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lunedì 3 febbraio 2014

Francescani dell'Immacolata, Kafka, Curia da' i numeri...

Marco Tosatti, su La Stampa di oggi. I grassetti, i corsivi e il testo in diverso colore sono riprodotti come nell'originale:

La strana, e per certi versi kafkiana vicenda dei Francescani dell’Immacolata ha vissuto nei giorni scorsi un altro capitolo, che ha messo in rilievo la difficoltà crescente di alcuni pezzi di Curia di chiarire e gestire l’operazione. Il 31 gennaio scorso il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per i religiosi, e il segretario della medesima Congregazione José Rodríguez Carballo hanno tenuto una conferenza stampa.

Alla fine della stessa il segretario Carballo, secondo le agenzie di stampa, dichiarava: “Il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata è partito dopo una visita apostolica durante la quale il 74 per cento dei membri ha dichiarato, in forma scritta, un intervento urgente della Santa Sede per risolvere i problemi interni dell’istituto, proponendo o un capitolo generale straordinario, presieduto da un rappresentante del dicastero, o il commissariamento dell’istituto da parte della Santa Sede…”.

I dati che si ricavano dalle risposte a un questionario dato ai frati dal Visitatore Apostolico mons. Todisco danno cifre diverse. Vi rimandiamo a questo articolo per un esame completo, e ci limitiamo a dire che dal computo sarebbero stati favorevoli al commissariamento non il 74 per cento dei frati , ma al massimo il 45 per cento. Diciamo al massimo perché nella risposta il commissariamento era posto in alternativa a un capitolo generale straordinario.

Lasciamo agli amanti del clericalese il pieno godimento della frase finale, secondo cui un commissariamento, tuttavia, “non è mai una punizione per la Santa Sede” bensì una “benevola attenzione che esprime la maternità della Chiesa”. Ma resta un grande mistero. E’ stato detto nella conferenza stampa che i problemi sulla Messa Antica, cioè la celebrazione secondo il “Vetus Ordo”, “non è assolutamente il motivo principale di tale intervento”. Sarà, ma intanto, per i frati, ci vuole il permesso per celebrare la Messa nel “Vetus Ordo”; ci vuole il permesso per usare il “Rituale Romanum” nella forma antica; ci vuole il permesso per celebrare la liturgia delle Ore nel “Vetus Ordo”. E nella sua lettera di risposta a un articolo, il commissario il cappuccino Fidenzio Volpi, parlava di “deriva cripto-lefebvriana”. Ma il motivo reale per cui un ordine religioso fiorente, fedele al Papa e alla Chiesa è stato ed è trattato con una durezza che ben altri meriterebbero è ancora un mistero. E la non trasparenza delle autorità su questo punto non rende certamente un buon servizio al Papa, e autorizza ogni ipotesi.

104 commenti:

  1. C'è anche la rettifica del Comm. apostolico riguardo la storia dei beni:

    http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/253-precisazione-del-commissario-apostolico

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  2. Affidiamo Padre Volpi a S.Giuseppe patrono dei moribondi.

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  3. Costoro agiscono fuori da ogni logica, con l'avallo del papa.
    Ma la questione diventa sempre meno comprensibile secondo giustizia e verità.
    Se qualche problema c'era non erano questi i modi, che mettono in luce uno strano "sentire cum ecclesia".

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  4. Con l'accusa generica di Braz de Aviz contro i fondatori di congregazioni, l'affare dei Francescani acquista un aspetto veramente infernale. È il male che si può toccare con le mani.

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  5. Il problema erano quei 4 gatti di Giuda Iscariota a cui purtroppo si è dato credito, bastava allontanare loro, visto che non apprezavano le regole dell'Istituto date dal suo fondatore. Invece hanno salvato i Giuda, anzi li hanno promossi e li hanno messi sullo scrano del giudice, mentre coloro che volevano seguirela via della santità per se e per i fedeli si sono visti mettere in croce. Comunque sia meglio essere sulla croce che tra i carnefici, Dio è Giustizia oltre che Misericordia e bisognerebbe tremare quando si fanno degli atti così cattivi.

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  6. Ci voleva la denuncia dei familiari per far ritrattare padre Volpi.
    E allora su cosa basava le sue arroganti minacce?

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  7. Il problema è che la cc è diventata come il Castello di kafkiana memoria, non si capisce chi o cosa, un labirinto da cui non se ne esce.....un incubo per i poveri fedeli non intruppati dal new deal, intanto brillano sempre più le punte d'oro delle piramidi.....Passante per caso2

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  8. Eccolo qua, l' Off Topic importantissimo!

    Fonte certa: Radio Vaticano.

    "E' deceduta oggi (2 febbraio 2014) Sigrid Spath. Voleva convertisi al cristianesimo ma dopo aver letto Ratzinger e essere stata consigliata da lui in persona é rimasta protestante !!!."

    "Lei potrà fare molto di più per le due chiese rimanendo protestante." fu la commovente frase del tradizionalissimo...

    http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/02/she-wanted-to-convert-but-she-listened.html

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  9. ne parlano già in molti...

    http://en.gloria.tv/?media=565365

    http://de.radiovaticana.va/news/2014/02/02/%C3%B6sterreich_italien:_papst%C3%BCbersetzerin_in_rom_verstorben/ted-769577

    http://catholicforum.fisheaters.com/index.php?topic=3463298.0

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  10. Fa il paio con chi è invitato a rimanere un buon musulmano. Cosa che scandalizza e fa soffrire tanti musulmani che si sono convertiti a rischio della vita.

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  11. "Questa e quella per me pari sono"...
    La nuova religione mondiale.

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Certo... Mi rendo conto che l' off topic è "importantissimo"...
    Ma per favore.

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  14. Sull'OT della protestante: Io non ci credo.

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  15. Forse non è importantissimo, Stefano, ma non si può nascondere. E forse Benedetto non si espresse esattamente in quei termini. Sta di fatto che dal VatII la Chiesa sembra sempre meno desiderosa di convertire e sempre meno desiderosa di affermare di essere l'unica depositaria della Verità. Ed allora che fine fa l' "extra Ecclesiam, nulla salus"?
    E' uno degli aspetti del pontificato di BXVI che più mi hanno "perplesso". Certo oggi, con PF, le cose van peggio (una cosa sono i luterani, un'altra i musulmani).
    Rosa

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  16. Certo... Mi rendo conto che l' off topic è "importantissimo"...
    Ma per favore.


    Mi sono ripromessa di verificare.
    Spero ci sia nelle pieghe del discorso qualcosa che ci faccia meglio comprendere.
    Sta di fatto che la tendenza a "non fare proseliti" non nasce con Bergoglio.

    Se ci fate caso, anziché di ri-evangelizzazione si parla sempre di "nuova evangelizzazione" . Di quanto, ad esempio, sia davvero "nuova" quella di certi movimenti, corretti a voce ma nonostante tutto 'mandati' ovunque, lo sappiamo e lo abbiamo documentato fin troppo bene.

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  17. Non conosco la capacità di lettura e di comprensione di questa protestante, e lei può interpretare i testi del papa Ratzinger come vuole. Ma sicuramente Ratzinger non le ha consigliato di non convertirsi. Sarebbe dire che l'eucaristia sia irrelevante, e tutta la vita di papa Ratzinger dice il contrario.

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  18. Se si vuole fare una analisi storica e teologica dei Pontificati...LO SI DEVE FARE correttamente!

    Il Pontificato di Benedetto XVI è stato, in alcuni casi, contraddittorio. In sede di ANALISI le contraddizioni vanno sciolte. Ovvero: le si deve MOTIVARE e gli si deve dare una "radice".

    Gli elementi STORICI (ormai) e i fatti che hanno costellato il Pontificato di Benedetto, come anche gli altri precedenti, spesso (per non dire quasi sempre) vengono volutamente IGNORATI, "semplificando" con la "vulgata" che descrive "sic et simpliciter" i Pontificati, compreso quello di Benedetto, come sostanzialmente modernistici di FATTO (addirittura in alcune analisi si arriva ad affermare che lo sarebbero anche "de jure").

    Ogni contraddizione sarebbe "risolta" in questa "radice" modernistica. Per cui ogni elemento, che invece non è spiegabile immediatamente con questa radice, sarebbe comunque un fatto "propedeutico" al "fine". Sempre modernistico.

    Questo "metodo" crea una "contro-vulgata", opposta a quella modernista. La crisi della Chiesa, in entrambi i casi, non è considerata nella sua realtà. Realtà che determina casi INAUDITI e impensabili in condizioni "normali".
    Ovvero: la crisi è spostata su un piano "ideologico": nel caso dell'analisi "modernista" a causa di un "temporeggiamento" nell'attuazione della "sovversione"; nel caso dell'analisi "anti-modernista" a causa di una "scientifica" scelta per l' "inazione", dovuta esattamente al sostanziale modernismo "moderato" delle Gerarchie, senza distinzione alcuna.

    La realtà, complessa fino all'inverosimile, attende di essere analizzata con l'unico obiettivo della Verità, a prescindere dalle "vulgate" di provenienza.

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  19. E’ stato detto nella conferenza stampa che i problemi sulla Messa Antica, cioè la celebrazione secondo il “Vetus Ordo”, “non è assolutamente il motivo principale di tale intervento”.

    Non doveva essere il motivo dell'intervento, né principale, né (formalmente) secondario in quanto la S. Messa (né antica né moderna) è autorizzata dal MPSP e ancor prima dalla Bolla Quo Primum Tempore con l'indulto perpetuo. Punto.
    Dichiarare che non è stata il motivo principale, significa che è stata comunque un motivo, anzi alla luce dei fatti è stata IL motivo, mascherato da altri.

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  20. Caro Stefano78,
    non ho capito granché del tuo discorso nel post delle 16.52 però vorrei farti una domanda: mi puoi inquadrare gli elementi storici che hanno portato al discorso che Benedetto XVI fece al clero romano poco prima di lasciare il ministero attivo, giusto giusto più o meno un anno fa e che devo ancora digerire? MI saresti di aiuto. Grazie.

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  21. Tutti,

    Per capire il perchè per la punizione e la destruzione dei Frati Francescani dell'Immacolata, dobbiamo ricorre al momento storico in quale sviluppava...

    la reconciliazione falsa e fallita tra la Santa Sede e la FSSPX...

    era proprio nei mesi dopo che la denuncia contro i fondatori dei FFI era lanciata dai certi frati Americani a ragione della tendenza cripto lebfevriano...

    La dimissione di Benedetto XVi (detto libero, ma come è molto più evidenti adesso, voluto da quasi tutti i vescovi ducenti nel mondo, disceploli di Martini più che di Cristo) ha datto occasione per la parte più alla sinistra e sinister per dare botte a cio che sembrava a loro il cuore della resistenza alla loro prova secolare per distruggere la chiesa da dentro...

    Non c'è nessun altro motivo, e tutto detto e fatto da allora fino a adesso conferma...

