Messaggio di Leone XIV, a firma del segretario di Stato Parolin, per la plenaria della Conferenza Episcopale francese a Lourdes che, tra i temi in agenda, ha anche quello della Messa tradizionale.
Il Papa chiede di cercare “soluzioni concrete per includere le persone legate al Vetus Ordo”. Sulla questione abusi, esorta a manifestare attenzione alle vittime e misericordia verso tutti, inclusi i sacerdoti colpevoli. E incoraggia a difendere "con determinazione" l'insegnamento cattolico. Leggiamo su ACIstampa quanto ripreso di seguito. Il tutto centrato sul mantra dell'inclusione e sulla cartina di tornasole del Vaticano II, sul quale basterebbe poter discutere... Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica
Città del Vaticano, 25 Marzo 2026 -- Arriva un messaggio di papa Leone XIV, a firma di Parolin, segretario di Stato Vaticano, in occasione dell’assemblea plenaria di primavera della Conferenza Episcopale francese, in corso da ieri 24 marzo, a Lourdes, fino a domani giovedì 26.
Temi del messaggio, la Liturgia e il tema degli abusi, oltre all'educazione cattolica. Pe il pontefice è importante manifestare attenzione alle vittime e misericordia “verso tutti”, inclusi i sacerdoti colpevoli. Inoltre, sul tema della Messa tradizionale auspica “soluzioni concrete che permettano di includere generosamente le persone sinceramente legate al Vetus Ordo”. Questo senza nascondere la grave preoccupazione per il fatto che “continui ad aprirsi nella Chiesa una dolorosa ferita riguardante la celebrazione della Messa, il sacramento stesso dell’unità”. Ed è proprio sull’unità che il pontefice continua a scrivere: “È certamente necessario un nuovo sguardo di ciascuno verso l’altro, in una maggiore comprensione della sua sensibilità; uno sguardo che possa permettere a fratelli ricchi della loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell’unità della fede”, si legge nel messaggio.
Sulla stessa scia, Leone XIV, affrontando la problematica degli abusi, afferma che, dopo tanti anni di “crisi dolorose”, “è giunto il momento di volgere lo sguardo con determinazione verso il futuro e di rivolgere ai sacerdoti di Francia, duramente provati, un messaggio di incoraggiamento e di fiducia”. E all’assise dei vescovi francesi scrive: “Un punto della vostra riflessione riguarderà il proseguimento della lotta contro gli abusi sui minori e il processo di riparazione che avete intrapreso con determinazione. È infatti opportuno perseverare nel lungo periodo nelle azioni di prevenzione avviate”.
Ultimo passaggio dedicato all’educazione cattolica a cui papa Leone XIV tiene molto, incoraggia sempre “nel rispetto delle convinzioni di ciascuno e con la costante preoccupazione di accogliere tutti”, a “difendere con determinazione la dimensione cristiana dell’insegnamento cattolico che, senza riferimenti a Gesù Cristo, perderebbe la sua ragion d’essere”.

Ho letto che si parla di soluzioni "che rispettino gli orientamenti del concilio Vaticano II sulla Liturgia" Significa che ogni prete sarà obbligato a celebrare anche il Novus Ordo?
RispondiEliminaGli ecclesia dei lo fanno già da sempre
RispondiEliminaIl messaggio ai vescovi francesi non sembra solo un intervento circoscritto a una situazione nazionale segnata da tensioni sul tema della liturgia tridentina, ma assume un valore più ampio: è un invito a tutta la Chiesa a uscire da logiche contrappositive e a ritrovare, anche nella pluralità delle forme, una comune appartenenza ecclesiale.
RispondiEliminaIn questo senso, la “generosa inclusione” evocata dal Papa si configura come una possibile chiave per riaprire un dialogo che negli ultimi anni si era progressivamente irrigidito.
Ma figuriamoci!
