Pagine fisse in evidenza

giovedì 14 luglio 2016

FdS ==> Fede di Sempre. Manuale di sopravvivenza spirituale

Per i precedenti cliccare quiquiquiqui - qui.

NEWSLETTER 2016 – 36
I tempi che viviamo sono quel che sono. Certamente la situazione non è facile, ma nemmeno possiamo ritenerla disperata. Anzi, disperare della salvezza, l’unica cosa a cui dovremmo tenere veramente, è uno dei sei peccati contro lo Spirito Santo. In effetti significa sottovalutare l’amore di Dio nei nostri riguardi. No, in qualsiasi situazione che viviamo, il Signore ci dà sempre la possibilità e gli strumenti per trovare in Lui la salvezza, anche in tempi di crisi, anche quando non riusciamo nemmeno più a trovare un sacerdote cattolico che celebri la Messa o che ci possa impartire i sacramenti, confessione compresa.
Ma come fare? Anzitutto, quasi come premessa, è buona cosa essere sempre pronti e vigilare: noi non sappiamo quando arriverà l’ora del nostro trapasso e godere di buona salute non è ancora una garanzia assoluta. Quindi, come ogni volta che partiamo in viaggio abbiamo con noi la valigetta del primo soccorso, allo stesso modo nel nostro pellegrinaggio terreno noi dovremmo sempre poter disporre di un manuale di sopravvivenza spirituale. Dovremmo cioè sapere alcune cose basilari che ci possono essere di grande aiuto ovunque e in qualsiasi situazione. Vediamone alcune.

1) Conoscere lo scopo per cui Dio ci ha creati ed agire di conseguenza. 
Dio ci ha infatti creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell’altra, in Paradiso. (Catechismo di San Pio X. Domanda 13). Vivere secondo Dio è dunque fondamentale, per questo dobbiamo credere le verità rivelate da Lui e osservare i suoi comandamenti, con l’aiuto della sua grazia, che si ottiene mediante i sacramenti e l’orazione. (Catechismo di San Pio X. Domanda 27).
Per meglio conoscere e ricordare queste verità e questi insegnamenti possono essere un valido aiuto delle formule o sintesi catechistiche che riportano il decalogo, i comandamenti della carità, i precetti, le virtù, le opere di misericordia, ecc. Può essere utile ripassare e meditare queste formule con una certa frequenza.

2) Il Battesimo è fondamentale per la nostra vita soprannaturale. 
Effetto di questo sacramento è la remissione del peccato originale e attuale e l’infusione della Grazia che ci fa partecipi della vita divina e ci fa figli di Dio.
Cosa fare se non c’è il sacerdote? Ognuno, in caso di necessità, può battezzare. Il Battesimo si dà versando per tre volte dell’acqua sul capo del battezzando in forma di croce e dicendo nello stesso tempo le seguenti parole: “Io ti battezzo nel nome del Padre (prima infusione) e del Figlio (seconda infusione) e dello Spirito Santo (terza infusione)” . Se ci sarà tempo o si presenterà l’occasione, un sacerdote completerà le altre cerimonie del rito. (Spiegazione del Catechismo di San Pio X, Padre Dragone. Domanda 294)
Nessuno si può salvare senza Battesimo. Quando però non si possa ricevere il Battesimo di acqua, basta il Battesimo di sangue, cioè il martirio sofferto per Gesù Cristo, oppure il Battesimo di desiderio, che è l’amore di carità, desideroso dei mezzi di salute istituiti da Dio. (Spiegazione del Catechismo di San Pio X, Padre Dragone. Domanda 280)