    Quando non c'è motivo pubblico ed onesto, c'è sempre motivo nascosto e maligno...

    Romano

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  22. Stefano, credo che di analisi ne siano già state fatte fin troppe.
    Il fatto che al semplice fedele interessa o meglio che dà fastidio e scandalo è che la dottrina dice una cosa e un pontefice, un vescovo, un prete o un semplice fedele fa e proclama il contrario in nome di Cristo.
    Ovviamente il caso di un ponteficie è maggiormente pericoloso perché causa danno anche in molti che invece dovrebbe confermare nella fede.
    In questo senso è inutile nascondersi dietro un dito: dopo il concilio il magistero ha iniziato a eclissarsi in modo impressionante.
    Verrebbe da dire che chi di pastorale ferisce di pastorale perisce. Difatti eccolo lì davanti agli occhi il vuoto che ne deriva, nelle anime e nelle chiese.
    E nonostante questo, o forse proprio per questo, si cercano di colpire coloro che cercano di porre freno al disastro tornando alla ricetta originale, la Tradizione.
    Lasciamo stare le analisi, guardiamo ai fatti.

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  23. Sigrid Spath, tedesca di fede luterana che lavora da più di trenta anni nella Curia generalizia della Compagnia di Gesù e collabora anche con la Santa Sede, ha raccontato a ZENIT la sua esperienza personale legata al cardinal Ratzinger.
    La Spath è giunta a Roma nel 1966 con una borsa di studio per un progetto nell’Archivio Vaticano e dal 1970 ha cominciato a lavorare nella Curia generalizia della Compagnia di Gesù per svolgere il delicato lavoro di traduzione. Traduce in tedesco da sei lingue.
    Dal 1981 ha avuto diverse occasioni per lavorare sugli scritti del cardinale Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, ma anche di prendere parte in veste di traduttrice simultanea alle conferenze plurilingue tenute dall’ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
    A questo proposito ha raccontato che nell’ottobre del 1998, nella Chiesa tedesca di Roma in via Toscana, ci fu un incontro tra il cardinale Ratzinger e Wolfgang Huber, allora Vescovo di Berlino, e attualmente Presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania.
    “Si trattò di un dibattito, molto colto, che prendeva spunto dalla pubblicazione dell’Enciclica Fides et ratio”, ha ricordato.
    “In quell’occasione Ratzinger rivelò che prima della maturità aveva già letto tutti gli scritti di Martin Lutero fino a prima della Riforma. Cioè le riflessioni di Lutero cattolico”.
    “Ratzinger – ha continuato la Spath – invitò i presenti a tornare a leggere quegli scritti perché racchiudono la grande battaglia che Lutero faceva con se stesso per vivere e ricevere gli insegnamenti del Dio giusto e buono”.
    “Ratzinger affermò che quella era la parte migliore del pensiero di Lutero e disse: ‘Cari amici protestanti riscoprite il Lutero di quegli anni’”.
    La Spath ha quindi aggiunto che “il dibattito durò alcune ore. Il vescovo Huber rimase meravigliato dalla relazione del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e commentò che Ratzinger era uno dei pochi che conoscono veramente Lutero”.
    Alla fine dell’incontro il porporato tedesco regalò una copia della Fides et ratio con dedica al vescovo Huber.
    La stima nutrita dal Capo della Chiesa evangelica tedesca venne confermata da Huber stesso anche in un'altra occasione, quando parlò di Ratzinger come di “una delle persone più colte che ha incontrato nella sua vita”, ha raccontato la Spath.
    Due o tre anni prima Ratzinger aveva compiuto passi di avvicinamento anche nei confronti della Chiesa Valdese.
    “In occasione dei 750 anni della Chiesa Valdese e dell’Università dei valdesi – ha continuato la Spath –, c’era una grande festa ed invitarono Ratzinger a tenere una relazione. Ma non immaginavano neanche di ricevere una risposta, e invece alla fine eccoti arrivare il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede. In quell’occasione Ratzinger disse: sarei venuto prima se avessi ricevuto un vostro invito”.
    Ad ascoltare Ratinzger venne così tanta gente, che molti furono costretti a rimanere fuori dell’edificio. Ma è noto – ha sottolineato la Spath – che “in tutta la sua storia precedente Benedetto XVI ha riempito le aule di università e le chiese dove parlava”.

    © Copyright Zenit

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  24. http://www.salpan.org/Scandali/Tatiana.htm


    A Napoli, negli anni '70 esisteva un gruppo di integralisti cattolici "Fede e Libertà". Avevano come simbolo la Croce di Lorena, simbolo usato dai primi cristiani, dai crociati e dai cattolici lorenesi, nelle loro guerre contro gli alsaziani protestanti. In quel periodo era l'unico gruppo dichiaratamente anticomunista, che aveva il coraggio di organizzare manifestazioni pubbliche. Quel gruppo era frequentato anche da un ragazzo greco: lo chiamavano Taki. I suoi amici erano cattolici, frequentava le scuole dei gesuiti. Insomma si sentiva molto più cattolico di tanti cattolici. Si rivolse all'allora Vescovo ausiliare di Napoli, Mons. Antonio Ambrosanio, dichiarando di voler ufficializzare la propria posizione. Il Vescovo gli rispose:
    – Resta ortodosso, potrai fare molto di più per l'amicizia tra le nostre chiese!
    Capito!?! Lo confermò nello scisma! Da allora Taki non volle più frequentare alcuna chiesa: fu l'inizio di un crollo spirituale, che lo condusse al suicidio. Pose fine al suo pellegrinaggio terreno sparandosi alla tempia! Se lo portano sulla coscienza tanti ecumenici modernisti. Povero Taki!"

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  25. Alessandro Mirabelli03 febbraio, 2014 17:47

    Molto coraggioso Tosatti. Scrive su uno dei quotidiani piu omologati dell'Italia. Dove scrive anche un altro vaticanista omologatissimo: A.T.

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  26. Stando al testo di Zenit, Benedetto XVI ha invitato a riscoprire il Lutero-cattolico, cioè il uso pensiero precedente alla rottura.

    Che ci siano picchi di spiritualità autentica non possiamo misconoscerlo.
    In ogni caso, se finisce qui, il discorso è ben diverso da come è stato presentato prima, che è una vera e propria interpretazione ad usum dei protestanti, che appare nel testo tedesco di Radio Vaticana di cui al link sopra.

    Il problema sussiste perché non c'è mai una chiarezza adamantina.

    Ricordo di aver avuto impressioni alterne leggendo il discorso di Erfurt. Ne ho parlato qui

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2011/09/note-su-benedetto-xvi-erfurt-e-lutero.html

    e qui

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/09/benedetto-xvi-una-sintesi-purificatrice.html

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  27. Diventa stucchevole questo continuo coinvolgere Benedetto XV, in diversi modi, raramente simpatici e laudatori, chi lo insulta, chi dipinge scenari da fantareligione, chi gli mette in bocca parole che più che probabilmente non ha mai detto, ma a che pro?
    Non si può lasciarlo in pace?

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  28. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  29. Mic, il link di Zenit non c'entra niente.

    Il primo link che ho postato é di Rorate Caeli.

    http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/02/she-wanted-to-convert-but-she-listened.html


    Rorate Caeli é sito serio ceh controlla le sue fonti prima di pubblicare. Esso cita le parole stesse della Spath secondo Radio Vaticana (HER OWN testimony).

    "It was also Cardinal Ratzinger who, according to HER own testimony, advised Sigrid Spath to remain a Protestant, and not to convert to the Catholic Church, as she had considered in a moment of crisis. She could do more for both churches if she remained a Protestant, said the Cardinal. "

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  30. Caro Marco P, in realtà hai capito benissimo vista la domanda successiva ^__^

    Gli elementi che hanno portato alla Abdicazione di Benedetto XVI e alla successiva "invenzione" del "ministero passivo", li abbiamo trattati anche nei post precedenti.

    La realtà STORICA che si deve analizzare non credo possa essere "riassunta" in: "l'abdicazione è una ulteriore manifestazione di modernismo per demolire definitivamente il Papato, eseguita scientemente dal Papa rinunciatario e posta come obiettivo da tutti i precedenti".

    Credo che gli elementi DA SUBITO emersi, prima, durante e dopo l'abdicazione (il modo stesso in cui è avvenuta, l' "annuncio" della "morte" del Papa avvenuto in precedenza, il "congelamento" della "commissione" della CDF che stava per "sanzionare" il CnC, l'enciclica lasciata a metà, le omelie dei giorni seguenti la "declaratio", ecc) mostrino una radice tutt'altro che chiara ed esclusivamente "modernistica" di abbattimento "scientifico" del Papato da parte del Papa rinunciatario...

    E lo stesso dicasi del suo Pontificato, in merito a Fede e Liturgia. Come anche di quelli precedenti. Impossibili da inquadrare tutti in una visione "monolitica", semplificandone la lettura come esclusivamente modernisti.

    Così non si fa una ricerca seria.

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  31. Mic, il link di Zenit non c'entra niente

    L'ho detto che la versione è nel tuo link alla Radio Vaticana in lingua tedesca.
    Cercavo le parole del Papa e, per approfondire oltre, ho trovato il testo di Zenit che non le riporta.
    Leggi comunque quel che ho scritto nei link su Erfurt.
    C'è tutta l'ambiguità...

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  32. E lo stesso dicasi del suo Pontificato, in merito a Fede e Liturgia. Come anche di quelli precedenti. Impossibili da inquadrare tutti in una visione "monolitica", semplificandone la lettura come esclusivamente modernisti.

    Così non si fa una ricerca seria.


    Stefano,
    A noi interessa la verità, e cercare di orientarci in questo ginepraio. Non ci interessa trovare pecche in Benedetto o Bergoglio o altri.

    Non stiamo facendo un'analisi storica. Stiamo esaminando atteggiamento e parole, che obiettivamente, purtroppo, disorientano.

    Nei testi cui ho fatto riferimento, ci sono riflessioni sofferte fin da allora. Per non parlare del discorso citato da Marco P. in cui viene chiaramente indicata - ispissima verba - l'azione della "scuola renana" durante il concilio col rifiuto dei lavori preparatori e dunque degli elementi tradizionali fin da allora... che mi ha tolto tutte le residue illusioni ed è stato una doccia fredda della quale ho ancora i brividi. (ora cerco il link)

    Per quello mi capita di dire spesso che i papi post conciliari hanno provocato crepe che Bergoglio sta trasformando in voragine...

    Ora siamo in grado di riconoscerle. Non sempre lo eravamo mentre le vivevamo in diretta. Per quanto mi riguarda ho cominciato dal 2007 a rendermi più conto e a lasciarmi interpellare con più attenzione, approfondendo.

    Tutto il blog è la prova, il diario, di questo percorso in diretta. Mentre nei testi che ho pubblicato ho cominciato a trarre alcune conclusioni.