EliminaTesto completo della lettera del cardinale Parolin ai vescovi francesi attualmente riuniti a Lourdes, che trasmette loro il messaggio di Leone XIV:
RispondiEliminahttps://rorate-caeli.blogspot.com/2026/03/pope-sends-message-to-french-bishops.html?
Passaggio rilevante:
"Finalmente, cari fratelli, intendete affrontare il delicato tema della Liturgia, cui il Santo Padre è particolarmente attento, nell'ambito della crescita delle comunità annesse al Vetus Ordo. È preoccupante che nella Chiesa continui ad aprirsi una dolorosa ferita riguardante la celebrazione della Messa, il sacramento stesso dell'unità. Per guarirlo, è sicuramente necessario un nuovo rispetto da parte di ciascuno verso l'altro, con una maggiore comprensione della sensibilità dell'altro, un rispetto che potrebbe permettere ai fratelli arricchiti dalla loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell'unità della fede. Che lo Spirito Santo vi suggerisca soluzioni concrete che includerebbero generosamente quelle sinceramente attaccate al Vetus Ordo, rispettando gli orientamenti indicati dal Concilio Vaticano II in merito alla Liturgia. "
Sappiatelo: il 25 Marzo non è un giorno qualsiasi.
RispondiEliminaSanta Caterina da Siena lo chiamava "il dì delle grazie" aggiungendo: "Io so, Maria, che oggi a te nessuna grazia è negata".
Perché oggi nessuna grazia è negata a Maria, e attraverso di Lei, neppure a noi?
Perché oggi riviviamo il suo Sì a Dio che, secondo san Tommaso, è detto "loco totius Ecclesiae", e cioè a nome di tutta la Chiesa, di ciascuno di noi.
Quel giorno, davanti all'Arcangelo, eravamo - per così dire - tutti presenti in Lei.
Ecco allora il punto: ogni volta che diciamo il nostro Sì a Dio, mettiamo Dio nelle condizioni di dire Sì a noi.
Perché a chi si rende disponibile alla Sua Volontà - in modo incondizionato - Egli si dona maggiormente, perché Amore.
Nessuno lasci passare invano questo giorno senza rivolgersi a Colei che ha portato Dio dentro di sé, insegnandoci, cosí, che solo chi accoglie, genera davvero.
Ricordiamolo sempre, soprattutto quando riceviamo la Comunione: se lo ospitiamo e lo frequentiamo, insieme illumineremo le strade che ci aspettano là fuori.
E allora, dopo aver portato il Corpo e il Sangue di Gesù dentro di noi, usciremo dalle nostre chiese e Lo partoriremo al mondo, testimoniandolo.
E come? Con opere compiute nell'amore, perché il frutto principale del nostro rapporto con Dio non è il potere, ma il servizio.
Come per Maria, "serva del Signore" .
Un'ode di un giovane tradizionalista a Marcel Lefebvre
RispondiEliminaIn ogni epoca della Chiesa, Dio suscita uomini la cui fedeltà sembra fuori tempo. Essi proclamano la Verità anche – e soprattutto – quando chi li circonda non vuole ascoltarla. Non si lasciano trascinare dalle sabbie mobili dell'opinione pubblica o del pensiero, perché hanno costruito la loro casa su solide fondamenta.
Sono nato decenni dopo il Concilio. La mia generazione non ha mai conosciuto un mondo cattolico rimasto indenne dalle conseguenze del Concilio Vaticano II. Siamo cresciuti in una Chiesa in cui non abbiamo mai saputo com'era quando era ancora visibilmente legata alle sue antiche tradizioni. Una Chiesa che possedeva ancora quel maestoso mistero della fede. La mia generazione ha conosciuto solo una Chiesa che ha fatto di tutto per sbarazzarsi del mistero. Per sbarazzarsi della meravigliosa maestà del nostro patrimonio.
