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mercoledì 4 febbraio 2026

Le Beatitudini: la bussola morale della persona umile

Sant'Agostino, quando gli fu chiesto di nominare le tre virtù più importanti, rispose: "umiltà, umiltà, umiltà". L'umiltà è centrale nel cristianesimo.

Le Beatitudini: la bussola morale della persona umile

Sant'Agostino, quando gli fu chiesto di nominare le tre virtù più importanti, rispose: "umiltà, umiltà, umiltà". L'umiltà è centrale nel cristianesimo. I cristiani sono coloro che presentano Gesù al mondo come suo unico Salvatore, lasciando che il Suo Spirito parli e operi attraverso di loro come membri della Sua Chiesa. Questo richiede di dare a Gesù e alla condivisione della nostra fede in Lui la priorità basilare della nostra vita. Ciò richiede umiltà, il che non è facile poiché la nostra natura decaduta cerca di glorificare l'ego. La sfida del cristianesimo, e il motivo per cui ha un effetto così purificante sull'individuo e sulla comunità, è che ci riporta con i piedi per terra e ci offre le Beatitudini come nostro codice morale.

È difficile essere umili quando si pensa di essere perfetti
È difficile essere umili perché l'orgoglio – il cavallo di battaglia di Satana – è così profondamente radicato in noi che siamo facilmente tentati di lasciarci dominare da esso attraverso il desiderio di fare il male perché ci fa sentire bene. Tre sacerdoti, un domenicano, un gesuita e un certosino, stavano discutendo su cosa li rendesse unici. Il domenicano diceva che il suo ordine era il migliore nella predicazione, il gesuita lodava la capacità di insegnare del suo ordine. Il certosino si grattava la testa e si lamentava che il suo ordine non fosse noto né per l'insegnamento né per la predicazione. Tuttavia, affermava che in termini di umiltà il suo ordine li superava tutti.

La persona umile si sente estranea nell'attuale cultura di egocentrismo e complessi divini. Cos'è l'umiltà? È la capacità di essere realisti su chi e cosa siamo, vale a dire peccatori che Dio chiama a essere santi. Siamo creature piene di contraddizioni, dotate di punti di forza e di debolezza, bellezza e bruttezza, generosità ed egoismo, servizievoli e provocatori, amorevoli e pieni di odio, indulgenti e vendicativi, indipendenti e bisognosi. Umiltà significa riconoscere e accettare noi stessi come un insieme così eterogeneo da aver bisogno di Gesù e della Sua Chiesa per aiutarci a far sì che in noi gli aspetti positivi superino quelli negativi. L'umiltà è l'accettazione del paradosso che "nel dare riceviamo" (Lc 6,38; At 20,35; 2 Cor 9,6). La persona umile è soprattutto realista, non disfattista, globalista o megalomane. L'orgoglio, l'opposto dell'umiltà, crea una visione irrealistica e falsa di noi stessi, negando ciò che è imperfetto in noi e nutrendo manie di grandezza. L'orgoglio ci mantiene emotivamente allo stesso livello di un bambino di due anni e così pensiamo che il mondo ruoti intorno a noi e sia lì per servirci, mentre l'umiltà ci sprona verso l'età adulta e ci spinge a dare senza pensarci due volte.

Le Beatitudini costituiscono il codice morale degli umili
La Chiesa di Gesù proclama la parola di Dio dal profeta Sofonia (2:3; 3:12-13), dal Salmo 146, dalla Prima Lettera ai Corinzi (1:26-31) e da San Matteo (5:1-12). Tutti sottolineano la necessità dell'umiltà come essenziale per chiunque voglia sperimentare la gioia celeste in questo mondo e pienamente in Paradiso. Gesù è l'epitome della persona umile. Ha sempre anteposto Suo Padre e il msndato di Suo Padre per salvare l'umanità a Se stesso e a qusnto Gli gosse di conforto. È l'Uomo che è morto affinché gli altri potessero pentirsi, essere perdonati e vivere. Essere cristiani significa essere come Cristo, quindi i Suoi seguaci devono essere uomini e donne disposti a dare la propria vita proclamando la missione di salvezza di Gesù a tutti, chiamandoli a pentirsi e a cercare il perdono per vivere pienamente ed essere pienamente umani. L'umiltà riguarda il vivere virtuosamente, non l'ostentare la virtù. Per praticare l'umiltà, Gesù insegnò ai Suoi Apostoli le Beatitudini come codice morale. Solo gli umili possono vivere le Beatitudini. Nelle Beatitudini troviamo il cuore del cristianesimo, ciò che rende la Chiesa di Gesù e i suoi membri diversi da tutte le altre religioni. Gesù ha dato ai suoi seguaci delle Beatitudini, atteggiamenti che si riflettono nella vita cristiana. Questi atteggiamenti si manifestano nella gratitudine, nel conforto verso chi è nel dolore, nella mitezza, nell'essere giusti, misericordiosi, nell'avere un cuore puro, nell'essere costruttori di pace, nella disponibilità ad abbracciare il martirio e nel perseverare come membri fedeli della Famiglia di Dio qui sulla terra, la Chiesa.