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  33. Stefano,
    A noi interessa la verità, e cercare di orientarci in questo ginepraio. Non ci interessa trovare pecche in Benedetto o Bergoglio o altri.


    La Verità non può, credo, separarsi dalla STORIA. La Storia deve raccontare la Verità e per farlo, i fatti devono essere analizzati con i criteri di una "ricerca". La questione delle "pecche" è relativa. Proprio perché non deve essere quello il fine (trovare pecche), allora c'è da ammettere che i Pontificati sono stati STORICAMENTE e Teologicamente diversi l'uno dall'altro. Vi sono state contraddizioni IN OGNI PONTIFICATO, a cominciare da quello di Giovanni XXIII. Contraddizioni su cui è troppo semplice mettere l'etichetta "propedeutico al modernismo". Questa "etichetta" non spiega le contraddizioni, e non rende giustizia alla situazione intra e extra ecclesiale. Che è immensamente complessa e che è riflesso di una crisi di Fede ben precisa. E forse unica in 2000 anni!

    Ad esempio, Paolo VI è il promulgatore del NOM. Atto che non è nemmeno contemplato dal Vaticano II, perché il Concilio chiedeva una revisione del RITO in vigore, non la creazione di un nuovo rito! Eppure lo stesso Paolo VI che ha varato il NOM, "diluendo" paurosamente Messa Cattolica, ha scritto nel 1965 la MYSTERIUM FIDEI! E' o no una contraddizione rispetto a quello che stava per fare con il NOM? E perché il Messale del 1965, che potrebbe essere definito il "vero" Messale "riformato", è stato soppresso? Se doveva essere "soppresso", o se non era "previsto", perché è stato diffuso? Si poteva evitarlo!

    Perché Giovanni Paolo II scrive, come uno dei suoi primi atti da Papa, la Dominicae Cenae? Perché tutti i Papi erano "smaniosi" di "sistemare" il "problema" con la SPX, dopo la "insubordinazione" di Lefebvre? Si dirà per "normalizzare" la SPX. Ma avrebbero potuto scomunicare definitivamente e minacciare di scomunica chi si associava anche solo "moralmente" alla SPX, avrebbero potuto CANCELLARLA dall'orbe cattolico usando la CHIAREZZA. Mentre invece tutti i Papi hanno continuato a considerarla, anche loro, come "Cattolica", consentendo di fatto all'esercizio del suo ministero (con tutti quei "permessi" relativi alla celebrazione della Messa e ai Sacramenti diramati dal Culto Divino!). Chi vuole abolire la Tradizione "sic et simpliciter" non si comporta così!

    Come non si comporta così, come Benedetto XVI, chi vuole abolire il Papato e chi vuole definitivamente "sopprimere" la Tradizione Cattolica.

    Il Pontificato di Benedetto è stato, a volte sicuramente malfermo, un continuo "tentativo" di riportare il ruolo del Papa non dico alla sua "funzione" originaria ma almeno ad un "aumento" della sua Autorità! Non mi metto a ricordare i fatti che riguardano questa "intenzione".

    Sono tutti FATTI che evidenziano una realtà: la realtà CONTRADDITTORIA dei pontificati post-conciliari. Questa è una CERTEZZA! E per questo motivo la realtà non "modernistica strictu sensu" di tali Pontificati. Perché se avessero voluto arrivare ad un abbattimento completo della Fede Cattolica dal didentro, avrebbero potuto farlo in modo lento e progressivo, senza CONTRADDIZIONI di sorta.

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  34. tra l'altro la notifica di questa notizia mi é arrivata da John Vennari: IL giornalista della Tradizione negli USA (che ebbi la fortuna di incontrare a Parigi)

    anche lui non é uno che non pubblica le cose senza prima verificarle...

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  35. Vi sono state contraddizioni IN OGNI PONTIFICATO ...

    beh, semplicente perché il modernista E' contradditorio nella sua essenza più profonda. Punto.

    Non é una semplificazione. E' adesione alla realtà senza paraocchi né occhiali rosa.

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  36. Stefano, noi cerchiamo di giudicare i fatti, che nella loro cruda realtà mostrano delle carenze del magistero. Se ne possono indagare molte cause, ma non possiamo giudicare il movente interiore di nessuno e men che meno l'intento profondo di un papa.
    Allo stesso modo è difficile dire (come invece sostieni) che se avrebbero voluto, avrebbero potuto distruggere la Chiesa dall'interno in senso modernistico: no, perché questa è oltretutto una realtà soprannaturale con cui i nostri calcoli impazziscono. Ed è quello che ci sta capitando discutendo di queste cose.
    Metti il caso che Benedetto XVI sia stato veramente l'ultimo papa come dicono alcune profezie: cosa vuol dire concretamente? Conosceva queste profezie il papa? E che valore dava loro?

    Sono domande difficilissime a cui forse si riuscirà a dare una risposta al momento opportuno, per il resto limitiamoci a constatare le nostre cadute (non solo quelle del papa) e a chiedere misericordia al Signore.
    Tuttavia, pur riconoscendo che nonostante tutto ogni papa postconciliare ha avuto anche meriti incalcolabili (Humanae vitae, Summorum Pontificum, ecc), non possiamo chiudere gli occhi anche su ciò che è andato storto.

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  37. Stefano,
    non stiamo parlando di "pecche" qualunque. Quelle su cui ci soffermiamo sono questioni che hanno portato ad una protestantizzazione della Chiesa o, peggio, alla diluizione che diventa oltrepassamento di verità di fede fondanti.
    E, purtroppo ci sono ormai troppi segnali che fanno pensare al rischio della nuova religione mondiale...
    purtroppo, anche sulla liturgia, Benedetto ha rinnovato il look, ha riportato una certa sacralizzazione, ma non la sostanza del rito.

    Vatti a leggere quel che ho scritto qui

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/03/continuita-liturgica-tra-benedetto-xvi.html

    Non fa parte della storia della Chiesa anche questo?

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  38. E' proprio lì che ho parlato di quel che dice, sulla liturgia, nel famoso discorso del 14 febbraio.

    Per risvegliare la 'partecipazione attiva' che, come detto diffusamente altrove non è una scoperta del concilio, non bisognava riformare il rito, ma formare bene sacerdoti e fedeli riscoprendone e approfondendone le ricchezze incalcolabili e inalienabili.

    La stessa cosa che dobbiamo promuovere e fare oggi!!!

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  39. Stefano, sarebbe facile rispondere che non hanno potuto distruggere subito la Tradizione con un colpo di spugna perché sarebbe stato controproducente, ci sarebbe stata una sollevazione, per cui lo hanno fatto a piccoli e lenti passi in modo da mitridatizzare il "popolo". Ma è una semplificazione eccessiva, perché è vero che accanto alla demolizione ci sono state anche forze che hanno cercato di rallentarla e perfino di contrastarla. E credo che le sterzate in senso tradizionale che non sono mancate in questi cinquant'anni fossero sincere, così come ci sono stati Papi (tutti forse quelli postconciliari) che hanno da un lato incoraggiato il "mutamento" e dall'altro preoccupati hanno tentato di arginarlo. Non è contraddizione, è purtroppo normale rendersi conto di un pericolo solo quando se ne hanno gli effetti devastanti di fronte. Quelli che oggi denunciano che siamo un paese in dissesto idrogeologico sono gli stessi che per decenni hanno permesso di costruire nei letti dei fiumi.

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  40. Redécouvrir le "Luther catholique" ?

    A quoi pouvait bien servir ce petit jeu futile, et même idiot, puisque, aussi bien, Luther n'EST PAS resté catholique ?…

    Ou s'agissait-il de répandre un peu plus de confusion dans les pauvres têtes catholiques, déjà passablement déboussolées par plus de quarante années de divagations post-conciliaires ?

    On se moquait autrefois des théologiens qui discutaient, paraît-il, sur le sexe des anges.

    Ici, avec Luther-catholique-pas catholique, on est dans rien d'autre, pour parler en bon français, que dans "l'enculage de mouches" — une expression que Luther, volontiers truculent, même dans ses sermons, n'eût pas, j'en suis sûr, désavouée.

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  41. io penso che, nel valutare cio' che i papi han fatto o no, TUTTI i papi, non dobbiamo mai dimenticare il loro essere come tutti noi soggetti a quelle influenze che tutti riceviamo, dai nostri genitori e parenti, dalla scuola ed insegnanti, dalla situazione sociale ed economica, nonche' storica, nella quale cresciamo.
    Sse e' vero, per esempio, che Roncalli, giovane studente, rimase molto affascinato da un Padre che poi fu condannato come modernista, forse, dico forse, rimase in lui il desiderio, se fosse diventato qualcuno nella Chiesa, di tentare di riabilitare quell' uomo.
    Cosi come l' esperienza delle due guerre, fu anche cappellano militare, potrebbe aver cresciuto in lui, in modo anche irrazionale, il desiderio di far di tutto per unire, per raggiungere la Pacem in terris.
    Forse si accorse, alla fine, che indire un concilio era stato un errore, ma a quel punto non ebbe il tempo, o. forse non fu aiutato, acambiar rotta...
    Per BXVI credo che essere cresciuto sotto Hitler, quindi aver subito la guerra, esser stato prigioniero degli alleati, e quindi esser diventato adulto nella germania distrutta fisicamente emoralmente, dev' essere stato pesantissimo. Da un lato aver coscienza del grande passato tedesco lo portava ad inorgoglirsene- si, anche di Lutero, per cio' che ha significato, per es. per lo sviluppo della lingua - dall' altro un continuo chiedersi se ugia' nel passato non fossero ravvisabili i germi del male...
    le tragedie del novecento hanno segnato secondo me me in modo indelebile i nostri papi, da Pio xi a BXVI ed in fondo anche Bergoglio.
    C'e' la Fede, piu' omeno profonda, la dottrina, piu' o meno ben assimilata, c'e' l' esperienza di vita e pastorale, ma c' e' anche il carattere, l' animo, il modo di essere uomini - o non uomini- prima ancora che papi.
    E c' e' anvhe stata il desiderio di non passare alla storia come il papa sotto il quale c' e' stato un altro grande scisma d' occidente...
    Rosa
    PS: io ho anche criticato avolte tra me e me BXVI o non l' ho difese da chi lo criticava, ma dall' 11 febbraio 2013 continuo a chiedergli dentro di me perdono.

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  42. Cara Rosa,
    i tuoi 'distinguo' sono pertinenti e comprensibili e servono a spiegare le cause di alcune dinamiche e atteggiamenti che sono determinate dalla cultura e dalle situazioni oltre che dal temperamento.
    Tuttavia le nostre osservazioni non sono giudizi sul pontefice come uomo, ma sulle idee che invera nella Chiesa e che forgiano i credenti col suo Magistero.

    Personalmente, fin dalla sua elezione e per molti aspetti anche prima, ho sempre ammirato l'uomo Ratzinger e non solo lo studioso e il teologo, ma anche il Pastore, per alcuni suoi insegnamenti davvero incandescenti.

