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sabato 28 settembre 2019

Appello agli Angeli contro gli spiriti dell'Amazzonia

Oggi è la festa dei Santi Arcangeli, Michele (Chi è come Dio?), Raffaele (Medicina di Dio), Gabriele (Forza di Dio). Rivolgiamo loro spesso questa invocazione: San Michele, difendici; San Raffaele, guariscici, guidaci; San Gabriele, fortificaci [vedi, sugli Arcangeli].
Fino agli anni '50 dello scorso XX Secolo, a San Michele Arcangelo erano dedicate due feste liturgiche: 8 maggio e 29 settembre. Adesso il calendario bugniniano lo costringe ad una sola ed in condominio. Nella Tradizione, il calendario liturgico dell'Antico Rito prevede per ogni Arcangelo almeno una festa: Michele il 29 settembre, l'8 maggio; Raffaele il 24 ottobre; Gabriele il 24 marzo.
L'Appello pubblicato di seguito - tra le iniziative attraverso le quali si organizza la resistenza dei fedeli in vista dell'imminente Sinodo per l'Amazzonia [qui] - è promosso da Acies ordinata [qui - qui], una coalizione internazionale di “sentinelle in piedi” della resistenza cattolica e collegato con la Tavola Rotonda, 4 ottobre promossa da Voice of the Family sul tema Our Church – reformed or deformed? Si svolgerà presso l’Hotel Massimo d’Azeglio, in via Cavour, dalle 15.00 alle 18.00 e col Convegno  5 ottobre promosso dall’Istituto Plinio Plinio Corrêa de Oliveira sul tema: Amazzonia, la posta in gioco. che si svolgerà all’Hotel Quirinale, in via Nazionale e durerà tutta la giornata dalle 9.30 alle 18.00. 

Circa duecento laici cattolici provenienti da tutto il mondo si riuniranno oggi a Castel  Sant’Angelo per rivolgere un “Appello agli Angeli”, alla vigilia del Sinodo sull’Amazzonia che si aprirà in Vaticano il 6 ottobre prossimo. I partecipanti all’evento fanno parte di una coalizione internazionale chiamata Acies ordinata che già ha svolto una manifestazione lo scorso 19 febbraio, in piazza San Silvestro, sul tema “In silenzio per rompere il muro del silenzio” [qui - qui]. Anche questa manifestazione, si svolgerà in silenzio, tra le 15 e le 16 del pomeriggio, per concludersi con il canto collettivo del “Credo”. I partecipanti sono esponenti delle più note associazioni, gruppi, e blog (compreso il nostro) che difendono la fede e la morale cattolica e la Tradizione della Chiesa.
Durante la preghiera silenziosa chiusa col corale Credo finale, nei pressi dell'Acies schierata ordinatamente, alcuni sacerdoti recitano la versione lunga della preghiera a San Michele Arcangelo di Leone XIII, per esorcizzare gli spiriti malvagi che vorrebbero corrompere la Chiesa.
Potete vedere qui il filmato.
Da Castel S. Angelo - In diretta 
Da un'altra angolazione
Appello agli Angeli

