellettuali e virologi imbonitori da fiera, veri ciarlatani, oltre a UE, OMS, ONU, ecc.

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    5. Bravo Laurentius, mi asocio a lei in tutto ! Catholicus

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    6. Esatto, Anonimo delle 15,08. Mons. Viganò fa quel che può e (oso dirlo) anche a rischio della sua stessa vita.
      E sul famigerato "vaccino" come non gridare in continuazione l' infernale inganno a cui le persone sono state sottoposte? I malori improvvisi sono all' ordine del giorno e i terribili effetti continueranno a vederti negli anni. Solo il Padreterno potrà mettere fine a questa strage.
      E andando fuori tema, ma non troppo, ecco un piccolo esempio dell' ambientino da cui provengono le imposizioni cui siamo sottoposti:
      https://www.maurizioblondet.it/europa-ue-covo-di-luridi-criminali-bestie-sataniche-%f0%9f%91%b9-epsteinfiles-epstein-perche-questi-luridi-quadri-sono-appesi-nel-building-dellunione-europea-a-bruxelles-in-belgio-satanisti/
      Nonna

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  2. Benissimo!
    Qualcuno di muove e parla.
    Dio sia lodato!

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  3. La tragedia continua.
    Gesu' istituì l'Eucarestìa perche' fossero (gli Apostoli) una cosa sola...

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    1. Sì in effetti non è una bellissima notizia. Ci sarà ancora uno scisma tra la Fraternità e la Santa Sede. Speriamo che arrivino ad un compromesso senza creare ulteriori e profonde fratture.

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    2. Non c'è mai stato scisma né ci sarà ora.

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    3. Ricordiamo al commentatore delle 14:38 che l'unità è un risultato, non una premessa della fede.

      Per essere "una cosa sola" occorre anzitutto che ci sia una fede sola.

      Lei è in unità con quelli della Quo Primum Tempore, o con quelli della Traditionis Custodes?

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  4. Quando la madre dei Boanerghes chiede a Gesù un trattamento di favore per i figli (Mt 20), crea sdegno tra gli altri apostoli e Gesù spiega che non funziona così.
    Quando i discepoli minacciano un fuoco purificatore sugli increduli (Lc 9,51), Gesù li rimprovera.
    Quando Pietro gli giura fedeltà eterna, Gesù lo avverte chi si sarebbe presto disilluso.
    Quando Pietro sguaina la spada al Getsemani Gesù lo redarguisce.
    Quando nella parabola i servi chiedono di sradicare la zizzania, viene loro replicato di lasciarla crescere con il grano fino alla mietitura.

    Quando i discepoli affamati spigolano durante l'anno sabbatico (Lc 6, il sabato deuteroproto), Gesù dice ai farisei, che criticano, del loro stato di necessità.

    Il mistero della pazienza e della carità non impedisce di agire.
    Mai però scegliendo il male minore, ma sempre un bene e per il bene.
    Il male minore è sempre un male.
    Lo stato di necessità rende necessario "agire in giorno di sabato".

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  5. Ah, il famoso stato di necessità (che qui umilmente continuiamo a presumere che non sia esclusiva assoluta della FSSPX) e la famosa tipica lettera della Santa Sede «che non risponde in alcun modo alle nostre richieste» (toh, chi l'avrebbe mai detto).

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    1. Il famoso stato di necessità non è e non può essere esclusiva di nessuno, ma appartiene a tutti coloro che in coscienza lo ravvisano. Non può però diventare una giustificazione per tutta la propria esistenza e tutte le proprie azioni, soprattutto quando non si traggono coerenti conclusioni. Nel caso dei vescovi consacrati per necessità, il necessario presupposto sarebbe affermare senza ombra di dubbio che:
      - La Chiesa Cattolica è eretica.
      - I suoi sacramenti non sono validi (Ordine, consacrazione episcopale, Santa Messa, Confessione, Cresima ecc).
      - Il Concilio Vaticano II è eretico nel suo complesso.
      - I Papi post-conciliari non sono validi.
      In caso contrario, lo stato di necessità risulta quantomeno dubbio.