    I distinguo sono arrivati strada facendo e non me lo fanno amare di meno. Non giudico, passo al vaglio ciò che accetto e ciò su cui ho perplessità o addirittura riserve, perché non corrisponde a quanto ho ricevuto e assimilato nella Chiesa. Ovviamente non in termini soggettivi, ma in rapporto al Magistero perenne.

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  43. Cara Rosa,
    i tuoi 'distinguo' sono pertinenti e comprensibili e servono a spiegare le cause di alcune dinamiche e atteggiamenti che sono determinate dalla cultura e dalle situazioni oltre che dal temperamento.
    Tuttavia le nostre osservazioni non sono giudizi sul pontefice come uomo, ma sulle idee che invera nella Chiesa e che forgiano i credenti col suo Magistero.

    Personalmente, fin dalla sua elezione e per molti aspetti anche prima, ho sempre ammirato l'uomo Ratzinger e non solo lo studioso e il teologo, ma anche il Pastore, per alcuni suoi insegnamenti davvero incandescenti. Per non parlare della sua delicatezza e del suo stile.

    I distinguo sono arrivati strada facendo e non me lo fanno amare di meno. Non giudico, passo al vaglio ciò che accetto e ciò su cui ho perplessità o addirittura riserve, perché non corrisponde a quanto ho ricevuto e assimilato nella Chiesa. Ovviamente non in termini soggettivi, ma in rapporto al Magistero perenne.

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  44. cara MIc,
    capisco cosa intendi, ma cio" che volevo dire e' che e' molto difficile, credo anche per un papa, porsi di fronte alla Dotrina, al Magistero perenne e non comprenderlo e viverlo prescindendo completamente dal proprio vissuto.
    Se Pietro non fosse stato un pescatore aramaico in eta' piu' che adulta, cresciuto sulle rive del lago di Tiberade, per cui gia' andare a Gerusalemme era un' avventura, avrebbe forse cosi' insistito sulla circoncisione, alla quale paolo, giovane ebreo dell diaspora, cresciuto in un grande citta' cosmopilita e gia' cittdino romano, era dispostissimo a rinunciare ?
    Nel Medioevo era pou' facile, perche' tutto il mondo era cristiano, non secolarizzato. Dal 1500, invece, la secolarizzazione e' anadata crescendo, ed oggi e' piu' difficile, molto piu' difficile aderire completamente al Magistero, anche per i papi. PREGARE, PREGARE, PREGARE, per noi e loro. Che soprattutto vogliano accogliete TUTTA la Catolicita', passata e presente, e TUTTI i cattolici, inclusi i cosiddetti tradizionalisti.
    OT: Rorate coeli riprende il testo di Pio XII ai gesuiti, traducendolo dall'italiano, e citano appumto la fonte, cioe' Chiesa e postconcilio. Fara' piacere a Latinista ed all' amico brasiliano che ne chiedeva la traduzione dal latino, e del quale ora non ricordo il nome.
    rosa

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  45. Gentile Mic, scrivo per la primo volta sul suo blog che seguo regolarmente da un po’ di tempo. Preciso che riguardo a molti temi di cui voi trattate io non ho alcuna specifica conoscenza o competenza, però mi permetto di intervenire sulla notizia propalata dalla radio vaticana in lingua tedesca e rilanciata qui da H. Poirot come se fosse oro colato. Io seguo il magistero di papa Benedetto da circa cinque anni, da quando cioè ho scoperto la sua grandezza leggendo un suo piccolo libro che mi era capitato per caso tra le mani: Perché sono ancora nella chiesa. Quella lettura per me è stata illuminante sotto molti aspetti e da allora ho cominciato a leggere i testi di Joseph Ratzinger e articoli che parlassero di lui e della sua attività intellettuale e pastorale. Per farla breve, papa Benedetto è divenuto il mio maestro spirituale; posso affermare senza ombra di dubbio che se in me vive la fiamma della fede, se ho compreso cos'è la Chiesa, se la amo e accetto di farne parte, pur vedendone tutte le magagne, lo devo a Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Perciò mi fa molto male leggere o sentire notizie false come quelle riportate in questi termini da H.Poirot: "E' deceduta oggi (2 febbraio 2014) Sigrid Spath. Voleva convertirsi al cristianesimo ma dopo aver letto Ratzinger e essere stata consigliata da lui in persona é rimasta protestante !!!."Lei potrà fare molto di più per le due chiese rimanendo protestante." fu la commovente frase del tradizionalissimo...”

    Sono certa, anzi certissima, che questo è un falso, non so se creato dalla radio vaticana tedesca o se si tratta di una manipolazione successiva.
    Mic la prego, non accolga questa notizia, neanche con il beneficio del dubbio. Verifichi più approfonditamente e si accorgerà che non c’è niente di vero. Papa Benedetto- Joseph Ratzinger non ha mai fatto una dichiarazione del genere. È solo fango gettato su di lui e veleno inoculato in noi cattolici per confonderci e farci dividere ulteriormente. Mi scuso per la lunghezza e la ringrazio per l’ospitalità.

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  46. Se vi ammalate di qualche tumore, però, dopo le stronzate che dite, cercate almeno di avere il pudore non lamentarvene.

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  47. Ho letto che il re di Svezia Gustavo Adolfo VI ( + 1973 ), uomo coltissimo che si recava spesso in Italia per ricerche archeologiche, ebbe un incontro con padre Pio, dal quale uscì con il volto tutto luminoso. Non mi risulta che si sia convertito al Cattolicesimo... e allora? Butto giù un'ipotesi: rimanendo ufficialmente protestante, in un paese nordico che durante la Guerra dei Trent'anni aveva assestato colpi durissimi alla parte cattolica-imperiale, avrebbe potuto fare discretamente da ponte fra le due confessioni, come "cattolico in pectore". La sua antenata Cristina di Svezia ( personaggio peraltro molto discutibile,vedasi film con Greta Garbo ) figlia del re guerriero Gustavo Adolfo I, si era convertita al Cattolicesimo, ma aveva dovuto abdicare, trasferendosi a Roma, dove condusse vita non esemplare. Forse Il card. Ratzinger riteneva che la studiosa dovesse ben ponderare e maturare la sua conversione. Motivo ipotizzabile: quando uno è estremamente erudito ha molti più punti problematici di una persona culturalmente meno ferrata. La prima tedesca che prese la laurea in teologia cattolica ( compagna di corso di Ratzinger, che ammirava moltissimo, considerandolo come il più bravo di tutti ) figlia del primo presidente della Repubblica Federale Tedesca, si convertì al Cattolicesimo, forse per motivi di attrazione estetica-devozionale; dopo alcuni anni, già cattedratica di materie religiose, divenne una critica feroce dell'etica sessuale cattolica, a suo parere troppo restrittiva, e abbandonò la Chiesa sbattendo la porta. Forse Ratzinger nel caso di quell'altra studiosa-traduttrice si attenne al principio "adelante, Pedro, con jujcio!" ( vedasi anche il caso di Magdi Allam ).
    Il fatto di leggere il Lutero ancora giovane e cattolico può essere cosa del tutto normale per uno studioso che ha gli strumenti culturali per contestualizzare e fornirsi di "antidoti argomentativi"; rimane il fatto singolare che Ratzinger deve aver ottenuto in età precocissima il permesso di leggere libri all'Indice. Forse lo consideravano intellettualmente eccezionale già allora.
    Ricordo che gli eroici ragazzi della "Rosa Bianca" erano per lo più protestanti ( certamente i due Scholl ) ispirati da professori cattolici come il filosofo Kurt Huber e il musicologo Carl Muth, in un clima di confronto ad altissimo livello: ben altra cosa rispetto al dialogo delle pacche sulle spalle e del "volemose bene". Basta leggere il testo dei loro volantini.
    Aggiungo che uno straordinario esperto del protestantesimo moderno è... l'illustre e tradizionalista prof. Brunero Gherardini ( in gioventù, anche teologo-ciclista) ; prima ancora, durante decenni iniziali dell'800 negli ambienti culturalmente alti del movimento romantico-restauratore, specialmente a Monaco di Baviera, c'era stata una significativa convergenza fra cattolici e protestanti cattolicizzanti, come Schelling negli anni della maturità; che a Tubinga fiorì una scuola teologica uno dei cui frutti più significativi è il grosso volume della "Simbolica" di Adam Moehler, in cui con minuzia e rigorosità germanica sono messe a confronto ( senza annacquamenti e strani cocktails ) le dottrine ufficiali della Chiesa e quelle delle diverse confessioni protestanti ( Moehler credeva all'Inferno ed era favorevole al celibato dei preti! ).
    Succo del discorso: distinguiamo DIALOGO ( aperto a tutti, con lo scopo di evitare scontri "identitari", spesso duri o addirittura feroci, come appunto nel '500-'600 ) e CONFRONTO, riservato agli studiosi seri e adeguatamente ferrati.

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  48. Alla signora curatrice di questo blog

    Leggendo questo blog solitamente di prima mattina, vedo che c'è sempre qualcuno che ha da rimarcare le solite osservazioni, in pratia criticando quel che dicono gli altri, ponendo di fatto l'accento sempre sulla medesima questione: alcune cose, evidentemente, in questo blog, non si possono dire. E di ciò mi dispiaccio.
    Ho qualche difficoltà ad accettare che, ad esempio, non si possa sostenere che la situazione alquanto anomala in cui versa la Chiesa Cattolica da un po' di tempo a questa parte, perdipiù corroborata da elementi quantomeno significativi - parlo dello "status" anomalo del Papa emerito - venga connotata negativamente dalle solite persone, con gli argomenti che ripetono fino alla noia.
    Probabilmente, per queste persone, tutto procede nella norma. Liberi di pensarla in questo maniera; perfettamente legittimo sostenerlo.
    Lasciate però che noi lettori ci possiamo fare un'idea leggendo le argomentazioni di ciascuno, senza essere sopraffatti da questi "marchi" che ogni tanto vediamo comparire sul monitor.
    Per certune persone, evidentemente, questo nostro misero mondo è destinato a perpetuarsi all'infinito e nulla viene a turbare la pace e la concordia.
    Non so come questi cattolici vorrebbero definire certune verità "fantasiose" e un po' strane, come ad esempio la fine dei tempi, la resurrezione della carne, il Giudizio.
    Evidentemente, il modo in cui a queste verità "ridicole" si dovrà pervenire dovrà essere spiegato in tutt'altra maniera, tutta razionale: che tristezza!
    Ma, dico io sommessamente: per fortuna la Chiesa Cattolica è Romana: è vero, una città caotica, dove un po' di pioggia crea scompiglio. Ma dopo il caos, viene un raggio di sole a mettere a fuoco quel particolare cui non avevamo badato, soffia il ponentino, e i venti gelidi ultrapadani sono ricacciati.
    Certo, non tutto funziona a meraviglia. Ma il meccanismo di questo nostro misero mondo non può sempre girare alla perfezione, come un Baume & Mercier. Io, più modestamente, mi accontento di sapere che a mezzogiorno in punto - o quasi - si sente il botto del cannone dal Gianicolo.
    Saluti!