Se la Chiesa preconciliare – con i suoi problemi, come la Chiesa ha sempre avuto e avrà – era un insieme di colori belli e complessi, disposti in tale armonia da suscitare la sensazione che questa cosa – cioè la fede e la Chiesa – fosse qualcosa di ultraterreno e soprannaturale, la Chiesa in cui sono cresciuto potrebbe essere descritta al meglio come beige. Invasa dalla banalità nella liturgia, nella predicazione, nelle cerimonie e nell'entusiasmo. Ha fatto di tutto per assomigliare di più a questo mondo, e per lo più ci è riuscita. Ha strappato dalla vita dei cattolici il senso di meraviglia e mistero della Fede, banalizzandola, per così dire, per "l'uomo moderno".
Dopotutto, è proprio questo che ha auspicato il Concilio. «L'uomo moderno è cresciuto», dicono. È troppo maturo per quei tempi remoti e contadini del Medioevo, quando la gente non ne sapeva di meglio e si limitava a seguire gli insegnamenti dei sacerdoti, borbottando sul rosario e pronunciando parole di cui non conosceva il significato. Perciò, l'uomo moderno ha bisogno di una fede moderna e di una Chiesa moderna, non di queste cose arcaiche del passato, che funzionavano quando l'uomo era ancora un bambino, ma ora noi, uomini dei tempi moderni, siamo cresciuti e diventati adulti, e quindi ci siamo allontanati da quella fede.
Qualche mistico o pseudo tale sedicente dice che arriverà un momento che Prevost si convertirà, chi lo sa, intanto continua ad osannare Bergoglio, e in questi giorni ha pure lodato la scandalosa Amoris Laetitia, non ha ancora rimosso il viscido Fernandez ecc...
RispondiEliminaDio ci dia luce per il discernimento affinché illumini le tenebre che ci circondano nella chiesa e nel mondo.
Maurizio Calcagni.
Misericordia senza giustizia? No: è tradimento delle vittime
Le parole di Papa Leone XIV “misericordia per i preti colpevoli di abusi sessuali” nel loro senso più immediato, risultano gravissime e profondamente scandalose.
Non perché la misericordia sia sbagliata. La misericordia è il cuore del Vangelo. Ma una misericordia che dimentica la giustizia diventa complicità, non carità.
Chi ha commesso abusi su minori non è semplicemente un peccatore come gli altri:
è un uomo che ha tradito la fiducia, ha distrutto vite, ha profanato il proprio ministero e ha infangato il nome della Chiesa.
E proprio perché sacerdote cioè ministro di Cristo la sua colpa è ancora più grave.
Come insegna la tradizione cattolica, ben espressa da San Tommaso d'Aquino, la giustizia non è opposta alla misericordia:
la misericordia presuppone la verità e la giustizia, non le cancella.
Chiedere misericordia senza affermare con forza:
la necessità di condanne esemplari,
la rimozione definitiva dal ministero,
la piena collaborazione con la giustizia civile,
significa mandare un messaggio devastante: che il crimine può essere attenuato in nome di una falsa compassione.
No.
Questo è inaccettabile.
Le vittime meritano giustizia, non parole ambigue.
I fedeli meritano chiarezza, non confusione.
La Chiesa merita pastori che difendano la verità, non che la annacquino.
La vera misericordia è quella che chiama il peccato col suo nome,
che esige la conversione,
e che accetta anche la pena come parte della giustizia.
Tutto il resto non è Vangelo. È cedimento.
E su questo non si può tacere. Andrea Rossi
Caro Andrea, personalmente, più che un cedimento lo riterrei un piano strategico ben elaborato e meticolosamente attuato, al fine di distruggere la Chiesa Cattolica e la fede cattolica così come sono state per quasi due millenni, per sostituirle con una fede annacquata, insipida e vuota di ogni contenuto cristiano, e una "chiesa a rovescio", facente capo alla scimmia di Dio, il diavolo, che vuole distruggere l'opera del Creatore e del Redentore, per insediarsi a capo della sua falsa chiesa e schiavizzare l'intera umanità (governo unico mondiale e religione unica mondiale, le due facce di una stessa medaglia, il Nuovo Ordine Mondiale di origine luciferina). Mio Dio, vieni a salvarci, Signore, vieni presto in nostro aiuto. Amen. LJC Catholicus
EliminaTOLLE ET LEGE
RispondiEliminaRadical Fidelity
25 marzo 2026
Leo XIV Wants to “Generously” Include TLM Catholics but Only Within Vatican II Guidelines
Leone XIV vuole includere "generosamente" i cattolici che celebrano la Messa tridentina, ma solo nel rispetto delle linee guida del Concilio Vaticano II.
