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martedì 26 maggio 2026

Card. Burke a Chartres: «Non cediamo allo scoraggiamento né alla disperazione»

Dopo una breve introduzione trovate il testo integrale dell'Omelia pronunciata nella messa pontificale di chiusura del pellegrinaggio di Pentecoste Parigi-Chartres 2026.

Card. Burke a Chartres:
«Non cediamo allo scoraggiamento né alla disperazione»


Il pellegrinaggio di Notre-Dame de Chrétienté si è concluso questo lunedì di Pentecoste a Chartres con una solenne messa pontificale celebrata dal cardinale Raymond Leo Burke secondo il rito romano tradizionale. Davanti a circa 20.000 pellegrini giunti da diversi Paesi, il porporato americano ha pronunciato un’omelia caratterizzata dall’appello alla fedeltà, alla perseveranza e alla difesa della tradizione cattolica in mezzo alla crisi spirituale contemporanea.

Il pellegrinaggio Parigi-Chartres, ormai diventato uno dei grandi simboli della rinascita del cattolicesimo tradizionale tra i giovani europei, ha battuto anche quest’anno nuovi record di partecipazione. In un contesto segnato dalle restrizioni al rito antico dopo Traditionis Custodes, il fenomeno continua a crescere e attira sempre più giovani lontani dalla Chiesa, famiglie numerose e convertiti.
Le parole del porporato sono state interpretate da molti pellegrini come una difesa implicita della liturgia tradizionale, proprio in un pellegrinaggio in cui la messa tridentina rimane il principale asse spirituale e pastorale.

Il pellegrinaggio a Chartres si consolida anno dopo anno come uno dei fenomeni più evidenti del cattolicesimo europeo attuale. Ciò che per decenni è stato considerato un piccolo evento tradizionalista si è trasformato in una manifestazione di massa di giovani e famiglie attratti dalla liturgia tradizionale, dal senso del sacro e dalla chiarezza dottrinale.

Mentre una parte della pastorale postconciliare ha cercato per anni di adattare la liturgia al mondo moderno, il successo di Chartres sembra mostrare il fenomeno opposto: migliaia di giovani che scoprono proprio attraverso il rito tradizionale una porta d’ingresso alla fede cattolica.

* * * 
Di seguito, riportiamo l’omelia pronunciata dal cardinale Raymond Leo Burke:

Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 
Le vostre giornate annuali di pellegrinaggio hanno raggiunto la meta: l’altare del sacrificio di Cristo in questa storica e magnifica casa di Dio dedicata a Cristo Dio Figlio incarnato e alla sua Vergine Madre. Pellegrinando verso un luogo santo, il più antico e più efficace degli oceani spirituali, avete lasciato la vostra vita ordinaria per incontrare Nostro Signore in un luogo straordinario.

Così facendo, avete riscoperto il carattere straordinario della vostra vita ordinaria. Perché vivete in Cristo e, secondo la promessa che fece agli apostoli al momento della sua ascensione alla destra del Padre, avete ricevuto la grazia dello Spirito Santo per essere suoi testimoni fino ai confini della terra. Lo stesso dono settiforme dello Spirito Santo che discese sugli apostoli nel Cenacolo fu effuso nel cuore di circa tremila fedeli a Pentecoste per il ministero degli Apostoli.

Nell’Epistola di oggi abbiamo ascoltato come, per il ministero di san Pietro, lo Spirito Santo discese sui membri della casa del pagano Cornelio a Cesarea. Per questo stesso ministero esercitato dai successori degli apostoli, lo stesso dono dello Spirito Santo, dal giorno di Pentecoste e lungo i secoli cristiani, è stato effuso nel cuore di innumerevoli fedeli; è stato effuso nei vostri cuori dal cuore glorioso e trafitto di Gesù. Intraprendendo un pellegrinaggio, avrete scoperto la verità secondo la quale i vostri giorni sulla terra sono un pellegrinaggio verso la vostra vera e eterna dimora in cielo, e che le lotte, la fatica e le sofferenze del vostro pellegrinaggio terreno sono per il bene eterno.