    RispondiElimina
  49. Caro lettore confortato dal puntuale botto del cannone del gianicolo come segno di stabilità anche delle dissolvenze che jnterpellano con puntualità le nostre coscienze di credenti, che dirle?
    Il non praevalebunt e la nostra fede nella maggior parte dei casi consente di fare delle diagnosi attendibili per una prognosi che, se molti elementi fanno apparire infausta, non viene mai separata dal rimedio Unico che ne garantisce un esito felice, per il quale c'è sempre un prezzo da pagare.
    Per scacciare i venti gelidi ultrapadani non basta un raggio fi sole o l'attesa rassegnata che cambi il vento. Al punto in cui siamo credo che preghiera e penitenza siano le armi più efficaci.
    Tuttavia identificare la malattia può meglio servire anche a questo.

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  50. Tuttavia le nostre osservazioni non sono giudizi sul pontefice come uomo, ma sulle idee che invera nella Chiesa e che forgiano i credenti col suo Magistero

    Le "idee" che ha inverato nella Chiesa Benedetto XVI, allora, non sono affatto modernistiche ma riformatrici.

    Benedetto XVI ha introdotto un "tema" che, per quanto sia rimasto solo nell'empireo, ha creato un problema ENORME al modernismo imperante nella Chiesa. La famosa "ermeneutica della continuità".

    A questa "ermeneutica" ha dato anche un fondamento. Ha dichiarato solennemente essere fondata SULLA TRADIZIONE. Le riforme, ha dichiarato, DEVONO basarsi sulla Tradizione ed essere lette da essa, consonanti ad essa. Il che CANCELLA le letture di Muller e simili, che invece inverano nella realtà dei fatti il "soggettivismo" progressista sganciato dall'oggetto-Rivelazione. Cosa che Benedetto NON FA, visto il criterio di riforma che ha dichiarato.

    Anche questo è un FATTO. E non è una speculazione. Questo criterio non esisteva nemmeno nell' "empireo", prima di Benedetto XVI. E questo criterio è rimasto nell'empireo anche per la cattiva volontà di chi l'ha SOLO e UNICAMENTE criticato come INUTILE. Questo perché, lo ripeto, nella Chiesa di oggi la Disputa Teologica non viene più raccolta da nessuno. Mentre era un costume Cattolico tradizionale!

    Quello che non riesco a "digerire" è che spesso si ESCLUDE A PRIORI, con la semplificazione "propedeutico al modernismo", lo stato di Crisi e di "unicità" di tale crisi in cui viviamo. Si parla della Crisi, ma si ragiona come se non ci fosse, e come se si fosse in tempi normali. In cui un Papa comanda, e i fedeli obbediscono.
    In questo caso la critica di modernismo pratico ai Pontefici post-conciliari sarebbe legittima pienamente.

    Le vicende dei Pontificati hanno invece messo in evidenza che l'Autorità del Papa NON E' PIU' RICONOSCIUTA. Anche questo è un fatto! Da Paolo VI in poi, il crescendo di insubordinazione GENERALE è evidente.

    E' vero, dunque, che nella Chiesa è stabilito il modernismo. Ma non è vero che il modernismo sia stato ATTUATO ATTIVAMENTE dai Pontefici post-conciliari. I quali, invece, hanno cercato di STERZARE verso letture Tradizionali del Concilio, anche se rimanendo nell'Empireo.

    Lo ripeto: il modernista cambia la fede dal di dentro. Ma non contraddice se stesso, riportando il timone a dritta.

    Quello che credo, alla luce di quello che vedo, è che nella Chiesa esiste una "contro-chiesa" Occulta (ma ormai nemmeno troppo), alla quale i 3/4 della Gerarchia obbedisce di fatto. A tale contro-Chiesa si deve il modernismo imperante. A tale contro-Chiesa i Papi non hanno avuto la forza di resistere.

    La "colpa" dei Papi è stata la desistenza. Ma anche in questo caso non possiamo conoscere fino in fondo il perché di tale desistenza. Anche se indizi ce ne sono.

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  51. la vicenda del ragazzo greco04 febbraio, 2014 08:53

    Vi lascia indifferenti?
    Come disse qualcuno è stata colpa sua?
    Per la cronaca, aggiungo che, il suicidio non fu immediato.
    La fine della pratica religiosa.
    Anni dopo, causa/scopo matrimonio, riuscì a diventare cattolico, ma senza fede.
    Quando si uccise, aveva pure un figlio

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  52. Stefano,
    mi pare di essere stata molto chiara.
    È inutile girarci intorno. Negli insegnamenti di Ratzinger/Benedetto troviamo punti luminosissimi e nutrienti.
    Ma basta un punto chiave, ineludibile: il sovvertimento del concetto di tradizione, la cui continuità risulta abilmente e sottilmente trasferita dall'oggetto Rivelazione al soggetto Chiesa e nel suo divenire non storico ma storicistico.
    Fonte: la conciliarità determinata dalla formazione renana sotto la veste ancora romana risulta innegabile dal suo stesso testamento spirituale (discorso ai sacerdoti 14 febbraio 2013), che ancora mi pesa come un macigno.

    Ignorare questo significa non rendersi conto di cosa è davvero accaduto e rende possibile ciò che continua ad accadere: l'arbitraria prassi a-teoretica senza spiegazioni e il Magistero liquido che ci fa camminare sulle sabbie mobili a causa di atti e parole del tiranno (nemmeno più travestito da pastore) di turno...

    Inutile raccontarsi favole. Guardiamo in faccia la realtà, anche se fa molto male, ma con fiducia e senza giudizi sommari (Rosa docet) e partiamo da qui.

    Certo umanamente sembra resti da fare ben poco. Ma quel poco che possiamo (informazione testimonianza promozione resistenza) lo faremo, nel Signore, anche se è evidente che - al punto in cui siamo - la preminenza ce l'hanno preghiera e penitenza.

    RispondiElimina
  53. Cara rosadeldeserto, sottoscrivo il tuo commento, non mi dilungo perchè ho già detto quel che penso, sono molti a mettere nella bocca di Benedetto XVI, parole e perfino pensieri che mai ha detto e avuto, sanno che Benedetto non risponderà. Quando era in esercizio attivo lo hanno massacrato riversando su di lui tonnellate di fiele, ora che si è ritirato, a parte gli incessanti, subdoli e anche perfidi paragoni con il suo successore, si continua a insultarlo e a servirsi di lui, con fini per certo non luminosi.
    A che pro questi continui attacchi, questa palese mancanza di rispetto, non lo so.
    Si può discutere della sua opera teologica e del suo Pontificato, si può non condividere il suo pensiero e la sua azione, ma lo si fa troppo spesso con un`aggressività fuori luogo.
    Che poi la sezione tedesca di Radio Vaticana abbia ripreso una frase che avrebbe detto quella signora, non mi stupisce affatto, non è la prima volta che la serietà e l`oggettività di quella sezione lasciano a desiderare, anche prima della rinuncia di Benedetto XVI.
    Ti tingrazio, rosadeldeserto, per la tua testimonianza, anche se ogni esperienza è unica, siamo in molti e molte a condividere i tuoi pensieri e sentimenti.

    RispondiElimina
  54. Vi lascia indifferenti?
    Come disse qualcuno è stata colpa sua?


    Non ci lascia indifferenti. Nell'esposizione dei fatti, quella persona appare vittima di questo andazzo malsano.

    Ma cosa possiamo fare oltre che pregare per Lui - di cui solo il Signore può giudicare il cuore e la storia - e denunciare i principi malsani che intaccano la nostra Fede?

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  55. A che pro questi continui attacchi, questa palese mancanza di rispetto, non lo so.

    Hpoirot non mi pare che si diverta ad attaccare. La sua esperienza lo porta a sottolineare con vigore e convinzione ciò che noi diciamo in maniera più soft e rispettosa ma che, con tutto il rispetto e l'affetto per la persona di Benedetto e non per sua esclusiva responsabilità, risulta tra gli elementi all'origine della situazione presente della nostra Chiesa.

    Qui non stiamo distribuendo responsabilità o formulando giudizi e neppure vogliamo mancare di rispetto alle sensibilità altrui che comprendiamo e sotto molti aspetti sono anche le nostre (le mie di sicuro).
    Stiamo tuttavia esaminando, con seria e dolente consapevolezza, le cause dell'attuale grave crisi, anzi della "passio Ecclesiae". E dunque cerchiamo di orientarci distinguendo la terra ferma dalle sabbie mobili. Tutto qui.

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  56. Dante Pastorelli su Raffaella blog04 febbraio, 2014 10:20

    Ottimo articolo.
    Un ordine fiorente di vocazioni che sceglie il biritualismo, alla Curia o ad alcuni cardinali progressisti o proni ai voleri d'una cricca modernista, dava molte preoccupazioni. Basti leggere come i neocat e i modernisti più assatanati reagiscono su blogs un tempo gloriosi.
    Il p. Bruno aveva firmato una lettera contro il comportamento del Visitatore, ma poi ha accettato d'esser uno dei capi del nuovo corso: doppio gioco? Boh!
    I numeri? Effimeri. Basti pensare che il famoso questionario del visitatore conteneva domande assurde come: la Messa Antica esprime la dottrina del Vaticano II? La domanda avrebbe dovuto essere: il Vaticano II esprime la stessa dottrina su cui si fonda la messa Antica? E i frati del terzo mondo, cosa avran mai capito nelle capziose domande del visitatore?
    Una pagina oscura e drammatica della Chiesa. Ma la Verità prima o poi diverrà evidente a tutti. E i frati dispersi per tutto il mondo, obbedienti rinunciano a scrivere, ad insegnare, come loro richiesto dal commissario cappuccino, che è membro di un ordine in disfacimento numerico (soltanto?)

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  57. Stefano,
    mi pare di essere stata molto chiara


    Anche io credo di essere stato chiaro.
    Quello che dici sul "soggettivismo conciliare" che sposta il fondamento della Chiesa è vero. Ma non è vero che è stato promosso dai Papi, men che meno da Benedetto XVI. Infatti la sua idea di "soggetto-Chiesa" che si sviluppa, non verte sul cambiamento perenne ed indefinito della FEDE DELLA CHIESA. Infatti Benedetto dice questo: "In questo modo, esso [il Concilio] viene considerato come una specie di Costituente, che elimina una costituzione vecchia e ne crea una nuova. Ma la Costituente ha bisogno di un mandante e poi di una conferma da parte del mandante, cioè del popolo al quale la costituzione deve servire. I Padri non avevano un tale mandato e nessuno lo aveva mai dato loro; nessuno, del resto, poteva darlo, perché la costituzione essenziale della Chiesa viene dal Signore e ci è stata data affinché noi possiamo raggiungere la vita eterna e, partendo da questa prospettiva, siamo in grado di illuminare anche la vita nel tempo e il tempo stesso. I Vescovi, mediante il Sacramento che hanno ricevuto, sono fiduciari del dono del Signore.Sono "amministratori dei misteri di Dio" (1 Cor 4,1); come tali devono essere trovati "fedeli e saggi" (cfr Lc 12,41-48). "

    Il problema, lo ripeto, è identificare IN UN UNICO ELEMENTO il "male" nella Chiesa. Invece la Realtà ci parla di una situazione complessa, multiforme e determinata da più fattori. Non ultimo la crisi di Autorità e l'ammutinamento oggettivo della maggioranza della Gerarchia Cattolica.