Riporto di sotto due importanti passaggi, esortandovi a leggere per intero l'ottimo articolo:
"Come ho già sottolineato in una puntata del Kokx Show, persino l'espressione Vetus Ordo , ormai ampiamente utilizzata nel discorso ufficiale e resa popolare in origine da Benedetto XVI, implica che la liturgia tradizionale sia semplicemente una "vecchia forma", implicitamente superata da ciò che l'ha sostituita. Promuove falsamente una gerarchia in cui il rito più recente si erge a espressione normativa del culto cattolico, mentre quello più antico è tollerato come una reliquia o un'eccezione. Non solo la menzogna, ma anche l'uso del termine, dovrebbero essere respinti con veemenza."
(Personalmente DETESTO l'espressione Vetus Ordo per le ragioni espresse nel passaggio di sopra riportato.)
"Questi continui appelli a una falsa unità sono ridicoli. È chiaro che vogliono assorbire i cattolici nel quadro sinodale con il pretesto di una pacifica coesistenza di "sensibilità" diverse. Naturalmente, sperano che abbocchiamo all'amo e accettiamo le loro "condizioni", condizioni che non sono in grado di imporre, così come nessuna altra falsa religione è in grado di negoziare con i cattolici. (Detto questo, sono sicuro che molti tra i tradizionalisti non sono lontani dall'accettare questo patto con il diavolo)."
Da notare:
RispondiEliminaNon dice generosa inclusione della liturgia antica, ma di "coloro che sono attaccati alla liturgia antica"...
Il "delicato" tema della Liturgia
RispondiEliminaFrase, quest’ultima, ripresa anche dal cardinale Jean-Marc Aveline, presidente dell’episcopato francese e arcivescovo di Marsiglia, nel suo intervento di apertura. Nel messaggio a firma di Parolin si sottolinea il fatto che il Papa sia “particolarmente attento” al “delicato tema della Liturgia”, sul quale si vuole riflettere in plenaria “nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo”. I vescovi ne discuteranno in una conferenza specifica su “Liturgia e tradizione”, in continuità con tutti i Concili, in particolare il Concilio Vaticano II, ha detto Aveline, ma tenendo conto delle tensioni intorno alla celebrazione della liturgia tridentina. Proprio per sanare queste divisioni, il Pontefice indica la strada della reciproca accoglienza: “È certamente necessario un nuovo sguardo di ciascuno verso l’altro, in una maggiore comprensione della sua sensibilità; uno sguardo che possa permettere a fratelli ricchi della loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell’unità della fede”, si legge nel messaggio.
Dopo aver celebrato una Messa pontificale nella domenica di Laetare, il cardinale Willem Eijk ha dichiarato che la Messa tradizionale in latino continua a suscitare un significativo interesse spirituale, in particolare tra i cattolici più giovani.
RispondiEliminahttps://ow.ly/7OEl50YyMmr
Il cardinale Eijk riflette sulla sua prima messa pubblica tradizionale in latino, definendola "impressionante e indimenticabile. ”
RispondiEliminahttps://www.lifesitenews.com/news/cardinal-eijk-reflects-on-celebrating-his-first-public-latin-mass-in-new-interview/
Mi accorgo che riferimento è qui
Eliminahttps://blog.messainlatino.it/2026/03/esclusiva-intervista-del-cardinal-eijk-a-mil-sul-suo-pontificale-celebrato-exclusive-cardinal-eijks-interview-with-mil-on-his-pontifical-mass.html