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mercoledì 2 ottobre 2019

Va’ e ripara la mia Chiesa / 2 - don Elia

Qui dispersit Israel congregabit eum, et custodiet eum sicut pastor gregem suum (Ger 31, 10).

«Colui che ha disperso Israele lo radunerà e lo custodirà come un pastore il suo gregge». Lo Sposo della Chiesa continua a parlarci tramite la Sua parola scritta, fonte di inesauribile illuminazione e incoraggiamento. Qui il Verbo eterno afferma anzitutto che, per Sua permissione, è stato provocato un processo di dispersione del Popolo santo. Il senso letterale della profezia si riferisce alla storia dell’antico Israele, che a causa della sua infedeltà fu deportato in due riprese: dopo la caduta di Samaria (721 a.C.) e dopo la presa di Gerusalemme (586 a.C.). Quei fatti del passato dovevano ripetersi in sciagure analoghe che si sarebbero verificate in seguito al rigetto del Salvatore divino: la Città Santa sarà di nuovo espugnata e distrutta prima da Tito (70 d.C.), poi da Adriano (135 d.C.); quest’ultimo la ricostruirà come insediamento pagano sostituendone completamente la popolazione e ribattezzandola Aelia Capitolina.

«Tutte queste cose, però, accaddero a loro come esempio e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi» (1 Cor 10, 11). La parola profetica, ispirata dallo Spirito Santo, ha avuto ulteriore compimento in rapporto al nuovo Israele, la Chiesa di Cristo. Numerose divisioni, a causa di scismi ed eresie, si erano già prodotte lungo tutto il corso della sua storia bimillenaria; la rivoluzione luterana, in particolare, aveva staccato da essa, loro malgrado, interi popoli, finendo poi nella frantumazione senza fine di innumerevoli denominazioni. La Chiesa Cattolica, tuttavia, resisteva nella compattezza inattaccabile della sua dottrina e della sua disciplina, sempre preservatesi immuni da errori e mutazioni nonostante i peccati e le inadempienze dei suoi rappresentanti. Allora il diavolo, preso atto che ogni tentativo di colpirla e fiaccarla dall’esterno non otteneva altro risultato che il suo rafforzamento spirituale e una nuova fioritura, ha deciso di portare l’attacco all’interno, infiltrando i suoi agenti nella gerarchia.

Il piano di sovvertire la Chiesa mediante una rivoluzione in cappa e tiara si trova già chiaramente formulato, nel secondo decennio dell’Ottocento, nei testi programmatici dell’Alta Vendita, l’occulta direzione suprema della massoneria italiana o Carboneria. Quelle stesse idee sono oggi rappresentate da quei sostenitori di una “primavera” ecclesiastica che hanno influenzato il conclave del 2013. Al vertice della Chiesa han piazzato qualcuno che non è personalmente membro di una loggia, ma che, avendo gli stessi principi, li sta mettendo in pratica. Coloro che detengono il potere visibilmente, infatti, non sono generalmente reclutati fra gli illuminati (quelli che tirano i fili nell’ombra), bensì fra gli ispirati (quelli che operano per la causa pur senza essere iniziati ai segreti più arcani, che sono di natura diabolica). Se un defunto traditore di Cristo, poco prima di farsi “sedare” per sempre, ha dichiarato che nella Chiesa la brace è soffocata dalla cenere, la colpa di ciò ricade proprio su di lui e sui suoi affini, i quali, non professando la fede cattolica, ma una gnosi immanentistica, ne han profondamente snaturato la vita e la missione.

