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sabato 20 febbraio 2016

Come ti rieduco il pupo: al “Petrarca” di Trieste Arcigay e Arcilesbica in cattedra

Articolo di Silvio Brachetta, pubblicato da Vita Nuova di Trieste. Il sedicente bullismo omofobico, che prendono come pretesto, è una scusa. Perché effettivamente quelli che ora soffrono di bullismo eterofobico da parte loro siamo noi...

Ci risiamo. O meglio, c’eravamo già da vari anni, perché l’ennesimo psicopacchetto pro-gender “A scuola per conoscerci” non è l’ultimo arrivato: siamo già alla settima edizione, da quando fu sdoganato nel 2009, a cura di Arcigay e Arcilesbica del Friuli Venezia Giulia.
Di cosa si tratta? Lo leggiamo su uno dei volantini relativi all’iniziativa “A scuola per conoscerci”, distribuiti nelle scuole di Trieste, tra cui l’Istituto tecnico industriale “Alessandro Volta”. Trattasi ufficialmente di un «progetto» così riassunto: «interventi didattico-educativi e di formazione/aggiornamento per la prevenzione e il contrasto dell’omofobia e del bullismo omofobico a scuola».

Sempre ufficialmente, psicologi e «volontari di Arcigay e Arcilesbica, appositamente formati con corsi specifici», aiuteranno i ragazzi ad apprendere ed esplorare «temi quali l’orientamento sessuale, l’identità di genere, le norme e gli stereotipi sociali, le differenze, le discriminazioni, il ruolo di genere, l’eteronormatività, l’inclusione sociale e i diritti».

Ce n’è anche per il personale scolastico e per i genitori, che potranno essere eruditi – sempre dagli «esperti succitati» – su «identità affettivo-sessuale, omosessualità, transessualità, minority stress, omofobia e omofobia interiorizzata, caratteristiche del bullismo omofobico, gli effetti psicosociali del bullismo omofobico, teorie sul contrasto al bullismo omofobico, paradigmi e pratiche dell’intervento educativo».
Un programma, insomma, a tutto campo, totalizzante, con allestimenti di laboratori, gruppi di approfondimento, produzioni multimediali e ausili informatici.

Finito? No di certo. Dopo adeguate «attività di verifica e valutazione», saranno elaborate «nuove strategie», verrà avviato un vasto «dialogo con i docenti e i dirigenti scolastici». Vi saranno poi «report periodici». E ancora «video, manifesti, campagne informative, depliant, opuscoli, materiale multimediale».

Finito? Non ancora, un attimo di pazienza. Sarà tutto pubblicato sul web e ci sarà pure il coinvolgimento degli «organi di stampa». Per cui i ragazzi «si confronteranno sull’utilizzo delle nuove tecnologie per diffondere una corretta informazione sulle tematiche LGBT e per promuovere una cultura del rispetto, della solidarietà, dell’inclusione sociale, soprattutto partendo dalla considerazione che le tecnologie digitali sono utilizzate sempre più di frequente come strumento di violenza e discriminazione».

E quali i goals, quali i risultati che si vorrebbero ottenere, dopo tutta questa fatica? Innanzi tutto ci si aspetta «un cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti nei confronti delle persone omosessuali». Non solo, ma è previsto anche un nuovo modo di parlare e, quindi, di pensare: ovvero, «un linguaggio rispettoso delle differenze». Non saranno visti bene nemmeno i «termini derogatori per indicare le persone omosessuali e transessuali».

Il volantino ha però un buco. Una grossa falla, anzi. A parte i lunghi, lunghissimi elenchi delle cose da fare, dei concetti da spiegare e delle persone da coinvolgere, non c’è una riga sui contenuti. Su quello che realmente verrà inculcato. Nulla. Tutto sul vago. Sarebbe come proporre un corso di medicina e non sapere se si parlerà di farmaci o di pozioni magiche. O un corso di astronomia e non sapere se sarà in discussione il telescopio o il pendolino degli astrologi.

Ai genitori non è spiegato che dovranno caldamente accettare un corso per i loro figli a scatola chiusa. Nessuno indicherà loro che sarà introdotto l’omosessualismo, con il pretesto di contrastare la violenza e con l’abnorme dispendio di forze. O che il vero obiettivo di questi psico-corsi è l’indottrinamento e la coazione forzosa del pensiero, per cui il giovinetto, opportunamente rieducato, non potrà più pensare e agire in libertà. Nessuno, in via ufficiosa, dirà loro quello che non si può e non si deve dire in via ufficiale. E cioè che, se quei genitori non accetteranno di mandare i figli al corso pro-gender, saranno derisi, sbeffeggiati e insultati come e più degli omosessuali assaliti dai bulli.

