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mercoledì 4 marzo 2026

Il conto della teocrazia

Riprendiamo da Vigiliae.
Il conto della teocrazia

Le notizie da Teheran giungono con la nitida definitività di un'alba invernale. Hanno il sapore di un epitaffio. Il 28 febbraio 2026, l'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran per oltre tre decenni e mezzo, è stato ucciso in un attacco congiunto israelo-americano. I media statali hanno parlato di "martirio". Le strade si sono riempite di persone in lutto e, negli angoli più silenziosi, di festeggiamenti in sordina. Il velayat-e faqih – quell'audace affermazione secondo cui un giurista può sostituire l'Imam Nascosto fino alla fine dei giorni – ha perso la sua incarnazione vivente. Ciò che rimane sono macerie, recriminazioni e una domanda urgente per teologi e statisti: cos'è esattamente la teocrazia e perché finisce così spesso nel sangue?

Da un punto di vista tradizionalista e conservatore – plasmato dall'eredità cristiana dell'Occidente piuttosto che dallo sciismo rivoluzionario del 1979 – l'esperimento iraniano non è mai stato una restaurazione dell'ordine sacro, ma un'eresia moderna vestita di abiti clericali. La dottrina di Khomeini non era l'Islam antico. Era una creazione del XX secolo, che fondeva avanguardismo marxista, antimperialismo terzomondista e un'escatologia distintamente sciita in una macchina totalitaria. Il Giurista Guardiano – il rahbar, o Guida Suprema – non si limitava a consigliare; governava. Parlamento, magistratura, economia, cultura: tutto era subordinato alla fatwa e alla Guardia Rivoluzionaria. Questa non era l'armoniosa diarchia della cristianità – le due spade di Gelasio, spirituale e temporale, ciascuna sovrana nella sua sfera – ma una fusione che rendeva lo Stato una Chiesa e la Chiesa una forza di polizia.

Il conservatorismo tradizionale ha sempre diffidato di tali contaminazioni. Agostino, scrivendo durante il sacco di Roma, ci ha ricordato che la Città di Dio e la Città dell'Uomo non sono identiche; quest'ultima è nella migliore delle ipotesi un pallido riflesso, nella peggiore una parodia. Fin dall'inizio, Cristo stesso aveva tracciato la linea: rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio – un rifiuto di far collassare il temporale e il divino in un'unica sovranità. Tommaso d'Aquino insisteva sul fatto che la legge umana dovesse conformarsi alla legge naturale e, in ultima analisi, alla legge eterna. Eppure non ha mai immaginato il teologo come un autocrate. I papi medievali che si scontrarono con gli imperatori compresero la distinzione: la Chiesa corregge, unge e frena; non amministra il tesoro né comanda le legioni. Persino i momenti più "teocratici" della storia cristiana – la Ginevra di Calvino, lo Stato Pontificio, i regni confessionali dell'ancien régime – contenevano tensioni interne, ceti, corporazioni e diritti consuetudinari che impedirono la fusione assoluta tentata dall'Iran. Quando queste tensioni crollarono, come accadde sotto i giacobini o i bolscevichi, il risultato fu un terrore giustificato dalla salvezza laica. Il regime di Khamenei ripeté lo stesso schema con il vocabolario religioso.

L'indole conservatrice, plasmata da Edmund Burke e T. S. Eliot, dal diritto comune inglese e dal principio di sussidiarietà – da tempo riconosciuto nel pensiero sociale cristiano – riconosce che l'autorità legittima è mediata, non concentrata. Nasce dalla prescrizione – dal lento accumulo di consuetudini, famiglia, parrocchia, corporazione e regno. È responsabile di fronte a qualcosa di più alto di sé: a Dio, sì, ma attraverso istituzioni che ricordano la propria fragilità. La teocrazia iraniana se ne è dimenticata. Ha promesso il paradiso in terra e ha portato inflazione, coscrizione obbligatoria, controllo morale e guerre per procura dal Libano allo Yemen. Ha trasformato la religione in ideologia e l'ideologia in uno stato di sorveglianza. Quando quello stato si è trovato di fronte a una forza superiore, si è incrinato con la fragile certezza di tutte le divinità create dall'uomo.

Niente di tutto ciò, tuttavia, autorizza la tentazione liberale di esultare. Lo stesso Occidente laico che rifugge dai mullah ha trascorso decenni a svuotare la piazza pubblica da qualsiasi riferimento trascendente. Al posto del Giurista Guardiano abbiamo lo Stato Guardiano: regolatori, tribunali e algoritmi che impongono una nuova ortodossia di autonomia e uguaglianza, altrettanto intolleranti al dissenso. Anche qui, viene dimenticata una visione cristiana: la distinzione tra peccato e crimine – una distinzione che la teocrazia iraniana ha cancellato e che l'Occidente laico ora offusca mentre moralizza il diritto e legifera sulla moralità. I tradizionalisti hanno a lungo avvertito che quando una società si separa dal sacro, non diventa neutrale. Diventa vulnerabile a nuovi idoli. Il crollo di una teocrazia non giustifica un proceduralismo ateo. Ci ricorda semplicemente che la politica senza pietà è o caotica o tirannica – spesso entrambe le cose in successione.

Qual è, dunque, la risposta conservatrice costruttiva alla questione della teocrazia? Non la sua accettazione incondizionata, ma il suo rifiuto misurato a favore di qualcosa di più antico e saggio: una comunità politica che conosce il suo posto al di sotto della sovranità divina senza pretendere di incarnarla. Un ordine cristiano insiste sul fatto che lo Stato è ordinato da Dio (Romani 13) ma non è Dio. Può essere confessionale; può privilegiare la fede storica nell'istruzione, nella legge e nelle cerimonie pubbliche; può persino concedere alla Chiesa una voce collettiva. Ma non deve mai permettere al chierico di diventare commissario. Il vero conservatore difende l'altare e il trono, pur mantenendoli distinti. Difende la libertà ordinata proprio perché ricorda che la libertà senza ordine è licenza; l'ordine senza libertà è dispotismo.

La morte di Khamenei, quindi, non è né una pura tragedia né un trionfo inequivocabile. È uno spettacolo ammonitore. Mostra la fragilità di qualsiasi regime che scambi la penombra dell'autorità divina per la sua sostanza. Per coloro tra noi che ancora credono che le nazioni prosperino quando ricordano il Re dei re, la lezione è chiara: ricostruire, ma costruire con umiltà. Perché quando i cristiani pregano "venga il tuo regno", non chiedono un regime clericale, ma il regno della giustizia di Dio per giudicare e purificare ogni potere terreno. Che lo Stato sia giusto, la Chiesa sia santa, e nessuno dei due finga di essere l'altro. L'alternativa – che si tratti del turbante nero di Qom o della bandiera arcobaleno di Bruxelles – porta solo allo stesso capolinea: la violenza in nome dell'assoluto, seguita dal lungo silenzio della disillusione.

