Pagine fisse in evidenza

sabato 26 settembre 2015

Danilo Quinto. I frutti del Concilio Vaticano Secondo

Mentre il pontificato di Bergoglio tenta di demolire, giorno dopo giorno, attraverso gesti, parole, fatti e omissioni, la «celeste dottrina» - che è la rivelazione trasmessa da Gesù ai Suoi amici, gli Apostoli e da questi a «coloro che amano Suo Padre», come dice il Vangelo di Giovanni e che è divenuta Tradizione della Chiesa, sedimentandosi nel corso dei due millenni della sua storia nel «depositum fidei» – c’è chi ritiene che bisognerebbe attendere l’esito del prossimo Sinodo per dire qualche parola di Verità e, quindi, qualche parola cattolica. Gesù ha già «trattato» il ruolo che è proprio dei «sepolcri imbiancati» (Mt 23, 1-38). Non c’è alcun bisogno di attendere il Sinodo per raccontare e proclamare la Verità. Dai «tetti», come ha invitato a fare lo stesso Gesù.

Nell’intervento al Congresso degli Stati Uniti, Bergoglio ha sostenuto che «Il nostro mondo è sempre più un luogo di violenti conflitti, odi e brutali atrocità, commesse perfino in nome di Dio e della religione. Sappiamo che nessuna religione è immune da forme di inganno individuale o estremismo ideologico. Questo significa che dobbiamo essere particolarmente attenti ad ogni forma di fondamentalismo, tanto religioso come di ogni altro genere. È necessario un delicato equilibrio per combattere la violenza perpetrata nel nome di una religione, di un'ideologia o di un sistema economico, mentre si salvaguarda allo stesso tempo la libertà religiosa, la libertà intellettuale e le libertà individuali». 

Le religioni sono tutte eguali per il pontefice della Chiesa fondata da Gesù, che non è immune – come tutte le altre religioni - da «forme di inganno individuale o estremismo ideologico» e che, di conseguenza, corre il rischio del «fondamentalismo». L’opera impietosa e sagace di Satana, fa sì che ci ritroviamo un Pontefice che oltre a mettere sullo stesso piano tutte le religioni, disconosce la «pietra» sulla quale si fondano la religione e la fede cattolica, di cui egli è il primo difensore. La religione cattolica non è un’ideologia ed è impossibile che si trasformi in un’ideologia, perché è l’incontro dell’uomo con una Persona-Dogma. Per questa ragione, è l’unica religione che salva. Perché la santificazione è una grazia di Dio, alla quale l’uomo può collaborare mediante la sua fedeltà alla Grazia divina.

La Persona-Dogma è il Figlio di Dio, Gesù, ignorato – perfino mai citato - nei discorsi di colui che è il suo Vicario sulla terra. Dal Vangelo non risulta che il Figlio di Dio si sia fatto mettere in Croce per invitare gli uomini ad occuparsi dei cambiamenti climatici o della pace o del commercio delle armi. Anche se il mondo fosse pacificato o fossero debellate le armi o non vi fossero più poveri o tutti lavorassero o se la strategia di Obama riuscisse a diminuire le immissioni nell’atmosfera di anidride carbonica o se tutti fossero accolti – peraltro, come vorrebbe Bergoglio, senza alcun discernimento e non ponendosi alcun problema di sicurezza - il peccato nel mondo ci sarebbe sempre. 

Non vi sarebbe vera pace, quella che Gesù promette ai suoi amici nell’ultima cena: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). È la Sua pace. Una pace che il mondo non può dare: «Non come la dà il mondo, io la do a voi». È una pace che trascende quella del mondo, che è una falsa pace, apparente, illusoria, che convive con l’ingiustizia. Quella di Gesù è una pace che guarda al Cielo, al Mistero, a Dio. Non alle miserie e alle lusinghe della terra. Non è la pace della «felicità» - del «diritto alla felicità» - di cui parla Costituzione di origine massonica americana. È dialogo con Dio. È riconciliazione con Dio, dalla quale discende quella tra gli uomini. Insieme all’amore, alla gioia, alla pazienza, alla benevolenza, alla bontà, alla fedeltà, alla mitezza, al dominio di sé, la pace di cui parla Gesù è uno dei frutti dello Spirito Santo (Gal 5, 22-23). È «serenità della mente, tranquillità dell’anima, semplicità di cuore, vincolo d’amore, unione di carità; non può entrare in possesso dell’eredità di Dio chi non adempie il suo testamento di pace, né può vivere unito a Cristo chi se ne sta lontano dal cristianesimo» (De verb. Domini serm.). 

