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martedì 16 agosto 2022

“Nicaragua, mons. Álvarez rischia la vita. Il Papa parli”

Aggiornamento: da vaticanNews 21 agosto. Il papa al termine della preghiera mariana dell'Angelus: 《 ...la Vergine "Purissima" ispiri nei cuori di tutti "una concreta volontà" di giungere a una pacificazione 》.
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Precedente qui. Trascorsi alcuni giorni dal sequestro di Álvarez e altre 11 persone, il vescovo di Matagalpa, tra le voci più critiche del regime di Ortega, rischia “che un fanatico lo uccida”. In generale “in Nicaragua i sacerdoti sono in pericolo”. La Bussola intervista Emiliano Chamorro, giornalista in esilio negli Usa, che chiede a papa Francesco di rompere il silenzio. Ora risulta un articolo su VaticanNews. Ci vorrebbe un intervento diretto del papa.

«La dittatura di Daniel Ortega ha avvertito il vescovo Rolando Álvarez di consegnarsi alla sua polizia, con la condizione di lasciare il Paese. “Non lascio la mia patria”, ha risposto il leader cattolico, secondo una fonte ecclesiastica». Con un tweet, il giornalista nicaraguense Emiliano Chamorro ha informato che il regime di Ortega sta cercando di negoziare la partenza dal Paese del vescovo di Matagalpa e amministratore apostolico della diocesi di Estelí, tenuto in ostaggio dalla polizia dallo scorso giovedì 4 agosto.

La Nuova Bussola Quotidiana ha cercato un’eventuale conferma delle suddette informazioni tramite la diocesi di Matagalpa o altre fonti ecclesiastiche, anche in esilio, ma non è stato possibile ottenere risposta. “Ora i sacerdoti non vogliono parlare, non rispondono ai messaggi, il terrore li ha neutralizzati”, ha detto Emiliano Chamorro alla Bussola.

Il settimo giorno del sequestro ha confermato che, insieme al vescovo Rolando José Álvarez Lagos, restano “ai domiciliari” (nella sede della Curia) un totale di 11 persone, tra cui sacerdoti e membri dell’équipe di comunicazione: padre José Luis Díaz Cruz, vicario della cattedrale di San Pietro; padre Ramiro Tijerino, vicario della parrocchia di Santa Maria di Guadalupe; il vescovo Oscar Escoto, vicario della diocesi di Matagalpa; padre Sadiel Eugarrios, primo vicario della Cattedrale; padre José Luis Díaz, padre Raúl González, i seminaristi Darvin Leyva e Melkin Sequeira, i cameramen Sergio Cárdenas e Flavio Castro, e il membro del coro Henry Corvera.

Dopo 27 anni di giornalismo come reporter della testata nicaraguense La Prensa, specializzato in questioni religiose e politiche, Chamorro è in esilio negli Stati Uniti a seguito della copertura mediatica delle proteste del 2018 e, nonostante la distanza, continua a offrire dettagli su quanto accade nel Paese attraverso i social network. “Sono riusciti a neutralizzare la popolazione con proiettili, rapimenti e crimini eseguiti attraverso la polizia, i paramilitari, l’esercito, che è una chiara forza di terrore per placare qualsiasi movimento sociale contro una dittatura”, ha detto Chamorro.

Emiliano Chamorro, la repressione ti ha portato a lasciare il Nicaragua?
Certo, sono partito il 22 aprile dell’anno scorso, perché mi hanno perseguitato, hanno messo pattuglie alla porta di casa mia e un paramilitare ci ha minacciato.

Non ci sono più proteste in Nicaragua, tuttavia vediamo che le vessazioni contro la Chiesa cattolica si sono intensificate.
In quest’ultima fase, sanno che la Chiesa è l’istituzione più credibile in Nicaragua per nutrire la speranza dei cittadini e per denunciare la violazione sistematica dei diritti umani. Il regime di Ortega-Murillo ha represso con forza i sacerdoti e forse la voce più critica rimasta è quella del vescovo Rolando Álvarez; infatti, è uscito a confrontarsi con la polizia e ora lo criminalizzano.

