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giovedì 15 novembre 2018

Grecia: l'austerity che uccide - Ilaria Bifarini

Che sia di monito al governo e al fuoco amico e nemico... Troppo tardi un report del Consiglio d’Europa, commentato da EU Observer [qui], mostra come l’accesso a servizi essenziali in Grecia sia stato compromesso in modo devastante da otto anni di programmi di “salvataggio” europei. L’austerità ha inciso in modo pesantissimo anche sui servizi sanitari di base e sull’istruzione, oltre ovviamente ad avere ridotto drasticamente il reddito e i posti di lavoro. L’unica domanda è quanto ci vorrà prima che questo lampante fallimento delle politiche europee – e dell’intera struttura di potere UE -inizierà ad avere conseguenze politiche proporzionate al disastro causato.

Il vero pericolo per lo stato di salute di un Paese e dei suoi cittadini non è rappresentato tanto da una crisi economica ma dalla risposta che a tale evento dà la politica. Non è la recessione in sé a provocare effetti disastrosi sulle vite umane, ma le sciagurate politiche di austerity attuate per superarla. A dimostrarlo sono due esperti di scienze mediche, D. Stuckler e S. Basu, nel libro “L’economia che uccide” (Rizzoli, 2013).
Dalle ricerche condotte emerge come alcune popolazioni abbiano addirittura riportato un miglioramento nel livello di salute a seguito di periodi di grave crisi economica, come avvenuto ad esempio in Islanda, Svezia e Canada durante le recenti crisi e negli stessi Stati Uniti a seguito della Grande Depressione. È provato, ad esempio, che la minore disponibilità economica induce le persone a spendere meno per alcol e fumo e a preferire gli spostamenti a piedi piuttosto che in automobile, portando in alcuni casi a una diminuzione del tasso di mortalità.

Quando per far fronte alla crisi si ricorre invece alle misure di austerity, secondo quello che è il repertorio fisso della ricetta neoliberista, vengono messi in atto una serie di tagli alla spesa pubblica e alla sanità, che minano il ruolo di tutela dei cittadini da parte dello Stato. In perfetto disaccordo con la teoria keynesiana, in un momento in cui la domanda è già depressa, tagliare la spesa pubblica significa indurre i cittadini a spendere meno, avviando così un circolo vizioso in cui a un aggravarsi della depressione della domanda fa seguito un inevitabile aumento della disoccupazione. Questo è il motivo per il quale le politiche di austerity, come testimoniato dal caso del nostro Paese, anziché far diminuire il debito lo aumentano.

In un simile contesto, caratterizzato dall’alta disoccupazione e l’indebolirsi della rete di sicurezza sociale, la perdita di lavoro può trasformarsi in un problema di salute. Esiste, infatti, una relazione diretta empiricamente comprovata tra spesa in welfare e speranza di vita.
Come affermano i due autori:
“il prezzo dell’austerity si calcola in vite umane e quelle ormai perse non potranno più essere recuperate quando il mercato azionario tornerà a salire.”
A sostegno della loro tesi riportano analisi e testimonianze di quanto accaduto in Grecia a seguito della crisi, in Italia a partire dal governo Monti 

Dalla crisi economica la Grecia passa alla crisi dell’austerity, ovvero lo shock causato dalle misure imposte.
In Grecia il primo pacchetto di misure di austerity imposto dal Fondo Monetario Internazionale è entrato in vigore nel maggio del 2010, senza essere sottoposto ad alcuna votazione.

L’obiettivo del piano era “mantenere la spesa per la sanità pubblica al di sotto del 6% del Pil, prestando attenzione al controllo dei costi.” Si tratta di un valore decisamente basso per poter garantire la qualità della sanità pubblica: per fare una comparazione, il governo tedesco spende oltre il 10% del Pil. I primi a pagarne le spese sono stati ovviamente gli anziani.

Nel solo 2011 i fondi per la prevenzione e la promozione della salute sono passati da 29,6 a 5,9 milioni di euro e quelli destinati alla ricerca e al monitoraggio da 91,9 alle diciotto18,4 milioni di euro.[1]

A seguito di tali misure nel 2011 in Grecia il virus dell’HIV è aumentato del 52% e si è assistito a un’epidemia di malaria che non si riscontrava dal 1974.

Fino ad allora nota come il Paese con il tasso di suicidi tra i più bassi in Europa, la Grecia ha riscontrato nel 2012 una crescita di tale indicatore del 25%, a fronte di un raddoppio di persone affette da depressione.