Domine, congrega nos de nationibus (Salmi 105, 47)
Il nostro è un raduno di laici cattolici, provenienti da diverse nazioni, che chiedono innanzitutto al Signore di riunire tutti i combattenti per la buona causa, al fine di formare un’unica armata contro i nemici di Dio e della Chiesa.
Schierandoci in questa piazza, vogliamo offrire un’espressione simbolica ma reale della nostra volontà di resistere e di non retrocedere nella lotta in difesa della Fede, ma il nostro raduno va oltre i confini di un luogo e di un giorno e intende raccogliere tutti i figli della Chiesa militante che a noi si uniscono nello spirito e nella preghiera.
I nemici sono penetrati all’interno della cittadella e venerano gli idoli, fin nel santuario, “ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est” (Esorcismo di Leone XIII). Ai piedi di Castel Sant’Angelo, la fortezza che tante volte ha difeso il Papato nella sua storia, invochiamo l’aiuto degli Angeli e soprattutto di san Michele, principe delle milizie celesti, affinché proteggano i difensori della Chiesa e della Civiltà cristiana e disperdano i loro nemici.
La confusione, che è il fumo di Satana, oggi avvolge il campo di battaglia. Per vincere contro le forze del caos è necessaria la purezza della dottrina, la chiarezza delle parole, la fermezza dell’esempio, l’accordo dell’animo e delle opere, perché, come insegna san Paolo: “Se la tromba di guerra dà un suono confuso, chi mai si preparerà alla battaglia?” (I Cor. 14, 8).
Perché ciò avvenga chiediamo alla Madonna, Regina degli Angeli di fare di noi, a sua immagine, oggi e sempre, una Acies Ordinata (Cantico dei Cantici 6, 3; 6,9), un esercito pronto a combattere, con quella tranquillità che nasce dalla pace di Cristo che è nei nostri cuori e che vogliamo sia estesa al mondo intero. 
Roma, 28 Settembre 2019 
Vigilia della Festa di San Michele Arcangelo

Appeal to the Angels

Lord, congrega nos de nationibus! (Psalm 105: 47)

Our rally is made up of lay Catholics coming from many different nations, who are above all asking the Lord to gather together all those who are fighting for a good cause, with the purpose of forming a united army against the enemies of God and of the Church.
As we muster in this piazza, we want to offer a symbolic yet real expression of our will to resist and not to yield in the battle for the defense of the Faith, but our rally goes beyond the confines of one place and one day. We intend to gather all of the sons and daughters of the Church militant who are united with us in spirit and in prayer.
The enemies have penetrated to the heart of the citadel, and they worship idols even in the sanctuary, “ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est [where the seat of Blessed Peter and the Chair of Truth which brings light to the nations has been established” (Exorcism of Pope Leo XIII). Here at the foot of Castel Sant’Angelo, the fortress which so often has defended the Papacy throughout its history, we call upon the help of the Angels, and above all Saint Michael, the prince of the heavenly host, asking them to protect the defenders of the Church and Christian civilization and to disperse their enemies.
Confusion, which is the smoke of Satan, is enveloping the battlefield. In order to defeat the forces of chaos what is necessary is purity of doctrine, clarity of words, firmness of example, accord of soul and of works, because, as Saint Paul teaches: “If the trumpet gives an uncertain sound, who will ever prepare himself for battle?” (1 Cor 14:8).
In order for this to happen, let us call upon the Blessed Mother, Queen of the Angels, asking her to make us in her image, today and always, into an Acies Ordinata (Song of Songs 6: 3,9), an army ready to fight, with that tranquility which is born from the peace of Christ which is in our hearts and which we wish to extend to the whole world.
Rome, 28 September 2019 
Vigil of the Feast of Saint Michael the Archangel

Appel aux Anges

Domine, congrega nos de nationibus (Salmi 105, 47)!