Nelle settimane e nei mesi a venire, mentre la crisi di successione iraniana si dispiega e la regione trema, gli osservatori occidentali farebbero bene a resistere sia all'arroganza neoconservatrice [non la vedrei all'orizzonte, neppure come reazione, sia in relazione all'attuale realtà conservatrice che in virtù del nichilismo purtroppo imperante - ndT] che alla schadenfreude [gioia maligna -ndT] progressista. Il vero compito è più antico e arduo: recuperare, nelle nostre terre, una politica castigata dalla trascendenza ma diffidente nei confronti della perenne tentazione della teocrazia Solo allora potremo dire, con il Salmista, che se il Signore non costruisce la casa, coloro che vi lavorano lo fanno invano – e intenderlo non come uno slogan, ma come il primo principio dell'arte di governare.

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

45 commenti:

  1. Articolo terribile e a mio parere scandaloso.
    Il giorno prima dell'attacco, sembrava che le discussioni avessero fatto dei passi avanti. Così veniva annunciato in radio. Lo stato giudaico ha (come ha detto implicitamente Marco Rubio) forzato la mano. Di questo non si parla. Tutto viene descritto come l'inevitabile destino della teocrazia. Ne si parla della natura dello stato giudaico e del fatto che da quando esiste i cristiani sono diminuiti in maniera molto più marcata di prima. Che ne dice l'autore del rapporto che esiste tra il Re dei re e quello che chiamiano "Israele"? Se questa è la posizione dei conservatori e tradizionalisti non voglio avere niente a che fare con loro.
    Aichardus

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  2. Qui peut croire une seconde qu'Israel et les USA ont décidé de détruire l'Iran parce que c'est une "théocratie" ? L'Irak était une théocratie ? Et la Syrie ? Et la Lybie ? Et le Soudan ? Et le Liban ? Etc., etc.…
    L'Iran aurait été tout sauf une théocratie qu'il aurait connu le même sort.

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  3. "Usa a rimorchio e senza strategia, ecco l’effetto-domino in Medio oriente”04 marzo, 2026 12:53

    Intervista al Generale Maurizio Boni

    La strategia non c’è, perché questa operazione è stata lanciata dagli israeliani e gli americani li hanno seguiti, anche se non erano neanche stati avvertiti che l’operazione stava cominciando. Marco Rubio, in un consesso molto ristretto di senatori americani del Comitato delle Forze Armate del Congresso, lo ha ammesso candidamente. Non c’è strategia. E se l’obiettivo della missione era quello di abbattere il regime di Khamenei, quindi di rovesciare il governo iraniano, non ci sono riusciti, né ci sono segnali che ci riusciranno.

    Le forze armate iraniane tengono, la società si è compattata dietro quello che sarà il nuovo leader, e quindi non c’è strategia americana se non quella di continuare a bombardare senza alcuno scopo. L’Iran non crollerà per via delle bombe americane, non deve fare altro che continuare ad assorbire il colpo, perché per questioni logistiche gli americani non hanno la possibilità di sostenere a lungo questo conflitto. Non a caso Trump parla di una guerra di quattro settimane: molto probabilmente le loro dotazioni permettono di sostenere il conflitto per non più di 5 settimane.

    Gli iraniani hanno colpito tutti i porti nella regione attraverso i quali gli americani rifornivano la loro flotta, il loro sistema militare: sono tutti fuori uso e ora devono far ricorso ai porti indiani e in seconda battuta persino a quelli italiani. Insomma, la logistica è complicata sia per la scarsità degli stock, quindi delle riserve, sia perché sarà molto difficile fare arrivare ciò che occorre nel teatro della guerra.

    Gli americani hanno sposato pienamente il sistema israeliano di uccidere chiunque si trovi sulla loro traiettoria. Il problema è che hanno seguito gli israeliani, ma non hanno via di uscita: non credo che ci saranno sviluppi positivi a favore della coalizione USA-Israele.

    Bisogna stare attenti alle missioni sotto falsa bandiera, perché in Iraq e in Arabia Saudita, le autorità governative locali hanno arrestato agenti del Mossad che stavano preparando attentati per attribuirli all’Iran. Nella destabilizzazione regionale gli israeliani continuano a giocare un ruolo importante. Questo per dire come possano essere senza scrupoli. Finora sono state attaccate 27 basi americane e su Al Jazeera troviamo i primi sfoghi di funzionari dei Paesi del Golfo: lamentano che gli Stati Uniti spendono le loro risorse per difendere Israele, lasciando indifese le altre nazioni dell’area che sono partner degli USA.

    È da tempo che gli israeliani dettano legge e gli americani li assecondano. Anzi, gli Stati Uniti stanno mettendo a repentaglio la loro credibilità politico-militare per Israele. Ed è questo che la base repubblicana non sta perdonando a Trump: è sparita la sovranità americana, altro che MAGA.

    Trump si era stupito del fatto che l’Iran non avesse capitolato di fronte alla minaccia dell’imponente sistema militare schierato nel Golfo e questo significa proprio uno scollegamento totale dalla realtà.

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  4. Rubio ha dichiarato apertamente: «Sapevamo che ci sarebbe stata un’azione israeliana contro l’Iran. Sapevamo che ciò avrebbe provocato un attacco contro le forze americane da parte del regime iraniano. E sapevamo che se non li avessimo attaccati preventivamente prima che sferrassero quegli attacchi, avremmo subito perdite più ingenti». Ha aggiunto: «Eravamo consapevoli delle intenzioni israeliane e capivamo cosa avrebbe significato per noi, e dovevamo essere pronti ad agire di conseguenza. Ma questo doveva succedere a tutti i costi».

    La logica è circolare quanto rivelatoria: gli USA hanno colpito l’Iran perché sapevano che l’Iran avrebbe risposto a un attacco israeliano. Non perché l’Iran stesse attaccando gli Stati Uniti. Non perché esistesse una minaccia imminente verso il territorio americano. Ma perché Israele aveva già deciso di colpire, e Washington ha scelto di non aspettare il contrattacco.

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  5. Si tratta di una guerra tra "teocrazie", dove da una parte abbiamo la teocrazia islamica iraniana e dall'altra la neo-teocrazia "cristiana" sionista subordinata alla teocrazia israeliana:

    Trump's commanders tell troops to prepare for Jesus' return and issue chilling Armageddon prophecy
    https://www.dailymail.co.uk/news/article-15610309/Trumps-commanders-tell-troops-prepare-Jesus-return-issue-chilling-Armageddon-prophecy.html?ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490&ito=social-twitter_mailonline

    Nel caso della morte di Khamenei, tutta la propaganda occidentale ha riportato che il regime iraniano era una tirannia e che il popolo iraniano gridava aiuto. La strategia per ucciderlo era quella del tirannicidio, in cui ci si aspettava che il popolo si sarebbe ribellato alla sua morte e avrebbe rovesciato il regime. Non è quello che è successo. Il popolo stesso, e non solo i media statali, lo ha riconosciuto come un martire. Nonostante tutti gli errori e i peccati del regime iraniano, Khamenei era un uomo molto migliore di Trump e non è fuggito a Berlino, come Netanyahu; ha scelto di essere allo stesso livello del suo popolo, ed è finito per morire.