Ricordiamo ogni giorno le parole di Nostro Signore a Nicodemo nel Vangelo di oggi: «Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna». Il pellegrinaggio porta la grazia che permette di accogliere con gioia le prove della vita quotidiana in Cristo, offrendo a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto delle labbra che celebrano il suo nome.

Pellegrinando verso un luogo santo, avete cercato di cooperare più pienamente e perfettamente con la grazia dello Spirito Santo che abita nella vostra anima. Per compiere la vostra vocazione missionaria, la vostra chiamata a essere collaboratori di Cristo nella verità e nell’amore divino. Per la salvezza della vostra anima e di quelle dei vostri fratelli e sorelle che, come voi, sono chiamati a vivere in Cristo mediante la professione della fede e la ricezione del dono settiforme dello Spirito Santo nel battesimo e nella cresima.

La pratica del vostro pellegrinaggio include l’incontro con Cristo nel sacramento della penitenza per il perdono dei vostri peccati e il rinnovamento della grazia battesimale dello Spirito Santo nei vostri cuori. E culmina ora con la vostra partecipazione al sacrificio eucaristico di Nostro Signore, mediante il quale Egli rende sacramentalmente presente il suo sacrificio sul Calvario e il suo frutto incomparabile: il suo vero corpo, il suo sangue, la sua anima e la sua divinità, il pane del cielo che nutre la vita dello Spirito Santo in noi durante tutti i giorni del nostro pellegrinaggio terreno verso la nostra dimora eterna in cielo. La beata Vergine Maria, Nostra Signora, ha attirato i vostri cuori verso il suo cuore immacolato, che è uno con il sacratissimo cuore di Gesù, suo Figlio divino.

Nostra Signora, Madre di Dio e Madre della grazia, sa ciò che i nostri cuori desiderano più profondamente. Sa di cosa abbiamo maggior bisogno. Soprattutto nei momenti di stanchezza, di dubbio, di confusione e di tentazione.

Ella ci attira a sé, come fece con i servi a Cana, e ci conduce verso il suo Figlio divino, verso il suo cuore, con questo consiglio materno e fermo: «Fate tutto ciò che Egli vi dirà». Ella è la nostra guida infallibile nel compimento della nostra missione, nella parte della vigna di Nostro Signore che Egli ci affida.

Mentre giorno dopo giorno uniamo i nostri cuori al suo Cuore Immacolato, ella ci conduce a Cristo affinché, come santa Teresa di Lisieux e tutti i santi, siamo il suo amore nella Chiesa, specialmente nella famiglia, prima cellula della vita della Chiesa. La devozione del pellegrinaggio è particolarmente potente in grazia per la conoscenza e l’accettazione della nostra vocazione, del piano di Dio per noi dal momento del nostro battesimo, sia nel matrimonio e nella famiglia, sia nella vita consacrata o nel sacerdozio ordinato. Il carattere straordinario della nostra vita ordinaria è segnato in modo particolare dalla sollecitudine e dalla guida materna di Nostra Signora.

San Giuseppe, vero sposo della Vergine Madre e padre verginale di Gesù, ha protetto il vostro cammino di pellegrinaggio lungo il nostro pellegrinaggio terreno. Egli protegge la via per la quale Nostra Signora ci conduce verso il suo Figlio, l’unico che è la nostra salvezza. Egli è il protettore della Chiesa, il custode della santa tradizione, della santa dottrina, della santa liturgia e della santa disciplina.

Il custode mediante il quale la vita di Cristo, la grazia dello Spirito Santo, ci è trasmessa di fatto dall’epoca apostolica fino a noi oggi. San Giuseppe, il cui cuore è interamente fedele, generoso e puro, con una sollecitudine paterna verso di noi, in particolare verso la nostra Santa Madre, custodisce sicuro il nostro cammino compiendo tutto ciò che Nostro Signore ci chiede, rispondendo innanzitutto alla nostra vocazione. Servendo Dio Padre per la grazia dello Spirito Santo che fluisce nei nostri cuori dal cuore glorioso e trafitto di Gesù.

