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sabato 27 luglio 2013

Parlano le immagini

Sì, le immagini parlano da sole. Ricordo che nel dibattito precedente è emersa la consapevolezza che andare avanti solo con la resistenza e la contrapposizione non porta da nessuna parte, anche perché chi dovrebbe ascoltare non ne ha alcuna intenzione, ma è fortemente intenzionato a portare avanti i suoi scopi sovvertitori della Realtà. Sarebbe dunque necessario mettere in campo un'azione di segno opposto che tuttavia appare realisticamente al momento non realizzabile per mancanza di referenti sia in campo politico che ecclesiale che possano farsi catalizzatori di forze anche trasversali che riconoscono la serietà e la gravità epocale della posta in gioco. Che ne pensate?
Intanto aggiungo, condividendole in toto, le osservazioni del lettore Silente che estraggo alla discussione precedente, perché meritano visibilità e attenzione:
Prima o poi questa legge liberticida e contro natura purtroppo passerà. Ma non dovrà passare la nostra capacità di resistenza contro il malvagio totalitarismo laicista e giacobino che ci impedirà di dire la verità (ma "loro" non erano i corifei della liberà di opinione?) Esiste il voto, esistono le piazze, esiste l'istituto del referendum, esiste il passaparola, esistono i samizdat, esiste l'obiezione di coscienza, esiste il coraggio di andrà in galera pur di non rinnegare la verità. Citare il Vangelo, nei suoi numerosi passi in cui viene condannata la sodomia, sarà reato. Avete capito bene: sarà reato citare il Vangelo.
C'è, nel merito, una incomprensione tragica della svolta epocale che questa legge rappresenta: per la prima volta, nella storia della nostra civiltà giuridica, sarà legalmente impedito di affermare una verità che, prima di essere di fede, attiene alla legge naturale.
Il tutto nel silenzio della Chiesa, dei cattolici, di tutti coloro a cui dovrebbe stare a cuore il diritto naturale. Qualche timido balbettio, qualche prudente opinione perplessa, tattica e imbarazzata. Pochi le voci decise determinate, tra cui, quella di de Mattei.
Invito tutti a seguire la questione, a non ignorarla, a individuare chi, in sede deliberante, alla Camera e al Senato, voterà contro e chi a favore. E a tenerne debito conto. E' una questione di civiltà.
Ripeto quanto ho già avuto modo di dire in un post precedente: se qualche "tradizionalista" dirà: "noi ci occupiamo di Messa in latino, lasciamo stare la politica", mandiamolo al diavolo. Se noi non ci occuperemo di politica, la politica si occuperà comunque di noi.  

Veilleurs francesi davanti all'Ambasciata d'Italia
Manifestazione a Roma 25 luglio

29 commenti:

  1. E' inquietante l'assoluto silenzio della gerarchia (Santa Sede, CEI) su un tema così importante, in un momento tanto delicato. Probabilmente la lobby gay è veramente potente.

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  2. Con grave "desistenza" dal suo governo, il papa ha affidato ai vescovi la trattazione di "questioni politiche".
    Premesso tuttavia che in questo caso la questione non è solo politica, ma riguarda fede e morale con riflessi antropologici di portata mai raggiunta, una prima osservazione riguarda il fatto che i vescovi hanno una giurisdizione locale.
    L'unico che può e deve intervenire autorevolmente e seriamente (senza slogan e frasi ad effetto) è il papa. Che egli intenda continuare a sottrarsi inquieta e sconcerta i credenti non massificati.

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  3. Infatti l'intervento del pontefice ha portata universale, urbi et orbi. E tale è, senza remore, la portata della responsabilità e dell'investitura del "vescovo di Roma", che può presiedere nella carità solo se presiede anche nella verità, che ha un Nome, Cristo Signore!

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  4. La prassi sia in politica che nella Chiesa è in mano ai potenti di turno.
    La "nostra" prassi dov'è?

