Pagine fisse in evidenza

venerdì 1 novembre 2013

L' “affare non concluso” del Concilio. “Ritorno a Gesù” della Chiesa. e i sogni del “prossimo papa”. Un fine settimana col card. Maradiaga

Un servizio, dal Blog statunitense di Rocco Palmo, della nostra corrispondente Rosa. Su un recente discorso del Cardinal Maradiaga, che è riportato integralmente dopo i commenti dell'informato blogger e che Rosa ha tradotto, condensandone alcuni passaggi. Ne vien fuori un quadro  a dir poco allucinante sulla nuova ecclesiologia.
In corsivo, i commenti di Rosa; tra parentesi quadre, il sunto di alcuni brani. 

Discorso tenuto dal cardinal Maradiaga, uno dei G8, prima a Dallas, poi a Miami lo scorso fine settimana. Maradiaga viene considerato da varii giornalisti cattolici americani il portavoce del Papa in USA, visto che Bergoglio non sa l’Inglese, mentre Maradiaga sì (è un cardinale “giramondo”, che suona anche il sassofono). Il blogger Rocco Palmo, di Philadelphia, già inviato in USA per un giornale cattolico inglese, commenta che l’ultima volta che un Salesiano in cima alla gerarchia vaticana espose il programma di governo del Papa, erano già trascorsi 2 anni e mezzo di pontificato. Ora è invece tutto più veloce, perché il Papa e i suoi sentono che il tempo a disposizione è breve...
Il discorso è simile in entrambi i luoghi, ma a Miami Maradiaga è andato più a braccio, aumentando di tono e finendo quasi come un pastore pentecostale (sic). A Miami, di sottofondo, c’erano Cubani che cantavano e danzavano...(sic). Come scrive il blogger, leggiamo quel che dice colui che si potrebbe definire ora il Vice-Papa:

[Nell’introduzione Maradiaga parte, ovviamente, dal CVII, “un vento di Grazia e un riferimento paradigmatico” per la Chiesa di oggi che, secondo lui, cresce (“is rising”), con gran vitalità in Africa e Asia, ma con poca energia in Europa, ed anche in USA. Ma anche lì c’è speranza, e cita George Weigel (!!!!) . Prosegue quindi con il]

Vaticano II: il Concilio (...) all’inizio significava la fine alle ostilità tra la Chiesa ed il modernismo, che era stato condannato al I Concilio Vaticano (...) Né il mondo è il regno del male e del peccato - queste sono conclusioni chiaramente raggiunte con il CVII - né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù. Il modernismo fu, per la maggior parte del tempo, una reazione contro l’ ingiustizia e gli abusi che mortificavano la dignità ed i diritti delle persone. Il Vaticano II riconobbe ufficialmente che le cose erano cambiate, e catturò la necessità per un tale cambiamento nei suoi Documenti, che enfatizzavano verità come queste :
” La Chiesa non è la gerarchia, ma il popolo di Dio. “Il Popolo di Dio” è, per il Concilio, la realtà che tutto abbraccia della Chiesa che risale alla sostanza (“stuff”) di base e comune dela nostra condizione ecclesiastica, cioè alla nostra condizione di credenti (che) è una   condizione condivisa da tutti. La gerarchia non ha alcuno scopo in se stessa e per se stessa, ma soltanto quale riferimento e subordinazione alla comunità. La funzione della gerarchia è ridefinita in riferimento a Gesù come il Servo Sofferente, non il Pantocratore ; soltanto dalla prospettiva di qualcuno crocifisso dalle potenze di questo mondo è possibile trovare, e spiegare, l’autorità della Chiesa. La gerarchia è un ministero (diakonia = servizio) che richiede il nostro abbassamento alla condizione di servi. Prendere questo posto (il posto della debolezza e povertà) è la sua  propria, peculiare responsabilità (“her own, her very own responsibility”).
Non c’è quindi una doppia classificazione dei Cristiani - laici e chierici - essenzialmente differenti. La Chiesa come “ società di ineguali” scompare: “Non c’è, quindi, in Cristo e nella Chiesa nessuna ineguaglianza” (LG 32). Nessun ministro può essere collocato sopra questa dignità comune a tutti. Né i religiosi (“the clergy”) sono “gli uomini di Dio”, né sono i laici “gli uomini del mondo”. Questa è una falsa dicotomia. Per esprimerci correttamente, non dovremmo parlare di religiosi e laici, ma di comunità e ministero. Tutti i battezzati sono consacrati come casa spirituale e santo sacerdozio (LG 10).  Perciò, non soltanto noi religiosi siamo “preti”, ma anche, fianco a fianco al ministro ordinato, c’è il sacerdozio comune del fedele. Questo cambiamento nel concetto del sacerdozio è un punto fondamentale: ”In Cristo il sacerdozio è cambiato “ (Ebrei, 7:12). Davvero, il primo tratto del sacerdozio di Gesù è che “egli doveva esser reso come i suoi fratelli in ogni aspetto”.
Il sacerdozio originale di Gesù è l’unico che doveva essere continuato nella Storia (...) La Chiesa intera, il Popolo di Dio, continua il sacerdozio di Gesù senza perdere il suo carattere laico, nel regno del profano e dell’impuro (“unclean”). del “rigettato” (“cast out”): un sacerdozio che non si concentra esclusivamente nel culto al tempio, ma nel mondo intero, con una prassi samaritana di giustizia ed amore. Questo sacerdozio è sostanziale, l’altro - il “presbyterium” - è un ministero, un servizio, e non può essere concepito da parte rispetto al sacerdozio comune.

[qui introduce la Conferenza dei Vescovi L.A. ad Aparecida nel maggio 2007 - che per loro sembra esser stato un 3’ CVII). Prosegue:]
Ora la Chiesa si trova di fronte ad un cambiamento profondo, il più profondo nella sua storia dai tempi primordiali (sic): dall’essere una Chiesa europea, più o meno culturalmente uniforme, e quindi monocentrica, la Chiesa sta diventando universale, con molteplici radici culturali e, quindi, culturalmente policentrica. Il CVII può essere compreso come l’espressione manifesta di questo passaggio a livello istituzionale (...).
Perciò è veramente simbolico che gli ultimi tre Papi non siano stati Italiani: la tentazione di europeizzare ed italianizzare la Chiesa è sempre stata una legata alla pretesa del potere. Fortunatamente, le cose sono cambiate.

[Ritornando al CVII, ne ricorda i punti essenziali, ai quali la Chiesa deve sempre ritornare]

Non c’è alcuna possibilità di riformare la Chiesa senza ritornare a Gesù. (...)  Per discernere ciò che costituisce un abuso o un’ infedeltà dentro la Chiesa, non abbiamo altra misura che il Vangelo. Molte tradizioni stabilite nella Chiesa potrebbero condurla ad un vero auto-imprigionamento. 
(...) Gesù non era un sovrano di questo mondo (...) Egli è l’immagine del Servo Sofferente, immagine di innumerevoli altri servi, sconfitti da coloro che governano, e chiamano se stessi “signori”. Ma fu Lui che, povero, ammutolito, e umiliato, fu designato dal Padre come Suo Figlio ben amato, e che Dio stesso risuscitò al terzo giorno.

[dopo aver richiamato le parole del Papa sulle “periferie”, perché secondo lui quella è al missione affidata dal Signore alla Chiesa, una missione mai cambiata, perché mai cambiato è il Signore della Chiesa, continua:]

La vocazione della Chiesa (...) è proclamare il Regno di Dio. Anche Cristo stesso non proclamò o predicò Se stesso, ma il Regno.  (...) La vocazione della Chiesa è a servire, non a governare: “Serva dell’umanità”, la definì Paolo VI. Deve dare questo servizio vivendo nel mondo, essa stessa parte del mondo ed in solidarietà con esso, perchè “il mondo è l’unico soggetto che interessa Dio”.  
E là la Chiesa, in umile compagnia, aiuta a rendere la vita intellegibile e degna, rendendola una comunità di uguali, senza caste o classi, senza ricchi o poveri, senza imposizioni o anatemi (qui diventa lirico). Il suo obbiettivo principale (“her foremost goal”) è prendersi cura dei problemi “penultimi” (fame, abitazione, vestiario, scarpe, salute, istruzione...) , quindi essere capace di curarsi degli “ultimi” (quei problemi che ci rubano il sonno dopo il lavoro: la nostra finitezza, la nostra solitudine davanti alla morte, il significato della vita, i dolore, il male...) . La risposta che la Chiesa darà ai “penultimi”, le darà titolo a parlare degli “ultimi”. La Chiesa deve quindi mostrarsi Samaritana sulla terra - così potrà un giorno partecipare dei beni eterni. 
(...) Troppo spesso la Chiesa dà l’impressione di avere troppe certezze e troppi pochi dubbi, libertà, dissenso o dialogo. Non più scomuniche del mondo, quindi, o non più soluzioni ai suoi problemi con il ritorno all’ autoritarismo, rigidezza e moralismo, ma invece mantenere sempre il messaggio di Gesù come la sua unica fonte d’ispirazione.

La Chiesa deve ritornare alla comunione, che è vitale per poter acquistare credibilità agli occhi dell’odierna società. Ma questa non è semplice democratizzazione, è lavorare per raggiungere un’autentica coesistenza come fratelli ed eguali (fraternité, egalité...). E quest’obbiettivo non può certo essere raggiunto attraverso un modo di pensare gerachico (“hierarchic mindset”), intendendo l’Ordine come un “presbyterium” privilegiato ed esclusivo, così come sembrava configurato, con un potere assoluto concentrato all’apice e delegato giù giù al resto della gerarchia.
(...) Tutta la vita di Gesù è stata una vita sacerdotale, nel senso che Egli divenne uomo, fu povero, combatté per la giustizia, criticò i vizi dei potenti, identificò SE stesso con i più oppressi e li difese, trattò le donne senza discriminazione, si scontrò con coloro che avevano un’ immagine diversa di Dio e della religione, e fu costretto dalla Sua stessa fedeltà ad essere perseguitato, e a morire crocifisso fuori della città  (questo di morire fuori della città lo ricorda per almeno tre volte. Confesso che non capisco l’importanza dottrinale o teologica di questo particolare). 

[Dopo aver ancora ricordato che non esiste secondo il CVII una sostanziale - direi io ontologica, parola a quanto pare troppo colta per un cardinale di S. Madre Chiesa - differenza tra laici e consacrati, si effonde sui poveri,  la vera missione della Chiesa secondo il Concilio, specie ora nell’epoca della globalizzazione e delle democrazie neo-liberali, stimolata in ciò dallo stesso Giovanni XXIII e da un considerevole numero (ma quanti ? non si dice) di Padri conciliari. Naturalmente, prosegue, sono stati soprattutto i religiosi latinoamericani ad aver spinto negli anni postconciliari in questa direzione, soffrendo, essendo perseguitati ed arrivando al martirio per questa “liberazione (“liberation” , ti ricorda forse qualcosa ?].

(,,,) La Chiesa dovrebbe proclamare e testimoniare, come criterio di organizzazione ed educazione sociopolitica, che tutti gli uomini sono fratelli, e che, se siamo fratelli, dobbiamo combattere per stabilire relazioni di uguaglianza e per eliminare i più grandi ostacoli per ciò: denaro e potere. Dobbiamo stabilire come priorità che quelle maggioranze che soffrono la povertà e l’esclusione (gli ultimi) saranno le prime. Se Gesù chiama i poveri “benedetti”, è perché assicura loro che la loro situazione cambierà, e quindi è necessario creare un movimento che possa portare ciò, restituendo loro dignità e speranza. Dobbiamo dare la primazia all’ultimo.   (...)