La disperazione e la rabbia del popolo greco erano tali che nell’ottobre 2012 l’arrivo della Merkel ad Atene ha richiesto il dispiegamento di 6000 agenti di polizia per contenere i manifestanti che lanciavano pietre, bruciavano bandiere naziste e intonava cori che dicevano no al quarto Reich.
L’errore dei moltiplicatori 
Nonostante le misure di austerity, il debito pubblico greco non solo non è diminuito ma anzi è continuato a salire.
Uno degli argomenti cardine del Fondo Monetario Internazionale a favore dell’austerity sosteneva che il moltiplicatore fiscale relativo alla spesa pubblica fosse pari a 0,5: dunque a un taglio della spesa statale sarebbe dovuta corrispondere una crescita del Pil. Di fronte ai fallimenti conclamati nel febbraio del 2012 il Fondo ha chiesto ai propri economisti di ricalcolare il moltiplicatore e si è scoperto che era inficiato da un errore. Il suo valore era maggiore di 1, quindi ogni taglio avrebbe prodotto una perdita. L’istituto di Washington ha ammesso di aver sottostimato gli effetti negativi dell’austerity sulla perdita di occupazione sull’economia.

Quello che doveva essere un aiuto concesso alla Grecia si è tradotto in un disastro: perdita di posti di lavoro, minore reddito, calo della fiducia da parte degli europei.
Ilaria Bifarini - Fonte
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[1] Health Policy Responses to the Financial Crisis in Europe, OMS, 2012

35 commenti:

  1. I greci, pero', sono in parte responsabili perché hanno scelto la via austerità.
    Correggetemi se ricordo male, ma elessero Tsipras, con il suo ministro economico Varufakis, entrambi di estrema sinistra, i quali avevano promesso di fare fuoco e fiamme contri l'Europa.
    Non avendo, però, un'economia ben sviluppata, si misero molto paura e fecero decidere il popolo con un referendum.
    Il popolo decise di accordarsi con l'Europa, sulla via austerità e oggi vediamo i risultati.
    Era meglio soffrire per combattere e difendere la propria libertà.

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  2. http://www.ilgiornale.it/news/mondo/tsipras-vuole-abolire-cristianesimo-religione-stato-grecia-1598941.html

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  3. ARTICOLO IN PRIMA PAGINA SUL CORRIERE D. SERA ON LINE
    SAVONA IN PRIVATO, AL CONSIGLIO DEI MINISTRI DICE CHE
    "LA SITUAZIONE E'GRAVE". Meglio tardi che mai...

    Pare non si aspettasse la dura reazione della CE. L'articolo è
    attendibile. Ci si deve stupire dello stupore di Savona. In che
    mondo vive? Il presente governo ha fatto di tutto per andare allo scontro
    frontale con la Commissione Europea,anche sul piano personale..
    Il giorno del redde rationem è mercoledì 21 nov. quando la CE boccerà clamorosamente il
    nostro bilancio. Francia e Germania hanno
    appena detto pubblicamente che non vi saranno più finanziamenti
    Europei a chi non rispetta le regole di bilancio (vedi Il Sole 24 ore).
    Si prospetta una condanna durissima e vendicativa dell'Italia, con pesanti
    conseguenze sui mercati, all'Italia a cui
    bisogna anche far pagare la ribellione in tema di "immigrati". E non
    lo si era capito? Ma ci voleva Einstein per capire che noi allo
    stato attuale non abbiamo la forza per un braccio di ferro con
    l'intera Unione Europea? Che bisognava "spalmare" il deficit programmato
    in modo da trovare un compromesso con la CE?
    Se vuole, il governo è ancora in tempo per modificare le cifre.
    Basta darsi una mossa e convocarsi d'urgenza.
    Non deve preoccuparsi, a questo punto, della perdita di prestigio.
    In tutta questa vicenda sono emersi i limiti, anche culturali, di
    Di Maio e Salvini.
    Z.

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  4. A me sembra strano che non ci sia un piano B. Oppure uno sviluppo coerente con le posizioni sulle quali abbiamo posto le nostre trincee? Possibile che siamo andai al 'faccia a faccia' facendo semplicemente i gradassi? Non ci credo.

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  5. Non ci credo nemmeno io. Penso che non resti che attendere l'evolversi della situazione, sperando di riuscire a neutralizzare le insidie del fuoco amico e nemico...