    D'altra parte, Trump ha attaccato l'Iran due volte durante i negoziati, e il primo atto scioccante della guerra è stato l'attacco a una scuola per bambini iraniani, dove sono morti 165 bambini. C'è qualcosa di profondamente malvagio nel prendere di mira i bambini. I bambini di Gaza e dell'Iran sembrano avere lo stesso valore che Epstein dava ai suoi figli. A proposito, guardate questa notizia:

    https://x.com/LePapillonBlu2/status/2028707899950665735

    Rep. Jamie Raskin on the unredacted Epstein files:

    “Donald Trump’s name is all over these files… 17-yo girls, 16-yo girls, 14-yo girls, 11-yo girls, 10-yo girls… I saw a reference today to a 9-yo girl. It’s a really gruesome and grim story… in order to make progress on criminal investigation and prosecution, we need to listen to the survivors.”

    No one is above the law.

    https://x.com/LePapillonBlu2/status/2028707899950665735

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    1. Questo sionismo non è una teocrazia. È un mettersi al posto di Dio...
      "Cristianesimo sionista" è un ossimoro. Si tratta di un Cristianesimo contraffatto!

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    2. Mettersi al posto di Dio significa farsi un'altro tipo di falsa divinità. Se in passato l'uomo creava falsi dei e li metteva al posto di Dio, oggi mette se stesso al Suo posto. Questo riassume ciò che San Paolo ha insegnato sulla fine dei tempi.

      Il sionismo "cristiano" è un'eresia giudaizzante. In realtà, sono dei Noachidi che si definiscono cristiani (come Aimé Pallière...). Collaborare con Israele per la venuta del loro "messia" equivale ad aver collaborato con il Sinedrio per la morte di Gesù (cosa che fece Giuda Iscariota).

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  6. Israel Shamir prophétique. A lire absolument :

    https://plumenclume.com/2026/03/04/la-guerre-de-pourim-contre-liran-par-israel-shamir/

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  7. Geopolitica e scelte umane04 marzo, 2026 13:40

    “L’inferno è vuoto e tutti i demoni sono qui.”

    Non sono mostri mitologici.
    Sono paure collettive, traumi storici, identità irrigidite che non abbiamo ancora integrato.
    Come individui e come collettività.

    Quello che vediamo accadere oggi tra Stati Uniti, Israele e Iran non è solo geopolitica.
    È la manifestazione esterna di una frattura interna dell’umanità.

    Ogni Stato difende un confine.
    Ma sotto si difende un’identità ferita di esseri umani. Incoscienti di quello che gli accade.

    La vera domanda non è allora chi vincerà. La vera domanda è da dove stiamo re-agendo interiormente.

    Finché resteremo nella paura, la polarizzazione continuerà ad alimentarsi.
    Se invece inizieremo a ricomporre il nostro centro, cambierà anche la superficie.

    Il fuoco non va represso.
    Va elevato.

    Perché il conflitto non si supera negandolo,
    ma trasformandone la radice profonda.

    La pace non nasce mai da un equilibrio di potere.
    La pace nasce solo da un salto di coscienza.

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  8. da ex studente di Giurisprudenza04 marzo, 2026 13:42

    Quell'intervista al Gen. Boni mi mette i brividi: se l'Italia è "marionetta degli USA" (non mi pare, viste le acrobazie diplomatiche del governo...), ora sembra che gli USA siano marionetta di Israele e la cosa non apre chissà che belle prospettive.
    Mic, hai osservato che, a parte certi riferimenti alla Bibbia ebraica, i vertici israeliani non nomina mai Dio (nemmeno come Adonai, Signore)? Hai detto una cosa più inquietante di quel che ho detto qui sopra io: quelli si credono Dio loro stessi.
    Forse Trump vuole restaurare la monarchia in Iran, ma non è possibile restaurare anche i regni crociati, purtroppo (quantunque alcune casate esistano ancora).

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  9. Israel Shamir, juif converti au christianisme, qui connaît le Talmud et la Kabbale mieux que personne, écrit ceci, à propos de la centaine de jeunes filles iraniennes délibérément (non accidentellement, DÉLIBÉRÉMENT) assassinées les Israéliens :

    « Les Palestiniens sont victimes d’un génocide pour leur attachement à la mosquée Al-Aqsa (la guerre à Gaza est appelée par les Palestiniens le « déluge d’Al-Aqsa »). La seule véritable résistance est venue d’Iran, menée par des théologiens persans qui comprenaient parfaitement la controverse du Mont du Temple. Aussi, bien sûr, l’Iran devait être bombardé pour Pourim. De toute évidence, une telle célébration devait s’accompagner du sacrifice rituel kabbalistique de jeunes filles, tel qu’exposé dans les dossiers Epstein. Cette pratique religieuse juive a été immédiatement mise en œuvre lorsqu’ils ont massacré plus d’une centaine d’écolières et lorsqu’ils ont délibérément ciblé la petite-fille de 14 mois du défunt ayatollah Khamenei… »

    Que celui qui a des oreilles entende !

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    1. L'ultimo vero ostacolo alla distruzione del Terzo Tempio è l'Iran. Tutti gli altri paesi arabi sono sottomessi a USraele.

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  10. Paolo VI, al Concilio, parlò dell'incontro tra la religione dell'uomo che si è fatto Dio e la religione del Dio che si è fatto uomo. Ora, con il caso Epstein, stiamo scoprendo che la religione dell'uomo che si è fatto Dio è, in realtà, la religione dell'uomo che si è fatto Lucifero.

    Ciò che abbiamo visto da Israele sul campo di battaglia è l'atteggiamento di guerra dell'Antico Testamento. Usare i bambini come bersagli militari è barbaro. Chiunque abbia affermato che l'Antico Testamento non è stato revocato è responsabile di questi eventi!!!

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  11. Paula White Cain, la consigliera spirituale di Trump e leader dell’ufficio della Fede della Casa Bianca.
    “Bombardare bombardare bombardare bombardare bombardare bombardare bombardare…”
    Anche a questi gliel’ha detto Dio.

    https://x.com/search?q=Paula%20White-Cain&src=typed_query&f=live

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  12. Il link è questo:

    https://x.com/Persona_SB_/status/2029176919342588265

    Mi dispiace, non so usare molto bene Twitter.

