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lunedì 6 aprile 2015

Buon Lunedì dell'Angelo! Sanctissimus Pius XII cantat Praefatio Paschalis

Ricordiamo, insieme ad un caro amico:
Gli Angeli hanno vegliato sulla Tomba che custodiva il Corpo Martoriato di Cristo. Un Angelo è rimasto nel Santo Sepolcro ad annunciare la sua Resurrezione! Oggi festeggiamo quell'Angelo che sempre custodisce la nostra fede nella Resurrezione e nelle Redenzione operata dal Verbo Incarnato. Allelluja! Buon lunedì dell'Angelo!
E rimaniamo nel clima spirituale di stupore e gioia della Santa Pasqua con questo prezioso documento da non perdere. Un Sommo Pontefice che rubricat et cantat nella lingua della Chiesa Universale.
Vere dignum et iustum est, aequum et salutare: Te quidem, Domine, omni tempore, sed in hoc potissimum die gloriosius praedicare, cum Pascha nostrum immolatus est Christus.
Ipse enim verus est Agnus, qui abstulit peccata mundi. Qui mortem nostram moriendo destruxit et vitam resurgendo reparavit. Et ideo cum Angelis et Archangelis, cum Thronis et Dominationibus, cumque omni militia caelestis exercitus, hymnum gloriae tuae canimus, sine fine dicentes.
Sanctus, Sanctus, Sanctus...

20 commenti:

  1. Eh, fa venire i brividi. E molto fa riflettere circa l'attuale abominio della desolazione o, se vogliamo più modernamente, il mistero dell'iniquità imperante. Pio XII Magno Santo Immediatamente.

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  2. RAOUL DE GERRX6 aprile 2015 12:17

    Un chant d'une beauté surnaturelle…
    Comme le "Pastor angelicus" portait bien son nom !
    Comme je suis heureux d'avoir été enfant sous son Règne !

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  3. Perchè salga all'onore degli altari deve cessare il non placet del Sinedrio...

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  4. Il problema, Anonimo 12:27, è che oggi il Sinedrio non è più composto solo dai "fratelli maggiori"...

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  5. Ma anche da chi, Mic ?

    Pensare quanti ne ha salvati...forse è per quello...meno salvati, più soldi da gestire per le potenti associazioni pro vittime...
    Rr

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  6. ma anche dai servi dei fratelli maggiori
    Trizz

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  7. Il Prefatio è lo stesso della Messa di oggi, come pure la Sequenza.

    Questa la Sequenza:

    Victimæ paschali laudes immolent Christiani.
    Agnus redemit oves: Christus innocens Patri reconciliavit peccatores.
    Mors et Vita duello conflixere mirando: Dux Vitæ mortuus, regnat vivus.
    Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?
    Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis,
    angelicos testes, sudarium et vestes.
    Surrexit Christus spes mea: præcedet suos in Galilaeam.
    [Credendum est magis Soli Mariae veraci Quam Judaeorum Turbae Fallaci.]
    Scimus Christum surrexisse a mortuis vere: Tu nobis, victor Rex, miserere.
    Amen. Alleluia.

    Alla vittima pasquale, si innalzi il sacrificio di lode,
    l'Agnello ha redento il gregge, Cristo l'innocente ha riconciliato i peccatori col Padre.
    Morte e Vita si sono affrontate in un duello straordinario: il Signore della vita era morto, ora, regna vivo.
    Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via?
    La tomba del Cristo vivente, la gloria del risorto;
    e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le vesti;
    Cristo mia speranza è risorto e precede i suoi in Galilea.
    Siamo certi che Cristo è veramente risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi.
    Amen. Alleluia.

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  8. Gentile Maria Gurini,
    le rinnovo gli auguri di Pasqua. Ho letto un po' il libro che ha da poco fatto stampare e ho trovato qualche passo che non mi convince tanto.
    Mi sono dunque permesso di farne una critica e spero che la cosa non susciti la sua antipatia.