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  6. http://m.ilgiornale.it/news/2018/11/16/grecia-crescono-reati-sessuali-commessi-da-migranti/1602878/

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  7. "Non ci resta che attendere l'evolversi della situazione". Nient'affatto

    Mi sembra un atteggiamento assai poco prudente. Sembra impossibile
    che non ci sia un piano B? La reazione stupita di Savona fa pensare
    che non ci sia e che noi si sia andati allo scontro con i Poteri
    Forti proprio facendo i gradassi. Dilettantismo.
    I margini temporali sono ormai molto ristretti. Mercoledì 21 la
    Commissione UE emetterà il suo verdetto sulla manovra fiscale italiana.
    Macron e Merkel hanno fatto capire che i vari sindaci italiani
    non vedranno una lira di finanziamenti europei, per colpa della
    "violazione" dei parametri di bilancio del governo italiano.
    Se, come è molto probabile, sarà duramente negativo, il verdetto, seguiranno
    le valutazioni negative delle agenzie di rating e la molto probabile
    tempesta sui mercati, e saranno dolori per tutti.
    Non capisco: su questo blog dilagano i commenti di chi crede in
    un complotto massonico per farci fuori, i cui agenti sarebbere i
    "Poteri forti". E a questi "agenti"andiamo ad offrire la testa
    su un piatto d'argento, con la sgangherata finanziaria dalle dubbie
    coperture, dai "numeri che non si toccano"?
    Certamente, in tanti in Europa, non vedrebbero l'ora di veder l'Italia
    ridotta come la Grecia. Vogliamo farli contenti? Questo è sicuramente il modo.
    Non bisogna fare l'errore di considerare sempre razionali le mosse
    dei politici. In realtà, non lo sono quasi mai, sono assai più
    spesso dirette da interessi e passioni del momento o da
    prospettive future, come quella di non perder voti e/o prebende.

    IN OGNI CASO, QUALSIASI COSA PENSIAMO NOI, RESTA IL FATTO DELLA
    GRAVE AFFERMAZIONE DI SAVONA, NON SMENTITA: "LA SITUAZIONE
    E'MOLTO GRAVE". SALVINI E DI MAIO
    NE SANNO NULLA, NON HANNO NULLA DA DIRE A QUESTO PROPOSITO?
    NON MI SEMBRA CHE SIA UNA DICHIARAZIONE CHE SI POSSA IGNORARE.
    BISOGNEREBBE MOBILITARSI MEDIATICAMENTE INNANZITUTTO PER CHIEDERE
    CHE MEMBRI DEL GOVERNO PRENDANO POSIZIONE SU QUESTA GRAVE, ANZI
    GRAVISSIMA E PREOCCUPANTE DICHIARAZIONE DI SAVONA A 4 GIORNI DALLA
    DECISIVA RISPOSTA DELLA UE.
    Questo, per quanto piccolo, è un contributo che questo blog
    potrebbe dare, in questo momento. E MELONI CHE FA, CHE PENSA DELLA SITUAZIONE?
    Z.

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  8. """Non ci resta che attendere l'evolversi della situazione". Nient'affatto""

    Sono d'accordo. Mi riferivo a noi, che difettiamo di informazioni più mirate e competenze più specialistiche.
    Savona, ricordo, aveva destato scalpore proprio per un "piano B"...

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  9. Salvini e Di Maio sono coraggiosi e validi ma anche piuttosto arrembanti. Più prudente e per nulla sprovveduto Conte.
    E tuttavia non penso proprio che siano così pressappochisti da non avere carte da giocarsi. È un po' a queste che pensavo e in cui spererei. D'altronde non vedo tante alternative: la manovra poteva essere migliore ma ha una sua logica mentre le indicazioni di Mattarella di rispettare i diktat dell'Europa o un governo tecnico come i precedenti non ci porterebbero inesorabilmente a fare la fine della Grecia?

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  10. Scusate se insisto: IL GOVERNO DEVE SPIEGARE LA DICHIARAZIONE DI SAVONA E SUBITO

    Rispettare i diktat dell'Europa non ci porterebbe a fare la fine della Grecia?
    No, dal momento che la CE era disposta a riconoscerci un deficit allo 1,9%. Noi
    ci siamo arroccati sul 2,4% perché, pare di capire, solo in questo modo Di Maio e
    Salvini pensano di poter mantenere le promesse elettorali. Ora, poiché il 2, 4%
    non ha una copertura sicura (in parte è demandata a future dismissioni che dovrebbero
    produrre non so quanti miliardi di euro, prospettiva che, anche in passato, si è sempre
    rivelata velleitaria e fallace), la UE ha avuto buon gioco a far muso duro. Si tratterebbe
    di non preoccuparsi al momento delle promesse elettorali (se il banco salta sotto la pressione dei mercati scatenati, non ci saranno neanche i soldi per pagare stipendi e pensioni statali) ma di finanziare le riforme messe in cantiere in modo dilazionato, cominciando con un deficit inferiore, vicino a quello che la UE era diposta a concederci, che era del 1,9% (poniamo, del 2 o 2,1, per dire). Tra l'altro, non è vero che gli Stati non possono fallire, lo Stato tedesco è fallito due volte nel Novecento, dopo la crisi del '29 e all'inizio degli anni Cinquanta. Però ha trovato creditori comprensivi, al tempo.

