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giovedì 18 febbraio 2016

Don Pierangelo Rigon che visse di Liturgia che ora celebra eternamente

Riprendo, commossa, da MiL. Seguivo don Pierangelo Rigon ogni giorno nelle mie rapide incursioni su Facebook. Ricordo di averlo incontrato ad uno dei primi Convegni Summorum Pontificum, a Roma. Requiem aeternam dona ei Domine....

Don Pierangelo Rigon era un serio e sereno difensore e diffusore della Liturgia Antica; ha organizzato in modo scientifico un meraviglioso museo della Liturgia nei locali della sua canonica; dotto, anzi dottissimo sia in teologia che in liturgia era altrettanto umile; celebrava da anni coram Deo in entrambi i riti, riuscendo amabilmente a coinvolgere la Comunità ed a guidarla verso la santità; curò molto le vocazioni sacerdotali... insomma: un sacerdote vero e santo come oggi pochi ce ne sono!!!!
Visse di Liturgia (era dottore in Sacra Liturgia) e propter Liturgiam.
Che ora celebra eternamente...
Soffriva di cuore da tempo, ed è mancato questa mattina presto. [17 febbraio]
Un Confratello Sacerdote
Dal sito della Sua Parrocchia di S. Pancrazio in Anzignano di Sandrigo (Vi) :
Don Pierangelo Rigon nasce a Sandrigo nel 1957 ed entra nel seminario vescovile di Vicenza nel 1968. 
Dopo la scuola media, frequenta il liceo classico e, successivamente, la teologia sempre nel medesimo istituto. 
Successivamente s’iscrive alla facoltà di Sacra Liturgia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo a Roma. Viene ordinato sacerdote a Sandrigo il 9 aprile 1983, per l’imposizione della mani del Vescovo Mons. Arnoldo Onisto. 
Nel 1986 consegue la licenza in Liturgia e rientra a Vicenza, con l’incarico di segretario dell’Ufficio Liturgico Diocesano e la collaborazione pastorale in alcune parrocchie (in particolare a Povolaro dal 1989 al 2002).
Per alcuni anni è anche incaricato dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola media inferiore e all’istituto tecnico di Marostica. 
Ritornato a Roma nel 2002, ospite dei monaci benedettini di San Paolo fuori le mura, elabora una tesi dottorale in Sacra Liturgia, difesa l’11 maggio 2005, avente come titolo: "Per ritus et preces ... consummentur in unitatem cum Deo" - L'opera liturgica del card. Alfredo Ildefonso Schuster (1880-1954). 
È il primo, e finora unico, sacerdote vicentino con tale specifico dottorato. 
Il 2 giugno 2005, il presidente Ciampi conferiva l’onorificenza di Cavaliere “per meriti culturali” a don Pierangelo. 
Rientrato in diocesi gli viene affidato l’incarico di amministratore parrocchiale di Ancignano, costituita in unità pastorale con Sandrigo. 
In questa comunità si dedica soprattutto alla riscoperta del valore della Tradizione Cattolica, recuperando gli oggetti sacri del culto e della pietà popolare (collocati in una piccola mostra permanente nei locali della canonica), e impegnandosi a fondo nel radicale restauro della piccola, ma antica e preziosa, chiesa di San Pancrazio, che tanti considerano “un gioiello”. 
Dopo le disposizioni contenute nel motu proprio "Summorum Pontificum" (2007) di Benedetto XVI, don Pierangelo avvia subito l’esperienza della cosiddetta "Messa in latino", celebrata dapprima saltuariamente, ma dall’Avvento del 2011 ogni domenica e festa di precetto alle ore 17.00. 
Con la paterna benedizione del Vescovo mons. Beniamino Pizziol, che l’1 dicembre 2013 partecipava all’Eucarestia secondo la Forma straordinaria del Rito Romano, don Pierangelo assicura attualmente la cura pastorale dei fedeli che sono legati al Rito Romano antico, nell’unica chiesa della diocesi di Vicenza in cui esso viene celebrato. 
Iscritto all’Albo dei giornalisti del Veneto nel 2008, ha scritto numerosi articoli per alcuni giornali locali e per riviste teologiche specializzate. 
Fonte : Parrocchia San Pancrazio
* * *
Il commosso ricordo di Don Pierangelo del Circolo Liturgico Pio VII (qui)
Io sono il primo e l’ultimo e il vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi”. Così, il Risorto si rivela all’apostolo Giovanni, che ne è il testimone e l’annunciatore a noi. È la splendida realtà della Pasqua, l’annuncio che il mondo attendeva dai secoli eterni. Dio, in Gesù, ci ha dato salvezza, comunione con lui, quindi la vera vita. È il magnifico destino dell’uomo, di ogni uomo, fatto per unirsi al suo creatore e godere della stessa gloria. Vocazione sublime, intralciata dalla colpa, ma ridiventata possibile per chi accetta, con Cristo, di passare dalla morte alla vita. Egli infatti “spezzando i vincoli della morte è risorto vincitore dal sepolcro e ha ricongiunto la terra al cielo e l’uomo al suo creatore” (Preconio Pasquale).  (9 aprile 1983, Incipit dell'omelia della prima Santa Messa di don Pierangelo)
(Foto: La recente Santa Messa in Rito Antico celebrata proprio da don Pierangelo lo scorso sabato 6 febbraio 2016 nella cattedrale della sua diocesi, a Vicenza)

6 commenti:

  1. Anche questa sera verrà recitato il Santo Rosario in memoria del caro don Pierangelo alle 19.45 nel Duomo di Sandrigo.
    La camera ardente sarà allestita domani mattina dalle 8.30 alle 12 nella chiesa di San Pancrazio in Ancignano.
    La cerimonia funebre sarà celebrata dal Vescovo di Vicenza, mons. Pizziol, domani alle 15 nel Duomo di Sandrigo, preceduta alle 14.30 da un momento di raccoglimento e di ascolto di alcune testimonianze in ricordo dell'amatissimo sacerdote.

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  2. In Paradisum deducant te Angeli...

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  3. Un dispiacere incolmabile la perdita di un sacerdote vero e autentico Cattolico......mi mancherai e ci mancherai tantissimo.....

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  4. Tutto ciò che il Signore unisce continua a vivere in Lui...

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  5. Preghiamo per lui. E preghiamo anche ii vecchio prete infermo cui avevo accennato qualche giorno fa. Non solo temo che i suoi giorni su questa terra sono alla fine; non solo in questo momento sembra abbandonato da tutti, ma:
    a) temo davvero che qualcuno (ci metto ancora il beneficio del dubbio), approfittando della sua infermità, gli ha giocato un brutto "scherzo";
    b) le possibilità che possa andarsene accompagnato dalla Messa cui è rimasto fedel tutta la vita sono ben scarse. Va a finire che, da morto, dovrà subire quella liturgia che, da vivo non ha mai voluto.

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  6. Io lo sento ancora presente...e sono certo che, seppur vicino al Padre, egli é ancora vicino a noi. Era speciale...e sono certo che dal cielo potrà continuare ad esserlo. Ora lo abbiamo tutti più vicino di prima...seppur dal cielo. Che ci aiuti ad avere santi sacerdoti e ad amare il Signore con quella fede e quella umiltà di cui profumava qui in terra.

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