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  5. Giustissimi i rilievi relativi al Papa. Ma anche la CEI dovrebbe intervenire, visto che stiamo parlando di una legge in discussione nel parlamento della Repubblica Italiana. Che io sappia non ci sono, eccezion fatta per l'ottimo Luigi Negri, neppure prese di posizione dei singoli vescovi.

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  6. Esatto, Felice, che dire?
    I veri cattolici sono soli e 'consegnati' ai potenti di turno, tra i quali ci sono anche molti dei loro "pastori"...

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  7. Ma quale sarebbe la libertà che rivendicate? Quella di poter offendere gli omosessuali? Di negare loro una vita sessuale? In base poi a cosa? Un libro di 4000 anni fa che voi ritenete sacro? Ma smettetela, avete per secoli impedito il libero pensiero ed ora volete rivendicarlo: ridicoli!

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  8. Oltre ai veri cattolici, ai potenti di turno sono consegnate anche tutte le persone civili e l'intero genere umano!

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  9. gianni toffali27 luglio 2013 12:32

    qualcuno si è indignato perchè la santa sede è stata zitta! ma vogliamo ficcarci in testa una volta per tutte che questo finto papa è il curatore fallimentare della cattolicità?

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  10. Caro mosessuale o loro amico,
    mi dice chi è che la discrimina? In che cosa? Dire che esiste un atto sessuale contro natura non ne fa per questo un reato né lo impedisce. Il diritto civile già vi garantisce sia nei rappirti patrimoniali che nel rispetto della persona, che non vedo debba avere accentuazioni (è questa la vera discriminazione) nei confronti dei gay=contenti... E allora dove mettiamo le donne e gli anziani e i bimbi uccisi nel grembo materno o stuprati da esseri indegni?

    Siamo noi che non aderiamo alle gender theories, a prescindere dalla religione, sono i nostri figli ad essere discriminati. E questo già avviene in una società e in una scuola che fa delle vere e proprie campagne contro le cosiddette discriminazioni, iniziando a confondere il "sesso" con il genere, mentre è il sesso l'elemento distintivo e identitario di ogni persona umana e del suo ruolo in questo mondo.
    Quello che lei o altri fate nell'esercizio della vostra sessualità non ci riguarda: riguarda solo voi, la vostra libertà e la vostra coscienza.
    Quello che invece ci riguarda e riguarda i nostri figli e le generazioni future è che vogliate imporlo come modello. E gli uomini e le donne di domani risulteranno "castrati" fisiologicamente, psicologicamente, spiritualmente.
    Se non lo comprendete, almeno evitate di coinvolgerci coattivamente nella vostra follia!


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  11. Smettetela di fare le vittime, è come se rivendicaste per i vostri figli un mondo dove possa esistere l'apartheid! L'omosessualità esiste in natura e deve essere considerata alla pari di qualsiasi comportamento sessuale. Non parli poi di diritto naturale, è qualcosa che semplicemente non esiste. I "vostri" figli discriminati da chi? Ognuno vive la sua vita come meglio crede ma fino a poco tempo fa i figli fuori del matrimonio erano discriminati grazie alle vostre posizioni ed oggi la storia si ripete per le famiglie omosessuali. Le vostre sono solo chiacchiere basate su una visione passatista della religione che non trova più seguito se non in gruppi di nostalgici della destra estrema (vedi FN).

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  12. L'omosessualità dovrebbe rimanere un fatto relativo alla sfera privata, non può e non deve pretendere un riconoscimento nella sfera pubblica. Il silenzio delle gerarchie cattoliche italiane in merito alla legge sull'omofobia e sulla liberalizzazione delle nozze omosex e' grave. Oltre a ciò è desolante notare che anche a livello politico non ci sia più un fronte o un partito che si fa portavoce dei valori tradizionali della Civitas Christiana, si levano solo oppositori singoli e per questo subito silenziati.
    Micus

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  13. Grazie, carissima Mic. A quanto ho già detto, e gentilmente da te riportato, mi permetto di aggiungere che:

