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sabato 11 luglio 2026

11 Luglio /Sangue di Cristo fiume di misericordia

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
11 Luglio. Il fiume della misericordia

Sangue di Cristo, fiume di misericordia
Oggi contempliamo il Sangue di Gesù che è come un fiume di misericordia. Questa immagine è ricca e luminosa.

Il fiume nasce da una sorgente, scorre, attraversa la terra, porta vita dove passa. Non resta fermo, non si chiude su se stesso, non custodisce gelosamente la propria acqua. Il Sangue di Cristo è fiume perché la misericordia di Dio non è immobile. Dal Cuore trafitto del Signore sgorga una corrente viva che raggiunge la Chiesa, i sacramenti, i peccatori, i sofferenti, i lontani, ogni anima che si lascia toccare dalla grazia.

La misericordia non è debolezza di Dio. È la sua onnipotenza che si china sulla miseria dell’uomo per risollevarla. San Tommaso insegna che è proprio di Dio usare misericordia, e in questo si manifesta in modo eminente la sua onnipotenza. Questo è decisivo. La misericordia non contraddice la giustizia, non cancella la verità, non rende indifferente il bene e il male. La misericordia guarisce la miseria secondo la verità. Non chiama luce le tenebre, porta luce dentro le tenebre.

Il Sangue di Cristo è fiume di misericordia perché non si limita a coprire esteriormente il peccato. Lo raggiunge alla radice. Là dove l’uomo ha tradito, Cristo dona fedeltà. Là dove l’uomo ha scelto la morte, Cristo versa vita. Là dove l’uomo si è chiuso, Cristo apre un passaggio. Il suo Sangue non scorre come accusa, ma come redenzione. Non viene a umiliare il peccatore, viene a strapparlo alla sua rovina.

Questa immagine del fiume ci aiuta anche a comprendere la storia della nostra anima. A volte ci sono zone interiori che sembrano aride. Luoghi dove non cresce più nulla: una speranza spenta, una relazione irrigidita, una colpa mai davvero consegnata, una ferita diventata durezza, una paura trasformata in controllo. Il Sangue di Cristo può raggiungere anche queste terre secche. La misericordia non si scoraggia davanti alle nostre desertificazioni spirituali, anche se noi siamo bravissimi a trasformare piccoli rancori in monumenti permanenti, con tanto di custodia notturna.

Il fiume di misericordia chiede però di essere accolto. L’acqua passa, e chi resta chiuso nella propria autosufficienza non beve. Non basta dire che Dio è misericordioso. Occorre esporsi alla misericordia. Occorre lasciarsi lavare. Occorre rinunciare alla strana pretesa di salvarsi da soli o di restare attaccati alla propria miseria come a una proprietà privata. La misericordia non ci lascia padroni delle nostre catene. Ci libera.

Nel Vangelo vediamo questo fiume passare continuamente. Gesù guarda Matteo al banco delle imposte e lo chiama. Si lascia toccare dalla donna peccatrice. Raggiunge Zaccheo sulla soglia della sua casa. Perdona Pietro dopo il rinnegamento. Promette il paradiso al ladrone pentito. Ogni volta il Sangue che sarà versato sulla croce è già misteriosamente presente nella misericordia che guarisce e ricrea.

La pratica spirituale può essere quella di compiere un atto concreto di misericordia. Non generico, non sentimentale, non da manifesto. Una visita, una telefonata, una parola di riconciliazione, un gesto di pazienza, un perdono iniziato, un giudizio sospeso. La misericordia ricevuta deve diventare misericordia donata. Chi beve al fiume del Sangue di Cristo non può poi distribuire agli altri soltanto aridità.

Occorre anche imparare ad avere misericordia verso se stessi nel modo giusto. Non indulgenza complice, non autogiustificazione. Misericordia vera: riconoscere la propria povertà davanti a Dio senza disperare, lasciarsi perdonare senza continuare a scavare nella colpa come se la croce non bastasse. A volte l’orgoglio assume perfino la maschera del rimorso interminabile. Sembra umiltà, invece è incapacità di accogliere il perdono.

Il Sangue di Cristo, fiume di misericordia, continua a scorrere nella Chiesa. Scorre nei sacramenti, nella Parola, nella preghiera, nella carità nascosta, nelle lacrime dei penitenti, nella pazienza dei santi, nella fedeltà dei piccoli. Beato chi non resta sulla riva a commentare l’acqua. Beato chi vi entra con fiducia e lascia che Cristo renda feconda anche la terra più stanca del cuore.

Alla scuola di san Gaspare
San Gaspare raccomandava di avere fiducia nel Divin Sangue. Questa fiducia apre il cuore alla misericordia senza rendere leggero il peccato. Il Sangue di Cristo non copre la miseria come un velo, la raggiunge come redenzione e la trasforma in possibilità nuova. (cfr. S. Gaspare del Bufalo, Lettera 859, Epistolario III.)

Preghiera
Gesù, il tuo Sangue è fiume di misericordia che raggiunge anche le terre più aride del cuore. Entra nelle zone secche della mia vita, dove la speranza si è spenta e la durezza ha preso casa, con regolare contratto d’affitto. Rendimi capace di ricevere misericordia senza difendermi e di donarla con gesti concreti a chi oggi incontrerò.

Giaculatoria
Sanguis Christi, flumen misericórdiæ, salva nos.
Sangue di Cristo, fiume di misericordia, salvaci.

1 commento:

  1. Citra di Arezzo , poco fa nel mezzo del mese che - devo dire - UNA VOLTA in TUTTA la Chiesa era dedicato al PMo Sangue di Gesù ,
    Entro in un negozio delle suore paoline e chiedo una Coroncina del Pmo Sangue di Gesù ..
    le suore Non ne Trovano Nemmeno una ( ... ) e poi mi dicono che non ci stavano per il fatto che , quando ( e se ? ) si Ordinano , deve esserci una " grande " quantità ..
    Quindi , mi chiedo , chissà da quando non le Ordinano e quindi qua ad Arezzo , benché non sia una questione " primaria " , o tutta la popolazione risulta già dotata di ciò che ho chiesto , oppure semplicemente tale Devozione è in via di ... Esaurimento !!
    Chissà , altro segno dei tempi del NOVUS DIS ordo , ahimè ! .

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