Emblematica la lettera di una lettrice americana sulla fede transazionale di conio protestante – un modo utilitaristico e immaturo di vivere il rapporto con Dio, basato sul principio del contraccambio – e l'assolutismo politico. Alla lettera segue la risposta. Si evidenzia ulteriormente un problema che caratterizza la situazione USA di questo mandato presidenziale e falsifica ulteriormente il cristianesimo, in questo tempo di scristianizzazione, in cui esso non è purtroppo annunciato adeguatamente neppure dalla chiesa visibile, ora prevalentemente modernista, ben oltre il conciliarismo spinto. Sul piano politico, il vice presidente americano Vance ha sostenuto che il risultato non sia stato determinato da un problema di affluenza alle urne, ma dalla scelta di molti elettori di passare ai democratici a causa della guerra in Iran.
Quando il Vangelo viene contraffatto dalla logica mercantile
Scrivo con crescente allarme nelle settimane che precedono le elezioni di metà mandato. Paula White-Cain continua a occupare una posizione di rilievo tra coloro che affermano di parlare a nome del cristianesimo evangelico in America, e il danno non è più solo teologico, ma pubblico e corrosivo.
La sua incessante promozione del vangelo della prosperità trasforma la Croce in una transazione commerciale. Ai credenti viene ripetutamente detto che specifiche offerte "di semina" sbloccheranno benedizioni materiali, protezione e persino il favore nazionale. Questo non è il vangelo del Nuovo Testamento. Paolo conosceva sia l'abbondanza che il bisogno; non ha mai considerato la generosità come una leva per forzare la mano di Dio. Quando un'insegnante pubblica collega ripetutamente le donazioni finanziarie a risultati soprannaturali, riduce la fede cristiana a un mercato spirituale.
Ancora peggio è il modo in cui questo insegnamento si fonde con la retorica politica. Il suggerimento che particolari leader o movimenti godano di un'approvazione quasi messianica da parte del cielo confonde il Regno di Dio con le sorti di qualsiasi amministrazione terrena. Pone un peso insostenibile sugli esiti politici e lascia i cristiani comuni disillusi quando le "svolte" promesse non si concretizzano. Temo che questa mescolanza tra la dottrina della prosperità e l'assolutismo politico stia danneggiando seriamente la credibilità della testimonianza evangelica nel nostro Paese.
Spero che le vostre pagine continuino a offrire un'alternativa più chiara, un'alternativa che prenda sul serio il discepolato pubblico senza rinunciare allo scandalo della Croce.
Sinceramente,Helen Harrington
Virginia, Stati Uniti
* * *
Risposta:La lettera della signorina Harrington è arrivata prima che si conoscessero i risultati. La pubblichiamo ora perché le questioni che solleva non sono state risolte da alcuna urna elettorale e perché assumono ancora più importanza, non meno, all'indomani di un cambiamento elettorale decisivo.
Condividiamo la sua profonda preoccupazione per la dottrina della prosperità associata ad alcuni ministeri americani di alto profilo. Le Scritture non presentano in alcun punto il successo materiale o il trionfo politico come frutto garantito di una generosità fedele. Il Nuovo Testamento è molto più interessato alla formazione del carattere sotto pressione, alla priorità di un Regno che non è di questo mondo e alla chiamata a prendere la Croce. Quando personaggi pubblici presentano ripetutamente i contributi finanziari come il mezzo attraverso il quale si "libera" la benedizione, o parlano come se le sorti di un particolare movimento politico fossero identiche all'avanzamento del Vangelo, impongono un peso gravoso e non biblico sia sul testo che sulle coscienze dei loro ascoltatori.