[Prosegue in affermazioni ideologiche sui poveri, la solidarietà, ecc.ecc. (v. testo originale), quindi riparlando della Chiesa:]
La Chiesa deve ritornare ad essere profondamente umana (come la volle il Concilio): essa non poteva più porsi come una “società perfetta” parallela ad un mondo con cui confrontarsi, che proseguiva il suo corso autonomo, rafforzando le sue pareti contro gli errori e l’influenza del mondo. Quest’ antitesi secolare doveva essere superata.  Il Concilio intendeva applicare un rinnovamento entro la Chiesa stessa, perché la Chiesa non era né il Vangelo, né era un seguace perfetto del Vangelo. Essa era abitata da uomini e donne che, come ovunque, e secondo la loro limitata, peccaminosa condizione, avevano stabilito entro essa molte tradizioni, leggi e strutture che non rispondevano agli insegnamenti o alla pratica di Gesù . ( a parte lo stucchevole “uomini e donne”, chi dice che invece siano rispondenti agli insegnamenti e pratica di Gesù quelli del Concilio e post ? Gesù lavò i piedi ai discepoli, non a zingarelle mussulmane in carcere, e distribuì personalmente il pane ed il vino, non lo consegnò a qualche ministra straordinaria dell’Eucaristia...)
[Altre citazioni dal Concilio, da Paolo VI sull’umanità, da George Weigel - da quando un giornalista americano è citato come Padre della Chiesa - ancora sul dialogo:

... La Chiesa non può chiudere le porta al dialogo senz’ annullare la verità che potrebbe spuntare da ogni dove - poiché Dio stesso l’ ha generosamente piantata ovunque. La Chiesa non aveva più il monopolio sulla verità, nè può pontificare su migliaia di cose umane, o tenere posizioni che denotano arroganza o superiorità. Invece dovrebbe uscire sull’ arena comune -  il Colosseo ? - pianamente ed umilmente, e partecipare alla ricerca comune della verità. (“Quid es veritas” ?...”Ego sum via, veritas et vita”). Il dialogo deve precedere la missione, come semplice attitudine all’ascolto, a costruire su ciò che è comune, piuttosto che insistere su ciò che divide, e contare sul contributo degli umanesimi (“humanisms”) e delle religioni non cristiane, che ci porterà indietro al fondamento di ogni credo, ogni ideologia. Ciò che è cristiano ha il suo substrato, innanzitutto e soprattutto (“firsty and foremost”) in ciò che è umano -       e io che pensavo fosse in NS GC. 
Non si può essere cristiani senza essere innanzitutto una persona. E la persona offre una struttura ed una panoplia di tratti e possibilità che non sono patrimonio di qualcuno in particolare, ma invece dell’ intera umanità. (sentivo che volevano tornare a Paolo VI secgliendo Bergoglio, ma voler portare indietro l’orologio al 1963, mi sembra veramente troppo !)

[... La Chiesa, quindi, nella nuova evangelizzazione, dev’essere presente, magari silenziosa, magari nascosta, ma esserci là dove si ventilano le grandi cause umane, insieme a coloro nei cui petti arde il fuoco dell’amore, della giustizia e della carità e della costruzione dei diritti umani - lirico -. Potremmo chiamare questa presenza santità politica (“political sainthood”), come un’anticipazione del sapore della pienezza escatologica (!!!!!)

Dopo aver finalmente citato un Papa preconciliare, Leone XIII, chi altri ? , ed essersi ricordato di Giovanni Paolo II “Magnus” e “en passant” di Benedetto XVI “Parvus” e delle loro opere e discorsi sull’evangelizzazione (sembra che nei primi 1888 anni della sua storia, e soprattutto prima del CVII, la Chiesa non abbia evangelizzato), conclude ricordando gli anni duri e bui di BXVI, attaccato ed “imboscato” dai media, con i fedeli sempre più in dubbio. Ma ora è arrivato (squillo di trombe) PF !! Egli vuole metter nuovo vino in nuovi otri e soprattutto, udite, udite, che “la Chiesa ritorni a Gesù” - evidentemente fin’ora chissà dove se n’era andata, la sposa fedifraga.

84 commenti:

  1. Raoul de Gerrx1 novembre 2013 07:19

    Hallucinant, oui, et délirant.

    Avec Maradiaga, cardinal (?) et "porte-parole de Bergoglio en anglais" (!), on atteint vraiment le dernier degré de la décomposition du catholicisme.

    Peut-on tomber plus bas ?

    RispondiElimina
  2. Sparisce la Tradizione. Sola Scriptura.
    Sul culto predomina la solidarirtà.
    Enfasi sul sacerdozio comune.

    Ognissanti diventa san Lutero :(
    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis.

    RispondiElimina
  3. Raoul de Gerrx1 novembre 2013 07:58


    Après Maradiaga, beau gars dans sa belle robe rouge, il faudrait les prendre l’un après l’autre, tous ces “fratelli” (comme les appelle Luisa), et, pour l’édification des fidèles, les montrer sous leur vrai jour, avec photographie à l’appui, comme celle-ci, entre autres, du Français Jean-Louis Tauran. Oui, le petit, au milieu, c’est lui. N’est-il pas beau en apprenti-pâtissier ?

    http://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A445-Tauran.html

    Ce sont ces farceurs qui vont nous “reconduire à Jésus”, oublié par l’Église depuis (au moins !) Constantin !

    Saintes et saints du Ciel, priez pour nous !

    RispondiElimina
  4. Vogliono creare una falsa Chiesa in cui viene prima l'amore e dopo la verità, prima il corpo e poi l'anima, prima l'atto e poi il pensiero, dove la misericordia è divisa dalla giustizia.

    RispondiElimina
  5. Per fortuna sta rapidamente cadendo la maschera! I cambiamenti troppo lenti sono stati troppo insidiosi perché ci hanno mascherato la rivoluzionaria radicalità di certe idee. Ora pare che, forti del sostegno dei media o consci dell'esiguità del tempo rimasto, si sia cambiata tattica e si procede più velocemente.

    Chi ha orecchi per intendere non si può più illudere: in buona o mala fede che sia questo cardinale, siamo completamente fuori strada con queste affermazioni.

    Preghiamo incessantemente tutti i santi oggi, abbiamo veramente bisogno dell'intercessione di tutti loro e della Madonna per sopravvivere a questa tragedia!

    RispondiElimina
  6. @Mic

    "Sparisce la Tradizione. Sola Scriptura.
    Sul culto predomina la solidarietà.
    Enfasi sul sacerdozio comune."

    tendenza colta alla perfezione.
    ma aggiungo una cosa....

    Sparisce la Tradizione, ma anche la Scriptura non se la passa molto bene (se pensiamo alle strategie di demitizzazione tra letture orizzontali, comunistiche, o all'uso demolitorio del metodo storico-critico, cosa resta mai della Scriptura)

    c'entra fino a un certo punto, ma c'entra:

    http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1106:l-unione-europea-vuole-sorvegliare-i-cittadini-intolleranti&catid=53&Itemid=50

    RispondiElimina

  7. « Alcuni vescovi e prelati assieme ai loro assistenti hanno elevato se stessi ad anti-Chiesa all'interno della Chiesa. Essi non vogliono abbandonare la Chiesa. Non intendono separarsi. Non intendono scuotere l'unità della Chiesa. Non intendono obliterare la Chiesa, ma cambiarla in base ai loro piani ; ed è ad oggi banale nelle loro teste che i loro piani siano inconciliabili con il piano di Dio rivelato [...].

    « Essi sono convinti di poter riconciliare questa Chiesa e i suoi nemici attraverso un “decente compromesso”, di essere i soli a capire cosa sta accadendo, e di essere i soli a poter assicurare il successo della Chiesa di Cristo compattandola con quella dei leaders mondiali. Ma nella loro devota creazione dell'anti-Chiesa dentro la Chiesa — a partire dal Vaticano fino al livello della vita parrocchiale — hanno alfine minato l'unità della Chiesa [...] » (Malachi Martin, “The Keys of This Blood”, New York, Simon and Schuster, 1990, p. 662).

    RispondiElimina

  8. « Una indagine degli ultimi 50 anni della storia cattolica conduce alla conclusione che il più grande singolo misfatto nell'ambito dell'alto e del basso clero è stata la tolleranza e la propagazione della confusione sugli elementi chiave della fede cattolica fra tutti i cattolici ; questa tollerata confusione è stata un diretto risultato della dissidenza tollerata di teologi e vescovi riguardo gli stessi elementi chiave. Perché tollerare la confusione significa propagare la confusione.

    « Un dovere primario e fondamentale di ogni ufficio ecclesiastico e la responsabilità ecclesiale legata a tutti gli uffici nella Chiesa comprendono il chiarimento, l'inconfondibile insegnamento e l'applicazione delle regole basilari e delle credenze fondamentali che la Chiesa sostiene e dichiara esser necessarie alla salvezza. Se i cattolici hanno qualche diritto nella Chiesa, loro diritto primario è quello di ricevere tale insegnamento inequivocabile e di essere soggetti alla sua schietta e non esitante applicazione. E' d'altro canto relativamente facile identificare i quattro elementi chiave nelle quali ecclesiastici e membri ecclesiali hanno tollerato e propagato la malvagia confusione che colpisce i Cattolici oggi. Questi elementi sono: l'Eucaristia, l'unicità e la verità della Chiesa Cattolica Romana, l'Ufficio Petrino del Vescovo di Roma, e la moralità relativa all'attività riproduttiva umana » (Malachi Martin, id., ibid.).

    RispondiElimina
  9. Ma quanto parlano i membri del consiglio degli otto, si stanno espandendo sui media, ognuno dice la sua e tutti ci annunciano una rivoluzione copernicana e non solo di forma.
    Maradiaga già si vede il braccio destro ed esecutivo del Papa, non sta più nella pelle tanto è sicuro di potere realizzare, con il suo amico e Papa, le sue idee = la sua ideologia, di poter finalmente concretizzare la sua idea di Chiesa.
    Quei suoi pensieri non sono una novità.
    Nel 2008 ho letto un libro intervista che racconta il suo percorso (alcune frasi riprese dal giornalista Yannou per il Figaro avevano fatto l`oggetto di polemiche in Italia), già presentava quel che per lui deve essere la Chiesa, non risparmiava nemmeno Benedetto XVI.
    Maradiaga è da sempre una coqueluche dei media, quel che dice nel discorso tradotto da Rosa non solo non mi stupisce per niente ma ha l`odore stantio di quella prosa che imperava negli anni settanta, preti operai, simpatizzanti della teologia della liberazione, comunità di base.
    È amico e consigliere di papa Bergoglio, non penso che, malgrado il suo entusiasmo, si permtterebbe di inventare e ricamare sul niente, dunque prepariamoci a vedere concretizzata in quel senso la rivoluzione bergogliana.