17 commenti:

  1. Per Irina:
    Uno dei tanti gesti "simbolici" destrutturanti, il "magistero simbolico" che ti colpiva (intanto il primo che mi viene in mente, purtroppo ce ne sono un'infinità) : l'aver accettato una 'veste' impropria nello Sri Lanka:
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/01/quale-pace-puo-sostituire-la-pace-di.html

    Il primo in assoluto è ab initio: lo 'spogliamento' delle insegne del papato.... che è l'ultimo atto dopo la deposizione della tiara di Paolo VI
    Ne parlavo qui:
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/06/che-ne-del-primato-di-pietro.html

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  2. Grazie mic,

    avevo scritto un commentone, che per qualche tasto mal toccato si è perso. Bene così.
    Intanto sull'argomento si ritorna.
    Quello che sottolineavo era il motivo vero, non esplicitato, del gesto simbolico in opposizione al motivo apparente di facile lettura. Grazie ancora.

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  3. Quello che sottolineavo era il motivo vero, non esplicitato, del gesto simbolico in opposizione al motivo apparente di facile lettura.

    Sarebbe interessante un esempio...

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  4. La deposizione della tiara:motivo vero, dico a caso, arrivare a suo tempo ad un governo collegiale; motivo apparente di facile lettura,un'umile semplificazione.

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  5. motivo vero, dico a caso, arrivare a suo tempo ad un governo collegiale

    Non tanto a caso, vista la modifica del Codice di Diritto Canonico di GPII e le dimissioni "ingravescente aetate" di B16, il "consiglio della Corona" e il decentramento già programmato da Francesco... Hai notatao come insiste sul "siamo due vescovi", con Kirill?
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/10/conciliarita-sinodalita-come-cambia-la.html

    Il problema è che per i primi passi si poteva dare una duplice lettura (navigando comunque nell'ambiguità che è lo spirito del concilio e che è l'anima del modernismo) perché molte apparenze erano fatte salve, ora invece sono cadute tutte le maschere...
    Ma non c'è chi corre ai ripari e più passa il tempo più le nuove generazioni non riescono neanche a riconoscere il gap che si è creato...

    Sono tanti i detti e i fatti da mettere insieme. Il filo conduttore, purtroppo c'è.

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  6. ...ora invece sono cadute tutte le maschere...

    Non per tutti.

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  7. Perché stupirsi? L'aggressiva propaganda omosessualista si sta sviluppando nelle scuole, e il caso citato non è il solo. Spetta ai genitori, ai sindaci, alle comunità locali opporsi. Certo non possiamo contare sulla Chiesa che, come alcuni casi nel Veneto hanno dimostrato, si è schierata con la perversione sodomita e la sua propaganda. Addirittura accettando e facendo propria l'oscena e falsaria definizione di "omofobia" che mira a invertire il retto sentire delle persone: sì, dell'omosessualità bisogna aver paura, e respingerla.
    Sono tempi eccezionali, in cui le famiglie non possono più fidarsi della scuola e devono vigilare, informarsi, coordinarsi ed opporsi all'abiezione omosessualista. Vi sono benemerite associazioni, come SOS Ragazzi (www.sosragazzi.it), che forniscono supporto, coordinamento e e informazione sulle varie, possibili iniziative.

    Perché stupirsi? Persino in questo benemerito sito, in un precedente, recentissimo dibattito, ho visto partecipanti abituali e no accettare un'ipotesi "innatista" dell'omosessualità, mai dimostrata dalla scienza e chiaramente impossibile rispetto alla ragione e alla teologia, e quindi indulgere in tesi "giustificazioniste", di contro alle limpide e chiarissime parole di Enrico Maria Radaelli.

    Perché stupirsi? La propaganda omosessualista è pervasiva, aggressiva, insinuante, ricattante, minacciosa. Usa, come la Rivoluzione e la sovversione di cui è parte, la tecnica del carciofo (una foglia alla volta): nelle scuole inizia dicendo: no al bullismo (e che ha a che fare con l'omosessualità?), poi no all' "omofobia" (ripeto, rifiutiamo questo termine, e contestiamolo), poi, sì all' "educazione all'affettività" (cosa vuol dire?), poi sì all'educazione sessuale (che deve essere invece di esclusivo dominio delle famiglie), poi sì alla propaganda omosessualista, anche con "esercizi in classe".