3) Purtroppo siamo peccatori: riconosciamolo! 
Il peccato mortale priva la nostra anima della grazia divina che è la sua vita: è importantissimo tornare al più presto in stato di grazia.
II peccato è offesa e distacco da Dio e attaccamento alle creature e ci merita i castighi divini privandoci dei diritti alla vita eterna. Per lasciare il peccato e riavere il diritto alla vita eterna e all’unione con Dio occorre che la nostra volontà si distacchi dal peccato, lo detesti, se ne allontani, si decida a non peccare più e ad aderire a Dio, unendosi a Lui. La virtù che ci inclina a distaccarci dal peccato, a detestarlo con la volontà, a non volerlo più commettere è la penitenza, virtù tanto necessaria che chi ha peccato mortalmente e non si pente nemmeno in punto di morte non può ottenere il perdono e la salvezza eterna. Evidentemente la penitenza, come ogni virtù, va esercitata altrimenti deperisce. Normalmente per ottenere la remissione dei peccati ci si accosta al sacramento della confessione. Tuttavia sempre, ma specialmente dopo aver commesso un peccato mortale, è importante provare al più presto un dolore perfetto per il peccato commesso.
Il dolore perfetto o contrizione è il dispiacere dei peccati commessi, perché sono offesa a Dio nostro Padre, infinitamente buono e amabile, e cagione della Passione e Morte del nostro Redentore Gesù Cristo, Figliuolo di Dio. È detto perfetto perché nasce da un motivo perfetto, cioè l’amore filiale di Dio o carità, e perché ci ottiene subito il perdono dei peccati, sebbene resti l’obbligo di confessarli, evidentemente appena sarà reperibile un confessore. (Spiegazione del Catechismo di San Pio X. Domanda 363 e 364)
In questo senso l’atto di dolore qui sotto riportato è anche molto istruttivo. Infatti
  1. esprime il dolore imperfetto: “perché peccando ho meritato i tuoi castighi” (cioè ho paura dei castighi di Dio),
  2. esprime anche il dolore perfetto: “e molto più perché ho offeso Te” (cioè ho capito il tuo amore infinito di Padre);
  3. di qui nasce il proposito: “propongo di non offenderti mai più” e quindi
  4. la volontà decisa di star lontano dal peccato e di “fuggire le occasioni prossime di peccato”.
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.
4) “Chiedete e vi sarà dato” (Mt 7,7-8). 
Senza la preghiera non si fa nulla. Senza l’aiuto celeste, senza la Grazia divina, la vita spirituale appassisce. Si preghi Dio Padre onnipotente, per mezzo di Gesù Cristo suo Figlio, attraverso lo Spirito Santo! E si chieda l’intercessione e l’aiuto di Maria Santissima - colei che con il suo fiat ha da subito collaborato con l’opera salvifica di Dio - e di tutti i santi (martiri, confessori, vergini o semplici credenti), che ben conoscono le difficoltà della vita per averle vissute. Non dimentichiamo neppure gli Angeli, che da Dio hanno ricevuto il compito di assistere noi, le nostre famiglie, i nostri paesi e nazioni e di difenderci dalle possenti forze del male e del demonio, che già combatterono. È importante chiedere la Grazia di poter accrescere la fede, la speranza e la carità. Ma non meno utile è chiedere sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio. In genere è bene far ricorso alle preghiere che la Chiesa già conosce e propone. Spesso le preghiere spontanee non hanno la stessa ricchezza dottrinale e profondità spirituale delle altre. Infine la Madonna, nelle sue numerose apparizioni riconosciute, ci ha spesso indicato nella recita del Santo Rosario un mezzo efficace per ottenere grazie e protezioni dal cielo. In poche parole, concludendo, è importante chiedere aiuto a chi lo può dare o a coloro che possono intercedere a tal fine!

5) Studio della dottrina cattolica, Sacre Scritture e buone letture.
La fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato.
La dottrina della fede è trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto. È da respingere del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; è da condannare similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito . (Dal giuramento antimodernista. Punti quarto e quinto)

Quindi, per conoscere la dottrina di Cristo, è necessario averla nell'intelletto e nel cuore: va dunque studiata, meditata ed amata. Si presti particolare attenzione al fatto che la Rivelazione si è compiuta ed è terminata con la morte dell’ultimo apostolo. Diffidiamo delle novità dottrinali, fosse anche un angelo del cielo che ce le trasmettesse (Gal: 1,6-10): la dottrina può essere approfondita, ma non può arricchirsi di nuove verità o tralasciarne altre!

