Pagine fisse in evidenza

lunedì 13 aprile 2015

Il Papa ricorda gli armeni. E la Turchia richiama l'ambasciatore

Il prezzo del parlar forte e chiaro.

La denuncia di Papa Francesco del "genocidio armeno" scatena un caso diplomatico tra Vaticano e Turchia. Il governo di Ankara si è detto "molto irritato" per le parole del Santo Padre e sta valutando l'ipotesi di richiamare il proprio ambasciatore. Una protesta clamorosa che rischia di complicare non poco anche il già faticoso percorso di avvicinamento tra la Turchia musulmana e l'Unione europea. Già nel giugno 2013, da poco salito al Soglio pontificio, Francesco aveva stigmatizzato il dramma degli armeni.

L'accusa di Papa Francesco - "La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo» che "ha colpito il vostro popolo armeno - prima nazione cristiana -, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi". Così il Papa aveva salutato in mattinata i fedeli armeni prima della messa celebrata nella Basilica di San Pietro, per il centenario del "martirio" armeno con il rito di proclamazione a dottore della Chiesa di San Gregorio di Narek. Una denuncia che ha offerto la possibilità al Pontefice di allargare lo sguardo agli altri stermini di massa in nome della religione, "come quelli in Cambogia, in Ruanda, in Burundi, in Bosnia. Eppure sembra che l'umanità non riesca a cessare di versare sangue innocente". Il riferimento è a un avvenimento storico spesso rimosso o sminuito dalla storiografia ufficiale turca: deportazioni, torture ed esecuzioni avvenute tra il 1915 e il 1916 ad opera dell'Impero Ottomano ai danni della minoranza armena che secondo l'Armenia provocarono 1,5 milioni di vittime, "solo" 300mila per Ankara.

La Turchia richiama l'ambasciatore - La reazione del governo turco è durissima. Ankara ha convocato il nunzio vaticano Antonio Lucibello comunicandogli che le autorità turche sono "profondamente dispiaciute e irritate" dalle parole del Papa. La Turchia ha poi deciso di richiamare il proprio ambasciatore presso la Santa Sede Kenan Gursoy. Il vice ministro degli Esteri Levent Murat Burhan ha lamentato le dichiarazioni "di parte e tutt'altro che accurate" di papa Francesco, spiegando che la Turchia non capisce perché il Pontefice faccia una "gerarchia" tra le sofferenze dei musulmani e quelle dei cristiani. E ancora, al nunzio è stato fatto presente come le parole di Francesco "creino una perdita di fiducia nei rapporti bilaterali" cui "la Turchia certamente risponderà". Secondo il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, le dichiarazioni del Papa "sono lontane dalla realtà storica e legale, non possono essere accettate". Secondo il ministro le autorità religiose non dovrebbero "incitare al risentimento e all'odio con affermazioni infondate". [Fonte: Libero 12 aprile 2015]

16 commenti:

  1. Si può anche dire la verità per sbaglio, come fece Ratzinger a Ratisbona. Si scoprirà la vera linea politica del Papa da come in seguito reagiranno gli ambasciatori: con o senza accomodamenti o correzioni.

    RispondiElimina
  2. qUESTO ATTO giusto, ovvero il chiamare con il giusto nome il "GRANDE MALE" di cento anni fa, purtroppo, fa passare in sordina la proclamazione a dottore della Chiesa di un eretico, quanto meno materiale.

    RispondiElimina
  3. Invito a vedere il film "La masseria delle allodole" dei fratelli Taviani, come sempre bravissimi, dal tomanzo di Antonia Arslan (ian), che si trova su YouTube. Presenta nei termini più crudi l'uccisione dei maschi armeni e la terribile marcia verso la morte delle donne.

    Credo che questa volta papa Bergoglio abbia fatto una mossa giusta: ha parlato chiaro e forte, mantenendosi a un livello di alta moralità universale, più che di polemica "partigiana". Qualcosa che richiama il modo di porsi di Pio XII.
    Mi fa piacere che il governo turco si sia adombrato: finalmente si comincerà a giocare a carte scoperte; si vedrà fino a che punto potrà spingersi l'onestà intellettuale del mondo islamico. E dire che qualche anno fa si voleva far entrare la Turchia nella Comunità Europea...

    RispondiElimina
  4. Non c'è paese medio-orientale, più laico della Turchia, e non c'è istituzione in Turchia più laica dell'esercito. Tanto laica che la stessa costituzione di Ataturk, predeve e conferisce ESPLICITAMENTE all'esercito il potere, il DOVERE, il compito e l'incarico di, ove un partito religioso (ovviamente, in quel contesto, religioso vuol dire islamico, ma, in astratto vale verso ogni religione) vinca le elezioni, compiere un colpo di Stato, proprio per difendere tale laicità. E l'esercito lo ha fatto, almeno nel 1979. Ebbene, il contingente turco nella Guerra di Corea, non solo fu essenziale per la sconfitta dei cinesi, intervenuti a fianco dei Nord-Coreani, ma è stato causa ed origine della RIVITALIZZAZIONE dell'antico ed asfittico Islam coreano. Anzi, della sua diffusione anche al di fuori delle poche tribù (guarda caso di etnia turco-tartara) che lo professavano già.