    Ci vogliono deboli, invasi, meticci e pervertiti.

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  8. Vedi caro Silente,
    finchè vedremo del "giustificazionismo" in ogni ipotesi (e ribadisco ipotesi) supportata comunque dall'osservazione della realtà, difficilmente riusciremo ad evitare di dividerci tra noi, preferendo distinguerci su particolari che si evidenziano per evitare di dare fiato alle ragioni di chi ci insulta.

    Il danno arrecato dal peccato originale ha introdotto un disordine intrinseco all'uomo: NON l'uomo come fu creato da Dio, ma l'uomo dopo il PO, cioè l'uomo come siamo adesso. Dopo il PO c'è disordine, tendenze incluse.

    La redenzione è intervenuta a renderci figli adottivi di Dio, dato che per natura siamo decaduti dallo status che invece vale per Gesù (e -per natura- solo per Lui).
    Gesù è la Luce che rende la vista al cieco. Ma guai se il cieco ritiene di vederci.
    Noi, per i meriti di Cristo, Verbo fatto uomo, diventiamo figli nel Figlio e non in quanto uomini. C'è tutta una confusione modernista su questo e lo sappiamo bene.

    Ma la nostra natura ferita, malata, ha in sé del disordine che può (ripeto l'ipotesi) anche configurarsi con l'omosessualità senza alcuno scandalo, né lesione della "legge naturale", per come ordinata dal Creatore.
    A quel livello infatti non c'è disordine. Nemmeno delle "tendenze".
    La quale legge naturale rimanda chiaramente alla condizione valida prima del PO.

    Credo che la teologia tradizionale non rischi alcuna crisi su questo punto.

    A questa possibilità si aggiungono poi le condizioni successive, che possono prevedere o indurre disordini affettivi e confusioni dell'identità per molte ragioni, fin dai primi anni di vita.
    Non v'è alcuna colpa nel portatore del disordine che si evidenzia.

    In una concezione atea in cui Dio non crea, la "natura" non è considerata "decaduta" e segnata dal peccato: è capace di ogni tendenza in quanto tale. Sono le circostanze -il caso- a determinare tutto.
    Non c'è una verità di Dio e non c'è la perfezione.
    Si viene dal caso e si tende a cercare il meglio (pronti a finire nel nulla).

    Così quando, crescendo o cambiando idea, o confusi, o per moda, o per convenienza etc etc , l'omosessualità diventa praticabile/praticata si vive un ventaglio di esperienze che vanno dal non accettarsi, al sentirsi poco amati, persino rifiutati dai genitori, derisi dagli altri, al narcisismo, al lobbismo, all'orgoglio gay.

    Ed eccoci a oggi: nemmeno considerati curabili e curati (guai a dirli malati), ma incoraggiati... E poi, una volta "confermati" nella propria omosessualità, non si è nemmeno invitati alla castità (come varrebbe per chiunque), bensì assecondati nell'esercitare la propria sessualità, in "rapporti di amore" che sono considerati (anche da certa Chiesa) "famiglie". E a questo punto, per completarsi, nel diritto di poter avere e crescere figli. Etc.

    E' vero che c'è stata un'escalation, che il carciofo è stato pian piano sfogliato, che c'è aggressività, capacità di ricatto e minaccia. Sono considerabile omofobo, nell'ideologia attuale, nella dittatura che va prendendo forma, nello scrivere queste frasi. Ma non è rifiutando la complessità delle situazioni che saremo più vicini alla verità. C'è già l'ideologia a fare strame della realtà.

    Il cristianesimo, giova ricordarlo, è la Rivelazione di Dio. Gesù è colui che sconfigge il Maligno. Scegliendo la Luce, la Vita e la Verità al posto delle falsità, della morte e delle tenebre, possiamo far sì che guarisca (Lui) il nostro male. Dio non cambia, perché è ancora lo stesso di prima del PO. Dopo il PO siamo cambiati noi. Siamo noi a dover cambiare. E ognuno deve fare il proprio cammino di conversione, partendo dal punto in cui si trova. Levando il peccato se c'è peccato e resistendo alla tentazione se c'è tentazione.