Di «questa pace» deve parlare il Papa, non di quella che interessa al mondo. Se il Papa parlasse e operasse per «questa pace», si renderebbe conto di quanto sia effimera quella pace «mondana» per quella sostiene di dover lavorare: «In questa prospettiva di dialogo, vorrei riconoscere gli sforzi fatti nei mesi recenti per cercare di superare le storiche differenze legate a dolorosi episodi del passato. È mio dovere costruire ponti e aiutare ogni uomo e donna, in ogni possibile modo, a fare lo stesso. Quando nazioni che erano state in disaccordo riprendono la via del dialogo - un dialogo che potrebbe essere stato interrotto per le ragioni più valide - nuove opportunità si aprono per tutti. Questo ha richiesto, e richiede, coraggio e audacia, che non vuol dire irresponsabilità. Un buon leader politico è uno che, tenendo presenti gli interessi di tutti, coglie il momento con spirito di apertura e senso pratico. Un buon leader politico opta sempre per "iniziare processi più che possedere spazi" (Esort. ap. Evangelii gaudium, 222-223)».

Gli «spazi» di cui si deve occupare il Papa sono quelli di Dio nell’anima dell’uomo. Non sono quelli che egli descrive: «I nostri sforzi devono puntare a restaurare la pace, rimediare agli errori, mantenere gli impegni, e così promuovere il benessere degli individui e dei popoli. Dobbiamo andare avanti insieme, come uno solo, in uno spirito rinnovato di fraternità e di solidarietà, collaborando generosamente per il bene comune». Il «benessere degli individui e dei popoli», così come lo «spirito di fraternità e di solidarietà», possono interessare i Gran Maestri delle logge massoniche, non colui che ha il compito sulla terra – per mandato divino – di salvare gli uomini dal peccato.

Non siamo tutti eguali. Nel mondo, ci sono coloro che credono nel peccato originale, nel Figlio di Dio che con la Sua morte e resurrezione ha offerto all’uomo che si converte la salvezza e gli altri. Coloro che non credono non si salvano. Vivranno pure la felicità terrena, ma non parteciperanno a quella eterna. Non saranno giudicati con i canoni del mondo, ma con quelli di Dio.

A questo proposito, il Papa afferma: «Ma c'è un'altra tentazione da cui dobbiamo guardarci: il semplicistico riduzionismo che vede solo bene o male, o, se preferite, giusti e peccatori. Il mondo contemporaneo, con le sue ferite aperte che toccano tanti dei nostri fratelli e sorelle, richiede che affrontiamo ogni forma di polarizzazione che potrebbe dividerlo tra questi due campi». 

Il bene e il male, che su questa terra esistono, sono stabiliti dai Dieci Comandamenti e da quello che ha insegnato Gesù a compimento delle norme dell’Antico Testamento. Queste sono le leggi per gli uomini di questa terra che vogliono salvare la loro anima. La suddivisione tra giusti e peccatori, la farà Nostro Signore, separando il «frumento» dalla «gramigna» e non è cosa che spetta agli uomini, ai quali però spetta riconoscere – e ricevere l’aiuto per riconoscere - il bene e il male, come Santa Romana Chiesa insegna da duemila anni. Le «ferite aperte» del mondo contemporaneo, solo se vissute in Gesù, sono strumento di salvezza. Altrimenti diventano motivo di disperazione e quindi di perdizione. Quelle ferite sono la «feritoia» dalla quale Dio entra in noi e ci fa Suoi figli.

Diceva il Santo Curato d’Ars: «Verrà un giorno in cui gli uomini saranno così stanchi degli uomini, che basterà parlare loro di Dio per vederli piangere». In attesa di «quel giorno» - pregando intensamente e con umiltà che venga presto - occorre solo tenere presente quanto disse la Madre di Nostro Signore a Fatima: «Non posso più trattenere a lungo il braccio della giustizia di mio figlio, che è già troppo pesante». Bastano queste parole per guardare alla Croce, aggrapparsi ad Essa e per destare un po' di sano timore di Dio rispetto a quello che accade e infondere un po' di coraggio? Quanto dovrà ancora soffrire e piangere Nostro Signore?
Danilo Quinto 

23 commenti:

  1. «Non posso più trattenere a lungo il braccio della giustizia di mio figlio, che è già troppo pesante».
    La Madonna lo disse a La Salette, esattamente 70 anni prima di Fatima.
    Se la misura era più che colma allora, figuriamoci oggi.