Il s’agit d’un rassemblement de laïcs catholiques, venus de différents pays, avant tout pour demander au Seigneur de réunir tous ceux qui militent pour la bonne cause, afin de former une seule et même armée contre les ennemis de Dieu et de l’Eglise.  
Sur cette place, nous voulons offrir l’expression symbolique mais réelle de notre volonté de résister et de ne pas reculer dans le combat à mener pour la défense de la Foi, mais notre rassemblement va au-delà des limites de ce lieu et de cette journée : il entend réunir tous les fils de l’Eglise militante qui s’unissent à nous par la pensée et la prière.
Les ennemis ont pénétré au sein de la citadelle et se mettent à vénérer les idoles jusque dans le sanctuaire “ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est” (Exorcisme de Léon XIII).  Au pied du Château Saint-Ange, la forteresse qui défendit la Papauté en maintes occasions au cours de son histoire, nous invoquons les Anges, et en particulier saint Michel, prince des milices célestes, afin qu’ils protègent les défenseurs de l’Eglise et de la Civilisation chrétienne et mettent en fuite leurs ennemis. 
La confusion, qui est la fumée de Satan, a envahi le champ de bataille. Pour vaincre les forces du néant, il nous faut la pureté de la doctrine, la clarté des paroles, la fermeté de l’exemple, l’accord de l’âme et des oeuvres, parce que, comme l’enseigne saint Paul “Si la trompette rend un son confus, qui se préparera au combat ?” (I Cor. 14, 8). 
Pour que cela advienne, nous demandons à la Vierge Marie, Reine des Anges, de faire de nous, à son image, aujourd’hui et toujours, une Acies ordinata (Cantique des Cantiques 6, 3; 6, 9), une armée prête à combattre, avec cette sérénité que seule procure la paix du Christ, cette paix qui habite nos coeurs et que nous souhaitons voir s’étendre au monde entier. 
Rome, 28 septembre 2019  Vigile de la Fête de Saint Michel Archange

22 commenti:

  1. E anche questa settimana abbiamo il sacrificio umano della società del divertimento ggiovane, tre ragazzi sono morti in un incidente d'auto all'uscita dalla discoteca. In media ne muoiono almeno quattro o cinque, se non di più,per settimana. Genitori zitti, insegnanti zitti, media zitti, mercanti del divertimento ggiovane muti.

    Se ai giovani si propone le sballo alcolista o drogato e/o il rimbambimento tecnologico come divertimento, non lamentiamoci se poi a venti anni muoiono. Un'alternativa a loro non la si dà per diversi motivi:
    1) rimbambiti dalla culla in poi i piccoli non rompono i piani sublimi degli adulti;
    2) la vera alternativa non è la paghetta, non è il regalino, il cellulare, il video gioco, il motorino, la macchina, i soldi per il ddivertimento, la vera alternativa è l'esempio che ricevono in famiglia, chi semina veno raccoglie tempesta:
    3)il fatto che, aborti a parte, incidenti da sballo a parte, un certo numero di bambini muore anche per dimenticanza e/o disattenzione dei genitori naturali, questo vuol dire che, superato il coito, la gravidanza e la sorpresa, la meraviglia di trovarsi tra le braccia un miracolo vivente, quindi superati pochi mesi o pochissimi anni di apertura alla vita, uno si richiude in se stesso e il bambino non lo si vede più, rimosso come ricordo lontano;
    4) poi arrivano gli agenti culturali, sacerdoti, insegnanti, amici, adulti in genere e i mass/media, frastornati e frastornanti, ideologizzati e ideologizzanti, manipolati e manipolanti.

    Ognuno consideri se è il caso di dare un qualche ritocco a questo nostro vivere più avanzato del mondo o se è bene farci un'iniezione di gruppo e farla finita, ora.
    Tralascio anche l'accenno a Gesù Cristo che, in modo compulsivo ammazziamo ogni giorno, delicatamente con la buona morte chimico-ipocrita, per la salvezza del nostro bene materiale, il quale ha distrutto e sta distruggendo la nostra spiritualità.

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  2. Sancte Michael Archangele difende nos in proelio ut non pereamus in tremendo judicio

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  3. Ho letto nell articolo in home che esorta a dire: "San Raffaele Arcangelo, guariscici!".

    Io a dir la verita ho sempre invocato perche INTERCEDA semmai presso Dio per ottenere la guarigione, dato che ho sempre saputo che SOLO Dio puo guarire, mentre i santi, gli angeli e persino Maria Vergine possono "solo" intercedere per noi, seppure ognuno di essi magari con gradi diversi di efficacia.

    Domando quindi, a questo proposito, alla dott.ssa Guarini: ho sempre sbagliato io o quella invocazione in articolo (che ho appena riportato) dovrebbe invece essere modificata nel senso che ho appena descritto?

