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mercoledì 2 dicembre 2015

Fine del sogno della Dea Ragione

Il sogno francese di quella che fu una delle rivoluzioni che ha cambiato il corso della storia deve cedere il posto alla realtà. Sempre più manifesta è la debolezza di un pensiero che ha voluto costruire un’Europa e una cultura senza Dio. Le vicende di Parigi ne sono un primo monito. 
Hanno messo in ginocchio la Francia gli attentati rivendicati dall’Isis e, come prevedibile, si ascoltano le voci dei leader politici e con esse si cercano strategie e soluzioni. L’attentato di Parigi non è un attentato solo contro i francesi, ma alla pace dell’umanità. Quanto successo a Parigi, in un prossimo futuro, potrebbe accadere in qualunque altra parte del mondo, anche in Italia, dove sono forti le preoccupazioni per l’imminente giubileo.

Strano, però, che questo massacro si sia tenuto proprio in uno Stato in cui si esalta il suo carattere della laicità, in nome della quale sono stati tolti crocifissi dalle scuole, e finanche introdotto lo studio della cultura islamica, nei programmi scolastici. Strano che succeda nella laicissima Francia che tollera nel suo territorio la presenza di forti concentrazioni islamiche, tanto da far sussistere, all’interno del suo Paese, dei sub territori, le cosiddette “zone islamiche”, che rendono insicuri i cittadini dello Stato ospitante, nelle quali è impossibile accedere e dove, alcune volte, è necessario l’intervento dell’esercito per entrare in queste “repubbliche indipendenti” all’interno delle città. La periferia di Parigi ne è un esempio, i vicoletti di Lione un altro, molte zone di Marsiglia sono ad esclusiva fruizione di musulmani e via discorrendo.

La laicità dello Stato doveva essere la nuova bandiera sotto cui si sarebbero dovuti riconoscere gli uomini di tutto il mondo; la dea ragione si sarebbe dovuta innalzare a simbolo di una nuova civiltà; il progresso scientifico avrebbe dovuto liberare l’umanità dai residui superstiziosi della religione o, quanto meno, piegare la religione ai principi universali dello Stato laico. Sembrava che la Francia stesse realizzando il sogno di deificare lo Stato e invece un gruppetto di 20, forse 30, uomini armati ha piegato il Paese. Proprio quando la Francia consolidava sempre le “conquiste” dello Stato laico, come l’estrema facilitazione per aprire i corridoi dell’aborto e dell’eutanasia, le nozze gay e quant’altro viene stoltamente considerato diritto, proprio quando ormai lo Stato si era sostituito a Dio, la Francia è ferita. La divinizzazione dello Stato, cominciata con la Rivoluzione francese, si trova oggi a fare i conti con la storia e a constatare il proprio fallimento. Questo, però, nei commenti televisivi, nessuno lo dice, né lo leggiamo sulle pagine di qualche quotidiano.

Certo c’è l’orgoglio dei cittadini e la ripresa ci sarà, anche se, non solo in Francia, l’effetto di questi attentati è quello di far accrescere il senso di insicurezza tra i cittadini del mondo e non solo quelli francesi. Dobbiamo però chiederci se si poteva evitare, o quanto meno se è stato fatto tutto quello che si doveva fare per evitare questo massacro. Sono interrogativi che aprono a risposte con scenari diversi, ma se vogliamo essere sinceri, semplici e concreti, dobbiamo dirlo: l’attentato è una conseguenza di questa cultura della tolleranza, in nome della quale ci si spoglia della propria identità e quando un popolo non riconosce più le proprie radici è come un figlio che non si riconosce più nella propria madre. Se non si riconoscono le proprie origini, se tradiamo la nostra identità, non abbiamo più riferimenti oggettivi e rischiamo di scambiare la tolleranza socialmente negativa per la collettività e, dunque, per i cittadini di uno Stato, come un’azione di progresso civile. Ora la Francia ha chiuso le frontiere, ma a cosa serve se esistono nel suo Paese zone islamiche in cui si può entrare solo con l’esercito e un nutrito squadrone di polizia?