      Io comunque sono del parere (parere in quanto nelle questioni di coscienza ognuno risponde di se stesso al Signore e non ad altri) che questi vescovi possano essere necessari, sicuramente non dannosi, e che contribuiranno certamente al salvataggio e alla sopravvivenza della Chiesa Cattolica in questi tempi nefasti per la fede, nonostante le modalità della loro nomina mi sembrino non canoniche e non tradizionali, e non per il fatto che non saranno approvati dal Vaticano quanto per il fatto che verranno nominati da un semplice prete, don Pagliarani, invece che essere una libera decisione dei Vescovi già esistenti della Fraternità, dotati del munus episcopale di cui don Pagliarani invece difetta. Una scelta dunque protestantica e sinodalica, non tradizionale.

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    2. Gentile Esistenzialmente Periferico, potrebbe esplicitare meglio il suo pensiero, anche solo sul suo blog?
      Sono anni che la seguo, ma non ho capito quale sia la sua visione.
      Grazie
      Cassiodoro

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  6. Era ora!!!

    Però questo passo è sicuramente problematico:

    "...il Reverendo Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X... ha annunciato pubblicamente la sua decisione di affidare ai vescovi della Fraternità il compito di procedere a nuove consacrazioni episcopali, il prossimo 1º luglio."

    È problematico che un non-vescovo come il simpaticissimo don Davide Pagliarani "affidi" a dei vescovi il compito di ordinare altri vescovi, come se un semplice prete potesse essere al di sopra dei presuli gerarchici, superiori a lui per consacrazione.
    Di fatto i vescovi della Fraternità, per il munus che hanno ricevuto, possano farlo da soli, ordinando chi vogliono e senza il permesso di nessuno, come aveva ben compreso il compianto Mons. Williamson. E come ha compreso anche il caro Mons Viganò. Ma tant'è...
    Decisione necessaria ma fuori dalla dottrina tradizionale, dunque, quella dell'attuale FSSPX. Immagino che qualche volonteroso e sfegatato lefebvriano proverà ad arrampicarsi sugli specchi per provare il contrario.

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    1. Studi meglio. Lei confonde ordine e giurisdizione. Come i modernisti

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    2. Don Pagliarani non ha né potere di ordine né di giurisdizione, non essendo vescovo. Comunque, anche sulla giurisdizione c'è molta confusione nella Fraternità, perché se da un lato dicono che i loro vescovi non ce l'hanno, dall'altro lato la esercitano di fatto, in quanto la Fraternità si è organizzata come una Chiesa cattolica in miniatura con le sue "diocesi" (territori), "parrocchie" (priorati / cappelle), istituzioni accessorie, come per esempio i "tribunali ecclesiastici" che decretano le nullità matrimoniali o comminano censure, pur continuando con la fiction di essere solo una fraternità sacerdotale. E con la non fiction che a capo di tutto ci sia un non vescovo.
      La confusione nel commento di cui sopra non c'è, non essendo contestata la facoltà dei vescovi lefebvriani di consacrare altri vescovi (se in coscienza ritengono che sia necessario, che noi siamo d'accordo o in disaccordo è irrilevante). Anzi, c'è scritto: "Era ora!!!"
      E nel commento di cui sopra non si tratta di giurisdizione, che sarebbe un capitolo a parte ugualmente da chiarire. Si sottolinea invece solo una delle incongruenze in cui la Fraternità incorre a livello dottrinale, pur svolgendo un lavoro egregio e necessario dal punto di vista pastorale che tutti gli riconosciamo senza nessuna difficoltà, anzi con gioia e gratitudine al vedere dei veri sacerdoti che si dedicano al loro ministero in modo indefesso ed eroico. Ma questo non toglie che ci siano anche ambiguità nella struttura... per mancanza di coraggio? Per volontà di accordo con una Chiesa di cui non si riconoscono i sacramenti (ai fedeli FSSPX viene vietata la partecipazione alla Messa NO, che evidentemente viene ritenuta invalida anche se non lo si dice apertamente)?
      Non sappiamo. Certo però che le posizioni di Mons. Williamson e di Mons. Viganò sono molto più precise, chiare, coraggiose, senza equivoci.
      Ritengo infine che nella situazione attuale di carestia di Messe VO, tutti siano importanti e necessari, la Fraternità come la Resistenza così come gli Ecclesia Dei e i Summorum Pontificum. Ma lei questi ultimi li bollerebbe come "modernisti", "Orrore!"