Allo stesso tempo, non dobbiamo fingere che tutte le scelte politiche siano moralmente equivalenti, o che i cristiani possano rimanere indifferenti alle politiche perseguite in loro nome. La libertà religiosa, la tutela della vita non ancora nata, l'integrità della vita familiare, i giusti limiti dell'autorità statale in relazione alla Chiesa e una seria attenzione per i poveri e gli emarginati sono tutte questioni su cui la convinzione cristiana dovrebbe avere un ruolo sostanziale. I cristiani possono, e talvolta dovrebbero, sostenere determinati partiti o candidati sulla base di tali convinzioni. Ma nessun programma politico incarna il Regno di Dio, e nessuna vittoria elettorale può essere considerata prova dell'approvazione divina. Nel momento in cui iniziamo a considerare un leader o un movimento come la quasi incarnazione del favore divino, o a misurare la salute della Chiesa in base ai risultati elettorali, abbiamo già iniziato a perdere di vista il vero senso della parola.
I risultati delle elezioni di metà mandato sono un dato di fatto politico. Non costituiscono un verdetto teologico. La nostra fiducia rimane nel Signore crocifisso e risorto, il cui regno avanza attraverso mezzi che spesso appaiono folli al mondo. Un discepolato pubblico e fedele è possibile e necessario. Un vangelo transazionale che confonde l'autorità spirituale con il potere politico non è né l'uno né l'altro.
Siamo grati alla signorina Harrington per averci ricordato che la Chiesa deve esaminare continuamente la sua testimonianza pubblica alla luce della Croce.
Rev. Leon, 4 novembre

Nel programma di Trump avevamo approvato le politiche anti woke, anti cancel culture, la fine della guerra in Ucraina et alia, mentre questo lato di conio protestante si è evidenziato dopo l'insediamento. E poi la sua politica assurda, guerre comprese, completamente succube di altri interessi di certo non degli USA...
RispondiEliminaE poi tirandosi indietro per l'Ucraina dopo l'exploit iniziale, con un'Europa ultra coinvolta e tartassata ma senza voce in capitolo. Ma qui la responsabilità è anche dei politici succubi dei tecnocrati. E siamo in un vicolo cieco...
Un fattore decisivo per la vittoria dem è stato il voto in massa degli stranieri illegali. Un illecito favorito dalla mancata riforma elettorale ( Save Act).
EliminaUrge attenta riflessione sulla catastrofe demografica che incombe anche su di noi.
Gli immigrati voteranno sempre a sinistra e quella che li adotta è la peggiore sinistra di sempre.
La prima lezione sui risultati del voto americano riguarda la natura stessa del voto. Trump non è stato battuto dai democratici: è stato licenziato dai suoi elettori.
RispondiEliminaAveva promesso prezzi più bassi e niente guerre: gli americani sono andati alle urne con la benzina alle stelle e una guerra all’Iran in corso.
L’elettore deluso non si converte, cambia fornitore, con la freddezza di chi restituisce un prodotto difettoso o passa a un altro gestore telefonico.
Ma la notizia vera non è chi ha perso. È come hanno vinto gli altri, perché i democratici americani si sono rimessi in piedi curando proprio la malattia di cui la sinistra italiana va fiera: il disprezzo per chi vota dall’altra parte.
Quella malattia ha un nome preciso, superiorità morale.
Nasce dall’idea che chi non ti vota non abbia un’opinione diversa ma un difetto da correggere: è ignorante, è egoista, è fascista, è stato manipolato.
Con una premessa simile non si conquista nessuno, si rieduca. E nessuno, in democrazia, va alle urne per farsi rieducare.
W Vance! W Tucker Carlson! W il popolo MAGA! W una vera destra cristiana, identitaria, comunitarista, isolazionista, anti-liberale e non sionista!
RispondiEliminaIl vicepresidente Usa aveva attribuito le pesanti sconfitte subite dai Repubblicani al conflitto in Iran. "Il motivo per cui abbiamo perso è la guerra. Lo ha detto il presidente stesso ieri sera", ha scritto Vance in un lungo post sui social media. "A chi è furioso e vuole dire 've l’avevo detto': avete ragione, ce l’avevate detto davvero. Usate questa energia per eleggere Repubblicani che condividano la vostra visione del mondo".
RispondiEliminaVance lo ha detto: abbiamo perso per la guerra all' Iran. Non sono tanto i dem che hanno vinto, quanto i trumpiani che hanno punito il Giuda, stando a casa o votando appositamente contro di lui.