    Grazie per la eventuale gentile risposta.

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  4. Non ha sbagliato. Dice bene. Ma per me era scontato il "guariscimi" implicito nel nome, che ha ricevuto dal Signore: "medicina di Dio", opportunamente citato.
    Tuttavia, a scanso di equivoci, ha fatto bene a precisare.

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  5. It

    ATTACCATO VILLAGGIO IN HURKINA FASO, ALTRI 9 MORTI

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-9b1c34a8-1999-4985-8127-437b0652faaa.html

    Dopo le stragi di queste ultime settimane e mesi ad opera praticamente quasi sempre di jihadisti, ancora morti nel poverissimo
    Paese africano dove vivono molti cristiani che però sono costretti ad abbandonare le proprie case ormai.

    Preghiamo in particolar modo San Michele Arcangelo affinché interceda presso Dio perché aiuti questi nostri cari fratelli africani adcavere una esistenza finalmente libera da ogni vessazione e violenza, e possano essere liberi anche di continuare a manifestare e praticare la propria fede cristiana...

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  6. Perché Papa Francesco respinge il proselitismo?

    L'ultima sua uscita in questo senso, è stata la sconcertante frase rivolta ad una signora sudafricana che gli presentava due neoconvertiti al cattolicesimo: "Signora, evangelizzazione sì, proselitismo no".
    Come interpretare? E' evidente che il Papa dà un significato diverso alla parola "evangelizzazione". Ricostruico così:

    Cos'è l'evangelizzazione oggi? E' "l'annuncio", in greco: il kérigma, per i raffinati, termine molto usato dai nuovi teologi. Il contenuto della evangelizzazione è limitato all'annuncio del Vangelo, non si estende all'invito alla conversione, la quale sarebbe lasciata all'iniziativa dello Spirito (Santo). Ma gli Apostoli non "annunciavano" appunto per convertire? Mica avevano tempo da perdere in discussioni oziose o capziose...
    Primo discorso pubblico di S.Pietro, dopo la Pentecoste: fate penitenza e battezzatevi, "salvatevi da questa generazione perversa"(Atti, 2, 38-40).

    IL fatto è che l'annuncio attuale va inquadrato nella prospettiva del "dialogo": tu annunci il Vangelo nel rispetto dell'altro, entri in dialogo con lui rispettando i suoi valori, la conversione potrà esserci o meno, non è essenziale. Tutto questo sembra assurdo. Ma il mistero si chiarisce, a mio avviso, se si guarda al contenuto effettivo dell'annuncio, come viene fatto dal Vaticano II in poi. E' un "annuncio" dal quale sono scomparsi il Giudizio, l'Inferno, il Purgatorio, il peccato originale, il peccato come nozione, etc etc. Insomma: l'annuncio non mira a convertire per il semplice fatto che non è più cattolico; mira alla creazione di una sincretistica unità del genere umano e quindi all'unità con tutte le altre religioni per creare un "nuovo ordine mondiale", un "nuovo umanesimo" (utopie senza senso).
    Un "annuncio" del genere si basa sul presupposto (errato) che la SAlvezza sia stata già garantita a tutti dall'Incarnazione. La "conversione" al cattolicesimo diventa allora pleonastica, rispetto all'annuncio, il quale annuncio ci ricorda appunto che tutti siamo stati già salvati e ognuno può restare nella sua religione di appartenenza,anche se è quella degli stregoni e dei cannibali. Tutta la pastorale della Chiesa conciliare è da 50 anni orientata in questo senso.
    Questa è la "nuova evangelizzazione", di cui parla tanto anche lo Instrumentum laboris di infausta notorietà: quella che differisce dalla prima evangelizzazione, intollerante perché mirava a convertire, dicono -- differisce perché per l'appunto, nel suo contenuto, in quello che annuncia ha mutilato ampiamente la Parola di Cristo custodita per duemila anni dalla Chiesa, cessando di essere nei fatti cattolica.
    Si tratta di una falsa evangelizzazione, un'impostura che va denunciata e combattuta.
    PP

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  7. Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti,
    difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili
    e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia.

