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venerdì 10 luglio 2026

10 Luglio /Il Sangue che disseta la sete di Dio

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
10 Luglio /Il Sangue che disseta la sete di Dio

Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime
Oggi la preghiera litanica ci conduce al mistero dell’Eucaristia dove il Sangue di Cristo è bevanda e lavacro delle anime.

Il Sangue di Cristo non è soltanto versato sulla croce. È donato sacramentalmente alla Chiesa. Nell’Eucaristia, il calice della salvezza non ci porta un ricordo lontano, non ci offre un simbolo destinato a commuovere la memoria. Ci comunica realmente il Sangue del Signore, sotto il segno sacramentale del vino consacrato. Il Crocifisso risorto nutre la sua Chiesa con il dono della sua vita.

Qui la fede deve restare concreta. Gesù non ha detto ai suoi soltanto di ricordarlo con affetto. Ha dato il suo Corpo e il suo Sangue. Ha voluto restare nella Chiesa come cibo e bevanda di salvezza. L’Eucaristia non è una cerimonia religiosa ben riuscita, né un momento comunitario più intenso degli altri. È il sacrificio di Cristo reso presente sacramentalmente, è il banchetto dell’alleanza, è il dono del Figlio che continua a raggiungere il suo popolo.

L’invocazione parla di bevanda e lavacro. Sono due immagini forti. La bevanda disseta, sostiene, entra dentro, diventa vita. Il lavacro purifica, lava, rinnova. Il Sangue eucaristico di Cristo non resta fuori di noi come una verità da ammirare. Vuole entrare nella nostra povertà, raggiungere la sete profonda del cuore, purificare ciò che si è sporcato, guarire ciò che si è indurito. Dio conosce bene la nostra sete. Spesso noi la confondiamo con mille desideri disordinati, e così beviamo a cisterne screpolate, come direbbe il profeta, con la solita brillante strategia umana di cercare l’acqua dove non ce n’è.

L’Eucaristia educa il desiderio. Ci insegna che l’uomo non vive soltanto di pane, né di successo, né di approvazione, né di tranquillità. Vive di Dio. La sete più profonda dell’anima non viene colmata da ciò che possediamo, da ciò che controlliamo, da ciò che gli altri pensano di noi. Viene colmata da Cristo. Il Sangue eucaristico è bevanda perché risponde alla sete radicale dell’uomo: essere riconciliato con Dio, amato, purificato, reso partecipe della vita divina.

Eppure questo dono chiede un cuore preparato. Non ci si accosta all’Eucaristia come a un gesto automatico. La comunione non è un diritto sociale dentro la liturgia. È il dono santissimo del Signore, da ricevere con fede, adorazione, umiltà, purezza di coscienza. Quando il peccato grave rompe la comunione con Dio, occorre passare prima attraverso il sacramento della Confessione. Non per formalismo. Per verità. Il Sangue di Cristo è misericordia infinita, e proprio per questo non va ricevuto con superficialità.

La devozione al Preziosissimo Sangue può ridestare in noi il senso dell’adorazione eucaristica. Davanti al tabernacolo, la Chiesa non custodisce un ricordo. Custodisce il Signore. Ogni chiesa in cui arde la lampada eucaristica è un luogo in cui Cristo continua silenziosamente a donarsi. Lì il Sangue dell’alleanza intercede, purifica, attira, consola. Lì possiamo portare ciò che nella vita resta confuso e lasciarlo riposare davanti a Lui.

La pratica spirituale è molto semplice. La prossima volta che partecipiamo alla Messa, sostiamo interiormente sulle parole della consacrazione del calice. Ascoltiamole senza correre. Lasciamo che il cuore riconosca il dono. E, se ci accostiamo alla Comunione, facciamolo con un atto di gratitudine più consapevole: “Signore, il tuo Sangue lavi la mia anima e la renda tua”. Non servono sentimenti straordinari. Serve fede. Il sentimento, quando arriva, è una consolazione. La fede resta anche quando l’anima è arida.

Il Sangue di Cristo nell’Eucaristia è bevanda per chi ha sete e lavacro per chi desidera essere purificato. La Chiesa vive di questo dono. I santi si sono nutriti di questo mistero. I martiri hanno trovato qui la forza di versare il proprio sangue. Ogni cristiano, anche nella vita più nascosta, può attingere a questa sorgente. Cristo non si limita a salvarci da lontano. Si dona come nutrimento, perché la sua vita diventi la nostra.

