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venerdì 6 maggio 2016

In concomitanza con la Marcia per la Vita, il Rosario per la vita e la Famiglia

Roma, Domenica 8 maggio, La ​Marcia per la Vita: segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte. Puntuale ci giunge un invito da parte del Card. Raymond Leo Burke nell'ambito dell'Operazione 'Assalto al Cielo' [qui - qui]

Oggi ci troviamo nel pieno di una sfida temibile per la dignità inviolabile della vita umana innocente, e la fonte della vita umana divinamente designata è la famiglia costituita dalla unione indissolubile, fedele e procreativa di un uomo e una donna.

Come cattolici, il nostro primo dovere morale consiste nel difendere e promuovere la dignità inviolabile della vita umana innocente e della sua culla: il matrimonio e la famiglia. I comandamenti di Dio che ci chiamano a rispettare nostro padre e nostra madre e ogni vita umana, sono scritti nel nostro cuore da Dio fin dal primo momento del nostro essere. Non rispettare la famiglia e la vita umana, può significare solo una cosa per noi: la morte. Chiamati ad essere collaboratori di nostro Signore Gesù Cristo nella sua missione di salvezza del mondo, la nostra prima responsabilità, iscritta nel nostro essere più profondo, è quella di rispettare la famiglia e la vita umana. Non possiamo portare la luce di Cristo al mondo se prima non difendiamo la famiglia e la vita umana dai molti attacchi di chi sceglie la morte, di quelli che sono gli agenti di quella che Papa San Giovanni Paolo II ha giustamente definito una cultura di morte... 

Non importa quanto difficile possa sembrare la battaglia, siamo obbligati a lottare per il matrimonio e per la fecondità della famiglia. Fallire nell'impegno in questa battaglia significa il tradimento della nostra natura più profonda. Come faremo a combattere la battaglia a favore del fondamento della società umana e dei nostri fratelli e sorelle più indifesi? La nostra arma prioritaria e più importante è la preghiera e soprattutto il Rosario, che è una delle nostre preghiere più potenti. Data la gravità degli odierni attacchi alla vita umana, al matrimonio e alla famiglia, assaliamo il cielo con la preghiera. Nella nostra comunione con Dio, in unione col glorioso cuore trafitto di Gesù, attraverso la preghiera, riceviamo il dono dell'amore invincibile per la famiglia e il suo frutto, la vita umana fatta a immagine e somiglianza di Dio, così grandemente necessaria nel nostro tempo.

La Madre di Dio, nostra Signora di Guadalupe, è apparsa sul continente americano nel 1531, in un momento in cui vigeva la pratica diabolica dei sacrifici umani e c'era la minaccia di una guerra tra i nativi americani e gli europei. Col risultato della perdita violenta della vita di migliaia e migliaia di persone su entrambi i fronti. È apparsa a San Juan Diego per condurci alla misericordia e all'amore di Dio, incarnato nel nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio e suo Figlio. Uniformando i suoi amati figli e figlie al Cuore di Gesù, la Madonna di Guadalupe è diventata madre di una cultura della vita, della fede e della pace tra tutti i popoli. Lei è la Madre di tutti noi, in tutti i continenti, in ogni epoca. Davanti alle sfide temibili che abbiamo di fronte nella battaglia per la salvaguardia della vita umana e della sua culla, la famiglia, rivolgiamoci alla Madre di Cristo, chiedendo la sua intercessione, così come intercedeva per noi nel 1531, affinché possiamo por fine a iniziative che compromettono la dignità inviolabile della vita innocente e indifesa e violano l'integrità del matrimonio e della vita familiare come Dio l'ha pensata "fin dall'inizio".

Imploriamo l'intercessione della Vergine di Guadalupe, Madre di Dio, attraverso la potente preghiera del Santo Rosario. La Madonna di Guadalupe è la nostra grande alleata nella battaglia per la tutela e la promozione della famiglia e di tutta la vita umana. Lei ci attira al mistero dell'amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Con lei, pregando i misteri del Rosario, contempliamo il mistero dell'amore incessante e incommensurabile di Dio per noi in Gesù Cristo. Prendiamo ispirazione dalla vittoria che nostro Signore ha concesso ai cristiani d'Europa nel 1570, che hanno affrontato la riduzione in schiavitù e la distruzione per mano delle forze musulmane nella battaglia di Lepanto.