    RispondiElimina
  10. Depurando il discorso da tutte le supercazzole brematurate come se fosse antani, e cercando di tradurre dal chiesese stretto le parti che vogliono esprimere qualcosa, direi che una parte cospicua della road map della nuova Chiesa è l'abolizione del sacerdozio e del clero. Vedo d'altronde che anche in periferia i vescovi ormai battono decisamente e non casualmente su questo tasto. I preti saranno sostituiti dai laici, tra le due cose non c'è nessuna differenza, ecco l'uovo di Colombo. Come dire che in un ospedale non c'è più bisogno di medici, infermieri e personale amministrativo, bastano i pazienti per provvedere a tutto. Geniale! E poi si vede in giro tutta questa abbondanza di laici pronti ad assumersi l'onore e l'onere di guidare la nuova Chiesa?

    RispondiElimina

  11. « Una indagine degli ultimi 50 anni della storia cattolica conduce alla conclusione che il più grande singolo misfatto nell'ambito dell'alto e del basso clero è stata la tolleranza e la propagazione della confusione sugli elementi chiave della fede cattolica fra tutti i cattolici ; questa tollerata confusione è stata un diretto risultato della dissidenza tollerata di teologi e vescovi riguardo gli stessi elementi chiave. Perché tollerare la confusione significa propagare la confusione.

    « Un dovere primario e fondamentale di ogni ufficio ecclesiastico e la responsabilità ecclesiale legata a tutti gli uffici nella Chiesa comprendono il chiarimento, l'inconfondibile insegnamento e l'applicazione delle regole basilari e delle credenze fondamentali che la Chiesa sostiene e dichiara esser necessarie alla salvezza. Se i cattolici hanno qualche diritto nella Chiesa, loro diritto primario è quello di ricevere tale insegnamento inequivocabile e di essere soggetti alla sua schietta e non esitante applicazione. E' d'altro canto relativamente facile identificare i quattro elementi chiave nelle quali ecclesiastici e membri ecclesiali hanno tollerato e propagato la malvagia confusione che colpisce i Cattolici oggi. Questi elementi sono: l'Eucaristia, l'unicità e la verità della Chiesa Cattolica Romana, l'Ufficio Petrino del Vescovo di Roma, e la moralità relativa all'attività riproduttiva umana » (Malachi Martin, id., ibid.).

    RispondiElimina
  12. Non occorre essere millenaristi per capire dove sta andando a parare questa strategia di appiattimento e livellamento verso una chiesa irenista, politically correct, similprotestante, che parla, parla, senza minimamente sfiorare i temi scottanti, maradiaga poi è salesiano, acerrimo nemico di bertone, che era quel che era, ma vediamo il successore cosa farà nel nuovo show....direttore di scena è sempre lo stesso AS, non scordiamocelo mai, lui è supervisor and summoner del G8, meditate, gente, meditate..Anonymous.

    RispondiElimina
  13. da

    http://www.nexusedizioni.it/geopolitica/i-piani-del-nuovo-ordine-mondiale/

    "FUSIONE DI TUTTE LE RELIGIONI, LE VECCHIE RELIGIONI DOVRANNO SCOMPARIRE

    Altro ambito di discussione fu la religione. ..... “la religione non è necessariamente un fattore negativo. Molti sembrano averne bisogno, corredata dei relativi misteri e riti – quindi l’avranno. Tuttavia le principali religioni dei nostri tempi vanno modificate, in quanto non compatibili con i cambiamenti a venire. Le antiche religioni dovranno scomparire, specialmente il Cristianesimo. Una volta abbattuta la Chiesa Cattolica, il resto della Cristianità ne seguirà facilmente le sorti. Quindi sarà possibile far accettare in tutto il mondo una nuova religione utile, la quale incorporerà qualcosa da tutte quelle antiche per renderne più agevole l’accettazione e la familiarità da parte della popolazione. I più non si occuperanno granché di religione; comprenderanno di non averne bisogno.”

    MODIFICA DELLA BIBBIA TRAMITE REVISIONI DELLE PAROLE CHIAVE

    Per conseguire tale scopo, la Bibbia verrà modificata, riscritta per adattarsi alla nuova religione. Parole chiave verranno gradualmente sostituite da nuovi vocaboli dotati di varie sfumature di significato. Quindi l’accezione ascritta al nuovo vocabolo potrà risultare affine a quella del vecchio termine – e col passare del tempo si potranno accentuare altre sfumature di tale accezione e quindi sostituire gradualmente tale vocabolo con un altro.” Non so se la sto rendendo, ma l’idea è che non tutto quanto presente nella Scrittura va riscritto, solo alcune parole sostituite da altre parole. La variabilità del significato ascritto a ciascun termine è utilizzabile come strumento per modificare l’intero significato della Scrittura e quindi lo rende accettabile nel contesto della nuova religione. I più non noteranno la differenza e questo fu un altro dei casi in cui Day disse, “i pochi che noteranno la differenza non saranno abbastanza da avere una qualche rilevanza.”



    LE CHIESE CI AIUTERANNO

    Poi seguì una delle più sconcertanti dichiarazioni dell’intera presentazione: Day disse, “Alcuni di voi probabilmente penseranno che le Chiese non sosterranno questo sviluppo”, e proseguì, “le chiese ci aiuteranno!” Non approfondì la questione, non era chiaro cosa avesse in mente quando affermò “le chiese ci aiuteranno!” In retrospettiva credo che alcuni di noi possano capire cosa Day abbia inteso all’epoca. Rammento solo che pensai, “no, non lo faranno!”, ricordando le parole di nostro Signore rivolte a Pietro, “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.” Ebbene sì, alcuni membri delle Chiese potrebbero aver dato il loro apporto, e nel ventennio successivo abbiamo visto in che modo. Sappiamo tuttavia che il Verbo del Signore resisterà, e le porte degli inferi non prevarranno.

    RispondiElimina
  14. "Il mondo e' l'unico soggetto che interessa DIo".Cosa avra' voluto dire? E questo cardinale e' fra i consiglieri piu' ascoltati dal Papa? Discorso tremendo che purtroppo e' condiviso da molti *gerarchi*.Non prevarranno perche' non possono prevalere , pero' adesso e credo che sia la prima volta nella storia l'attacco viene dall'interno e.... dall'alto. Che la Madonna ci aiuti.Paul

    RispondiElimina
  15. dal testo del post

    "(questo di morire fuori della città lo ricorda per almeno tre volte. Confesso che non capisco l’importanza dottrinale o teologica di questo particolare)."

    L'importanza teologica c'è a quel riguardo...il punto è che ci sono più chiavi di lettura.

    L'insistenza su quel punto è un passaggio noto alla teologia protestante. cfr qui:

    http://www.riforma.net/predicazioni/annate/1996/pr960323.htm

    Ma Maradiaga lo sottolionea molto, in quell'accezione, non tutta sbagliata peraltro,
    ma specie perchè, se Gesù è morto fuori, il valore simbolico c'è, naturalmente,
    ma lui lo vuole leggere come che è morto "in periferia" !...
    le solite periferie esistenziali, uscire da sè e andare in periferia (!).

    In realtà Gesù è morto là fuori, come rigettato dal mondo dell'epoca, rigettato dal consesso civile,
    ma non fa distinzione invcece che siano città, campagne, mari e monti, centro storico, fuori le mura, periferia o sobborghi o zona residenziale collinare;
    nel testo sacro non voleva essere un'indicazione esistenzialmente periferica o topografica, ma con un riferimento a usi e leggi dell'epoca....

    RispondiElimina
  16. Io ho un ricordo personale di questo cardinale Maradiaga.

    BXVI era stato appena eletto, io ero in America e alla tv avevano intervistato questo cardinale.

    Ah, a proposito: dire che "conosce l'inglese" e' un'esagerazione. Diciamo che riesce a farsi capire piú o meno.

    Comunque, vedo l'intervista in televisione. Lui era presentato dall'intervistatore (manco a dirlo) come un cardinale "progressista", rappresentante della Chiesa latinoamericana attenta ai poveri, alle istanze della modernita', eccetera e tutto il campionario dei luoghi comuni a uso del pubblico laicista protestantoide americano. A un certo punto dell'intervista, parlando del conclave, il giornalista fa capire che questo Maradiaga avrebbe preferito che qualcun altro fosse eletto papa. L'intervista procede, alla fine lui dice una frase come "beh, io sono contento di essere andato al conclave a fare il mio dovere". Giornalista: "in che senso il suo dovere?" Cardinale: "il mio dovere di eleggere il papa", come a intendere che lui aveva votato quello che poi era stato eletto.

    A parte il fatto che sembrava la classica excusatio non petita, ma ricordo bene la sensazione che mi diede quest'intervista: come di un pavone, un uomo estremamente vanitoso e vuoto, inconsistente sul piano intellettuale.
    Il suo accenno al conclave poi, l'avevo trovato di pessimo gusto, un modo per dire obliquamente che al conclave lui aveva votato per il papa che e' poi stato eletto. A che pro, considerato anche che i cardinali non dovrebbero dire nulla del conclave?

    Poi non l'ho piu' sentito nominare e adesso l'ho risentito per la prima volta come uno dei G8 di Bergoglio.

    Ho pensato subito: certo che questo papa i collaboratori se li sa scegliere proprio bene...

    Per quel che riguarda questa intervista, confesso che non sono riuscito a finirla. Un fiume di banalita' e parole inutili - i soliti triti luoghi comuni del vaticanosecondismo; massima superficialita'; capacita' di analisi della realta' pari a zero; parole d'ordine a volonta' senza il minimo tentativo di argomentare in maniera critica... lasciamo perdere.

    La cosa che mi spaventa di piu' devo dire di questa gerarchia e' la loro pochezza intellettuale.

    QUesto Maradiaga e' un paradigma di quanto sia caduto in basso il livello culturale e intellettuale di chi oggi regge la chiesa. Non mi stupisce vedere che oggi gente del genere viene tenuta in grande considerazione.

    RispondiElimina
  17. Vedo soli ora che è stata pistata una citazione di Malachi Martin.
    Ricordo che fu un cavallo di battaglia di Colafemmina. Ma è pur sempre un romanzo; sul quale non vado a documentarmi proprio in quanto tale...
    Curioso che lui desiste e li citano qui...

    RispondiElimina
  18. Mi scuso per i refusi.
    Sto scrivendo in fretta dal cellulare.

    RispondiElimina
  19. O antigo cardeal-patriarca de Lisboa, D. José da Cruz Policarpo (recentemente substituído, felizmente !), costumava repetir em toda a parte que era urgente "desinstitucionalizar" a Igreja… Ou seja : que desapareça como instituição…
    No seu lugar uma coisita muito humilde, muito pobre, um simples e quase anónimo "fermento"…
    Afinal, sempre a mesma ária.
    E os maçons às gargalhadas, claro.
    Estes tipos, Policarpo, Maradiaga, Bergoglio, etc., são, ou não são, uns infiltrados ?