    Qui c'è il link: http://traditioliturgica.blogspot.it/2015/04/approccio-psicologico-o-spirituale-cosa.html

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  9. Pietro C.,
    una critica sincera e che mette in campo le sue ragioni non può suscitare la mia antipatia. Tutt'al più può suscitare il mio impegno nell'approfondire.
    E mi è di stimolo per farlo. La ringrazio per questo.
    Me ne prenderò il tempo e svilupperò quanto lei ha evidenziato.
    In ogni caso, come già esplicitato nell'introduzione, non ho scritto un trattato di liturgia, ma un piccolo saggio che riafferma le ragioni della Santa e divina liturgia Tradizionale e, soprattutto, la fedeltà cattolica al Santo Sacrificio che 'passa' attraverso la Croce, ma non si ferma lì.
    Lei ha estratto col bisturi un frammento; ma in quel frammento c'è il cuore della realtà, che impegna spirito mente e corpo insieme, permeati del succo di duemila anni di storia, che è improprio ridurre al devozionismo e alla psicologia. Ci ha già provato anche Ratzinger; ma non mi ha convinta.
    E quel frammento ci porterà più lontano

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  10. Comunque, Pietro C.,
    la invito a leggere quel che pubblicherò domani sulla S. Messa del card. Siri.
    Per quanto ha detto nel suo articolo, che comunque tocca piani diversi, ne riparleremo.

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  11. Stephen Neville6 aprile 2015 19:56

    L'articolo del Sig. Pietro C. mi lascia perplesso. In primo luogo, tacciare di "dolorismo" l'accento posto dalla Chiesa - non solo da uno o più teologi - sulla Passione di Nostro Signore, mi sembra una generalizzazione fuori luogo, che scade addirittura nel mal gusto quando si associa il pensiero di una persona teologicamente formata, che di teologia (non di psicologia) ha sempre scritto, addirittura a Mel Gibson.

    Non mi sembra un'argomentazione razionale, ma piuttosto uno sparare nel mucchio il cui scopo non comprendo. Sarà che la croce è "scandalo per i giudei, stoltezza per i greci".

    Si rimprovera poi la Dott.sa Guarini per non fornire documenti sul fatto che la Chiesa ha sempre censurato quel che viene definito, in questo contesto, "dolorismo". Chiedere dei documenti in questo senso sarebbe come chiedere dei documenti che provino che sia vero che la Chiesa abbia svolto, nel córso della sua esistenza, attività missionaria. O che l'acqua bollisca a cento gradi Celsius. I documenti ci sono, citarli significherebbe tacciare di idioti i lettori.

    Infine, quando leggo l'espressione "religiosità psicologica", mi sembra di tenere aperto di fronte a me un testo di Feuerbach, e lascio perdere. Non sono certo gli psicologi o i teo-sociologi che possono dare lezioni di spiritualità a gente preparata teologicamente. Credo che non solo l'autrice del libro, ma tutti i frequentatori di questo blog siano pienamente consapevoli della differenza tra emozione (che serve a poco, o semmai serve ad abbassare il livello della fede, come purtroppo sanno quanti la vogliono minare alle fondamenta), sentimento (che è nobile ma insufficiente) e spiritualità. Tanto è vero che questo blog, mi sembra, ha sempre combattuto perché questa distinzione rimanesse ben chiara.

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  12. Egregio Pietro C.,
    lei ha mai pianto, sentendo un canto di Sant'Alfonso? Ha mai versato una lacrima pensando alle sofferenze del Redentore?
    MIA MADRE Sì. Quelle lacrime le hanno fatto guadagnare tanti meriti. Ne sono certo.
    Lei adesso tirerà in ballo la psicologia. Faccia pure. Io la raccomando alle preghiere di mia madre. Forse solo all'altro mondo saprà quanto valore aveva ed a quante grazie, lei, con questo suo approccio "composto" ha chiuso la porta. Detto ciò, debbo ricordare che, entrambi i modi di giudicare l'oriente cristiano, diffusi tra i tradizionalisti, ovvero TANTO l'oriento-filia, quanto il latino-centrismo, sono entrambe esagerazioni da fuggire. PERò, A QUesto punto, se davvero c'è tanta "misura" in Oriente, verso le sofferenze di Gesù (e non mi risulta), debbo dire che il "latino-centrismo" mi sembra più giustificabile di quanto avessi sempre pensato.

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  13. RAOUL DE GERRX6 aprile 2015 21:15

    Encore à propos de Pacelli…

    Comparer ces images :

    https://www.youtube.com/watch?v=TZTl59mmNEI#t=19

    avec celles-ci :

    http://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A619-Picking.htm

    Que dire de plus ?