Con questi insegnamenti impressi nella mente e nel cuore, con un immenso Amore per Dio e specialmente confidando nella sua grazia e misericordia, ci apprestiamo a combattere la buona battaglia, sperando di riuscire anche noi a conservare la fede così da poter un giorno accedere al Paradiso celeste! Che il Signore ci aiuti e ci protegga sempre e se possibile, a tal fine, ci dia sempre dei buoni e santi sacerdoti!
FdS (lafededisempre@bluewin.ch)

33 commenti:

  1. Puntuale come sempre, Magister:

    "Gesù tornerà da Oriente. Ma in Vaticano hanno perso la bussola"

    "La Santa Sede sconfessa il cardinale Sarah, che nella messa vuole che preti e fedeli siano tutti "rivolti al Signore". Ma lui non cede e rilancia la proposta. Da Ratzinger a Bergoglio, l'incerto destino della "riforma della riforma""
    

di Sandro Magister

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351338

    RispondiElimina
  2. Perdonate la pignoleria14 luglio, 2016 07:44

    Scusatemi,
    tutto bellissimo ciò che è scritto in questo testo. Solo,come dite, mi sembra che manchi un particolare. Diceva un celebre scrittore comunista, di cui non ricordo il nome:"Fin quando esisteranno le regole grammaticali, non riusciremo a togliere Dio dalla testa della gente". Ora Dio è Santissima TRINITA', ovvero, se mai ci si deve rivolgere a qualcuno con il -VOI-, se non altro per motivi appunto grammaticali, questo è proprio Dio. Pertanto, mi sembra cosa buona e giusta, recitare le preci in generale e l'Atto di dolore in particolare, così come era riportato nei vecchi libri di preghiere: " “Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i VOSTRI castighi, molto più perché ho offeso VOI, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col VOSTRO santo aiuto di non offenderVi mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonaTEmi". Mie sensibilità personali? Particolari non essenziali? Può darsi, ma mi sembra bene tenerli presente. Grazie.

    RispondiElimina
  3. Non riesco a capire se è un troll o non so cosa.
    Il Voi credo che sia un residuo del grande rispetto del linguaggio ancora ottocentesco.
    Riferirlo alla SS Trinità mi pare una enorme sciocchezza perché Dio è UNO...
    Rivolgersi al Signore con il Tu, mentre è segno di confidenza non è certo mancanza di rispetto. Tutto dipende dal cuore di chi prega...

    RispondiElimina
  4. Il mio papà recitava la preghiera di Fatima alla fine delle decine del rosario usando il "voi" riferito a Gesù. Lo faccio anch'io e l'ho insegnato ai miei figli ... Anche a me sembra giusto ristabilire i diritti,anche grammaticali, di Dio almeno nelle preghiere della tradizione cristiana: sfumature che ci ricordano l'incommensurabile grandezza di Dio.
    Mari


    RispondiElimina
  5. "Non è che perché abbiamo un nuovo papa la visione del suo predecessore è invalidata. Tutto al contrario, il Santo Padre Francesco ha un immenso rispetto per la visione liturgica e le decisioni messe in opera dal papa emerito Benedetto XVI, in fedeltà scrupolosa alle intenzioni e agli obiettivi dei padri del Concilio".
    da http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351338

    Non riesco a capire:
    il card. Sarah
    è un inguaribile ingenuo,
    gioca a fare l'ingenuo,
    o sta tout-court provocando?

    RispondiElimina
  6. mic,
    personalmente quando uso il tu,mi riferisco ad una persona sola o a NSGC, o allo Spirito Santo, o al Padre nostro, perchè così mi sgorga dal cuore. L'atto di dolore lo recito sempre alla vecchia maniera,il voi, pur piacendomi, lo reputavo desueto. Illuminante questa sottolineatura delle tre persone della Santà Trinità, mi sembra calzante ed opportuna quindi ringrazio il "pignolo".

    RispondiElimina
  7. Caro Marius,
    dice con parresia quello che dovrebbe essere...

    RispondiElimina
  8. Mari,
    il Voi lo usava mia nonna e lo usano tutti gli amici del mio gruppo messa nel recitare il Rosario. Io uso il Tu perché è mia abitudine da sempre, non me ne faccio un problema e credo che non lo sia.

    RispondiElimina
  9. marius,
    Il Card.Sarah ritengo stia rivolgendosi alla parte migliore di Papa Francesco, di BXVI, pescando nel meglio del CVII. Roccambolesco? Sì, forse. Forse angelico. Nello sforzo di non trascendere.