La proposta che i parroci romani si circondino di una dozzina di squilibrati ha origine, in effetti, da un’intuizione del moribondo Arcivescovo di Milano che, nelle Ultime conversazioni a Gerusalemme, aveva lasciato chiaramente intendere di non credere nel Dio della rivelazione cristiana, bensì in una non meglio precisata forza cosmica che spingerebbe l’umanità verso il progresso. Colui che, in cattedrale, aveva ripetutamente invitato gli atei a catechizzare il suo gregge puntava in realtà, col suo testamento spirituale, addirittura ai vescovi: era nelle curie diocesane che sognava una rivoluzione innescata da laici che ne prendessero il controllo. Il fatto è che nella costituzione divina della Chiesa, per volere del Fondatore, ogni potere (che sia di governo, di insegnamento o di santificazione) è inseparabilmente legato al sacramento dell’Ordine; negare questo dato od operare in senso ad esso contrario – come abbiamo di recente osservato – equivale ad un’apostasia, qualora il resto già non la denunci in modo inequivocabile.

Questo genere di “ispirazioni” trova una compagine ecclesiale già profondamente confusa, smarrita, disgregata: non c’è più un’identità cattolica univoca ed evidente, ma tutto un ventaglio di svariate appartenenze che al contempo la falsificano e la frantumano. Chi, fuggendo dalla Babele di gruppi, movimenti e associazioni, tutti più o meno modernisti, giudaizzanti o protestantizzanti, cerca rifugio nel tradizionalismo, si accorge ben presto di esser capitato in un piccolo mondo ancor più lacerato da dispute, invidie e rivalità meschine in cui ognuno porta acqua al suo mulino e si fa magistero a se stesso. Da una parte manca la retta fede, dall’altra la carità e la speranza; ovunque – al di là della buona fede delle singole persone – sembra prevalere una visione puramente orizzontale che guarda unicamente al vantaggio e alla propagazione dell’organizzazione di cui si è membri, come se essa coincidesse con la Chiesa o ne fosse l’espressione più perfetta… Altra pericolosa evasione, che ho più volte segnalato, è la fuga nel pullulare di presunte apparizioni, rivelazioni o dottrine spirituali di sapore decisamente millenaristico o gioachimita.

Per castigarci delle nostre infedeltà, il Signore ha disperso anche noi, ma promette di radunarci di nuovo sotto la guida di un Pastore che ci custodirà nell’unità della verità e della carità, se torneremo a Lui con tutto il cuore. Quest’ultimo, prima di poter ricostruire, dovrà eseguire il compito un tempo assegnato al profeta Geremia: «Ecco, oggi ti costituisco […] per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare» (Ger 1, 10). In attesa che il Cielo ci invii l’artefice della restaurazione, il nostro impegno deve mirare a conservare e difendere, senza rompere la comunione ecclesiale, il tesoro di verità e di grazia che ci è stato consegnato. Bisogna smettere una volta per tutte di parlare di falsa Chiesa, identificandola con la prostituta dell’Apocalisse (cf. Ap 17, 1ss): è proprio quello che fece Lutero per giustificare la sua ribellione. Occorre semmai osservare che, per effetto dell’infiltrazione massonica, c’è una gerarchia in parte apostata e corrotta che ha occupato molti dei posti più alti; ma, nel suo mistero soprannaturale di Corpo di Cristo, la Chiesa non può né venire meno né alterarsi nell’essenziale.

Quel che ci è chiesto da Dio è dunque di resistere al suo interno, senza porci fuori dell’ordinamento gerarchico. Anche se alcuni di coloro che guidano la Chiesa dimostrano chiaramente, in parole e opere, di non avere la fede cattolica, noi non abbiamo il potere di deporli; per questo dobbiamo loro obbedienza in ciò che è lecito, in quanto anche quelli che siano di fatto fuori del Corpo Mistico, finché non sia dichiarato il loro stato di eretici, mantengono una giurisdizione, la quale va rispettata in nome dell’ordine richiesto dall’assetto visibile della Chiesa. Come infatti l’essere umano è un composto d’anima e corpo, così essa consta di una realtà spirituale e di una compagine esterna che non si possono separare, sebbene la prima sia più nobile. Sant’Agostino (cf. De Baptismo contra Donatistas, V, 28, 39: PL 43, 196-197) insegna che si può esserne membri con il corpo (cioè in virtù della sola appartenenza sociale, senza conversione sincera), ma non con il cuore (cioè in virtù della fede e della comunione). In altre parole, si può far parte della struttura giuridica della Chiesa militante anche senza esser realmente inseriti nel Corpo di Cristo, ma non viceversa: per essere di esso membra vive, bisogna trovarsi nell’arca di salvezza. Se invece esco deliberatamente da questa, mi estrometto anche da quello e rimango privo di ogni grazia.