Nella battaglia di Lepanto, l'intercessione di Maria è stata implorata in maniera duplice. In primo luogo, l'immagine della Madonna di Guadalupe che aveva toccato l'immagine miracolosa sulla tilma di San Juan Diego, è stata intronizzata nella cabina dell'ammiraglio della flotta cristiana, Giovanni Andrea Doria. In secondo luogo, il Santo Padre, Papa San Pio V, ha chiamato alla preghiera del Rosario i cristiani di tutta l'Europa. La Madonna ha ascoltato le preghiere dei suoi figli, e ha risposto in modo molto potente. In una battaglia che sembrava essere senza speranza, Dio ha concesso la vittoria per intercessione della Beata Vergine Maria sotto i suoi titoli di Nostra Signora di Guadalupe, Nostra Signora della Vittoria, e Madonna del Santo Rosario.
Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria,
abbi pietà di noi.
Nostra Signora di Guadalupe, Madre di Dio e Stella della Nuova Evangelizzazione, prega per noi.
Papa San Pio V, prega per noi.
San Juan Diego, prega per noi.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

10 commenti:

  1. "Non possiamo portare la luce di Cristo al mondo se prima non difendiamo la famiglia e la vita umana dai molti attacchi di chi sceglie la morte, di quelli che sono gli agenti di quella che Papa San Giovanni Paolo II ha giustamente definito una cultura di morte..."

    La Marcia per la Vita ha superato la censura , Deo Gratias ...



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  2. Segnalo due articoli di Elisabetta Frezza:

    http://www.riscossacristiana.it/laltra-faccia-della-amoris-laetitia-leducazione-sessuale-e-di-genere-obbligatorie-anche-per-la-chiesa-di-elisabetta-frezza/

    http://www.riscossacristiana.it/lo-dice-il-corrierone-la-gravidanza-e-la-nascita-vanno-separate-dalla-donna-la-maternita-e-superata-di-elisabetta-frezza/

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  3. Questa cultura della morte è quella che, interiorizzata, porta al cupio dissolvi di tante vite che, costrette e/o indotte a non vedere oltre il meccanismo scientifico della vita, cercano, spesso inconsapevolmente, la morte in ogni manifestazione della vita stessa:salute,lavoro, attività ricreative,cultura, arte, religione. Queste manifestazioni vitali sono portate, con gusto, da molti ai loro limiti estremi dove la vita confina con la morte. Questo accade non solo nelle vite di singole persone ma anche nelle visioni più ampie, tipo quelle politiche,che sono portate al confine con la morte o alla morte stessa per migliorare la vita, come viene detto per togliersi quel fastidio interno che non proviene da nessun meccanismo scientifico misurabile.
    La Chiesa cattolica, dimentica nei fatti del suo Signore, si sta gingillando col mondo e la sua cultura, non converte il mondo e perde se stessa e la propria ragion d'essere.

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  4. Segnalo:

    «Nessun Papa può cambiare la dottrina sui sacramenti»

    di Lorenzo Bertocchi


    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-nessun-papa-puo-cambiare-la-dottrina-sui-sacramenti-16069.htm

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  5. Non si può stare al cospetto di "Nostra Signora delle Vittorie e del Santo Rosario" e partorire poi una enciclica che sfigura e lacera la Chiesa Cattolica. In occasione di un viaggio apostolico, qualcuno, che ha avuto il privilegio di pregare privatamente di fronte alla tilma raffigurante la sacra immagine della Madonna di Guadalupe, non ebbe un malore improvviso?

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  6. http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_05/pass-ztl-zia-morta-8-mesi-carcere-chaouqui-1ef8950e-12f0-11e6-918d-cff62dc61260.shtml

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  7. A proposito di famiglia,lo sapevate che con Amoris laetitia il Papa propone una “Chiesa familiare”?
    Lo pensa e lo dice mons. Paglia che è a capo del Pontificio Coniglio per...la famiglia e che sta organizzando seminari a porte chiuse(!) per istruire chi è chiamato a diffondere l`AL secondo gli intenti di Bergoglio.
    Che dice d`altro Paglia?
    Che:

    "La recente esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco «richiede una sorta di riforma stessa della Chiesa, una nuova forma ecclesiae: una Chiesa che sia famiglia più che istituzione, più che complesso di norme, una Chiesa capace perciò di accompagnare e integrare tutte le famiglie, nessuna esclusa, tutte le persone, nessuna esclusa»


    E che:

    "Il Pontificio Consiglio ha sentito perciò la responsabilità di coinvolgere anche i teologi e le teologhe non per una “teologia da tavolino”, per usare una espressione del Papa, ma per una teologia che parta dalla realtà della comunità cristiana. In questo senso i seminari desiderano coinvolgere la riflessione teologica per accompagnare una ricezione robusta dell’Amoris laetitia. La presenza di incomprensioni o di profeti di sventura ci spinge a mettere immediatamente sulla strada questa grande passione del Papa e della Chiesa per tutte le famiglie». 