    In ogni caso, ripeto, a parte le nostre personali considerazioni, che valgono quello che valgono, non capisco come possa passare inosservata una dichiarazione così grave e allarmante attribuita a Savona, a soli 4 giorni dal 21 novembre, giorno fatale per noi. Qui non si tratta di fare illazioni sull'esistenza o meno di un piano B. Secondo me non c'è. Se ci fosse, Savona non si dimostrerebbe così stupito della reazione negativa della CE. Il punto essenziale è un altro.
    Ed è questo: BISOGNA CHE IL GOVERNO (Salvini, Conte, Di Maio, uno di loro almeno) DICA SUBITO QUALCOSA SULLA FRASE DI SAVONA: E' VERO O NO CHE LA SITUAZIONE E' MOLTO GRAVE?
    E GRAVE IN CHE SENSO? CHE LA CE CI HA MESSO CON LE SPALLE AL MURO? CHE COSA INTENDE FARE IL GOVERNO?
    Mi sembra che mobilitarsi sui blog per ottenere una risposta su una questione così drammaticamente vitale sia il minimo che si debba fare, hic et nunc.
    Questa è un'esigenza obiettiva di chiarezza, non un'opininone personale.
    Spero lo si capisca.
    Z.

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  11. Se è attribuita al Ministro Savona, non sappiamo se l'ha detta o qualcuno gliela ha attribuita. Potrebbe essere ironica o drammatica. Potrebbe essere un segnale convenuto. Potrebbe riferirsi a una situazione altra a conoscenza dei presenti, un commento al peggiorarsi di una malattia di persona conosciuta. Potrebbe riferirsi anche ad una situazione di qualche istituzione europea, oppure alla Brexit, ai Gilet Gialli, difficile sapere e capire, magari tutti i presenti hanno già dimenticato quella frase detta fuori contesto.
    Se invece lui l'ha detta veramente ed a proposito, noi ora che facciamo ci attacchiamo ai bancomat? Tutti insieme? Complicando di molto la situazione? E' tempo di esercitare la fortezza, nel pericolo con padronanza di sè, e la speranza, non turbandosi per le miserie e contrarietà della vita, e nemmeno per le persecuzioni; ma vivendo rassegnati, sicuri delle promesse di Dio (da:come si dà prova della speranza? domanda numero 248, del Catechismo di San Pio X)

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  12. Non si puo' sempre piangere17 novembre 2018 22:15

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=709794079400695&set=pcb.1709366409167677&type=3&theater&ifg=1
    Per gli ospiti vige l'obbligo di indossare le pattìne ..hanno passato la cera !

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  13. @ Irina -

    Non dobbiamo fare niente di tutto questo, semplicemente chiedere pubblicamente
    che Savona smentisca o spieghi che cosa ha voluto dire, perché all'improvviso la
    situazione appare con sua sorpresa (!) "molto grave".
    E se non Savona, parli per lui qualcuno del governo.
    Non dobbiamo essere noi a fare illazioni su quello che Savona ha voluto dire.
    Si è accorto all'improvviso, solo ora, (il professore ha più di 80 anni) che stiamo andando
    a sbattere contro un muro?
    Comunque ha detto una cosa che non può lasciarci indifferenti, direi.
    Abbiamo o no il diritto di sapere com'è effettivamente la situazione?
    SE adesso si prospetta "molto grave" con quali prospettive dobbiamo attendere il
    verdetto CE del 21 prossimo?
    Meglio: se è "molto grave" il governo ha allora il dovere di intervenire, di
    fare determinate cose, il tempo ancora c'è.
    Se fossimo in un Paese come gli Stati Uniti, Savona e il governo sarebbero già stati
    subissati di richieste di chiarimenti e spiegazioni, a furor di popolo.
    Si tratta solo di una richiesat di chiarimenti ma su una questione vitale.
    Se poi la cosa non interessa perché, lo sappiamo, ciò che conta veramente è la vita eterna, vabbè come non detto.
    Z.

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  14. La cosa interessa, eccome!
    Intanto ho scritto ai miei canali. Vedremo...