Il Centro nicaraguense per i diritti umani (Cenidh) ha espresso martedì la sua preoccupazione per la situazione del vescovo, avvertendo che ogni giorno è “un giorno in più di pericolo di perdere la vita”. La vita di monsignor Álvarez potrebbe essere in pericolo?
Naturalmente, a Matagalpa, il segretario politico della dittatura si chiama Pedro Haslam, il quale ha diramato un comunicato avvertendo l’opinione pubblica che mons. Rolando Álvarez [nella foto insieme a Chamorro, ndr] si stava muovendo contro la stabilità del Paese; poi è apparsa la dichiarazione della polizia che lo criminalizzava. L’odio contro mons. Álvarez è evidente. Cosa può succedere lì? Che un fanatico possa ucciderlo. E quello che sta facendo la polizia è sequestro, perché lui non è un criminale, ma gli hanno proibito di ricevere cibo e medicine, gli hanno tolto la corrente e sono capaci di portarlo via con la forza. Tutto può succedere, possono portarlo all’aeroporto, metterlo su un aereo o metterlo in prigione.

Infatti, sui media locali si parla di movimento di polizia con squadre antisommossa nei pressi dell’aeroporto. Che informazioni avete?
C'è il timore che lo facciano fuori con la forza o che il Papa gli dica di costituirsi per farlo uscire dal Paese, perché, se non ascoltasse quello che gli dice il Vaticano, potrebbe cadere in una situazione di non riconoscimento. Abbiamo il precedente di monsignor Silvio José Báez, che è stato allontanato dal Papa per la sua sicurezza. In Nicaragua i sacerdoti sono in pericolo, ci sono sacerdoti che sono stati torturati all’interno delle loro parrocchie.

Un caso recente?
Nella chiesa della Maddalena, il sacerdote Pedro Mendez è stato rapito dai paramilitari e dalla polizia all’interno della sua parrocchia, gli hanno fatto cose barbare, lo hanno picchiato, lo hanno torturato. Ho scritto su questa notizia. Per questo sono tanti i sacerdoti esiliati che se ne sono andati in silenzio e ci sono congregazioni internazionali caritatevoli che sono state espulse. Il Governo Ortega non ha pietà di nessuno.

Cosa vorresti dire a Papa Francesco?
Gli direi di non abbandonare il Nicaragua. I nicaraguensi hanno sempre sperato nella Chiesa perché è un popolo molto devoto. Credo che Papa Francesco sia rimasto molto in silenzio, hanno persino espulso il suo nunzio e hanno rilasciato solo una brevissima dichiarazione che non diceva nulla, non hanno nemmeno nominato un altro nunzio. Chiedo al Papa di guardare il Nicaragua perché lì non ci sono diritti umani e ora anche la libertà religiosa è sotto sequestro; deve alzare la voce per il Nicaragua. Papa Giovanni Paolo II, durante la Guerra fredda, non ha mai lasciato il Nicaragua e ha dimostrato personalmente il suo coraggio e la sua vicinanza. - Fonte

11 commenti:

  1. La prendo un po' alla lontana.
    SCIENTIFICAMENTE
    I vaccini mRNA sono inutili e pericolosi: ormai lo si sa.
    Molti lotti attualmente circolanti sono anche scaduti, ma "protratti".
    Chi si lascia inoculare può contagiarsi e contagiare.
    Intrugli che deprimono il sistema immunitario, riducendone l'azione.
    Chi è vaccinato rischia molto più di quanto lo farebbe per il Covid19.
    GIURIDICAMENTE
    Tutte le forme di coercizione mascherata sono un assurdo giuridico.
    La tempistica della comparsa del virus e dei vaccini è molto sospetta.
    L'assenza di studi o le loro gravi falle procedurali sono illecite.
    La negazione dell'esistenza di cure alternative è un falso.
    Nelle fiale c'è qualcosa di non dichiarato in etichetta.
    MORALMENTE
    C'è la questione del coinvolgimento di aborti volontari per ottenerli.
    C'è la prassi di sedare che ha eliminato fragili per liberare posti.
    C'è la questione di un'agenda (2030) NEMMENO TACIUTA, ma disumana.

    Dopo più due anni di schifo assoluto ecco (12/8) la voce vaticana:

    https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2022-08/video-progetto-covid-papa-francesco-vaccini-sviluppo-umano.html

    Per parlare parla...
    Moralistico e retorico, sempre da una parte, quella sbagliata!
    Che cosa potrebbe dire di utile sul Nicaragua?

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  2. Il Papa è in sede impedita dal 2013...non può parlare apertamente.

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  3. E' da 2013 che il papa non può parlare. Si aspettano che lo faccia l'ateo Bergoglio? Certe volte mi balena l'idea che gli islamici siano meglio dei cattolici in quanto a coerenza, coraggio e intelligenza.