    RispondiElimina
  20. Se non è schizofrenia questa:

    Guardate cosa pubblica Muller sul sacerdozio richiamando Benedetto (Osservatorr romano)

    http://ilblogdiraffaella.blogspot.it/2013/10/il-sacramento-dellordine-negli-studi-di.html?m=1

    RispondiElimina
  21. Caro Josh,
    sì Maradiaga sottolinea il "Cristo morto fuori" proprio nel senso delle periferie. Tutta la Passione e Morte di NSGC nelle sue parole, che ho in parte riassunto, vanno a parare lì: Gesù non sarebbe morto perchè proclamatosi Figlio di Dio -"ha bestemmiato!" - ma perchè faceva discorsi socialapolitici che all'élite, alla "ruling class" del tempo non piacevano. Tutto il discorso è impregnato da un disprezzo verso "chi comanda" che definire marxista è poco.
    Claudio ha ragione:l'inglese di Maradiaga non è oxfordiano, nè lo scritto, nè il parlato. Ho riletto due-tre volte certi passaggi per capire cosa voleva dire. Ma siccome il suo inglese è nettamente migliore di quello di Bergoglio - per stessa ammissione del VdR - Maradiaga è usato con gli USA.
    Secondo Rocco Palmo sembrerebbe che al prossimo concistoro saranno creati cardinali molti latinoamericani per riequilibrare il peso italian-curiale ed europeo in genere. Chi conosce un po' i latinos, e ci ha lavorato insieme, sa che fan "blocco unico" molto più degli stessi Americani del Norte, per non parlare di noi Europei. Gli unici Europei premiati potrebbero esssere i cattolici orientali ucraini.
    Rosa
    Rosa

    RispondiElimina
  22. http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/funerali-ragazzo-gay-omelia.aspx

    La colpa non è più del demonio e della volontà umana segnata dal peccato originale, ma della società, della famiglia e magari della Chiesa.
    Hanno ormai pubblicamente sposato le peggiori ideologie costruttiviste.

    RispondiElimina
  23. Purtroppo la frase più maligna in questo discorso di Maradiaga non è citato sopra:

    Gesù fu un laico...


    il dire che Gesù, Nostro Sommo Sacerdote, da cui deriva ogni sacerdozio, fu un laico, sposta radicalmente il fondamento della teologia e la pastoralità dai fonti revelati alla conoscenza rationalistica dei Giudei non cristiani...

    è nient'altro che l'annuncio della apostasia totale di Bergoglio e i suoi 8 cardinali...

    RispondiElimina
  24. Claudio si confonde di cardinale. Mi ricordo quell intervista e non era mariadaga. Ultimamente mariadaga e stato intervistato da fr. Rosica per un sito canadese l intervista e su youtube e si può constatare che mariadaga parla un fluent english molto comprensibile. Ora scrivo al cellulare quando vado a casa vi posto il link

    RispondiElimina
  25. la frase più maligna di questo discorso non è citato sopra:

    "Gesù fu un laico"

    così Maradiaga annuncia la riforma di Bergoglio non si fonda sui fonti revelati ma sulla rationalismo dei quelli che hanno rigettato Gesù...

    cosi annuncia l'apostasia finale di quel terzo della gerarchia che, purtroppo, reggono ormai la Chiesa universale..

    Romano

    RispondiElimina
  26. L'equipaggio di un vascello tende a costituirsi come "società perfetta", basata sulla pronta e precisa obbedienza agli ordini degli ufficiali e del comandante, formanti una prtecisa gerarchia, in relazione alla tempestosità del mare e alla presenza di scogli insidiosi: per applicare la similitudine alla Chiesa, va detto che la questione cruciale è quella della esistenza e dell'azione reale e terrificante di Satana e dei suoi accoliti. Se il Maligno non esiste se non come metafora, è accettabile un qualsiasi umanesimo ottimistico-irenistico-semipostcristiano; se esiste, bisogna arroccarsi.
    Mons. Andrea Gemma, emerito di Isernia-Venafro, autore di "Io, vescovo esorcista", in cui riferisce e commenta le sue esperienze di lotta diretta contro il Nemico, a pag. 88 del suo libro afferma: "... andate a sfogliare tutti i documenti del Concilio Vaticano II... magari servendovi di un minuzioso indice analitico. Controllate se e quante volte vi si parli del demonio e della sua opera. Lo sapete che in quei sedici documenti, pensati e ponderosi, non c'è né la parola inferno, né la parola "demonio"? Incredibiloe, ma vero, basterà andare a controllare..."
    ( Mons. Gemma non è un sempliciotto credenzone incapace di porsi dei problemi: è fieramente avverso a Medjugorie ).
    Non riesco a capire come Giovanni XXIII abbia potuto coltivare un certo tipo di ottimismo e ripulsa dei "profeti di sventura" in un'epoca in cui era incombente il pericolo della guerra nucleare, una delle massime possibilità di agire di forze oscure connesse alla tecnologia, vanto dell'uomo contemporaneo.

    RispondiElimina
  27. Il Papa ha fissato il giorno 22 febbraio il nuovo concistoro per la creazione dei nuovi cardinali , speriamo che in mezzo a tanto piattume ,grandi uomini di Dio come Mons.Moraglia e Mons.Chaput possano ricevere la porpora.

    RispondiElimina
  28. ecco l'intervista di cui vi parlavo, in cui si parla anche della riforma della curia:

    http://www.youtube.com/watch?v=qOoRp7meNPk
    come potete vedere l'inglese lo conosce.

    Rosa, penso che il cardinale sia "difficile" da capire perchè usa il tipico linguaggio della teologia latinoamericana e noi non siamo abituati

    RispondiElimina
  29. Franco,

    scrivi "Non riesco a capire come Giovanni XXIII abbia potuto coltivare un certo tipo di ottimismo e ripulsa dei "profeti di sventura".

    Il modo per riuscire a capirlo, credo, è rileggersi appunto quel che riporti poco più sopra, cioè la frase di Mons. Gemma.

    RispondiElimina
  30. Nei suoi sproloqui questo Cardinale è coerente con la rivoluzione del concilio. E' la dichiarazione del fallimento dell'ermeneutica della continuità.
    Vedo sempre di puù come sia difficoltoso continuare a sostenere la posizione "continuista" di Don Cantoni, don Morselli, don Cavalcoli, Socci, Introvigne.

    RispondiElimina

  31. Diario Vaticano / Vescovi sotto tiro in Italia, Stati Uniti e Spagna

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350635

    Solo un appunto, il card.Rouco Varela, che Magister definisce " portatore di una linea teologicamente ortodossa", è in Spagna il più grande sponsor del cnc, ha perfino fatto dipingere a Arguello una cappella della Almudena, la cattedrale di Madrid, come si possa essere teologicamente ortodosso e sostenere chi dell`ortodossia teologica e liturgica se ne fa un baffo perchè ha le sue catechesi e la sua "liturgia" ispirate da Dio....resta per me un mistero, o forse no.

    RispondiElimina
  32. Si sostiene che Gesù fu un laico per abbattere il sacerdozio. Ma abbattere il sacerdozio é voler annientare la Chiesa.
    La Chiesa di Cristo é stata costruita partendo dai sacerdoti (apostoli) e non partendo dai fedeli!

    RispondiElimina
  33. Raoul de Gerrx1 novembre 2013 13:48

    … « Si sostiene che Gesù fu un laico per abbattere il sacerdozio » …

    Ceci me rappelle un passage du livre de mémoires, “Le Sanctuaire inconnu : ma conversion au judaisme”, d’Aimé Pallière, le disciple français d’Élie Benamozegh, à qui celui-ci écrivait :

    « Quant à la personne de Jésus […] je vous dirai, parce que cela a son importance […], que pourvu qu’on ne lui attribue point la divinité, il n’y aurait aucun mal à faire de lui un prophète, à le considérer comme un homme chargé par Dieu d’une auguste mission religieuse […]. Je ne voudrais point vous parler avec une trop grande hardiesse, mais cependant je ne puis vous taire que ce devoir exclut le sacerdoce catholique… »

    Et le pauvre Pallière de commenter : « La conclusion de cette lettre me pénétra d’admiration pour l’élévation de pensées de mon illustre correspondant et pour la doctrine juive dont il était le représentant et qui n’imposait aucune violence à mes sentiments »

    « Aucune violence »… Pas de sacerdoce, et, surtout, pas de prosélytisme, cette "sottise absolue" (dixit Bergoglio)…

    RispondiElimina
  34. Raoul de Gerrx1 novembre 2013 14:20


    Je me suis souvent demandé ce que pouvait bien signifier la devise, "Gloria olivæ" — et non "De gloria olivæ" comme on écrit parfois —, attribuée à la personne de Benoît XVI, ou plutôt à son pontificat.

    Eh bien, au vu de ce qui se passe, c'est-à-dire la déliquescence accélérée du catholicisme, je pense que l'on peut traduire cette devise de la façon suivante : Triomphe du judaïsme (l’olivier étant le judaïsme, cf. saint Paul, “Lettre aux Romains”).

    L'historien polonais Emmanuel Malynski, mort en 1938, a écrit quelque part que l'histoire du monde, depuis 2000 ans, pouvait se résumer en une lutte à mort entre le christianisme et le judaïsme, entre la Cité de Dieu et la Cité du Diable, entre la Révélation et la Révolution.

    Il semble effectivement que nous soyons à un tournant de cette histoire et que nous assistions à la victoire, ou à la revanche — toute provisoire d'ailleurs — du judaïsme sur le christianisme.

    La modernité, c'est-à-dire la révolution et ses divers organes, n'est rien d'autre que du judaïsme.

    RispondiElimina
  35. Chiedo scusa se intervengo nella discussione, ma a me il discorso di Maradiaga non scandalizza affatto. E vorrei fare dei brevi commenti ad alcune affermazioni presenti nel testo, che riassumono le varie tematiche trattate.

    Né il mondo è il regno del male e del peccato - queste sono conclusioni chiaramente raggiunte con il CVII - né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù.

    Queste parole non dovrebbero scandalizzare, perché anche tra persone non credenti o di altre religioni si può trovare il bene. Non è che solo noi cattolici facciamo le buone azioni, le buone opere oppure possiamo dire buone parole e gli altri no. Altrimenti siamo manichei.

    La gerarchia non ha alcuno scopo in se stessa e per se stessa, ma soltanto quale riferimento e subordinazione alla comunità.

    Anche qui non dice niente di scandaloso. Ciò che accomuna tutti i battezzati è il sacerdozio comune, poi Cristo Signore sceglie tra il popolo di Dio, redento dal suo sangue prezioso, uomini che vengono consacrati sacerdoti e che si pongono a servizio dei fedeli. Non capisco perché questo discorso dovrebbe abbattere il sacerdozio ministeriale. Secondo me, lo esalta ancor di più, perché supera la concezione protestante, tenendo in piedi il sacerdozio comune e quello ministeriale.

    La gerarchia è un ministero (diakonia = servizio) che richiede il nostro abbassamento alla condizione di servi.

    Anche san Leone Magno diceva che egli (che era Papa) era servo dei servi di Dio.

    La Chiesa deve ritornare ad essere profondamente umana

    Giusto, perché il suo Maestro e Signore è il modello della vera umanità a cui si ispira. Basta leggere il Vangelo per imparare l’umanità da Gesù, osservando fino a contemplare i suoi gesti e le sue parole. Zaccheo, il cui episodio verrà letto dopodomani nella liturgia, si convertirà perché risuscirà a vedere “Gesù chi è” nella sua umanità (da cui traspare la divinità).

    Il Concilio intendeva applicare un rinnovamento entro la Chiesa stessa, perché la Chiesa non era né il Vangelo, né era un seguace perfetto del Vangelo.

    Infatti, non a caso si dice che la Chiesa è semper reformanda, santa ma fatta di peccatori bisognosi ogni giorno di conversione, dal Papa all’ultimo dei fedeli. Il Concilio è stato un momento di discernimento ecclesiale. Ogni Concilio lo è.

    a parte lo stucchevole “uomini e donne”, chi dice che invece siano rispondenti agli insegnamenti e pratica di Gesù quelli del Concilio e post ? Gesù lavò i piedi ai discepoli, non a zingarelle mussulmane in carcere, e distribuì personalmente il pane ed il vino, non lo consegnò a qualche ministra straordinaria dell’Eucaristia...