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    3. Il contesto, così come si evince dal comunicato, potrebbe rivelare che l'annuncio di Pagliarani puo essere a scelta, o entrambe le cose, 1) uno strumento di pressione verso la Chiesa; 2) un esercizio di pubbliche relazioni verso una parte dei propri fedeli, per rassicurarli e convincerli dello "stato di necessita".

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  7. Evidenzierei le segg. parole della dichiarazione del novembre 2024: "epoca tragica che non ha precedenti". Quanti pastori se ne rendono conto?

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  8. Affrontare certi argomenti "scomodi" con questo papa deve essere come dare un pugno ad un materasso.
    Giusta la decisione della fsspx di procedere ufficialmente con le consacrazioni di nuovi vescovi, dopo aver tentato invano per mesi di esser ascoltata dal papa in proposito.
    Da qui al 1mo luglio ci sono cinque mesi. Vediamo se papa Leone si dà una mossa.

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  9. Epoca tragica!
    Epoca in cui manifestare è uno specchio per le allodole, che nasconde una finalità diversa, come ha detto la Procuratrice generale di Piemonte e VDA, dove si assiste "alla benevola tolleranza di taluni soggetti appartenenti alla upper class i quali con il loro scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in appoggio, vanno a popolare quella che voglio sintetizzare come "area grigia" di matrice colta e borghese".
    A sinistra, come scrive Francesco Borgonovo "hanno perso la falce dei lavoratori, gli resta il martello del branco acefalo e picchiatore".
    Una Torino "capitale dell'eversione", come già nell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2025 la stessa Procuratrice aveva etichettato la città di Torino. Altro che "cuore istituzionale e morale del Paese", come scrive un anonimo su questo blog.

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  10. Di fatto il Vaticano ha comportamenti incoerenti.
    I vescovi scismatici nominati dal regime Comunista di Pechino vengono accolti.
    E i vescovi Cattolici della Fraternità Sacerdotale San Pio X no....

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    1. In Vaticano non c'è più la Chiesa di Cristo, bensì una falsa "chiesa", mascherata da Chiesa Cattolica per meglio ingannare i fedeli creduloni, ma ormai lo capiscono anche i sassi che sono traditori, ingannatori, servi del Nemico di Cristo e dell'umanità intera. Anatema a tutti loro quindi !

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  11. Ogni tanto una buona notizia. Speriamo che la Fraternità Sacerdotale San Pio X consacri un buon numero di Vescovi e che non si lasci adescare dalle autorità conciliari (che essa purtroppo riconosce), le quali faranno di tutto pur di scongiurare le consacrazioni di Vescovi validi, che offriranno al popolo fedele sacramenti validi.

    🌹Cuore di Gesù, fonte di ogni consolazione, abbi pietà di noi.

    🌹Sancta Maria, prega per noi.

    🌹San Giuseppe, Patrono della Santa Chiesa, prega per noi.

    🌹San Pio X, prega per noi.