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  15. Abbiamo il diritto certamente di sapere, ma se non hanno detto nulla fin qui forse un motivo c'è. Di solito parlano anche troppo. Non credo che solo noi stiamo pensando alla situazione presente. Forse stanno lavorando, stanno cercando punti solidi sui quali agire, non so. So che ne sanno molto più di me, perciò non sono preoccupata. Uno degli ultimi titoli delle news di google diceva che con lo spread ci faranno fare le riforme. Credo che con riforme intendano la vendita in saldo di quel che ci rimane. Nella ignoranza, nella incertezza credo fermamente che bisogna mantenere la calma in modo particolare se non si hanno canali. Io non ne ho. Aspettiamo mic. Sempre parlando per me sola, sono molto interessata sia alla vita terrena sia a quella eterna.Le due però hanno il difetto di essere saldamente correlate quindi tutto quello che si compie, si pensa, si fa, si omette da questa parte si riflette nell'altra, quindi cerchiamo di stare attenti e capire quando e se fare e cosa. Può darsi che tutto si risolva in una bolla di sapone oppure che sia l'inizio di tempi durissimi dall'esito visibile molto incerto; se così fosse è tempo di mostrare nostra nobilitate. Sancta Trinitas, unus Deus miserere nobis.

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  16. Intanto la Grecia18 novembre 2018 09:12

    La Grecia devastata dall austerity...

    "Nel giro di pochi anni i senzatetto sono aumentati poco meno del 200%, passando da 11 mila a 40 mila. I reati sono aumentati e in particolari quelli connessi alla povertà come il furto di energia elettrica (suggerendo dunque che in Grecia c’è moltissima gente che non può permettersi di pagarla). Il sistema sanitario e quello dell’istruzione sono sotto finanziati e sono aumentate le malattie psichiche (depressione, stress, insicurezza). Particolarmente allarmante è il numero dei suicidi: questi sono aumentati del 40% nel giro di 5 anni. Naturalmente c’è un crollo della natalità ed è aumentato il tasso di mortalità. Tra le persone tossicodipendenti sono aumentati i casi di HIV.
    Una guerra convenzionale non avrebbe potuto fare maggiori vittime. Ma per gli eurocrati, la Grecia è (finalmente) un paese normale, libero dalla schiavitù del debito (ne siamo sicuri?) e della spesa pubblica ..."

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  17. Domani, lunedì, sarebbe bene di fosse un'interrogazione parlamentare urgente al Governo,
    per chiedere chiarimenti sulla frase pronunciata in un recente Consiglio dei Ministri
    da Savona e ripresa, sia pure come indiscrrezione, dalla stampa nazionale. Che cosa
    intendeva dire il prof. Savona, nell'affermare che la situazione "era molto grave" e
    di esser "stupito" dalla reazione così ostile dell'Europa al piano di bilancio italiano?
    "Molto grave" in che senso?

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  18. Il dialogo Italia-UE: Verba volant, scripta manent di Paolo Savona.

    La Commissione dichiara di volere il dialogo con il Governo italiano, ma verba volant, scripta manent. Se dialogo si vuole veramente, e noi lo vogliamo, si deve partire dal nobile discorso pronunciato dal Presidente Mattarella in Svezia, da quello che si può considerare il podio dei Premi Nobel, ivi incluso quello della pace. Il quesito è quale risposta deve dare l’Italia a una nuova caduta della crescita, già insoddisfacente, e a una disoccupazione e una povertà insostenibili?
    La risposta implicita da parte dei conservatori di un’Europa che non assolve a tutti i compiti concordati è “colpa vostra che non avete fatto le riforme che avevamo richiesto”, ignorando che i destinatari politici non sono più quelli ai quali quelle richieste erano state rivolte e con i quali gli accordi erano stati raggiunti. Lo Stato è naturalmente responsabile del rispetto degli impegni internazionali da chiunque assunti, ma il punto di partenza del dialogo deve restare la questione che l’attuale Governo ha sollevato: “che fare per reagire alla caduta del PIL, di cui l’Italia ha la sola responsabilità di farsi cogliere in un perenne stato di debolezza, e per affrontare i rischi gravi di un aumento della disoccupazione e della povertà?”.
    La via del dialogo è stata già indicata dal Governo italiano fin dall’inizio di settembre nel documento intitolato Una politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa. Esso propone di costituire a Bruxelles un Gruppo di lavoro ad alto livello che invii il messaggio ai cittadini europei che l’Unione sta esaminando i modi per completare l’architettura e le politiche europee, con un respiro più ampio dei negoziati oggi in corso sul tema. Chi continua a ripetere che il Governo intende pilotare l’Italia fuori dall’euro e dall’Unione spera che la situazione peggiori per tentare di recuperare la sconfitta del 4 marzo e si appella al mercato affinché crei ulteriori squilibri, senza dare una risposta ai tre problemi indicati.