    San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre!

    San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggerisci i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi. Amen.

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  8. Sulla statua di San Michele Arcangelo insugurata dai due papi nel 2013 nei giardini vaticani

    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV547_Guardando_la_nuova_statua_San_Michele.html

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  9. "ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUDUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM (Ps. 133; ecco Ecco quanto è buono e quanto soave che i fratelli stiano insieme)

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  10. Card. Gerhald Müller sulla definizione di "LOCUS THEOLOGICUS", contenuta nell'instrumentum laboris del sinodo panamazzonico

    "Solo Gesù Cristo […] è la ragione, il contenuto e la misura della nostra fede, e non un Dio pagano che ci parla nei miti e nelle utopie, nella dinamica degli eventi, nei processi da noi avviati, nel sangue della razza, nello spirito popolare o nelle realtà immorali della vita. La teologia riconosce come ‘locus theologicus’ soltanto l’unica Parola di Dio nella Sacra Scrittura e nella tradizione, mentre il Magistero può solo rivendicare un’autorità interpretativa. Presumere o riconoscere oltre alla pienezza della rivelazione di Cristo ulteriori presunte rivelazioni di Dio nei processi dinamici della coscienza popolare o nelle realtà della vita […] non è altro che un risorgente ‘neopaganesimo’, respinto già con veemenza da papa Pio XI nella sua enciclica ‘Mit brennender Sorge’ contro la falsificazione nazionalsocialista del concetto cristiano di rivelazione”.

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  11. Sancte Michaël Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.

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  12. Durante la preghiera silenziosa chiusa col corale Credo finale, nei pressi dell'Acies schierata ordinatamente, alcuni sacerdoti recitavano la versione lunga della preghiera di Leone XIII a San Michele, per esorcizzare gli spiriti malvagi che vorrebbero corrompere la Chiesa.

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  13. Grazie Mic, per aver postato la preghiera a San Michele Arcangelo in latino; io la recito ogni sera, a conclusione delle preghiere serali, anche se la dico in italiano, dato che il latino non è il mio forte. Preghiamo che l'Immacolata lo invii presto a metter ordine nella Chiesa di Cristo, occupata da una legione di usurpatori senza più un briciolo di fede, passati armi e bagagli dalla parte del diavolo, come del resto la maggioranza dei politici.

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  14. Pregare per il bene di chi ci governa è cosa buona e giusta, lo ha detto pure San Paolo, a patto di ricordarsene solo quando il governante è gradito. Pregare perché un sinodo non si concluda con qualche apostasia è roba dell’altro mondo, viste le reazioni di sdegno suscitate da una iniziativa in tal senso del cardinale Burke e del vescovo Schneider (due preti che invitano a recitare il Rosario e a digiunare, non sia mai!). Pregare e operare per la conversione dei non cristiani è materia da processo canonico per direttissima per il reato di proselitismo. Ma visto che almeno per il Papa “tentato e assediato” è arrivato un sommo invito a invocare il Cielo, nessuno Oltretevere dovrebbe aversene a male alla notizia della convocazione di una preghiera pubblica per la Chiesa, a due passi da San Pietro, aperta ai fedeli di tutto il mondo. Anzi!

    Non essendo “mainstream” come le manifestazioni di Greta Thunberg, la notizia viaggia perlopiù attraverso i canali spontanei della Rete, con il supporto di una pagina Facebook, l’attenzione di vaticanisti e blogger “controcorrente” in Italia e all’estero, e soprattutto il passaparola tra il gregge sofferente disperso da un angolo all’altro del pianeta. Ma è di quelle che vale la pena riportare, perché che se ne sappia è la prima volta in era moderna che senza capipopolo né sigle associative, senza organizzazioni né finalità specifiche, i fedeli si mobilitano dal basso e si danno appuntamento lì dove si effonde l’ombra del Cupolone e riposano le spoglie di Pietro per recitare tutti insieme un Rosario pubblico per amore della Chiesa. Tecnicamente una notizia, insomma, e pure di quelle grosse.