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  12. Bellissimo questo passaggio finale nell'omelia di don Davide Pagliarani, 2 febbraio 2026 presso il Seminario Saint-Curé-d’Ars: "E nella Chiesa – non dimenticatelo mai – nella Chiesa, la legge delle leggi, la legge che prevale su tutte le altre, è la salvezza delle anime. Non è il chiacchiericcio, non è il sinodo, non è l’ecumenismo, non sono le sperimentazioni liturgiche, le nuove idee, le nuove evangelizzazioni: è la salvezza delle anime. È la legge delle leggi. E questa legge abbiamo il dovere, tutti, ciascuno al proprio posto, di osservarla e di spenderci totalmente per questo."

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  13. Ottima notizia. Queste nomine daranno continuità alla Fraternità, consentiranno un suo sviluppo anche con nuove ordinazioni sacerdotali, preserveranno il futuro della celebrazione della Vera Santa Messa. Mi ha fatto male vedere il sito Messa in Latino, che leggo da molti anni e che stimavo, definire "illegittime" e "un atto scismatico" queste ordinazioni. Falsi tradizionalisti.
    Silente

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  14. Bisognerebbe cominciare contarsi.
    Pubblicamente.
    Chiaro e limpido.

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  15. Certi commenti storcono il naso sul fatto che don Pagliarani, semplice prete, metta in moto le future consacrazioni episcopali della fsspx.
    Ma l'iniziativa di don Pagliarani è presa nella sua qualità di superiore generale della fsspx. Rientra quindi tra i poteri inerenti a questa carica. Che il titolare della suddetta carica sia semplice prete o vescovo evidentemente non ha importanza, secondo gli Statuti della fsspx.
    Le consacrazioni inoltre non le farà certo don Pagliarani, le faranno i due vescovi della fsspx.
    Dov'è allora lo scandalo? Non si capisce.

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  16. Alla luce dell'annuncio della SSPX che presto consacrerà nuovi vescovi, rivediamo ciò che la Chiesa insegna effettivamente sull'obbedienza al Papa contando sull'autorità in materia, Bellarmino.

    San Roberto Bellarmino, il Dottore della Chiesa il cui "De Romano Pontifice" si pone come manuale definitivo sull'autorità papale, fornisce una comprensione sfumata dei limiti del potere spesso trascurati nei discorsi moderni. Egli sostiene notoriamente che mentre il Papa è il giudice supremo dei fedeli e non può essere giudicato da nessun superiore terreno, non è un despota con il potere assoluto di fare ciò che gli pare.

    Bellarmino fa una distinzione cruciale nel Libro II, capitolo 29, riguardo alla necessità di resistenza:

    "Così come è lecito resistere al Pontefice che attacca il corpo, così è anche lecito resistere a chi attacca le anime o distrugge l'ordine civile o soprattutto cerca di distruggere la Chiesa. Io dico che è lecito resistergli non facendo ciò che ordina e ostacolando l'esecuzione della sua volontà; non è lecito però giudicarlo, punirlo, o deporlo, poiché si tratta di atti propri ad un superiore. ”

    Chiarisce che questa resistenza non è un atto di giudizio del Papa, che sarebbe una violazione della gerarchia, ma un legittimo atto di autodifesa. "impedendo l'esecuzione della sua volontà" quando quella volontà è diretta ai danni del Corpo Mistico, i fedeli stanno effettivamente esercitando una forma più alta di obbedienza al Magistero perenne.

    Questo principio di resistenza è indissolubilmente legato alle "Note della Chiesa" di Bellarmino, in particolare alle note di antichità e durata ininterrotta. Per Bellarmino, la vera Chiesa è identificata dalla sua adesione a quanto tramandato fin dall'inizio:

    "La seconda nota è l'antichità, poiché la vera Chiesa è più antica del falso. Come Dio esisteva prima del diavolo, così la vera religione esisteva prima del falso... Dobbiamo quindi seguire ciò che è stato tramandato fin dall'inizio. ”

    Se un comando o una politica contemporanei contraddice il costante, antico insegnamento della Chiesa, manca la "nota" dell'antichità e perde così la sua forza vincolante nella coscienza del credente. Questo è esattamente il terreno teologico su cui si è storicamente eretta la Società di San Pio X.