Capite allora la gravità di certe scelte? Ma come resistere in queste condizioni? «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno» (Lc 12, 32). Ci rendiamo conto di quale tesoro disponiamo? Ci crediamo davvero? Noi conosciamo la verità su Dio e sull’uomo; abbiamo la vita di grazia, che è l’inizio di quella eterna; possiamo vivere da figli dell’Altissimo, imitando i Santi e vincendo il demonio, per prepararci un futuro di gloria, se siamo fedeli sino alla fine. È vero che, proprio per questo, ci è sempre più penoso dimorare in questo mondo impazzito, in cui tutti i valori più sacri sono calpestati anche a livello legislativo e sempre più gente perde il senno perché non più in grado di cogliere l’evidenza del reale; ma questa sofferenza è prova del privilegio immenso che, per pura benevolenza, abbiamo ricevuto dal Signore: l’esser preservati dalla follia collettiva che sta travolgendo l’umanità per effetto della propaganda massonica, che diffonde la gnosi nella forma più devastante che abbia mai assunto.

La necessità di rispettare una gerarchia illegittima o inadempiente assomiglia a quella di chi, pur essendo certo in coscienza della nullità del suo matrimonio, ma non potendo dimostrarla in foro esterno, riconosce di dover comunque rispettare il vincolo giuridico: da una parte, non è libero di convolare a nuove nozze e, dall’altra, non può più godere lecitamente dell’unione apparente. È il martirio interiore a cui siamo chiamati, il quale non esclude affatto che continuiamo a manifestare il nostro dissenso nelle forme consentite. Se poi arriverà il momento in cui non ci rimarrà altra scelta che rifugiarci nel deserto, ci organizzeremo di conseguenza in piccole comunità guidate da sacerdoti fedeli, in attesa che sopraggiunga il castigo divino e l’agognata liberazione dai falsi Pastori. Nel frattempo, come già accennavo in giugno [qui], possiamo sostenere le vocazioni genuine che il Signore sta suscitando in vista della rinascita. Chi lo desidera può scrivermi per avere indicazioni sul modo di aiutare un gruppo di giovani che sto seguendo di persona e che è stato accolto in una diocesi estera per dar vita ad una comunità religiosa tradizionale (non tradizionalista). Germogli sani come questo dimostrano che il Signore non ha abbandonato la Sua Sposa!

23 commenti:

  1. 2 Ottobre - Santi Angeli Custodi

    Dio darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi:
    sulle loro mani ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
    Non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda;
    sulle loro mani ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
    (Sal 90, 11-12. 10)

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  2. 2 OTTOBRE

    I SANTI ANGELI CUSTODI

    Storia della festa

    Sebbene la festa del 29 settembre abbia lo scopo di onorare tutti gli spiriti beati dei nove cori angelici, negli ultimi secoli la pietà dei fedeli sentì il desiderio di consacrare un giorno speciale per far festa agli angeli custodi. Alcune Chiese, presa l’iniziativa, celebravano la festa in date diverse dell’anno e Paolo V, nel 1608, il 27 settembre, pur autorizzando la festa, non credette di farne obbligo lasciandola facoltativa. Clemente X il 20 settembre del 1670 volle l'uniformità e fîssò la festa al 2 ottobre, primo giorno libero dopo quella di san Michele, e in quella data rimane.