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  13. Mons.Viganò su fsspx e Muller Sarah Burke... invito a unire le forze

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  14. Geolpolitica e..13,40. I demoni sono entità personali e distinte..al più suscitano terrori ecc... I demoni esistono, i diavoli esistono, l' inferno anche e la lotta è personale tra entità personali e ognuno di noi...

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  15. Certi commenti qui apparsi, antisraeliani, sono deliranti.
    Che la teocrazia dovesse finire comunque nel sangue è tesi che non regge. Se la teocrazia iraniana non avesse voluto darsi la bomba atomica e costruirsi un notevole apparato missilistico, in grado di raggiungere un domani anche il Mediterraneo; se non avesse finanziato il terrorismo medioorientale un modo massiccio; nessuno avrebbe bombardato l'Iran.
    L'Iran non è il Male assoluto però non corrisponde nemmeno all'immagine edulcorata che i suoi simpatizzanti diffondono in rete. È una lotta tra due imperialismi: quello americano-israeliano consolidato e quello più recente e che cerca di imporsti con le armi, le guerre, i petrodollari, l'imperialismo dei persiani e l'invasione dell'Europa con le sue masse.
    La scuola con i bambini e le bambine è stata sicuramente colpita per errore. Non si costruiscono costosi missili per ammazzare civili innocenti ma per colpire obbiettivi militarmente paganti del nemico, neutralizzarne le capacità operative.
    Ebrei e maomettani sono tutti e due nostri plurisecolari nemici, in quanto cattolici. La ricchezza provocata dal petrolio ha estratto i popoli musulmani dall'oblio e dalla decadenza. Da tempo proclamano che vogliono conquistarci e da tempo hanno messo a profitto le immense entrate dal petrolio per costruirsi una grande potenza militare, missili e bombe atomiche comprese.
    Ma nella potenza militare israeliana l'islam ha trovato un ostacolo imprevisto, che finora ne ha frustrato sanguinosamente le aspirazioni di dominio.
    Le guerre preventive per impedire ad uno Stato di darsi bombe atomiche e missili a lunga gittata sono giuste. Non è bene che Israele abbia (e senza dirlo) l'atomica. Ma sarebbe ancora peggio se l'atomica la possedessero anche gli ayatollah.
    I competenti fanno notare che, dal punto di vista logistico, con questa guerra l'America si sarebbe cacciata in un cul-de-sac. Potrebbero anche chiedersi: con i cieli dominati completamente dall'aviazione nemica, capace di colpire anche ad personam e di rendere la vita impossibile ad ogni futuro governo iraniano, quanto potrà resistere l'Iran senza cercare di negoziare una pace di compromesso?

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    1. L'Iran è un paese sovrano. Ciò che lei sostiene è la sottomissione della sua sovranità a paesi stranieri. Tra questi c'è un paese il cui programma nucleare e il cui arsenale sono completamente sconosciuti. Nel corso della sua esistenza, il regime iraniano non ha mai dichiarato guerra diretta contro alcun paese.

      Ad oggi, le armi chimiche di Saddam Hussein non sono state trovate in Siria; abbiamo un terrorista al potere e Gheddafi non ha fatto nulla di male per meritare la sorte che ha ricevuto. Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che se l'Iran non si fosse armato, avrebbe già visto la fine di questi capi di stato (o di paesi dell'Europa orientale come la Jugoslavia). Il regime iraniano è uno dei pochi al mondo che non si inchina agli ordini di Israele; considera il territorio della Palestina come territorio occupato.

      Parlare di imperialismo persiano è una fantasia: l'Iran porta il peso delle sanzioni da 47 anni, il che gli impedisce persino di avere una forza aerea decente. E lei viene qui a parlare di imperialismo persiano?

      Non è una scuola per ragazzi e ragazze, ma una scuola femminile. Non sai nemmeno di cosa stai parlando; non puoi affermare che "è stata sicuramente attaccata per errore". Tutti gli attacchi contro i leader iraniani sono stati condotti con precisione. Questo perché i costosi missili sono dotati di sistemi di navigazione all'avanguardia che prevengono errori come quelli a cui abbiamo assistito nella scuola Shajareh Tayyebeh a Minab.

      A proposito di ricchezza generata dal petrolio, quale percentuale guadagnavano Inghilterra e Stati Uniti dal petrolio iraniano prima della rivoluzione islamica? Dove finiscono i soldi del petrolio venezuelano?

      Gli iraniani hanno investito nei missili perché investire in aerei da combattimento e navi è molto più costoso. Leggendo il tuo commento, mi sembra che la tua personalità sia piuttosto peculiare. Sembra che ameresti un Paese che ti ha sanzionato per 47 anni, e che non faresti o diresti nulla contro questa situazione, accetteresti tutto passivamente. Non tutti sono predisposti alla sindrome di Stoccolma. Quindi, dicono che ci conquisteranno? Davvero? Che fine ha fatto "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare"? La forza militare iraniana è estremamente modesta per un paese che investe immense risorse petrolifere nel suo esercito; è solo il sedicesimo esercito più grande.

      La potenza militare israeliana è così forte che Israele ha avuto bisogno dell'assistenza degli Stati Uniti due volte per attaccare l'Iran. In entrambe le occasioni, ha attaccato durante i negoziati. Che tipo di uomini attaccano durante i negoziati? Questa è malvagità e barbarie, opera di persone senza onore, senza morale e senza carattere. Non ci sono aspirazioni di dominio per un paese sotto un regime che non ha mai condotto una guerra offensiva in tutta la sua storia.

      Netanyahu ripete da oltre 30 anni che l'Iran costruirà una bomba atomica la prossima settimana. È stato proprio l'Ayatollah a impedire la costruzione della bomba atomica. Perché sarebbe peggio se Khamenei possedesse la bomba atomica, se tutte le guerre in Medio Oriente fossero combattute in nome di Israele, in modo che diventi l'unica superpotenza e porti avanti i suoi progetti escatologici? Quando verrà il Messia di Israele, l'Anticristo, lo accoglierete anche voi? Siete appassionati di Israele; la vostra posizione e il vostro pensiero non sono diversi dal sionismo "cristiano" americano. Questa guerra è già partita dal principio della caduta dell'Iran, ma in guerra la vittoria è anche una questione di come si vince e di come si perde. Israele ha vinto a Gaza, ma ha perso buona parte del suo sostegno globale a causa del modo omicida in cui ha condotto la guerra (prendendo di mira i bambini). Gli americani/israeliani hanno attaccato, nel bel mezzo dei negoziati, una scuola femminile, ospedali (persino un reparto maternità), una nave in addestramento, ecc. Come ha detto un commentatore, lo stile di guerra israeliano è lo stile dell'Antico Testamento...

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  16. Il pastore John Hagee, alleato di Trump, ritiene che Russia, Turchia e Iran invaderanno Israele.