    1) il disegno di legge contro l'omofobia giuridicamente si basa sull'estensione della legge Mancino - già illiberale di suo - a un inesistente, e costituzionalmente dubbio, "reato" di omofobia che consisterebbe nel manifestare idee fondate sulla superiorità e ritenute lesive dell' "identità sessuale" (pena prevista: la reclusione fino a un anno e sei mesi). E' evidente il vulnus alla libertà di espressione;

    2)questa battaglia in difesa della libertà e della civiltà non riguarda solo i cattolici e la dottrina cattolica, ma chiunque abbia a cuore la nostra cultura. Estraggo da una bella lettera aperta, pubblicata ieri su "Libero", di Pino Morandini, magistrato, consigliere regionale del PdL per il Trentino Alto Adige:
    "...che ne sarà, se passasse questa legge, di Platone che relega l' "omosessualità maschile e femminile" fra le "perversioni che sono responsabili di incalcolabili sciagure, non solo per la vita privata dei singoli, ma anche per l'intera società" (Leggi)? (...) Seneca, che tesse le lodi dell'amore sponsale contrapponendolo ad altre unioni che (...) ritiene contro natura (Epistulae ad Lucillium)? Ed anche Kant che, in "Metafisica dei costumi" è fortemente critico verso l'omosessualità?"
    Chiedo scusa per la citazione, ma era solo per dimostrare come questa battaglia non sia solo esclusivamente cattolica, anche se, ovviamente, i cattolici dovrebbero essere in prima linea (e, purtroppo, non ci sono, almeno nelle loro espressioni "ufficiali");

    3) sulla strategia da seguire, credo che l'aggregarsi ai movimenti spontanei che si stanno creando possa esser un primo passo, tra i quali "La manif pour tous Italia" che con 500 "veglianti" hanno manifestato giovedì a Roma in Piazza del Parlamento.
    Poi agire sui politici che conosciamo, facendo loro sapere che li giudicheremo in base alle loro scelte.
    Come blog, informare riguardo a tutte le iniziative di protesta.
    Aggiungerei: intervenire sui sacerdoti delle nostre parrocchie, perché siano consapevoli della situazione, ma mi rendo conto dell'ingenuità. La stragrande maggioranza di costoro sono oggi in deliquio per le coreografie carioche del Regnate Pontefice. Cosa volete che gliene importi di un tema marginale come quello della libertà di espressione e di evangelizzazione dei cattolici?

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  14. Anonimo delle 13.25.
    Essere contro la legge sull'omofobia non significa rivendicare il diritto ad insultare e discriminare gli omosessuali. Questo sarebbe un comportamenti anticristiamo perché contrario al comandamento dell'amore verso il prossimo. La legge sull'omofobia così come e' concepita non servirà a nulla, quello che serve e' un cambiamento sul piano socio-culturale investendo sul l'educazione contro le discriminazioni, tutte. Anche perché la legge sull'omofobia rischia di promuovere le libertà di alcuni sopprimendo le libertà di altri, mi riferisco ai cristiani, ma anche ai praticanti di altre religioni come l'islam e l'ebraismo, che non potranno più annunciare pubblicamente la loro dottrina in campo morale e sociale, che come è noto considera l'omosessualità un comportamento contro-natura che non può avere un pubblico riconoscimento. Quindi accanto ad un aumento dei diritti degli LGBT, c'è una diminuzione se non una discriminazione sulla base della religione quindi una limitazione della libertà religiosa.
    MICUS

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  15. Anonimo 13:25,
    cosa c'entrano gli omosessuali con i figli nati fuori dal matrimonio o con la politica?
    Col discorso che stiamo facendo la politica non c'entra, anche se indubbiamente una certa parte politica si fa paladina della "licenza" travestita da libertà. E, mentre nessuno di noi mette in discussione i diritti civili che rientrano nell'ordine naturale delle cose, la questione dibattuta appartiene all'ordine morale, che precede accompagna e supera la persona, anche se c'è chi non lo riconosce.
    E nessuno gli toglie questa libertà che dovrebbe appartenere, indiscriminatamente, anche a chi lo riconosce.
    Il fatto poi di trasferirsi alla sfera politica è successivo e impegna la responsabilità di ognuno di noi come cittadino oltre che come credente.