    RispondiElimina
  5. Non penso che ci saranno molti italiani che si cruceranno perchè la Turchia fa fatica ad entrare in Europa, anzi speriamo non ci entri mai o anzi, ancora meglio, che ne usciamo noi da questa Europa apostata succhiasoldi.

    RispondiElimina
  6. segnalo M. Blondet su effedieffe sul genocidio armeno

    Anna

    RispondiElimina
  7. Alessandro Mirabelli13 aprile 2015 18:04

    Chapeau al vdr. Diamo a Bergoglio quel che è' di Bergoglio. Che parli anche chiaramente come ha fatto ieri anche al prossimo sinodo.

    RispondiElimina
  8. Da ciò che scrive Blondet, la shoah sembrerebbe la nemesi del terribile genocidio degli armeni.

    RispondiElimina
  9. Blondet di solito è ben documentato. E tuttavia il governo turco non mi pare abbia assunto posizione sull'accaduto. Se ci sono precise diverse responsabilità perché non lo fa?
    E, comunque stiano la cose, le riserve sulla Turchia in Europa ci sono e ci restano tutte!

    RispondiElimina
  10. Il genocidio armeno vide morire centinaia di migliaia di cristiani, per lo più uomini, per opera soprattutto degli attivisti del movimento dei "giovani turchi" (che ricorda la mazziniana giovine Italia), dei nazionalisti con idee modernizzanti e de-islamizzanti.

    La "scusa" era che gli armeni affluivano nell'esercito russo, nemico dei turchi. I nazionalisti seppero coinvolgere anche i curdi islamici nell'eccidio dei cristiani armeni, ma è difficile attribuire all'islam (come religione) le colpe maggiori.
    Chissà perchè oggi il Mufti parla come se avesse la coda di paglia...

    In compenso le marce della morte videro coinvolti ufficiali dell'esercito tedesco in collegamento con l'esercito turco, laicissimo e fedele ad Ataturk, il padre della patria e rinomato massone.

    Il laicismo è il cancro che non si riesce a denunciare, anche perchè dietro c'è il grembiulino che pare sempre ingrassare. Il grembiulino che detesta il dogma, tutto vuol mutar nel relativo, chi ha certezze è un integralista; dialogar s'impone, e ogni fede un'opinione, là dove il masson conquista.

    RispondiElimina


  11. "Si può anche dire la verità per sbaglio, come fece Ratzinger a Ratisbona"..

    Ma LOL , meno male che c'è Michele u prufessore , ah ah

    RispondiElimina
  12. Attenzione, Anonimo 19.26, che Ataturk arriva dopo, a genocidio bell' e che fatto.
    Che alcuni gruppi di nazionalisti armeni trescassero con i Russi, o combattessero con loro, è vero, ma già in passato c' erano stati dei " pogrom"( uso il termine per capirci), in almeno due occasioni prima della Grande Guerra.
    Suggerisco di leggere l' articolo di Blondet
    Rr

    RispondiElimina
  13. @ Anonimo 19.26 Un ufficiale tedesco si sentì
    in dovere di documentare la marcia degli Armeni verso la morte con fotografie scattate a suo rischio e pericolo. È uscito anche in Italiano un libro che le riporta.

    RispondiElimina
  14. Intanto il solerte card. De Paolis difende il vdr dalle accuse del governo di Ankara.....che velocità e che zelo, sembra di essere tornati indietro ai tempi del discorso di Regensburg di Papa Benedetto, anche allora fu un coro di voci a sostegno del papa.......ma forse ricordo male....

    RispondiElimina
  15. OT 2 notizie al volo, la prima la chiesa povera e dei poveri spende 3 milioni di euro per il padiglione all'Expo.....complimenti, si vede che nonostante la parresìa e l'ostentato pauperismo di facciata, si possono buttare soldi a palate in cose non certo fondanti, la seconda è molto più brutta, anche se c'era da aspettarselo, le 200 studentesse rapite l'anno passato in Nigeria sono state uccise e seppellite in una fossa comune....,vediamo se il vdr dirà qualcosa all'udienza di domani.......quando l'occidente ottuso e tanatofilo si sveglierà non ci sarà bisogno di eutanasie di stato, ci penseranno altri...

    RispondiElimina
  16. Anonimo17.08: e quanto spende per il padiglione alla Biennale di Venezia ?
    Per L' EXPO: ma Qualcuno non aveva forse detto che " non di solo pane vive l'uomo uomo?"
    Bastava ed avanzava la copia della Madonnina all' ingresso.
    Rr

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.