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domenica 15 gennaio 2012

Non abbiamo paura di testimoniare Cristo

Aggiornamento, 21 gennaio 2012:
non posso ignorare questo toccante scritto di Socci, che inquadra la vicenda sotto una luce diversa. La perplessità, conoscendo i precedenti di Avignone e Parigi resta. Ma questa lettura DIVERSA vorrei che fosse vera...

L'intenso e stimolante dibattito, sviluppatosi in queste settimane, a proposito dello spettacolo blasfemo del regista Romeo Castellucci sta evidenziando, dopo decenni di sonno, una nuova ed incoraggiante capacità di mobilitazione del mondo cattolico italiano. Una sana e, per certi versi, sorprendente reazione, nata dal basso ovvero da quel "popolo di Dio" che molti pastori non cessano di invocare, ad ogni piè sospinto, a patto però che si muova esclusivamente e pedissequamente nella direzione progressista.

Questa volta però il discorso sembra essere diverso e quindi il disagio e un malinteso senso di prudenza, attanaglia ancora buona parte della Gerarchia poco disposta a dispiacere al mondo, ai suoi media, ai suoi "maitres a penser", ai suoi principi relativisti e nichilisti. Ciò premesso non si può tuttavia negare che siano emerse, negli ultimi giorni, perplessità e posizioni critiche sulla mobilitazione che appaiono sicuramente in buona fede e quindi degne di essere sottoposte ad una corretta e pacata discussione. Qui di seguito, in queste poche righe, cercherò allora di esaminarne brevemente alcune omettendo, perchè non mi sembra il caso, in questa fase, di "soffiare sul fuoco" della polemica interna, i nomi e le testate che le hanno espresse.

PRIMA PERPLESSITÀ
Perché mobilitarsi pubblicamente quando vi è il rischio soltanto di fare pubblicità allo spettacolo blasfemo, amplificandone la portata e consentendogli di ottenere maggiori incassi?

Risposta: Questa obiezione avrebbe meritato di essere considerata prima che sorgesse spontaneamente la reazione dei cattolici. Una volta però che il legittimo disappunto dei fedeli si è di fatto manifestato non mi sembra giusto invocare questo argomento "tattico" per evitare il confronto. Non bisogna inoltre dimenticare che la prospettiva dell'agire cristiano deve necessariamente essere indirizzata sul piano soprannaturale. La pubblica preghiera di riparazione, a fronte di una grave offesa pubblica nei confronti di Dio, è un dovere per ogni cattolico e prescinde da valutazioni eccessivamente umane. Se il Castellucci ne trarrà vantaggi economici o pubblicitari non saranno tesori questi che gli serviranno comunque molto per il Regno dei Cieli.

SECONDA PERPLESSITÀ
I Vescovi fanno bene a tenersi defilati perchè, in caso contrario, rischierebbero di confondersi con gli anticonciliaristi, coi tradizionalisti, coi lefebvriani. 

Risposta: Evidentemente, per chi ragiona così, il "guardiamo a ciò che ci unisce piuttosto che a ciò che divide" vale soltanto a senso unico, con i protestanti, agnostici, liberali ecc. Mai con i cattolici! Questi campioni del conciliarismo si rivelano sempre un po' "strabici" e " sanno solo guardare da una parte. Senza contare poi che Nostro Signore non temette, per fare il bene, di apparire accanto alle prostitute e ai pubblicani! Tacere dunque, quando si avrebbe il dovere di denunciare, solo per evitare compagnie imbarazzanti, chissà poi perchè dovrebbero essere tali quelle ad esempio della FSSPX, non mi sembra davvero un atteggiamento molto cristiano. 

TERZA PERPLESSITÀ
Se le manifestazioni avessero lo scopo di invitare le autorità a reprimere i comportamenti offensivi verso il Cristianesimo, si rischierebbe poi di favorire eventuali ritorsioni quando i cattolici, dicendo la Verità, dovessero irritare magari la suscettibilità di altri gruppi sociali, come omosessuali, abortisti, mussulmani ecc.

Risposta: Anche questa obiezione mi sembra fortemente carente di "verticalità" e troppo condizionata da un sociologismo a metà strada fra la concezione del mondo di don Abbondio e quella incarnata dalle statistiche Doxa. Non ragionavano certo così i primi cristiani che, pur sapendo benissimo di attirarsi la persecuzione dei potenti, cionondimeno non rinunciavano a proclamare coraggiosamente la Verità. Noi dobbiamo fare questo, e preoccuparci soprattutto di essere nel vero e nel giusto. Le conseguenze le lasciamo nelle mani di Dio che certo le saprà gestire meglio di noi. 
Marco BONGI

5 commenti:

  1. Alla stampa laica e ai vescovi, ormai più politici e sociologi che custodi della Fede, non interessa la verità, tanto meno la Verità.
    Ma noi abbiamo il rosario...

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  2. In questo squallido evento, dov'è il vescovo di Milano? Dov'è la comunicazione Vaticana?

    Se la Chiesa ufficiale appoggiasse la Chiesa dei cattolici comuni, forse meriterebbe maggiore rispetto insieme a Colui che rappresenta e dovrebbe *portare* al mondo.