    Sostengono che quando sono in gioco la conservazione della Messa Tradizionale e la chiarezza del dogma cattolico, il dovere di "seguire ciò che è stato tramandato" prevalge un comando amministrativo specifico al contrario. Da questa prospettiva, l'atto di consacrare i vescovi senza mandato non è un atto di ribellione scismatica, ma un passo necessario per garantire la sopravvivenza del sacerdozio tradizionale e la trasmissione della fede.

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  17. Segue
    La dimensione giuridica di questa posizione teologica si trova nel Codice di Diritto Canonico del 1983, in particolare nel Canone 1323. Questo canone afferma esplicitamente che nessuno è responsabile di una pena, come la scomunica, se ha agito per "stato di necessità". " Nello specifico, Canon 1323, §4 afferma che nessuno è soggetto a rigore:

    “... ha agito sotto pressione di una grave paura, anche se solo relativamente grave, o per necessità o gravi inconvenienti, a meno che l'atto non sia intrinsecamente malvagio o tenda al danno delle anime. ”

    Crucialmente, la legge protegge anche chi percepisce una crisi anche se le autorità non sono d'accordo, poiché esonera chi:

    “... pensato per errore colpevole che una delle circostanze menzionate in nn. 4 o 5 erano presenti. ”

    Quando applicata alla SSPX, l'argomentazione segue che se i vescovi credevano veramente, sulla base dei criteri di Bellarmino, che la Chiesa fosse in uno stato di emergenza spirituale, le scomuniche "automatiche" spesso citate dal Vaticano sono canonicamente nulle fin dall'inizio.

    Poiché la scomunica richiede "contumacia" o uno spirito volontario di ribellione, un vescovo che agisce per salvare le anime e preservare l'antichità manca dell'intento necessario affinché la legge entri in vigore. Pertanto, alla luce dell'ecclesiologia di Bellarmino, queste consacrazioni non possono essere viste come una scissione dal Papa, ma come una conservazione del Papato e dell'identità storica della Chiesa contro i venti della novità.
    Cit. Classic Catholic

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  18. Nei commenti teste' espressi si ravvisa la divisione, il muro contro muro degli uni
    e degli altri. Quanto sopra rispecchia la divisione nella Chiesa di Cristo specie in
    questo nostro tempo. ".. io sto con Paolo, io con Apollo, io con Cefa...".
    Io, sto con Cristo ?
    O come Giuda Iscariota non vediamo l'ora di proclamare il nostro vincitore.
    Quel Cristo e' ancora e ancora flagellato.
    Vergine Addolorata Corredentrice, Signora, purificaci/li
    per la gloria di Dio Padre! Amen

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  19. Quando la legge non funziona03 febbraio, 2026 06:17

    La FSSPX, le consacrazioni episcopali e una Chiesa che lotta per governarsi in modo coerente
    Mark Lambert, 2 febbraio

    Ancora pressione su Papa Leone. Un'altra situazione difficile. Come la risolverà il nuovo papa?

    La Fraternità San Pio X ha annunciato l'intenzione di consacrare nuovi vescovi il 1° luglio. Secondo il suo Superiore Generale, Padre Davide Pagliarani, questa decisione non è stata presa alla leggera. È stata il risultato di lunghe preghiere, consultazioni e appelli diretti alla Santa Sede che, secondo la stessa Fraternità, non hanno ricevuto alcuna risposta sostanziale. Il linguaggio usato dalla FSSPX è attento e ponderato. Parla di intenzione filiale, di riflessione maturata nella preghiera e di uno stato oggettivo di grave necessità per il bene delle anime. Lungi dall'essere la retorica della ribellione, questo è il linguaggio del diritto canonico e della teologia morale, e segnala che la Fraternità comprende esattamente la posta in gioco.