RispondiEliminaMeloni dovrebbe imparare: continuando sulla linea della guerra ad oltranza, dell' asservimento all' Ue, della immobilità assoluta sui fronti in cui aveva promesso impegno, verrà punita anzitutto dai suoi elettori. In tal caso il piccione ( Schlein) potrebbe sembrare un' aquila.
Si, è vero. Molte sono le persone di mia conoscenza che non la voteranno più perché si sentono tradite e dunque voteranno per il campo largo, soprattutto per rabbia, non tanto per convinzione. È peccato, perché il campo largo non solo continuerà sulla stessa linea di G. Meloni, ma continuerà il salasso degli italiani con molto più ardore. In ogni caso, chi tira le fila dell'Unione Europea non permetterà mai nessun cambiamento di rotta. Il destino è segnato. Salvo miracoli.
Elimina-- Quelli che ce l'hanno tanto contro Meloni dovrebbero spiegare per qual motivo hanno fatto naufragare la riforma della giustizia del governo di Meloni, una riforma veramente epocale, giunta in porto dopo dura lotta, che avrebbe rappresentato un duro colpo per l'egemonia della sinistra woke e non.
RispondiElimina-- Sono gli stessi che accusano Meloni e il suo governo di non aver fatto niente. Ipocriti.
-- C'è stato immobilismo del governo Meloni nelle questioni etiche fondamentali. Ma se vince Schlein le prossime elezioni, allora? Votare Schlein sarebbe come votare Kamala Harris.
Un sito come questo verrebbe probabilmente chiuso, tanto per cominciare.
-- Bisogna invece, se davvero ci si vuole opporre all'ondata islamo-neomarxista woke, rivotare per il CD, premendo poi su di esso, in caso di vittoria, perché si dia una sveglia in questo campo.
Va comunque tenuto presente che le "questioni etiche" (l'aborto libero, il matrimonio gay etc) interessano una parte limitata dell'elettorato. Alla maggioranza importa molto di più il raddoppio del prezzo della benzina a causa della guerra nel Golfo Persico. Le statistiche americane più recenti (vedi LSNews) ci dicono che anche in campo repubblicano una larga maggioranza ritiene giusto riconoscere il diritto ad abortire liberamente.
Ormai i buoi sono definitivamente scappati dalla stalla.
Ridotta, la stalla, a spelonca innominabile, in particolare nel caso delle mansiones della presente Gerarchia di nome cattolica.
Politicus
Concordo
EliminaPoliticus ha ragione.
RispondiEliminaHo gia' scritto giorni fa che il c.d. "popolo" che ha snobbato e fatto naufragare la riforma giudiziaria si merita la sinistra al governo o un tecnico da salotto al comando.
Comunque la situazione a livello europeo e' in piena e profonda evoluzione e l'unica cosa certa, a mio avviso, e' la grande polarizzazione dello scontro tra i due versanti, destra e sinistra, con un centro ormai quasi irrilevante nei grandi Stati europei.
Quindi si faccia molta attenzione a come si votera', perche' un mancato voto al CD e' un assist molto grave e pericoloso alla sinistra, che si sta manifestando per quello che, in germe, e' sempre stata: massimalista. Il riformismo di sinistra e' finito. Ora si tratta di sinistra in massima parte comunistoide, il cui modello e' la Cina.
Pensiamoci bene: la lezione del Covid mi pare che non sia servita a parecchi italiani, che amano dimenticare facilmente dove sono i satrapi de noantri.
I prossimi governi europei saranno di destra-centro e quindi democratici, o saranno di sinistra e quindi oppressivi. Non ci sono alternative. E qualcuno cosi' arrivera' a rimpiangere il carovita....
Da Hamas alla figlia di Giorgia Meloni. È stato un attimo. Prima di scriverne mi sono serviti giorni per far sbollire la rabbia. Non è bastato.
RispondiEliminaGiovedì scorso, nella sala stampa della Camera dei Deputati, si è tenuta una conferenza per chiedere la liberazione del medico palestinese Hussam Abu Safiya, detenuto in Israele.