Il sogno di quella che fu una delle rivoluzioni che ha cambiato il corso della storia si sta infrangendo sullo scoglio di una realtà che ci mostra tutti gli errori di un pensiero che si è voluto sostituire a Dio, che ha costruito un mondo senza Dio, che si è illuso di unificare uomini di ogni razza, religione, sesso, sulla condivisione di principi disumani. È questione di tempo, solo questione di tempo. Negare il bisogno fondamentale dell’uomo, cioè quello di riconoscersi nel vero Dio, è, invero, un atto disumano che si può ottenere in due modi: o negare la religione rivelata da Cristo, o assoggettarla alle pretese delle Stato come nei “migliori” regimi.

La questione è sempre e solo una: riconoscersi nella Verità di Cristo; non in una “verità” tra le tante, come se la Verità fosse il frutto di un processo storico, ma nell’unica religione rivelata mediante la Nascita, la Morte e la Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Il processo storico può avere anche una certa influenza, ma mai dovrebbe intaccare i baluardi del pensiero cristiano, come si sta facendo già da qualche decennio. Lo Stato e tutte le altre componenti sociali dovrebbero essere a servizio di questa unica, grande Verità. Altre strade per uscire dalla crisi in cui stiamo cadendo tutti, uno dopo l’altro, come le persone sotto i colpi dei terroristi nel teatro di Bataclan, non ce ne sono. Questo è l’unico modo per invertire la tendenza che si è originata. In caso contrario penso che la stessa sorte toccherà a Roma.
Lazzaro M. Celli 
[Fonte: Il Settimanale di Padre Pio, n.47/29 novembre 2015]

17 commenti:

  1. ! post riportato due volte !

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  2. Cara Maria, segnalo che il post risulta pubblicato in forma doppia: il testo si ripete senza soluzione di continuità. Cari saluti.

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  3. Solo una domanda: non riesco ad aprire il blog di Colafemmina, il secondo, sul primo figurano le sue scuse a mons. Sanna ma se si clicca sul seguito, il blog non si apre, forse che Colafemmina ha deciso di cancellarne tutto il contenuto?

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  4. Se non mi ricordo male la Chiesa ha insegnato il diritto romano ai barbari, adesso sembra insegnare la rivoluzione francesa attraverso l'incontri inter-religioso. Questo possiamo vedere nell'articolo "Uno studioso del Medio Oriente afferma: l’islam ha bisogno di un rinnovamento basato sulla ragione", dove se può leggere del Padre gesuita Samir Khalil Samir l'affermazione:

    «Siamo in grado di aiutare i musulmani a superare questa fase [non portando loro Gesù Cristo ma] perché siamo evoluti nell'interpretazione della Bibbia»!

    Non è stata un'evoluzione nella interpretazione della Bibbia, ma um cambiamento, dove la ragione ha preso il posto della rivelazione e la religione è diventata una mera filosofia. Gli incontri d'Assisi sono un incontro con la ragione. Il fine è giusto quello di aiutare l'altri religione a diventare una sola, la religione della Dea ragione.

    Dio aiuti che questo non dure più tempo!

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  5. Luisa, fa più meno tre mese che il blog di Colafemmina sta così. Purtroppo, sembra che gli ha cancellato.

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  6. Purtroppo anch'io non ne so nulla. Ho visto solo che Francesco aveva ripreso a scrivere sul secondo blog dopo un nuovo lungo silenzio. Ma ora non c'è più neppure il dominio....

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  7. Maria, non so se hai visto il link che ho messo in un altro thread sulla reazione dei card. Sarah e di Mons. Schneider alle parole di Bergoglio sull`intercomunione, reazioni che mi sembrano abbastanza importanti per essere riprese, siamo ridotti a dover avere dei Pastori che hanno abbastanza alto il senso della loro responsabilità per, senza dirlo in modo esplicito, correggere un papa e confermare i principi fondamentali della nostra fede, sono pochissimi, purtroppo, ma ci sono:


    http://www.cooperatoresveritatis.net/it/eucarestia-solo-per-i-cattolici

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  8. Cari amici, come vi dicevo in tempi non sospetti, non si possono affrontare determinati argomenti, pena la scure censoria, Colafemmina è stato 'invitato' a cessare di postare commenti non graditi. Altre domande? Anonymous.