    ... continua

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  9. ...
    Il matrimonio tra l'uomo e la donna è più dell'unione riproduttiva che vi si compie: è un sacramento, cioè rende sacro ciò che fa. E' il mistero che lega Cristo alla Chiesa, come lo descrisse San Paolo. La natura del National Geographic tutto questo non lo considera.

    Noi non possiamo tacerlo. Per cui un'unione "civile" non sarà mai un sacramento. E un amore non giustifica MAI la deroga a un comandamento di Dio. L'ha detto Gesù. Che criticava la legge non nel senso dei comandamenti, ma delle seicento regolette aggiunte (anche qui: sarà il caso di non equiparare). Nessuna nostra voglia è più sacra di ciò che ha consacrato la volontà di Dio. E nessuna dittatura omnicompulsiva potrà mai dire di aver ragione ad educare i piccoli minacciando o costringendo i genitori che si vedono contraddetti nella propria opera di far crescere i propri figli.

    Penso che la pensiamo allo stesso modo su tutto. Non mi sento affatto "giustificazionista", ma nessuno può costringermi a non vedere quel che vedo, cercando di purificare lo sguardo del cuore per vedere Dio.

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  10. Tralcio,
    Credo che Silente abbia ragione. Io non vedo l'omosessualità come conseguenza diretta del peccato originale. Mi spiego: il peccato originale corrompe l affettività e la sessualità dell'uomo, ma nei confronti dell'altro sesso ("maschio e femmina li creo'). È una perversione di questa sessualità già corrotta, ma non e' direttamente conseguwnza del peccato originale, se no sarebbe un "innatismo". E non c'è niente che lo dimostri, tanto meno biologicamente. Ma sai che in molti colleges ed Università americane e' prassi per molte studentesse avere una o due relazioni omosessauli, come se fosse " un rito di passaggio"? Alcune poi "evolvono" alla normalità, si fidanzano e si sposano pure, altre restano lesbiche a vita o bisessuali, o passano fasi alterne. Si maligna che Hilary Clinton rientri in questo campo. Perché lo fanno? Ma perché condizionate pesantemente dalla propaganda sessualista, femminista, anti famiglia, anti maschio. Magari sono bruttine o comunque non particolarmente fortunate con gli uomni e finiscono per cedere alle lusinghe di una ompagna o insegnante o istruttrice di sport particolarmente influenti.
    Personalmente tanti anni fa mi venne rivolta una proposta non esplicita, ma sufficientemente chiara, ed alla mia risposta negativa, mi venne chiesto cosa ci trovavo di male, e che non dovevo esser cosi arretrata e provinciale. Rimasi scioccata. Chi mi si proponeva, era una donna più grande di me, sposata e madre di due gemelli.

    Niente innatismo, solo tanta confusione, ignoranza, debolezza e delinquenza (i pederasti sono dei delinquenti, parola di mamma).
    Rr
    Rr

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  11. Cara Rr,
    spero di non tediare tentando di spiegare ulteriormente ciò che ancora evidentemente non sono riuscito a fare.
    Mi scuso innanzitutto con Mic se abuso dello spazio che concede a tutti noi.

    Leggo con interesse i tuoi commenti, spesso salaci e pieni di una verve appassionata. Oltre -spesso- a farmi sorridere, li trovo logicamente "solidi".

    In questo caso, concedimelo, non capisco la logica: perché il PO non dovrebbe riassumere anche questo disordine insieme a tutti gli altri?
    Il PO ha corrotto l'ordine della creazione.
    Perché avrebbe dovuto avere effetti solo sulla sfera affettiva secondo natura?
    A maggior ragione c'entrerebbe in ogni "sfera", tanto più se non secondo natura.

    Beninteso: intendiamo la natura come creata da Dio, non quella corrottasi dopo il peccato. Il peccato non è solo una "faccenda morale". La nostra è una natura ferita nella carne. Disordinatasi rispetto alla perfezione iniziale.

    La sconcertante realtà, che tu hai raccontato, delle "proposte" che si ricevono da persone disordinate, viene dopo. Aggiunge un peccato volontario a una condizione.
    Ma in certe persone (poche quanto si vuole) un certo orientamento c'è prima, evidentemente senza propria colpa.
    In ipotesi anche dalla nascita e per certo dai primi anni di vita (a motivo -dicono gli esperti- di figure genitoriali, specialmente il padre, deboli), senza che il "disorientato" abbia alcuna colpa propria.
    E, giova ribadirlo, senza inficiare minimamente la dottrina e tanto meno giustificare comportamenti (peccati) che mancano alla purezza propria e altrui.