    Dottrina della Chiesa

    Che Dio affida gli uomini chiamati a contemplarlo in cielo alla custodia degli angeli, finché vivono su questa terra di esilio, è verità di fede e lo testimonia la Scrittura, come lo afferma unanime la Tradizione. Le conclusioni più sicure della teologia cattolica estendono il beneficio di tanto preziosa protezione a tutti gli uomini, senza distinzione di razza, siano essi infedeli o battezzati, giusti o peccatori. Ufficio dell’angelo custode è di allontanare il pericolo, sostenere l’uomo nella lotta contro il demonio, suscitare in lui santi pensieri, allontanarlo dal male, correggerlo, pregare per lui e presentarne a Dio le preghiere. Questo compito è tanto delicato che l’angelo non ha la custodia simultanea di più persone e, al termine della vita, raccoglie l’anima che ebbe in custodia per portarla, dopo il giudizio, al posto che ha meritato, in cielo o al luogo di temporanea purificazione ed espiazione.

    I nove cori

    Gli angeli custodi sono reclutati fra gli spiriti più vicini all’uomo nell’ultimo dei nove cori. Dio riserva ai Serafini, ai Cherubini e ai Troni l’onore di formare la sua corte, mentre le Dominazioni presso il suo trono presiedono al governo dell’universo, le Virtù vegliano sulla stabilità delle leggi della natura, sulla conservazione delle specie e sui movimenti dei cieli, le Potenze mantengono in catene l’inferno. Il genere umano nel suo insieme e nei suoi vari raggruppamenti sociali, come nazioni e chiese, è affidato ai Principati, mentre gli Arcangeli, preposti alle comunità di minore importanza, sembrano avere anche il compito di trasmettere agli angeli gli ordini del cielo, insieme con l’amore e la luce, che per noi discende dalla più alta gerarchia. Come è immensa la Sapienza di Dio! L’ammirabile insieme di ministeri, ordinato nei vari cori degli spiriti celesti, sboccia come fine alla custodia diretta affidata ai più umili; la custodia cioè dell’uomo per il quale sussiste l’universo. Così aveva affermato la Scolastica e così aveva affermato l’apostolo: Non sono forse tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati a servire coloro che erediteranno la salvezza?

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  3. Mi spiace che tanta parte della gerarchia sia impazzita ma, fondamentalmente non mi tocca. E'il mio dovere invece che mi angustia e come l'ho adempiuto nella mia vita. Quanto meglio avrei potuto fare, pur senza strafare! Di questo devo rendere conto. La follia è infondo una via di fuga, l'ultima, pur di non dirsi la verità. Anch'io ho costeggiato i suoi confini ma, per Grazia divina il Santo Vero mi ha sempre riportato nel luminoso regolare sciacquio di una baia tranquilla. Forse questo impazzimento generale è quello proprio di coloro che hanno rifiutato di seguire la Verità e la sua luce, nascondendosi all'ombra della menzogna, la quale ha finito poi con il permearli dal capo fino ai piedi.

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  4. Pondera ( Anima mia ) come forse tra poco, e quando forse e meno vi penserai, a questo strettissimo passo ti dei ritrovare. Ed oh quanto conforto riceverai ! Se mentre sei sana di corpo, e di mente, tu avrai aggiustate le partite con Dio. Che consolazione, avrai, allorché sentirai intimarti dal Sacerdote: Egredere Anima Christiana de hoc Mundo ! Se avrai servito Dio con amore, ed osservati i suoi santi Precetti. Che lieta speranza concepirai dal vederti assistita dal tuo Angelo Custode, e da S. Michele se ne sarai stata veramente divota, e nel vedere, che ti saranno scudo
    contro gli assalti, e le tentazioni del Demonio, ti conforteranno fra molti timori, e ti solleveranno tra molti affanni del Corpo. Ma se per tua sorte infelice tu avrai menata una vita senza timor di Dio, libera ad ogni mal fare, immersa nei diletti della Carne, e del Senso, senza un' ombra di pietà, e di divozione alle cose di Dio, ed avvezza a resistere alle chiamate, ed alle ispirazioni di Dio inviate a te per mezzo de' medesimi S. Angeli; allora sì, che non sarai capace de' conforti di S. Michele.