    RispondiElimina
  10. http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/vescovo_barbone_promosso-1853743.html

    RispondiElimina
  11. Tornando alla bella riflessione proposta:

    "La fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato."

    A partire da questo assenso della mente e del cuore, inizia l'"adesione" che è già unione. Ma poi, nella fedeltà, prosegue il radicamento che apre sempre ulteriori orizzonti e genera la somiglianza, che è 'configurazione' a Cristo, "cristificazione"..

    RispondiElimina
  12. Quando ci si rivolge a Dio si stabilisce una relazione interpersonale, e poichè le Persone divine sono tre sorge la domanda: a quale persona divina mi sto rivolgendo? Al Padre ovviamente quando recito il Padre Nostro, ma in generale? Qualcuno si rivolge mai allo Spirito Santo?

    RispondiElimina
  13. Quando mi rivolgo al Signore Gesù, SO che in Lui è presente, insieme al Figlio, anche il Padre e lo Spirito Santo.
    Anche quando prego il "Padre nostro", se anche mi rivolgo al Padre, sono nel Figlio e anche nello Spirito che da loro procede. Più che rivolgermi al Padre o allo Spirito Santo (cosa che può accadere in momenti particolari) mi capita di chiedere al Signore il Suo Spirito di Risorto o di intercedere presso il Trono dell'Altissimo per qualcosa in particolare....
    Anche se le Tre Persone sono distinte, non perdo mai l'inscindibile intrinseca unità. Non so come meglio dirlo ma è così.

    RispondiElimina
  14. Rivolgendoci al Padre includiamo al contempo L'Amante , L'Amato , L'Amore ( S.Agostino ) , non si possono dividere : sono Uno .

    RispondiElimina
  15. Meditare su cosa sia più corretto dire e pregare è sicuramente cosa meritoria e edificante. È giusto sottolineare il rispetto dovuto a Dio, ed è parimenti giusto rivolgerci a Lui come a un padre dandogli il più confidenziale "tu", come nel Padre Nostro. Il nostro pregare Dio è quindi una tensione che deve racchiudere entrambe queste prospettive. Chissà se sotto il cielo c'è magari una lingua che riesce ad accomunare questi due aspetti in un solo pronome? Purtroppo non la nostra.
    Certamente trovo molto più debole l'argomentazione che fa riferimento alla Trinità, anche perché l'esigenza grammaticale non è secondo me altrettanto importante come quella del rispetto dovuto a Dio.

    RispondiElimina
  16. Cara mic , perdonami , ma anch'io trovo più appropriato il "voi " . Quando ero bambina , e andavo d'estate in campagna , ricordo che i contadini si rivolgevano a mia nonna col "voi ",( vu-scià , e non eravamo nell'ottocento , mettiamo 50 anni fa ). Era un segno di rispetto , verso chi viveva in quella casa , un segno di memorie condivise , che non umiliava nessuno , ma dava un'idea di ordine , di continuità . Anzi , poi mia zia preparava la merenda per i loro figli ,miei amici , li portava in giro , li serviva, quindi . Ora è tutto crollato ,. ma è un bene ? Ora qualsiasi sconosciuto mi da del tu ,( io mi ostino col "lei " - il " voi " sarebbe anacronistico - tranne che per parenti ,amici , e per chi sento in sintonia ).Quindi , con Dio , io in segno della mia incommensurabile bassezza , (se sono figlia adottiva lo sono solo per sua incomprensibile degnazione ) , uso il voi . Confidenza , sì , e massima fiducia , ma siamo pur sempre creature , che tutto a Lui dobbiamo , a cominciare dal nostro essere . Nel Padre nostro usiamo istintivamente il "tu " , se lo diciamo in italiano , ma questo è dovuto alla traduzione del "tu " latino , che andava bene per schiavo e imperatore .

    RispondiElimina
  17. Viandante , questa lingua sotto il cielo c'è , ed è il latino .

    RispondiElimina
  18. Nel Padre nostro usiamo istintivamente il "tu " , se lo diciamo in italiano , ma questo è dovuto alla traduzione del "tu " latino , che andava bene per schiavo e imperatore.

