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giovedì 23 agosto 2012

E il Verbo si fece... carta? L'ostensione perpetua della Parola

Pubblico questo articolo tratto da Una Vox, constatando che la meraviglia dell'autore dimostra che egli non conosce le deleterie analogie con il Cammino neocatecumenale ! La neo-usanza documentata fa il paio con l'eliminazione degli inginocchiatoi e il divieto di inginocchiarsi alla consacrazione.
Quella della foto a lato vi sembra forse la Cappella del Santissimo? Eppure, presso la Domus Galileae ed ogni altro centro neocatecumenale ormai si chiama Santuario della Parola, che ospita un Tabernacolo a due piazze che - conferendo loro pari dignità - contiene le Sacre Specie (una Presenza Reale anche al di fuori della celebrazione) e la Torah (La Scrittura sacra in cui la presenza è mediata dal testo denominato more ebraico: uno dei tanti esempi di pesante giudaizzazione di quel contesto).

E il Verbo si fece... carta? L'ostensione perpetua della Parola

Ecco un'altro esempio di realtà che ha superato la fantasia! 

Nel presbiterio di una chiesa vicino a casa mia, oltre alla consueta mesta “tavola calda” di guareschiana memoria, dove il Celebrante... pardon, il Presidente dell'Assemblea dice Messa voltando - come d'abitudine - le spalle al Santissimo Sacramento custodito nell'Altare Maggiore, un bel libro aperto faceva bella mostra di sé nel ciborio sovrastante! 

Mi è tornato alla mente un passo di un romanzo - tristemente profetico - di don Giuseppe Pace recentemente ristampato e pubblicato, dove si “adorava la Parola” esponendo un libro aperto sull'altare, perché asserivano che il Verbo si è fatto carta!

Come se non bastasse non c'era nessuna traccia del Crocifisso; né sull'altare né nelle sue immediate vicinanze!
Neppure la Croce astile, portata in processione all'inizio della Messa è stata posta a fianco dell'altare (leggi tavolino) su di un piedistallo, come è invece usanza in altre chiese; il ragazzo, in calzoncini corti, ha tirato dritto riponendola dietro!
A onor del vero ce n'era uno grande di legno e anche di pregevole fattura, ma piuttosto distante e affisso al muro fuori dal presbiterio; improbabile e da “arrampicata sugli specchi” poterlo definire il Crocifisso dell'altare.

Terminata la Messa, alla quale avevo accompagnato mio padre preventivando di vedere qualche stramberia, mentre mi avvicino per immortalare l'ennesima trovata del mio creativo Parroco, una signora anziana mi si avvicina, e poggiando una mano sulla spalla mi esprime tutto il suo disappunto (mi aveva letto nel pensiero?); scuoteva la testa sconsolata dicendo che continuano a cambiare tutto... di rimando le ho detto che la capivo ed ero solidale con lei.

Il Parroco non c'era, e non me la sono sentita di lamentarmi col prete che aveva detto Messa; qualcuno di voi giustamente stigmatizzerà la mia omissione, ma sarebbero state parole al vento... ho preferito convogliare il mio disappunto nel pregare per i nostri Sacerdoti, alfieri del neoprotestantesimo e fieri delle loro stravaganze sempre più ardite, frutto della deriva postconciliare di “creatività liturgica”, che un tempo sarebbero state criticate, e che ora passano nella più totale indifferenza.
Davide Carollo
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[Fonte: Inter multiplices Una Vox]

15 commenti:

  1. Ormai la neo-protestantizzazione ha superato tutti i livelli di guardia.

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  2. DANTE PASTORELLI23 agosto, 2012 17:24

    Mai pensare che qualche parola correttamente pronunciata possa esser inutile. Chissà, quel prete potrebbe aver celebrato una Messa di tal fatta controvoglia, ed avrebbe avuto piacere di non sentirsi solo in quel sentimento.

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  3. Noi preti non siamo tutti così... non ci sono solo macerie nella Chiesa! Perché non portate anche qualche esempio positivo, ogni tanto?

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  4. E' vero che i preti non sono tutti così, altrimenti anche noi chissà dove saremmo.

    Noi siamo qui per denunciare le derive, per fare le sentinelle, come ho scritto più su...