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  16. Citare Platone, Seneca o Kant è semplicemente assurdo, come se a proposito delle leggi razziali citassimo Jefferson perché aveva degli schiavi e mai si era opposto allo schiavismo. Nella Grecia antica c'era la pederastia ed il sesso con i minori era ammesso, cosa dovremmo fare allora, dovremmo riaccettarlo?

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  17. Liquidare pensatori come Platone Seneca e Kant, con un riferimento strumentale a Jefferson, mi sembra quanto meno pedestre.

    Il discorso della omosessualità in Grecia è un dato culturale, complesso e non paragonabile a ciò che succede oggi con la questione del "genere", che va ben oltre...

    E non a caso, anche per l'Impero Romano questo "fenomeno" ha segnato il tempo della Decadenza...

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  18. Certo, il discorso sulla Grecia è complesso... a me sembra chiarissimo e questa risposta dimostra solo la mancanza di argomenti. Circa Roma l'omosessualità era presente e tollerata anche ai tempi di Cesare e la "decadenza" è solo una espressione storicistica, magari da far coincidere con l'assurgere del cristianesimo come religione di stato con Costantino.

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  19. Lei ci dichiara apoditticamente che il discorso sull'omosessualità nella Grecia è chiarissimo. Chiarissimo lo è anche a me, ma non per questo resta meno complesso nei suoi aspetti legati a quella cultura, che non mi metto a enumerare qui e ora perchê non ci aiuta per il nostro oggi.
    Che l'omosessualità sia stata presente e tollerata in altri tempi e in altre culture non la rende meno contro natura e non giustifica che oggi debba assurgere a modello positivo e a stendardo di libertà.
    Quanto al suo concetto di decadenza, credo di doverle ribaltare l'uso del termine storicismo.
    Per il resto, con visuali come la sua non vedo alcuna possibilità di dialogo.

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  20. Anonimo delle 16.52
    Come la mette con la libertà religiosa che è un diritto inalienabile di ogni essere umano? Non crede che una persona abbia il diritto di professare liberamente la propria fede e quindi di annunciare i contenuti della propria fede?
    Se citeremo la Sacra Scrittura, le encicliche dei Papi, o le memorie dei Santi circa la dottrina su famiglia e omosessualità cosa accadrà ? Andremo in galera? Le sembra giusto privarci di tali diritti fondamentali?
    Micus

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  21. Tra l'altro affermare che l'omosessualità è contro natura non significa odiare gli omosessuali né indica disprezzo per la persona che resta libera di fare le sue scelte senza tuttavia pretendere di definire un nuovo modello di società coercitivamente basato su di esse, senza valutarne le conseguenze per l'intero genere umano.

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  22. sulla pederastia in grecia si fa, da sempre, una gran confusione strumentale. pederastai aignifica amore per i paides, che in grecia avevano piu' o meno 13-16 anni. e amore non sempre significava rapporti sessuali. non erano affatto ammessi rapporti con bambini. inoltre chi ha mai letto anche solo una commedia di aristofane sa quanta ilarita' suscitassero tra il pubblico i personaggi effeminati, per usare untermine elegante. idem a Roma. una felle ritiche di cicerone a cesare era proprio quella di essere effeminato. per i romani, ma anche i greci, c' er una bella differenza tra un uomo che " prendeva" ed uno che " dava", e non specifico cosa. e comunque mai in epoca classica si sarebbe parlato di identita' di genere. esistevano sempre e solo due sessi, maschio e femmina, nache se le declinazioni greche e latine prvedono il genere neutro.
    e per qunto riguarda la natura, la maggior aprte eei casi di cosiddetta omosessualita' nel mondo animale si verificano in cattivita' - e quondi non in situazioni veramene naturali- o, come nel caso dei bonobo, ai tratat piu' di un pansessualismo che di un' omosessualtita' , o per essere volgari " dove cojio, cojo" per altro il nostro dna e' molto pi' simile a quello degli scimpanze' che non ai bonobo. e, dimenticando il genesiper un attimo, gli scimpanze' sono alla gine arrivati sulla luna, i bonobo sono ancora li' che si" fanno" tra diloro !!
    Rosa