    Cara murmex,
    sono consapevole di quel che dici (ho scritto che anch'io ascoltavo il "Voi" nelle preghiere di mia nonna"). Chiarissimo il senso del rispetto. Ma, crescendo nella fede, il "Tu"non è soltanto un fatto di cambiamento dei tempi e del linguaggio, e non scalfisce per nulla il rispetto dovuto al Signore. Quando il rapporto col Signore si fa più profondo c'è "io e Tu" e "Io e tu", pur sempre nella consapevolezza del peccato redento, della miseria assunta e della vita vera donata da Qualcuno infinitamente e indicibilmente più grande; ma che si è fatto uomo proprio perché, corrispondendogli, possiamo essere secondo la Sua volontà e mettere, per quel poco che possiamo un po' di "materiale da costruzione" del Suo Regno, che non è di questo mondo, ma che inizia già qui.
    Pensa, al di là del simbolo (grandioso: salvezza, nutrimento e incorporazione), anche a quel Suo farsi Presente in un frammento di pane "spezzato", proprio per venire incontro alla nostra povertà...

    RispondiElimina
  19. Certo che avete fatto una figuraccia con questa storia del Card.Sara.Comunque la celebrazione coram populo non e' invenzione della riforma liturgica post Vaticano II ma era possibile anche con il Messale Tridentino.Ci sono prove storiche costituite da pitture che raffigurano il Sacerdote rivolto verso il popolo.Anacoreta

    RispondiElimina
  20. Grazie, Fds.
    Un riassunto perfetto della Fds. E' bene sempre ripassare, ribadire. Semplice, essenziale, chiaro, coerente. Cattolico.

    Continua a colpirmi la differenza enorme del parlare tra il cattolico e il non cattolico o il cattolico confuso. E' nettissima. Come tra l'arrrosto e il fumo.

    Anna

    RispondiElimina
  21. Anacoreta,
    Troppo giovane o troppo ignorante? Ovvio che anche nel rito tridentino in ogni altare basilicale (aperto sui quattro lati) il sacerdote, pur celebrando rivolto ad Oriente, non volge le spalle al popolo.

    RispondiElimina
  22. Quando prego Gesù, essendo vero Dio, ma anche vero uomo, il Tu è privilegiato, essendo confidenziale. Parlo al mio Signore che è anche il più intimo amico. Quando invece adoro e prego la Santissima Trinità, come insegnato dall'Angelo del Portogallo a Fatima, il Voi diviene un prostarsi dinnanzi la Divinità Intera.

    RispondiElimina
  23. "Anonimo Perdonate la pignoleria ha detto..." : caro amico/a, mi piace far sapere che, giunto alla soglia dei 70 anni, non ho mai cessato di recitare l'Atto di Dolore, al termine della Confessione, usando il Voi nel rivolgermi al Signore, e nessun prete modernista ha mai osato riprendermi. Dirò di più : mi farebbe piacere rivolgermi anche a Maria SS.ma con il Voi, come sento che fanno i francesi pregando. Ricordo, in proposito, che in una Sua apparizione la Madonna ha raccomandato di usare il Voi rivolgendosi al Signore (Uno e Trino). Inoltre ogni volta che posso mi pace recitare le preghiere in latino, almeno quello universalmente conosciute, il Pater Noster, l'Ave Maria, il Gloria Pater, il Salve Regina (e magari anche il "sub Tuum presdium" e il "memorare" di S. Bernardo). Non posso che concludere con Laudetur Jesus Christus

    RispondiElimina
  24. Scusate, dimenticavo di dire che anch'io, come la cara Murmex, mi sono sempre rivolto a mia nonna paterna (la sola che ho conosciuto) usando il voi, e non certo perché non vi fosse confidenza tra noi: lei mia ha tenuto e cresciuto fino all'età di sei anni, e quando mia madre mi ha ripreso ha pianto calde lacrime; per me è stat come una seconda mamma. ma a lei ed al nonno ho sempre dato del voi (e quanto bene mi hanno voluto, quante premure, quante attenzioni, quanta delicatezza !).