    Ricezione robusta!?! E in fretta? E organizzata a porte chiuse?
    Contro chi?
    Ma contro i profeti di sventura che, "nella chiesa di Francesco" sono coloro che difendono la Parola del Signore, che non pensano che sia la Sua Parola a doversi piegare alla "realtà della comunità eccelsiale" al punto di tradirne la lettera e preferiere alla lettera lo spirito, uno spirito lasciato alla libera interpretazione di ognuno.


    http://www.lastampa.it/2016/05/05/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/paglia-con-amoris-laetitia-il-papa-propone-una-chiesa-familiare-LuaUZVPYxE4Q6Bcc6BD6nL/pagina.html

    C`è ancora chi ha un dubbio sui metodi e sugli intenti del vescovo di Roma?

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  8. Card. Burke: “Non possiamo portare la luce di Cristo al mondo se prima non difendiamo la famiglia e la vita umana dai molti attacchi di chi sceglie la morte”

    “possiamo”: non ci è consentito o siamo impossibilitati ?
    Se non ci è consentito in quanto non saremmo credibili, può andar bene, nel senso che poiché “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama, Giov 14, 20”, ecco che difendere la famiglia e la vita (in quanto comandi di Cristo) è anche (ma non solo) predicare Cristo. E’ necessario però che ciò sia fatto in modo esplicito (difendo la famiglia e la vita perché amo Cristo).
    C’è una insidia comunque, quella di voler giudicare la bontà di una predicazione dalla qualità morale del predicatore, per cui chi conduce una vita non proprio virtuosa o peggio, non potrebbe per ciò stesso predicare il Vangelo: ma Gesù ci insegna invece che : “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere (Mt, 23, 3). Perciò non siamo credibili se siamo incoerenti, ma questo non vuol dire che non dobbiamo predicare il Vangelo, riconoscendo i nostri errori e i nostri peccati contro il Signore.

    Se invece l’accezione del “possiamo” è quella che saremmo impossibilitati in quanto la condizione del difendere la legge naturale è determinante come via libera per la predicazione di Cristo, allora sorgono difficoltà. E questo sembra avvalorato dal “prima” che viene posto poco dopo il “possiamo”.
    Sembra infatti che se “prima” non si difendono i contenuti della legge naturale non si possa “poi”, in conseguenza, essere testimoni credibili del Signore.
    Ma amare il Signore è prima conoscerlo, non si può amare qualcuno che non si conosce. Quindi occorre predicarlo, altrimenti come si fa a farlo conoscere ? Quindi : predicare per far conoscere; amare ciò che si è conosciuto; praticare ciò che l’oggetto dell’amore chiede ed insegna.
    Poiché la legge naturale è scritta nel cuore di ogni uomo dal Signore sin dal primo istante del nostro concepimento, è Lui la causa di questa legge, che senza di Lui decadrebbe e non sarebbe (in saeculum saeculi praeceptum posuit et non praeteribit, Ps 148). Allora noi portiamo, a chi non ha ne ha ancora ricevuto l’annuncio il Santo Vangelo prima (sforzandoci, docili alla Grazia, di sottomettere la nostra volontà corrotta dal peccato alla Sua volontà salvifica e redentrice), perché solo mossi da questa causa, poi noi possiamo praticare ciò che ci viene comandato. Altrimenti se la legge naturale diventa fine a sé stessa, senza che conosciamo e desideriamo il Fine (che è anche la Causa che la giustifica) che la sua accettazione (l’accettazione della legge naturale) ci farà conseguire, l’osservarla è un opera morta perché non vincolata alla Carità (che è vincolo di perfezione e con cui solo possiamo meritare).
    Se si pensa che l’osservare la legge naturale sia il preludio alla evangelizzazione, direi che siamo fuori strada, in quanto è vero il contrario.