    Forse che al cieco dalla nascita fosse lecito mancare ai comandamenti?
    Non era però logico imputare a peccati suoi o dei genitori quella cecità.
    Disponibile agli effetti dell'azione divina: "so che prima non vedevo, ma adesso vedo!".

    La giustizia di Dio non è meramente "retributiva". Chiede a ciascuno di essere capace di orientarsi a Lui, facendo comunque la volontà di Dio, partendo dalla situazione in cui si viene a trovare: altrimenti ognuno di noi potrebbe giustificarsi dicendosi giustificato da una falsa partenza...

    E' talmente generoso, il Signore, che è disposto a pagare Lui per noi. Con la croce. Per ogni uomo, peccato e tendenza. Risanandola.

    Ma la giustizia di Dio chiede una conversione, una resistenza al peccato, il un guardare a Lui anziché al mondo con il suo principe che ci fa suoi sudditi (e schiavi) tramite il peccato.

    Dio attende la nostra conversione: Gli basta, senza far pagare tutto il debito accumulato in precedenza. E' una giustizia generosa, ma è giustizia, differente da quella di scribi e farisei. Viceversa mancherebbe di giustizia chi dicesse "resta quel che sei", "fai quello che vuoi", perché tanto -come diresti tu a Milano- "l'è istès". Gesù ti ama, tu ama e fai quello che vuoi... Dall'ottimo Sant'Agostino (un convertito) estraggono ciò che non ha mai pensato... Ma anche con Dio non scherzano: reinterpretato con grande fantasia e sprezzo del ridicolo e del pericolo.

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  12. C'è un aspetto che non viene preso qui in considerazione ed è quello che ormai essere bisex , omo e quant'altro è di moda come i tatuaggi, che molti lo fanno, o per noia, perché iniziano ad avere rapporti fin dalla più verde età, 12/13 anni per entrambi, che lo fanno per soldi, vestiti firmati e perché si guadagna facile senza lavorare, spacciare è più pericoloso ed è per bassa manovalanza, qui c'è gente che si vende e vende tutto, in rete esistono tariffari, siti appositi per ogni tipo di prestazioni, che si è scoperto, qui nel ferrarese, che il prete pedofilo ha ammesso, ma a lui i cari 'bambini' catechizzandi offrivano solo toccatine a 20 euro a botta, il resto arrivava a 300 e passa euro per vecchi porci pervertiti età media over 60, fior fiore di professionisti, qui non è pia questione di conversione è che la gente vuole vivere al limite senza dover sottostare ad alcuna regola morale, quelle religiose sono sparite da un pezzo, forse c'è qualche disturbo psichico per taluni omosex, ma è in e fa figo, fai film porno, calendari plurisex strapagati, vai in giro col SUV, orologioni, cene e amanti col portafoglio a organetto, è ormai un fatto di costume e ti si vieta ogni tipo di opposizione, quando poi il vdr ha ormai terminato il giro delle udienze private con i CEO delle Majors, da Sony ad ogni tipo di lobby purché ben fornita di mezzi e soldi, hai già capito da che parte pende la bilancia, la gente accetta tutto o per quiescenza, per mancanza di volontà di opposizione o perché ha rimosso coscienza e senso del peccato, so con cognizione di causa cosa avviene qui in riviera, vero e proprio puttanaio orgiastico e drogaiolo, ma fa trendy. Spiace dire certe cose, ma è la realtà, nuda e cruda, far finta di, vuol dire negare che i milioni di mussuli illegalmente accolti ed illecitamente mantenuti non costituiscano un problema, sapete tutti che fine fa lo struzzo mettendo la testa sotto terra, l'Europa l'ha già fatto da un trentennio, Spengler era un genio, ma Heidegger faceva ben figurare chi di dovere, Cassandra non gode di buona stampa mai, da nessuna parte. Buona domenica da una assolatissima Romagna, 18°, cielo limpido e mare blu e ricomincia la stagione all'inferno, parafrasando il grande A.Rimbaud. Lupus et Agnus.

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  13. Caro Tralcio, apprezzo la sua cortesia e l'attenzione che lei mi dedica con il suo interessante e fluviale intervento, che non commento. Mi limito a ribadire che ogni ipotesi "innatista" sull'omosessualità non è supportata dalla scienza. Inoltre confligge con la dottrina consolidata della Chiesa (lasciamo stare il CCC postconciliare) e la sana teologia. E' indubbio che l' "innatismo" può portare al "giustificazionismo". Questo è il punto.