    "Un grande terremoto travolgerà gli eserciti in avanzata di Russia, Turchia e ciò che resta dell'Iran, così come i gruppi islamisti che desiderano unirsi all'esercito in marcia."

    https://x.com/MyLordBebo/status/2029211699740364893

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  17. Kirk era un sostenitore di Trump ma si arrabbiò con lui in due occasioni: perché tergiversava , quantomeno, sugli Epstein files, e perché tendeva ad ascoltare Netanyahu sull' Iran.

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  18. Iran: The Last Stand against Baal
    https://www.arktosjournal.com/p/iran-the-last-stand-against-baal

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  19. Nell'antico diritto romano, le meretrici potevano testimoniare nei processi? Credo di no. Erano colpite dalla nota pubblica di infamia, a causa della vita scandalosa che facevano, cosa che non le rendeva affidabili, come testimoni.

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    1. Cosa vuoi dire con questo commento?

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  20. In Persia c’era lo Scia’, uomo adatto a garantire il colonialismo globalista e gli affari coi plutocrati. Poi da Parigi arrivò l’ayatollah Komeini. L’Iran si trovò in una guerra contro l’Iraq, 1980-1988, una delle più sanguinose mai combattute. All’epoca la CIA collaborava con L’Iran (ricorderete la faccenda Contra). Avrà mai smesso di farlo? In Iran il 90% della popolazione è sciita. Gli sciiti non sono gli iraniani partecipanti alle Olimpiadi invernali. Però anche un popolo dalla storia bimillenaria è radicato nelle sue credenze ha avuto capi invischiati in remuneratissime relazioni con il deep state globalista. Anche in Iran si tratta a di fare pulizia. Non dagli sciiti, non dagli iraniani, ma dalle teste di ponte del serpente che si serve delle popolazioni per creare condizioni utili ad innescare tensioni e conflitti. Non è tutto bianco o nero, in ogni singolo schieramento.

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  21. Le prime "Guerre del Golfo" non furono quelle tra Iran e Irak negli anni Ottanta?
    Alla fine vinse l'Irak (Sadam Hussein) facendo largo ricorso alle armi chimiche. Da qui il timore di queste armi da parte di chi si apprestava ad assalire l'Irak, per liberare il Kuwait. Contro Khomeini l'Irak era appoggiato dall'Occidente. Ma poi Sadam Hussein fece un grave errore: occupò a freddo il disarmato Kuwait, ricchissimo di petrolio. E l'Arabia Saudita gli si apriva dinanzi, praticamente indifesa. Allora americani e inglesi, che non potevano perdere l'Arabia Saudita né consentire che Hussein diventasse il padrone delle riserve mondiali di petrolio, organizzarono la "crociata" contro il dittatore. Questi i fatti.
    Hussein, invece di ritirarsi dal Kuwait, accettò la sfida, forte dell'armamento sovietico, in tutti i campi, da lui acquistato spendendo miliardi di dollari. La tecnologia americana però si rivelò nettamente superiore. Le difese contraeree e i bunker di Irakeni furono bucati come niente, cominciò il consueto, crudele tiro al bersaglio. Le cifre sui morti civili irakeni sono quasi sicuramente gonfiate però la popolazione soffrì ugualmente parecchio. Ci fu una grande battaglia nel deserto tra carri armati e altri mezzi americani e irakeni. I mezzi riakeni furono quasi tutti distrutti, circa trecento, contro due o tre perdite americane solamente: la differenza tecnologica era impressionante. I veleni chimici non furono trovati, ma le grandi potenze occidentali non potevano lasciare Hussein quale padrone del petrolio.
    La seconda guerra contro l'Irak fu invece un imbroglio nel senso che fu giustificata con l'esistenza di una minaccia atomica irakena in realtà inesistente.
    La repubblica degli ayatollah cominciò con le guerre contro Hussein. La sconfitta la rese più saggia ma solo nel senso di cambiare strategia, non obbiettivi. L'obbiettivo resta sempre la liberazione di Gerusalemme dagli ebrei e la distruzione dello Stato ebraico. Gli ayatollah lo proclamano da decenni. Obiettivo irrealistico, che può provocare solo morte e distruzione, come stiamo vedendo.
    La leadership israeliana non è infatti normale, nel senso, che è afflitta da quella che possiamo chiamare la "sindrome di Auschwitz", il terrore di essere di nuovo sterminati in massa in quanto ebrei. Se messi alle strette, con l'acqua alla gola, gli israeliani non esiterebbero a ricorrere all'arma atomica, quale ultima ratio. Credo si chiami "operazione Sansone".

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  22. Secondo me va chiarito un concetto: l'ebraismo moderno non è quello di Gesù ma è principalmente il fariseismo ampiamente condannato da Gesù stesso. Noi siamo Israele proprio perché Gesù è il Sommo Sacerdote nonché Vittima dell'unico vero Olocausto. Il delirio del terzo tempio è solo millenarismo del popolo di "dura cervice". Proprio la necessità di conversione e perdono dei nostri peccati richiede che gli ebrei vivano raminghi lontani dalla luce di Cristo quasi fino alla fine dei tempi. Poi ci sono gli aspetti della politica: lo stato di Israele è una teocrazia de facto, paranoica e pericolosa proprio perché, disconoscendo Dio e la Sua autorità rilevata da e nel Figlio, non è in grado di darsi una legge morale diversa dall'occhio per occhio e dente per dente. E pensare che ogni tanto qualcuno parla di "salvezza parallela"!

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  23. Don Curzio Nitoglia
    Le origini del sionismo
    https://m.youtube.com/watch?v=ihbuhX8NIcI

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  24. Storia delle armi chimiche mai trovate...Contro l'Iran gli irakeni le usarono abbondantemente, le lanciavano anche dagli elicotteri, di fabbricazione sovietica. E pare con effetti micidiali. Per questo l'Armata multinazionale a guida americana che attaccò l'Irak per liberare il Kuwait viveva sotto l'incubo dei gas di Hussein. Che poi non ci furono o che comunque non usò. Ma le armi chimiche non furono la causa della guerra, la causa fu l'invasione del Kuwait, che uno come Hussein non poteva permettersi. Non poteva metterssi al rango delle grandi potenze, mettendo sotto controllo il petrolio del Kuwait e magari poco dopo quello dell'Arabia Saudita.
    Ma voi sapete leggere i commenti ai quali rispondete sempre con le solite trite tesi?

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  25. "Ma voi sapete leggere i commenti ai quali rispondete sempre con le solite trite tesi?"