    RispondiElimina
  2. Se la misura era colma ed è colma, non basta sparare tre righe per ribadirlo fino alla nausea. Gli articoli non parlano solo di quel che è oltre misura e dei castighi che possono incombere, ma anche di chi e come potrebbe e dovrebbe intervenire, Deo adiuvante.

    RispondiElimina
  3. L'unico PONTE che il PONTEFICE ha il dovere di costruire è quello fra la terra e il Cielo....ma sembra sia il solo di cui non gli interessa occuparsi.

    RispondiElimina
  4. Paolo Pasqualucci26 settembre, 2015 17:11


    @ Giusto: chi "dovrebbe intervenire". Bisogna mettere sotto accusa il motu proprio nel Sinodo (proposta di De Mattei).

    Noi semplici fedeli il nostro "intervento" lo stiamo facendo da anni, con le nostre limitate forze, quelle di una piccola minoranza, contro la maggioranza che pensa solo al proprio tornaconto individuale e crede di gabbare anche il Padreterno.
    Al Sinodo dovrebbero intervenire, vescovi e cardinali decisi ad opporsi alla deriva montante. Che lo facciano ancor prima del Sinodo, non e' pensabile. Non solo contro le tesi di Kasper e compagnia arcobaleno al seguito, ma anche e soprattutto contro il motu proprio del Papa. IL Sinodo e' stato preparato (a quanto sembra) per esser solo cassa di risonanza di questo motu proprio, al dunque. Oppure, il m.p. ha gia' relegato il Sinodo nel ruolo di comprimario. Bisogna ammettere che la strategia di Bergoglio e' assai efficace, nel disarmare gli avversari. E poi: nessuna pubblicita', nessun documento finale, le eulogie in lode del motu proprio si sprecheranno.
    Ora nel m.p. si introduce, tra possibili (ed inaccettabili) motivi di nullita' lasciati alla valutazione del vescovo "la breve durata del vincolo"! Cosi'dopo pochi mesi due possono ottenenre la nullita' e poi risposarsi, e rifare la stessa cosa, un'altra volta? Ma questo non significa di fatto introdurre il matrimonio a tempo dei musulmani, e cioe' degli Sciiti? Sappiamo che quella setta pratica quell'istituto, esistente gia' nell'Arabia preislamica, tra i beduini. Adesso questo Papa aggiorna il cattolicesimo all'islam. Vedi un po' i frutti del dialogo.
    Ora, il m.p. non e' all'ordine del giorno del Sinodo. Ci vorrebbe pertanto un colpo di mano di una decisa minoranza che ne imponesse la discussione, imputandolo di grave attentato alla dottrina cattolica del matrimonio, cosa che in effetti e'. In caso di rifiuto, la minoranza dovrebbe abbandonare il Sinodo creando uno scandalo pubblico internazionale e chiedendo al Papa di dimettersi. Si tratta di mettere sotto accusa (in modo motivato) un documento del Papa, si capisce. Ebbene, dopo un motu proprio allucinante come quello sulla nullita' matrimoniale, cosa si aspetta? Se non ora, quando? Quando la mezzaluna sara' sulla cupola di S. Pietro

    RispondiElimina
  5. Prof. Pasqualucci,
    lei parla di pochi mesi, ma nel documento non e' stabilita la durate della brevità. Potrebbe voler dire ore, giorni, settimane, mesi, o anche anni. Forse non dopo 10 anni, ma dopo due magari si. Non ricordo dove ho letto che la maggior parte dei matrimoni che falliscono, falliscono entro appunto pochi mesi, due-tre anni al massimo. Comunque meno dei classici sette anni.
    Ma a parte la somiglianza ad una pratica sciita, si può, in un testo normativo, lasciare i termini cosi generici ed imprecisi, quindi ampiamente soggetti al giudizio soggettivo dei coniugi e del giudice, in questo caso il singolo vescovo? Per non parlare dell' eccetera.
    E poi in cosa la brevità' del matrimonio lo rende nullo?
    Rr



    RispondiElimina
  6. La minoranza che facesse quello che suggerisce PP farebbe solo la fine dei lefebvriani .
    Laura

    RispondiElimina
  7. Ma la Lumen Gentium non dice che chi non ha conosciuto Cristo si può salvare anche seguendo in cuor suo la legge naturale?