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  5. Condivido grossomodo l'osservazione del confratello sacerdote che sottolineava che per fortuna non tutti i preti sono neoprotestanti e modernisti.
    Purtroppo l'opera di denuncia degli errori resta necessaria, tuttavia (il che è più difficile) bisognerebbe riportare anche delle esperienze positive che so qualche reportage dai luoghi in cui si celebra la Messa di sempre o in quelle parrocchie in cui si celebra coram deo o si da la comunione in ginocchio o si cura di più la musica sacra ecc.
    Per es. dai Francescani dell'Immacolata, o nelle Cappelle della Fraternità San Pio X, o San Pietro, ecc.
    don Bernardo

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  6. Abbiamo parlato di recente dei vescovi americani, del card. Burke, del card. Brandmüller ad esempio, del sacerdote spagnolo che ha celebrato la sua prima messa extraordinaria.

    Su questo blog ci sono scritti di Mons. Gherardini, mons. Schneider, padre Lanzetta e molti altri. Quando possono intervengono oltre a don Bernardo don Gianluigi, don Raffaello... don Camillo è dei nostri... purtroppo quel che ci viene incontro ogni giorno sovrasta il positivo. Ma la denuncia non è mai fine a sé stessa: è per svegliare i pastori dormienti e i cani muti e radunare un gregge disperso; ma nella massima fiducia che i semi di bene e di verità che sacerdoti e fedeli stanno seminando, qualche frutto lo danno nel tempo presente ed altri li daranno, Deo adiuvante!

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  7. "Santuario della Parola" invece che Cappella del Santissimo?

    Beh, anche le parole hanno un senso!

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  8. Davide Carollo24 agosto, 2012 13:17

    E' vero, non conosco le farneticanti ideologie e dottrine neo-catecumenali, me ne tengo ben alla larga anche se vedo che hanno fatto strada anche al di fuori di questi gruppi.

    Ha ragione don Bernardo ad affermare che bisognerebbe pubblicare anche esempi "positivi", ma non raramente e' accaduto che poi i rispettivi sacerdoti siano stati rimproverati dal relativo Vescovo modernista per le loro simpatie ed atteggiamenti "tradizionali".

    Adesso basta solo celebrare coram Deo la Messa di Paolo VI o portare una talare o abito religioso per essere additato come lefebvriano...

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  9. Caro Davide,
    Basta vedere cosa hanno dovuto soffrire anche gli splendidi sacerdoti di Vocogno, dei quali pubblichiamo ogni mese l'editoriale; don Fichera e chi, come lui, dà un'impronta tradizionale alla sua parrocchia e diversi altri...
    Ma siamo certi che il Signore sta già provvedendo!

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  10. Effettivamente quello che dice Davide Carollo è vero: ogni sacerdote che intende essere un poco tradizionale finisce con l'essere segno di contraddizione.

    Tutte queste opposizioni a quei sacerdoti che vogliono essere un poco più cattolici sono chiaramente fomentate dal Demonio.

    Qualche volta intervenendo su questo blog non ho nascosto le mie convinzioni: il marcio sta già dentro i documenti del Concilio e nelle riforme di Paolo VI che ha avallato il sabotaggio al Rito Romano operato da Bugnini.

    E' chiaro se si confrontano i riti vecchi e i nuovi (anche per quando riguarda i sacramenti).
    Vi invito a pregare anche per me perchè bisogna combattere una battaglia molto forte anche contro certi laici.
    Noi sacerdoti della tradizione finiamo col diventare segno di contraddizione e pietra di scandalo.
    don Bernardo.

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  11. Davide, ci siamo incontrati ad Argenta alla festa dell'Epifania. Mi mandi un email?

    bedwere (chiocciola) yahoo (punto) com

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  12. DANTE PASTORELLI25 agosto, 2012 13:04

    AREKI, tale non sei solo tu. Siamo tutti noi.

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  13. Caro Areki,
    da quel giorno che ci siamo incontrati in Santa Maria Maggiore e altrove, e vivendo il comune percorso successivo che ho seguito attraverso i tuoi interventi sui blog, sei sempre nelle mie preghiere.
    Questa unione di preghiera tra noi - che spero possa estendersi a tutti - non mancherà di dare i suoi frutti secondo la volontà del Signore...

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  14. @ mic e dante

    grazie per l'unione di preghiere.

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  15. «...se Gesù Cristo avesse voluto l’Eucaristia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male.»
    Chissà se questo disgraziato ha mai sentito parlare del Miracolo eucaristico di Siena, dove da quasi 300 anni si conservano incorrotte 223 particole consacrate.
    http://users.libero.it/mik_s/sacreparticole.html

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