    Ah mio caro Dio! io lo so benissimo, che come si vive, così anche si muore; E che non accade aspettare in quel punto un ajuto straordinario di S. Michele, che sarebbe un miracolo, e questo non si opera sempre, ne si fa a tutti: Concedetemi per la Morte, e Passione del vostro Santissimo Figliuolo Gesù, che non si parta mai dalla mia memoria, che ho da morire, e che ciò può essere in questo giorno.

    Pietosissimo Arcangelo S. Michele imploro da adesso per quel punto il vostro potentissimo soccorso: Defende me in prœlio extremo, ut non peream. V'invocherò ogni giorno più volte in questa maniera: ed ora porgetemi ajuto, perché risolvo di aggiuſtare i miei conti con Dio, come se queſta sera io dovessi morire per mezzo di una vera, e dolorosa Confessione, sperando totalmente nella Divina Misericordia.

    https://www.facebook.com/255460971727427/photos/a.259840424622815/458211491452373/?type=3&theater&ifg=1

    Ricordo di aver visto questa preziosissima opera tutta in argento e pietre preziose dedicata all'Arcangelo Michele in una mostra di opere d'arte per il culto del '600 napoletano , l'immagine non rende giustizia alla magnifica opera osservata dal vero inoltre c'erano preziosissimi calici , la mitria di S.Gennaro e tante tante tante altre magnificenze e se ripenso a quella bellezza mi viene da piangere .

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  5. "ma, fondamentalmente non mi tocca."
    E invece mio caro/a ci deve toccare , siamo legati dalla fratellanza e responsabili gli uni degli altri ( ognuno secondo i talenti ricevuti); se mio fratello/mio padre/mia madre si ubriacassero non soffrirei per loro? Non cercherei di compatirli e di amarli di piu'?
    Altrimenti perche' la Regina degli Angeli ci invita alla preghiera e alla riparazione ? Se siamo ritornati alla baia tranquilla e' per Grazia di Dio , nostra buona volonta' e anche grazie a chi ha pregato per noi .

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  6. "Anche se i cattolici fedeli alla Tradizione sono ridotti a una manciata, sono loro a costituire la vera Chiesa di Gesù Cristo" (S. Atanasio)

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  7. @ anonimo 9:52. Ottima riflessione sull'impatto mento del clero (ma non solo, anche i laici sembrano impazziti, basti vedere la loro ossessiva mania per i cani, il fitness, l'ambiente, tutto fuorché la,salvezza eterna...). Ricordiamoci la profezia di S. Antonio Abate "verrà un giorno in cui gli uomini impazziranno..."

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  8. La guida di Don Elia,in questi tempi di confusione creata ad hoc, è una bussola, un toccasana.

    Cito soprattutto queste due righe che ritengo essenziali:

    "...Quel che ci è chiesto da Dio è dunque di resistere al suo interno, senza porci fuori dell’ordinamento gerarchico..."

    Bergoglio, infatti,ha teso una trappola e minaccia al tempo stesso, quando ha detto che non teme lo scisma.

    Lui e i suoi fedelissimi, sostenuti dalla folla di 'diversamente cattolici', ovvero 'squilibrati', tira sempre più la corda, pronuncia affermazioni sempre più contrarie alla Dottrina bimillenaria proprio per provocare una ribellione giuridica, un distacco esteriore, un conflitto istituzionale, uno scisma appunto.

    Cadendo in questa trappola si sposterebbe il discorso sul piano giuridico, aumentando il rischio di passare dalla parte del torto e di aumentare la confusione, fino alla c.d. 'tempesta perfetta'.

    Basti pensare alle disquisizioni, senza soluzione, sul papa eretico.

    Questo vogliono i massoni modernisti, una confusione provocatoria.
    Forti del potere che hanno, trovare il pretesto per 'accompagnare con mitezza' i pochi cattolici rimasti - cioè coloro che, secondo le amorevoli espressioni del papa, 'hanno nella testa qualcosa che non va' - fuori della Chiesa cattolica.
    Passeremmo noi per 'falsa chiesa'.