Collaboratori di Cristo Gesù
Il cristiano è un membro della Chiesa di Gesù, che Egli ha reso Suo collaboratore nella Sua missione di salvare l'umanità. Lo Spirito Santo ci dice che come cristiani dobbiamo: " ... cercare la giustizia, cercare l'umiltà... non commettere ingiustizia e non dire menzogna... non si troverà nella loro bocca una lingua ingannevole" (Sof 2:3; 3:12-13). Ciò che ha fatto il Signore, i Suoi collaboratori devono fare altrettanto. «Il Signore conserva la fedeltà per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri... ridona la vista ai ciechi... rialza chi è caduto... ama i giusti... protegge gli stranieri... sostiene l'orfano e la vedova... punisce i malvagi... » (Sal 146). Questo è il ministero di ogni cristiano. Spesso ci si aspetta che Dio risolva miracolosamente tutti i problemi causati dagli esseri umani. Ma si dimentica che Dio opera attraverso il Suo popolo. Egli ci fornisce tutti i doni di cui abbiamo bisogno per elevarci al di sopra dei mali della nostra natura decaduta. Come? Abbracciando e vivendo le Beatitudini, diventiamo destinatari delle benedizioni di Dio che ci portano felicità. Ma purtroppo, ci priviamo delle benedizioni che Dio vuole elargirci perché ci manca l'umiltà necessaria per credere che per quel che Egli ci chiede ci fornisce anche i mezzi per realizzarlo. La fede in Dio ci rende sempre umili perché ci rendiamo conto che ogni cosa buona viene da Lui se siamo ricettivi.

Dio benedice la persona che vive le beatitudini
Chi manca di umiltà non crede veramente in Gesù Cristo e quindi non dirà mai, quando gli viene chiesto di vivere le Beatitudini: "Oh, non potrei mai farlo. Non sono abbastanza forte". Ma impariamo da Paolo che "Dio ha scelto ciò che è stolto nel mondo per svergognare i sapienti... ciò che è debole per svergognare i forti... ciò che è umile e disprezzato per ridurre a nulla coloro che sono qualcosa..." (1 Cor 1,26-31). La persona umile riconosce la propria stoltezza, debolezza e umiltà. Ma sente anche la chiamata di Dio a far sentire la Sua presenza impegnandosi per la giustizia, la libertà e il sollevare coloro che sono umiliati. Come ha osservato qualcuno, "Dove c'è una volontà c'è una via, ma dove non c'è volontà non c'è via!" L'umiltà è la volontà di riporre la nostra fiducia nello Spirito di Dio che ci permette di fare ciò che altrimenti sarebbe impossibile e di beneficiare della promessa di Gesù: quando viviamo le Beatitudini saremo in grado di gioire ed essere lieti perché la nostra " ...ricompensa nei cieli sarà grande" (Mt 5,12). Gesù ci avverte che "chiunque si esalta sarà umiliato, ma chi si umilia sarà esaltato" (Mt 23,12).
P. Sean Sheehy, 2 febbraio

Preghiera
O Signore, apri i miei occhi affinché io possa vedere i bisogni degli altri,
Apri le mie orecchie affinché io possa udire le loro grida,
Apri il mio cuore affinché non restino senza rimedio.
Non lasciarmi temere di difendere i deboli,
A causa dell'ira dei forti,
Né aver paura di difendere i poveri
A causa della rabbia dei ricchi.
Mostrami dove sono necessari amore, speranza e fede
E usami per portarli in quei luoghi.
Apri i miei occhi e le mie orecchie affinché io possa, in questo giorno a venire,
Sia in grado di compiere qualche opera di pace per Te.
(Alan Paton)

1 commento:

  1. Oggi ricorrenza di S. Andrea Corsini, Vescovo e Confessore.

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