    Sei tu quello che non sa leggere:

    "La Risoluzione 687 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, approvata il 3 aprile 1991 dopo la sconfitta dell’Iraq nella Guerra del Golfo, impose a quel punto il completo smantellamento dei programmi di armi di distruzione di massa dell’Iraq e di tutte le sue armi chimiche prodotte nei decenni precedenti. Tale Risoluzione delle Nazioni Unite stabilì anche che una Commissione speciale dell’ONU (UNSCOM) avrebbe supervisionato e guidato il processo di smantellamento. “Nel dicembre 1998 – riporta sempre il Wilson Center – gli ispettori dell’UNSCOM avevano supervisionato la distruzione di 38.537 munizioni chimiche piene e vuote, 690 tonnellate di agenti CW, più di 3.275 tonnellate di precursori chimici e oltre 425 pezzi di apparecchiature di produzione chiave”. La storia delle armi chimiche (mai trovate) di Saddam Hussein

    Continua...

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  26. Anche:

    "Il 19 marzo 2003 una coalizione guidata dagli Stati Uniti invase l’Iraq e rovesciò Saddam. Secondo gli Stati Uniti e il Regno Unito, Saddam Hussein aveva nel frattempo rilanciato il suo programma di armi chimiche, in aperta violazione della Convenzione sulle armi chimiche del 1997. In particolare, gli Stati Uniti sostennero che l’Iraq non aveva distrutto 1,5 tonnellate dell’agente nervino VX, 1.000 tonnellate di gas mostarda, violando altresì la risoluzione 1441 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’accusa di Washington, tuttavia, si rivelò infondata poiché la Commissione di monitoraggio, verifica e ispezione delle Nazioni Unite (UNMOVIC – che aveva sostituito l’UNSCOM – stabilì che non c’erano prove della continuazione o ripresa da parte dell’Iraq dei programmi di armi di distruzione di massa.

    Celebre a quel punto fu lo “show” al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dell’allora Segretario di Stato americano Colin Powell del febbraio 2003: secondo Powell, infatti, Hussein, era in possesso armi chimiche e biologiche ed era legato ad al-Qaeda. “L’Iraq – affermò – ha già precedentemente violato i suoi impegni, violando 16 passate risoluzioni durante gli ultimi 12 anni. La Risoluzione 1441 non aveva a che fare con una parte innocente, bensì con un regime che questo stesso consiglio ha condannato ripetutamente nel corso degli anni. La risoluzione 1441 ha dato all’Iraq un’ultima opportunità, l’ultima opportunità di collaborare o affrontare serie conseguenze. Nessun membro del Consiglio presente durante la votazione quel giorno ebbe nessuna illusione sulla natura e gli scopi della risoluzione o su quali sarebbero state le serie conseguenze se l’Iraq non avesse collaborato”. Nonostante i dubbi sulle prove fornite da Powell, il 20 marzo la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti invase l’Iraq e diede inizio alla Seconda Guerra del Golfo. Nel giro di pochi mesi Baghdad capitolò. Il 1º maggio 2003 il presidente George W. Bush atterrò sulla portaerei Abraham Lincoln, quella che aveva partecipato alle operazioni nel Paese, annunciando così la vittoria degli Stati Uniti. Il 30 dicembre 2006, l’ex Presidente e leader del partito Partito Baʿth, Saddam Hussein, venne giustiziato da un tribunale speciale iracheno.


    Saddam Hussein era colpevole di innumerevoli crimini, ma non aveva ricostituito il programma destinato alla produzione di armi chimiche o addirittura di armi di distruzione di massa, come si evinse da un rapporto della CIA del 2004 e dalle conclusioni della commissione d’inchiesta inglese presieduta da Sir John Chilcot, secondo la quale Bush e Blair trascinarono l’Occidente in una guerra contro l’Iraq sulla base di prove inesistenti, destabilizzando un Paese e causando la morte di migliaia di civili e militari. Peraltro, nell’aprile 2003 gli stessi Stati Uniti incaricarono l’Iraq Survey Group (ISG), guidato dall’ex ispettore delle Nazioni Unite David Kay, di localizzare scorte e attrezzature sospette di armi di distruzione di massa. Tuttavia, Kay respinse l’ipotesi che ci fossero state attività significative di armi di distruzione di massa irachene dalla fine della prima guerra del Golfo. L’ex membro dell’UNSCOM Charles A. Duelfer sostituì così David Kay come capo dell’ISG e confermò la tesi infondata dell’amministrazione Bush e di Colin Powell"
    La storia delle armi chimiche (mai trovate) di Saddam Hussein

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  27. Alcuni giudicano un libro dalla copertina, altri dal titolo giudicano il testo. La storia delle armi scomparse di Saddam Hussein va oltre ciò che lui hai presentato; l'articolo lo dimostra molto bene!!!

    L'accusa di Powell secondo cui Saddam Hussein era legato ad Al Qaeda merita di essere sottolineata. L'attuale presidente della Siria era un membro dell'ISIS e un leader di Al Qaeda. La stessa organizzazione che ha chiesto una coalizione di tutti i paesi arabi contro l'Iran:

    ULTIMA ORA: 🚨 AL-QAEDA SI UNISCE A ISRAELE NELLA GUERRA

    Al-Qaeda ora aiuterà Israele a combattere l'Iran.

    Gli studenti di geopolitica NON ne sono sorpresi.

    Il comandante Qari Kalid ha pubblicato un video in cui dichiara il suo sostegno.

    Ogni volta.

    AL-QAEDA SI UNISCE A ISRAELE NELLA GUERRA

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  28. da ex studente di Giurisprudenza05 marzo, 2026 08:15

    Gentilissimo Gederson Falcometa (alle 17:19 di ieri), che Russia, Turchia e Iran passino all'offensiva mi pare fantaguerra!
    Hai commentato dopo di me, forse hai visto cosa ho scritto, ma io scherzavo sul restaurare i regni crociati in Terrasanta, questo pastore parlerebbe sul serio. Una frase del genere (ma... il contesto?) potrebbe al più essere accettata se pronunciata riferendosi al piano economico: quante volte si parla di "guerra finanziaria" e di "terremoto sui mercati"? Ma non mi pare sia stato il caso.
    Io non ho X: Gederson, sei in grado di vedere il tono delle risposte? Spero siano ironiche o derisorie.
    Conosco la posizione (un tempo) tradizionale cattolica sulla guerra. Non conosco quella dei protestanti, anche perchè il protestantesimo è molto frammentato e i punti di vista sono diversissimi.
    So che la Tradizione cattolica accetta che anche una guerra offensiva in certi casi possa essere lecita, ma penso che anche i migliori teologi e canonisti qui eviterebbero di pronunciarsi.
    Lancio io una domanda di difficilissima risposta: Alla luce del Magistero tradizionale, questa guerra può rientrare fra quelle "giuste" o no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, Filosofi Cattolici seri e tradizionali (Edward Feser per esempio) si pronunciano e sono ovviamente contro. Si tratta di una guerra ingiusta. Si veda qui: https://edwardfeser.blogspot.com/2026/02/the-us-war-on-iran-is-manifestly-unjust.html
      Non possiamo iniziare a fare eccezioni per il fatto che i Giudei hanno inizato la guerra (si noti, mentre erano in corso trattative).
      Aichardus