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  9. Cra Luisa,
    Grazie, ho visto il link, che è arrivato mentre stavo scrivendo un mio articolo. Ora riprenderò quanto vi risulta di nuovo.

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  10. OT (in part., se leggono Rosa e Lupus et Agnus capiranno....)

    certo che "noi" non ci facciamo mancare proprio niente qui eh:

    http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2015/3-dicembre-2015/figlio-erdogan-bologna-esposto-procura-sua-fuga-2302278116763.shtml

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  11. Ebbene Josh,
    dopo aver campato per decenni con i soldi di Mosca, ora i "compagnucci della parrocchietta" hanno bisogno di altre fonti di sostentamento, e poichè "pecunia non olet", vanno benissimo anche i soldi (più o meno sporchi e "bloodied") di Erdogan padre e figlio.
    Ricordo che quando gli Erdogan frequentavano l'allora nostro Presidente del Consiglio (testimone di nozze della figlia di E.) la sinistra italiana si stracciava le vesti. Ricordo anche che mentre si sparla sempre delle elezioni russe che plebiscitano Putin, di quelle turche che plebiscitano ancora di più Erdogan, zitti e muti.
    Che Ataturk fosse un dumneh ed un massone, lo si è sempre detto, ma Recep, non gli assomiglia tanto ? (si parva licet comparare magnis).
    Che c'entra poi la Johns Hopkins ? Ha una sede a Bologna ?
    RR

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  12. certo, anche la J. Hopkins ha una sede qui.

    nuove su Bilal Erdogan
    http://www.ilgiornale.it/news/erdogan-junior-nella-bufera-vive-tranquillo-bologna-1201198.html

    la J.H.
    http://www.jhubc.it/contact/

    http://www.jhubc.it/CONTACT/map.cfm

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  13. Suvvia, Josh, non rimestare......alla John Hopkins si mangiava molto meglio che alla mensa universitaria, e si pagava una sciocchezza, poi c'era una bella biblioteca dove non ti rompevano l'anima gli okkupanti a tempo indeterminato, e poi era riscaldata benissimo ed era piena di tante care ochette canuck e amerwasp che insomma.......perlomeno non giravano in eskimo verde-kaki col Manifesto ben in vista in tasca e sciarpa rossa tirata su fino agli occhi......ecco che ti sei persa a non venire a studiare a Bologna, comunque anche qua passano pasdaranallah di ogni tipo, ma noi abbiamo il mare.....Lupus et Agnus.

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  14. Se a Bologna ci fosse stata la facolta' di Medicina della John Hopkins, per anni una delle migliori d'America, ci sarei venuta in citta' , ma non c'era, quindi...Comunque è strano che Erdoganino venga in Italia e non vada a Washington. Gatta ci cova.
    Lupus, scusami, ma il vostro non è mare, è una pozza.
    Rr

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  15. Lo sapevo, hai trovato il nostro sito 'Basta merda in mare'.......sono 10 anni che si lotta per far fare le fognature non a dispersione in mare, ai nostri 'cari' albergatori, ma non ce l'abbiamo ancora fatta, siamo al III ricorso al TAR, chi vivrà vedrà, in compenso a Ravenna ciucciano petrolio che è un piacere....alla prossima scossa. Azz, apprendo ora che il nostro vdr è un esperto in fogne, ratti e fognatari, l'avessi saputo prima......Lupus et Agnus.

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  16. Lupus,
    volevo essere ironica, ma tu mi dici che invece è proprio un " cesspool" ! Looool!
    Petrolio a Ravenna...non è che l'ha portato Erdoganino, ed e' quello dell' ISIS?

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