    Secondo il Codice di Diritto Canonico del 1983, la consacrazione di un vescovo senza mandato pontificio è un reato grave. Il canone tradizionalmente citato stabilisce che sia il vescovo consacrante sia il consacrato incorrono in una scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. Questo è incontestabile. Ciò che viene molto più spesso ignorato è che lo stesso Codice limita esplicitamente l'applicazione delle pene quando la colpevolezza morale è assente o attenuata. La legge stessa riconosce che una persona che agisce per necessità o per evitare un danno grave non è soggetta a pene canoniche, a condizione che l'atto non sia intrinsecamente cattivo o gravemente dannoso per le anime. Anche quando la responsabilità è solo parzialmente attenuata, il Codice esclude le pene automatiche. Il principio secondo cui la salvezza delle anime è la legge suprema della Chiesa non è uno slogan, ma una norma di riferimento.

    La FSSPX non sostiene quindi che la legge non esista. Sostiene piuttosto che, nelle circostanze attuali, la legge non vincola come farebbe normalmente. Questa non è un'innovazione. Appartiene alla lunga tradizione cattolica dell'epicheia , secondo la quale la lettera della legge non può essere applicata quando vanificherebbe lo scopo stesso per cui la legge esiste...

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  20. L'annuncio di possibili consacrazioni episcopali previsto per il 1° luglio 2026 solleva gravi e inevitabili interrogativi per i fedeli cattolici tradizionali.

    Se tali consacrazioni avvengono davvero senza chiedere l'approvazione, il mandato o la "regolarizzazione" della Roma modernista, e venissero effettuate esclusivamente per la conservazione della fede cattolica, del sacerdozio e dei validi sacramenti, allora questo atto sarebbe non solo legittimo ma eroico, seguendo direttamente le orme dell'arcivescovo Marcel Lefebvre e il vescovo Antônio de Castro Mayer nel 1988.

    Le consacrazioni episcopali in un momento di grave crisi non sono atti di ribellione, ma atti di necessità. Esistono per garantire la continuazione di un sacerdozio valido e senza compromessi, libero da dubbi dottrinali, veleno conciliare e l'influenza corrosiva del modernismo Vaticano II.

    Tuttavia, se queste consacrazioni sono in qualche modo coinvolte nei negoziati, nella normalizzazione o nell'appeasement della Chiesa conciliare, rischiano di diventare l'ennesima manovra neo-SSPX - esternamente tradizionale, ma internamente compromessa.

    La cosiddetta "Roma" di oggi non è la Roma della Tradizione. Dall'apertura del Vaticano II, la Chiesa conciliare non ha corretto i suoi errori, ma ha invece approfondito il suo abbraccio di modernismo, liberalismo, ecumenismo, libertà religiosa e principi di ispirazione massonica. Questi errori non sono più accidentali, sono sistemici e dottrinali.

    Richiedere l'approvazione da una struttura del genere non è prudenza, è pericolosa ingenuità.

    L'arcivescovo Lefebvre non consacrò i vescovi nel 1988 per sottoporre la Tradizione alle stesse autorità che la distruggono. Qualsiasi vescovo consacrato oggi deve quindi essere:

    * saldamente anti-Vaticano II (falsi insegnamenti),
    * pubblicamente opposto al compromesso dottrinale,
    * non disposta a negoziare la fede per il riconoscimento canonico,
    * e pronto ad essere perseguitato, emarginato e calunniato, come lo è stato il vescovo Richard Williamson.

    La storia ha già dimostrato come vengono trattati i vescovi fedeli alla Tradizione: espulsi, zittiti, denunciati - anche dai loro ex fratelli - semplicemente per aver rifiutato il compromesso. Il vescovo Williamson, sebbene da molti definito "disobbediente", è rimasto fedele alla missione originaria: resistere all'errore, non riconciliarsi con esso.

    Se i nuovi vescovi devono essere consacrati, devono appartenere chiaramente alla stirpe dell'arcivescovo Lefebvre, non solo sacramentalmente, ma dottrinalmente e moralmente. La Resistenza non esiste per creare strutture parallele per il comfort, ma per mantenere la linea fino al ritorno di Roma alla Tradizione.