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  15. ... segue

    La data da segnare sul calendario è quella di sabato 5 ottobre, il luogo è largo Giovanni XXIII (all’inizio di via della Conciliazione), l’orario – le 14:30 – di quelli comodi per chi giunge da ogni dove per unirsi ai fratelli, dire una preghiera e rimettersi in cammino. Il fatto che il giorno prescelto coincida con la vigilia dell’apertura del sinodo sull’Amazzonia è difficilmente considerabile come una casualità. E del resto, in tempi di “Chiesa in uscita” e di “sinodalità”, nulla di più sinodale di una massa di fedeli che esce di casa per ritrovarsi in nome della Chiesa.

    Nel manifesto che gli ideatori – “un gruppo di amici cattolici, laici e consacrati”, così si definiscono – hanno messo in circolazione per spiegare il senso dell’evento, non c’è traccia di polemiche personali né tanto meno di attacchi scomposti. Risalta invece, con grande nitore, l’affresco di uno stato di sofferenza. Soprattutto dalle intenzioni di preghiera esposte sotto forma di decalogo: dalla cessazione degli scandali sessuali ed economici (e della promozione di chi se ne è reso protagonista) a che “non venga adulterato il depositum fidei”; dalla fine del continuo commissariamento delle comunità religiose tradizionaliste al recupero dell’esempio dei Santi in luogo di figure che nel passato o nel presente hanno operato per lacerare la Chiesa o per diffondere ideologie di morte; dal primato dell’annuncio cristiano sulle divagazioni sociologiche, politologiche, climatologiche, a una nuova centralità dei “princìpi non negoziabili”.

    E ancora, fra i propositi enumerati nel documento tradotto in numerose lingue del mondo: la netta separazione tra l’amore per il Creato e “l’ecologismo pagano e panteista” e tra la misericordia di Dio e “il relativismo morale e l’indifferentismo religioso”; l’ascolto del grido di dolore della Chiesa africana contro l’ideologia immigrazionista e la svalutazione dell’idea di patria e di identità; la necessità che i cattolici cinesi non vengano sacrificati al regime comunista; l’urgenza “che i cristiani perseguitati nel mondo, che affrontano torture e morte in nome di Cristo, non debbano più sentir dire, da Roma, che Allah e Gesù Cristo sono il ‘medesimo Dio’”.

    Insomma, una piattaforma tanto esente da invettive personali quanto esplicita nei contenuti. Forse anche per questo c’è da scommettere che sui giornaloni e nei media “mainstream”, prima del 5 ottobre, difficilmente se ne sentirà molto parlare. Dopo probabilmente sì, e magari varrà la pena poter dire “io c’ero”.

    https://loccidentale.it/tra-greta-e-il-sinodo-il-gregge-a-san-pietro-prega-per-la-chiesa/

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  16. Noi non vogliamo, non vogliamo nessuna religione universale, nessuna religione sincretista, nessuna religione mezzo massonica e mezzo non so cosa, sentimentale – vero? – che porterebbe all’unione di tutti gli uomini di tutte le religioni.
    Non lo vogliamo, a nessun prezzo, a nessun prezzo! "

    osì concludeva mons. Lefebvre qui
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2015/11/mons-marcel-lefebvre-la-chiesa-del.html

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  17. Giusto il richiamo al Salmo 133 circa il fatto che sia bello e giusto chevi fratelli vivano insieme.
    Ad avercdene però di fratelli che accettino - non dico di vivere insieme, evidentemente al giorno d'oggi ahimè utopistico - ma almeno di incontrarsi regolarmente, condividere, aiutarsi in ogni modo, come nelle primigenie comunita cristiane avveniva..