    RispondiElimina
  25. Murmex,
    quando ho iniziato a lavorare, ed ero incaricata di un' ambulatorio ASL in una cittadina dell'interno della Sardegna, i pazienti mi davano tutti del "voi", perché in Sardo, come in Spagnolo, si dà del Voi (Usted). Non li ho mai corretti, non perché me ne inorgoglissi,ma per non metterli in difficoltà col "Lei" italiano.
    Anche a mia bisnonna, i suoi lavoranti nella vigna davano del "voi", anche se poi alla vendemmia era lei a preparare il pranzo per tutti ed insieme alle figlie a servire a tavola. Che festa per noi bambini !

    Io trovo comunque questa discussione sul "Voi" o "Tu" un po' stucchevole. Anch'io nell' Atto di dolore uso il "voi", ma perché così l'ho imparato, e così continuo a recitarlo. Se invece improvviso una preghiera estemporanea, allora uso il "tu". L'importante è capire il significato di ciò che si dice, ed essere sinceri nel dirlo, che poi sia "tu" o "voi" credo che Lassù importi poco.

    RispondiElimina
  26. Io trovo comunque questa discussione sul "Voi" o "Tu" un po' stucchevole.

    Anch'io, visto che il testo proposto è denso di spunti importanti che farebbe bene a tutti approfondire e sviluppare con proprie intuizioni o esperienze.

    RispondiElimina
  27. Mic,
    il testo è, come tutti i testi CATTOLICI, e non pseudotali, chiaro, semplice, facilmente seguibile anche da un bambino o una persona con la V elementare. Com'è sempre stato dal 33 al 1960 A.D.
    Concetti profondi, alta spiritualità, elevazione dell'anima, ma tutto chiaro come neve la sole.

    RispondiElimina
  28. E' tutto chiaro, ma ugualmente suscita sempre ulteriori risonanze che è bello poter condividere. Alle 9:22 ho condiviso un rapido pensiero, forse scontato, ma forse non sempre e non per tutti.

    RispondiElimina
  29. di questi tempi poi ....non c'è nulla di scontato nel messaggio delle 9 e 22....
    anzi, bene ribadire

    RispondiElimina
  30. Solitamente di quello che leggo e scrivo qui non ne parlo proprio ma, non per segretezza perchè mediamente non interessa a nessuno. Se mi ostino e nella lettura e nella scrittura è perchè stranamente e casualmente l'effetto buono esce fuori. Quindi grazie a tutti sempre.Le sorti del mondo non le risolveremo però,l'atmosfera del mondo da pesante si farà più lieve.

    RispondiElimina
  31. Notizia di oggi, in Italia (dove i poveri,italiani, sono 4.000.000 e più):pensione di reversibilità alle spose-badanti.

    Infaticabile satanasso!

    RispondiElimina
  32. Non fatelo come conigli ma come mandrilli sì, fino alla fine. Come conservare il seme col metodo bio. L'esproprio del seme made in Italy. Il seme delocalizzato. Il seme apolide. Ovvero spremuti fino alla tomba.

    RispondiElimina
  33. Invito a tutti i ragazzi dalla pubertà alla profonda vecchiezza, fate un passo avanti, difendete voi stessi,le vostre madri, le vostre sorelle, le vostre mogli, le vostre figlie, la vostra patria. Per amor di Dio, Uno e Trino. Disintossicatevi da tutto quanto vi ha tolto il lume della ragione, siate in grado di dominare il nemico in voi e in qualsiasi altra veste si presenti; in questa grande battaglia il comando spetta a voi,se degni. Molto probabilmente siamo davanti alle ultimissime chiamate, il piacere e la corruzione vi hanno fiaccato. Se ne può uscire con l'aiuto di Dio soltanto. Ognuno al suo posto inizi a coltivare dovere e rettitudine e lasci al Signore tutto il resto. Tutto è possibile ancora, cerchiamo di vivere e non lasciarci vivere. Ognuno di noi ha in mano una piccola leva con cui è possibile, nel nascondimento, cambiare tutto: se stesso. Non è ininfluente il maestro che si sceglie in questa lotta: se satana diventerete distruttori di voi stessi e di tutto quello con cui verrete a contatto; se NSGC sarete costruttori e risanatori di voi stessi e di tutto quello con cui verrete a contatto. Scegliete!

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.