    Perché stucchevole? Per il resto di questo commento dico solo: no comment!

    Ciò che è cristiano ha il suo substrato, innanzitutto e soprattutto (“firsty and foremost”) in ciò che è umano - e io che pensavo fosse in NS GC.

    Come dicevo sopra, Cristo non ci fa superuomini, ma uomini veri. Ecco perché ciò che è cristiano è umano.

    Infine, aggiungo che non leggo parole contro la Tradizione. Nella Chiesa non si possono separare Magistero, Scrittura e Tradizione, ovviamente. Evitiamo di dare giudizi perentori di questo tipo perché non hanno fondamento nel discorso del cardinale. Grazie per lo spazio concessomi. Chiedo scusa per la lunghezza, anche se i miei non sono commenti esaurienti.

    RispondiElimina
  36. @anonimo 12.24

    "penso che il cardinale sia "difficile" da capire perchè usa il tipico linguaggio della teologia latinoamericana e noi non siamo abituati"

    sono forse proprio anche i concetti, non solo il linguaggio e la forma
    :-)

    RispondiElimina
  37. L'Anonimo delle 16.27 - che al solito non si firman mai - o è un provocatore o un tipico prodotto della deculturazione generale e cattolica in particolare.
    Maradiaga inizia affermando che il CVII fu fatto per "riabilitare" il modernismo. Ora, se fosse vero, vorebbe dire che il Vat II va contro il Vat I, il Sillabo e la Pascendi Dominici gregis. Ma senza affermarlo ufficialmente. Ergo, si ttatterebbe di un concilio che si rifà ad un'eresia, così definita non da me, ma dalla Chiesa, ma senza affermare:-si sono sbagliati, non era un'eresia-. Uno che già parte così svaluta tutto il discorso successivo.
    La stucchevolezza sta nel richiamare "le donne": io, che lo sono, e ci tengo, non mi offendo affatto quando sento parlare di uomini nel senso di "umanità". Ma è tipicament politically correct,anzi American politically correct (come sa chiunque abbia trascorso qualche periodo in Nordamerica per lavoro o studio) dire sempre "women and men". Un Cardinale di S.Madre Chiesa dovrebbe infischiarsene di come parlano i giornalisti del Washington Post, New York Times e Wall Street !
    Tutto il discorso cristologico è di un livellamento verso il basso, verso l'uomo appunto, di Nostro Signore , che è quasi vergognoso. L'uomo, creatura ad immagine e somiglianza di Dio, HA PECCATO cedendo al Demonio, e da quel momento ha PERSO ogni barlume di divinità che potesse avere. E' grazie al Sacrificio di Nostro Signore che chi crede in Lui, e SOLO in Lui, riacquista quella scintilla divina perduta, ridiventando figlio di Dio. SOLO CHI CREDE in Gesù, che NON è un laico e neanche un sacerdote come intende Maradiaga, ma è Dio, Seconda Persona della SS. Trinità, che si è fatto uomo. Ma pur nella Sua enorme umanità, sempre Dio è rimasto. Infatti è risorto.
    "Io sono la via, la verità e la vita", non lo dico mica io, lo dice Lui. Un conto è il buon cuore, la bontà d'animo, che sia i pagani prima, sia i non credenti oggi possono avere, un conto è il Bene, Il Vero, il Bello. E' una questione ontologica, metafisica, teologica. O uno studia certe cose e cerca di capirle, o gli si potrà vendere che "in tutti c'è del buono" - infatti si vede...chiedetelo ai Cristiani d'Oriente... -
    Tutto, nella testa di Maradiaga e, putroppo, non solo di lui - se no, chi se ne frega di quel che pensa un cardinale di Tegucigalpa - è, ripeto, di un tale appiattimento, lievellamento all'orizzontale, al semplice uomo, che uno si chiede: ma allora lui e gli altri come lui, se pensano così, perchè non si dimettono, e vanno a zappare ? che se ne fa l'Uomo di sacerdoti, vescovi e cardinali così? bastano i Che Guevara, i Mao, i Lenin, i Troztky (penso che la teologia della liberazione sia più trozkista che staliniana).
    Credo che persino Lutero e Calvino si inc...ro se leggessero Maradiaga.
    Infine, caro Anonimo, se lei non a trovato niente contro la Tradizione, si vede che non ha letto bene il testo, nè la mia prsentazione, nè l'originale. O forse non sa cos'è e cosa s'intende per Tradizione nella Chiesa cattolica (parola che Maradiaga NON cita MAI).
    Per altri commenti critici sul testo del cardinale, segnalo quello che scrive Louie Verrecchio sul suo blog "Harvesting the Fruits of Vatican II".
    Rosa
    PS:ero a Lugano oggi. Ben due chiese in centro dicono la Messa u.a.

    RispondiElimina
  38. @Franco
    dici...
    "...Non riesco a capire come Giovanni XXIII abbia potuto coltivare un certo tipo di ottimismo e ripulsa dei "profeti di sventura" in un'epoca in cui era incombente il pericolo della guerra nucleare, una delle massime possibilità di agire di forze oscure connesse alla tecnologia, vanto dell'uomo contemporaneo."

    Quando diranno "pace e sicurezza"...

    Oggi ci sono le stesse minacce, più il NWO, ricatti a scuola, chiesa, la Banca-Tempio che tutto governa, paesi, continenti,
    eppure si dice anche dalla sede papale che va tutto bene, che la chiesa sta bene

    Anzi ora ti sguinzagliano pure contro i segugi del pensiero corretto coatto (Il Consiglio Europeo per la Tolleranza e la Riconciliazione ( ECTR ) sotto la guida del presidente polacco Aleksander Kwasniewski e Moshe Kantor, presidente del Congresso Europeo Ebraico):

    http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1106:l-unione-europea-vuole-sorvegliare-i-cittadini-intolleranti&catid=53&Itemid=50

    bisogna benpensare, e che diamine!
    pace e sicurezza, pace e sicurezza....

    RispondiElimina
  39. Giovanni XXIII, in gioventù sospettato di modernismo, fu nuncio in Bulgaria ed in Turchia. Forse, "s'innamorò" dell'ortodossia e dell'islam, poi a Parigi della "nouvelle theologie" e anche dei grembiulini...di sicuro aveva molti sassolini nelle scarpe da levarsi e, da bravo "magut" bergamasco, si mise a tirar giù muri, aprire porte e finestre, tutto rapidamente, come fanno i "magut" bergamaschi, che, però,posson crear tanti di quei disastri. E' che a loro manca un po' di sale in zucca e tanto, tanto iodio nella tiroide...
    il KGB, e non solo il KGB, era bravissimo a trovar scheletri nell'armadio degli occidentali, specie se potenti, onde poterli ricattare. O credete che solo oggi l'NSA spii il Vaticano ?
    Rosa

    RispondiElimina
  40. @Anonimo 16,27

    dice "Né il mondo è il regno del male e del peccato né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù."

    Nel NT con "mondo", "mondano" si intendono negatività ben note. Il "Signore di questo mondo" è Satana, nel NT.
    E' valido anche adesso, nonostante..."il concilio".

    Se per lei non c'è differenza tra 'vita secondo il mondo' e 'vita secondo Dio', ma di che cosa stiamo parlando?
    Nelle parole degli Apostoli, espressioni "secondo il mondo" vanno di pari passo con "secondo la carne" e sono messe in opposizione con "secondo lo Spirito".
    Quindi la sua affermazione non è molto corrispondente al Depositum Fidei condiviso dai cristiani.
    Se ravvisa queste cose nel Vat. II beh allora dà ragione ai detrattori...

    ancora afferma
    "La Chiesa deve ritornare ad essere profondamente umana"

    che la chiesa come la vediamo abbia difetti nessuno lo tace. Ma che ciò che le manca sia l'umanità....le manca la sacralità ormai!;
    e poi, tornare a essere umana?
    perchè, prima era disumana? era una cyborg-chiesa?
    di umanità, quindi anche caducità, ne ha pure troppa.
    La Chiesa, intesa come assemblea dei redenti, dei riscattati, alla fine non sarà "umana" (umano è qualsiasi consesso umano, anche allo stato brado) nè mondana, ma redenta via dal mondo, via dal sistema perverso del mondo, alle cui regole satanizzate non dovrebbe piegarsi, e sempre più conforme a Cristo.

    Gesù Cristo però non era modello SOLO di umanità. Era il Sacerdote in Eterno col triplice ufficio di Profeta, Sacerdote e Re (come chiarissimo nel NT). Era Dio. Incarnato, Uomo e Dio, Salvatore e Giudice.
    Ma non era solo un uomo, foss'anche il migliore, venuto a portare altra umanità,
    decurtandolo così di tutte le sue prerogative.
    Scusi ma la sua insistenza sull'umanità, obnubila la Sua divinità.

    Se volevo "l'umano" mi sarei bastato di tanta cultura umana che è in giro da secoli e migliaia di anni. No, mi sono convertito perchè "l'umano" non mi bastava più!

    Nemmeno il VAt. II opponendosi in più punti alla tradizione precedente, e anche alle Scritture, "non è né il Vangelo, né un seguace perfetto del Vangelo." Tanto più che non era nemmeno dogmatico.

    La Chiesa è semper reformanda in base al Vangelo e i consuntivi ben vengano, se si vuole, finchè sono ispirati al Vangelo, non a dottrine umane ed esterne come il marxismo, l'appaiamento con altri culti, o la distruzione del testo sacro.

    ancora lei dice:
    "Cristo non ci fa superuomini, ma uomini veri. Ecco perché ciò che è cristiano è umano."

    Cristo non fa nemmeno "uomini veri" che, mi consenta, sembra lo spot della toilette "per l'uomo che non deve chiedere mai."
    E ciò che E' cristiano non è solo umano, ma anche e assolutamente soprannaturale, e non solo umano.

    Nel vangelo di S.Giovanni si dice di "nascere di nuovo", non si dice solo "siate umani".
    Da generiche creature di Dio, ci dona "il diritto di divenire Figli di Dio in Cristo per adozione". Adesso abbiamo per fine la vita eterna.

    Le pare che sia solo una dose di umanesimo?
    Come mai, noi uomini, non ce la siamo acquistata da soli questa ..."umanità eterna"?

    Se lo scopo di Dio in Cristo fosse stato farci umani, ma umani veri,
    avrebbe risparmiato suo Figlio e ci avrebbe donato questo nuovo comandamento, senza ulteriori spargimenti di sangue.

    RispondiElimina
  41. Scusa Rosa?
    A Lugano erano celebrate due Messe tridentine?

    RispondiElimina
  42. All'anonimo delle 16.27 che scrive:

    “Né il mondo è il regno del male e del peccato - queste sono conclusioni chiaramente raggiunte con il CVII - né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù.
    Queste parole non dovrebbero scandalizzare, perché anche tra persone non credenti o di altre religioni si può trovare il bene. Non è che solo noi cattolici facciamo le buone azioni, le buone opere oppure possiamo dire buone parole e gli altri no. Altrimenti siamo manichei.”


