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giovedì 23 maggio 2019

“Il rosario per l'Austria” – Predica del Cardinal Walter Brandmüller

Nella nostra traduzione da kath.net la versione integrale della predica che era prevista per la comunità “Il rosario per l'Austria” ma che non è stata pronunciata poiché il Cardinal Brandmüller ha dovuto purtroppo disdire la sua partecipazione. La predica avrebbe dovuto essere declamata il 13 maggio nella chiesa viennese Karlskirche, nel corso della messa solenne celebrata con la forma straordinaria del rito romano. kath.net ringrazia Sua Eminenza per aver gentilmente permesso la sua pubblicazione.

“Chi non ricorda le ore fatali?”
21 maggio 2019
“Oggi non sono più eserciti stranieri a minacciarci, bensì ideologie nemiche dell'umanità e deviazioni morali che hanno colpito la nostra società come malattie... Oggi il futuro dell'Europa non si decide più sui campi di battaglia, ma col voto. Ma anche in questo caso è doveroso non perdere di vista tutto ciò che ha reso grande l'Europa”
Cari fratelli e sorelle nel Signore!
Il rosario per l'Austria: è questo che ci fa riunire qui oggi.
Chi non ricorda le ore fatali in cui i vostri antenati hanno afferrato la corona del rosario e, nell'estrema necessità, hanno sperimentato in modo grandioso l'aiuto della Madre di Dio, la Magna Mater Austriae?

Quando Giovanni d'Austria vinse a Lepanto, quando gli assedi dei giannizzeri del sultano vennero respinti dagli eroi che vi hanno opposto resistenza e quando l'Austria è stata liberata al termine della Seconda Guerra Mondiale, la preghiera del rosario è sempre stata esaudita.

Ricordando come si è manifestato l'aiuto del Cielo in quei momenti così duri, affidiamoci anche oggi al rosario, a questa potentissima arma nelle mani dei cristiani.

Oggi, cari fedeli, non sono più eserciti stranieri a minacciarci, bensì ideologie nemiche dell'umanità, deviazioni morali che hanno colpito la nostra società e il nostro vivere insieme come malattie e che distruggono la nostra cultura.

È perciò opportuno supplicare di nuovo la Madre di Dio affinché ci aiuti, affinché pregando il rosario possiamo meditare i misteri della nostra salvezza e ripetere ancora: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen”.

Allo stesso tempo però ascoltiamo anche le parole che Ella ha rivolto ai servi alle nozze di Cana, quando il vino era finito: “Fate ciò che Egli vi dirà” – e allora si compì il miracolo. Ma cosa ci dice LUI – anche oggi?  “Io Sono la Via, la Verità, la Vita”.

I
In realtà ci siamo allontanati dal buon cammino. Le perversioni morali sono presentate come la normalità. Solo alcuni esempi: la vita e la salute del popolo sono messe in pericolo da cibo e medicine guasti, i costruttori utilizzano materiali di cattiva qualità e provocano il crollo degli edifici.

I bambini sono rapiti, mutilati, uccisi per poter fare commercio dei loro organi.

Dietro ricerche biotecniche discutibili si nascondono massicci interessi finanziari. A ciò si aggiungono in modo spaventoso il mostruoso scandalo dell'aborto, della pratica sempre più frequente di “porre fine alla vita” – che bell'eufemismo per l'assassinio, per la cosiddetta eutanasia! Ci siamo allontanati di molto dalla retta via, da Gesù Cristo, Che dice: “Io Sono la Via”.

Ma ricordiamo che il Creatore stesso ha messo a disposizione della sua creatura, l'uomo, una bussola che gli mostra la Via verso la Vita.
Mi riferisco innanzitutto alle leggi morali, le cui norme e i cui precetti emergono dalla natura fisica e spirituale dell'uomo, della persona umana.

Dato che la natura umana è sempre la stessa anche con lo scorrere del tempo e col mutare dei luoghi, il comportamento morale dell'uomo dev'essere sempre orientato verso quel canone che è valido sempre e dappertutto e che non può subire alcun mutamento.

E, come afferma Papa San Giovanni Paolo II: “Queste norme costituiscono, infatti, il fondamento incrollabile e la solida garanzia di una giusta e pacifica convivenza umana...” (Veritatis splendor, 96). Questi principi e norme hanno radice nella natura più intima dell'uomo. È per questo che San Paolo poteva scrivere che anche nei pagani “sono inscritti i precetti della Legge, e la loro coscienza ne è testimone”.

Alla luce di queste parole è opportuno anche difendersi con fermezza dalle molteplici minacce che le ideologie moderne rivolgono alla purezza dell'uomo e della donna, nonché alle molteplici deviazioni morali che sono propagate dall'educazione sessuale dei bambini e dei giovani. Giovanni Paolo II lo ha insegnato con decisione nella sua “Teologia del corpo”.

Se seguiamo questo faro, troveremo Colui Che afferma: “Io Sono la Via. Nessuno va al Padre se non per mezzo di Me”.
Torniamo insieme, come individui, come popolo, su questa Via, ascoltiamo le parole della Madre del nostro Signore: “Fate ciò che EGLI vi dirà!”.