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  9. Prendiamo atto della realtà
    Credo che sia giunta l'ora di porci seriamente la domanda fondamentale dei nostri giorni:
    come mai la Russia, ma ancor più la Polonia, l'Ungheria, ora anche l'Austria, tra poco la Croazia, pensano e agiscono in un modo (anti-immigrazionismo, difesa della nazionalità, del popolo, delle tradizioni, e ora, almeno in Polonia, perfino della vita) che contrasta pienamente con tutto il resto dell'Europa e dell'Occidente, mentre Francia, Spagna, Inghilterra, Germania e, ovviamente prima nella fila degli idioti, Italia, agiscono esattamente in maniera opposta? Ovvero: come mai gli europei orientali e mitteleuropei sono ancora sani e possiamo dire legati ai principi cristiani naturali, mentre gli europei occidentali sono morti nell'anima e quindi votati al suicidio?
    Ma la vera domanda è un'altra: in riferimento all'immigrazionismo in particolare, come mai il mondo cattolico di questi Paesi si schiera massiccio in difesa delle scelte politiche dei loro governi mentre il mondo cattolico dei Paesi dell'Europa occidentale si schiera massiccio in difesa delle scelte dei loro governi? Ovvero: come mai il mondo cattolico si schiera sempre con chi comanda e mai con chi ha ragione? E solo se chi comanda ha ragione allora casualmente si schiera con chi ha ragione. Come mai?
    Ma v'è ancora un'ultima domanda: ora la Polonia fa un passo ulteriore, che dovrebbe vedere tutti felici e contenti: difende la vita contro l'abortismo. L'aborto è condannato da tutta la Chiesa (o quasi) e soprattutto dal suo Magistero infallibile come omicidio. Tutto il pontificato di Giovanni Paolo II è stato impostato sulla condanna dell'aborto. Benedetto XVI ha fatto altrettanto, anche se con minor vigore. Perfino l'attuale non osa porre in dubbio questo tema.
    Eppure... non ho sentito nessuno, ma proprio nessuno, elogiare, difendere, appoggiare, la Polonia, né nelle gerarchie né nei media cattolici (sempre attentissimi agli eventi di rottura...) né nel "laicato impegnato".
    Dove siete finiti tutti quanti, ora che c'è un governo che difende la vita contro tutto e contro tutti?
    Non riesco a capire...
    Una cosa la capisco, però: noi siamo morti, loro sono ancora vivi. La speranza ormai viene da est, e questo è un vero e proprio ribaltamento di tutta la storia europea e occidentale. Mi riferisco all'aborto, ma anche alal difesa degli europei, delle loro terre, donne, culture, radici, libertà, etnie, civiltà.
    Tante volte noi europei occidentali abbiamo difeso gli orientali dai mali che venivano da oriente. Ora tocca a loro difenderci dai mali che vengono dall'intestino dell'Occidente.
    Prendiamone atto. Oggi, siamo tutti polacchi.
    (Massimo Viglione)

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  10. @Luisa, 6 maggio 2016 13:27
    ...tutte le famiglie, nessuna esclusa,tutte le persone,nessuna esclusa.
    ...per una teologia che parta dalla realtà della comunità cristiana.

    La prima citazione, che riguarda l'inclusione di tutti, mi ha riportato alla mente le comuni di sessantottina memoria, dove le donne erano di tutti ed i figli pure,da cui discese che i figli non erano di nessuno e le donne implicitamente avviate al mestiere più antico del mondo.Gli uomini fatti di erba seguivano sorte analoga.

    La teologia, se tale è, parte dall'alto, da Dio. Dal basso partì la torre di Babele, mentre dall'alto discende la Gerusalemme celeste.Ritengo che mons. Paglia intendesse una sociologia, studio di fenomeni e processi sociali mediante tecniche di analisi ispirate alla metodologia delle scienze naturali,al fine di elaborare previsioni operative (per definizione sociologia vedi Il Nuovo Zingarelli p.1824)

    Auguro a mons. Paglia di diventare ed essere un filo di quella paglia a cui fece riferimento San Tommaso,quando sollecitato a completare la Somma, rispose:"Non posso più. Tutto ciò che ho scritto, non mi sembra che paglia a paragone di tutto ciò che ho visto e che mi è stato rivelato".

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