Alla scuola di santa Maria De Mattias
Santa Maria De Mattias parlava di «Adorazione quotidiana al Sangue Preziosissimo». Nell’Eucaristia il Sangue del Signore non resta un mistero lontano: diventa presenza, nutrimento, lavacro e forza quotidiana per la vita. (S. Maria De Mattias, Lettera 316, agosto 1847, a Giovanni Merlini, Lettere, vol. II, p. 47.)

Preghiera
Signore Gesù, nell’Eucaristia tu continui a donarci il tuo Sangue come bevanda e lavacro delle anime. Ridesta in me il desiderio di riceverti con fede, adorazione e coscienza pura. Purifica le mie seti disordinate e insegnami a cercare in te ciò che nessuna creatura può darmi. Il tuo Sangue renda la mia comunione più grata e più vera.

Giaculatoria
Sanguis Christi, in Eucharístia potus et lavácrum animárum, salva nos.
Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime, salvaci.
don Mario Proietti 

5 commenti:

  1. Segnalo un ottimo articolo su UNAVOX, del quale riporto gli ultimi passaggi:

    Non cadete nella trappola

    dell’imminente inganno della TLM
    [Traditional Latin Mass]

    Pubblicato su Radical Fidelity

    "Probabilmente quello che succederà dopo è che Leone XIV farà un gesto molto generoso, come “liberare” l’accesso alla TLM (in cambio di obbedienza alla falsa religione), giusto quanto basta per ingannare i fedeli e far loro credere che sia il buono. (Riesco già a sentire le lodi sbavanti e servili provenienti dal campo dei Tradizionalisti Inc.).

    Una volta che tutti saranno ordinatamente radunati nella gabbia, in un futuro non troppo lontano, verrà annunciato un cambiamento alla TLM che sarà o un ibrido tra la TLM e il Novus Ordo Missae, o semplicemente il Novus Ordo Missae in latino.

    E tutti i bravi “tradizionalisti” dovranno obbedire.

    Qualunque cosa facciate, non cedete a questo compromesso, che è come quando Esaù vendette la sua primogenitura.
    Peggio ancora, non permettete che la Messa Tridentina diventi i “30 denari d’argento” con i quali tradite Cristo e la Chiesa Cattolica.

    Nostra Signora, Co-redentrice, prega per noi…

    Nostra Signora, Mediatrice di tutte le Grazie, prega per noi…

    Viva Cristo Re!"

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    1. Sono lo stesso tipo di imboscate della Ursusula a Bruxelles. Per quel che mi riguarda, ciaone!

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  2. Il gruppo dei fedeli di Napoli (Coetus fedelium San Gaetano e Sant'Andrea Avellino) presenta un ricorso al Cardinale Battaglia per la soppressione della Messa tradizionale in latino nella Basilica di San Paolo Maggiore.

    Preghiamo per la pace liturgica

    Fonte: @TridentinaNapol

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    1. Chiedete a Tucho e vedrete che vi otterrà quel che desiderate. Leggo su Info Vaticana:

      "Nel cuore di Torino, a pochi metri da Piazza Castello, sorge la Chiesa di San Francesco d’Assisi, un tempio del XIII secolo che ha custodito la Sacra Sindone per sette anni dopo il suo trasferimento da Chambéry, e che rimane tuttora una chiesa cattolica attiva dell’Arcidiocesi di Torino, con messe e celebrazioni liturgiche regolari.

      Lo stesso tempio è ora anche la sede liturgica stabile della comunità evangelica luterana di Torino."

      Aggiungi un posto a tavola, che c'è un amico in più...

      🎶 🎸 🎶 🎸 🎶 🎸 🎶

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  3. Leone XIII: "Perché di tutti gli obblighi dell'uomo, la più grande e sacra è senza dubbio quella che ci ordina di dare a Dio il culto della religione e della pietà

    Questo dovere è la conseguenza necessaria della nostra dipendenza perpetua da Dio, dal nostro governo da Dio e dalla nostra origine prima e fine suprema, che è Dio”

    - Encíclica ‘Libertas praestantissimum’ (1888) -

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