II
Gesù dice: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Sì, la questione è proprio la verità – e solo oggi è sufficiente parlare della “verità” per sollevare proteste e incomprensioni. L'antica domanda di Pilato: “Cos'è la Verità?” riecheggia – diciamolo – anche in questo modo: “Cosa sarebbe mai la verità? Esistono solo opinioni: la mia, la tua – e ognuno ha il diritto di conservare la sua opinione. Ma soprattutto, esiste davvero la verità? È possibile raggiungerla?”.

In realtà no, dicono molti. Il punto di riferimento decisivo delle azioni umane diventa dunque ciò che è utile, ciò che porta al successo!

La pensava in questo modo anche l'alto sacerdote Caifa, quando sosteneva che era meglio che morisse uno solo affinché i romani non sterminassero tutto il popolo. Non gli importava se le accuse sollevate contro il profeta galileo fossero vere o false, dato che era in gioco in modo così cruciale la politica.

Si può raggiungere davvero la verità? Ma alla fine ciò che ispira le decisioni è la praticabilità o meno di una cosa. La praticabilità, già! La verità? Pilato ha già chiesto: “Cos'è la Verità?”.

Nel caso del galileo gli si presentò una soluzione praticabile: la liberazione di Barabba. Sì, miei cari, anche oggi succede la stessa cosa quando si parla di verità!

Eppure essa è raggiungibile. Solo un esempio: gli astronauti non sarebbero mai atterrati sulla luna se le informazioni fornite dagli ingegneri non fossero coincise con la verità, con i dati di fatto, ma fossero errate!

La domanda non unica ma decisiva che dobbiamo porre di fronte a tutte le nostre decisioni non è: “Che risultato otterremo?”, bensì: “È vero o no?”. E se è vero è anche buono e bello, e in conformità con l'insegnamento di Cristo Che afferma: “Io Sono la Verità”.

III
Poi però Egli aggiunge: “e la Vita”. “Io Sono la Via, la Verità e la Vita”. Gesù si riferisce alla vita eterna: “chi mangia la mia carne...”.

Un individuo e una società che hanno perso di vista la salvezza eterna dell'uomo si precludono da soli la dimensione decisiva dell'esistenza umana. Ciò implica però anche una rinuncia fondamentale al vero, al buono, al bello e al sacro, poiché la fonte di tutto ciò è l'infinito, eterno Creatore di ogni essere. Solo se Lo incontriamo, solo se la nostra vita è un costante dialogo con il Dio Uno e Trino possiamo riuscire a far sfociare il fiume della nostra vita nell'oceano senza sponde della vita eterna.

Il rendere partecipi di questa testimonianza coloro che vacillano privi di orientamento è un autentico atto di amore per il prossimo. Ognuno di noi qui presenti si è assunto l'impegno di farlo. Come Maria portò nel Suo grembo il Figlio di Dio quando andò a visitare la cugina Elisabetta, anche noi dobbiamo portare Gesù, Che vive in noi, a coloro che incontriamo nella nostra vita di tutti i giorni.

Per far ciò è importante – ancor più di ogni parola – offrire la testimonianza della nostra vita nella verità, nella giustizia e nell'amore.

IV
La nostra preghiera pubblica odierna del rosario per l'Austria risveglia – come ho detto al principio – grandi ricordi. E anche il ricordo di epoche storicamente importanti in cui era in gioco non solo il destino dell'Austria, ma anche quello dell'Europa, quello del cristianesimo in Europa. Ci troviamo oggi – possiamo chiederci – nelle stesse circostanze?

È vero che oggi il futuro dell'Europa non si decide più sui campi di battaglia, ma col voto. Ma anche in questo caso è doveroso non perdere di vista tutto ciò che ha reso grande l'Europa e la nostra patria nel corso dei secoli: la fede, che noi attestiamo quando cominciamo il rosario. Ma allo stesso tempo ascoltiamo anche la voce della Madre, Che – come ai servi a Cana – anche oggi e anche a noi dice: “Fate ciò che EGLI vi dirà”.

Se ascoltiamo e seguiamo ciò che Suo Figlio dice, Egli potrà anche ai nostri giorni operare il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino – la meraviglia della rinascita cristiana dell'Europa.
Fonte: http://www.kath.net/news/67999
[Traduzione: Antonio Marcantonio per Chiesa e post-concilio]

8 commenti:

  1. IL PAPA NERO.
    I GESUITI PERDONO IL PELO MA NON IL VIZIO.

    "Di fronte però ai contrasti sempre più aspri che in tutti gli stati si andavano acuendo fra i sovrani e i capi della compagnia, Clemente XIV, dopo aver tentato inutilmente delle mediazioni, per evitare ulteriori tensioni fra la Chiesa e le potenze cattoliche, firmò l’atto di soppressione.