    Dio inscrive nel cuore umano la Sua legge naturale volta al bene, quindi è chiaro che anche chi non è cattolico può compiere buone opere. Ma il peccato originale ha lasciato una tale ferita nell’uomo, che coloro che per propria colpa non si fanno battezzare non possono approfittare dei benefici provenienti dalla Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, in primis della salvezza della propria anima; e il Cielo continua a rimanere totalmente chiuso sopra di essi. Perché solo colui che accoglie Gesù può DIVENTARE figlio di Dio (cfr. Gv 1,12), mentre chi non nasce da acqua e Spirito non può entrare nel Regno di Dio, perché ciò che nasce dalla carne è carne (destinato a perire) e ciò che nasce dallo Spirito è Spirito (destinato a rimanere), come si può leggere in Gv 3, 5-6. Ed ecco perché Gesù esorta gli apostoli ad andare nel mondo a battezzare, perché chi crederà e sarà battezzato si salverà, ma chi non crederà sarà CONDANNATO (Mc 16, 16, visto che in nessun altro, se non in Gesù Cristo, c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati (At 4, 12). E lo stesso Gesù ha detto esplicitamente che si può andare al Padre solo per mezzo di Lui, mentre san Giovanni ribadisce che chiunque nega il Figlio non possiede neanche il Padre, e colui che nega che Gesù è il Cristo è il menzognero (cfr. 1 Gv 2, 22-23). ). Per tutte queste ragioni ecco il perché dell’assurdità, peggio, del male che si può fare incoraggiando (o comunque non scoraggiando, ma accogliendo addirittura con i cosiddetti incontri interreligiosi) i seguaci delle cosiddette “altre religioni”: si va a confermare infatti da un lato in tal modo gli erranti nell’errore (e questo è da irresponsabili, e in più contravviene all’ordine dato direttamente dal Signore), dall’altro si produce rischio di indifferentismo o di annacquamento della fede dei cattolici.

    Quindi sia chiaro che chi fa buone azioni, pur non riconoscendo che Gesù è l’unico Signore e Salvatore dell’umanità, e quindi continua COLPEVOLMENTE a non volersi far battezzare, queste buone azioni le compie NONOSTANTE questo, e non in virtù di questo (Dio infatti non può accettare un culto diverso che a Lui stesso, perché altrimenti avvalorerebbe gli idoli demoniaci e i loro seguaci).
    E’ naturale poi che anche gli eretici e gli scismatici restano fuori dalla salvezza, pur riconoscendo Gesù Salvatore e pur essendo stati battezzati, perché l’unica vera Chiesa fondata da Gesù, fuori della quale non ci si può salvare, resta la Cattolica. Per chi vive invece all’interno di essa, ma pecca mortalmente, deve pentirsi, approfittare del sacramento della Penitenza e cambiare vita.

    RispondiElimina
  43. V iandante,
    in San Carlo, dove c'e' una confraternita intitolata a padre Pio, S.Messa EF, e a S.Maria degli Angeli, sul lungolago., non so pero' per questa se NO in latino o EF.
    Purtroppo siamo rientrati prima, altrimenti sarei andata a controllare
    A Lugano credo ci sia anche l' FSSPX
    Rosa

    RispondiElimina
  44. Per l'anonimo delle 9.20.

    "[D]irettore di scena è sempre lo stesso AS, non scordiamocelo mai."

    Io non ho granché idea della dialettica di persone e correnti all'interno della Curia. Ma, se "AS" sta, come credo, per "Angelo Sodano", mi stupisco un po': in passato non dava l'impressione d'essere un progressista sfegatato, almeno in politica. È vero che la gente cambia, spesso per opportunismo. Ma poi, ha ottantasei anni.

    Se Lei è addentro a queste cose, ce ne vuol dire qualcosa di più? Davvero il Sodano è il "direttore di scena"? In che modo?

    Del resto, a me par di notare un certo vento di fronda, anche nella gerarchia. Ma, ripeto, fo vita ritirata e di queste cose non ho nessun'esperienza diretta.

    Grazie.

    Maso

    RispondiElimina
  45. Mi permetto una postilla doverosa a quanto ho scritto poco fa, e cioè che una conferma a tutto quanto si può trovare ad esempio nel CATECHISMO TRIDENTINO che, nel capitolo che riserva al Sacramento del Battesimo, recita:

    "[...]Per esso a ciascuno di noi viene riaperto l'ingresso del Paradiso, già serrato dal peccato. Tutto quello che la virtù del Battesimo opera in noi, può desumersi agevolmente da quanto accadde, secondo il racconto evangelico, in occasione del Battesimo del Salvatore. Si aprirono allora i cieli e apparve in forma di colomba lo Spirito Santo, discendendo su Gesù Cristo nostro Signore (Mt 3, 16; Mc 1, 10; Lc 3, 22). Il miracolo significava che ai battezzati sono elargiti i divini carismi e sono spalancate le porte dei cieli[...]"

    RispondiElimina
  46. Maestro elelmentare (in ginocchio)1 novembre 2013 23:54

    Per concludere serenamente e più degnamente questa Santa giornata, che c'introduce al ricordo dei defunti, mi permetto di rivolgere il mio pensiero orante alla Comunione dei Santi, di cui è parte la Chiesa pellegrina sulla terra, nella fiduciosa speranza che Essi ci sosterranno nella prova lunga e difficile che, almeno per me, si è pienamente annunciata sin dal 13 marzo scorso, e che anche questa malsana esternazione conferma.
    Santi tutti del Paradiso, noti ed ignoti, siateci di sostegno e di conforto. "Orate pro nobis"!

    RispondiElimina
  47. Ma guarda un pò, il maestro che qui "in ginocchio" sembra vivere dal 13 marzo "una prova che si annuncia lunga e difficile", e che bacchetta Maradiaga per la sua malsana esternazione, è lo stesso che "in castigo" qualche ora prima sbuffava contro l`onnipresente commentatrice (=io) che bacchetta e che Colafemmina ha fatto bene a censurare...lui da Colafemmina non c`è andato, si è limitato a dire qui che, secondo lui, è sotto ricatto e non ha dovuto apprezzare che io gli abbia fatto osservare che dirlo era offensivo.
    Forse sta veramente soffrendo, forse non è solo uno dei tanti multinick o anonimi che si divertono ad andare da un blog all`altro, ma il cui stile è sovente facilmente riconoscibile, qualche dubbio ce l`ho, che io gli sia antipatica è invece palese ma questo non è un problema, almeno non lo è per me.

    RispondiElimina
  48. Maradiaga è anche all`origine della nuova ferula del Papa, eccola:

    http://www.korazym.org/10745/la-nuova-ferula-papa-francesco-materiale-equo-solidale/

    RispondiElimina
  49. Per Luisa e Maestro,
    mi spiace che ogni tanto si generino queste frizioni che ci portano fuori dal seminato in un momento in cui stiamo affrontando una situazione inedita e davvero grave per chi ha occhi per vedere.
    Personalmente sono rimasta molto colpita da questo discorso e da ciò che rappresenta, che avevamo intravisto, temuto e criticato in alcune occasioni e che ora si rivela in tutta la sua rovinosa dissolutrice evidenza.

    Ieri non ho avuto possibilità di commentare, né di curate la moderazione perché è successo un fatto a dir poco increscioso: è saltato (inspiegabilmente e improvvisamente) l'account google con cui operavo come mic. Devo l'accesso al blog (che altrimenti sarebbe sparito) alla provvidenziale circostanza che nella Redazione c'è un altro Amministratore e al fatto di aver inserito poco tempo fa l'altro account con nome e cognome.

    Ora mic compare di nuovo con un altro profilo, ma un danno c'è stato: sono sparite tutte le immagini di tutte le migliaia di post di diversi anni di lavoro, che nella giornata di ieri ho iniziato a ripristinare e che con la solita testardaggine ripareggerò...

    Il mic che compare ora ha un altro profilo. E comunque poco importa. L'importante è che non siano spariti i contenuti, anche se l'immagine in genere documenta oltre che completare il testo e non è molto fruibile un testo che si presenta con le icone obliterate. E' per questo che ci sto lavorando con la santa pazienza.

    Nel frattempo, mentre ritengo normale che qualcuno possa fare un'osservazione su espressioni usate, interloquendo però con garbo e direttamente (la comunicazione indiretta è sempre e comunque malsana), mi meraviglio della presenza di maestri, soprattutto se con una mano amano usare la bacchetta e con l'altra si battono il petto...

    RispondiElimina
  50. Riprendo questo messaggio dall'Editoriale di Novembre di Radicati nella fede:

    Non vivere da agitati in una lotta perenne ma vivere da cattolici nella liturgia di sempre, nella dottrina di sempre, nella grazia di sempre secondo i sacramenti di sempre; e così operare tutto il bene che il Signore ci permette di compiere.

    Facciamo attenzione all'agitazione in questa lotta che è innanzitutto con le idee e le prassi distorte e distorcenti che vorrebbero imporci.

    Torno a ricordare soprattutto a me stessa di non essere in lotta se non col male a partire da me e che cerco di sforzarmi di vincere con l'aiuto della preghiera anche in questo impegno mai immaginato né programmato in questi termini, ma sviluppatosi strada facendo in un percorso di approfondimento e di condivisione, che credo debba continuare, avendo ben presenti i nostri limiti ma anche le nostre piccole lampade accese.

    RispondiElimina
  51. Maradiaga è anche all`origine della nuova ferula del Papa, eccola:

    Vista ieri, Luisa.
    E' regalata, dunque la scelta non è di Bergoglio. Ma è evidente che si è tenuto buon conto di ciò che egli vuole rappresentare.
    A prescindere dall'ostentazione dei materiali usati, colpisce la figura dello strano Crocifisso-Risorto...

    La figura del preludio della Risurrezione fin dalla Croce è in molti dipinti. Ricordo ad esempio la Trinità del Duomo di Trento raffigurata dal Padre che sorregge il Crocifisso, in un affresco laterale trecentesco ormai molto sbiadito.

    Non vorrei apparire critica ad oltranza, ma temo l'enfasi sulla nuova concezione del Mistero Pasquale, che cui ho parlato qui:

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/08/enfasi-su-una-nuova-concezione-del.html

    Con l'occasione ho ripristinato l'immagine :)

    RispondiElimina
  52. "in San Carlo, dove c'e' una confraternita intitolata a padre Pio, S.Messa EF, e a S.Maria degli Angeli, sul lungolago., non so pero' per questa se NO in latino o EF.
    Purtroppo siamo rientrati prima, altrimenti sarei andata a controllare
    A Lugano credo ci sia anche l' FSSPX"

    Chiedo scusa se non metto il mio nome, ma mia moglie non vuole anche se non abbiamo nulla da nascondere.
    Ma il clima da queste parti non è per nulla pacifico.

    A Rosa e a Viandante:
    a Lugano c'è la Messa in rito antico a S.Carlo nella prima domenica del mese alle 16°°.
    In questo mese eccezionalmente è spostata alla settimana successiva causa una sovrapposizione.
    A S.Maria degli Angeli c'è solo la Messa parrocchiale NO in italiano.
    A Lugano non c'è la FFSPX.

    Scusate l'ignoranza: cosa significa la sigla EF? (S.Messa EF)

    RispondiElimina
  53. "Troppo spesso la Chiesa dà l’impressione di avere troppe certezze e troppi pochi dubbi ... (troppo poco) dialogo"

    "La Chiesa non può chiudere le porta al dialogo senz’ annullare la verità ... Il dialogo deve precedere la missione..."


    Sarà bene ricordare al Maradiaga che il peccato originale scaturì da un dialogo !