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    2. Carissimo ex studente di Giurisprudenza,

      Lo scopo di chi ha pubblicato il commento era proprio quello di denunciare l'assurda predicazione di un pastore cristiano sionista. Aggiungerei che i pastori protestanti sionisti fanno una falsa esegesi di Ezechiele 38 e 39, dove identificano Gog e Magog con la Russia che attacca Israele. Quindi, secondo la falsa interpretazione di questi pastori protestanti, i russi avrebbero attaccato lo Stato di Israele e Dio sarebbe intervenuto direttamente per difendere Israele con peste, sangue, pioggia, grandine, fuoco e zolfo, dimostrando la Sua santità e potenza davanti alle nazioni. Si tratta semplicemente di persone pazze, come la pastora Paula Cain White, capo dell'ufficio "fede" della Casa Bianca:

      https://www.reddit.com/r/ThatsInsane/comments/1rldwf1/white_house_faith_office_senior_advisor_and/

      Tutte le guerre in Medio Oriente ruotano attorno alla costruzione del terzo tempio. Peter Hegseth c'e una difesa della costruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme. Tucker Carlson in questi giorni ha mostrato un video di un rabbino israeliano che invoca un'azione "false flag", in cui Israele bombarderebbe la moschea di Al-Aqsa e accuserebbe l'Iran. La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran è una guerra politica, economica e religiosa.

      Personalmente, ritengo questa guerra offensivamente ingiusta, poiché si basa su una falsa propaganda con falsi obiettivi politici ed economici e su credenze religiose escatologiche eretiche.

      Elimina
    3. Per quanto riguarda le risposte ai post su Twitter, vanno in questa direzione:

      Ecco perché l'esercito sta invocando questa assurdità sull'Armageddon! Immaginate se il nostro esercito avesse soldati che credono a queste sciocchezze!

      Gli evangelici sionisti dovrebbero essere considerati nemici interni dello Stato! Stanno mandando i nostri amati soldati a morire per realizzare le loro assurdità sull'Armageddon. Utente di Twitter - https://x.com/GlobeCitizeNews/status/2029224050418180162

      Hagee distorce le profezie bibliche su Russia, Turchia e Iran che invadono Israele, solo per essere "inghiottite" da terremoti divini.
      Il punto cieco è il modo in cui il sionismo cristiano alimenta infinite guerre sostenute dagli Stati Uniti in Medio Oriente.
      Queste narrazioni sulla "fine dei tempi" giustificano convenientemente miliardi di aiuti militari e conflitti per procura, ignorando il costo umano e le lotte di potere regionali. Ipocrisia nella sua forma più pura: predicare la pace mentre fomenta la divisione. Utente di Twitter - https://x.com/SeeTheBlindSpot/status/2029213940522053992

      "John Hagee crede che gli ebrei non abbiano bisogno di accettare Gesù come loro Signore e Salvatore per andare in paradiso.

      Questa è una bestemmia.

      Gesù disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me"". Utente di Twitter - https://x.com/sonnydayzzzz/status/2029217239166042403

      Elimina
    4. L'ultimo commento merita attenzione perché le stesse autorità conciliari ci affermano che gli ebrei non hanno bisogno di accettare Gesù per essere salvati e che l'Antica Alleanza non è mai stata revocata. In questo modo, confermano che è perfettamente valido per Israele continuare con l'insegnamento precedente a Nostro Signore, come ad esempio:

      "[43]Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; [44]ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, [45]perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. [46]Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? [47]E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? [48]Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste". San Matteo 5, 43-48

      Se l'antica alleanza non è stata revocata, "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico" rimane come per gli ebrei come un comandamento ancora valido.

      Anche la dottrina della duplice salvezza e della collaborazione tra cattolici ed ebrei per il ritorno del Messia è una dottrina conciliare:

      M. Guarini, La “Dottrina della sostituzione” della Sinagoga con la Chiesa è stata modificata con quella delle "due salvezze parallele” http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/p/modifica-della-dottrina-della.html

      La cooperazione tra cattolici e ebrei (Anche il punto 10 è molto importante):

      11. Attenti allo stesso Dio che ha parlato, tesi all’ascolto di questa medesima parola, dobbiamo rendere testimonianza di una stessa memoria e di una comune speranza in colui che è il Signore della storia. Sarebbe parimenti necessario che assumessimo la nostra responsabilità di preparare il mondo alla venuta del Messia, operando insieme per la giustizia sociale, per il rispetto dei diritti della persona umana e delle nazioni, per la riconciliazione sociale e internazionale. Noi, ebrei e cristiani, siamo sollecitati a questo dal precetto dell'amore per il prossimo, da una comune speranza del regno di Dio e dalla grande eredità dei profeti. Trasmessa già nei primi anni di formazione attraverso la catechesi, una tale concezione educherebbe concretamente i giovani cristiani ad intrattenere relazioni di collaborazione con gli ebrei, al di là del semplice dialogo (Cf Orientamenti e Suggerimenti, n. IV). http://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/commissione-per-i-rapporti-religiosi-con-l-ebraismo/commissione-per-i-rapporti-religiosi-con-l-ebraismo-crre/documenti-della-commissione/sussidi-per-una-corretta-presentazione-degli-ebrei-ed-ebraismo.html

      Gederson Falcometa

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  29. SALVIAMO IL CONTANTE: L'IMPORTANTE REFERENDUM IN SVIZZERA - BN News
    https://www.youtube.com/watch?v=Q2uoKw2KzLo
    Tornando a noi:
    l'Italia, se avesse voluto, avrebbe potuto dichiararsi neutrale come
    "una grande Svizzera" e sovrano e indipendente che si autogoverna come l'Ungheria?

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  30. # Anonimo delle 1:25. Confermo: ti servirebbe credo un buon paio di occhiali.
    Io mi sono riferito alle guerre tra Iraq e Iran, dove l'impiego delle armi chimiche da parte irachena è assodato. Poi ho citato la prima guerra del Golfo affermando che Hussein le armi chimiche le aveva distrutte o non le aveva usate. Il rapporto dell'ONU dimostra che ne aveva ancora (e non poche) ma non ebbe il coraggio di usarle, evidentemente. Della seconda guerra del Golfo ho scritto che è stata un imbroglio, dal momento che le armi di distruzione di massa (e chimiche) ancora attribuite ad Hussein non si sono trovate, non c'era nessuna bomba atomica in gestazione.
    Dove avrei letto male? Ho poi ribadito che la prima guerra del Golfo fu colpa di Hussein, della sua megalomania, che lo portò a sfidare le grandi potenze capitaliste, uscendone con le ossa rotte. Una diagnosi ampiamente diffusa al tempo, del tutto realistica. Si trattava di rapporti di forza, come sempre nella politica. Hussein fu vittima dell'ambizione israelo-americana nella seconda guerra del Golfo, non nella prima.
    È lo stesso demone della potenza che assale tutti i governanti quando sono convinti di trovarsi in una situazione di superiorità e potenza, tali da consentir loro di disporre di tutti gli avversari possibili. In una situazione del genere, questi governanti commettono ad un certo punto uno o più errori fatali. Vedremo adesso se Israele e gli USA hanno commesso uno di questi errori, nella presente campagna contro l'Iran. È ancora presto per dire. Che l'Iran abbia comunque fatto il passo più lungo della sua gamba, con i suoi ambiziosi programmi di conquista perseguiti per tanto tempo, sembra difficile negarlo.