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    1. Ma la persona che ha approvato un commento in cui si dà dell’ateo al Santo Padre è la stessa che dice di non approvare i commenti di “numerosi troll”?

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  4. Per Asia Bibi e i suoi famigliari non una parola. Per i nostri fratelli cinesi e per il Card. Zen non un'attenzione nè una parola. Per i Cubani sotto pesantissima dittatura, non una parola. Per la persecuzione dei Cristiani in Nigeria, non una parola. Per lo sgozzamento in terra francesa di padre Jacques Hamel, non una parola...
    Vado avanti?

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  5. Scusate,
    ringraziate che A Santa Marta si disinteressano del Nicaragua. Più di interessano di qualche cosa, più le probabilità che questo qualche cosa vada a buon fine diminuiscono .
    E ciò capita dal 2013. Ormai lo si potrebbe enunciare sotto forma di LEGGE STATISTICA.

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  6. @ A.16 ago h.15:24

    Verissima la notizia su vatican news, ieri ne parlava anche Diego Fusaro, che certo cattolico non può definirsi, anzi, ma ha detto che JMB confonde la parola salus con salute, invece di predicare per la salvezza delle anime, come papa, si occupa solo di salute del corpo e del pianeta, in linea col nichilismo imperante, detto da lui, rimbomba, ciò detto, mai JMB difenderà qualcosa o qualcuno di cattolico, non rientra nei suoi parametri, giorni fa ha ricevuto in udienza strettamente privata Leo Di Caprio, che ha investito un tot di $ sulla carne chimica e fa giri di propaganda.........sì, il Papa non parla da marzo 2013.........

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    1. Va bè, ma cosa cu aspettiamo da un ripo simile? che si prodighi per guadagnare anime a Cristo ? si è subito dimostrato amico dei nemici di Cristo e nemico ei Suoi amici (cfr Francescani dell' Immacolata). Definirlo Vicario di Cristo, cioè Papa, è offendere i 260 papi cattolici della Chiesa ( gli altri 5 erano solo capi di S.C.V., non papi cattolici)

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  7. Bergoglio non è Papa.

    Per San Malachia De gloria olivae è l'ultimo.
    Poi viene un Pietro "romano".
    Per la Beata Emmerick c'è la "strana chiesa dei due papi".
    Conchita di Garabandal, diffusasi la notizia della morte di Giovanni XXIII (giugno 1963), disse alla madre: "Las campanas tocan por un muerto. Seguramente es por el Papa. Ahora ya no quedan más que tres papas". Sarebbe strano se la Madonna facesse profezie "correggibili": se disse tre, sono tre. Paolo VI (1963-1978), Giovanni Paolo I (1978), Giovanni Paolo II (1978-2005). La diceria che Giovanni Paolo I fosse da non contare perchè il suo pontificato fu breve è un'arrampicata sugli specchi. Conchita disse che non si trattava della "fine del mondo", ma "el fin de los tiempos". Il Papa alla "fin de los tiempos" è Benedetto XVI (e Bergoglio non è papa). Gli fu chiesto da Peter Seewald, nei giorni immediatamente successivi alla declaratio: «Lei è la fine del vecchio o l'inizio del nuovo?». La sua risposta fu: «Entrambi». Consapevole, direi...
    Il Cielo usa tanti modi per certificare la Verità e la falsità.
    La Madonna, sede della sapienza, certamente sa contare.

    Vere o farlocche (soprannaturalmente) queste parole furono scritte molto tempo prima ed è innegabile che le vediamo in atto ADESSO.

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  8. I commenti di questo blog sono la fiera del bigottismo e della cattiveria da parte dei “fedelissimi” che recitano il confiteor in latino (da come si comportano poi, chiaramente non capendo una parola di quello che dicono), ma, per la moderazione, il problema sono i “troll modernisti”.
    Ahahahahahahaha

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  9. Il dolore del Papa per il Nicaragua: il dialogo sia base di una convivenza rispettosa

    Le restrizioni imposte dal governo alla Chiesa del Paese centroamericano in un crescendo di tensione hanno suscitato preoccupazione in Francesco, che ne ha parlato al termine della preghiera mariana dell'Angelus: la Vergine "Purissima" ispiri nei cuori di tutti "una concreta volontà" di giungere a una pacificazione

    https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2022-08/dolore-papa-francesco-nicaragua-dolore-convivenza-rispetto.html

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