    Quello che tu chiami "testamento spirituale" di Benedetto XVI invece ha più di un elemento controverso. Molte delle cose da lui dichiarate in quel "testamento spirituale", contraddicono anche la sua stessa formazione di teologo, molti dei suoi scritti di dottore privato e di Papa.
    Bisognerebbe inserirlo nel contesto più ampio della sua "Rinuncia", che abbiamo visto essere molto poco chiara.
    Oppure questo significa "chiudere gli occhi su una realtà dolorosa"?

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  58. Hpoirot non mi pare che si diverta ad attaccare

    A me pare di si. Non mi metto a sindacare sulle sue intenzioni, che possono essere le migliori del mondo, ma un preconcetto ideologico lo vedo eccome. Anzitutto dal fatto che la notizie che ha dato non è del tutto veritiera. Anzi, direi che è stato distorta. E questo per amore di Verità, non per difendere qualcuno.

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  59. non mi diverto per niente! non chiedo altro che poter dire sole del bene, in tutta coscienza, di un papa.

    ma con BXVI ne faccio chiaramente una questione di dovere. dovere cattolico di denunciare i suoi errori. nessuna soluziona alla crisi finché non si saranno giudicate per qualmlo che sono decine di affermazioni (anche magisteriali) dei papi che secondo alcuni di voi avrebbero tenuto saldamente la fede durante la tempesta.

    Capisco che chi segue BXVI da qualche anno possa avere la reazione di rosadeldeserto, chi come me lo segue da ormai 30 anni non puo più tacere! Sono passato anch'io molto tempo fa' dalle posizioni di rosadeldeserto e ho anche fatto di tutto di tornarvi in occasione degli accordi.

    PS - se volete proprio essere vedovi/e di qualcosa siatelo della sana dottrina cattolica... non di Ratzinger!

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  60. Ma non è vero che è stato promosso dai Papi, men che meno da Benedetto XVI.

    In effetti il soggettivismo - in nuce - è contenuto nel concilio, ma il discorso della ermeneutica della 'continuità', così come è stata applicata nel post-concilio, raggiungendo il suo culmine in Bergoglio, lo ha esplicitato a chiare lettere Benedetto XVI nel suo discorso del 22 dicembre 2005, al quale mi riferisco.

    Finché non l'ho letto e non mi sono resa conto di ciò che intendeva, ci avevo creduto anch'io alla favola dell'"ermeneutica della continuità" (sempre proclamata e mai dimostrata come chiedeva Gherardini e tanti con lui) versus la "ermeneutica della rottura" negata da Benedetto.

    Poi in quel discorso ha ben esplicitato a cosa si riferisce la "continuità", arrivando perfino a sostenere che i martiri (che sono morti per fedeltà a Cristo e non ad un ideale astratto o ad un principio) : "sono morti anche per la libertà di coscienza e per la libertà di professione della propria fede”.

    Su questo ho scritto:

    "...sembra estremamente pericoloso questo rovesciamento di fronte che induce ad interpretare gli eventi del passato con le categorie odierne. Non vorrei fosse un effetto della “tradizione vivente in senso storicistico”, centrata sul presente e le sue contingenze e che non solo oltrepassa il passato senza tener conto dell’eodem sensu eademque sentenzia; ma, addirittura, anziché interpretare il presente alla luce del dogma rivelato, reinterpreta anche il Magistero perenne alla luce di quello transeunte e trasferisce la sua contingenza al Dogma svuotandolo di tutta la sua pregnante e feconda vitalità che è la stessa in tutte le epoche.
    [...] L’affermazione “risultava non abbandonata la continuità dei principi” è una dichiarazione generica non suffragata da analisi e conseguenti sintesi definitorie dei principi non toccati dalle novità, i quali, invece, risultano erosi in questo (libertà religiosa) come in molti altri casi (es. Gaudium et spes, nel cap. IV - 9 sulla svolta antropocentrica)."

    Ora se la tradizione, invece, intende la continuità dell'oggetto e non del soggetto questo spiega tutto il resto. E questo nessuno lo aveva esplicitato così chiaramente, che io sappia, come Benedetto in quel discorso.

    Trovo strano che faccia così fatica a capire uno che dice di amare la tradizione e svicoli, nella sua dialettica, in altri meandri secondari, con lo stesso metodo dei modernisti.

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  61. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  62. Trovo strano che faccia così fatica a capire uno che dice di amare la tradizione e svicoli, nella sua dialettica, in altri meandri secondari, con lo stesso metodo dei modernisti.

    Io trovo strano leggere queste parole da te. E trovo strano che tu abbia saltato a piedi pari la citazione che ti ho fatto sopra, che non evidenzia affatto il soggettivismo di cui parli e che pure esiste ed è preponderante nella Chiesa. Anche in alcuni brani di alcuni documenti del concilio. Come non nega il fatto che la "libertà di religione" sia stata deformata dottrinariamente. Ma non nega nemmeno il fatto che lo stesso Benedetto XVI ha contestualizzato i documenti relativi a "quei tempi", e lui stesso ha criticato la GS, per esempio.

    Quello che faccio io è un discorso di INSIEME, ma sembra che da questo orecchio non vuoi sentire. E non capisco perchè

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  63. Mi pare di essere andata al cuore del problema, Stefano. Che poi questo significhi riconoscere la parte che Ratzinger ha avuto in tutto questo e trovare, nelle sue parole, la spiegazione di quel che succede, bisogna guardarlo in faccia, con dispiacere e senza svicolare.

    Nell'intervento che precede ho tirato fuori altri elementi che dimostrano la complessità della questione, non esauriscono l'analisi e alla fine distolgono dal cuore del problema che ho evidenziato prima.

    Bisogna fermarsi lì e partire da lì, prendendone atto nonostante faccia male al cuore e all'anima.
    E non è un attacco a Benedetto XVI ma l'affermazione della verità.

    E piantatela col sentimentalismo e con la papolatria nei confronti di chiunque sia indirizzata!
    Nessuno attacca o demonizza Ratzinger o Bergoglio, entrambi frutto della loro cultura e del loro tempo.

    Il problema è che i Papi di un tempo riuscivano a uscire dalla loro 'periferia' qualunque essa fosse e ad universalizzare e oggettivizzare il loro pensiero da porre come guida dei credenti.
    Dal concilio in poi, è la soggettivizzazione periferica a prevalere e ora sembra aver raggiunto il suo culmine che penso ulteriormente ingravescente.

    E ci può cadere chiunque e possiamo caderci anche noi, se non adoriamo e non ci fondiamo nel magistero perenne.

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  64. Quello che faccio io è un discorso di INSIEME, ma sembra che da questo orecchio non vuoi sentire. E non capisco perchè

    Non è che non lo voglio sentire.
    Devo comprenderlo meglio. Perché in realtà non mi convince.

    Anche quello che ho fatto io è un discorso che, pur basato su un punto focale, incide sull'insieme e mi sembra rilevante e molto: è la spiegazione di tutto.
    La tua citazione, invece, è fumosa e va interpretata. Cosa che al momento mi riesce ostica ma a cui non mi sottrarrò.

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  65. E piantatela col sentimentalismo e con la papolatria nei confronti di chiunque sia indirizzata!

    Io non sto facendo nessun sentimentalismo, e piantale tu di fare insinuazioni che non trovano nessun riscontro!

    Non sono mai stato "papolatrico" e tu dovresti saperlo meglio di chiunque!
    Cerco di rimanere equilibrato e di analizzare la realtà nel suo insieme. Quello che ho scritto verte i fatti che stanno sotto il mio naso. E non mi pare che tu li abbia smentiti, se non deviando su questi presunti elementi sentimentali o papolatrici che non stanno da nessuna parte.

    Ho scritto che la realtà mostra un problema multiforme, non identificabile in un solo elemento. Se questo vuol dire essere papolatrico allora lo sono!

    Ho fatto una citazione CHIARA di Benedetto ed ho evidenziato nel discorso su cui tu stessa ti stai basando fondamenti non SOGGETTIVISTI. La differenza tra me e te è che voglio risolvere ragionevolmente le contraddizioni, cercando le PROVE di ciò che mi si dice. Non mi accontento semplicemente del "e modernista" d'ufficio.

    Il modernista non contraddice il modernismo.

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  66. Anonimo del 02 febbraio 201404 febbraio, 2014 12:54

    Quel mio indicare una possibile spiegazione delle somiglianze (e delle differenze) tra le persecuzioni di due personalità, è stato reputato offensivo per pie orecchie? (in questo caso occhi).

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  67. Stefano,
    ne ho fin sopra i capelli. Scusami non lo dico a te personalmente. Ma francamente mi sembra una situazione paradossale, alla Orwell. È dura da gestire ma ancor più da vivere.

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  68. Anonimo del 2 febbraio,
    qui non ci sono "pie orecchie", ma a furia di 'somiglianze' buttate lì anonimamente e di questioni di lana caprina, si rischia di dare - e di far dare - i numeri....

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  69. Stefano,
    ne ho fin sopra i capelli


    Anche io. Te lo assicuro

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  70. PS - se volete proprio essere vedovi/e di qualcosa siatelo della sana dottrina cattolica... non di Ratzinger!

    Voi cercate un partito da prendere, io no. Voglio solo stare nella Chiesa VERA, quella invisibile per ora. Ma voglio farlo nel MODO GIUSTO. E questo MODO ce lo insegnano i SANTI.

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  71. Esatto Stefano, i santi come S.Atanasio che resistette a papa Felice II fino ad essere condannato, esiliato e sbattuto fuori dalle chiesa a cui non aveva più accesso. Proprio come oggi qualcun altro...

    Oggi come oggi, voglio dire con la terribile confusione che ci sovrasta, non si puo' stare nella Chiesa ...senza prendere partito.

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  72. Voi cercate un partito da prendere, io no. Voglio solo stare nella Chiesa VERA, quella invisibile per ora. Ma voglio farlo nel MODO GIUSTO. E questo MODO ce lo insegnano i SANTI.

    Nostro compito non è difendere l'indifendibile ma mostrare la verità. E se lo facciamo con carità e semplicità, è quello l'unico "modo" che conta.