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  23. La possibilità di espressione concessa da Mic agli "omofili" nel "nostro" sito, ancorché arroganti come l'anonimo delle 16:10, è una condivisibile espressione di civiltà e di dimostrazione della nostra superiorità morale e culturale. Anche perché dimostra come costoro, nella loro stolida e cieca ignoranza e odio contro la realtà, vorrebbero non solo silenziare i citati Platone, Seneca e Kant, menzionati come esempio nell'autore da me citato, ma anche innumerevoli autori classici, l'Antico Testamento, persino il Corano, Lutero e Calvino. Tra l'altro, è un rozzo luogo comune affermare che la Grecia classica accettasse l'"efebofilia". Che avvenisse, in un contesto culturale e sociale basato anche sulle "fratrie" maschili, è probabile, ma non venne mai accettata né esaltata. E lo stesso dicasi di Roma dove anzi, sia nell'età repubblicana che imperiale, l'omosessualità venne sempre condannata, anche penalmente.
    Chi è, consapevolmente, a favore della legge contro l'omofobia non è solo avversario della verità, della civiltà e della libertà di espressione, ma anche della cultura. La loro posizione equivale a quella dei giacobini che ghigliottinarono Antoine Laurent Lavoisier, la cui scienza non era sufficientemente "repubblicana", e il poeta André Chénier, che amava troppo la bellezza.
    In costoro, c'è un odio metafisico per il Vero, il Giusto, il Buono. Un odio demoniaco?

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  24. dice l'anonimo aperto (di vedute e forse pure di altro):
    L'omosessualità esiste in natura e deve essere considerata alla pari di qualsiasi comportamento sessuale.

    Bene, allora via libera alla pedofilia, alla zoorastia, alla necrofilia, anche questi sono comportamenti presenti in natura.

    Il problema, suo e dei suoi amici e sodali, è che potete far finta che quanto fate e dite vada bene, vi potete crogiolare (per modo di dire) in questa finzione fino al vostro ultimo giorno, poi lì si tireranno le somme con il giudizio sulla propria anima. Ciò che insegna la Chiesa, che è ciò che insegna Cristo, che è Dio, ci è dato per prepararci a questo momento di passaggio all'eternità, al fine di poter godere di un'eternità di vita e beatidudine e non di morte e dolore. Questa visione, che può apparirle oscurantista è in realtà la più misericordiosa e la invito, veramente per il suo bene, a rifletterci sopra, facendosi aiutare, se crede opportuno da chi ha titolo a farlo, qualche pastore d'anime di retta dottrina, vedrà che vivrà meglio già da subito.
    Consideri il suo intervento su questo blog come provvidenziale in quest'ottica.

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  25. Questo livellamento orizzontale e totale delle differenze sociali (tra i sessi, tra il clero e i laici, tra le figure familiari, ecc.) che è frutto di una politica egalitaria pianificata porterà la nostra società alla rovina. Chi ha letto qualche opera dell'antropologo cattolico Rene Girard sa quanto l'indifferenziazione sociale sia pericolosa.
    Micus

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  26. L'accenno di Silente all'aspetto giacobino delle attuali posizioni e atteggiamenti dei sostenitori della rivoluzione culturale e antropologica in atto nostro malgrado è molto calzante.
    Anch'io ci vedo un'odio metafisico per la Verità la Giustizia e la Bellezza riferibili ad un'unica Sorgente.
    Purtroppo, anche quando il nostro parlare, lungi dal volersi imporre, tenta di fornire le ragioni filosofiche e antropologiche che motivano le nostre scelte, incontra una ostinata cecità nei confronti di ciò che a noi appare chiaro e inconfondibile. E le menti compiono percorsi divergenti, che portano a scelte divergenti.
    Il dramma è che dietro ogni mente c'è un'anima che corre il serio rischio di perdersi.

