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martedì 28 aprile 2026

Mons. Viganò. Felix cœli Porta /Omelia nella Benedizione della Cappella privata intitolata a Maria Santissima “Janua Cœli”

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Felix cœli Porta
Omelia nella Benedizione della Cappella privata
intitolata a Maria Santissima “Janua Cœli


Amen, amen, dico vobis:quia plorabitis et flebitis vos,
mundus autem gaudebit:vos autem contristabimini,
sed tristitia vestra vertetur in gaudium.
Gv 16, 20
È per me motivo di grande gioia poter essere qui con voi, in un’occasione speciale e molto intima, quasi clandestina. Come i Cattolici inglesi ai tempi del puritano Cromwell o i Vandeani al tempo della Rivoluzione francese, anche noi siamo costretti a organizzare cappelle e oratori di fortuna, mentre le nostre belle chiese — le stupende chiese del Veneto! — ci sono proibite. E come i Cattolici inglesi o i Vandeani, nemmeno noi abbiamo cambiato nulla della nostra Fede, del nostro modo di pregare, della nostra fedeltà alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana e al Papato. Sono invece coloro che ci accusano di scisma e ci scomunicano ad aver introdotto errori – che i Papi hanno sempre condannato – e deviazioni, che sono riusciti ad imporre in sessant’anni di martellante indottrinamento.

Ma come diceva Sant’Atanasio degli Ariani, Loro hanno le chiese, noi la Fede. Ed è questa, cari amici, la realtà dinanzi alla quale ci troviamo. Una realtà escatologica, di “apocalisse”, ossia di rivelazione, di scoprimento. Assistiamo impotenti alla grande apostasia, allo scatenamento del Male e all’imposizione di una pseudo-religione sincretista massonica. Le nostre città sono irriconoscibili, sfigurate da criminali e barbari, invase da quell’Islam contro cui la Serenissima combatté e vinse a Lepanto. Le nostre famiglie sono sempre più povere, il futuro per i nostri figli sempre più incerto. Eppure, i media ci parlano di libertà mentre censurano le voci critiche, di democrazia mentre si consolida la tirannide, di accoglienza mentre ostracizzano il dissenso. Ma sappiamo che quanto avviene non si spiega se non leggendo gli eventi e comprendendoli con gli occhi della Fede, con uno sguardo soprannaturale; con la trepidazione di chi sente avvicinarsi i tempi della prova e della persecuzione, ma allo stesso tempo scopre nuove amicizie, nuovi compagni d’armi, persone fino a ieri senza nome di cui scopriamo la determinazione, il generoso coraggio, lo spirito soprannaturale, il desiderio di condividere con altri fratelli le piccole e grandi consolazioni che il Signore ci concede.

Se in questo luogo è possibile accogliere dei Cattolici tradizionali intorno all’altare, è perché la Fede che vi anima ha naturale bisogno di tradursi concretamente in buone opere. E quale opera più meritoria del mettere a disposizione un oratorio domestico, dove un sacerdote viene a celebrare il Santo Sacrificio e nutrire le vostre anime alla Mensa eucaristica? Che grande dono è collaborare alla fedele conservazione della Santa Messa e della sana dottrina, come voi state facendo con tanto zelo!

I vostri sacrifici, il vostro impegno, la virtù di Carità che si traduce in azioni concrete e la Grazia che le porta a compimento, hanno reso possibile tutto questo. E a suggellare l’indole eminentemente spirituale di questo nostro incontro vi è la speciale protezione su questo luogo, intitolato alla Beatissima Vergine Janua Cœli, un’invocazione antica e profondamente radicata nella Tradizione della Chiesa che esprime il ruolo di Maria Santissima come via di accesso al Cielo, in quanto Madre di Dio, Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie. Attraverso di Lei Nostro Signore Gesù Cristo, unica Porta della salvezza, è entrato nel mondo con l’Incarnazione e noi possiamo entrare nella gloria eterna riconoscendoLo come nostro Salvatore e obbedendo alla Sua santa Legge. Ego sum ostium. Per me si quis introierit, salvabitur (Gv 10, 9): Io sono la porta. Chi entra attraverso di Me, sarà salvo.