In una foto, pubblicata dagli stessi servizi medici di Gaza, indossa la divisa di Hamas accanto agli alti ufficiali del gruppo. Quei servizi, in un altro post, lo chiamano colonnello.
L’evento lo ha organizzato la solita Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, che ha offerto un palco al figlio del medico. Perché “solita”, lo capirete tra poco.
Al microfono il ragazzo si è rivolto alla premier e ha tirato in ballo la figlia Ginevra, dieci anni.
Le sue parole vanno lette piano, perché sono costruite con cura.
Quando torna a casa e chiama sua figlia, ha detto alla Meloni, si ricordi delle Convenzioni di Ginevra, quelle che proteggono il personale sanitario.
Poi l’affondo: “come lei ama sua figlia”, lui sente la mancanza del padre.
Accanto a lui, la Ascari annuiva.
Ma Ginevra non è una convenzione. È una bambina.
Quella frase non chiede giustizia. Mette la Meloni sulla sedia del carceriere, come se fosse lei a tenere qualcuno in cella. Poi usa la figlia come leva per piegarla.
È la grammatica del ricatto, recitata con la voce del sentimento.
La trappola è perfetta. Se la madre reagisce, la accusano di strumentalizzare la figlia. Se tace, la figlia resta lì, appesa a un microfono di Montecitorio.
In quella sala si è parlato di Ginevra. L’unica a non poter rispondere era lei.
Davanti alle proteste, la Ascari ha chiesto dove sarebbe l’attacco. Ha parlato di un appello alla sensibilità materna.
Ha domandato in quale lingua il ragazzo avrebbe dovuto esprimersi, come se lo scandalo fosse l’arabo e non il nome di una bambina.
Dove sarebbe l’attacco, onorevole?
Nella figlia nominata davanti alle telecamere. Nella madre messa sotto ricatto. Nel suo cenno del capo, proprio quando toccava a lei interrompere.
Ora il perché di quel “solita”.
RispondiEliminaLa Ascari non è una sprovveduta capitata lì per caso. Da anni la porta di Montecitorio per il circuito pro-Pal la apre lei.
Ha portato più volte alla Camera Mohammad Hannoun. In un video chiedeva donazioni per l’associazione fondata da lui.
Oggi Hannoun è in custodia cautelare nell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas e la Procura ha chiesto per lui il rinvio a giudizio.
Ha fatto della sala stampa il palcoscenico di Francesca Albanese. A settembre, al sit-in davanti a Montecitorio dove si scandivano cori per Hamas, l’applauso più forte della piazza è andato alla Ascari.
E siede in commissione Antimafia, quella che dovrebbe riconoscere le reti prima di tutti.
Per lei Abu Safiya è un medico “colpevole soltanto di umanità”. Ma una divisa di Hamas non è un camice.
Ecco perché è stato un attimo. Quando per anni si prestano le istituzioni a quel mondo, si smette di controllare che cosa entra dalla porta.
E il passo fino a una bambina diventa cortissimo.
C’è però di peggio. Quella porta si è aperta su una bambina che è un bersaglio da sette anni.
A tre anni uno stalker scriveva ogni giorno che Ginevra era sua figlia e che sarebbe venuto a Roma a vederla.
A otto in rete circolava “Kill Giorgia e Ginevra”.
Lo stesso anno, davanti alla questura di Macerata, un giovane camerunense girava un video di allusioni su di lei. I giudici gli hanno fermato l’espulsione.
A dieci, il Parlamento.
Per sette anni l’odio verso questa bambina è salito di piano, senza che nessuno lo fermasse. Giovedì ha trovato la porta aperta. Sappiamo tutti chi la teneva.
Intanto sui social girava già un video con la foto di madre e figlia abbracciate, presa dalle pagine della premier e rilanciata, a quanto si legge, da pagine pro-Pal, compresa quella dell’imam torinese Brahim Baya.
L’affetto più intimo: tutto in vetrina.