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  31. https://www.marcotosatti.com/2026/03/05/passa-il-ddl-antisemitismo-potrai-criticare-tutto-ma-non-israele-obbrobrio-giuridico/
    Annamo bene, proprio bbene!

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  32. P.S. La Costituzione italiana ? Dove, come, quando?

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  33. L ' Italia avrebbe potuto dichiararsi neutrale come la Svizzera e starsene fuori dal bailamme?

    Pura illusione. La geografia condanna l'Italia ad essere nel bel mezzo delle guerre. Circa la Svizzera, si dimentica una cosa essenziale: la Svizzera può fare la politica che fa perché dal punto di vista strategico la sua posizione (di passaggio sud-nord) ha perso ogni significato. Inoltre gli svizzeri hanno messo in piedi un sistema bancario che fa comodo un po' a tutti, per i noti motivi. Gli svizzeri hanno un'ottima tradizione militare e anche questo scoraggia dall'attaccarli ma il motivo di fondo è la neutralità strategica della montuosa svizzera. Finche durerà, la Svizzera potrà vivere tranquilla.
    Ben diverso il discorso per l'Italia. Diceva il cardinale Richelieu, che promosse diverse campagne contro gli Spagnoli in Italia: "Chi tiene Milano, controlla l'Europa". Non solo, sigilla la parte peninsulare dell'Italia e la rende inerte, facilmente conquistabile per una proiezione mediterranea.
    Era così anche nei tempi arcaici e antichi. L'Italia era divisa in popoli che si combattevano acerbamente, aperta alle conquiste straniere. Da oriente venivano quelle cartaginesi, da occidente quelle degli Stati greci. La Sicilia era metà punica e metà greca. I greci attestati con le loro colonie lungo le coste meridionali, bloccati sulla dorsale appenninica dai bellicosi italici. Si costituì ad un certo punto uno Stato etrusco potente, che andava dalla Campania a fin quasi il Brennero. Ma fu sconfitto sul mare dai greci di Sicilia e massalioti, dovette poi subire l'invasione celtica (400 aC), una vera valanga, che stabilì un cuneo celtico dalla Lombardia alle Marche. La situazione cambiò lentamente perché la piccola città di Roma sviluppò una forza di fanteria che riusciva a vincere tutte le guerre, una dopo l'altra, giungendo infine ad unificare la penisola, contro i nemici interni ed esterni.
    L'Italia attuale è figlia del sistema che si è stabilito dopo la II gm ed è praticamente impossibile uscirne. Ma rinunciare all'alleanza americana per andare dove? Per allearsi con chi? La sinistra è islamo-neo-marxista è sappiamo che fine ci farebbe fare.
    Per inciso: la guerra contro un nemico che vuole apertamente distruggerti e si è organizzato in questo modo, a vari livelli (terrorismo, missili e programma atomico) è una guerra del tutto legittima. Le motivazioni religiose dei fanatici sionisti contano assai poco. Loro pensano alla follia della costruzione del Terzo Tempio ma Israele combattte in realtà convinta di lottare a buon diritto per la sua sopravvivenza.

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  34. La strage delle165 bambine della scuola di Minab, assassinate da un bombardamento USA, ha un precedente storico: il bombardamento americano del 20 ottobre 1944 della scuola di Gorla, a Milano, sul cui tetto c'era una gigantesca croce rossa; 184 bambini assassinati più una ventina di altre vittime tra insegnanti e bidelli.
    La storia si ripete, gli assassini sono sempre gli stessi.
    Silente

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  35. Quanti ordigni sono stati lanciati e vengono lanciati da ebrei e americani sull'Iran in questi giorni? Uno di questi ha colpito una scuola e fatto uno strage. Uno su forse migliaia. Non si direbbe che si tratti di una strategia volta a colpire in modo discriminato la popolazione. Non si tratta tanto di bontà di cuore, inesistente in guerra. Ma dell'uso strategico appropriato delle proprie risorse, che non sono infinite.
    Anche se oggi le bombe di vario tipo (droni, missili etc) godono di una precisione impensabile al tempo della II gm, l'errore è sempre possibile. Se poi si è voluto colpire la scuola deliberatamente, allora si è trattato di un gesto criminale. Ma isolato, per quanto se ne sa.
    Le fonti rappresentate dagli ayatollah e da Hamas andrebbero comunque controllate, cosa che nessuno fa. Tutte le fonti dovrebbero esser controllate, prima di sparare giudizi basati su di esse.
    Nella II gm i bombardamenti alleati furono spesso criminali non solo in Germania ma anche in Italia, era un vero e proprio tiro a segno su uomini e cose. A Gorla, ho letto, per sfortuna nera la bomba centrò la scuola scoppiando all'interno del vano delle ampie scale, mentre scolari e maestre stavano scappando, nessuno si salvò. Peggiore fu un bombardamento alleato a Grosseto, una domenica di Pasqua. Cito a memoria. la "punizione" peggiore toccò alla fine al Giappone.
    L'essere umano è sempre lo stesso. Le crudeltà commesse oggi con raffinata tecnologia, in passato accadevano in modo artigianale, ma il risultato era lo stesso: saccheggi, incendi, il deserto al posto di una vita prima rigogliosa. Quante città grandi e piccole, paesi, frazioni sono stati distrutti col fuoco, appiccato a mano da vittoriosi eserciti invasori?
    Nel 1539, il delegato del re d'Inghilterra che si recava a Bologna per l'intronazione di Carlo V d'Asburgo, si trovò a viaggiare nella pianura padana devastata da anni di guerre fra francesi e spagnoli per il dominio dell'Italia. Scrisse nella sua relazione che da Vercelli a Piacenza non aveva trovato anima viva: solo rovine, campi incolti, ruderi bruciati, deserto e solitudine. Quanti km sono da Vercelli a Piacenza?
    Ma anche in fatto di bombardamenti sulla popolazione sembra che i russi in Ucraina non si siano tirati indietro.


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