    Più facile quindi a dirlo che a farlo, rintanati come siamo ognuno nelle nostre placide case, al massimo davanti ad un pc o tablet collegati con blog e pagine fb, per sentire il bisogno di stare ben piu vicini anche fisicamente l'un con l'altro è specie con chi avrebbe avvero più bisogno di una parola, di un momento di condivisione e pure di un aiuto di tipo materiale, perché no? Le prime comunità forse che non erano strutturate così?

    E oggi invece anche il trovarsi insieme, organizzare per mangiare insieme un tramezzino diventa un'impresa, perché si sa, troppi impegnati diamo, troppe cose da fare, troppo di tutto per noi stessi, per stare insieme a quei "fratelli" di cui ci parla il Salmo citato dopracda un utente anonimo, cioe il 133..."Quanto è bello quanto è giusto che i fratelli vivano insieme"

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  18. https://www.aldomariavalli.it/2019/09/28/oggi-a-roma-appello-agli-angeli-a-difesa-della-fede/amp/

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  19. da "la dedicazione di San Michele Arcangelo" (da L'Anno Liturgico di dom Prosper Guéranger)

    L'Angelo turiferario.

    I primi Vespri cominciano con l'Antifona Stetit Angelus, che deriva il testo dall'Offertorio della Messa del giorno: "Un angelo stava presso l'altare del tempio e aveva un incensiere in mano: gli diedero molto incenso e il fumo profumato si elevò fino a Dio". L'Orazione della benedizione dell'incenso alla Messa solenne designa il nome di questo angelo turiferario: "Il beato Arcangelo Michele". Il libro dell'Apocalisse dal quale son presi i testi liturgici ci spiega che i profumi, che salgono alla presenza di Dio, sono le preghiere dei giusti: "Il fumo degli aromi formato dalle preghiere dei santi salgono dalla mano dell'angelo davanti a Dio" (Ap 8,4).

    Il Mediatore della Preghiera eucaristica.

    È ancora Michele che presenta al Padre l'offerta del Giusto per eccellenza ed Egli infatti è designato nella misteriosa preghiera del Canone della Messa in cui la santa Chiesa chiede a Dio di portare sull'altare sublime, per mano dell'Angelo Santo, l'oblazione sacra in presenza della divina Maestà. È cosa molto sorprendente notare negli antichi testi liturgici romani che san Michele è sovente chiamato l'Angelo Santo, l'Angelo per eccellenza.

    Probabilmente sotto il pontificato di Papa Gelasio fu compiuta la revisione del testo del Canone nel quale l'espressione al singolare Angeli tui fu sostituita con quella al plurale Angelorum tuorum. Proprio a quell'epoca, sul finire del V secolo, l'Angelo era apparso al vescovo di Siponto, presso il Monte Gargano.

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  20. "La confusione, che è il fumo di Satana, oggi avvolge il campo di battaglia. Per vincere contro le forze del caos è necessaria la purezza della dottrina, la chiarezza delle parole, la fermezza dell’esempio, l’accordo dell’animo e delle opere, perché, come insegna san Paolo: “Se la tromba di guerra dà un suono confuso, chi mai si preparerà alla battaglia?” (I Cor., 14. 8)."

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  21. Pregare perché un sinodo non si concluda con qualche apostasia è roba dell’altro mondo, viste le reazioni di sdegno suscitate da una iniziativa in tal senso del cardinale Burke e del vescovo Schneider (due preti che invitano a recitare il Rosario e a digiunare, non sia mai!). Pregare e operare per la conversione dei non cristiani è materia da processo canonico per direttissima per il reato di proselitismo. Ma visto che almeno per il Papa “tentato e assediato” è arrivato un sommo invito a invocare il Cielo, nessuno Oltretevere dovrebbe aversene a male alla notizia della convocazione di una preghiera pubblica per la Chiesa, a due passi da San Pietro, aperta ai fedeli di tutto il mondo. Anzi!

