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venerdì 20 febbraio 2026

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi al Consiglio per la Pace di Trump

Leggo su Lifesitenews e traduco con qualche chiosa. Il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha affermato che la gestione delle crisi globali spetta "principalmente" alle Nazioni Unite; il che, secondo il cardinale, rappresenta una "questione critica" per il Consiglio per la pace di Trump. Qui l'indice dei precedenti sulla realtà distopica. 

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi
al Consiglio per la Pace di Trump


La Santa Sede ha declinato l'invito del presidente Donald Trump a entrare a far parte del Board of Peace, il cui obiettivo dichiarato è la governance delle aree globali colpite da conflitti.

Lo ha dichiarato il 17 febbraio, ai giornalisti: la Santa Sede “non parteciperà al Consiglio per la Pace a causa della sua natura particolare, che chiaramente non è quella di altri Stati”.

Quando gli è stata richiamata la partecipazione dell'Italia al Consiglio per la Pace in qualità di osservatore, Parolin ha affermato che alcuni punti del consiglio "lasciano un po' perplessi". Si tratta, dice, di "punti critici che devono essere risolti. L'importante è che si stia cercando di fornire una risposta".
Ha quindi sottolineato che "una preoccupazione è che, a livello internazionale, è principalmente l'ONU a gestire queste situazioni di crisi. Questo è uno dei punti su cui abbiamo insistito".

Gia il 21 gennaio, dopo che gli Stati Uniti avevano invitato Papa Leone XIV e il Vaticano a unirsi al neo-istituito Consiglio per la Pace, Parolin aveva dichiarato che il Vaticano stava valutando se aderire o meno all'iniziativa di Trump. 

Sulla partecipazione della Chiesa cattolica è poi intervenuto il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa; ma con altre motivazioni, sostenendo che l'iniziativa rappresenta "un'operazione colonialista" e che pertanto non ha nulla a che fare col compito della Chiesa.

Oltre 25 paesi, tra cui Ungheria e Argentina, hanno aderito al comitato, che ha lo scopo di contribuire alla risoluzione dei conflitti in tutto il mondo. Tuttavia, diversi paesi, tra cui Regno Unito, Nuova Zelanda, Germania e Francia, hanno rifiutato l'invito.

Il Board of Peace è visto come un tentativo di concorrenza alle Nazioni Unite, suscitando indignazione tra i liberali e i globalisti. 

La posizione vaticana desta non poche perplessità se si considera che, negli ultimi decenni, l'ONU è diventata uno dei più potenti avversari globali della morale cristiana, con la sua promozione dell'aborto e della contraccezione senza restrizioni, delle iniziative per lo spopolamento, dell'omosessualità e del transgenderismo – comprese le "transizioni di genere" per i bambini, l'oscena "educazione sessuale" e altre pratiche e ideologie contrarie alla vita e alla famiglia. L'organismo internazionale ha ripetutamente fatto pressione sui paesi affinché abbandonassero le politiche pro-vita e pro-famiglia.

Le Nazioni Unite hanno inoltre promosso energiche politiche radicali sul clima e mandati COVID e hanno lavorato per indebolire il matrimonio e i diritti dei genitori, anche in materia di istruzione e decisioni mediche, libertà di parola e libertà religiosa.

I conservatori criticano da tempo l'ONU per aver minacciato la sovranità dei paesi e per non aver adempiuto alla sua missione dichiarata di promuovere la pace globale.

Trump ha suggerito che il Board of Peace potrebbe sostituire le Nazioni Unite, affermandone l'inefficacia annunciando lo scorso autunno i piani per il consiglio come parte della sua proposta di pace per Gaza, ma dichiarando che l'iniziativa si concentrerà anche su altre regioni.

5 commenti:

  1. Mi chiedo perché il Cardinale Parolin abbia accettato di partecipare alla riunione del Bilderberg… anche quello un (pericoloso) gruppo di potere, pressione e interesse che da anni agisce parallelamente all’ONU.

    Si dice che l’abbia fatto per avere occasione per portare l’annuncio del Vangelo in un contesto normalmente molto distante da queste sensibilità. Ma allora perché non farlo anche adesso?

    La segreteria di Stato da alcuni decenni rappresenta un ambito assai controverso della missione della Chiesa. Vi si sono succeduti personaggi poco ricordati per la loro fede e molto per i loro intrallazzi.

    Certamente il ruolo di Segretario di Stato comporta inevitabilmente chiaroscuri, ma in questo caso traspare più un accodamento a poteri forti e pochissimo attenti al messaggio cristiano che una sapiente apertura al superamento di carrozzoni che hanno tradito il loro mandato per piegarsi a consorterie ben note.

    Se poi queste consorterie, come pare evidente, hanno molto potere anche in Vaticano… ops … ma va?! Chi l’avrebbe mai detto?

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  2. Un commento in linea con quello che fece tempo fa Bergoglio a proposito dell'aborto, quando disse che è solo un problema medico, che quindi non riguarda la Chiesa e il magistero. Alla faccia della difesa della vita e della pace...se ci fosse bisogno di una prova di collusione della "chiesa conciliar-sinodale" con i massoni globalisti, con l'elite antiscristica e antiumana ormai padrona di mezzo mondo (dell'Occidente euroatlantico in primis) queste dichiarazioni sarebbero una prova inconfutabile. Adesso ci manca solo che approvino o minimizzino i file di Epstein e le orrende nefandezze in essi descritte, ma probabilmente preferiranno il silenzio, ignorandole, con la loro proverbiale furbizia ( come noto, i figli delle tenebre sono più furbi e scaltri dei figli della Luce, questi ultimi caratterizzati da candore e ingenuità). Ma il Signore aveva altri progetti, ci avverte la Beata Caterina Emmerich, e speriamo che tali progetti si realizzino presto. LJC Catholicus

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  3. Villot, Casaroli, Sodano, Bertone, Parolin: nello stesso periodo in Vaticano ci sono meno segretari di stato che Papi (anche contando quello che non lo è mai stato).
    C'è un bauletto bianco, pieno dei fascicoli dell'inchiesta Herranz, Tomko, De Giorgi.
    Benedetto XVI lo diede a Bergoglio: vedi tu. Non ha visto o -se ha visto- ha sorvolato.
    Nel mentre in quelle stanze si sono visti lo scandalo di Sloane Avenue e Pena Parra.
    La declaratio di Benedetto XVI è stata affidata a Bertone e Gloder, sempre in SdS.

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  4. La Città del Vaticano non è istituzione divina, o sbaglio?
    E' politicamente orientata da decenni in una certa direzione, e viene gestita in prima persona dai vari Segretari di Stato che si succedono.

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  5. Il povero Paolo Gabriele sperimentò le prodezze di cui sono capaci in SdS. Fu detto “il corvo”, ma Papa Benedetto lodò quell’animale che fu prezioso per proteggere l’antico santo dai suoi nemici.

    Anche Gotti Tedeschi sperimentò le mosse repentine di questi poteri che informano il Papa a cose fatte.

    Qualche lustro prima anche Paolo VI, che veniva dalla SdS, produsse tre bauletti di inchiesta che forse non furono estranei all’infarto che venne al successore al Soglio.

    Raro che da lì vengano echi evangelici… ma invece di riformare le loro derive si riforma la dottrina.

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