    Il "prendere partito" di cui parla Hpoirot non significa optare per una fazione piuttosto che per un'altra, ma assumere una posizione ben definita senza se e senza ma.

    Chi è che diceva "Il vostro parlare sia Si Si No No"?

    e siamo costretti a fare dei 'distinguo - fin troppi - è perché stanno cambiando le carte in tavola!
    E' questo il vero problema. E sembra siano in pochi a rendersene conto.
    Davvero vien da dire. Invece di discutere, facciamo, preghiamo, ecc.
    Ma io ancora non me la sento di arrendermi. Finché potrò.
    Cercherò di farlo con più essenzialità.

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  73. Forse alcuni non si rendono nemmeno conto di essere nimby e di difendere solo il proprio orticello o l'idea della propria posizione, per me che sono molto distante da tanti punti di vista mi pare che si discuta su cose che ora non hanno ragione di essere sviscerate più di tanto, è passato, ora non c'è il papa di prima ci sono altri problemi poi, in tutta sincerità, qui ci sono tante persone che hanno personali latrìe per altri papi o membri della cc d'antan, il mondo è cambiato, in peggio, per carità, ma va avanti, se verso il baratro lo sapremo presto, ma accapigliarsi per motivi futili non mi pare il caso, siamo realisti, il re è nudo e la cc non esiste più, ognuno fa i propri comodi, io non so se sotto Pio XII i preti fossero meglio o peggio, non c'ero, ma so che sotto Paolo VI ne hanno fatte e ne fanno ancora di tutti i colori, infischiandosene bellamente di papi o vescovi, quindi cerchiamo di conservare i Vangeli e ciò che dicono, non le interpretazioni ad personam, qua dalle parti mie è notte fonda e adesso escono dossier su certi sacerdoti che hanno gestito fondi illegalmente, alla Scarano per intenderci, preghiamo, ma devo dire che questa situazione mi porta lontano, sono schifato da queste lotte di potere e non credo nel deus ex machina da Baires. Lupus et Agnus.

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  74. Chi è che diceva "Il vostro parlare sia Si Si No No"?

    Quello stesso Signore ci chiede anche di essere Furbi.

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  75. ma assumere una posizione ben definita senza se e senza ma.


    ...per quanto mi riguarda, l'ho assunta. E i "ma" e i "se" non ci sono. Ma questo non significa, PER ME, rinunciare all'equilibrio e alla possibilità di fare chiarezza. Altrimenti si passa da una posizione netta, dal parlare chiaro, al parlare RADICALE

    E con questo, per quanto mi riguarda, chiudo. Ho tediato abbastanza

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  76. Benedetto è odiatissimo dai progressisti e criticato pure da certo Tradizionalismo, per me è il più grande papa del post concilio, se poi si estrapolano sue parole (magari anche di decine di anni prima) per dire che tanto è un modernista uguale agli altri e fuori dalla FSSPX non c'è cattolicesimo né salvezza, io non condivido e personalmente, con tutto il rispetto che ho per la FSSPX, penso che sia una posizione perdente e fallimentare
    John

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  77. Stefano, guardi che lei dice molte cose vere, ma non riesce a vedere le cose vere dette da altri, mi pare.
    Io penso che di fronte ad un qualsiasi uomo, pure il più santo della terra, che ci inducesse in errore o confusione, dovremmo sempre essere pronti a dire:

    "Amicus Plato sed magis amica Veritas."

    perchè la Verità, non ce lo scordiamo è Nostro Signore in persona, che è Verbo di Dio, che ci ha rivelato il Volto del Padre, e dovremmo testimoniarlo pure se tutto ilmondo si mette contro di noi con qualsiasi minaccia, lusinga o ricatto,

    Per questo concordo con le cose dette da Mic in questo post. E' Dio stesso, cioè Gesù che ci parla sempre col suo Santo Vangelo quando dice:

    Sono venuto a portare non la pace, ma una spada....In una casa d'ora in poi saranno madre contro figlia ....
    Chi ama suo padre, sua madre suo figlio.....più di me, non è degno di me.


    La cosa che più ci costa fatica (e dolore dell'anima difficile da raccontare, perchè va a toccare l'orgoglio che è al fondo di noi, causa peccato originale, radice che ricresce sempre fino alla nostra morte carnale, come ben sapevano i santi) è non tanto rinunciare ai desideri dei sensi, ma soprattutto alle nostre idee preconcette, alle quali siamo appasionatamente attaccati.
    Spesso per i santi questa è la prova più dura con cui il Signore forgia le anime: staccarle da quell'ego che si manifesta nelle oopinioni molto radicate. Molti ecclesiastici cresciuti all'ombra del concilio, da cui sono stati letteralmente allattati, non riescono appunto a staccarsi da quell'affetto morboso ad un falso insegnamento che ha connotato di vaghi sogni pseudo-eroici di gran-rinnovament-pentecoste ecc.) la loro gioventù formativa:
    direi quasi quella
    fantasia al potere

    (lei non la ricorda, troppo giovane)
    di cui favoleggiava la contestazione globale: questo mito ha travolto la Chiesa ancor prima che la società.
    Ed essi (quanti? migliaia, + i loro allievi dei seminari oggi 30-40enni, tutti più o meno filocarismatici e progressisti d'ogni tendenza) non riescono ad amare il Signore che è Verità, (spesso dura ma fonte di Vita) e rinunciare al gicoattolo-cv2 e alla favola della continuità tra cv2 e Tradizione, che è solo una FAVOLA.
    Il concilio apre le porte a tutte le eresie, perchè ha abbassato il ponte levatoio (il rigore dottrinale definitorio, con annessi anatemi contro eretici, di 19 secoli prec.) per far entrare il nemico principale della Chiesa: relativismo+ecumenismo+indifferrentismo+dialoghismo= modernismo= eresie veccchie e nuove scatenate senza più freni ad incantar le masse di 2 generazioni.
    Per finire, diceva: i Santi.
    Essi ci insegnano che è meglio OBBEDIRE A DIO piuttosto che agli uomini, inziando dagli Apostoli di quel giorno della S. Pentecoste 33 d.C. quando essi si recarono in sinagoga a testimoniare Gesù Crocifisso e risorto, senza paura del martirio, e convertirono migliaia di ebrei.
    I Santi sono pronti al martirio sia morale che fisico, per non tradire Cristo Vero Dio, Verità eterna, neanche in una virgola della sua Dottrina, che viene dal Padre Celeste.
    I santi non accettano compromessi neanche minimi sulla Verità,, c ome i martiri rifiutarono di offrire un solo GRANELLO d'incenso all'imperatore, per aver salva la vita.
    E qui siamo di fronte all'IMPERATOR CONCILIO V2, se non si è ancora capita la situazione.

    PS Gesù non ci dice affatto di essere furbi (poi con la maiuscola!) bensì PRUDENTI, il che è molto diverso:
    prudenti di fronte a satana e alle sue lusinghe di PIACERE al mondo più che a LUI.

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  78. John,
    anch'io lo credo il più grande Papa del post-concilio. Ma ciò non mi impedisce di vedere, insieme a molte luci e qualità, le insidie moderniste dovute alla sua formazione e travasate nell'esperienza ecclesiale.
    E non l'ho fatto con parole estrapolate (come poteva essere il discorso, abbastanza futile, sulla traduttrice luterana), ma su principi.
    Comunque quel discorso - che poteva essere OT - aveva ripreso un'interpretazione, forse forzosa, di Radio Vaticana resa tuttavia possibile proprio nella congerie di grande confusione (falso ecumenismo in questo caso) in cui siamo immersi.

    Ratzinger non ne è l'unico responsabile, ma è con le conseguenze dell'inquinamento modernista che stiamo facendo i conti.

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  79. Il discorso 2005 è il manifesto del pontificato, di cui il discorso 2013 è il sigillo. Benedetto XVI è stato evidentemente coerente. Probabilmente si è anche ritirato perché ha preso atto che la sua ipotesi di "ermeneutica della continuità” non è stata presa sul serio (e come poteva?).
    Ero un grande ammiratore del card. Ratzinger, ho gioito quando è stato eletto salvandoci dalla sciagure Bergoglio-Maradiaga. Ma ho dovuto arrendermi all’evidenza.
    E questo agitare la complessità da parte di Stefano78 non sta in piedi: non è affatto vero che le cose siano così complesse da costringerci a sospendere il giudizio rinunciando a capire gli sviluppi sin troppo prevedibili che sono seguiti. In breve: la strategia di Benedetto di tenere quiete le acque facendo passare il nuovo umano come di origine divina (è questo il senso dell’ermeneutica della continuità) è fallito.
    i tradizionisti hanno rialzato la testa, un ordine intero si stava lentamente e acutamente posizionando con loro. I lefebvriani stavano per venire riaccolti, suscitando l’ira dei giudei talmudici (“o noi o loro”, il loro ricatto).
    Ed ecco la decisione: basta compromessi, chi è contro il Concilio Vaticano II deve sparire … mentre chi profana i sacramenti viaggia indisturbata. Fuori Benedetto, dentro il papa non-papa. Non giriamoci attorno: la chiesa cosiddetta progressista (intesa come l’insieme degli ecclesiastici modernisti) è una anti-Chiesa dato che vuol inculcare una religione che può fare a meno di Rivelazione, dogmi, sacramenti.
    Sta ai Christifideles salvare il depositum fidei con la preghiera, la testimonianza e quel poco di azione che è possibile in assenza di guide pastorali sante ed energiche. Stiamo attendendo che qualche eminenza abbia il coraggio di rialzare la testa e sia capace di scuotere via da sé il giogo del massonismo e del cripto-giudaismo che si tenta di far passare come la versione aggiornata e purificata (!) del Cristianesimo. Insomma il diavolo fa e bene il suo mestiere, e sagaci, operativi e determinati sono i suoi seguaci, debitamente ricompensati con 30+ denari. Stimata dottoressa Rosa: non stiamo combattendo l’eminentissimo telogo (Dio lo mantenga in salute e grazia), ma le potenze dell’aria. Quindi niente scrupoli o rimorsi fuori luogo.
    Per parte mia, ricordo la delusione nell’ascoltare G23 sulla luna; anni dopo, al ritorno alla pratica religiosa, il disagio nel leggere le frasi antropocentriche contenute nella Redemptor hominis, infine la presa di distanza netta da alcuni immotivati mea culpa di Giovanni Paolo II nel 2000 davanti alla porta santa, richieste di perdono che d’un sol colpo gettavano nella geenna centinaia di libri apologetici, sacrificati sotto la pressione di centri di potere molto mondani. Infine il dover prendere atto del modernismo di Ratzinger. E pensare che ha passato anni a difendere Giovanni Paolo II e il suo prefetto dai periodici attacchi di un gruppo che definire modernista è eufemistico (erano catechizzati da workshop mensili, talora presieduti dal futuro cardinale addetto alla cultura), visto che non c’era eresia condannata che da loro non fosse professata. Questo potrebbe sembrare dar ragione a chi sostiene che la realtà è complessa. Invece sono da elogiare la moderazione ed alcune difese della fede dei due papi, tanto quanto bisognava evitare di seguirli nel loro neomessianismo fondato sulle sabbie mobili del Concilio Vaticano II.