Eppure è la stessa deputata che, per una battuta ritenuta sessista su una consigliera del suo partito in un consiglio comunale di Ferrara, presentò un’interrogazione alla ministra Roccella.
Allora dichiarò che “le parole non sono mai solo parole”.
Le parole di Ferrara la indignavano. Il nome di una bambina minacciata da anni, pronunciato davanti a lei alla Camera, no.
E la sinistra? Bastavano quattro parole: la bambina lasciatela fuori.
Non le ha dette nessuno.
Nel campo largo è in corso una gara a chi è più pro-Pal. In quella gara la decenza è diventata una concessione al nemico, perché prendere le distanze vorrebbe dire dare ragione alla Meloni almeno una volta.
È la gerarchia delle vittime che la sinistra pratica da anni. Ci sono bambini che meritano fiaccolate e bambini che non meritano una riga.
Il criterio non è l’età. È il cognome.
Invertiamo la scena. Una deputata di Fratelli d’Italia ospita alla Camera il figlio di un uomo accusato di far parte di un gruppo armato e lui si rivolge a un leader della sinistra citando per nome suo figlio.
Quante ore passerebbero prima delle piazze, degli appelli, delle prime pagine sul clima d’odio?
Non serve immaginarlo. Lo sappiamo.
A Giuseppe Conte nessuno chiede di cambiare idea su Gaza. Gli si chiede di dire le quattro parole che la sua deputata non ha trovato.
Se tacerà, quel silenzio diventerà la sua firma accanto al cenno del capo della Ascari.
Ginevra non vota, non governa, non ha arrestato nessuno. Ha soltanto un nome.
Qualcuno ha deciso che bastava. La solita deputata ha annuito.
Autore: Roberto Riccardi
La presidenza Biden ha fatto entrare milioni di illegali negli anni scorsi, facendo anche in modo di iscriverli almeno in parte nelle liste elettorali. Il criminale calcolo si è rivelato giusto, gli illegali hanno contribuito alla vittoria Dem attuale. La Chiesa cattolica radicalmente complice in questa operazione, che corrisponde all'ideologia della "teologia della liberazione" professata dai due ultimi papi.
RispondiEliminaQueste dei dem sono tecniche da colpo di Stato o meglio da guerra civile. Che, a ben vedere, è già in corso da tempo, intrecciata alle guerre convenzionali pure in corso (Ucraina, Golfo Persico, Medio Oriente).
Ci vorrebbe un cervello politico, un vero teorico della politica che delineasse con sufficiente chiarezza questo intricato nesso guerra civile-guerra convenzionale che ci sta strangolando, un nesso nuovo, diverso dalle impostazioni tradizionali. Che facesse un'analisi precisa di questa nuova realtà politica e nello stesso tempo capace di riaffermare i valori tradizionali per i quali combattere in questa guerra civile-convenzionale ormai su scala mondiale.
Postilla - Secondo ilGiornale ieri un membro del parlamento iraniano, esaltato dalla sconfitta di Trump, ha dichiarato che se l'America bombardasse di nuovo l'Iran, quest'ultimo sarebbe in grado di colpire le basi USA in Europa, Germania e Italia incluse. Vero o falso? Se vero, dimostrerebbe che l'Iran possiede missili balistici se non intercontinentali tuttavia in grado di colpire obbiettivi posti a migliaia di km di distanza. Sono questi i missili capaci di portare cariche atomiche.
Politicus
Moltissimi autentici maga (per esempio groypers) sono rimasti a casa o hanno votato per i democratici. Tutti questi patrioti rigettano l'asservimento agli interessi dello stato giudaico che ha segnato la presidenza Trump.
EliminaSulla questione del nome Ginevra: solo in italiano il nome di donna e il nome della città svizzera sono omografi e omofoni: in francese sono Geneviere e Geneve rispettivamente, dubito che in arabo siano omografi come in italiano. Per me suonava come una specie di minaccia, spero i servizi segreti facciano qualche ricerca...