    RispondiElimina
  8. Ma la Lumen Gentium non dice che chi non ha conosciuto Cristo si può salvare anche seguendo in cuor suo la legge naturale?

    Non lo dice solo la Lumen Gentium, la Chiesa lo ha sempre detto. Ogni uomo è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza e la legge naturale l'ha scritta nel suo cuore. Ma il peccato originale ha sfigurato l'immagine e rende inclini al male; per cui la vera somiglianza si riacquista nel Figlio diletto, il Verbo incarnato morto e risorto per questo.
    Sorvolare su questo con tanta superficialità o nefasta connivenza col 'mondo' significa ignorare che essere cristiani, è avere la chiamata a diventare conformi a Cristo Signore, recuperando la somiglianza perfetta. Questo è anche un dato ontologico che ha le sue ripercussioni metafisiche e su cui si gioca la salvezza delle anime e fa una grande differenza. O no?

    RispondiElimina
  9. Laura,
    ai tempi di M. Lefebvre i Cattolici erano ancora molto obbedienti e poco informati sui maneggi al CVII. Ora siamo molto più imformati e molto più "sgamati". Non e' colpa o merito nostro, o non soltanto nostro. E' proprio il CVIi, la nuova prassi pastorale, la secolarizzazione della società cattolica favorita dalla gerarchia, il "vietato vietare", ecc.
    Quindi se un gruppo, non un singolo, facesse quel che ha detto Prof. Pasqualucci, dopo due anni e più si questo "pontificato" seguito all'
    " abdicazione" di BXVI, con varii giornalisti ed intellettuali cattolici sempre più perplessi, a dire il minimo in Italia e nel resto del mondo, non sarebbe come allora. Sarebbe uno scandalo enorme, a cui seguirebbero per forza azioni. Che si fa, si scpmunicano decine e decine, se non centinaia, di cattolci nel mondo ? Li si dichiara eretici o scismatici, solo perché vogliono riaffermare la dottrina cattolica sul matrimonio, per esempio, quando TUTTO IL MONDO sa che il matrimonio cattolcio e' InDISSOLUBILE E TUTTO IL MONDO parla chiaramente di " divorzio cattolico" ( Washington Post, per citare un grosso quotidiano americano).
    La Chiesa della misericordia, del vietato vietare, dei profeti delle magnifiche sorti e progressive si mostra di botto nuovamente come nel1517 , condanna come ai tempi di Lutero? Brutta figura mediatica, i PR e gli spin doctors del Vaticano, lautamente pagati dalla Chiesa povera per i poveri, lo sconsiglierebbero.
    Rr

    RispondiElimina
  10. http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/intervista-a-r-de-mattei-su-francesco-a-cuba/

    RispondiElimina
  11. Paolo Pasqualucci26 settembre, 2015 21:29


    @ Laura - Scomunicati forse, e da chi?