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  80. PS - se volete proprio essere vedovi/e di qualcosa siatelo della sana dottrina cattolica... non di Ratzinger!

    Queste, caro Hpoirot, sono le battute controproducenti e assolutamente fuori posto, frutto di un animo TROPPO acceso.
    Segnale di un'apologetica che perde di efficacia perché non prende a schiaffi in faccia la menzogna ma gli interlocutori.

    Io sono fuori causa, perché non appartengo alla categoria dei difensori ad oltranza, ma mi dà fastidio questo tipo di approccio.

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  81. Mic, ma io sono personalmente d'accordo con te, non nego la possibilità di alcune divergenze rispetto a Benedetto, ma ci tengo solo a sottolinearne anche le tante luci (come anche tu fai) e contesto le posizioni di certo tradizionalismo per cui tutti i papi del post concilio sono uguali. Solo una persona cieca o ideologizzata può dire che Ratzinger e Bergoglio sono identici, l'unica cosa che hanno in comune è che sono due papi validi e legittimi, punto.
    John

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  82. E diciamo la verità scomoda, GP2 ha molto viaggiato, ma non ha mai regnato, ha demandato tutto alla potentissima curia ed al suo 'fedele' segretario che può essere accomunato a Gabriele in quanto a fedeltà, poi non affrontiamo la questione dei perdoni pubblici su cui l'allora card, non era affatto d'accordo e che presentò pure le dimissioni, naturaliter rifiutate, sottaccio per carità di patria l'uso dei soldi dello Ior per operazioni non proprio limpide, tutt'altro, ma non dimentichiamo la Dominus Jesu che fece arrabbiare tantissimo tutti gli ecumenici ed oltre e che era opera del prefetto, non certo del papa che però la difese nonostante tutto, poi si può dissertare sui non funzionamenti e gli stop and go del pontificato benedettiano, ma lui è stato il papa migliore del postconcilio, errori e grandiosità di insegnamenti e di discorsi annessi e connessi, mi piacerebbe che qualcuno indicasse qualche volta la luna, non solo il proprio dito puntato, forse un giorno si saprà la verità o forse mai, ma lasciamo che i morti seppelliscano i morti e non azzanniamoci fra noi, ogni giorno ha già la sua pena, non aggiungiamone altre....Lupus et Agnus.

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  83. "ma lui è stato il papa migliore del postconcilio"...

    ... alla fine dei conti credo che su questo tu abbia ragione caro L.et A.

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  84. Anch'io ho gioitotantissimo per Ratzinger, che avevo cominciato a conoscere proprio con la Dominus Jesus. e credevo che, sotto la sua evidente dolcezza, ci fosse un carattere molto forte, prussiano alla Bismarck, non bavarese alla Ludwig (e' un paargone pet capirci, non fraintendetemi). E dicevo anche: fa bene a non prendere troppo di petto le cose, per he' se no, rischia la guerra- e questo lo dicevo per mie esoerienze personali.Pero': se NON vuoi andare ad Assisi, NON ci vai. Ti ci porteranno a forza? non credo sarebbero arrivati a tanto.
    Non sei d' sccordo con alcune parti di alcuni documenti del CVII? lo dici, ANZI! emani una bolla, un motu proprio, usando la tua autorita' da papa e da grande teologo.
    Non nomini certi vescovi, ne' certi arcivescovi o cardinali-OS, capisco a chi ti riferisci- e che succedera' mai? Faranno due inteviste a Kung e Martni, una pu' , una meno che significhera'...Ed invece...
    Ripeto: ora mi pento e mi dolgo di averlo criticato- io critico i papi da quando avevo10-12 anni, Paolo VI regnante - e darei non so cosa per sveglairmi, e dire: ah, che brutto incubo, Benedetto abdicava, invece e' ancora li
    Rosa
    PS: stop con le vedove/i: siamo tutte/i sposate/i, credo felicemente. Semmai ORFANI

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  85. È vero cara Rosa.

    Stop con le vedove.
    Siamo tutti orfani...

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  86. siamo, infatti, tutti orfani di padri autorevoli che c'insegnino, ci guidino, ci speghino, chiariscano i nostri dubbi, ci dicano Bravo quando lo meritiamo e Cattivo quando sbaliamo, ma poi ci aiutino a superare l'errore, il momento di debolezza, con un buffetto ed una carezza. Non abbiamo bisogno di compagnoni con cui ridere, scherzare magari prendersi una sbronza, forse perchè "c'abbiamo un'età".
    E poi io, personalmente, orgogliosamente, laureata, specializzata e pure "masterata", voglio sentire uno che parli l'Italiano, preghi in Latino, faccia le omelie, come Dio comanda.Dicesse pure le più grandi eresie, ma che almeno lo si capisca, senza interpreti, spiegazioni, chiarimenti, comunicati stampa (Ma Lombardi, quando lo pensionano?).
    Scusate lo sfogo.

    Rosa

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  87. Ho conosciuto Ratzinger dalla Dominus Jesus e io mi sento non soltanto orfana ma anche una vedova inconsolabile! Anche da cardinale aveva bisogno di molte preghiere, le colpe erano sempre le sue, ma questo è forse il destino dei grandi della chiesa?
    Che tristezza leggere tutte queste critiche, tutti i giorni c'è una pena.
    Neri

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  88. ecco, visto che le vedove ci sono?

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  89. Beh, visto che ci sono c'è spazio anche per loro...

    E vedo che ci sono anche le vedette, ben vigili ;)

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  90. E ci sono pure gli orfani come me, visto che è il Papa della mia vera conversione al cattolicesimo...
    John

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  91. Perchè orfani? Benedetto XVI non è morto. È il Papa orante.

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  92. Giusto, Luiz papa Benedetto è vivo e prega per noi e per la Chiesa che vedo sempre più in acque tempestose, io non sono una vedova, e non mi pento di aver trovato nella cc un motivo per esserci grazie a lui ed ai suoi insegnamenti, forse è stato un po' troppo prudente, ma lo azzoppavano appena accennava ad un pronunciamento forte e poi in tutta verità non poteva sconfessare un concilio accettato da altri papi, al massimo, se lo avessero lasciato fare, poteva limare alcune cose, ma con la nuova aria che tira.....2 ultime cose, mancano 2 firme pesanti, 1, quella di AS sul decreto di beatificazione, l'altra quella di BXVI su quello della santificazione di GP2, meditiamoci su........Lupus et Agnus

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  93. Benedetto e' vivo, e prega per noi, lo so. Con"orfani" intendevo non solo non sentire piu' le sue omelie e discorsi, ma, piu' in generale, non avere una figura alta, di riferimento, una guida nel marasma, una persona che si assume le sue responsabilita' , che non ha pura di esporsi, che dice le cose come stanno, e non come si vorrebbe che fossero.Lupus, che significa sto discorso delle firme, chiariscilo una volta per tutte, se non publice, almeno private( rosaroccaforte@hotmail.com)
    Rosa

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  94. @ Rosa è andato su molti blog, non sto a far nomi, il decreto di beatificazione di GP2 non fu firmato dal suo ex segretario di stato e da altri 2 card. di cui non si sa il nome, quello di santificazione non fu firmato da BXVI e fu causa di un furente faccia a faccia con l'attuale decano dei cardinali e forse fu anche concausa delle dimissioni, è stato riportato anche da vaticanisti, non è un segreto di stato. Lupus et Agnus.

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  95. Aggiungo anche, sempre per Rosa, se ti ricordi bene la frase molto antipatica del segretario Stas sul fatto che GP2 era rimasto sulla croce mentre BXVI era sceso.....prova ad indovinare il perché di quella uscita....Lupus et Agnus.

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  96. ma perche' sodano non firmo' il primo decreto, beatificazione, ed invece voleva far firmare il secondo, santificazione? non capisco
    Rosa
    pS: speriamo che Ganswein sia meglio dei segretari dei papi precedenti

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  97. Rosa il perché della non firma non lo so, ma la seconda si capisce benissimo, una volta eletto il suo candidato di sempre riprende lo show di piazza, ma adesso non so se la strategia funzionerà, la Ue ha votato alla bulgara leggi antiomofobia, l'Onu incombe , ora vediamo se il vdr ha la stessa spina dorsale che BXVI aveva in abbondanza e che i detrattori gli hanno sempre negato.....Georg ha giurato fedeltà a Ratzinger usque ad effusionem sanguinis finché lui è ancora vivo, poi non so, sai segretari ne sono passati tanti, l'ultimo....beh, laissons tomber.Lupus et Agnus.

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  98. Lupus,
    dalle reazioni, come dire, un po' sorprese ed impacciate, sembra che non se l'aspettavano proprio il comunicato dell'ONU. MA come, abbiam fatto tutto quel che c'era da fare, eliminato il rompi...ed i suoi "amici", aperto le casseforti, scelto "er mejio" su piazza dopo Obama, ed ancora ci fate casino ? Oh, mio Dio, cos'altro dovremo fare (il tutto da pronunciarsi con il birignao o con un tono alla Vendola adirato)
    Rosa

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  99. Si quisiera ser malo....dovrei dire che i nodi prima o poi vengono al pettine, ma mi dispiace soprattutto perché neanche questo riconoscono a BXVI, gli sforzi sovrumani per cacciare da solo contro tutti tipi come maciel e soci......almeno lui ci ha sempre messo la faccia anche se non c'entrava, ma ora 'chi sono io per giudicare' sta diventando un epitaffio e non un epinicio, non posso dire di essere felice , in fondo la cc è dove stiamo anche noi, magari sulla panca in fondo....Lupus et Agnus

    RispondiElimina
  100. Epitaffio invece che un epinicio...complimenti, Lupus et Agnus
    Rosa

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  101. "magari sulla panca in fondo"

    http://www.repubblica.it/esteri/2013/03/22/foto/papa_francesco_seduto_tra_i_fedeli_durante_la_messa_per_i_dipendenti-55162203/1/

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  102. magari sulla panca in fondo....

    E' un "lessico familiare" che si è instaurato sul blog di Raffaella.
    Rappresenta il disagio sempre crescente dei fedeli più attenti a partire da questo pontificato. Per cui c'era chi pian piano si avvicinava alle ultime panche, poi all'ultima, per finire sul sagrato e così via...
    Insomma c'è chi si sente estraniato.

    Oggi la vera "periferia" (ammesso che la considerino persino tale) è la tradizione com'è stata concepita per duemila anni.

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  103. Io avevo usato quest'altra

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/05/la-chiesa-dei-poveri-una-novita-molto.html

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