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venerdì 2 ottobre 2026

Il Papa, intervistato in aereo, parla da politico, umanista, filantropo

Segnalazioni dei lettori. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Il Papa, intervistato in aereo, parla da politico, umanista, filantropo

Il Papa Leone, intervistato dai giornalisti sull'aereo papale mentre tornava dal viaggio apostolico in Francia, ha affermato che l'estrema destra, che si sta affermando in tutte le parti d'Europa, usa impropriamente il cristianesimo come filosofia e cultura di riferimento nella costruzione della società, perché i postulati della destra sono inconciliabili con il cristianesimo.

Ne consegue, seguendo il ragionamento del Papa, che un partito o un movimento culturale che rispetta il cristianesimo è da considerare anticristiano, mentre sono da considerare cristiani i partiti di sinistra che professano principi anticristiani: l'aborto, l'eutanasia, il disprezzo verso il cristianesimo, la cultura transgender, l'utero in affitto.

giovedì 1 ottobre 2026

1 ottobre - La mariofania delle Blacherne e il manto della Vergine.

Riprendiamo da Teologia medioevale.
1 ottobre - La mariofania delle Blacherne e il manto della Vergine.

L'episodio della visione di Andrea Salos presso la chiesa delle Blacherne a Costantinopoli rappresenta uno dei momenti paradigmatici per la comprensione dell'ecclesiologia e della mariologia bizantina, con riflessi profondi sulla successiva tradizione iconografica e teologica dell'Europa orientale e latina.

La vicenda si colloca, secondo la consolidata tradizione liturgica, nella notte del 1° ottobre 911, nel contesto delle incursioni dei Rus' che minacciavano la capitale imperiale sotto il regno di Leone VI il Saggio. In quell'ora di crisi, la popolazione volse la propria supplica alla protezione soprannaturale della Theotokos, la cui reliquia del maforion era custodita nel santuario mariano per eccellenza della città.

La figura di Andrea, caratterizzata dallo statuto antropologico del folle in Cristo, incarna l'ascesi del salos, ovvero la dissimulazione della virtù attraverso l'apparente demenza. Tale condizione lo pone ai margini della gerarchia sociale ma al centro dell'esperienza mistica, legittimando la sua percezione dell'invisibile.

A proposito di Messa antica, smettiamola di parlare di sensibilità

Questo post di Peter Kwasniewski meritava una traduzione; ma soprattutto va tenuta ben presente la conclusione... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

A proposito di Messa antica, smettiamola di parlare di sensibilità

Smettiamola di parlare di sensibilità e abbiamo il coraggio di dire che ci sentiamo di avere scelto “la parte migliore”

“Ho sempre trovato estremamente irritante l'idea che io semplicemente "preferisca" la Messa tradizionale e che si debba portare rispetto ai miei "sentimenti" solo perché vi sono "legato".

Non fraintendetemi: credo che non si debbano calpestare i sentimenti legittimi altrui; che si debbano rispettare le preferenze, purché compatibili con la legge divina; e sì, che si debba coltivare un profondo attaccamento a tutto ciò che è buono.

“L’invocazione del Nome come culto”

L'invocazione del Santissimo Nome di Gesù è una pratica di preghiera cristiana antica e potente che consiste nel pronunciare con fede il nome del Salvatore per trovare pace, forza e protezione con brevi invocazioni, spesso frequenti. Quella già più articolata, nota come preghiera del cuore (Esicasmo) della tradizione orientale è «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore».

L’invocazione del Nome come culto”

Più che sugli aspetti generali, ci soffermiamo su quelli più specifici. Il primo è quello dell’adorazione e del culto.

Spesso le nostre preghiere si limitano alla supplica, all’intercessione e al pentimento; nulla di riprovevole in ciò, poiché è molto positivo che il Nome di Gesù venga invocato con tali fini, soprattutto all’inizio. Tuttavia, la preghiera disinteressata, gratuita, la lode offerta a Dio per la sua grandezza e gloria, l’ammirazione per le sue meraviglie, la sottomissione filiale umile, l’amore ardente e costante che desideriamo avere per Lui, la fede profonda, anche se oscura, e la speranza certa che implica il grido di Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!» (Gv 21, 26), devono avere la priorità.

Non sarebbe nemmeno necessario dire che l’Invocazione del Nome di Gesù deve renderlo presente nella nostra mente, affinché non si trasformi in idolatria verbale, secondo l’avvertimento dell’Apostolo: «La lettera uccide, ma lo spirito vivifica» (2 Cor 3, 6). Questa presenza di Gesù è il contenuto essenziale, la sostanza del Nome sacro, poiché il Nome rappresenta la persona di Gesù e contiene la sua parola.