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  19. L'impressione che si ricava dallo scritto di Savona è una bella logica, propositiva, alla quale, però, sembra non esserci riscontro.
    È un deja vu... proposte, appelli, critiche costruttive che cozzano con la logica perversa di un sistema inesorabilmente strutturato su finalità 'altre'.
    Ma è una svolta epocale, con molte promesse ma con altrettante incognite.
    Aspettiamo e preghiamo.

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  20. Il testo intero dell'articolo di Savona:

    La Commissione dichiara di volere il dialogo con il Governo italiano, ma verba volant, scripta manent. Se dialogo si vuole veramente, e noi lo vogliamo, si deve partire dal nobile discorso pronunciato dal Presidente Mattarella in Svezia, da quello che si può considerare il podio dei Premi Nobel, ivi incluso quello della pace. Il quesito è quale risposta deve dare l’Italia a una nuova caduta della crescita, già insoddisfacente, e a una disoccupazione e una povertà insostenibili?

    La risposta implicita da parte dei conservatori di un’Europa che non assolve a tutti i compiti concordati è “colpa vostra che non avete fatto le riforme che avevamo richiesto”, ignorando che i destinatari politici non sono più quelli ai quali quelle richieste erano state rivolte e con i quali gli accordi erano stati raggiunti. Lo Stato è naturalmente responsabile del rispetto degli impegni internazionali da chiunque assunti, ma il punto di partenza del dialogo deve restare la questione che l’attuale Governo ha sollevato: “che fare per reagire alla caduta del PIL, di cui l’Italia ha la sola responsabilità di farsi cogliere in un perenne stato di debolezza, e per affrontare i rischi gravi di un aumento della disoccupazione e della povertà?”.

    La via del dialogo è stata già indicata dal Governo italiano fin dall’inizio di settembre nel documento intitolato Una politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa. Esso propone di costituire a Bruxelles un Gruppo di lavoro ad alto livello che invii il messaggio ai cittadini europei che l’Unione sta esaminando i modi per completare l’architettura e le politiche europee, con un respiro più ampio dei negoziati oggi in corso sul tema. Chi continua a ripetere che il Governo intende pilotare l’Italia fuori dall’euro e dall’Unione spera che la situazione peggiori per tentare di recuperare la sconfitta del 4 marzo e si appella al mercato affinché crei ulteriori squilibri, senza dare una risposta ai tre problemi indicati.

    La soluzione allo scontro, che doveva essere evitato, passa attraverso una decisione che, come suol dirsi, salvi la faccia di tutte le parti in causa: quella del Governo,che ha indicato una strada per affrontare i tre problemi (caduta della crescita, disoccupazione e povertà), offrendo un luogo di discussione, il citato gruppo ad alto livello; quella della Commissione, che avrebbe dovuto aprire un dialogo diverso dal semplice “rispettate i parametri fiscali”; e quella degli altri Stati Membri che ignorano il problema da affrontare.

    Un verba volant è che sarebbero alcuni Stati membri a non volere aprire un dialogo e, quindi, non ci sarebbe spazio per la Commissione di dare avvio alla discussione proposta. I Paesi Bassi e l’Austria si sono espressi a favore di una doverosa procedura di infrazione; se i primi avessero accompagnato la richiesta con l’impegno di riassorbire l’inaudito surplus di bilancia corrente che sottrae crescita all’Unione, e se l’Austria avesse svolto in questo frangente con più equilibrio il suo ruolo istituzionale di Presidenza di turno dell’UE, forse avrebbero favorito il dialogo.

    https://scenarieconomici.it/il-dialogo-italia-ue-verba-volant-scripta-manent-di-paolo-savona/

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  21. http://www.marcelloveneziani.com/articoli/la-guerra-tra-i-populisti/

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  22. Ennesimo richiamo alla realtà