Terribilis est locus iste: hic domus Dei est, et porta cæli (Gen 28, 17); questo luogo è terribile: questa è la casa di Dio e la porta del Cielo. Sono le parole con cui Giacobbe riconosce la presenza di Dio dopo la visione della scala Paradisi e la promessa di una copiosa discendenza. Questa domus Dei non splende per marmi e fregi ma del Sangue dell’Agnello, dal momento che anche su questo altare, come sul Golgota, si rinnova misticamente il Sacrificio della Croce. Anche Maria Santissima è Domus Dei, perché ha accolto nel suo seno il Figlio eterno del Padre; anch’Ella è Janua Cœli perché attraverso il suo fiat il Verbo è entrato nel mondo, aprendo a noi l’accesso alla salvezza. Questa cappella diventa così il luogo dove Dio abita tra gli uomini, come Maria è il santuario vivente — Fœderis Arca — e la porta che Nostro Signore ha scelto come unica via attraverso la quale giungere a Lui, e da Lui al Padre. Ad Jesum per Mariam. Ella è Domus aurea, ossia Reggia dell’Imperatore: Ecco la dimora di Dio con gli uomini, Egli dimorerà tra di loro (Ap 21, 3).

Come la Vergine Madre è unica via per giungere al divin Figlio, in ragione della Sua universale Mediazione; così anche la Santa Chiesa è unica arca di salvezza per attraversare il mare tempestoso della vita terrena e raggiungere la meta della beatitudine eterna. Nessuno infatti può salvarsi se non mediante la Chiesa e attraverso Colei che ne è Madre e Regina.

Una sola — dice la divina Sapienza nel Cantico dei Cantici — è la mia perfetta (Ct 6, 8). Una sola, come una è la Santa Chiesa. Ed è a questa Chiesa che continuiamo a guardare come nostra Madre, anche quando essa è sfigurata, disprezzata e tradita da coloro che dovrebbero difenderla, proteggerla, esserle fedeli, amarla. Loro hanno le chiese, noi la Fede. E guai a noi se dopo aver ricevuto tante Grazie dalla Provvidenza, ce ne dovessimo mostrare indegni e sprecassimo le occasioni di santificarci e compiere il bene che essa ci offre.

Permettetemi infine di ricordare la festa di San Marco Evangelista, che cade quest’oggi insieme alle Rogazioni. Nel corso del viaggio di ritorno da Alessandria d’Egitto, dopo il trafugamento delle Reliquie da parte dei mercanti veneziani Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, San Marco apparve in sogno a un frate a bordo della nave, avvisandolo dell’imminente scoppio di una violenta tempesta e ordinandogli di ammainare le vele. L’intervento permise di salvare l’imbarcazione dal naufragio. Anche oggi noi ci troviamo su una nave minacciata da terribili tempeste, senza capitano, abbandonata dagli ufficiali. Preghiamo San Marco Evangelista di intercedere presso il trono di Dio, affinché la Barca di Pietro resista all’ammutinamento e allo sconquasso delle onde, per giungere finalmente al porto sicuro del Cielo, dove la Vergine Janua Cœli ci accolga nella gloria eterna. E così sia.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
Bassano del Grappa, 25 Aprile MMXXVI
S.cti Marci Evangelistæ

8 commenti:

  1. Due punti chiave, tra i tanti, toccati da Mons. Vigano':
    -assistiamo all'imposizione di una pseudoreligione sincretista massonica
    -metaforicamente, ci troviamo su una nave (la Chiesa cattolica) SENZA CAPITANO.
    Non aggiungerei altro.

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  2. Il Risorgimento fu giustificato dicendo che occorreva liberare l'Italia dallo straniero.
    Col 25 aprile siamo l'unico Stato che festeggia la sottomissione a una moltitudine di stranieri.

