Pagine fisse in evidenza

martedì 25 agosto 2026

Una lettura disgustosa ma al contempo altamente istruttiva

Stamattina al bar, dopo il caffè, sono rimasto estasiato dalla lettura del Corriere della Sera, compiuta e perfetta espressione della propaganda di regime. In prima pagina si trova un lungo articolo di Goffredo Buccini che ci spiega, per l’ennesima volta, quanto sia cattivo Putin (chiamato gentilmente il “tiranno del Cremlino”) e quanto pericolosa sia la Russia, da combattere fino all’ultimo ucraino.

Poi l’intervista (con rimando in prima) a un luminare della virologia, che afferma come non solo i 10 vaccini per i bambini siano necessari, ma ve ne vadano aggiunti altri facoltativi.
L’ennesimo piazzista del grande capitale del farmaco che smercia all’ingrosso i prodotti dei suoi finanziatori, gabellando il tutto per scienza.

Poi (sempre con rimando in prima) l’ennesima intervista a una giovane protagonista del calcio femminile, sport che in realtà non si fila nessuno e sembra interessare solo al giornalismo fucsia.
Poi altra intervista a un’attrice romana che porta il cognome svedese della madre, che riattacca con la lagna femminista delle donne discriminate, anche a teatro.

Poi la rubrica di Aldo Cazzullo, che chiede a Giorgia Meloni (per altri versi molto apprezzata) una dichiarazione pubblica di antifascismo, enumerando i crimini dello squadrismo di cent’anni fa.

Poi l’intervista a un effeminato stilista veneto, legato a una nota diva del pop, che esalta Londra e che ricorda la provincia veneta come luogo terribile di atroce bullismo.

Poi l’articolo di elogio alla Gran Bretagna, perché in Albione non vi sono voci dissenzienti contro la russofobia. Un Paese quindi felice e fortunato.

Insomma: un incubo. Da una parte l’assoluto servilismo alla plutocrazia transatlantica, sia sul fronte geopolitico (Il Mare contro la Terra) che su quello pseudoscientifico vaccinista.
Dall’altro la propaganda politicamente sinistroide (anch’essa di origine aglosferica) su donne, gay, immigrati, ecc.

È una lettura disgustosa ma al contempo altamente istruttiva.
Non solo per capire il grado di servilismo e inganno raggiunto dalla grande stampa, del tutto degno di un Paese totalitario ("antifascista"e totalitario al contempo). Ma anche per coglierne la perfetta complementarità al politicamente corretto sinistroide.
Subordinazione integrale ai grandi potentati del denaro, e insieme subordinazione integrale al pensiero unico dirittista. Turbocapitalismo e ideologia fucsia sono infatti due forze del tutto legate e complementari.
È la “società aperta” sorosiana, cioè lo spirito profano, materialista, sovversivo e anticristico della modernità (“lo spirito borghese allo stato puro”, diceva Augusto Del Noce), portato alle sue estreme menzognere conseguenze.
Martino Mora

1 commento:

  1. L'inviato vaticano, Paul Richard Gallagher, giunto a Mosca ha esortato la Russia a porre fine alla guerra in Ucraina il prima possibile. «Più a lungo durerà il conflitto, più difficile sarà raggiungere una soluzione adeguata», ha affermato in una conferenza stampa dopo il primo incontro con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Un mese fa era stato ricevuto a Kiev da Zelensky.
    Le parti non hanno negato le divergenze, ma il primo incontro e' stato positivo. Il massimo diplomatico vaticano ha ribadito a Lavrov l'appello di Papa Leone XIV a ‘porre fine alle ostilità e avviare negoziati autentici con il sostegno della comunità internazionale’. Lavrov ha definito la conversazione ‘molto utile’.
    Lo scopo della visita è quello di preparare il terreno per la successiva visita del cardinale Zuppi a settembre.
    Monsignor Zuppi era già stato a Mosca nel 2023. Aveva presentato un improbabile piano di pace dettato da Zelensky: un cessate il fuoco e il congelamento della linea del fronte. Il NIET di Mosca era stato immediato.
    Zuppi era tornato a Mosca nel 2024 per presentare a Lavrov le stesse proposte del 2023. E se ne tornò a Roma senza concludere nulla, se non dopo avere ascoltato la condizione necessaria per una risoluzione diplomatica del conflitto: affrontare le motivazioni profonde che lo avevano originato. Il prelato non sembrò curarsene troppo e Mosca chiuse la discussione.
    Nel 2025, con l'elezione di Prevost a Sommo Pontefice, fu ventilata di nuovo l'ipotesi di un intervento del Vaticano per mediare la crisi in Ucraina. Sergey Lavrov raccomandò di: «Non sprecare ancora risorse in scenari irrealistici, senza prima affrontare le vere cause della guerra».
    Si ricorderà che mentre il nazista di Kiev passeggiava a San Pietro in scarponi e divisa caccia e pesca, il Vaticano impedì la partecipazione della rappresentante della Russia alla cerimonia di insediamento del nuovo Papa: l’aereo su cui viaggiava la signora Olga Borisovna Lyubimova, Ministro della cultura della Federazione Russa, virò al largo delle coste egiziane e rientrò a Mosca.
    Forse monsignor Gallagher non avrà vita facile fino al 28 agosto, ma monsignor Zuppi la renderebbe estremamente difficile.
    Giuseppe Sardini

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.