    Segnalo il Commento di oggi del direttore del Corriere della Sera, intitolato:
    "Il precipizio che si evita di guardare" o qualcosa del genere.
    L'articolo ricorda che Tria, me lo ricordo anch'io, a settembre aveva detto che per il 2019 non si sarebbe superata la soglia dello 1,6% di deficit accettata dalla Commissione Europea., salvo aumentarla in un secondo tempo. Poi però ha ceduto alle imposizioni di Di
    Maio e Salvini che hanno imposto il 2,4%, giudicato irrealistico dalla CE.
    L'articolo di De Bortoli lo cito soprattutto per i fatti che riporta. Fa notare che il nostro differenziale sul Bund è molto più alto di quello della Spagna e questo è preoccupante. Se, in seguito ad una probabile bocciatura da parte della CE, si scatenasse la speculazione sui nostrri titoli di Stato, mandando a male un'asta, il Tesoro italiano potrebbe avere problemi di liquidità. E allora? Altro che reddito di cittadinanza o quota 100, mancherebbero i soldi per stipendi e pensioni, se non in tutto in parte.
    Vuol dire che gli italiani, accreditati di ben 4000 miliardi di risparmi, cominceranno ad intaccarli per campare. Giusto, no? Basta con le lamentele di chi ha i materassi pieni di palanche!
    Tra l'altro, ed è l'opinione dei tecnici, il differenziale a quota oltre 300 è già molto alto, rende la situazione difficile, non lo si può mantenere per lungo tempo.
    Non capisco l'incamponirsi di Di Maio e Salvini sul 2,4%, quasi fosse una linea del Piave. Visto che il deficit programmato non ha una copertura sicura (le dismissioni? vogliamo scherzare?), se lo si fosse tagliato di alcuni miliardi per far contenta l'Europa sarebbe cascato il mondo?
    In tempi normali, la manovra approntata da Savona sarebbe potuta andare anche bene, tutto sommato. Ma questi non sono tempi normali. Il pesante indebitamente ci espone al ricatto di tutti e in più, non dimentichiamolo, ci devono far pagare lo "strappo" sulla c.d. "immigrazione", la ribellione al "sistema" che abbiamo osato iniziare.
    Sembra anche a me DM e MS ragionino soprattutto pensando a voti, alleanze elettorali, sondaggi, appoggio popolare, tutte cose che vanno e vengono in un baleno, se uno ci riflette bene. Pensano di liquidare i Poteri Forti con l'alleanza c.d. sovranista alle europee di maggio. Sono degli illusi, si tratta di sogni infantili, da analfabeti della politica.
    Se si abbatte su di noi, Dio non voglia, la pesante crisi finanziaria che tutti gli esperti adesso temono, questo governo non durerebbe e addio sogni di gloria.
    Z.

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  23. https://www.maurizioblondet.it/paolo-savona-il-progetto-non-cambia/

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  24. Dopo la Bonino, ecco l'ammissione della Fedeli. In pratica Leuropa ci consentì il 2,5% di deficit/Pil in cambio dell'invasione migratoria, che nella neolingua orwelliana è definita "operazione".
    Questo si chiama TRADIMENTO della Nazione!
    Giuseppe Palma

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  25. https://fenicenews.wordpress.com/2018/11/17/la-grecia-sprofonda-nel-terrore-boom-di-violenze-sessuali-commesse-dai-migranti-ora-e-allarme-nel-paese/

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  26. Che la situazione fosse grave , non c’era bisogno che lo dicesse Savona. Chi è tondo non può diventare quadrato. Io credo che la scelta da farsi debba essere radicale e che sia necessario che gli Italiani siano adeguatamente informati su ciò che li attende dentro all’UE e fuori da essa. Personalmente preferirei stringere la cinghia per dieci anni in vista del modello di società prefigurato dalla Costituzione piuttosto che venti di austerità per avere un modello di società come quello dell’UE. La scelta ha una valenza storica decisiva e da essa dipenderà la vita dei nostri figli fra trent’anni, il tempo che è servito per portarci dove siamo. M5S e Lega hanno dimostrato di non avere le determinazioni necessarie per uscire dalla gabbia che ci hanno costruito addosso, quella dell’UE. Ma che pensavano di fare? Di allargare la gabbia ? Per guadagnare spazi di libertà autentica , la gabbia bisogna abbandonarla. Questo è il tema sul quale si deve discutere oggi, non domani, e bisogna farlo interpellando il Popolo, dopo avergli spiegato le conseguenze che ne deriveranno, nell’uno e nell’altro caso.

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  27. Volete il miglior esempio di sovranista mai visto in Italia, un patriota capace di una straordinaria azione di difesa dei nostri interessi nazionali? E’ Enrico Mattei. Il mitico “fondatore” dell’Eni.
    Già partigiano cattolico, avendo alle spalle la Dc di De Gasperi, Vanoni e Moro, riuscì a dare al nostro paese quell’indipendenza energetica che lo liberò dalla sudditanza straniera e che fu la precondizione del nostro miracolo economico.
    Mattei, difendendo i nostri interessi nazionali, inaugurò anche un rapporto nuovo nei confronti dei paesi sottosviluppati, ma ricchi di petrolio, rispettando e riconoscendo anche i loro giusti interessi. In questo modo mostrò che l’amore alla patria italiana significa anche rispettare la patria e gli interessi altrui. Il miglior campione di sovranismo è dunque Mattei.
    (Antonio Socci)

    È per questo che lo hanno ammazzato!