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  3. Le osservazioni di MIC son tutte pertinenti. I cattolici non possono sempre prender sberle e non reagire. La sberla ad ogni singolo cattolico va dall'interessato perdonata, l'oltraggio a Nostro Signore va denunciato e ad una simile blasfema offesa si deve riparare.
    L'importante che la riparazione sia positivamente "religiosa" e che altri sentimenti non "religiosi" non trovino posto nelle manifestazioni in programma.
    Gl'imbecilli ideologizzati - in questo caso dell'estrema destra che non so quanto sian cattolici -
    cercheranno di farsi protagonisti. Quindi occorre la massima attenzione. Purtroppo in Toscana, durante l'annuale pellegrinaggio alla Maodonna di Montenero (Livorno), questa strumentalizzazione politica l'abbiamo subita a nostra insaputa con gravi conseguenze: il pellegrinaggio dalla stampa compiacente che ha soffiato sul fuoco ha presentato il composto pellegrinaggio come una manifestazione fascista scatenando l'ira degl'imbecilli di sinistra e degli anarchici.

    A S. Francesco Poverino domenica 22p.v., la S. Messa delle ore 10 sarà celebrata con l'intenzione di offrire a Gesù Cristo un atto riparatorio.

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  4. Le osservazioni di MIC son tutte pertinenti. I cattolici non possono sempre prender sberle e non reagire. La sberla ad ogni singolo cattolico va dall'interessato perdonata, l'oltraggio a Nostro Signore va denunciato e ad una simile blasfema offesa si deve riparare.
    L'importante che la riparazione sia positivamente "religiosa" e che altri sentimenti non "religiosi" non trovino posto nelle manifestazioni in programma.
    Gl'imbecilli ideologizzati - in questo caso dell'estrema destra che non so quanto sian cattolici -
    cercheranno di farsi protagonisti. Quindi occorre la massima attenzione. Purtroppo in Toscana, durante l'annuale pellegrinaggio alla Maodonna di Montenero (Livorno), questa strumentalizzazione politica l'abbiamo subita a nostra insaputa con gravi conseguenze: il pellegrinaggio dalla stampa compiacente che ha soffiato sul fuoco ha presentato il composto pellegrinaggio come una manifestazione fascista scatenando l'ira degl'imbecilli di sinistra e degli anarchici.

    A S. Francesco Poverino domenica 22p.v., la S. Messa delle ore 10 sarà celebrata con l'intenzione di offrire a Gesù Cristo un atto riparatorio.

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  5. Perfettamente d'accordo con i primi due commenti.

    Estraggo da uno scritto di Agnoli

    Sì, la manifestazione del 28 gennaio, così come altre manifestazioni del genere, è profondamente giusta e doverosa. Plaudo a coloro che l'hanno convocata, sull’onda, forse, di quanto è già successo in Francia. Dove un gruppo di giovani è sceso in strada, ed ha espresso pubblicamente il proprio sdegno. Vedendo quei ragazzi dal volto pulito, che non rivendicavano né aborto libero gratuito, né spinello per tutti, ho pensato: che sia finito il 1968? Che stia cambiando qualcosa? Che quei giovani siano la speranza di domani? Non urlano, non spintonano, non odiano, non difendono i propri capricci o i propri interessi. Difendono il Volto stesso della Bontà, della Bellezza, della Verità. A costo di essere considerati dei reazionari, dei pazzi, degli intolleranti. Sì, perché la cultura laicista, intollerante, cari ragazzi che manifesterete, cercherà di far passare voi, i derisi, i vilipesi, per gli intolleranti, i nemici della libera espressione. Menzogne.Sì, la manifestazione del 28 gennaio, così come altre manifestazioni del genere, è profondamente giusta e doverosa. Plaudo a coloro che l'hanno convocata, sull’onda, forse, di quanto è già successo in Francia. Dove un gruppo di giovani è sceso in strada, ed ha espresso pubblicamente il proprio sdegno. Vedendo quei ragazzi dal volto pulito, che non rivendicavano né aborto libero gratuito, né spinello per tutti, ho pensato: che sia finito il 1968? Che stia cambiando qualcosa? Che quei giovani siano la speranza di domani? Non urlano, non spintonano, non odiano, non difendono i propri capricci o i propri interessi. Difendono il Volto stesso della Bontà, della Bellezza, della Verità. A costo di essere considerati dei reazionari, dei pazzi, degli intolleranti. Sì, perché la cultura laicista, intollerante, cari ragazzi che manifesterete, cercherà di far passare voi, i derisi, i vilipesi, per gli intolleranti, i nemici della libera espressione. Menzogne.
    [...]

    C’è sempre bisogno di qualcuno che si fa forza e apre la strada… Magari, dopo di voi, sull’onda del vostro coraggio, della vostra compostezza, della vostra nobiltà di gesti e di azioni, del vostro contegno signorile, qualcuno avrà il coraggio di dire al suo edicolante di nascondere la pornografia esposta in bella vista; un altro oserà, in autobus, dire al vicino di non bestemmiare, “per favore”; qualcuno prenderà il coraggio di ricordare agli amici che quando l’umanità perde la capacità di porsi un limite, di riconoscere ciò che è sacro, finisce per ridurre ad escrementi non solo il cartellone di Castellucci, con il volto impresso di Cristo, ma anche la famiglia, la scuola, le strade, la vita di tutti i giorni. Auguri ragazzi, e siate, come voleva Cristo, serpenti e colombe; accorti e puri.

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