    Lei dice, la minoranza etc. "farebbe la fine dei lefebvriani". Perche', i "lefebvriani" che fine hanno fatto? Non sono mai stati fuori della Chiesa e non lo sono tantomeno oggi, dopo la remissione della scomuniche ai quattro vescovi. I Sacramenti amministrati da loro sono validi. Allora? Un gruppo di vescovi e cardinali che criticasse il m. p. del Papa, chiedendo di modificarlo, togliendo p.e. tutta la parte sul c.d. "processo piu' breve" per la dichiarazione di nullita', parte che rappresenta un'offesa al senso del diritto, prima ancora che alla dottrina della Chiesa, non si capisce in quale scomunica dovrebbe incorrere. Dove sarebbe il reato? Se poi, rifiutandosi il Papa ad ogni modifia, si venisse addirittura a chiedere (dopo il precedente di Ratzinger) al Papa di farsi da parte, per manifesta inadeguatezza a ricoprire la carica, risultante tale inadeguatezza specificamente dal m.p. - perche' il Papa non puo' distruggere il matrimonio cattolico facendo dell'indissolubilita' una burletta - anche qui non si vede dove sarebbe il crimen. Non si dichiarerebbe vacante la sede, si chiederebbero rispettosamente le dimissioni, l'abdicazione, per permettere una migliore scelta.
    E se poi dovessero gli altri prelati coraggiosi e dovessimo anche noi che li incitiamo alla lotta per la difesa del dogma venir tutti scomunicati, quid ad nos? SComunicati da chi? DA chi vuol fare carne di porco del matrimonio cattolico, vuole dare riconoscimenti alle coppie di fatto anche omo, e va a "pregare" nelle sinagoghe e nelle moschee, nei templi buddisti, e in quant'altro? E taccio del resto.. DA chi, scomunicati, dai Kasper, dai Marx, dai Forte?
    Ha, ha! Che valore avrebbero queste scomuniche? Zero! E meno di zero, di fronte a Dio. Ci spaventiamo per cosi poco? Di questo dobbiamo invece spaventarci e temere grandemente:"ma colui che mi rinneghera' davanti agli uomini, sara' rinnegato dinanzi agli Angeli di Dio!" Lc 12, 9.

    RispondiElimina
  12. Ben detto, prof. Pasqualucci !

    RispondiElimina
  13. Scomunicati forse e da chi?
    Ritengo che bergoglio non possa fare alcuna scomunica, in quanto la chiesa della misericordia non lo permette. L'opposizione dei cardinali invece troverebbe il momento favorevole per evitare quindi atti punitivi di una autorità che non ne applicherà, e finalmente i vari Burke, Sarah e coloro che si sono accorti che i re è nudo potranno gridarlo al mondo, facendo breccia tra i tanti cardinali e vescovi che tiepidamente riconoscono che bisogna cambiare direzione ma per timore di disubbidire alla autorità che in effetti non c'è poiché non applicherà sanzioni non potrà farlo in nome della misericordina. Sicuro che questo ragionamento da homo della strada sia già stato recepito da chi si oppone alla distruzione del sacramento del matrimonio e della Chiesa, posso solo pregare e invitare a pregare affinché non manchi il coraggio e poi la Provvidenza fara il resto.

    RispondiElimina
  14. non volevo con il mio commento dire che finiranno scomunicati, ma che purtroppo come i lefebvriani si opposero alla deriva postconciliare senza poterla fermare, così sarà per loro.Sarò pessimista, ma questo intravedo.
    laura

    RispondiElimina
  15. Gentile Signora Laura, se alcuni Cardinali e Vescovi avessero voluto opporsi alla deriva che si sta verificando nella Chiesa si sarebbero fatti sentire dopo i due M.P. del Papa. Il Signore può tutto ma credo poco in una posizione ferma di alcuni Prelati al Sinodo e vedo ancora meno realistica lazione proposta da Padre Elia, molti di noi sono già appena tollerati nelle rispettive famiglie e spesso siamo isolati nelle nostre comunità parrocchiali. Spero tanto di sbagliarmi ma per ora mi rimetto nelle mani del Signore e della Nostra Madre Immacolata.

    RispondiElimina
  16. Quello che più mi rattrista, leggendo l'opinione che Francesco ha della nostra fede, è l'incapacità di mettere a fuoco l'indisponibilità e irriducibilità di Cristo alle idee del mondo, al punto che mi chiedo quale sia stata l'essenza della vocazione di Jorge Mario.

    L'uomo religioso può anche aver "bisogno di Dio" e la psicanalisi non ha mancato di accusare i credenti di questa proiezione utopica, sia per sperare in una vita che non muore, sia per attendere una giustizia divina per gli "sfigati" e le vittime in questa qui.
    Certe esperienze religiose guardano soprattutto all'al di là, cercando di "tenersi buono Dio", così da guadagnarsi il "paradiso". Altre operano attivamente in questa vita, per lenire bisogni e sofferenze, dicendo questa l'essenza della religione. Altre cercano di ingraziarsi Dio, chiedendo favore per il lavoro, gli affetti, le malattie, un progetto...
    Ci "si serve" di Dio, in vario modo, anche celebrando soprattutto chi dice di celebrarlo!
    Così si può scadere nel comunitarismo, oppure nel clericalismo dei "religiosi pop star".

    Tutte queste derive "scaramantiche", superstiziose o autogratificanti, psicologiche o retributive, hanno una radice comune: l'uomo pensa di poter cambiare Dio!