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  14. RAOUL DE GERRX6 aprile 2015 21:58

    A propos de ce qu'a écrit Pietro C.

    J'ai sous les yeux, en permanence, sur ma table, une gravure ancienne de saint Bernard serrant contre son cœur les instruments de la Passion.

    Ce n'est pas l'amour de la souffrance pour la souffrance (qu'on l'appelle "dolorisme", "sado-masochisme" ou tout ce qu'on voudra) qu'évoque cette image fameuse de l'abbé de Clairvaux, popularisée par tant d'artistes du passé, mais l'amour du Christ jusque dans la pire, la plus extrême souffrance, celle de l'Innocent, du Juste cloué à la Croix pour la rémission de nos péchés, amour du Christ auquel se sont identifiées, au cours de l'histoire — et ne cessent de s'identifier de nos jours —, tant d'âmes patientes et compatientes, souvent des femmes d'ailleurs, généralement plus sensibles que les hommes à la détresse d'autrui, depuis sainte Véronique jusqu'à Thérèse Neumann, en passant par sainte Lydwine de Schiedam et beaucoup d'autres…

    Ces âmes saintes ne nient pas la Résurrection. Ce n'est pas leur "dolorisme" qu'elles expriment ainsi, c'est leur AMOUR PASSIONNÈ, leur GRATITUDE et leur RECONNAISSANCE, qu'aucun mot ne pourra jamais exprimer, amour dont notre sainte Mère l'Église a toujours accueilli l'expression parfois excessive avec piété et charité et qu'elle a magnifiquement traduit dans plusieurs de ses offices liturgiques.

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  16. L'espressione "macelleria sacra" è ributtante. Così come l'assimilare la profonda spiritualità cattolica e cristiana dei Santi a psicopatologie è odiosa.
    Questo conferma i danni fatti dallo scisma e dalle eresie degli "ortodossi" orientali con la loro mentalità e con il loro abuso dei Padri della Chiesa letti con lo stesso metro di lettura usato dai protestanti quando leggono il Vangelo: il rifiuto del Magistero.

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  17. Il dolorismo è la ricerca del dolore fine a sé stessa. La meditazione dei dolori di NSGC nella loro tremenda realtà è fonte salutare di Grazia. La partecipazione alla Passione di NSGC è fonte di meriti per sé e per gli altri (sì anche per gli altri, concetto rifiutato dalla mentalità egocentrica acattolica). Per quanto riguarda le mortificazioni corporali devono assolutamente essere nei limiti di una giusta misura e sempre in obbedienza al direttore spirituale per evitare peccati di orgoglio.

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  18. Poi i digiuni "orientali", che sono da ammirare a scanso di equivoci, non sono certo meno dolorosi di pratiche di penitenza "latine", magari più "appariscenti". Non mi si venga a dire che lo spirito è diverso. E' invece lo stesso ed è magnificamente espresso dal prefazio quaresimale del rito romano.
    Il culto della Passione di NSGC è perfettamente equilibrato ed ortodosso, in piena armonia con l'insegnamento apostolico e di tutta la Tradizione.

    Oppure gli scismatici credono per assurdo che una crocifissione sia un supplizio di lieve entità oppure, molto più probabile, rifiutano implicitamente e nei fatti la Santa Umanità di NSGC.

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  19. Pietro C.,
    per rispetto alla sua persona le dico il perché non passo i suoi due lunghissimi commenti.
    Non voglio concludere questa discussione con una lunga diatriba sulle differenze tra spiritualità orientale e occidentale.
    Mi sono note le leggi spirituali e quanto dei "padri" lei richiama.
    La differenza tra lei e me - mi consenta - è che io non ho bisogno di disprezzare, attraverso sue degenerazioni, la spiritualità orientale (che non conosco a fondo ma abbastanza da apprezzarne e riconoscerne alcune inestimabili ricchezze) per esaltare la cattolicità occidentale nella quale sono strutturata. Oggi la crisi e la degenerazione è quella che è: la vedo la vivo, la soffro e la offro; ma la Realtà è ben altra ed è quella che noi conosciamo viviamo e riaffermiamo.
    E non posso e non voglio permettere che un mistero così grande e proprio in questi giorni (stat Crux dum volvitur orbis: passaggio ineludibile per la Creazione nuova nella Risurrezione), oltre che dagli scempi modernisti, sia oscurato anche dalle sue esternazioni.

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