RispondiEliminaDal pensiero cattolico non c'è da aspettarsi nulla. Da un lato, è intruppato nel "politicamente corretto" dominante. Dall'altro, sembra continuare a servirsi di categorie consunte. Mi riferisco a quello che dovrebbe essere un pensiero capace di rinnovamento, cioè ai tradizionalisti delle varie scuole. In questo campo, ci sono illustri antenati ai quali ispirarsi, come p.e. Donoso Cortez. Ma quali sarebbero le categorie consunte?
RispondiEliminaPer esempio, continuare a vedere il nemico principale nel liberalismo, come se fossimo rimasti ai tempi di Cavour e delle lotte risorgimentali. Perché, il liberalismo non è di per sè nemico del cattolicesimo? Come filosofia generale lo è sicuramente, visto che intende la religione solo come fatto interiore della coscienza, che si può coltivare anche in pubblico ovviamente, purché si rispettino certe condizioni. Il liberalismo ha cercato di costruire una morale basata sulla ragione e la volontà individuali, come se l'uomo fosse buono per natura...Alla fine al posto della coscienza come intesa dai liberali si è piazzata la "volontà di potenza" di Nietzsche, il regno degli istinti ha dissolto le illusioni etiche dei liberali.
La critica al liberalismo è doverosa dal punto di vista cattolico. Ma d o p o il liberalismo ci sono stati altri movimenti di pensiero, anche violentemente ostili alla nostra religione o no?
Movimenti che oggi occupano la scena. Pensiamo al marxismo erroneamente dato per morto con l'implosione della URSS. Sempre rimasto nelle sue forme classiche in Cina, Corea, Vietnam, paesi sudamericani, si è trasformato inglobando, per così dire, tutta la pseudocultura di origine psicoanalitica, libertaria, sociologica, femminista...Fatto assolutamente nuovo, ha sviluppato una componente razziale, costituita dall'odio di quello che in passato si chiamava Terzo Mondo, nei confronti della razza bianca anzi, per esser precisi, per il maschio bianco, visto come specie maligna da eliminare (l'odio di classe su scala planetaria unito all'odio femminista per il maschio, specialmente bianco). Componenti irrazionali ma violente e pericolose, nelle mani di esperti facitori di rivoluzioni, come ad esempio l'ex presidente Obama (vedi i suoi mirati interventi nel 2020 e alla vigilia delle recenti elezioni).
E come ha fatto quest'ideologia a penetrare anche nella Gerarchia cattolica, sino ai vertici? Spero che qualcuno non mi tiri fuori il complotto massonico...
Si tratta di ribaltamenti epocali, che richiedono un dedicato lavoro di analisi e sintesi, per capire meglio come stanno le cose. E non solo: anche per elaborare una dottrina adatta all'azione politica da intraprendere per combattere l'ultima battaglia, se sarà l'ultima.
Perché dobbiamo capire che dobbiamo in ogni caso combattere e non solo "con le armi della critica" ma anche "con la critica delle armi" (ho citato Marx di proposito, fuori contesto).
pp
SINTESI
RispondiEliminaUn mostruoso presidente guerrafondaio, che si comporta come un gangster, che rapisce e uccide presidenti, che bombarda 7 Paesi diversi nel primo anno di mandato, che poi aggredisce l’Iran dopo avere promesso di non intraprendere guerre, ha perso le elezioni americane di medio termine.
Buona notizia, anzi ottima se ciò gli impedirà di proseguire le sue criminali aggressioni.
Peccato che coloro che l’hanno sconfitto (i Democratici) siano mostruosi come lui: mondialisti, guerrafondai e per di più wokisti e abortisti al nono mese.
Morale della favola: un sistema che ha come unico vero dio e sovrano assoluto il dollaro, cioè il denaro, produce in politica solo mostruosi burattini. A sinistra come a destra.
Il problema non è solo Trump, o prima di lui solo Biden.
Il problema non é solo la destra sionista repubblicana, o solo la sinistra wokista democratica. Finte alternative l'una dell'altra ed entrambe detestabili.
Il problema è l’America, mostruosa demo-plutocrazia sovversiva che le produce.
Martino Mora