    Invece il cristianesimo NON è una religione. NON è una serie di pratiche volte a farlo voltare verso di noi, a volerci più bene di quanto ce ne voglia, o a non punirci se ce lo meritiamo. Il cristianesimo riguarda il fatto che Dio NON cambia, ma dobbiamo cambiare noi.

    Dio è GIA' buono. Ed è GIA' giusto. E' Lui a essere santo (tre volte santo).
    Dio si è rivelato in Cristo. Solo chi vede Gesù, vede il Padre.
    Solo il Verbo fatto carne è luce, la luce che permette all'uomo interiore di vedere Dio.
    Chi vede il Padre vede la luce di Dio: luce beatifica se saremo purificati, oppure fuoco purificatore (o eterno) se non saremo abbastanza purificati o avremo bestemmiato lo Spirito. Cioè se avremo totalmente ignorato la voce di Dio che parla ad OGNI uomo.

    Tutti gli uomini sono (siamo) malati: Cristo è il medico. L'annuncio di Cristo è terapia.
    Solo l'uomo risanato può vedere la luce di Dio.

    Chi ha una religione fatta di psicologia e superstizione incontrerà la luce di Dio, e presenterà quel che potrà, facendo i conti con ciò che va purificato/guarito, abbagliato da una luce insopportabile al malato, abituato agli intrugli di stregoni.
    Chi ha una religiosità del Dio unico, ma ha rifiutato Cristo (ebraismo e islam), ha rifiutato il solo che conosce e somministra la terapia per guarire.
    Chi riconosce Cristo, ma non crede che la grazia trasformi il malato, ma solo che ne copra pietosamente il peccato, fa della presenza di Cristo un simbolo e della terapia un placebo.
    C'è una sola esperienza di fede che salva: la terapia del divin Medico. Cristo, Verbo incarnato.
    NON E' VERO CHE TUTTE LE RELIGIONI SONO UGUALI.
    Tanto meno che tutte le confessioni cristiane lo siano.

    Dio non cambia, dobbiamo cambiare noi.
    Non è che Dio ci ama se siamo buoni e non ci ama se siamo cattivi.
    Dio ama sempre. Ha chiamato "amico" Giuda la sera stessa del tradimento.
    Dio vuole guarirci: la misericordia è pietà per la nostra malattia.
    La giustizia è dire che la cura chiederà anche dolore e impegno, ma ci trasformerà.
    Abbiamo una Chiesa protestantizzata che vorrebbe far media persino con chi non crede al Medico. Figuriamoci se non credendo alla guarigione o al Medico, si può credere di essere malati. No: ci crediamo sani. E ci serviamo di Dio per dirci capaci di guarire il mondo, mettendo insieme le fedi, globalizzandoci per cooperare, cioè ammalandoci di mondo, consegnandoci al suo principe, colui che verrebbe azzerato dalla guarigione...

    RispondiElimina
  17. Dio non boccia.
    Non è venuto a giudicare. E' venuto per i malati, per guarirli.
    Ma se non vogliamo guarire, non è Dio a non promuoverci, saremo noi a non passare l'esame.
    La misericordia non è un taroccamento dei dati, il decimale spostato per rientrare nei parametri, non è un sei politico, non è un calcio nel sedere... Dio NON cambia.
    A noi, malati, schiavi del peccato, offre la via per guarire. Il Medico è Lui.
    Vogliamo guarire? Facciamo gli esami, prendiamo la medicina, stiamo alle regole alimentari (la dieta, i comandamenti), ci apriamo alla vita di grazia (i sacramenti)?
    No? e allora restiamo malati. Non vedremo Dio. Non vedremo la luce.
    E quando, comunque, tutti, nessuno escluso, con quella luce ci incontreremo, per molti brucerà. Farà male. Farà male anche se fosse temporanea. O non smetterà di bruciare se eterna.
    E' forse Dio a cambiare? No: possiamo cambiare noi. Finchè c'è tempo. Perchè finisce anche quello.
    Può la Chiesa del Medico, l'annunciatrice (anche talora malata) dell'unica terapia che salva, asserire che anche le altre terapie sono buone? Può la Chiesa smettere di essere la sposa del Medico e diventare un'imprenditrice farmaceutica che stipula accordi con la federazione delle farmacie, avendo cura di garantire una fetta al politico di turno?
    Solo se ci tiene a tenere malate le persone...
    Invece di curarle e guarirle, così che possano adoperarsi per guarire altri, li tengo malati e faccio il venditore di "acqua sporca" o di cure con pesanti effetti collaterali.
    Inoltre demotivo chi sta curando bene, dicendogli di non essere "chiuso" e "integralista".
    O peggio, dico che la sola pretesa di avere la cura buona è un atto inaccettabile.
    Alla massoneria servono i malati. Alla finanza gli indebitati.
    Cristo è Medico e rimette i debiti.
    Mi sa che l'ospedale da campo è pieno di lauree falsificate...
    C'è persino un commercialista che si dice priore, insolentisce la Madonna e sarà esperto al sinodo... Falsi profeti?