    Non essendo “mainstream” come le manifestazioni di Greta Thunberg, la notizia viaggia perlopiù attraverso i canali spontanei della Rete, con il supporto di una pagina Facebook, l’attenzione di vaticanisti e blogger “controcorrente” in Italia e all’estero, e soprattutto il passaparola tra il gregge sofferente disperso da un angolo all’altro del pianeta. Ma è di quelle che vale la pena riportare, perché che se ne sappia è la prima volta in era moderna che senza capipopolo né sigle associative, senza organizzazioni né finalità specifiche, i fedeli si mobilitano dal basso e si danno appuntamento lì dove si effonde l’ombra del Cupolone e riposano le spoglie di Pietro per recitare tutti insieme un Rosario pubblico per amore della Chiesa. Tecnicamente una notizia, insomma, e pure di quelle grosse.

    La data da segnare sul calendario è quella di sabato 5 ottobre, il luogo è largo Giovanni XXIII (all’inizio di via della Conciliazione), l’orario – le 14:30 – di quelli comodi per chi giunge da ogni dove per unirsi ai fratelli, dire una preghiera e rimettersi in cammino. Il fatto che il giorno prescelto coincida con la vigilia dell’apertura del sinodo sull’Amazzonia è difficilmente considerabile come una casualità. E del resto, in tempi di “Chiesa in uscita” e di “sinodalità”, nulla di più sinodale di una massa di fedeli che esce di casa per ritrovarsi in nome della Chiesa.

    Nel manifesto che gli ideatori – “un gruppo di amici cattolici, laici e consacrati”, così si definiscono – hanno messo in circolazione per spiegare il senso dell’evento, non c’è traccia di polemiche personali né tantomeno di attacchi scomposti. Risalta invece, con grande nitore, l’affresco di uno stato di sofferenza. Soprattutto dalle intenzioni di preghiera esposte sotto forma di decalogo: dalla cessazione degli scandali sessuali ed economici (e della promozione di chi se ne è reso protagonista) a che “non venga adulterato il depusitum fidei”; dalla fine del continuo commissariamento delle comunità religiose tradizionaliste al recupero dell’esempio dei Santi in luogo di figure che nel passato o nel presente hanno operato per lacerare la Chiesa o per diffondere ideologie di morte; dal primato dell’annuncio cristiano sulle divagazioni sociologiche, politologiche, climatologiche, a una nuova centralità dei “princìpi non negoziabili”.

    E ancora, fra i propositi enumerati nel documento tradotto in numerose lingue del mondo: la netta separazione tra l’amore per il Creato e “l’ecologismo pagano e panteista” e tra la misericordia di Dio e “il relativismo morale e l’indifferentismo religioso”; l’ascolto del grido di dolore della Chiesa africana contro l’ideologia immigrazionista e la svalutazione dell’idea di patria e di identità; la necessità che i cattolici cinesi non vengano sacrificati al regime comunista; l’urgenza “che i cristiani perseguitati nel mondo, che affrontano torture e morte in nome di Cristo, non debbano più sentir dire, da Roma, che Allah e Gesù Cristo sono il ‘medesimo Dio’”.

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  22. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vaticano-ora-i-consevatori-pregano-salvezza-chiesa-1760861.html

    Vaticano, cattolici pregano il rosario per la salvezza della Chiesa
    Una preghiera a pochi passi dal Vaticano per chiedere una serie di cambiamenti: dalla pastorale sull'immigrazione alla modifica nei riferimenti politico-culturali (niente più Lutero ed Emma Bonino), passando per la bioetica e per la tutela dei cristiani perseguitati

    Si riferisce alla preghiera del 5 ottobre e ne esprime un ventaglio di motivazioni...

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