    Noi della Resistenza continuiamo a resistere - non per amarezza, ma per fedeltà. Fedeltà alla fede, alla Messa, al sacerdozio e alla missione affidataci.

    Questo non deve essere un gesto pubblicitario, una manovra politica, o una mossa tattica verso la normalizzazione. Deve essere quello che doveva essere il 1988:
    la conservazione della fede cattolica senza compromessi, ad ogni costo.
    (Traditional Catholic )

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    1. Concordo pienamente. Bisognerebbe tuttavia avere il coraggio di chiarificare alcuni punti importantissimi, fra i quale innanzitutto quello sull'Autorita della Chiesa e sulla validità dei nuovi sacramenti. Mons. R. Williamson stimava valida la messa-cena protestante (sic!) e addirittura riteneva che durante la sua celebrazione fossero avvenuti dei miracoli.
      Su internet archive è ora disponibile, in formato PDF, un libro che lessi tanti anni orsono con immenso profitto:

      La situation actuelle de l'autorité dans l'Eglise, La thèse de Cassiciacum, Abbé Bernard Lucien, Documents de catholicité, 1985.

      VIENI, O SPIRTO SANTO!

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  21. Quindi, questo si è rivelato estremamente rilevante oggi:
    "Papa Leone XIV, SSPX e lo stato di necessità in corso nella Chiesa"
    Di Robert Morrison
    "L'esistenza della Chiesa sinodale è una dimostrazione del tutto sufficiente che c'è una grave crisi nella Chiesa. E non è solo l'esistenza della Chiesa sinodale che segnala il grave stato di necessità — si potrebbe dire che un segno ancora più allarmante è che solo una piccola minoranza di pastori è stata disposta a parlare contro la cattiva Chiesa sinodale. "
    Leggi il resto e partecipa alla discussione: https://remnantnewspaper.com/web/index.php/fetzen-fliegen/item/7905-pope-leo-xiv-sspx-and-the-ongoing-state-of-necessity-in-the-church

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  22. La celebre frase «Francesco, va' e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina» fu rivolta a San Francesco d'Assisi direttamente da Gesù Cristo crocifisso.
    E come rispose Francesco ? Con cuori ardenti per “riparare”.., per “guarire”.., per “illuminare”…
    C’è bisogno di fede “ardente”

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  23. Sbaglia chi si illuda che lo "stato di necessità" che dura, secondo la FSSPX, da decenni, si risolva a breve. La rivoluzione conciliare si è autoalimentata ed è molto accorta nel fare sì che chi fa carriera nelle fila ecclesiastiche sia aderente al nuovo corso.
    Come si può credere che un nuovo pontefice sia disposto a rigettare i principi del CVII? Che i Cardinali e i Vescovi non siano allineati? Se così fossero, non avrebbero scalato la Gerarchia, sarebbero stati emarginati.
    Ora, con questo non dico che non sia possibile un miracolo.
    Le rivoluzioni si combattono con le controrivoluzioni e con un modus operandi talora uguale e contrario a quello adottato dai rivoluzionari.
    Dunque, crediamo che sia possibile una controrivoluzione o controriforma, chiamiamola come vogliamo, dall'interno del mondo ecclesiastico? Oppure dall'esterno? E in questo secondo caso, in che modo? (Nel primo caso, probabilmente serve un'astuta opera dissimulatrice in direzione anti-modernista, diciamo uguale e contraria a quella messa in opera dai modernisti nel Novecento, consapevoli tuttavia che loro avevano il mondo dalla loro parte, mentre noi tradizionalisti l'abbiamo contro). In ogni caso i tempi saranno molto lunghi, salvo interventi della Divina Provvidenza.
    --caustico

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  24. Personalmente, confido nelle capacità di mediazione di Leone XIV che, pur essendo espressione di un certo mondo, ha dimostrato di essere capace di un sano pragmatismo.

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