    RispondiElimina
  18. Perfettamente d'accordo con Tralcio ed aggiungo : il male ( il peccato ) di ognuno di noi si ripercuote su tutta la Chiesa . Non si scappa . Noi che facciamo , non ci vogliamo sporcare le mani , stiamo a guardare ? Siamo anche noi Chiesa . Oltre a pregare , digiunare , correggerci , possiamo dissentire , scrivere , presenziare , informarci ecc. Ho trovato molto interessante questa Tavola Rotonda trasmessa da Radio Kolbe e rilanciata dal sito Stellamatutina Martedì 22.settembre.2015 dal titolo " Il castigo di Misericordia "della durata di circa 60 minuti . Abbiate la pazienza di ascoltare fino alla fine , servira' a riflettere ulteriormente . Grazie !

    Tavola Rotonda – Martedì 22 settembre 2015
    Il castigo di misericordia
    Clicca e ascolta

    RispondiElimina
  19. Tavola Rotonda – Martedì 22 settembre 2015
    Il castigo di misericordia
    Clicca e ascolta


    Scusi, ma cosa clicco! Metta un link.

    RispondiElimina
  20. Scusi, ma cosa clicco! Metta un link

    Scusi ma con le indicazioni date una ricerca su google no?

    Appare come secondo risultato della ricerca...

    RispondiElimina
  21. A Tralcio dico di non rattristarsi, bisogna farsene una ragione, NON è papa, come va ripetendo Socci, che forse non piacerà a molti e per molte ragioni, ma qui ne ha da vendere, 'pastrocchi' di conclavi ce ne sono sempre stati, ma questo è di rara protervietà, studiato con freddezza chirurgica a tavolino, quasi un delitto perfetto.....peccato per quel sulfureo ciuffo di coda che spunta......Lupus et Agnus.

    RispondiElimina
  22. Lupus,
    il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
    Han dimenticato di far fisicamemte fuori l' " abdicato", che e' rifiorito, nostante l'eta', almeno nei primi mesi, dimostrando che l' " ingravescwnte aetate" non poteva essere ragione sufficiente. Inoltre hnno scordato di far fiiscamente fuori alcuni giornalisti e scrittori cattolici "liberi pensatori" , che non parleranno più da una pseudoradio cattolica, ma pubblicano e fan conferenze, e sono tradotti in Inglese cosicché tutti nel mondo leggono cosa scrivono. Ma soprattutto non Hanno considerato che il troppo stroppia, e troppa luce dei riflettori fa venire le rughe. Se non avessero fatto pubblicare libri per vantarsi di essere "king's maker", avrebbero avuto la vita più facile. Hubris !
    Tra l'alto nel mondo anglosassone il concetto di "king's maker" e' piuttosto negativo.
    Se, dico se, il VdR osera' discostarsi di un cm dall' agenda mondialista, omosessualista, ecc., i giornaloni americani ed inglesi andranno a nozze con queste manovre di palazzo, degne dl peggior Dan Brown, e di tutte le loro menzogne sui papi rinasciemntali ed i Gesuiti.
    Gia' il Washington Post s'e' svegliato.
    Rr

    RispondiElimina

  23. Mi scusi , e' stata la fretta per non perdere la Messa di chiusura dei festeggiamenti di Padre Pio....
    Ricominciamo : andate su www. stellamatutina.eu e cercate la tavola rotonda del 22.settembre.2015 ( titolo " il castigo di Misericordia ")

    http://www.stellamatutina.eu/tavola-rotonda/

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.