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  28. https://www.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20181119-533014

    L'ultima proposta dell'Eurogruppo per rovinare l'Italia
    La riforma delle clausole di azione collettiva contiene una trappola per il nostro Paese: aumenterebbe i premi di rischio dei titoli di Stato con alto debito


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  29. O la va o la spacca19 novembre 2018 13:07

    Manovra, la rappresaglia di Paolo Savona e Giovanni Tria contro l'Unione europea: crolla tutto

    Teme "ritorsioni" e "misure punitive" della Commissione Ue contro l'Italia, Sergio Mattarella. Ma forse Lega e M5s non hanno ancora informato il presidente della "rappresaglia" che il governo intende operare contro l'Unione europea nel caso, più che probabile, di procedura d'infrazione per la manovra in deficit.
    Già oggi, nell'Eurogruppo dei 19 ministri finanziari in programma a Bruxelles, dovrebbe arrivare l'ufficialità della bocciatura e mercoledì si saprà di che morte moriremo. Ma si parlerà anche della riforma del bilancio Ue proposta da Angela Merkel ed Emmanuel Macron e come spiega il Corriere della Sera, il nostro governo rappresentato dal ministro Giovanni Tria esprimerà "l'indisponibilità ad accettare la parte che escluderebbe i Paesi con deficit o debito eccessivo dai fondi per investimenti, ricerca e innovazione", clausola considerata da Roma una provocazione e un'indebita pressione contro il governo. E senza il via libera italiano, il patto franco-tedesco salterebbe. Tria, con il decisivo appoggio del ministro degli Affari Ue Paolo Savona (che ha presentato un piano di riforma della governance dell'Eurozona diametralmente opposto a quello di Parigi e Berlino) punterà su questo per mettere in piedi un "compromesso complessivo, che include la manovra 2019".

    https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13401513/manovra-unione-europea-rappresaglia-m5s-lega-giovanni-tria-paolo-savona-no-bilancio-merkel-macron-trattativa-infrazione-italia.html

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  30. Interessante, tante le incognite, ma non sembra vi siano alternative: l'abbraccio franco-tedesco sarebbe mortale...
    https://www.qelsi.it/2018/il-capolavoro-di-savona-lalba-del-piano-b/

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  31. https://www.maurizioblondet.it/atene-vendera-anche-centinaia-di-siti-archeologici/

    ATENE VENDERA’ ANCHE CENTINAIA DI SITI ARCHEOLOGICI

    Da non mancare.

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  32. Blondet.
    E’ questa bassezza, questa distruzione di tutto ciò che è caro ai cuori nobili, lo splendido passato europeo, che questi mostri cadaverici della barbarie osano chiamare “Europa”

    Con usura

    Con usura nessuno ha una solida casa
    di pietra squadrata e liscia
    per istoriarne la facciata,
    con usura
    non v’è chiesa con affreschi di paradiso
    harpes et luz
    e l’Annunciazione dell’Angelo
    con le aureole sbalzate,
    con usura
    nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
    non si dipinge per tenersi arte
    in casa, ma per vendere e vendere
    presto e con profitto, peccato contro natura,
    ...
    Usura uccide il figlio nel ventre
    Arresta il giovane corteggiatore
    Ha portato il decrepito a letto, lo ha posto tra il giovane sposo
    E la sua sposa...
    Contra Naturam
    Han portato puttane ad Eleusi.

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  33. Possibile che nessuno si muova, possibile che non ci sia nulla da fare per la Grecia?
    È una domanda che mi pongo da tanto tempo.

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  34. 2018 Manovra, 18 Paesi dell’Eurozona contro l’Italia: prima volta nella storia
    Nessuno sembra aver voglia di salvare il nostro Paese da una procedura di infrazione, come invece accadde nel 2003 a Francia e Germania.
    https://it.blastingpop.com/economia/2018/11/manovra-18-paesi-delleurozona-contro-litalia-prima-volta-nella-storia-002777357.html

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  35. http://www.occhidellaguerra.it/caso-pernigotti-come-l-europa-ha-scaricato-l-italia-ed-ha-favorito-erdogan/

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