    Ecco perché non temono lo scisma ed ecco perché Don Elia ha pienamente ragione: la Chiesa è e rimane una, santa e indivisibile, non c'è una falsa chiesa, ma traditori giunti alla sua guida in modo a mio avviso illegittimo (la mafia San Gallo).

    Ha ragione Don Elia, dunque, noi dobbiamo e possiamo solo resistere, santificandoci sempre più, pregando sempre più, stringendoci a Lui e alla Sua santissima Madre sempre più, amando i nostri nemici (per grazia divina) sempre più.
    E stringendoci tra noi, sostenendoci a vicenda, sempre più.
    Preghiera e opere, opere e preghiera, ciascuno come sa e come può, sempre più.

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  9. Ma che splendida riflessione !02 ottobre, 2019 12:53

    Lo scacco matto di Dio
    https://www.aldomariavalli.it/2019/10/02/lo-scacco-matto-di-dio/

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  10. E abbiamo gia' riportato la messa in guardia di tre Sacerdoti fedeli :02 ottobre, 2019 13:28

    Vieni santo spirito vieni x Maria !
    Bellissima catechesi di Don Alfredo Maria Morselli e relative confutazioni di errori di alcuni erranti tra cui una "teologhessa" Agnese Cini Tassinari , fondatrice di Biblia * in una gravissima conferenza del 2003 /
    Dedico a Mic l'ascolto dal minuto 4:53 al minuto 5:53 !
    https://www.youtube.com/watch?v=Jw8q2FGyT30


    *
    http://www.biblya.org/agnesefirenzedonna.html

    P.S. e facendo nomi e cognomi assolve al compito del vecchio Imprimatur : se non c'era non si doveva proseguire all'acquisto e alla lettura .

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  11. Francesco Tribolati02 ottobre, 2019 15:56

    Don Elia dice che non dobbiamo rompere la comunione ecclesiale, ma non si avvede che l'hanno già rotta i modernisti occupanti la Santa Sede? La Chiesa non può insegnare l'errore perché é santa, i modernisti si sono messi loro stessi fuori dalla Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo. Per questo non si può essere im comunione con i modernisti, ma con coloro che sono ancora cattolici e sono la Chiesa Corpo Mistico di Gesù.

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  12. Don Elia dice che non dobbiamo rompere la comunione ecclesiale, ma non si avvede che l'hanno già rotta i modernisti occupanti la Santa Sede? La Chiesa non può insegnare l'errore perché é santa, i modernisti si sono messi loro stessi fuori dalla Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo. Per questo non si può essere im comunione con i modernisti, ma con coloro che sono ancora cattolici e sono la Chiesa Corpo Mistico di Gesù.

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  13. Carissimo Aloisius concordo con Lei in tutto e mi permetto di sollecitare chiunque passera' di qua a partecipare , conl poco o con tanto , alla bella opportunita' che il Padre Don Elìa ci offre : far da madrine e padrini ad una Vigna mistica dal cuore infuocato d'amore per il Signore Gesu' celato nel Tabernacolo/grembo della Vergine Maria . Ogni buona santa intuizione /occasione bisogna afferrarla al volo perche' non sappiamo se ne avremo un'altra e questa e' una occasione d'oro che non possiamo lasciarci sfuggire. Facciamoci guidare nelle intenzioni e nelle opere dalla Madre di Dio . Personalmente desidero entrare nel novero delle madrine e portare un po' d'acqua a questa nuova Vigna non per " acquistare meriti " ma in risposta all' amore dell' Immacolata che sempre attenta e implorante provvede alle necessita' dei figli che Le sono stati affidati :" Figlio , non hanno piu' vino "...
    Grazie per qualunque decisione vorrete prendere , Dio vi benedica tutti !