    RispondiElimina
  54. L`agitazione c`è ed è perenne dal 13 marzo, un`agitazione che è eccitazione per le novità annunciate, che è frenesia impaziente per quella nuova Chiesa che papa Bergoglio starebbe edificando, un`agitazione che è anche pressione calcolata per tenere alto il livello di pathos.
    Dal 13 marzo, in Italia, vivete immersi in un clima di adulazione idolatrica per il successore di Benedetto XVI, di "francescomania" come l`ha definita un vaticanista francese.
    Ma c`è anche l`agitazione di chi segue da vicino i passi del Papa e di chi li commenta, le sue prime decisioni, il suo stile e linguaggio, suscitano domande, dubbi e apprensioni, il peana mediatico che lo accompagna, enfatico e spesso delirante, diventa stucchevole.

    In questa situazione può diventare difficile conservare serenità e fiducia, non sono rari coloro che "staccano la presa" perchè restare connessi implica vedere i tanti segni, quelli che entusiasmano gli uni e inquietano gli altri, ma è anche vero che è importante che restino "sentinelle" attente e radicate nella Fede, che continuino a vivere spazi di condivisione, informazione e testimonianza, come questo blog che da anni ormai testimonia l`impegno di Maria che non si è lasciata abbattere dal livore e dalla malignità dei soliti noti.
    Maria sa di poter contare sull`amicizia, il sostegno e la riconoscenza di chi la segue da anni e da chi ha scoperto via facendo il suo blog.

    RispondiElimina
  55. @ hpoirot,

    d'accordo con te: mentre i papi, molti cardinali, vescovi e preti, anziché a definire e ad insegnare le elementari verità di fede, sono tutti ormai impegnati da circa 50 anni a dialogare e a stiepidire loro stessi e i credenti cattolici (diventati ovviamente sempre più spesso ex-credenti), nel frattempo addirittura non pochi predicatori eretici si fanno invece perfino arrestare mentre si trovano a predicare in strada, pur di poter leggere passi della Scrittura dove, specie san Paolo, le canta chiare a tutti dicendo che certi peccati (chiamati con il loro nome e cognome) escludono dal Regno di Dio, tout court.

    RispondiElimina
  56. intelligente ed ironica osservazione, Mr Poirot. eh si, tutto e' iniziato con una chiacchierata...nessuno aveva detto ad Eva che non si parla con gli sconosciuti !
    Per l' anonimo - ma vivete in Svizzera o in Corea del Nord ?
    EF: extraordinaria forma.
    la FSSPX non e' a Lugano citta', ma risulterebbe in localita' vicino
    Rosa

    RispondiElimina
  57. Cambia poco l'età, AS è sempre potente all'interno della curia, poi si rilegga il ritratto del nuovo pontefice che fece il giorno prima della riunione del conclave, da lì capirà molte cose.....

    RispondiElimina
  58. “Per l' anonimo - ma vivete in Svizzera o in Corea del Nord ?
    EF: extraordinaria forma.
    la FSSPX non e' a Lugano citta', ma risulterebbe in localita' vicino”

    Gentile Rosa,
    non capisco, Lei sembra sicura che nei dintorni di Lugano vi sia la FFSPX.
    Questa cosa mi risulta alquanto strana e inverosimile.
    Esiste un collegio a Breganzona, comune che da qualche anno è annesso a Lugano, che porta il nome di Pio XII. Non è che vi sia una confusione di nome con questo?

    Ma se Lei è così sicura, per favore vorrei essere informato al più presto con il recapito preciso.

    Però rimango scettico, perché il vescovo non permetterebbe mai che sul “suo” territorio vi sia una comunità di lefebvriani: li vede come il fumo negli occhi!

    Grazie

    RispondiElimina
  59. Se non ha differenza tra laici e chierici, sarà che se può dire che il sacramento della ordine è ancora un sacramento?

    Interessante che il cardinale dice che la vocazione della Chiesa non è governare, ma servire l'umanità. Se la vocazione della Chiesa non è governare, sarebbe quella di essere una ONG? Ora, S. Paolo dice in Corinzi 1,12:

    "Alcuni sono stati posti da Dio nella Chiesa al primo grado come apostoli, al secondo come profeti, al terzo come dottori; poi vengono i prodigi, poi i doni di guarigione, quelli che hanno il dono dell'assistenza, del governo , delle lingue".

    Allora, esiste un dono di Dio per quelli che governano la Chiesa, che cosa se fa con questo dono quando se parla che la vocazione della Chiesa non è governare? Questo dono trova qualcuno collegamento con il potere delle chiave. Se non esiste differenza tra laici e chierici, tutti noi abbiamo il potere delle Chiave?

    Gesù quando hanno celebrato l'Ultima Cena, ha invitato solo i dodici, ci sono stati altri discepoli e anche laici già a quel tempo, ma se non vi è alcuna differenza tra laici e chierici, perché ha appena chiamò i Dodici? Sarà che esiste ancora differenza tra pastori e peccore?

    La Chiesa è una gerarchia perchè è un corpo, ma se è solo un popolo quale analogia con il corpo è possibile? Il discorso di servizio lo ascoltamo ha 50 anni fa e vediamo che in termini di servire questa Chiesa non se preoccupa con la salvezza delle anime. La qualità del suo servizio tutti conoscono, se veda la liturgia, la predica (cominciano con il Papa) e altre cose. E 'un discorso demagogico.

    I contorni delineano la plenituto potestatis Popoli in sostituizione alla plenituto potestatis Papae. Questo discorso è molto simile a quello dell'avvento della terza Roma, la "Roma del popolo" di Mazzini. Nel caso della Chiesa sarebbe la Roma di Gioachino di Fiore.

    Curiosità o no, sembra che nel principio loro avevano la stessa domanda che oggi faciamo noi (Dove sta andando la Chiesa...) e questo discorso del cardinale sarebbe una risposta...

    RispondiElimina
  60. Un brano interessante del P. Guido Mattiussi in "Il veleno Kantiniano", "L'agnosticismo di Emm. Kant radice dei moderni errori":

    "Quando il Bossuet credeva d'argomentare così efficacemente contro il protestantesimo, dicendo: tu changes; donc tu es l'erreur; quando per la magnifica sua opera Les variations riceveva tanti plausi dai cattolici di tutta l'Europa; non sospettava che nel clero cattolico d'Europa e della sua Francia sarebbe sorto più tardi chi avesse trovato eccezioni da opporre alla forza dell'inespugnabile entimema. Non sapeva che gli avrebbero rimproverato di non aver saputo distinguere tra il cambiare che è sviluppo e quello ch'è alterazione. Oh chi penserà che il gran Vescovo di Meaux a cui nulla mancò nell'erudizione degli antichi Padri, abbia al tutto dimenticato l'aureo scritto di san Vincenzo Lerinese, il quale riguardava come nemico dell'umanità chi negasse ogni nuovo acquisto di verità, ogni maggiore esattezza di termini, ogni nuova maniera di concepir cose antiche e di dirle, non nova sed nove? Grande ingiuria faremmo al Bossuet, e senza nessun appiglio per giudicar così, e contrariamente al merito conosciuto. Ma nemmeno c'era bisogno che, usando d'una frase chiarissima, l'autore si fermasse ad allontanarne i sensi che il medesimo contesto escludeva, sì dalla sua mente, sì dall'intendimento di chiunque l'udisse. A nessuno viene il pensiero che sia un cambiare l'ampiamento e la maggior certezza delle prime cognizioni. Non cambia un novizio geometra che dice esser la somma degli angoli in un triangolo uguale a due retti, e poscia impara esser quello un caso particolare della relazione che unisce la somma degli angoli al numero dei lati in qualunque poligono. Cambia invece colui che da prima crede quel teorema assolutamente vero; poi viene nell'opinione che le geometrie non euclidiane abbiano ragione di dubitarne. Questo e non altro è il cambiamento perpetuo che il Bossuet mise in mostra nelle dottrine protestanti; questo si presenta al pensiero di ognuno che sente dire: tu changes; donc tu es l'erreur. Questo è il cambiamento impossibile e nei dogmi di fede e in tutta la dottrina cattolica. Che gli avversari increduli, bestemmiando quello che ignorano, vengano a rimproverarci d'aver cambiato pel magnifico svolgimento che si fece nei secoli delle verità religiose prima implicite poi esplicite, prima enunciate con qualche voce che poteva essere oscura, poi con chiarezza; prima, in qualche punto secondario incerte, poi certissime, non è meraviglia: e se coloro volessero udirci, forse avrebbero mente da capir la risposta. Ma è dolorosa meraviglia a vedere che il kantismo induca in alcuni dei nostri il sospetto che un tutt'altro cambiamento dal sì al no tra noi come cattolici e nella nostra fede possa mai avverarsi".

    http://progettobarruel.zxq.net/novita/13/Mattiussi_veleno_kantiano_I.html

    Oggi non possiamo parlare di un cambiamento perpetuo nel e del CVII?

    RispondiElimina
  61. Volendo, potrebbe essere considerato OT , ma non lo è, ho visto la nuova ferula del vdr.....al di là di tutti i discorsi che si possono fare, a me ha dato questa impressione, che il crocifisso urli al Padre : 'Perdona loro per quel che fanno', mentre cerca disperatamene di liberarsi dalla croce; artisticamente, a mio avviso, persino più brutta di quella di Paolo VI, ma tremendamente rivelatrice e profetica.Lupus et agnus.

    RispondiElimina
  62. La nuova ferula sembra simile a quella immagine strana di Gesù nella sala di udienza Paolo VI.

    RispondiElimina
  63. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  64. Caro Anonimo,
    le posso confermare che a Lugano ed in Ticino la FSSPX (come giustamente dice lei) non c'è più da alcuni anni. E da mie informazioni avrei trovato strano un suo ritorno.
    Per questo trovavo strano quanto detto da Rosa.

    Comunque non penso che la FSSPX stia a sentire cosa dice Mons. Grampa.

    RispondiElimina
  65. x anonimo:
    si, scusa, ho equivocato, leggendo su unavox. la fsspx non c' e' in canton ticino.
    Rosa

    RispondiElimina
  66. In poche parole Maradiaga riabilita il modernismo, anzi dice palesemente che il Concilio Vaticano II è modernista. Ma il modernismo non era eresia?

    Micus

    RispondiElimina
  67. Maradiaga non riabilita il modernismo: lo associa al Concilio Vaticano II e in questo ha pienamente ragione...

    Il Concilio é il compendio dell'eresia modernista. Parola di uno dei primo 8 nella Chiesa.

    Che dire? W Maradiaga !

    RispondiElimina
  68. @Micus,

    scrivi: "(Maradiaga) dice palesemente che il Concilio Vaticano II è modernista. Ma il modernismo non era eresia?"

    E questa frase (che riporto appena qui sotto), se fosse stata pronunciata entro il 1958, e per di più da un papa, secondo te sarebbe stata considerata eretica, insieme naturalmente all'atto che la aveva accompagnata? Eccola qua, ma solo a titolo di esempio tra le tante pronunciate da uno degli ultimi pontefici:

    "Un giorno particolarmente luminoso” di questo viaggio “è … quello della mia visita alla Moschea al-Hussein bin-Talal, dove ho avuto il piacere di incontrare i capi religiosi musulmani".

    Come vedi, in pochi decenni appena, il concetto di "giorno luminoso" ha sostituito pari pari quello che per tutti i pontefici ante-concilio sarebbe sicuramente stato quello di "giorno tenebroso", anche al solo pensiero che qualcuno dei successori lo avesse potuto ideare un giorno del genere.

    ...dies tenebrarum et caliginis...