    Una decisione sofferta presa in considerazione del fatto che i gesuiti si INTROMETTEVANO con sempre maggiore frequenza nelle vicende POLITICHE degli STATI."

    Curioso, ma anche emblematico che un quotidiano tiri fuori profezie come queste:
    https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/1203627/Il-gesuita-Francesco-e-la-profezia---e-lui-il-papa-nero-della-fine-del-mondo-.html

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  2. Il generale vandeano, François-Athanase de Charette de La Contrie, combattendo i giacobini, così si espresse sulla patria: “La nostra Patria sono i nostri villaggi, i nostri altari, le nostre tombe, tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi. La nostra Patria è la nostra fede, la nostra terra, il nostro re. Ma la loro patria, che cos’è? Lo capite voi? Vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione. Allora, che cos’è questa patria che sfida il passato, senza fedeltà, senz’amore? Questa patria di disordine e irreligione? Per loro sembra che la patria non sia che un’idea; per noi è una terra. Loro ce l’hanno nel cervello; noi la sentiamo sotto i nostri piedi, è più solida. E’ vecchio come il diavolo il loro mondo che dicono nuovo e che vogliono fondare sull’assenza di Dio… Si dice che noi saremmo i fautori delle vecchie superstizioni… Fanno ridere! Ma di fronte a questi demoni che rinascono di secolo in secolo, noi siamo la gioventù, signori! Siamo la gioventù di Dio. La gioventù della fedeltà”.

    http://itresentieri.it/identita-o-globalizzazione/

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    1. Bellissima citazione, Francesco, adesso la stampo e la passò al mio parroco bergogliano, oltre a spedirla al settimanale diocesano, sicuramente faranno i muri do gomma o gli scandalizzati (tipo "il papa non si critica, ha sempre ragione").

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  3. San Paolo nella lettera agli Efesini (Ef 6,10-20) parla di una battaglia che “non è contro la carne e il sangue, ma contro i principati e le potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nell'aria".

    In effetti in Europa i principati e le potenze ci condizionano pesantemente anche senza ricorrere alle armi o a misure coercitive (purtroppo praticate altrove), agendo soprattutto nell'etere (o tramite fibra e cavo) e nel pensiero...

    Secondo gli antichi l’aria è il luogo dove abitano i demoni. Sempre nella lettera agli Efesini si trova: “Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli” (Ef 2,1-2).

    C'è un principe di questo sistema che sta sotto i “dominatori di questo mondo” (Ef 6,12). Anche Gesù spiega che satana è il “principe del mondo” (Gv 14,30). Signoreggia il mondo non perché possa vantarsene creatore (o suo pseudoredentore) e neppure perché (al modo eretico manicheo) possa essere inteso di potenza equivalente a quella di Dio. No: signoreggia a causa dell'assenso tributato da quelli che amano il mondo (= il peccato) invece di Dio.

    Se nella civiltà di Dio la creatura ama Dio fino al disprezzo di se stessa, nella civiltà antitetica, la creatura ama se stessa fino al disprezzo di Dio.
    Quindi il principe non è principe delle creature e della luce create da Dio, ma dei peccatori e delle tenebre, cioè della ribellione e regna su tutti i figli della superbia.

    Purtroppo l'Europa attuale è pesantemente condizionata da questo principato.
    Drammaticamente persino una grossa fetta della Chiesa è orientata a rispettarne lo scettro.

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  4. Intanto complimenti al traduttore, davvero ottimo lavoro, poi era chiaro che der Graf von Schoenborn mai avrebbe permesso una omelia così politicamente scorretta e Cattolica, poi con l'Austria costretta ad elezioni coatte con l'uscita di un video compromettente(?) pare pure farlocco, risalente a 2 anni fa, non poteva permetterselo. A margine, il Decano del collegio cardinalizio è stato ricevuto in forma strettamente privata dal vdr......un altro fulmine a ciel sereno in vista?

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  5. Più dettagli sul Brasile:

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/bolsonaro-consacra-brasile-cuore-immacolato-maria-1700252.html

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  6. Sara' dato a noi di riallacceremo la luce...vera .?23 maggio, 2019 21:44

    http://circololiturgicopio7.blogspot.com/2019/05/consacrazione-del-brasile-al-cuore.html

    Consacrazione del Brasile al Cuore Immacolato di Maria da parte di Dom Fernando Rifan vescovo dell’Amministrazione Apostolica San Giovanni Maria Vianney (Campos) alla presenza del presidente e di rappresentanti del parlamento. (21 maggio 2019)

    https://www.instagram.com/p/BxzHSrwDSIN/

    Cominciamo noi intanto a "Marianizzarci" .

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  7. Segnalo quest'altra iniziativa di preghiera per domani, Santa Maria Ausiliatrice:

    https://twitter.com/GAcquistapace/status/1131582283083857920

    Domani venerdì 24 maggio 2019 (consigliato ore 21) preghiamo il S. #Rosario #PrayTheRosary #Pray #Rosary #Prayer #Maria #AuxiliumChristianorum per #Europa #EUElections2019 #Europee2019 #Europee

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