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  14. "Gli angeli sono, per così dire, i pensieri di Dio rivolti a noi, che, in quanto pensieri divini, non sono solo idee, ma realtà, persone", Ss Angeli custodi (Benedetto XVI)

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  15. Ma se il papa tra un mese approva il documento finale del Sinodo per l'Amazzonia,
    documento già definito da due o tre cardinali "apostatico ed eretico", come
    dobbiamo comportarci?
    Avremmo un papa che impone alla Chiesa "un volto amazzonico", come ha detto, ovvero
    neo-pagano, cambiando di fatto la nostra religione.
    In questo caso, come dovremo considerare un Papa del genere?
    Non dovremmo considerarlo eretico e apostata?
    E se eretico e apostata e di fatto scismatico, ancora papa, moralmente parlando?
    Moralmente, perché noi fedeli non abbiamo il potere di deporlo.

    L'intervento di don Elia non sembra rispondere a quesiti del genere, che rispecchiano
    i problemi posti dal drammatico momento attuale.
    Si mantiene don Elia su un piano generale.
    Qui, invece, siamo alla vigilia della sostituzione del cattolicesimo con una
    religione sincretistica neo-pagana, ad opera del Papa stesso!
    Suggerire che dobbiamo stare calmi e tranquilli e aver fiducia in coloro che si
    rifugieranno nel deserto per costituire piccole comunità "tradizionali" sotto
    la guida dello stesso don Elia, a prepararsi per riprendere in mano la Chiesa
    una volta che il Signore abbia messo le cose a posto (se ho ben capito), mi sembra
    come suggerire di mettersi a sparare con un fucile da caccia contro un carro armato.
    T.

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  16. (Lettera agli amici della Croce - San Luigi Maria Grignon de Montfort)

    Cari Amici della Croce, il vostro modo di agire corrisponde realmente al grande nome che portate?
    o almeno avete il desiderio sincero e la volontà decisa che sia così, con la grazia di Dio all'ombra della Croce del Calva rio e dell'Addolorata?

    Prendete davvero i mezzi necessari per raggiungere questo fine?

    Vi siete incamminati per la vera via della vita, che è la via stretta e spinosa del Calvario?

    O non vi trovate forse, senza pensarci, sulla via spaziosa del mondo, che è la via della perdizione?

    Siete proprio convinti che «c'è una via che sembra diritta (e sicura) a qualcuno, ma sbocca in sentieri di morte»?

    Ascoltate attentamente la voce di Dio nostro buon Padre! Egli per tre volte maledice tutti coloro che seguono le concupiscenze del mondo: «Guai, guai, guai agli abitanti della terra». Ma a voi tende le braccia e grida con amore: «Uscite, popolo mio...». Mio popolo eletto, cari Amici della Croce di mio Figlio, separatevi dai mondani che sono maledetti dalla mia Maestà, scomunicati da mio Figlio e condannati dal mio Santo Spirito!

    Attenti a non sedervi in mezzo alla compagnia pestifera dei mondani; non seguite i loro consigli e non indugiate nemmeno nella loro via. Fuggite dalla grande e infame Babilonia. Ascoltate la voce e seguite soltanto gli esempi del mio Figlio prediletto, che vi ho dato come via, verità e vita e modello. Ascoltatelo».

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  17. @ T : "mettersi a sparare con un fucile da caccia contro un carro armato" : caro amico e fratello (in Cristo, ovviamente) capisco e condivido la sua angoscia; trovo conforto e consolazione, però, nelle parole della nostra Madre Celeste, l'Immacolata Vergine Maria, che ha assicurato a Suor Lucia di Fatima che "...quando tutto sembrerà perduto, allora Io sarò con voi ... alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà". Attenzione "sembrerà" non "sarà"; infatti vanno avanti come una panzer division: hanno buttato fuori Ratzinger, Berlusconi, Salvini, impongono il lavaggio del cervello fin dall'infanzia (anche senza contare Bibbiano) con la fola dei condomini multietnici, nuova meraviglia dell'umanità, mettono barconi in piazza San Pietro, fanno il presepe sui barconi con un Gesù Bambino negro e Maria e Giuseppe musulmani... si sono condannati da soli all'inferno, e non lo sanno, o si ostinano a non volerlo riconoscere. Mi confortano anche le visioni della Beata Katharina Emmerick che, riguardo alla chiesa dei due papi ("dove non c'era niente di santo, dove venivano ammessi tutti, protestanti, ebrei, islamici, tutti tranne i veri cattolici), afferma "ma il Signore aveva altri progetti". Concludendo: stiamo lontani, con la mente e con il cuore, da questa generazione diabolica di (falsi) consacrati, da questi politici vendutisi a Satana, consacriamo noi stessi e i nostri cari al Cuore Immacolato di Maria SS.ma, e poi...sotto con il Santo Rosario quotidiano, arma invincibile (così Padre Pio, suor Lucia), il resto lo farà la Divina Provvvidenza. L J C !