    O magari sono io che non riesco a capire l'ermeneutica della continuità tanto cara a qualcuno di questi papi...

    RispondiElimina
  69. A proposito della nuova ferula lungo le gambe del crocifisso sembra avvolgersi in spire un qualcosa che ricorda un serpente che si va a infilare sotto al velo che cinge la nudità del Cristo.
    Mentre il busto e le braccia per come appaiono ricordano una testa caprina.
    Visionare per farsi una idea
    http://www.korazym.org/10745/la-nuova-ferula-papa-francesco-materiale-equo-solidale/

    Mia.

    RispondiElimina
  70. Finalmente dopo cinquanta anni hanno fatto outing! Il fatto che il concilio Vaticano II sia stato ispirato dal modernismo ormai non è più una teoria del complotto sostenuta da tradizionalisti ottusi...ma è la realtà sostenuta dagli stessi sponsor del concilio!

    Micus

    RispondiElimina
  71. Anche se nessuno di loro lo avesse mai sostenuto non capisco cosa sarebbe cambiato ai fini della valutazione complessiva di questo concilio, visto che la realtà di ciò che è sotto i nostri occhi da decine di anni (con terribili accelerazioni negli ultimi 35, e te ne ho postato un esempio "tenebroso" ieri sera) supera largamente ogni tentativo di coprire, di depistare, di far credere che tutto è continuità con il "prima".

    O meglio, se una continuità c'è (e c'è, purtroppo!) è senz'altro quella tra i papi dall'ottobre 1978 al novembre 2013, con solo variazioni di modalità, visibilità, apparenza ecc. (e di nuovo il mio esempio postato ieri sera ne è paradigmatico).

    RispondiElimina
  72. E comunque, Micus, per dar più forza alla tesi che la realtà ha superato ogni eventuale dichiarazione, che perciò per me è totalmente ininfluente sul giudizio, ecco un ultimo (lo prometto) stralcio del discorso di quel papa nella moschea:

    "Luoghi di culto (sic), come questa stupenda moschea di Al-Hussein Bin Talal intitolata al venerato Re defunto, si innalzano come gioielli sulla superficie della terra. Dall’antico al moderno, dallo splendido all’umile, tutti rimandano al divino, all’Unico Trascendente, all’Onnipotente (sic!). Ed attraverso i secoli questi santuari (doppio sic!!) hanno attirato uomini e donne all’interno del loro spazio sacro per fare una pausa, per pregare e prender atto della presenza dell’Onnipotente (triplo sic!), come pure per riconoscere che noi tutti siamo sue creature."

    Spero sia sufficiente per infischiarsene delle dichiarazioni o controdichiarazioni. I fatti superano ogni teoria.

    RispondiElimina
  73. Quell'Onnipotente per noi cristiani ha un Nome: Gesù Cristo Signore.
    Che ha inviato il suo Spirito di Risorto a fondare animare e custodire la Sua Chiesa fino alla fine dei tempi, unico 'luogo' della Presenza della S.S. Trinità in Cristo Signore Nostro.
    Con la funzione di essere veicolo e sacramento di salvezza per tutti i popoli e di lode a Dio-SS Trinità, vivo e vero anche nell'umanità redenta e rigenerata in Cristo, a Lui 'connaturata' attraverso la fede ricevuta e vissuta nella Chiesa.
    Cosa ne stanno facendocostoro?

    RispondiElimina
  74. Nessun cardinale o vescovo che si alzi a dire pubblicamente: ma cosa state dicendo?

    RispondiElimina
  75. mic ti stupisci che nessun cardinale o vescovo si alzi e dica " ma cosa state dicendo " ? da quello che ho capito è lo stesso che è successo con la liturgia o con molti atti del CVII. Forse la gerarchia non è così contraria a quello che sta succedendo( ne sono sempre più convinta ) ed i pochi che forse non lo sono o sono troppo vecchi e quindi non contano più nulla, oppure vengono messi in condizione di non nuocere.Oltre al fatto che parliamo di uomini e noi umani del XXI secolo, non siamo particolarmente coraggiosi ma tendiamo sempre a trovare un compromesso per starcene tranquilli nel nostro guscio. Il problema maggiore che vedo nei prossimi anni è che ai posti di comando ci saranno pastori nati dopo il concilio e immersi nelle sue ideologie e non si potrà che andare oltre e mai tornare indietro. Un saluto Vighi

    RispondiElimina
  76. Mic, si domanda: "Cosa ne stanno facendo costoro (della Chiesa)?"

    Posso provare a rispondere io? Una spelonca di ladri.


    E sono sempre più persuaso che queste parole del Vangelo che riporto qui sotto non riguardano solo il tempo storico in cui è vissuto Gesù (e perciò non si rivolgono solo ai capi dei sacerdoti ebrei e agli anziani di quel popolo) ma anche questo nostro tempo ed Egli, sapendo come sarebbero andate le cose, si rivolge ai capi cattolici, che questa Sua Chiesa dovevano custodire in primis dai lupi, dagli idoli e dai loro seguaci, e non l'hanno fatto; anzi, ci si sono mescolati insieme (vedasi ancora l'esempio di quella e di altre visite papali)!

    "Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare" (Mt 21, 43).

    E con questo, mic, penso nel mio piccolissimo di aver provato a rispondere anche alla seconda domanda postata, cioè: "Nessun cardinale o vescovo che si alzi a dire pubblicamente: ma cosa state dicendo?"

    RispondiElimina
  77. Mic,
    mi risulta che quando Giovanni XXIII, accusato in gioventù di modernismo, decise di indire quel concilio che Pio XII (altra tempra) non aveva avuto l'ardire di indire, molti cardinali protestarono. Molti Vescovi fecero sentire anche le loro voci contro questo o quel momento conciliare, questo o quel documento o decisione. Risulta ache che l'NO piacque a pochissimi. Però queste voci non sortirono alcun effetto. Perchè ? perchè alcuni nel frattempo morirono,altri furono allontanati da cattedre,diocesi o parrocchie, o scomunicati tout court. Soprattutto i fedeli NOn si ribellarono, perchè "bisogna obbedire al Papa, non essere come i protestanti". Ora, forse, dopo il '68, il '77, la caduta del Muro, Tangentopoli, Internet, Facebook, ecc.ecc, e soprattutto dopo i loro insegnamenti conciliari- i laici, i laici - i fedeli riusciranno là dove vescovi, cardinali e preti non osano.
    Ma tu ce lo vedi un Patriarca di Venezia, un Professore in un'Università pontificia , un Primate di Spagna (faccio esempi a caso) rischiare la fine di Padre Mannelli ?
    No, Mic, a meno che a Roma non facciano il passo più lungo della gamba, ma temo purtroppo di no, nessuno alzerà ufficialmente un dito.Invieranno "veline" ia vaticanisti amici, cercheranno di creare un movimento dal basso, ma nessuno si esporrà apertis verbis.
    Rosa

    RispondiElimina
  78. Mi chiedo cosa pensando il cardinale Cipriani, che tanto si irrito' per le aperture di Müller sulla TdL. Ma, Eminenza, a Maradiaga che riabilita il modernismo non dice niente?

    Micus

    RispondiElimina
  79. la parte superiore (dalla veste a fine torace, anche per effetto luce sporgenze) potrebbe davvero ricordare l'immagine della testa del baphonet di Eliphas Lévi..le braccia del Cristo sono in posizione innaturale....effetto voluto dall'artista? m

    RispondiElimina
  80. E poi si vede in giro tutta questa abbondanza di laici pronti ad assumersi l'onore e l'onere di guidare la nuova Chiesa?

    turiferaio ti assicuro che le parrocchie di roma ne sono piene...purtroppo.

    RispondiElimina
  81. "Gesù fu un laico"

    secondo me fu il primo di tutti i sacerdoti di santa romana Chiesa! anzi esempio perfetto di sacerdote. come potrebbe essere il contrario? allora anche il papa oggi potrebbe essere un laico...o una via di mezzo tipo pastore protestante.

    RispondiElimina
  82. Ricordatevi, che a proposito del sacerdozio, nell'omelia del giovedì santo ha esaltato il sacerdozio di Aronne, superato, mentre Cristo Signore è Sommo Sacerdote, alla maniera di Melchisedec.
    E in quella stessa omelia è messo sullo stesso piano degli altri "unti" di Israele, mentre Lui è l'Unto, il Messia...

    Leggete attentamente dal link quel che ne ho a suo tempo scritto a caldo... (e ora vien fuori la nuova versione del sacerdozio di Maradiaga... C'è molto da dire ancora e non smetto di meravigliarmi di come nessuno dica nulla di queste "estraneità", per usare un eufemismo)...

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/04/lodore-delle-pecore-e-il-profumo-di.html

    RispondiElimina
  83. "Cristo Signore è Sommo Sacerdote, alla maniera di Melchisedec"

    Benedetto XVI - udienza generale del 16.11.2011

    Cari fratelli e sorelle,

    vorrei oggi terminare le mie catechesi sulla preghiera del Salterio meditando uno dei più famosi "Salmi regali", un Salmo che Gesù stesso ha citato e che gli autori del Nuovo Testamento hanno ampiamente ripreso e letto in riferimento al Messia, a Cristo. Si tratta del Salmo 110 secondo la tradizione ebraica, 109 secondo quella greco-latina; un Salmo molto amato dalla Chiesa antica e dai credenti di ogni tempo. Questa preghiera era forse inizialmente collegata all’intronizzazione di un re davidico; tuttavia il suo senso va oltre la specifica contingenza del fatto storico aprendosi a dimensioni più ampie e diventando così celebrazione del Messia vittorioso, glorificato alla destra di Dio

    Il Salmo inizia con una dichiarazione solenne:

    Oracolo del Signore al mio signore: «Siedi alla mia destra
    finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi» (v. 1).

    Dio stesso intronizza il re nella gloria, facendolo sedere alla sua destra, un segno di grandissimo onore e di assoluto privilegio. Il re è ammesso in tal modo a partecipare alla signoria divina, di cui è mediatore presso il popolo. Tale signoria del re si concretizza anche nella vittoria sugli avversari, che vengono posti ai suoi piedi da Dio stesso; la vittoria sui nemici è del Signore, ma il re ne è fatto partecipe e il suo trionfo diventa testimonianza e segno del potere divino.
    ...

    Il Signore ha giurato e non si pente:
    «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek».
    ...
    Cari amici, seguendo la linea interpretativa del Nuovo Testamento, la tradizione della Chiesa ha tenuto in grande considerazione questo Salmo come uno dei più significativi testi messianici. E, in modo eminente, i Padri vi hanno fatto continuo riferimento in chiave cristologica: il re cantato dal Salmista è, in definitiva, Cristo, il Messia che instaura il Regno di Dio e vince le potenze del mondo, è il Verbo generato dal Padre prima di ogni creatura, prima dell'aurora, il Figlio incarnato morto e risorto e assiso nei cieli, il sacerdote eterno che, nel mistero del pane e del vino, dona la remissione dei peccati e la riconciliazione con Dio, il re che solleva la testa trionfando sulla morte con la sua risurrezione.
    ...
    http://magisterobenedettoxvi.blogspot.it/2011/11/il-papa-si-nel-mondo-ce-tanto-male-ce.html

    RispondiElimina
  84. Nel testo di Maradiaga, sul quale mi soffermerò perché se tutti taceranno noi no, c'è il sovvertimento di molte cose. Anche della regalità del Signore.

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.