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  27. Vorrei dire a Rosa che la sua osservazione sul quadro politico italiano è pertinente e fa apparire più grande la nostra responsabilità nel promuovere quanto è possibile per interrompere questa china perversa.
    E si riallaccia alla conclusione di Silente: questi signori dovranno sentirsi dire forte e chiaro che teniamo d'occhio il loro comportamento e alla fine tireremo le somme sulle loro responsabilità. Ma non possiamo essere un gruppo sparuto. È necessario smuovere e svegliare il più coscienze possibile e bisogna trovare il modo, a partire dalle parrocchie, dai centri culturali e dalle diocesi, ammesso che ci diano ascolto.
    E, poi, c'è quest'ultimo orizzonte di libertà rappreaentato dalla Rete...

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  28. Speriamo che questo blog, in particolare questo post ed i commenti, vengano letti da qualche chierico o da qualche politico, o da chiunque abbia una pubblica responsabilità perché si rendano conto di quanto siano delicati questi temi e di quanto ci sia bisogno di una pubblica discussione prima di prendere qualsiasi provvedimento legislativo.
    Micus

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  29. PREGHIERA ALLA SANTA VERGINE PER L'ITALIA AFFINCHE' LA PROTEGGA DAGLI UOMINI
    DAL CUORE CORROTTO
    Signora e Madre di Dio, di quante grazie e favori colmasti l'Italia, mia
    Patria, nel corso dei secoli! Eppure il mio cuore si sente pieno di
    tristezza e di apprensione nel considerare le condizioni in cui essa oggi si
    trova; nel pensare che questa penisola, in cui il Vostro Divin Figlio
    incastonò come una gemma di inestimabile valore la Cattedra di Pietro,
    stabilendola nella città di Roma; la penisola in cui, per Tuo disegno e del
    Tuo Divin Figlio si posò la Santa Casa di Loreto; in cui vive un popolo che
    diede alla chiesa e alla civiltà cristiana in Europa tutto quello che
    l'Italia ha dato, si trova ridotta alle tristissime condizioni di oggi!
    Come non pensare, o Madre, che quando manifestasti a Fatima la tua tristezza
    per le condizioni del mondo di allora e la tua apprensione per ciò che
    sarebbe accaduto se gli uomini non avessero fatto penitenza, l'Italia fosse
    una delle maggiori ragioni della tua tristezza ed uno dei destinatari del
    tuo appello alla preghiera ed alla penitenza?
    Frattanto i motivi della tua tristezza per noi non hanno fatto che
    aggravarsi, mentre il nostro spirito di penitenza col tempo non ha fatto che
    diminuire, fino a giungere alla estrema pochezza in cui oggi si trova.
    Senza un intervento speciale della grazia sull'Italia, nulla si può sperare;
    ma in compenso, con questo intervento si può sperare tutto: sperare per
    l'Italia, sperare per l'Europa, sperare per il mondo.
    La Provvidenza ha dato infatti alla nostra nazione i mezzi per influenzare
    profondamente tutto il continente europeo, e l'Europa è tutt'oggi la grande
    tribuna dall'alto della quale il pensiero umano si rivolge a tutti i popoli
    della terra.
    Che gloria sarebbe per Te, Signora, se l'Italia si convertisse sinceramente
    e profondamente con una conversione totale che la rendesse a Te più
    familiare e più sottomessa di quanto lo è stata persino nei tempi più aurei
    della sua storia!
    O Madre, torna! Richiama l'Italia affinché essa ritorni a Te! Unisciti
    sempre di più all'Italia ed unisci sempre di più l'Italia a Te. O Madre
    ricordati dell'Italia, nazione da Te tanto prediletta e che riempisti di
    tanta dolcezza; infondile nostalgia di Te, poiché sono certo che Tu hai
    nostalgia di lei; ritorna al più presto in Italia, mediante il regno della
    tua grazia, per trasformarla in un grande strumento della Restaurazione del
    Regno di Tuo Figlio nel mondo. Amen.
    Pater
    3 Ave
    Gloria

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