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  18. Don Elia, onore al merito, però parte da una posizione privilegiata, di essere sacerdote e quindi di poter far a meno d funzioni di tipo protestante e prossimamente pagane. Questo non è concesso ai poveri agnelli. Le isole felici in tempi di tribolazione mi suonano stonate, siamo un sol Corpo ed un solo Cuore, soffriamo con chi soffre, piangiamo con chi piange, e non godiamo con chi gode oggi sugli altari, ove parlano di ballare, mangiare e bere e ridere:connotazioni tutte del buon cristiano con l'altra di farsi vittime di invasioni a fine schiavismo e di non giudicare i peccati ma giudicare chi non accetta tali nuovi comandamenti.In fondo nella realtà denunciata di don Elia di idee varie che diventano l'unica vera Chiesa, ognuna pro domo sua, anche la sua tesi diviene una delle tante: tra l'altro io scelgo Maria con le Sue apparizioni, è LEI l' Elia dei nostri giorni con un Mosè ormai defunto, possiamo dire dal 2005? ….e non giudico la coscienza singola. Però seguire un pagano mi sembra troppo!

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  19. "...non giudico la coscienza singola. Però seguire un pagano mi sembra troppo!"

    Beh qui il pagano di sicuro non lo segue nessuno... Un conto è dire che non abbiamo l'autorità per deporlo, un altro conto è "seguirlo", tanto più che non facciamo altro che rettificare le sue distorsioni o addirittura rivoluzioni, riaffermando la Verità cattolica.

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  20. my two cents: noi siamo più o meno consapevoli della lotta in corso, della sua origine soprannaturale, delle eresie e delle apostasie del clero. Se andiamo via, non saremmo come il lievito che decide di uscire dall'impasto? Noi saremmo duri e puri, coerenti, coloro che hanno respinto e si sono allontanati dal clero modernista... ma sul campo di battaglia ci sono fratelli e sorelle che sono in balia del nemico senza neanche la coscienza di essere circondati e col serio rischio di essere prede senza via di scampo. Non li lasceremmo da soli?
    Rifiutiamo le eresie, denunciamo le apostasie ma restiamo per essere quinte colonne, spine nel fianco, sabbia negli occhi, lievito nell'impasto e sale della terra.
    E' guerra, davanti a noi solo la morte. Ed io, che sono misero, aspiro alla morte (per tutti certa) in nome di Cristo e per averlo seguito, non perché sia un esaltato ma perché sono un opportunista, conscio che i miei peccati danno orrore al Signore e cerco il patimento del mio Re per immeritatamente coprirmi dei Suoi meriti. Così morirò solo una volta.

    “Dio e la Chiesa chiedono dei difensori, ma dei veri difensori;
    di quelli che mai indietreggeranno di un passo;
    di quelli che sanno essere fedeli alla consegna, fino alla morte;
    di quelli che si formano a tutte le severità della disciplina,
    per essere pronti a tutti gli eroismi della lotta”

    Dom Pollien
    pag.162 – “Cristianesimo vissuto”
    Edizioni Fiducia, Roma 2017

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  21. Potius mori quam foedari.

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  22. Questa notizia la dedico a Don Elìa :

    San Francesco / Croci e alberi
    https://www.aldomariavalli.it/2019/10/04/san-francesco-croci-e-alberi/

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