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  14. Tralcio,
    grazie per l'apprezzamento che e'del tutto ricambiato. Imparo molto leggendo quello che scrivi, e mi edifico anche.

    Tu fai l'esempio del "cieco nato". Appunto il cieco nasce tale, per un errore genetico o cromosomico, piu' frequentemente per infezioni virali o batteriche contratte dalla madre durante la gravidanza.
    Ma un bambino NON nasce omosessuale. Puo' nascere con malformazioni degli organi sessuali o con anomalie cromosomicheo alterazioni genetiche che causano una produzione patologica degli ormoni sessuali. Sono patologie rare, organiche, tutt'un'altra cosa
    Si può nascere rarissimamente veri ermafroditi, o pseudoermafroditi, meno raramente, ma NON omosessuali. Nessuna ricerca finora ha dimostrato questa cosa.
    Quindi, per quanto corrotta dal PO sia la natura umana, non è tale da nascere contro natura. Può nescere ipo- natura o iper- natura, ma non contro- natura.
    È DOPO, per una serie di motivi, che il più delle volte, credimi, si risolvono purtroppo in una violenza sessuale, che si diventa omosessuali. E quando non si è ancora " ne' carne, ne' pesce", quando all' ingenuità e purezza dell'infanzia subentrano la curiosità, gli effetti fisici e psicologici della " tempesta" ormonale, le modifiche a volte brusche del proprio corpo, quel sentire che c'è qualcosa, ma non si capisce cosa, di differente nel proprio corpo e nella propria mente, e NESSUNO te lo spiega o ti aiuta a capirlo ( e sec. me questo succede molto di più ai maschi che alle femmine, di solito, prima o poi la madre le cose le spiega, mentre dubito che molti padri non parlino affatto coi figli maschi di ciò), e allora anche un incontro nefasto può decidere del futuro.

    Niente d'innato, mam tutto acquisito. Nurture, not nature.
    Se solo si potesse studiare il fenomenoseriamente scientificamentr ! invece più si va avanti, più e' dofficile. Ci accusano di essere medioevali, e non vedono che loro sono a livello sciamanico. Altro che metodo galileiano !
    . Finché , anche qui, ci penserà la Realtà ad aprirci gli occhi.

    Rr

    Rr

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  15. @ "L'innatismo puo' portare al giustificazionismo" dice giustamente Silente

    Giustissimo. Non si insistera' mai abbastanza su questo punto. Le "rivendicazioni gay" si basano proprio sul presupposto che la tendenza omo sia innata, quindi immutabile. Hanno inventato la pseudo-opposizione "omo-etero" proprio per questo. Continuando nella degenerazione concettuale, alla fine si arrivera' a capovolgere completamente l'ordine delle cose, si dira' che la tendenza naturale e' quella omo mentre sara' "l'eterosessualita'" ad esser considerata contro natura. Siamo avviati su questa strada, non c'e' dubbio.
    Ora, gia' il fatto che un certo numero di omosessuali potenziali e/o praticanti sia riuscito a guarire, vincendo la tendenza perversa, grazie all'aiuto della scienza ben impiegata, dimostra di per se' che la tendenza non e' innata e pertanto immodificabile. Che non possa esserlo, appare anche al semplice buon senso e alla recta ratio. Se fosse innata, bisognerebbe tra l'altro dire che Dio avrebbe creato quel determinato individuo con "quella" tendenza ossia con la tendenza al male rappresentato dal suddetto vizio. Ma questo non puo' essere. Dio ci ha creato buoni, il male viene dalla Caduta. E in tutte le tentazioni opera sempre il Demonio anche se non ne e' l'unica causa, trovandosi essa anche in noi, sempre per via delle conseguenze del peccato originale. A. R.

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  16. Tutto il resto e' noia...22 febbraio, 2016 08:35

    http://www.tempi.it/come-si-esce-dal-supermarket-dei-diritti-il-lager-delle-liberta#.Vsq5OJPhCi4

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  17. ormai a scuola si va per far tutto fuorchè imparare qualcosa. Pacchetti di qua, progetti di la, ma quando imparano sti figli, la matematica, le basi della grammatica, storia, geografia, insomma la scuola non doveva servire per trasmettere il sapere umano?

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