San Giuseppe, sempre fedele, generoso e puro nel suo amore verginale per Nostra Signora e per noi, protegge il nostro cammino. In ogni prova e tribolazione, e soprattutto nel momento della nostra morte, dovremmo tenere presente l’istruzione profetica del faraone d’Egitto quando il popolo moriva di fame e rispose al popolo angosciato: «Andate da Giuseppe, fate ciò che egli vi dirà». Queste parole si riferiscono al patriarca Giuseppe, figura di san Giuseppe.

Così, nella sua sapienza, la Chiesa ci insegna, nella nostra angoscia, a rivolgerci a san Giuseppe, vero sposo della Vergine Maria e padre verginale del Salvatore. «Ite ad Joseph», «Andate da Giuseppe». La fedeltà, la generosità e la purezza del cuore trovano la loro fonte nel sacratissimo cuore di Gesù. Trovano il loro modello umano più perfetto nel cuore immacolato di Maria.

Trovano la loro guida e il loro protettore più perfetto nel cuore purissimo di san Giuseppe. Il cuore glorioso e trafitto di Gesù, il cuore glorioso e immacolato di Maria e il cuore purissimo di san Giuseppe sono uniti in una perfetta unità dalla loro partecipazione alla verità e all’amore divino della Santissima Trinità. Ringraziando Dio per le molteplici benedizioni concesse durante queste giornate di pellegrinaggio, esprimo a nome di tutti noi la mia sincera gratitudine a Philippe Darantière, presidente dell’Associazione Notre-Dame de Chrétienté; a Étienne Touraille, direttore dei pellegrini; all’abate Jean de Massia, cappellano generale; e a tutti coloro che hanno lavorato con tanta costanza ed eccellenza per rendere possibile questo pellegrinaggio ricco di grazie per voi e per le numerose anime per le quali avete pregato durante il pellegrinaggio.

Ringrazio di cuore Sua Eccellenza Mons. Philippe Christory, vescovo di Chartres, per l’accoglienza calorosa in questa storica e viva diocesi. Sono personalmente molto grato per l’invito che mi è stato rivolto a celebrare oggi la messa pontificale solenne. Mediante il pellegrinaggio, rinnoviamo la nostra risposta a ogni crisi spirituale personale che possiamo attraversare, così come alla crisi spirituale del mondo e della Chiesa.

Non cediamo allo scoraggiamento né alla disperazione. Con il cuore unito al cuore immacolato di Maria e sotto la protezione paterna del cuore purissimo di san Giuseppe, riposiamo così con sicurezza nel sacro cuore di Gesù. Combattiamo, secondo le parole di san Paolo, il buon combattimento.

Manteniamo la rotta e conserviamo la fede, fiduciosi nella promessa della vita eterna che Nostro Signore riserva a tutti coloro che hanno amato la sua venuta. Uniamo ora i nostri cuori, uniti al cuore immacolato di Maria e sotto la protezione del cuore purissimo di Giuseppe, al cuore glorioso e trafitto di Gesù, aperto per noi nel sacrificio eucaristico. Mentre Nostro Signore ci nutre con il suo corpo, il suo sangue, la sua anima e la sua divinità, torniamo alla nostra vita ordinaria profondamente consapevoli del suo carattere straordinario.

Il Padre celeste, l’Ostia sacra, ci sostiene lungo il pellegrinaggio della vita e ci conduce alla sua meta: la nostra dimora eterna presso Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. L’ora delle nozze dell’Agnello, in compagnia degli angeli e della Vergine Madre di Dio, con san Giuseppe e tutti i santi. Felici di aver compiuto questo pellegrinaggio in onore di Nostro Signore e della sua Vergine Madre, Nostra Signora di Chartres, preghiamo ogni giorno:
Sacratissimo Cuore di Gesù, abbiate misericordia di noi.
Cuore immacolato di Maria, guidateci nel nostro cammino.
Cuore purissimo di Giuseppe, proteggete il nostro cammino.
Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

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