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  3. https://www.remnantnewspaper.com/pope-meets-anglican-bishop-ecumenism-catholic-doctrine/

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  4. “Noi dichiariamo e proclamiamo che le ordinazioni compiute con il rito anglicano sono state del tutto invalide e sono assolutamente nulle.”

    Papa Leone XIII - bolla Apostolicae Curae”

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  5. Rorate

    « Papa Leone XIV ha una Chiesa agitata da forti forze centrifughe in tutto il mondo.

    Nelle Fiandre, il vescovo Johann Bonny ha inserito queste parole sull'attuazione del processo sinodale (pubblicato esattamente un mese fa) nella diocesi di Anversa dove afferma esplicitamente che intende ordinare uomini sposati:

    "Quando visito parrocchie o unità pastorali, incontro regolarmente persone che la comunità considererebbe un buon sacerdote. Così come conosco io stesso diversi colleghi che sarebbero ben adatti come candidati all'ordinazione. Per questi motivi, farò ogni sforzo per ordinare uomini sposati come sacerdoti per la nostra diocesi entro il 2028. Mi rivolgerò a loro personalmente e farò in modo che per allora abbiano la necessaria formazione teologica e esperienza pastorale, paragonabile a quella degli altri candidati sacerdoti. Questa preparazione sarà trasparente ma discreta, lontano dai riflettori mediatici. I prossimi due anni serviranno anche a garantire la comunicazione e gli accordi necessari, sia con la Conferenza episcopale belga che con il Vaticano, come potremo imparare dalle esperienze e dalle idee degli altri. " (p. 7)

    In un'intervista per l'organo di stampa ufficiale cattolico fiammingo Otheo, afferma che lo sta facendo "per necessità pastorale. ”

    Rispondendo alla domanda: "Non sei un cavaliere solitario? " Lui risponde:

    "Per niente. In termini di calcio, mi considero un centrocampista. Voglio portare avanti la palla in modo che un attaccante possa calciarla in porta. Siamo stati in tempo supplementare per troppo tempo. Ci sono regioni dove non ci sono più preti. Stiamo entrando in una situazione di emergenza pastorale. Per molti vescovi, ordinare uomini sposati è diventata una questione di coscienza. Per come stanno andando le cose adesso non ce la faremo proprio più. "

    Altri "soliti sospettati" nelle argomentazioni di Bonny includono l'ordinazione delle donne, dove scrive:

    "Per la nostra diocesi, farò ulteriori passi nello sviluppo di un ministero ecclesiale, altrettanto accessibile a uomini e donne, e che conferisca loro una quota paritaria sia al servizio pastorale che amministrativo della Chiesa. Terminologicamente, possiamo parlare al meglio del ministero del «pastore», come è consuetudine in lingua olandese. Il documento finale prevede la possibilità che i vescovi possano lavorare su nuovi « ministeri formalmente istituiti. " (p.5) »

    https://rorate-caeli.blogspot.com/2026/04/schism-incoming-bishop-of-antwerp.html

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    1. Non succede solo ad Anversa... Anche da noi le diocesi stanno attuando il processo sinodale, molto più rivoluzionario del V2, perché con una certa gradualità (principio della rana bollita) si vuole arrivare ad una chiesa senza preti o con preti che non contano piu nulla, perché le decisioni vengono prese a tutti i livelli dai fedeli laici.
      Ma chi se ne sta accorgendo?

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  6. L'arcivescovo Viganò: "La chiesa conciliare e sinodale continua a tradire il mandato di Nostro Signore associandosi agli eretici e agli scismatici di ogni risma e persino ospitando in Vaticano una eretica che si fa passare per arcivescovo. ”

    https://www.signofthecrossmedia.com/news/archbishop-vigano-slams-pope-leo-for-meeting-female-anglican-archbishop-of-canterbury/

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  7. Non c'è emergenza che giustifichi ordinazioni di uomini sposati o donne. Tanto vale permettere a ogni cristiano di leggere il messalino e la Sacra Scrittura in casa propria, come si è sempre fatto nei periodi di persecuzione. DOMINUS PROVIDEBIT.

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